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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Archived

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Black Wolf

Trame Oscure

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L'Inverno è stato inclemente. Un cielo grigio e minaccioso ha riversato tonnellate di neve ghiacciata pressochè senza sosta, negli ultimi quattro mesi, rendendo il Gelido Nord un vasto manto candido e sicuramente meno popoloso rispetto all'Autunno passato. La Vecchia Via è una semplice pista battuta nella neve. Il terreno giace a più di un metro sotto di voi, mentre calcate una strada fatta di ghiaccio scintillante. Ogni passo è rischioso, ogni appoggio è instabile, così siete costretti a viaggiare lentamente. Intorno a voi il paesaggio è desolato. Sporadici boschetti di betulle denunciano la propria presenza soltanto per le scarne chiome che spuntano dal manto nevoso.

Ogni tanto incontrate qualche fattoria, simili a piccole colline di neve. Le dimore infatti, nella Tundra del Gelido Nord, sono scavate nel terreno. Soltanto il tetto di travi ricoperte di zolle sbuca dal terreno. E quando la neve cade, il tetto si tinge di bianco e diventa difficile da distinguere. Le notti sono prive di riposo. Il freddo è pungente, ma è peggio la paura. La paura che i grandi Lupi Bianchi facciano la loro comparsa, portando morte certa.

Sono quattro giorni che avete lasciato il tepore dei bracieri di Kaupang, quattro giorni che arrancate lungo la Vecchia Via, trainando una piccola slitta su cui avete assicurato i vostri avere. Sarebbe impensabile che ciascuno di voi porti il suo fardello. Non sareste sopravvissuti a lungo, dovendo portare del peso sulle spalle. In questo modo, trainando in tre, riuscite a dividere il peso, aiutati dal fatto che la slitta scivola facilmente sul ghiaccio della strada. La gente di Kaupang vi ha sconsigliato di partire, ma le giornate di bel tempo che si sono susseguite vi hanno spinto ad intraprendere il faticoso viaggio verso Rocca Cupa. Per i primi tre giorni è filato tutto liscio. Un pallido sole donava un pò di tepore alle vostre membra intirizzite, così il freddo era tollerabile. Ieri notte, tuttavia, una bufera di neve vi ha colti in fallo, facendovi provare cosa siano davvero i rigori dell'Inverno. Oggi il viaggio è stato difficoltoso. La neve smossa che si è depositata sulla pista rende difficile il traino della slitta, mentre nuvole grigie precludono il conforto dei raggi del sole.

Avanzate in silenzio, per cnservare le forze, rimuginando sui fatti vostri.

Marroar Axeager

Spoiler:  
La bellezza del Fiordo di Kaupang ti ha profondamente colpito. Gli aironi neri planavano su acque scure quasi quanto i loro folti piumaggi. Vette innevate si gettavano a picco nel mare tumultuoso, mentre le affusolate navi dei Kragenmenn, la gente di Kaupang, solcavano le onde per portare rifornimenti alle sparute isolette del fiordo. Ma dopo cinque mesi di permanenza, la vita al villaggio cominciava a starti stretta. Quando un bardo del sud ti ha descritto le meraviglie della Contea di Rocca Cupa, hai cominciato a fantasticare su quella terra. Sei curioso, soprattutto, di vedere lo Splendore, meraviglia dell'ingegneria umana, lago artificiale tra i Monti Neri che funge da serbatoio idrico per la città di Rocca Cupa. La città stessa, con la sua millenaria cultura, ha acuito il tuo interesse e così, alle prime giornate di sole, ti sei accodato ad un paio di coraggiosi (o incoscienti) individui e sei partito.

Ora, nonostante le difficoltà, sei felice di aver varcato la palizzata di Kaupang. Ti senti libero come non accadeva da mesi. La tua unica remora è il fatto che la tua libertà potrebbe durare poco, se dovessi morire assiderato o divorato da un Lupo Bianco.

