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Le nuove Errata dei 3 Core di D&D 5e con le correzioni del Ranger

La Wizards of the Coast ha appena rilasciato le nuove Errata dei 3 Manuali Base di D&D 5e, ovvero i documenti che raccolgono le correzioni agli errori presenti in quei manuali. Tra le varie modifiche presentate ci sono quelle riguardanti il Ranger del manuale del Giocatore, attese da tempo dai giocatori di D&D. Oltre a ciò, le nuove Errata della WotC raccolgono vecchie e nuove correzioni delle regole descritte nel Manuale del Giocatore, nel Manuale dei Mostri e nella Guida del DM.
Ecco qui di seguito l'annuncio ufficiale della WotC scritto da Jeremy Crawford, con i tre link ai documenti:
I tre manuali base della 5a Edizione di Dungeons & Dragons hanno raggiunto la loro decima ristampa e sono già sulla loro via per andare oltre. Le persone arrivano a D&D in massa!
In coincidenza con questo traguardo, ho supervisionato la preparazione di una nuova serie di aggiornamenti al Manuale del Giocatore, al Manuale dei Mostri e alla Guida del Dungeon Master. Gli aggiornamenti sono dettagliati nei seguenti PDF:
errata del manuale del giocatore
errata del manuale dei mostri
errata della Guida del dungeon master
Questi cambiamenti appaiono anche nel gift set dei Manuali Base che sarà rilasciato questo mese, e i cambiamenti appariranno in tutte le future ristampe dei manuali.
Gli aggiornamenti riflettono il nostro continuo sforzo di mantenere le fondamenta del gioco solide, aggiustando le cose se scopriamo che sono incomplete, poco chiare o errate. Grazie per il feedback che ci fornite ogni mese, aiutandoci sempre a mantenere il gioco stabile e divertente.
Fonte:
http://dnd.wizards.com/articles/sage-advice/errata-november-2018
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Il Laboratorio Perduto di Kwalish

Disclaimer: tutte le traduzioni dei termini e dei nomi presenti in questo articolo sono da intendersi non ufficiali, viene lasciata tra parentesi la versione inglese originale.
La WotC ha pubblicato un nuovo modulo di avventura sulla DMs Guild intitolato Il Laboratorio Perduto di Kwalish (Lost Laboratory of Kwalish). Pensata per i livelli dal 5 al 10, quest'avventura si svolge sui Picchi della Barriera. Viene presentata come "una spedizione alternativa" (NdT, "an alternative expedition", in riferimento alla storica avventura Expedition to the Barrier Peaks) che include nuovi mostri, oggetti magici, incantesimi e "oggetti di sci-fi", oltre alla "celebre armatura ad energia (suit of power armor)".
Vengono forniti tutta una serie di possibili agganci per questa avventura, alcuni dei quali richiamano altri recenti prodotti della WotC, tra cui Tomb of Annihilation, Waterdeep: Dragon Heist, Waterdeep Dungeon of the Mad Mage e la Guildmaster's Guide to Ravnica.
I nuovi mostri includono un kraken meccanico (clockwork kraken), delle melme umanoidi (ooze-folk) e una medusa non morta unica (che sembra essere stata uno yuan-ti in origine).
I nuovi oggetti magici includono la lama della Medusa (blade of the Medusa), il mazzo delle molte cose (deck of several things; NdT: è un riferimento al deck of many things, ovvero al mazzo delle meraviglie), la pipa a bolle di Galder (Galder's bubble pipe), l'armatura del mercenario di Heward (Heward's hireling armor), alcune nuove pietre magiche e l'armatura ad energia.
I nuovi incantesimi: sciame di famigli (flock of familiars), corriere rapido di Galder (Galders's speedy courier) e torre di Galder (Galder's tower).
L'avventura è lunga 62 pagine e costa 9.99 dollari americani. Tutti i ricavati andranno all'ente di beneficenza Extra Life.

Articolo originale:
http://www.enworld.org/forum/showthread.php?654872-Lost-Laboratory-of-Kwalish&p=7520675#post7520675
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Di navi e mare

Wizards of the Coast, 12 Novembre 2018.
Navi, ufficiali e pericoli del mare aperto - queste cose saranno il focus degli Arcani Rivelati di questo mese.
Più tardi questo mese, sul sito di D&D comparirà un sondaggio dedicato a queste opzioni. Per favore fateci sapere in quel sondaggio cosa pensate degli Arcani Rivelati di oggi.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale di questo articolo è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: di navi e mare
Link all'articolo originale:
http://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/ships-and-sea
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Cinque Trucchi per il Combattimento che Forse non Conoscevate

Articolo dI J.R. Zambrano
Uno degli aspetti migliori di D&D 5E è quanto sia facilmente accessibile. Le regole sono snelle e facili da usare, sono sensate ed enfatizzano la narrativa. Ma tutto questo non implica che siano definibili semplicistiche. C'è una gran complessità nel combattimento di D&D e ci siamo quindi messi alla ricerca di alcuni sistemi perché possiate ottenere un vantaggio ulteriore la prossima volta che sarete messi alle strette da un cavaliere della morte e da un gruppo di teschi infuocati.
Prepara un Incantesimo per Prepararti a Vincere

