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Mi facevo chiamare Lord Xavius....


Alchemystic
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Dedico con tutto l'amore che ho nel mio corpo di roccia e piume, questa raccolta di poesie, alla mia amata Xiriana, quando un tempo la nostra vita risplendeva sotto la grande luna del "Bosco degli Elfi" e tra una bibita alle bacce selvatiche riscaldata da Rodran il Drago e gli incantesimi d'acqua che s'innalzavano nel buio continuavo a fissarla negli occhi: lei, nel mondo del fantastico, era ciò che mi teneva in vita...lei, nel mondo reale continua ad essere ciò che mi tiene in vita....e lo farà finchè lo deciderà il cielo, luminoso di fate...anche se so che il cielo attenderà per millenni la fine della nostra vita...

Un grazie di cuore,

Un caldo bacio a Florinda

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Poesie di un Peone

Il sole si sollevò dalla tenebra notturna,

Illuminando una creatura sola e addolorata

E triste come il giorno che lo attende

si alzò come per osservare il vento,

nemico della terra, già arida e senza vita.

Con la sabbia negli occhi e con il sole sulla pelle

Il mesto operatore cercava di vedere la sua opera

Ma riusciva a scrutare solo ciò per cui era in vita,

e cosa la vita avrebbe veramente significato

Con gli attrezzi fra le mani alzava barricate, che

un giorno avrebbero penetrato la carne del nemico.

Con la pelle verde e il martello fra le mani

Sussurrò al mondo che sembrava ascoltarlo:

“I Peoni non scrivono Poesie…”

E con il rumore della guerra che scuoteva la città

Si incamminò verso l’edificio costruito che

A lui pareva più caro… e pensò a tutti…

…fiori sulla tomba.

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Ricordi di un Orco

La primavera incombe...arriva veloce sopra le nostre menti

Che, saggiandole di un umore nuovo,

spoglia il fragore della tempesta gelata con fierezza...

L'inverno con cautela, lascia questo mondo, confuso dal clima

che lo inebria di nuovi odori e sapori: quello della vita e quello della speranza.

E meditando sotto una vecchia quercia mi viene in mente il ricordo

dei tempi estivi......quando la Luna proteggeva la mia gente....

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Il ciclo delle ombre

Il vento incerto soffia insù la casa della via

E l’incredula famiglia, tra la legna ed il camino

In piedi osserva lo sbatter d’ali d’una farfalla

Simile alla finestra furiosa ridondante di rumore

Il terreno è bianco, il fuoco è forte e rosso

Che ne sarà del cielo senza sole? Il freddo cala

E tiene al guinzaglio la fedele notte armata

Di una falce argentea e di una debole luce

Qui tutto è un ombra

Cara notte è tempo che io vada

Il sorriso della gente che passa tra i viali

E le cavallette dorate mi lasciar secca la gola

È per noi l’estate di sole una corona

I tigli tra la folla coprono quel dono

Quel l’offerta di benessere mai gradita

Ed ecco come ringraziam la stella a mille punte

Tagliandola con armi assai appuntite

E l’ombra triste si spezza tra le lame delle foglie

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Il triste destino della Luce

Il Male….

Attrazione fatale che lega la volontà in un altro mondo.

Un universo ancora inesplorato e che mai si potrà capire.

Il Male…una terra buia e fredda…

Non ha origine né morte e sorge in ogni momento,

sottoforma di ingenuità e disgrazia. Vittime precedenti

corrono il rischio di distruggere la propria vita, espandendo l’epidemia

con una piccola provocazione: la causa dell’implacabile Ira

Il Male…è portato dal male…

Il provocatore trema, ha paura, scappa!, da quegli occhi neri

senza vita. Comincia l’Assedio! Fiamme infernali piovono sulla creatura

torturandola, e come demoni gli sbranano il corpo ormai

ridotto in cenere

Il Male…distruttore di città…creatore di rovine…

Senza essere al corrente dell’accaduto, l’anima nera è circondata

da esseri uguali a lei, corrotti dal successo che ha avuto;

sono, ora, avidi di potere e come un flagello scuotono

le fondamenta della terra

Dal Male…

Nasce…

Altro Male…

Riprende coscienza, un esercito nero le è di fronte,

pronto a rubarle l’anima; ogni tentativo di difesa

è perduto; l’assalto è completo; la fortezza è distrutta;

il mondo soffre come ogni altro essere vivente e piange

lacrime di sconfitta eterna; la terra scruta il suo passato,

torna in un’era primordiale, oscura, disordinata, crudele, difficile,

Morta!

E…

Vede…

Il Caos!

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La grande valle azzurra

La grande valle azzurra si muove con il mare

Il suo colore austero è dolce quanto sale

A volte il suo respiro, trabocca nel ciclone

Più forte, secco e rigido del suo austero colore

Non ridere della tinta così povera e spettrale

Ne sventra le anime ch’ella osano guastare

Poiché nel suo rigoglio il fiume di montagna

Udir le voci può ma niente può per non udir

La valle si presenta, ai piedi di un villano, e alta,

e bassa e calda e fredda; a lui sembra normale

Un'altra uomo osserva, l’altura dalle basi:

e bella, ospitale, reggia appare : è un uomo di città

Tra ricchi, borghesi e poveri nessuno si comprende

Ognuno disegna l’azzurra valle con gelidi pastelli

Tratteggia la matita sul foglio ornamentato

È questo il suo splendore, orrore inaspettato?