Mentre procedi a passo lento, alzando un momento lo sguardo, noti una colonna di fumo grigio innalzarsi a sud, promettendo calore e riparo. Dista, reputi, un ora di cammino.

Mirn Deftfoot

Spoiler:  
Sei partito da Kaupang per presentarti all'appuntamento con le Civette delle Nevi, alla locanda "Al Bivio". Ti sei messo d'accordo con un paio di folli almeno quanto te per fare insieme il primo tratto di strada. Quando però sei giunto alla Locanda, Cassanda, l'oste, ti ha riferito che molti membri della tua banda erano stati catturati e che i superstiti erano scappati a sud. Per la precisione erano andati nella Contea di Rocca Cupa, dove, a loro detta, 'il bottino era ricco e gli sbirri troppo intenti a chiavar donzelle'. Ti avrebbero aspettato a Borgo Scuro, un piccolo paesino a pochi giorni da Rocca Cupa, per fare il punto della situazione.

Così hai proseguito il viaggio coi due forestieri, anche loro diretti, come te, alla Contea.

Il viaggio è massacrante, soprattutto perchè devi contribuire al traino della slitta e le briglie sono troppo grandi e pesanti per te. Un misto di nostalgia e speranza confondono la tua mente, mentre la fatica ti stordisce.

Ulfgard

Spoiler:  
A Kaupang hai incontrato Tordek, il tuo amico Nano. Quell'autunno era andato sui Monti Neri per vendere una partita di asce da legna e così aveva avuto notizie dei tuoi. Oltre a porgerti i loro saluti, ti ha detto che le tribù erano in subbuglio. I Lupi Neri erano stati completamente massacrati. Della tribù un tempo nota per la grande abilità guerriera, non era rimasto che un ricordo nei canti allo Spirito Padre. Le tribù, sentendosi minacciate, si erano riunite in assemblea, deliberando che gli unici responsabili dovevano essere gli Hobgoblin. Infatti, spiando i movimenti dell'odiata razza, gli Uomini dei Monti Neri avevano scoperto che un forte capo aveva unito le due Legioni di Torre Bruciata e Ascia Rossa, dando vita ad una forza spaventosa. Tordek era tornato a valle che le tribù si preparavano alla guerra. Così hai deciso che era giunto il momento di tornare a casa. Hai trovato due compagni per il viaggio e sei partito alla volta di Rocca Cupa, da cui poi avresti preso il sentiero per i Monti in cui sei nato.

Ora sei spinto da una forte determinazione, mentre l'odio per i goblinoidi ti rende furente. Avevi molti amici tra i Lupo Nero.

La giornata è quasi al termine e tutti voi siete consci che non sopravvivereste, in caso un'altra bufera dovesse sorprendervi.

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stupefatto dal quel paesaggio così candido ma anche così freddo mi stringo nel mio cappotto cercando di raccogliere a me più calore possibile

-certo, l'altra sera il freddo ci ha giocato una brutta sorpresa, sarà meglio non farci ricogliere impreparati-

mentre penso questo avanzo cautamente con le mie tozze gambe da nano

-meno male c'è il mio fedele amico Enkidu che mi riscalda il collo-

e mentre penso questo alzo gli occhi verso il mio tasso, appollaiato sulle mie spalle, sotto il cappotto, a mo' di sciarpa, che ricambia il mio sguardo con aria tranquilla ma un po' infreddolita

-hehe, lo senti anche te il freddo, nonostante tutto quel pelo-

penso con con divertimento.

poi alzo gli occhi, e mentre mi liscio la mia barba pensando a quanto è corta rispetto a quella di mio padre, o addirittura quella di mio nonno, noto una colonna di fumo grigio innalzarsi a sud, aguzzo i miei occhi piccoli e scuri,-eccellente, fumo uguale gente e riparo, riparo uguale meno freddo, gente uguale informazioni e curiosità varie, un'equazione molto appetibile-non finisco di pensare che ho già aperto bocca e con un filo di voce non troppo alto per non sprecare fiato ed energie ma sufficiente per farmi sentire annuncio:

-ragazzi, guardate la, non vedete del fumo? saranno si e no un ora di cammino, dobbiamo arrivarci, sicuramente non ci negheranno un riparo...-

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Continuo a camminare cercando di raccogliere le forze per proseguire la lunga marcia: nonostante sia abituato a marciare e stare all'aperto anche diversi giorni di seguito, il freddo di questo inverno quasi innaturale e l'enorme sforzo fisico che devo fare per trainare la grossa slitta, non hanno di certo giovato alla facilità della spedizione.

Ormai nelle mie esili ossa è penetrata fino al midollo l'aria gelida, facendomi ansimare e per un momento rallentare l'avanzata.

Non posso arrendermi: devo arrivare a Borgo Scuro, il prima possibile, par capire che fine hanno fatto i miei compagni e se c'è ancora qualcosa che possiamo fare per aiutarli... Devo fare in fretta

Raccogliendo le forze, sprono il mio corpo di "quasi-un-metro" di altezza a proseguire: ogni halfling sa che quando la forza fisica viene meno, è su quella morale che bisogna contare.

Non appena sento l'esclamazione del nano, la speranza si riaccende in me, e senza neanche scrutare l'orizzonte, quasi per paura di non scorgere il fumo, mi rivolgo ai miei due compagni incitandoli:

Forza! Una lauta cena ci sta già aspettando ad arrostire sopra un grande falò!

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Avanzo lentamente nella neve mentre Fang mi precede di qualche passo.

Sono 4 giorni che continui ad andare avanti, ti giri e ti fermi ad aspettarmi... anch'io ho fretta di tornare a casa ma nessuno quì può tenere il tuo passo. Speriamo solo di arrivare in tempo.

Dopo aver sentito il nano parlare, alzo lo sguardo e vedo il fumo.

Bene, non manca ancora molto. Fang! vieni qui e resta vivino.

@DM

Spoiler:  

comnando segui a Fang.

@tutti - descrizione

Spoiler:  

Ulfgard è un uomo di altezza e corporatura normale, occhi grigi e capelli castani. Ha una cicatrice sulla guancia desta che sembra essere stata lasciata dagli artigli di un animale. Indossa abiti pesanti ed un armatura di pelle ricavati dagli animali che il suo clan caccia e tinti di bianco per potersi nascondere meglio nella neve, alla cintura porta la scimitarra, una fionda e alcuni sacchetti di pelle contenenti i proiettili per la fionda ed i componenti necessari per i suoi incantesimi, mentre sulla schiena porta uno scudo di legno pronto ad esser impugnato in caso di attacco nemico. Al suo fianco cammina Fang, una tigre bianca di quasi 1 metro di altezza e 3 di lunghezza che incute timore in tutti quelli che la vedono per la prima volta

@tutti - Fang

Spoiler:  

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Man mano che avanzate sulla pista gelata, la colonna di fumo grigio si fa sempre più vicina, finchè, svalicata una piccola collina, non scorgete un paio di edifici tipici di quelle terre. La presenza della costruzione più grande è testimoniata da un monticello di neve depositata sul tetto. Tetto che sembra partire direttamente dal terreno. La Langhus, come gli Uomini del Nord chiamano le loro dimore, è piuttosto grande, forse per ospitare una famiglia numerosa. Il secondo edificio è più piccolo e vi viene in mente che potrebbe trattarsi di una stalla, anche perchè non vedere fumo levarsi da quel tetto.

Tutt'intorno a queste due costruzioni si trovano grandi appezzamenti di terreno quasi sgombri dalla neve, che si trova ammucchiata ai lati di questi campi. Un ruscello può essere scorto a poche centinaia di metri dalla casa, mentre un boschetto di quercie sorge quasi adiacente alla stalla.