Siete stufi di controincantesimo? Se questo è il caso, buone notizie: siete ad un livello sufficientemente alto per cui questo aspetto è diventato importante, quindi congratulazioni. Tornando a noi, se preparate un incantesimo fuori dalla visuale del nemico con un innesco del tipo "quando vedo il nemico di nuovo lancio l'incantesimo" allora l'avversario non potrà mai controincantarlo, non importa quanto ci provi. Quindi potreste in teoria nascondervi dietro un pilastro, preparare una palla di fuoco, un blocca persone o quello che preferite con l'innesco "la prossima volta che vedo i miei nemici" per poi usare il resto del vostro movimento per uscire da dietro il pilastro e rilasciare l'incantesimo.
A questo punto (per come funzionano controincantesimo e il preparare gli incantesimi, quando qualcuno prepara un incantesimo lo lancia, ma non lo rilascia finché l'innesco si verifica, cosa che costa Concentrazione) gli altri incantatori non saranno in grado di fare molto in risposta. Ora, come già detto costa Concentrazione, il che è una rottura. Ma l'idea di un mago che salta dietro un pilastro, traccia al volo delle rune mistiche prima di balzare di nuovo fuori e scatenare la sua furia su un lich è molto accattivante.
Abbatteteli e Bloccateli

Introducete un po' di arti marziali nelle vostre partite di D&D. Si tratta di un trucco in due parti in cui prima gettate a terra prono l'avversario, usando uno degli svariati metodi disponibili per un personaggio: uno Spingere, un incantesimo, un attacco speciale; usate il metodo che preferite, basta che gettiate a terra il vostro avversario. Poi prendetelo in lotta e non si potrà più rialzare finché non si libera dalla lotta. Questo perché costa metà del vostro movimento base alzarsi da prono, ma quando si è in lotta la propria velocità di movimento scende a 0.
Si tratta di un metodo veloce per fornire a tutti i membri del vostro gruppo vantaggio sul bersaglio. E farlo per quanto meno un round, presupponendo che riusciate nelle vostre prove di lotta. Potrebbe essere ora di fare un po' di palestra e di ottenere competenza in Atletica.
Attaccare Furtivamente Più e Più Volte

Questo è un altro trucco che si basa su un uso accorto delle azioni preparate. Si avvantaggia del fatto che un ladro può usare il proprio Attacco Furtivo una volta per turno (e ricordate che un round è composto dal turno di ciascun partecipante) e richiede la collaborazione da parte di un incantatore alleato, ma con l'aiuto di un po' di velocità potrete assicurarvi di fare due attacchi furtivi per turno. Ecco come funziona: usate la vostra azione extra fornita da velocità per compiere un attacco durante il vostro turno (ovviamente rispettando nel contempo le condizioni perché l'attacco sia furtivo) per poi usare la vostra azione "normale" per preparare un attacco con l'innesco di "non appena [prossimo personaggio in ordine di iniziativa] agisce" e non appena non sarà più il vostro turno farete un ulteriore attacco che, come avrete immaginato, sarà eligibile per esser un Attacco Furtivo.
Questo implica che siete in grado di raddoppiare effettivamente il vostro output di danni. Di nuovo richiede un po' di magia per funzionare, ma è un ottimo modo per migliorare la giornata di un qualsiasi ladro.
Sfruttare il Movimento

La mobilità è un aspetto sottovalutato nella 5E. Molte persone pensano alla mobilità come un metodo per raggiungere i nemici più deboli nelle linee arretrate - ed è una giusta considerazione - ma vi permette anche di togliervi dalla visuale nemica. Perché se un nemico non vi può vedere, non vi può attaccare. E se riuscite a negare loro un attacco mentre voi li attaccate, è come ottenere i benefici di un incantesimo di scudo senza effettivamente spendere un slot di incantesimo.
Quindi tenete da parte del movimento durante il combattimento, attaccate e poi spostatevi dietro una copertura o mettendovi in occultamento e siete a posto.
Nel Dubbio Schivate

Una delle azioni meno usate in combattimento è l'azione di Schivata. Essa occupa la vostra azione ma ogni attacco contro di voi ha svantaggio. Se non siete sicuri di cosa fare o avete bisogno di cercare di rimanere vivi ad ogni costo per qualche altro istante per poter a) sopravvivere allo scontro e compiere un riposo breve oppure b) rimanere in piedi abbastanza a lungo perché un guaritore vi lanci qualcosa per rimettervi in senso, allora l'azione di Schivata fa per voi. Specialmente visto che potete comunque muovervi e schivare, per essere davvero difensivi al massimo. In particolare se combinate la cosa con un'alta CA.
Se potete, introducete qualcosa che penalizzi i nemici che attaccano gli altri - per esempio duello obbligato o il barbaro dello Spirito Ancestrale - e avete una ricetta per far sprecare attacchi ai nemici e per massimizzare i vostri.
Per ora direi che è più che sufficiente. Spero che questi trucchi vi aiuteranno a migliorare la vostra efficienza in combattimento nella prossima sessione. Buon divertimento!
E, come sempre, buone avventure!
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Ricordate il Cinque di Novembre!

