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Il Pipistrello


Koraen

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Io sono un pipistrello.

Ho dei piccoli artigli ricurvi, talmente piccoli e ricurvi che nessuno può farmi cadere dal muro o dal ramo a cui sto aggrappato, ed ho una pelliccia nera, nerissima, talmente nera che nessuno osa avvicinarsi per farmi del male.

Io sono un pipistrello nerissimo.

Ho due incisivi affilati che uso per forare la pelle e bere il sangue degli altri animali; senza quei due piccoli incisivi affilati morirei di fame in poche ore. I miei incisivi ed i miei artigli e la mia pelliccia sono preziosissimi per me.

Io sono un pipistrello vampiro nerissimo.

Le cose più belle che ho sono le ali.

Ho due ali grandi, grandissime, talmente grandi che quando le spalanco posso abbracciare tutta la notte e le stelle e la luna e gli insetti e i bambini che dormono e le campane della chiesa e il frusciare degli alberi e lo scintillio dell’acqua nel ruscello. E quando spalanco queste ali tutta la notte e le stelle e la luna e gli insetti e i bambini che dormono e le campane della chiesa e il frusciare degli alberi e lo scintillio dell’acqua nel ruscello spariscono di colpo nel buio. Nel buio resta solo il mio volo muto, un silenzio nel silenzio.

Io sono un grosso pipistrello vampiro nerissimo.

La cosa più brutta che ho è l’eco sonar.

Quando lancio il mio grido nel buio solo la solitudine risponde. Lancio il mio grido, ma tutta la notte e le stelle e la luna e gli insetti e i bambini che dormono e le campane della chiesa e il frusciare degli alberi e lo scintillio dell’acqua nel ruscello sono spariti di colpo nel buio.

Io sono un pipistrello tristissimo.

Ho un eco sonar potente, potentissimo, talmente potente che può captare alla perfezione tutta la sorda immensità della mia desolazione.

Sperando di pubblicarvi presto qualcosa di più recente ('ché per me vorrebbe dire di aver ricominciato a scrivere attivamente, mica per altro:rolleyes:), vi propongo questa cosina a cui non ho mai trovato classificazione.

Questo scritto è di qualche anno fa, ha subito pochissimi rimaneggiamenti ed è ispirato da un ciondolo d'argento acquistato al Mercantia di Certaldo.

Piccola nota: in realtà il pipistrello vampiro è una animale fortemente sociale, quindi quello del racconto potrebbe essere nient'altro che un vampiro di fantasia, non un vero animale.

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Allora, grammaticalmente non mi sembra affatto male, a parte un "ed la mia pelliccia".

L'uso di tante congiunzioni in luogo delle virgole mi sembra un tratto di stile, ed effettivamente riesce a trasmettere una certa suggestione... suggestione che viene prepotentemente rotta dall'espressione "eco sonar": brucia come uno schiaffo dopo una serie di carezze, spezza la suggestione, e distrugge l'illusione di "ascoltare" i pensieri del pipistrello.

Io gestirei meglio la frase in questione: ci deve essere una rottura, è chiaro, ma non con "eco sonar". Magari qualche avversativa. E certamente un qualche sinonimo, per rompere con la catena di cose positive senza per questo frantumare lo stile e la suggestione creata nel resto del pezzo.

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La cosa più brutta che ho è il verso animale che scandaglia la notte.

La cosa più brutta che ho è il mio richiamo stridente.

La cosa più brutta che ho è il grido della solitudine.

La cosa più brutta che ho è l'urlo che fruga nella notte.

Quando lancio il mio grido nel buio solo la solitudine risponde. Lancio il mio grido, ma tutta la notte e le stelle e la luna e gli insetti e i bambini che dormono e le campane della chiesa e il frusciare degli alberi e lo scintillio dell’acqua nel ruscello sono spariti di colpo nel buio.

Io sono un pipistrello tristissimo.

Ho un urlo potente, potentissimo, talmente potente che può captare alla perfezione tutta la sorda immensità della mia desolazione.

Diverse idee.

Non mi piace un gran che neanche "brutta", ma mi sembra adatto per mettere in guardia senza rivelare del tutto cosa sta per accadere.

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A leggerlo me lo sono proprio immaginata ben bene nella mente il pipistrello, e alla fine lo vedevo con un musetto triste. Per altro realmente io adoro i pipistrelli tra le cose non domestiche direi che è il mio animale preferito, ma non andiamo OT.

Se posso azzardare dico anche io la mia riguardo alla frase incriminata : "La cosa più brutta che ho è l’eco sonar."

Fino ad ora hai elencato tutta una serie di cose belle e pregi del pipistrello, quindi invece di brutta potresti dire "Ma ho un difetto" il Ma subito a inizio rigo ti crea gia quella rottura che volevi fa capire subito che adesso si cambia tono, e poi appunto potresti dire difetto, visto che ogni volta che lui "parla" a rispondergli è solo la solitudine.

"Ma ho un difetto che è .... " e qui c'è questo eco sonar che proprio in bocca al pipistrello non ce lo sento. Di primo acchito potrei dirti "Ma ho un difetto, è la particolarità della mia voce" dando a questo punto per scontato che noi che leggiamo sappiamo che il grido del pipistrello funziona esattamente come un sonar.

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Io sono un pipistrello.

Ho dei piccoli artigli ricurvi, talmente piccoli e ricurvi che nessuno può farmi cadere dal muro o dal ramo a cui sto aggrappato, ed ho una pelliccia nera, nerissima, talmente nera che nessuno osa avvicinarsi per farmi del male.

Io sono un pipistrello nerissimo.

Ho due incisivi affilati che uso per forare la pelle e bere il sangue degli altri animali; senza quei due piccoli incisivi affilati morirei di fame in poche ore. I miei incisivi ed i miei artigli e la mia pelliccia sono preziosissimi per me.

Io sono un pipistrello vampiro nerissimo.

Le cose più belle che ho sono le ali.

Ho due ali grandi, grandissime, talmente grandi che quando le spalanco posso abbracciare tutta la notte e le stelle e la luna e gli insetti e i bambini che dormono e le campane della chiesa e il frusciare degli alberi e lo scintillio dell’acqua nel ruscello. E quando spalanco queste ali tutta la notte e le stelle e la luna e gli insetti e i bambini che dormono e le campane della chiesa e il frusciare degli alberi e lo scintillio dell’acqua nel ruscello spariscono di colpo nel buio. Nel buio resta solo il mio volo muto, un silenzio nel silenzio.

Io sono un grosso pipistrello vampiro nerissimo.

Ma un difetto mi angoscia, è la mia voce.

Quando lancio il mio grido nel buio solo la solitudine risponde. Lancio il mio grido, ma tutta la notte e le stelle e la luna e gli insetti e i bambini che dormono e le campane della chiesa e il frusciare degli alberi e lo scintillio dell’acqua nel ruscello sono spariti di colpo nel buio.

Io sono un pipistrello tristissimo.

Ho una voce potente, potentissima, talmente potente che può captare alla perfezione tutta la sorda immensità della mia desolazione.

Forse questa è la soluzione che mi piace di più. Grazie a tutti per i commenti che mi hanno permesso di trovarla!

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