Affrettando il passo, mentre sentite i piedi ormai quasi gelati, guadagnate il portone di legno, semplice, ma robusto, che costituisce l'ingresso alla dimora. Dall'interno potete sentire una musica bizzarra mista a risate e ad un gran vociare di persone. La musica somiglia al suono prodotto da una molla, ma modulato e ritmato in modo da costituire una melodia.

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arrivo alla porta che sono stremato, tutto accasciato sulla mia pala-lampione.

-finalmente- penso, e una volta sentito il suono aggiungo -wow chissà cos'è che produce un suono simile e come fanno... sono proprio curioso-

poi mi rivolgo a Ulfgard -so che te l'avrò già chiesto ma mi assicuri che se entriamo e lascio Enkidu- e dicendo questo accarezzo il musino del tasso appollaiato intorno al mio collo, sopra le spalle, e poi continuo -la tua tigre non me lo assale, vero?- dico in un tono misto fra lo scherzoso e il serio guardandolo con uno sguardo accigliato.

senza attendere risposta, pensando che sia ovvia, busso alla porta e ci annuncio:

-siamo poveri viandanti in cerca di riparo, la tempesta ci ha sorpreso l'altro giorno non sappiamo se ce la faremo per un altra notte, siate misericordiosi e offriteci riparo, fosse solo per asciugarci i piedi, non abbiamo cattive intenzioni cerchiamo solo un po' di calore e di compagnia, e vorrei congratularmi con l'artista che produce questo curioso suono-

@tutti, pala-lampione:

Spoiler:  

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ok, questo è un lampione, immaginatevelo con una pala in fondo, fatto? fatto :D ecco la vostra (mia) splendida pala-lampione :D che spesso uso anche solo come bastone su cui appoggiarmi mentre cammino

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Una nube di vapore si leva dalla mia bocca ad ogni espirazione: sono stremato, senza neanche più la forza di fiatare; rimango in silenzio sperando di non dover tirare fuori le armi per ottenere un riparo ed un pasto caldo.

Se dovremo combattere per avere salva la vita, non mi tirerò indietro, ma farò il possibile per evitare questa eventualità: in queste condizioni non saremmo in un grado di sconfiggere nemmeno il più anziano dei contadini...

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Dopo aver sentito parlare Marroar le mie labbra accennano ad un sorriso e gli rispondo:

Tranquillo, ha già mangiato per oggi. Finché Enkidu non la irrita Fang non gli farà neppure un graffio.

Detto questo mi guardo attorno e aspetto che qualcuno nella sala gli risponda.

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Quando il nano percuote il portone col pugno robusto, la musica, le risate, il vociare allegro si arrestano di colpo. Si sente soltanto lo scoppiettio di un focolare e un istante dopo un paio di cani - che dal suono che producono sembrerebbero piuttosto grossi - cominciano ad abbaiare. Dall'edificio più piccolo proviene un profondo muggito, che vi fa capire che probabilmente è adibito a stalla.

Alcuni passi pesanti e rumori di molti chiavistelli annunciano l'apertura della porta. La lama di una semplice spada e un viso rubizzo e barbuto fanno capolino da uno spiraglio che si apre, mentre un cane che eguaglia Mirn in altezza spinge e freme per uscire, ma qualcosa sembra trattenerlo.

La voce profonda dell'uomo impone con un comando gutturale il silenzio all'animale, che non smette tuttavia di tirare per uscire.

Dopo un rapido sguardo al vostro bizzarro trio, l'uomo fa nuovamente risuonare la sua voce baritonale, parlando un Comune segnato dalle consonanti secche di Kaupang. "Poveri viandanti? Che càzzo è quella belva?" chiede, indicando Fang strabuzzando gli occhi. Il cane, notando in quel momento la tigre, si cheta come un cucciolo, guaendo e scomparendo dietro la porta. "Sia chiaro che quella non entra!"