Ricorda, ricorda! Il 5 novembre
La congiura delle polveri contro il parlamento
Non c'è ragione per cui
questa congiura
debba essere dimenticata.
Un'avventura a tema politico può essere molto divertente. Nemici complessi, intrighi, trame e imbrogli si possono combinare in un tipo di esperienza diversa dalla solita esplorazione di un dungeon. Naturalmente quasi sicuramente ci sarà da combattere prima o poi, ma in un'avventura politica il combattimento non è la parte centrale della partita. Partite come questa richiedono un maggiore coinvolgimento da parte dei giocatori, ma lo sforzo speso in più può essere molto soddisfacente.
Alcuni giochi di ruolo - per dire Blue Rose della Green Ronin e Hillfolk di Robin Lawes - si basano fin dall'inizio su questo stile di gioco. Altri giochi, tra cui D&D e le sue varianti, possono richiedere un maggior sforzo per rendere più divertente una partita politica, ma molti sistemi dovrebbero essere in grado di gestire la cosa. Se apprezzate l'investigazione come parte del tema generale, allora il sistema Gumshoe (con giochi celebri come Night's Black Agents di Ken Hite) è pensato apposta per prendere questo concetto e renderlo centrale.

Quindi ecco la mia lista, in ordine alfabetico, di ottimi giochi per partite politiche od investigative! Avete delle aggiunte da proporre?

Blue Rose della Green Ronin è un gioco di "fantasy romantico", ovvero si concentra sulle relazioni, di ogni genere, da quelle politiche a quelle sociali a quelle romantiche. Scritto da Jeremy Crawford della WotC, Dawn Ellion, il celebre Steve Kenson di Mutants & Mastermind, e John Snead nel 2005, la nuova versione usa l'Adventure Game Engine della Green Ronin.

Hillfolk, di Robin D. Lawes, e pubblicato dalla Pelgrane Press, usa il Drama System, con meccaniche che si concentrano intensamente sugli aspetti di ruolo del gioco. Anche se inizialmente si concentrava su un ambientazione preistorica, è stato poi espanso - tramite un Kickstarter di successo - da una serie di eccellenti sviluppatori per coprire molteplici ambientazioni, tra cui Hollywood, scienziati pazzi, spionaggio, Mafia, fantascienza e altro ancora. "Avete presente quelle fantastiche sessioni di gioco in cui le regole e i dadi sembrano svanire, e l'intero gruppo entra spontaneamente in una zona collettiva di pura storia e personaggi? La struttura basilare del Drama System riproduce questa dinamica a volontà."

Night's Black Agents usa il sistema Gumshoe. Questo gioco, creato da Ken Hit, è stato a sua volta pubblicato dalla Pelgrane Press. Il sistema Gumshoe mette al centro della sua struttura l'investigazione e la trama. Se apprezzate trame di spionaggio o thriller, questo sistema fa per voi. NBA presenta degli agenti addestrati che combattono dei vampiri in un'ambientazione moderna. Il sistema Gumshoe è stato creato da Robin Laws ed è alla base di un gran numero di giochi - Ecoterrorists, Trail of Cthulhu, Ashen Stars - e ha come concetto basilare l'idea che troverete sempre degli indizi, la sfida sta nel riuscire ad interpretarli.
Link all'articolo originale:
http://www.enworld.org/forum/content.php?2988-Remember-Remember-The-Fifth-Of-November
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Riguardo a questo blog

Una ridondante, eccessiva, immotivata, ennesima proiezione della mia persona.

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Hungry Heart

Credo che la schizofrenia sia una rispettabile e valida alternativa alla "cipollosità", intesa come stratificazione anche contraddittoria della persona. In altri termini, uno può decidere di altalenare tra gentilezza e cinismo e ottenere a mio avviso risultati interessanti quasi quanto chi decide di seppellire il cinismo in mezzo alla gentilezza, o viceversa. Ritengo tuttavia migliore, a conti fatti e volendo essere radicali, l'approccio della cipolla: scorza di tipo X1 e interno di tipo X2, che poi magari si rivela a sua volta essere la scorza di uno strato X3 e così via, fino ad arrivare a uno strato Xn arbitrariamente lontano dalla superficie, che è poi a ben guardare il lato più nascosto della personalità. Poi uno può essere, più che una cipolla, una cassa di cipolle, celando molte di queste sfaccettature intime sotto varie pile di foglie bianche, arrivando a volte a generare quella "Palude delle Identità Ripudiate" di cui parlavano i sottovalutati Quintorigo nella hidden track del loro album Grigio; il discorso potrebbe estendersi toccando spiagge inattese. Io tuttavia mi fermerò qui facendo il punto della situazione, che è questo: sì, mi piace l'ordine e sono uno di quelli che per "deformazione professionale" si infastidisce molto per i dettagli fuori posto, ma la mia stanza è e rimane incasinata come pare a me finché ne ho voglia.

