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Dragons´ Lair

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Thalos Ridge - Stagione 1: Il Ruggito della Montagna

Risposte in primo piano

[Thalos' Rest, Oregon - Lunedì 17 novembre 2025]

Thalos’ Rest non è il tipo di città che si nota subito. È una di quelle che restano addosso.

Ai piedi del Monte Thalos, il vulcano dormiente domina l’orizzonte come un pensiero che nessuno riesce a scacciare del tutto.

Ad autunno inoltrato le giornate sono corte, il sole tramonta troppo presto, e il freddo arriva prima che qualcuno sia pronto ad affrontarlo. Le luci dei lampioni si accendono già nel pomeriggio, tremolanti, come se esitassero a illuminare ciò che preferirebbero restasse nascosto.

Alla Thalos Ridge High School l’aria è carica di stanchezza e aspettative: verifiche e interrogazioni, rivalità, desideri non detti. La campanella suona sempre uguale, ma ogni studente la sente in modo diverso, come una promessa, una minaccia o una condanna.

Qui tutti osservano, tutti vogliono qualcosa, e nessuno dice mai tutta la verità. I segreti circolano come il fumo nei bagni del secondo piano, e il confine tra ciò che è umano e ciò che non lo è diventa ogni giorno più sottile.

È lunedì mattina, e dopo un weekend che può sembrare simile a tutti gli altri, la sveglia suona come ogni altro giorno di scuola, e volenti o nolenti, dovete alzarvi per andarci.

@raffalavo

Oscar Holloway

La mattina arriva un'altra volta.

Continua a sembrarti strano svegliarti in un comodo letto anche se sono passati cinque anni da quando si è interrotto il tuo sonno centenario. Allora apristi gli occhi in una bara nella cripta di famiglia, e per qualche motivo da quel momento dormire in un letto ti è sembrato quasi innaturale; non che tu non riesca a riposare bene o che ti tormenti il sonno, solo ti fa terribilmente strano.

Come tutti i giorni ti spogli subito nudo e ti metti davanti allo specchio per darti la crema VampiSun, l'unica cosa che ti protegge da ustioni di terzo o quarto grado a causa del sole. È fastidioso dover essere meticolosi nel coprire ogni punto, soprattutto stando attenti a quelli normalmente più esposti, ma tuo padre che è in vita da più di cinquecento anni, ti ha insegnato quanto la pazienza sia una virtù importante per un vampiro: tu hai tutto il tempo del mondo, al contrario degli umani.

Dopo esserti vestito e preparato scendi in sala da pranzo e vieni accolto da un dolce profumo: sanguinacci; sulla tavola ce n'è un piatto bello pieno. Tra i normali alimenti consumati come un normale umano invece di bere direttamente il sangue dalla tua preda è quello più appetitoso, oltre che nutriente per quanto ti riguarda.

Tua madre mentre mangia sta consultando un elenco di cose da fare durante la settimana, sai che il Lunedì lo fa sempre, mentre tuo padre è intento a leggere il giornale. Inizialmente non ti calcolano, nemmeno il buongiorno, ma è piuttosto normale: le colazioni sono quasi sempre taciturne, come se fosse un rituale mattutino.

"Oscar, devo avvisarti che fra due giorni verranno a farci visita il conte Dremor e la contessa Lunelle." Alza un solo occhio dal giornale per guardarti in modo tagliente. "Non c'è bisogno che ti dica di tenerti libero per presenziare al banchetto, vero?" La sua voce suona leggermente più minacciosa di quello che è solitamente, ma forse è solo una tua impressione.

In ogni caso, il conte Dremor Holloway e sua moglie la contessa Lunelle Holloway sono i vostri "zii" che abitano a Salem e gestiscono tutti i movimenti della famiglia Holloway in America, oltre che tutte le attività vampiriche nell'Oregon. Sai che il conte ha più di mille anni ed è in vita da quando è incominciata la rinascita economica nel medioevo; è lui ad aver portato il sangue della famiglia Holloway in America quando la situazione si è stabilizzata dopo la colonializzazione.