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[h=2]Marroar Axeager[/h]

-hoho reazione abbastanza prevedibile dopotutto- penso.

e intanto che mi volto a osservare la reazione di ulfgard dico: -per il mio tasso non ci sono problemi vero? guardatelo come sta qui tranquillo tranquillo, non è adorabile?-

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Questo tizio non mi piace per nulla. E il suo cane ancora meno. Ma non abbiamo altra scelta, se non quella di rimanere fuori e morire per ipotermia... Una volta dentro, se sarà necessario faremo di tutto per rimanerci.

La mia bocca è completamente priva di sensibilità, quindi annuisco agli altri, sperando che accettino qualunque condizione sia loro imposta dall'uomo barbuto

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Mi rivolgo all'uomo che ha aperto la porta:

Per me e Fang basta un po' di riparo nella stalla e nel caso se lo stia chiedendo non deve preoccuparsi degli animali nella stalla, Fang ha già mangiato e comunque preferisce gli animali selvatici. Inoltre sarò sempre con lui per assicurarmi che non ci siano incidenti.

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Dopo avervi squadrato dall'alto in basso ancora un paio di volte, l'uomo si decide finalmente ad aprire la porta. Dall'uscio riuscite a vedere una grande stanza rettangolare, al cui centro ha sede un enorme focolare con un vivace fuoco che scalda l'ambiente, ma lo riempie anche di un denso fumo grigio, dato che pare non esserci una condotta per la fuoriuscita dello stesso. Grandi panche di legno corrono tutto lungo i lati dell'abitazione e su molte sono addossate pellicce e coperte di lana. Salumi e grandi cestini di vimini sono appessi alle travi del soffitto concavo, oltre ad un certo numero di pesci messi lì ad essicare, conferendo all'ambiente un odore decisamente penetrante.

Almeno quindici persone stanno sedute chi su sgabelli, chi su seggiole, chi per terra su grandi pellicce, attorno al fuocherello e vi rendete conto dalla forte somiglianza che c'è tra tutti i presente, che deve trattarsi di un'unica famiglia. Tutti vi guardano, compresi tre bambini, una bambina e sei grossi cani. Un uomo anziano giace dormiente su una delle panche, simile più ad un orso che ad un uomo, dato lo smisurato numero di pellicce che lo ricopre.

Appurato che, tigre a parte, non costituite una minaccia, l'uomo barbuto distende un pò il proprio cipiglio arrivando quasi a concedersi un'ombra di sorriso. Il suo volto è quello di un uomo che ha vissuto mille fatiche, mille insidie, un uomo provato dalla vita e un uomo sopravvissuto alle sue prove.

Si rivolge con una parlata che non riconoscete ad una donna dai capelli grigi, che subito si affretta a prendere uno stuoino di vimini e tre enormi pellicce, per poi porgerle a Ulfgard, tenendosi il più possibile a distanza da Fang. L'uomo si rivolge proprio al possente Uomo dei Monti Neri: "Ecco, con queste dovresti stare al caldo. Sistemati pure tra le mucche. Hanno un pelo folto e, a differenza delle pecore, tendono a non pisciarsi addosso di notte. Attento al toro, però, si trova nel recinto a destra, appena entri. Appena è pronta ti faccio portare una scodella di zuppa."

Poi abbassando lo sguardo verso il Nano e lo Halfling, rivolgendosi a nessuno in particolare, si presenta: "Sono Ulderich e questa è la mia famiglia" dice indicando le persone sedute attorno al focolare. "Benvenuti a casa mia. Finchè non arrecherete danni, sarete ospiti, e sarete a casa vostra. Minacciate la mia gente e ve ne pentirete." Poi si rivolge direttamente a Marroar: "Tu e tuo figlio" e indica Mirn, avendo ovviamente frainteso le sue origini "potete dormire dentro, e avrete cibo e bevande. Mi spiace per il vostro compagno, ma non voglio bestie feroci in casa mia, non importa quanto addomesticate possano sembrare. Il tasso può entrare, ma appena accenna a dar di matto, finisce dritto nella stalla."