Aerys II

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War Chips

Le mie capacità lavorative sembrano essere direttamente proporzionali al quantitativo di caffè e patatine fritte che ingerisco. Caffè e patatine, una fonte di adrenalina e un termine spesso usato come metafora sessuale. Donne ed emozioni. "Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori", scriveva Torquato Tasso, e io nel mio piccolo già sei o sette anni fa parafrasai con "Fi*a e Battaglie". All in all is all we are. Una riflessione così, tanto per riflettere.

Aerys II

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Black Hole Sun

Ancora sogni apocalittici, simbolici. Abbastanza sicuro: arrivano stravolgimenti. Attendo scrutando alterni sentieri.

Aerys II

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Lo spleen e l'arte dello shotgun

Sono abbastanza giù in questo periodo, e con periodo intendo dall'inverno 1984 a oggi. Mi annoio, mi annoio nel vero senso della parola: niente mi prende al punto da farmi dire "Meno male che mi sono svegliato anche stamattina!", e se per caso capitano mattinate simili non mi preoccupo troppo, poiché passa in fretta. Credo che la noia stia alla base di molti più omicidi-suicidi di quanto si sospetti, in particolar modo la tipica scena hollywoodiana dell'impiegato che entra in ufficio con un bel fucile d'assalto e fa esplodere toraci è quasi sicuramente riconducibile a fine settimana come il mio attuale. Non si illuda il lettore, il problema non è un fine settimana andato storto, è che mi trascino proprio una coperta grigia di fastidio da molto tempo. Come Linus, ma senza Maglietta a righe e senza una striscia di fumetti. Mi chiedo a volte come facessero i Maiores a superare la noia, poi mi sovviene l'esistenza dell'alcool, la domanda decade e io mi tranquillizzo. Non è una gran bella soluzione però, è più che altro un effimero stratagemma che svia la mente dal reale problema, un problema di cui non inquadro purtroppo i confini. Mi secca sentirmi inadeguato in un terreno di studio tanto personale, e ho troppo poco rispetto per le altre persone per considerare l'ipotesi che qualcuno possa spiegarmi qualcosa di utile a riguardo: ogni volta che ne ho parlato con qualcuno mi sono sentito dire solo una marea di stron*ate buoniste o finto-ciniche. Il peggio è parlarne con una femmina: cavolo, sembra di ragionare con una scatola di tortellini Rana, ne escono sempre le stesse piccole porzioni di identico conformismo casalingo da affogare nell'acqua bollente. Forse è una coincidenza però, magari non tutte tutte hanno lo spessore intellettuale di una cisterna. È poco confortante rendersi conto periodicamente che non te ne frega un ca**o di niente e che disprezzi gran parte del formicaio.

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Piccolo piazzamento

Il raccontino di cui allo scorso post si è piazzato ottavo alla seconda edizione del concorso Buonanotte e Sogni d'Horror. Speravo meglio, ma pensavo peggio.

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QQ Low

E' apparso online un mio piccino racconto sperimentalino: ho voluto partecipare a un concorso di racconti horror, un po' per addentrarmi nel genere (che conosco tutto sommato poco), e un po' perché il tema del racconto mi ha permesso di astrarmi molto da me stesso. Spesso è difficile, leggendo un pezzo scritto da qualcuno che conosciamo, non credere sia tutto autobiografico, vero? Beh, per evitare che accada questa volta ho provato a mettermi in dei panni decisamente non miei. Se volete lo trovate qui, fatemi sapere che ne pensate.

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Ebbene sì...

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Chasing...