Più che altro quest'anno il tipico banchetto di riunione della famiglia è già stato fatto, e solitamente partecipano anche altri vampiri, quale ragione potrebbe portarli a Thalos' Rest?

offgame

Un po' di domande che mi sorgono ora:

  • Come si chiamano i tuoi genitori?

  • Siccome siete ricchi e nobili e vivete nella tenuta di famiglia (suppongo una villa piuttosto grande) avete dei servitori o in casa fate tutto tu, tua madre e tuo padre? Se li avete sono semplici umani oppure sono stati soggiogati tramite poteri vampirici e quindi sono totalmente ai vostri ordini?

@Loki86

Evan Calder

Ti svegli male: indolenzito, confuso e stanco; è come se avessi dormito da cani oppure fossi andato a letto appena due ore fa.

Lentamente ti alzi, e una volta in piedi senti un dolore al basso ventre: è il tipico male di quando scopi per troppo tempo lo stesso giorno perché quando cominci sei troppo arrapato.

Ma tu ieri sera non sei uscito con una ragazza, anzi non sei uscito affatto! Avevi addosso una sensazione strana e hai preferito rimanere a casa piuttosto che sentire gli altri, soprattutto goderti la casa in uno dei pochi weekend che tuo padre trascorre fuori città.

Non riesci a ripercorrere il tuo effettivo percorso di ieri sera, ti sembra anche di essere andato a dormire piuttosto presto; fai per prendere il cellulare dal comodino per cercare prove: messaggi mandati o ricevuti, storie pubblicate sui social o altro, quando un'altra cosa attira la tua attenzione: un piccolo oggetto d'ossidiana lucida come il vetro, dalla forma simile ad una punta di freccia, sta lì sul comodino, proprio a fianco al cellulare. Potresti dirlo simile al frammento di ossidiana che hai rubato tempo fa in quel museo, ma il tuo è più grande e soprattutto di forma indefinita.

Ancora confuso ti guardi attorno per capire se sei davvero in camera tua e noti i vestiti che avevi addosso il giorno prima buttati per terra in un angolo, bagnati fradici.

La testa inizia a girarti mentre continui a cercar di capire cosa diavolo sia successo e perché non ricordi un bel niente; apri la finestra e torni a sederti sul letto, sperando che la fredda aria mattutina dell'autunno possa schiarirti le idee.

Dopo qualche minuto il dolore al basso ventre se ne va, così come quelli al resto del corpo e il giramento di testa; decreti che hai bisogno di una doccia calda per riprenderti e di fare una bella colazione.

In cucina trovi Noah e Laura, tuo padre è probabilmente già uscito perché raramente lo vedi la mattina, e questo non può che farti piacere. Mentre stai mangiando la tua matrigna che ha finito la colazione si dirige verso il bagno, ed è in quel momento che Noah attira la tua attenzione. "Hey fratellone." Dice a bassa voce, come se temesse di essere sentito nonostante siate soli. "Sono contento se esci la sera, ma occhio a fare così tardi se papà non è fuori casa. Stanotte mi sono svegliato alle quattro e mezza per fare pipì e ho sentito la tua macchina parcheggiarsi nel vialetto." Purtroppo, nonostante sia il secondo figlio e con un'altra madre, nemmeno Noah è in grado di scampare alle modalità genitoriali di tuo padre; forse con lui è più morbido di come lo sia stato con te, ma non più di tanto. "Non voglio che ti becchi una sgridata." Aggiunge timidamente.

@Voignar

Hector Iaonnide

La sveglia suona, incessantemente e rumorosamente, destandoti da un sogno che ti stava coinvolgendo. Ti tiri su di scatto e la spegni, mentre i frammenti del sogno ti scorrono ancora davanti agli occhi, scemando e distruggendosi man mano come è tipico, lasciandoti solo con la sensazione di ciò che hai sognato e niente di più.

Stai ancora cercando di aggrapparti a quei frammenti: eri intento nella tua impresa di eliminare l'uccello stigeo, ne stavi seguendo le tracce, accanto a te una giovane ragazza dai capelli corvini simile a una ninfa danzava, incitandoti nel compiere l'impresa.