Vi invita dunque ad entrare rinfoderando la spada e togliendosi dalla porta. "Accomodatevi."

Mirn, Marroar

Spoiler:  
Le persone presenti all'interno vi accolgono chi con sorrisi, chi con parole di benvenuto, ma notate anche un paio di occhiatacce da due giovani sulla ventina che indossano due due pugnali affissi alla cintura. I più benevoli intonano un canto tipico di benvenuto, in una lingua a voi sconosciuta e notate che a produrre il suono peculiare che avete sentito all'esterno sono dei piccoli strumenti di metallo che, poggiati sulle labbra e messi in movimento dalle dita, producono vibrazioni che i suonatori modulano aprendo o chiudendo la bocca. Dopo la breve canzone, un vociare generale vi assale, sovrastato poi dalla voce potente di Ulderich che impone il silenzio.

L'uomo barbuto, mentre la donna dai capelli grigi vi porgeva due sgabelli, ha preso posto in uno scranno decorato posto sul lato corto del focolare, certamente un posto d'onore. Vi domanda: "Ebbene, cosa vi è saltato in mente di mettervi in viaggio in pieno inverno? Raccontateci qualche bella storia!" Un acclamazione generale accoglie le sue parole e capite che tutti si aspettano, quantomeno, un racconto magnifico. Pochi sono infatti così coraggiosi, o così stolti, da mettersi in cammino quando soffiano i venti di Finnghar, dio dell'Inverno.

Ulfgard

Spoiler:  
Quando la donna dai capelli grigi ti porge le pellicce e lo spartano materasso, noti alle sue spalle una ragazza sui sedici anni che ti osserva in modo particolare. Ha due trecce castano chiaro che le cadono sulle spalle ed uno sguardo tra l'ammirato e il timoroso.

La stalla si rivela essere un luogo accogliente, nonostante l'ovvio odore di bestiame. Quantomeno c'è un bel tepore e mucchi di fieno morbido in cui dormire. L'unico problema è il buio ed eviti per un soffio una bella 'torta' lasciata da qualche pecora nel mezzo del corridoio che da accesso ai vari androni della stalla. Individui facilmente la zona dove cinque mucche ben pasciute giacciono sdraiate a terra, ruminando con vigore. Sono mucche dal pelo lungo, ispido, ma che producono un tepore magnifico.

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Prendo lo stuoino e le pellicce e ringrazio: "Vi ringrazio per la vostra gentilezza, Fang andiamo."

Mi volto e mi avvio verso la stalla seguito da Fang. All'ingresso della stalla appoggio le coperte e lo stuoino e mi rivolgo a Fang: "Aspettami qu poi entro e passo qualche minuto con gli animali per farmeli amici in modo da poter far entrare Fang mantenendoli calmi. Appena si saranno abituati a me farò entrare Fang e cercherò di tenerli calmi e far capire loro che Fang non è pericoloso... speriamo di riuscirci prima che arrivi la zuppa.

@DM

Spoiler:  

empatia selvatica +11 per farmi amici gli animali e poter fare entrare Fang mantenendoli calmi

tiro dado animali: 16 totale 27

tiro per il toro: 11 totale 22

secondo tiro per il toro: 17 totale 28

credo che siano tutti amichevoli (grande c**o con i dadi) e credo siano passati 3 minuti