Da "In cerca di Amy", il leggendario sermone risolutivo di Silent Bob (che arriva poco prima di una citazione da "L'Impero colpisce ancora"). Due punti di vista differenti, prima o poi nella vita ci passiamo tutti ragazzi. "Allora, io e questa Amy. Eravamo inseparabili, innamorati come due bei piccioncini. Dopo quattro mesi che stavamo insieme ho fatto la grande ca**ata: le ho chiesto del suo ex, cosa che -lo sanno tutti- è una stron*ata pazzesca, ma... sai com'è, non lo vuoi sapere ma lo devi sapere, no? Stupido orgoglio maschile. Così lei comincia a raccontarmi di lui: come si sono innamorati, che sono stati insieme un paio d'anni, che hanno convissuto ma sua madre preferisce me, blablablablablablablablablablabla tutto perfetto. A un certo punto scoppia la bomba, state a sentire che roba: sembra che un paio di volte, mentre stavano insieme, lui si sia portato della gente a letto, ménage à trois credo che si chiami. Questa cosa mi ha scioccato, naturalmente no? Insomma, io non ci sono abituato capisci? I miei erano cattolici, che ca**o scusa!" "Santa testa di ca**o..." "E piantala. Anch'io sono rimasto scioccato come te e ho cominciato ad aggredirla: mi sono bloccato, non sapevo come comportarmi e le ho detto che era una lurida pu77ana e che si era lasciata usare. Volevo che si sentisse un verme, volevo farla soffrire un po'. Le chiedo "ma che ca**o di problema hai?", lei allora mi racconta tutto per filo e per segno: il momento preciso, il posto preciso, e dice che non sente di doversi scusare perché non ha fatto niente di male. "Ah, davvero?" le faccio io... l'ho guardata dritta negli occhi, e le ho detto che era finita. Sparita." "Hai fatto bene." "No idiota, è stato uno sbaglio: non ero schifato da lei, ero impaurito: in quel momento mi ero sentito indifeso, come se mi mancasse l'esperienza, come se non fossi al suo livello, come se fossi inadeguato per lei e altre ca**ate così. Non avevo capito che per lei non era successo niente, che non contava niente quel tipo, che lei, lei voleva solo me, voleva Bob... purtroppo quando me ne sono reso conto era... era tardi, aveva già un'altra storia. Io sono rimasto col mio stupido orgoglio che poi si è trasformato in rimpianto. Era la donna giusta, solo adesso lo so. Però, l'ho presa a calci in cu|o. Da allora passo ogni giorno in cerca di Amy. Per così dire." "Basta con questo melodramma del ca**o: io ti consiglio di metterci una pietra sopra. C'è una sola tro1a al mondo, una sola tro1a con tante facce. Muoviti sacco di mer4a, noi ce ne andiamo."

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Fiori e Vino

Ho ultimato e spedito a un piccolo concorsino un racconto molto ma molto breve. Temo veicoli un messaggio un po' troppo forte visti gli organizzatori e il loro fine piuttosto commerciale, ma a me è piaciuto scriverlo e mi sembra abbastanza buono, da regolamento non posso farlo leggere online ma un giorno ve lo mostrerò. Il tema del concorso è il vino, e ho pensato di dare una riletta ai Fiori del Male prima di buttare giù in velocità il raccontino. E' uno dei miei libri preferiti, devo dire. Collegare Baudelaire al vino è piuttosto scontato, per quanto mi riguarda l'associazione di idee è nata da un mio vecchio chiodo fisso, ovvero quello di scrivere quattro pezzi di prosa per gli altrettanti sonetti della serie Il Vino di Charles Baudelaire. Un giorno dovrò ricordarmi di farlo: credo che sia un dovere, per uno nato e cresciuto in una Regione dove la vite è considerata più della vita! Nel racconto, tra l'altro, sono riuscito a infilare una mia vecchia frase a effetto, un oxymoron che un giorno mi uscì spontaneamente per descrivere un tipo piuttosto pingue a un mio amico... Credo che tutti nella vita dovrebbero scrivere da qualche parte le proprie frasi indovinate: sarà una piccola soddisfazione, ma è sempre una soddisfazione.

Aerys II

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Boh...

Ho buttato giù un altro raccontino stasera, ispirato dalla traccia di un concorso delle mie parti (il fatto di dover andare fino a Reggio Emilia per la premiazione dell'ultimo mi ha fatto riflettere sulla possibilità di tenermi più in zona ). E' un po' un noir, devo trovare un titolo e inviarlo. I titoli, questi sconosciuti. EDIT: Stamattina andando a Trieste mi sono fermato a fare benzina. Scendo dall'auto per pagare, e sento una musichetta familiare uscire dalla radio della benzinaia dell'area di servizio di Duino: Psycho Killer! A questo punto penso sia il destino, quando e se vorrete leggere il racconto capirete.

Aerys II

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Uo[v|m]o in camicia

E' da maggio che non tocco un peso, e per trovare una camicia a maniche corte che non esploda nel caso mi dovessi grattare la schiena ho dovuto prendere una XXL di marca "larga di manica". Sono fatto male io, o l'Uomo sta fisicamente regredendo al 1300? Bah...