Aspetta, Artemide ti concesse il suo aiuto in quella caccia, ma hai portato a termine il compito da solo; con te non c'era nessuna ragazza.

Ma troppo tardi, ogni cosa del sogno a cui tu potessi aggrapparti è già svanita, sono bastati pochi secondi.

Non bastava il doversi alzare per andare a scuola di Lunedì, ora senti anche una sorta di senso di perdita, e non hai nemmeno messo i piedi giù dal letto; bell'inizio...

"Hector! Hector! Svegliati o farai tardi per colazione! Altrimenti chi lo sente Folo?" La voce di Oliver Johnson arriva da oltre la porta della tua stanza, carica di energie e agitata come al solito. Bussa una volta in modo indeciso, ma poi apre subito irrompendo nella tua camera. "Oddio Hector, scusa... a volte ancora non riesco a controllarmi." Dice amareggiato. Lui è figlio di Pan, e la caratteristica che ha preso maggiormente dal padre è l'iperattività purtroppo. "Ti aspetto nel refettorio, meglio che ti sbrighi." E come un tornado se ne va, lasciando la porta aperta.

Ci sono SICURAMENTE dei Lunedì migliori di questo, ma forse potrebbe andare peggio.

Quando ti sei alzato e preparato scendi al primo piano del Chiron's Hall, dove si trovano la maggior parte delle aree comuni compreso il refettorio. Tutti i bambini e ragazzini sono già seduti e intenti a mangiare, quindi recuperi ciò che c'è oggi e ti siedi anche tu; Folo ti lancia un'occhiata di sbieco con una nota di disappunto per il tuo ritardo, ma si limita solo a quella.

Almeno non è venuto a sgridarti.

Offgame - per tutti

Ed ecco qui il primo post! (Anche se fatto un po' più in ritardo di quando previsto 😅)

Auguro a tutti buon gioco e vi ricordo che l'aspettativa per questa campagna è di fare ciascuno un post a settimana, quindi prendetevela pure con calma; ovviamente in caso di rapidità e disponibilità da parte di tutti potremmo postare anche di più.

Qualsiasi cosa vi venga in mente da aggiungere all'ambientazione o di cose da definire che non sono già state dette potete scrivere sul TdS.

Giusto per chiarezza lascio qui le modalità di posting, anche se potete andarle a guardare nella sezione adeguata:

Modalità di posting (che vi chiedo gentilmente di rispettare):

  • All'inizio del post scrivere nome e cognome del pg in grassetto sottolineato

  • Scrivere in prima persona presente

  • Spoiler per azioni separate dagli altri giocatori, dialoghi privati che altri non devono sentire, azioni meccaniche, regole e conversazioni dirette con me

Stili di formattazione:

  • Normale per la descrizione delle azioni (solito standard insomma)

  • "Grassetto fra virgolette" per il parlato

  • Corsivo in qualsiasi colore (non grigio) (ho usato il blu come esempio) per i pensieri

  • Corsivo in un tono di grigio (nel selettore colori è indicato come 'chiaro') per gli off topic che non mettete in spoiler (se volete sottolineare qualcosa, sparare un meme o qualsiasi altra cosa)

  • Se ci sono scene con più PNG che parlano li caratterizzerò con "Colori diversi in base a ciascuno" (sempre grassetto fra virgolette però, e ovviamente faccio a modo di far capire chi è anche nel contesto)

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Evan Calder - a casa Calder, lunedì mattina

Mi sveglio stranamente a pezzi e mi metto a sedere sul bordo del letto. Per un attimo mi tengo la testa tra le mani, poi mi passo le dita tra i capelli, pettinandoli all’indietro.
È tutto confuso. E ho addosso la spiacevole sensazione di essermi lasciato alle spalle qualcosa.

L’occhio mi cade quasi subito sul piccolo frammento di ossidiana sul comodino. Lo afferro istintivamente.
«E questo che ca$$o è?»