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sorrido appena accenna a mio figlio -grazie per la meravigliosa accoglienza ma, ahahaha, lui non è mio figlio, solo un altro sconsiderato che è partito con me con questo tempo impervio, comunque potete chiamarmi Marroar e questo è Enkidu, il mio fedele compagno di viaggio- dico indicando il tasso, e poi continuo -come tutti gli animali da compagnia se non gli date noia non fa nulla, per ora se ne sta placido placido qui intorno al mio collo. Comunque io giro il mondo per ammirare la bellezza di tutto ciò che di bello c'è da vedere, queste valli comprese... anche se forse partire ora è stato un po' sconsiderato ma che vuoi, ho fiutato l'odore di una bella avventura da poter raccontare e dunque eccomi qua, ahahaha- poi mi volto verso i suonatori -wow, che strumento strano, non l'avevo mai visto, posso osservarlo meglio? quando racconterò di quella gentilissima famiglia che ha accolto me e i miei compagni di avventura in questi gelidi giorni la descrizione di questo tanto strano quanto interessante oggetto non dovrà assolutamente mancare!-

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Forse sarebbe stato meglio se Axeager avesse continuato a recitare la parte del buon padre con questi sempliciotti: non tutti sono ben disposti verso la mia razza... E non hanno certo tutti i torti!

Mi tolgo il cappuccio per mostrare il mio volto ai presenti, e raccogliendo i poco fiato che mi è rimasto faccio le mie presentazioni

Salve a tutti, e grazie di cuore per averci permesso di rifugiarci in questa casa accogliente. In effetti non sono figlio di Axeager, bensì un suo caro amico. Comunque non temete, non mi sono sentito offeso: è la mia razza a camuffare la mia vera età, credetemi! Dopo aver accennato un sorriso, proseguo: Vi racconterei volentieri le nostre vicissitudini compiute sulla Vecchia Via, ma sono quattro giorni che non mettiamo nulla di caldo sotto i denti, e il mio fisico non reggerà ancora per molto Tra una parola e l'altra ansimo e prendo tempo, anche per cercare in tutti i modi di convincere gli Uomini a servirci il cibo al più presto.

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Ulfgard

Spoiler:  
Grazie alla tua familiarità con le bestie, riesci a far accettar loro la presenza di Fang, persino al rissoso toro che quando sei entrato ti ha sbuffato contro minaccioso. Hai giusto il tempo di trovarti un bel posticino in cui accomodarti che senti il chiavistello del fienile scattare e la porta aprirsi. Al buio, godendo solo della luce della luna che filtra dalla porta, riesci a scorgere una figura piuttosto grossa, che regge qualcosa che emette voluttuose spire di fumo. Fang alza un'orecchio, ma gli altri animali restano placidi.

Mirn, Marroar

Spoiler:  
Tutti i presenti vi ascoltano con attenzione, ma hanno espressioni un pò deluse quando vi tenete sul vago. Allora Ulderich, da buon capo famiglia, vi incalza. "Dunque sei certamente uno dei piccoletti nomadi che portano sempre quelle pelli magnifiche dal sud, eh? Sei in viaggio per affari?" domanda, per poi rivolgersi a Marroar "E tu, Nano, immagino che l'amore che la tua gente prova per le montagne stia dirigendo i tuoi passi verso i Monti Neri, dico male? Mi sento allora di metterti in guardia!" esclama, serio.

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Marroar Axeager

noto le espressioni deluse e un po' mi butto giù anche io allorchè aggiungo -oh,scusa, non era mia intenzione... mi sono lasciato trasportare troppo dalla mia curiosità, come notate sono una persona forse troppo curiosa, è che voglio conoscere quante più cose strane possibili, così da poterle raccontare per sbalordire e impressionare i miei ascoltatori ed è appunto per questo che erro di villaggio in villaggio, di terra in terra, e negli ultimi giorni son capitato da queste parti dove ho incontrato sciagurati come me che si sono comunque voluti mettere in marcia verso queste affascinanti montagne, ma dimmi, a che problema accenni?- termino incupendomi leggermente ma poi aggiungo -prima le cose serie, poi dopo o durante il pranzo vi racconterò di quando ho dato una lezione a un truffatore che vendeva elisir dell'eterna giovinezza, ahahahaha- rido giovialmente.

tutti OFFGAME

Spoiler:  
sinceramente io stavo aspettando dany a postare, dal momento che la domanda è stata posta prima a lui...

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