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Per fare un albero... #3

Dovremo sempre cercare di essere uomini di qualità. Una volta, durante una nevicata invernale molto lontana dall'incandescente mezzogiorno d'Agosto in cui scrivo, ricevetti una telefonata. Mi si chiedeva di andare a badare al corso di jujutsu dei bambini più piccoli (insegnare in quel caso sarebbe stato un termine improprio, si parlava di ragazzini di quattro anni, sei al massimo). L'istruttrice del corso non sarebbe riuscita a tenere la lezione perché bloccata dalla neve e dal traffico non so dove in giro per il Nord Italia. Io a dirla tutta ero seduto sul water (non sarà un dettaglio memorabile ma è la verità), dunque fu con un certo fastidio credo che risposi affermativamente, e mi incamminai sotto la neve per andare a badare a un branco di bambini scalmanati (se credete che insegnare a fare a botte a dei bambini e poi aspettarsi che non ci provino al primo attimo di distrazione sia possibile, sappiate di essere parecchio lontani dalla verità). Mi incamminai letteralmente, avevo credo sedici o diciassette anni, di biciclette con le ruote chiodate non ne avevo, e dunque non mi rimase altro che infilare un paio di stivali e andare. Il giorno dopo, appresi come la "supplenza" in questione fosse stata prima proposta alla mia ragazza dell'epoca (aveva un grado più alto, quindi era naturale rivolgersi prima a lei), ma che lei avesse rifiutato perché "doveva studiare". Anch'io dovevo studiare, ma l'avevo fatto dopo la supplenza e dopo il mio allenamento (ovvero attorno a mezzanotte). Così, a fine lezione, quando capitò l'immancabile sermone del Maestro e questi fece notare alla ragazza che "esiste la notte, per studiare", fui preso da una certa soddisfazione maligna. "Esiste la notte, per studiare": detto così sembra quasi un inno allo scansare la fatica, tanto sembrerà improbabile lo scenario di una sessione di studio notturno ai giovani d'oggi; peggio, sembra essere traducibile con "prima viene l'arte marziale, poi lo studio". Niente di più falso. La traduzione della frase, sentita quella volta ma che non mi stupirebbe di risentire ora, è "il tuo allenamento non l'avresti saltato per studiare, ma studiare è stata la scusa per non dare una mano ai bambini quando avevano bisogno di te: scommetto che se ti avessi fatta allenare tutto il pomeriggio e la sera, avresti studiato la notte pur di farcela". Lei quella notte aveva dormito, infatti appena finite le superiori scomparve senza mai farsi viva con nessuno là dentro, nemmeno per gli auguri a Natale. Altruismo, quindi. Già che abbiamo accennato allo studio, ho un'altra considerazione, un po' amara o forse malinconica, non saprei. Sì, perché quando faccio un bilancio dell'andamento scolastico dei miei giovani compari nell'anno appena trascorso, e noto due fratelli di cui lui ritirato a metà anno e lei bocciata per troppe assenze, e un altro bocciato per la quarta o quinta volta, mi chiedo "Com'è possibile che ai miei tempi (ai nostri tempi) ci allenassimo sei volte la settimana e avessimo praticamente tutti buonissimi risultati a scuola?". Il mondo, flaccido e molle, forse è troppo maleodorante perché basti accendere un rametto di incenso per dimenticarsene. Non eravamo dei geni, semplicemente noi studiavamo la notte. Sacrificio, oltre che altruismo. Dovremo sempre cercare di essere uomini di qualità, ed essere uomini di qualità vuol dire prima curare la propria cultura, poi aiutare a crescere gli altri, e solo in seguito, solo se avremo tempo, ampliare le nostre conoscenze puramente marziali. Uno che sa tirare calci e pugni non serve a niente.

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Effetto Notte

Ho appreso di essere uno dei dieci finalisti del concorso "Effetto Notte", se volete andate a dare una letta ai racconti e ditemi che ne pensate. Se mi arrivano sufficienti commenti, vi rivelerò un succoso retroscena...

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Empatia

Sono sinceramente dispiaciuto per tutti voi: siete fuori dalla mia testa, quindi non potete sentire tutto quello che penso, e per giunta nessuno prende nota di ciò che dico, dunque è inevitabile che vi perdiate qualcosa. Un abbraccio, fatevi coraggio: potete vivere dignitosamente anche così. Spoiler:  