Lo rigiro tra le dita, sforzandomi di ricordare come ne sono venuto in possesso… ma niente. La mia mente è come se avesse un buco. «Ancora tu?» domando tra me e me, sapendo già che non ci sarà risposta.
So che c’è una presenza nella mia testa. Un’entità che non conosco… ma che, per qualche strana ragione, sembra volermi dare una mano quando ne ho bisogno. Solo che non sopporto quando mi sento forzato a fare qualcosa che non ho scelto io.

Mi dirigo verso la finestra. I vestiti bagnati ammucchiati in un angolo della stanza sembrano un’altra prova che mi abbia “costretto” a fare qualcosa di cui non ho memoria. «Che sia stato giù al lago?» mi domando.

L’aria fresca del mattino di ottobre mi colpisce il torso nudo, aiutandomi a scrollarmi di dosso lo stordimento. Osservo fuori. Thalos’ Rest. Questa fottuti$$ima cittadina. E più in là, il vulcano dormiente.

Non lo so per certo… eppure lo so. L’entità nella mia testa ha qualcosa a che fare con quella stramaledetta montagna. O almeno, è quello che voglio credere.

La fisso con aria di sfida. Poi guardo la pietra nella mia mano e la faccio saltellare un paio di volte sul palmo. Gli occhi tornano al vulcano. Il braccio si tende… la pietra vola lontano, gettata nel piccolo spazio verde sotto casa Calder.

«Puoi baciarmi il ca££o!» urlo verso la montagna, portandomi una mano al cavallo dei pantaloni e stringendomi il pacco.

Abbasso lo sguardo. La signora Prescott, l’anziana vicina, mi osserva scandalizzata dall’uscio di casa sua.

Le rivolgo un sorriso ammiccante e le schiocco un bacio provocatorio. Poi ridacchio e rientro in camera con la chiara intenzione di farmi una bella doccia calda.


Una volta vestito — jeans, maglia bianca e giacca di pelle — scendo in cucina a fare colazione. Saluto appena Laura e Noah con un cenno e addento una fetta di pane al burro d’arachidi.

Neanche mi accorgo che Laura esce dalla stanza, quando la vocina del mio fratellastro mi strappa dai miei pensieri.

«Tu dovresti imparare a farti i ca££i tuoi» gli dico, puntandogli un dito contro.

Nella mia voce non c’è intimidazione. Non voglio spaventarlo né sgridarlo. Voglio solo rimetterlo al suo posto. Insegnargli come vanno le cose. Non mi importa che abbia solo dieci anni. Non mi faccio problemi a usare un linguaggio di merda anche con lui. Tanto certe cose le imparerà comunque. Che differenza fa se prima in casa o poi a scuola?

«Quando e dove vado sono solo ca££i miei. Non tuoi. E non di quel cogl**ne di nostro padre» aggiungo, forte del fatto che Richard non sia in casa e senza considerare minimamente Laura come parte della famiglia.

«Ora finisci di mangiare. Se non sei pronto tra dieci minuti, a scuola ci vai a piedi.»

Hector

Chiron's Hall, mattina

Apro gli occhi, ancora mezzo addormentato, senza ben capire cosa diamine sia questo suono infernale. Impiego un poco a capire che è quello strano coso sul comodino, e molto di più a ricordarmi come si fa a spegnerlo

Quando finalmente mi tiro fuori da sotto le coperte, l'unica certezza che ho è che stavo facendo un qualche sogno, un sogno molto strano, non propriamente qualcosa di impossibile, ma più come se ci fosse un dettaglio o due nel sogno che non dovevano esserci

Ma, in ogni caso, l'irruzione di Oliver mi chiarisce che non ho tutto questo tempo per pensarci su. Mi infilo questa dannata trappola di stoffa che chiamano pantaloni, domandandomi per la millesima volta chi sia il sadico che li ha inventati, e scendo a fare colazione

Entro nel refettorio per ultimo, più o meno, e recuperato un piatto pieno di pane tostato mi siedo dritto di fronte a Folo. Può sembrare strano, ma non vedo l'ora di andare a scuola, poter passare il tempo con gli altri ragazzi è una cosa che mi piace molto più che fissare i muri di questo posto

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