Il giorno è sopraggiunto, la tenebra allontana

La valle sì ritratta scompare nel suo mare

Che circondar le acque è la terra o viceversa

Mia amata, tu sei il sole o il mar che m’attraversa?

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Re Luna e la sua Regina

La ruota di fuoco varcando il cielo

Tangeva la terra sua ricca dimora

Da regina sembrava portar lungo velo

Corona a metà tagliar la signora

si fece, lasciando spazio al signore.

Descriver possiam l’altissimo Luna

La faccia ronda, argenteo il colore

Colpito da mille soldani nel mare

E una vinta medaglia ha nel core

<<Oh! Com’è dura la stella gravitare!

Ma se son’io il re di codesto paese,

è Della che su di me si deve inginocchiare,

o forse lontano dalle sue braccia tese

rimaner io devo? Fuggir dalla morte

devo da calor, sintomo di troppe pretese?

Io che son rigido, freddo e forte

Nonchè tiranno dei nove anelli

Dovrei me abbassar a mi regina di sorte?

Subirò l’effetto dei tuoi capelli

E resterò del gran paese il re!

Ma non illuderti mia sole dei raggi belli...

Il regno che appartiene al signor me

Lasciar agli uomini di questo mio dominio

Il mi, il fa, il sol di futur se

E a te non darò niente...Perchè son RE!

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Lontana dal Sole

Privata di un mondo che ogni notte invade i tuoi pensieri

Creato dalla vita, raggiato dal sole

Attendi che il tuo guardiano ti svegli , impaziente, contenta

ma allo stesso tempo triste, perché sai che se ne andrà…

È un mondo vicino al tuo, in cui vi puoi cautamente infiltrare

Poiché la luce emanata da esso corrisponde al sogno dorato

Un boato si ripete a ogni ripetersi dell’azione, e vedi un tuono…

La paura ti assiste…si spegne il sole…si crea la bufera

Si scorge una fitta nuvola nera…Il Buio…

Sei immeritevolmente scacciata, come indegna di entrarvi

scendi per l’ennesima volta quell’infinita scalinata, priva di un barlume

di nuovo…sogni…quell’universo

lo vedi…il tuo guardiano è li che ti aspetta, come un ombra fedele

e sai che non ti abbandonerà

….mai.

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La Battaglia Infinita

Un’anima infernale che guerreggia

per alterar le leggi universali

da vita a una barriera imperturbabile

che la preserva, dall’ira del Guardiano

Ma se un altro spirito sorge leggendario

Per annientare questo scudo demoniaco

L’esanime male resterà senz’armatura

E il Re lo fuggirà nel cosmo infinito

Lunghe saranno le battaglie e sanguinose

Tanto che subiranno più volte mutazioni

La forza d’animo è richiesta in questo

Scontro, e chi sarà più audace vincerà

Sarà il guardiano infine ad optare il vincitore

Colui che sa di esser stato il più avversario

E se lo scudo nero non verrà disintegrato

Sceglierà un nuovo figlio di arma bianca

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Onore al Guardiano

Guardiano dello specchio universale

Plasmato dei pensieri dei mortali

Che ora segui e ascolti questi versi

Che domini la legge naturale

Conduci sulla strada irrealizzabile

Coloro che non chiedono perdono

E incendia la via dei peccatori

Che tristi canteranno all’unisono

Difendi invece ogni ombra rimanente

Che in eterno domina, signora

Dello specchio prende il nome di cornice

La parte più in contatto, che ti sfiora

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Mesostico delle Tenebre

Ultima dunA del deserto…

prima, nell’imPlacabile tempesta

Primo rivO della sorgente…

ultimo, Che torna alla valle

CapitAni o Schiavi non

sazieranno La fame della rovina,

perché il boccIolo dorato, nato

nell’ultimo giorno di Salvezza,

vedrà alzarSi nel prossimo…

Aquile nerE e rosse fiamme

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Come tu sola

Sei come la Terra, che incanta con le sue nobili forme, create dal Sapere eterno

Il principio della vita e la Rocca dell’Universo

Sei come l’Acqua, che bagna il mio sorriso, con la sua mistica magia senza ombre

Il più speciale degli elementi e la via di Conoscenza

Sei come l’Aria, che al muoversi levigato, mi sfiora delicata e mi addormenta

Maestosa quanto Seducente

Ma non sei come il Fuoco, che con la sua aurea fa prigioniera la libertà, dona e si serve della vita,

e allo stesso tempo distrugge e destina le vittime, in un mondo di caos e terrore

Ma tre maestosità, se pur uniche e di natura celeste, non potranno mai generare

L’Arcana Forza Immateriale

Malgrado ciò, scoverai un potere talmente grande e devoto, da trasformarti in

Luce nelle Tenebre e …Magia nel Mio Mondo

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La Leggenda del Talismano

Come un gioiello nella mia mano

Io lo indossavo come un anello

Occhi rubino, sguardo Spartano

Sole raggiante, in quel castello

Solo le gesta del cavaliere

Possono vivere ancora un secondo

E se nessuno avrà da vedere

Ti mostrerò la fine del mondo….