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Per fare un albero... #2

L'apparenza esteriore, è come il bussare del nostro essere alle porte della altrui percezione: il più vigoroso degli ospiti sarà inizialmente ben poco considerato se si presenterà bussando con poca convinzione, se colpirà l'uscio con debolezza; se invece, prima di infilarsi nella casa cui vuole accedere, l'ospite darà una bella tuonata decisa, allora da dentro lo considereranno da subito con un certo occhio di riguardo. Questo, naturalmente, evitando per semplicità di considerare i citofoni. Non bisognerebbe giudicare un libro dalla copertina, ma spesso è ciò che la gente fa, soprattutto di primo acchito. L'impressione iniziale, istintiva, sebbene non immortale è sicuramente ben radicata e difficile da estirpare, e contamina di dubbio ulteriori possibili valutazioni di un individuo. E' importante, dunque, essendo la vista il senso primario dell'essere umano, apparire in un certo modo agli occhi di chi ci vede per la prima volta. Esiste tuttavia una categoria di persone, io credo, in cui la valenza visiva di questo imprinting è mitigata: alludo a quelle persone ancora prive o quasi di categorie mentali in cui incasellare una persona in base alla sua apparenza, ossia i bambini: quante volte sentiamo dire che i bambini riconoscono al volo le persone buone da quelle cattive? Spesso, mi pare. Allo stesso modo, un cane solitamente scodinzola ai nostri amici e abbaia agli estranei e ai malintenzionati/disturbatori, pur incontrandoli per la prima volta. Perché? Perché un cane non ha categorie, ecco perché, dunque deve fare attenzione doppia nel giudizio. Un cane non si basa esclusivamente su un senso primario (nel suo caso l'olfatto) per giudicare un individuo al momento dell'impatto con la sua esistenza, quindi spalanca la percezione in libertà. Chiaro, questa percezione è limitata in altri modi, ma in generale un cane sente in modo più libero. Così i bambini: non voglio dire che i bambini siano simili a bestie, ma sicuramente sono più istintivi, più liberi, più percettivi. I bambini sentono. Da quello che sentono, deriveranno le proprie categorie, invecchiando come noi e finendo per diventare colmi di pregiudizio. Capita. Come integrare questo discorso nella digressione sull'educazione che (penso si sia capito) è filo conduttore di questa serie di post? Estendiamo il concetto di bambini, e ibridando nuovamente concetti occidentali a terminologia orientale (per comodità: in una cultura di poche parole come quella nipponica è importante caricare ogni singola sfumatura del discorso di significati enormi) parliamo ora di kohai. Il rapporto tra kohai e senpai meriterebbe lunghe divagazioni, e forse un giorno arriveranno, ma per ora mi limito a riportare una brutale traduzione dei due termini, premettendo che dato il sovraccarico informativo della lingua nipponica di cui sopra le traduzioni saranno sempre insoddisfacenti: kohai, da una sbrigativa analisi dei kanji componenti il termine, significa "compagno (hai) che segue (ko)", nel senso di "persona che segue il nostro stesso percorso (lavorativo, di studi, marziale...) da meno tempo"; senpai, significa "compagno (hai, qui letto pai per motivi linguistici) che precede (sen, stesso kanji della parola sensei)", sempre in riferimento a un percorso di crescita. Ecco riportati, tanto per curiosità, i due termini scritti in kanji: Kohai: Senpai: Dicevamo, il discorso introduttivo può essere applicato alla generica categoria dei kohai: un kohai, specie agli esordi, non ha l'esperienza necessaria per giudicare con cognizione di causa un altro individuo (chiaramente nell'ambito del percorso intrapreso), dunque troverà nell'impressione iniziale, quella esteriore, la base per il posizionamento dell'altro lungo propria scala di valori. Ecco che considererà una persona dall'apparenza forte come un pilastro, e al contempo come un punto cui tendere: tutti vogliamo essere migliori, no? Come essere migliori, se non imitando i migliori? Ancora emerge il parallelismo tra inesperto e bambino: non è forse per imitazione che il bambino impara a parlare, a camminare, a vivere? Non sembri dunque frivolo dire che l'apparire (un apparire regolato da un certo stile, non certo l'apparire frivolo del vecchio west) occorre e anzi è fondamentale nell'educazione del kohai. Chiaramente, se la buccia è lucida ma la polpa è marcia, la mela deve essere gettata nel cestino, dunque è chiaro che la sostanza conta molto più che l'apparenza: la polpa (sostanza) nutre, la buccia (apparenza) attira. Il kohai, però, non ancora pronto a "sbucciare" il senpai, non conoscerà la polpa, giudicherà dalla buccia, e solo poi potrà trarre beneficio dalla mela intera. Vorrà essere una mela proprio come quella, e se il senpai sarà un buon senpai, allora il kohai imparerà a migliorare la propria polpa, e anzi si curerà a un certo punto soltanto della propria polpa. La buccia verrà poi: il kohai crescerà bene. Ecco perché i bambini del dojo devono vedermi grande e forte come Raoul, ecco perché è giusto che quando mi vedono con una spada pensino che sono una specie di super-eroe: l'immagine che lascio loro li accompagnerà, nascosta in qualche taschino della loro personalità, per tutta la vita. Forse, quando dovranno scegliere a chi chiedere un consiglio o una mano, quando imiteranno qualcuno, non sceglieranno uno spacciatore per strada. Qualcuno avrà notato, però, come abbia lasciato in sospeso il discorso della percezione più ampia dei bambini. Cosa percepiranno in più, rispetto agli adulti, che allo stesso modo mi vedranno grande e armato di spada? Con cosa percepiranno questa dimensione ignota agli adulti? Come elaboreranno queste informazioni occulte? Cosa li aiuterà a distinguere me (che ho lo scopo, pur senza nemmeno parlare loro, di contribuire a educarli) da un passante identico a me? Pensateci. La vita è un cerchio di cui non conosciamo il raggio, quindi pur percependone l'avanzare (e conoscendo il valore di pi greco) si chiude quando meno ce l'aspettiamo, ed è sempre notevole osservare come le percezioni dei principianti assoluti non siano troppo diverse da quelle dei Maestri.

Aerys II

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Per fare un albero... #1

Non sono un Maestro, ma al momento sono un quasi-istruttore, diciamo. Cosa ben più importante sono un Senpai. Non mi monto la testa: non so insegnare nulla né tanto meno so nulla, ho soltanto appreso qualche rozza nozione in alcuni anni. Ciononostante, pur non avendo pretese di sapienza o saggezza, nel momento in cui sono invitato a trasmettere ad altri ciò che è stato trasmesso a me è mio dovere dimostrare il mio rispetto verso Quelli che mi hanno insegnato, verso le loro strategie e modalità, verso la loro ha. Da noi non si impara a fare del male, si impara a divenire persone migliori. Non a essere persone migliori, a divenire persone migliori. Ecco perché quando mercoledì inizierò la lezione di Iaido al mio Kohai, gli farò riporre la spada e gli farò leggere una poesia. Spero contribuisca a cancellare i lati negativi della sua esperienza nell'esercito, spero che capisca che la guerra che impara a combattere ora è di tutt'altro tipo rispetto a quelle cui è abituato. Non so ancora bene quale poesia sarà, non lo saprò prima di mercoledì: un budoka non si prepara mai, poiché è sempre pronto.

Aerys II

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Heiho

"Oggi, 9 settembre 1978, ho tenuto nel palmo della mano un piccolo disco dei trecentosessantuno che sono necessari nel gioco astrologico del Go, quest'altro gioco di scacchi d'Oriente. Esso è più antico della più antica scrittura e la sua tavola è una mappa dell'universo. Le sue variazioni bianche e nere faranno finire il tempo. In esso possono perdersi gli uomini come nell'amore e nel giorno. Oggi, 9 settembre 1978, io, che sono ignorante di tante cose, so che ne ignoro una di più, e ringrazio i miei numi per questa rivelazione di un labirinto che mai sarà mio." (Il Go - J.L. Borges) Contrariamente a quanto possano pensare gli ammiratori dei Sette Nani, Heiho non è soltanto un canto da innalzare mentre ci si reca a lavorare in miniera: Heiho è la via della strategia, argomento quanto mai dibattuto da che l'Uomo realizzò di voler sopravvivere all'Uomo, innumerevole tempo fa. Ne parla ad esempio Musashi Miyamoto nel suo Gorin no Sho, ma ne parla anche Niccolò Machiavelli nel suo Il Principe (pur naturalmente senza nominarla mai). Credo che ciascuno di noi ne abbia bisogno, a patto certo di non voler essere un passivo pedone mosso da altri allo scopo di perseguire scopi incomprensibili alle sue percezioni. Come ci si avvicina all'Heiho? E' un'altra di quelle "robe da cinesi" (come le chiama un mio amico decisamente provinciale benché non se ne renda conto ) a me tanto care? E' un'altra di quelle inapplicabili concezioni della vita proprie della "gente scalza"? Assolutamente no. Ho scelto di riportare delle parole di Borges in questo scritto (Jorge Luis Borges, cui devo molto), proprio perché non mi viene in mente persona più distante dalla stereotipata immagine del marzialista orientale (tanto comune di questi tempi) che non quella dell'anziano professore argentino, quasi accecato dall'età e dal Sole sudamericano. La strategia serve a tutti noi, e non importa su quale affluente decidiamo di remare per giungere alle acque della sua immensa portata: l'importante è applicarla giorno dopo giorno in ogni aspetto della nostra esistenza, ed esercitarla in uno dei tanti modi donatici dai nostri maiores: si tratti una partita a scacchi o a go, a dama o a Munchkin (lì in verità è troppo presente il fattore fortuna: meglio Magic piuttosto!), si tratti di leggere e riflettere o di passeggiare facendo attenzione a ciò che ci circonda... esistono infiniti approcci alla Via di Heiho, indipendentemente dal nome con cui si decide di chiamarla, esistono infiniti impulsi per cominciare, infinite combinazioni di eventi che portano a quel singolo pensiero, a quella impercettibile sensazione, a quella celata voglia di accrescere la nostra mente. Spero che per qualcuno l'impulso iniziale sia dato proprio da queste parole, ma anche se così non fosse non importa: mi sto semplicemente esercitando nel mondo. Cos'è il mondo? Di questo parleremo forse un'altra volta.

Aerys II

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Sentieri

This is the tiiiiiiiiiime... to remember... Ehm no, scusate, quella non c'entra... Nuovo aggiornamento su http://lospacciastorie.blogspot.com Ultimo dei due brandelli di anteprima della novella "Il Sentiero". Fatemi sapere che ne pensate.

Aerys II

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Shizentai #4

Abbiamo la fortuna di possedere sinapsi elettrochimiche, il che ci permette di decidere quale dei tanti impulsi derivanti dall'ambiente esterno assecondare. Ne ascoltiamo uno e uno soltanto: la sua parola è legge.

Aerys II

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Shizentai #3

Dobbiamo prendere esempio dagli alberi, che tendono sempre verso il Sole, e mantenere dritta la nostra colonna vertebrale. Questo costa fatica: niente è gratuito.

Aerys II

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