La storia di un principe a primavera

Illuminava quel talismano

Fuoco divino, scende la sera

La guerra inizia! Ascia alla Mano!

Uomini, Elfi, Nani e Giganti

Hanno distrutto la ner’cittadella

Ora gli Oscuri regni importanti

brindano sangue, la fine più bella.

Così racconta quel talismano

La gente acclama sotto le mura

Sembra ormai tardi, stanchi eravamo

Pietra sul fuoco, ‘notte mia Luna

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La festa dell'Amore

Odore di gran festa

risveglia già il mio cuore

e l'aria sento tiepida,

l'inverno che ora muore...

Barlumi di emozioni

accendono il Gran Fuoco,

il cerchio del villaggio

riesuma ciò che è gioco...

Ognuno dà se stesso,

quell' "io" che non perdona

è un ira indiscutibile,

la mano che ti sfiora...

E Fiamme sorgeranno

per farci del calore

se credi in qualcos'altro

io credo nell'Amore...

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"Dedicata alla mia Dolce Nonna Adelina"

Un Giorno nel tuo Paese: Poesia delle Campagne

In quel cielo turbato da tuoni lampanti

Con la via lucente che guardava scura

Si scorser lontano tre punti brillanti

Ed il fato vuole ch’io vi parli di una

La storia e la vita s’incontran nei campi

Dove la zappa volgeva speranza

E spesso in quel luogo si udivano canti

La forza d’animo della Campagna

E tu Stella in quel terreno

Tenevi in mano la sacra lama

Guardati intorno, il vento sereno

Sfiora la notte a cui tieni cara

Il fuoco si spegne scende la sera

L’aria gelata circonda il castello

Il Duca osserva la Vedova Nera

Di quella fortezza il quadro più bello

E mentre il buio domina il borgo

La casa rivela un dettaglio importante

Veder la mia gente ormai sembra un sogno

Attorno alla fiamma che regna galante

E dopo la notte Domenica incombe

La banda esegue un inno ad Osanna

Osservi il paesaggio qualcosa ti inganna:

Il cielo è macchiato di nere colombe

"Un bacio a tutti i contadini che con il loro umore dorato hanno portato via la tristezza della guerra"

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Canto Meraviglioso del Flicorno

-Il mio beneamato strumento bandistico in una terrificante sinfonia-

Ogni volta che odo la messa infinita

O l’allegra costanza di Morte

Rimembro incantato le fila infinite

di libri sfogliati per terra

Ma nel buio ora sento che l’ira dannata

M’acceca di stolta ignoranza

Forse è perchè nel mio cuore malvagio

Ho bisogno di altro tormento?

Chi sa cos’è questo attacco improvviso

È Lucente e va contro di me....

Questo canto meraviglioso

È assopito nell’aldilà

È un bocciolo che senza frutto

La sua prole non ricreerà

Questa scia di meraviglia

Che ha abbandonato la terra natìa

Ha voluto che suonassi io

Questo strumento di pura follia

Questa canzone, che scritta dai morti,

ha impaurito la vostra memoria

Provate soltanto a mentire a voi stessi

E rinascerete con noi

Nessuno oltre il mare, il fuoco o la nebbia

Ha cercato di udir queste note

Perchè nel ghiacciaio gelato

Risiede sontuoso l’eterno?

O forse nel regno glaciale

La morte ha battuto anche lui....

Questo canto meraviglioso

Ha assorbito la vita mia

È il signore di un’altro spazio

Che dai morti liberò la via

Questo fiato di puro terrore

Eremita dell’austerità

Ha stregato con mille note

L’altra faccia della verità

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Frammenti di storia: il Falegname

-il lavoro che traspare sopra le grandi industrie gnomesce^^, nonchè lavoro di mio padre-

La storia comincia, anzi non cominciò

Bensì si partì già così…

Tenendo in mano la lama ed il legno

E tanta voglia di fare

Riuniti intorno come un presepe

Il fuoco sapeva chi riscaldare

Il legno era caldo di conto suo

La lama lo andava a graffiare

La forza e la mente non gli mancava

E subito lui lavorò

La lama in un pezzo di legno incastrò

Il primo arnese creò

Ed ecco è arrivata l’ora di usare

La pialla a mano che lui inventò

E ricci su riccioli di legno…

Un pianto travolse il contegno

Di certo la prole non stava a guardare

E mano a mano osservò

Il duro lavoro del falegname

lavoro che sembrò fruttare

Stavolta era armati di sega e martello

Di caccia e di vite e di scalpello

Di molti nuovi brevetti ingegnosi

Eccetto che morbi dolosi

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