Vai al contenuto

Benvenuto in Dragons´ Lair

La più grande e attiva community italiana sui Giochi di Ruolo.
Accedi o registrati per avere accesso a tutte le funzionalità del sito.
Sarai così in grado di discutere con gli altri utenti della community.

Sondaggio sui Marchi del Drago

L'ultima volta gli Arcani Rivelati hanno esplorato il modo in cui creare un personaggio che reca su di sé un Marchio del Drago, un sigillo mistico che appare sulla pelle. Questa è la vostra opportunità per aiutarci a determinare la loro forma finale! Ora che avete avuto la possibilità di leggere e di riflettere su queste regole, siamo pronti per conoscere la vostra opinione su di esse nel seguente Sondaggio. Il Sondaggio rimarrà aperto per circa tre settimane.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
Arcani rivelati: marchi del drago
sondaggio: marchi del drago
Link all'articolo originale:
http://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/survey-dragonmarks
Leggi tutto...

Sondaggi sulle Ascendenze e sulle Classi

Creare un processo di playtest per un gioco complicato quanto Pathfinder è stata una sfida in sé e per sé. Sebbene sapessimo che avevamo bisogno di dati di gioco consistenti da tutti voi, il che ha assunto la forma di L’Alba del Giorno del Destino, volevamo anche raccogliere il più ampio insieme possibile di feedback basati non solamente sulla vostra esperienza al tavolo, ma anche sul tempo che avete trascorso leggendo il manuale, creando i personaggi e sognando nuove avventure.
Dunque oggi lanceremo i nostri primi Sondaggi di Feedback sul Gioco, iniziando con il Sondaggio sulle Ascendenze e sui Background e con l’enorme Sondaggio sulle Classi. Ma prima che accorriate a svolgere questi sondaggi, ci sono alcune cose che dovreste sapere.
Per prima cosa, dovreste sapere che potete compilare ciascuno di questi sondaggi una sola volta, anche se potete scegliere di uscire da uno di essi e poi tornare a completarlo successivamente (fino a quando non chiuderemo i sondaggi alla fine del playtest). Ciò potrebbe risultare particolarmente utile per il Sondaggio sulle classi, che è abbastanza lungo e potrebbe risultare difficoltoso da terminare in un’unica sessione, e che risulta anche diviso in sezioni per ciascuna classe.
In secondo luogo, non siete obbligati a rispondere a ciascuna delle domande di questi sondaggi. Il Sondaggio sulle Classi vi chiede se desiderate lasciare un feedback su una classe prima di mostrarvi le domande correlate alla stessa, permettendovi di saltare totalmente delle classi se pensate di non avere alcun feedback da rilasciare sul loro tema oppure sulle loro meccaniche. Potete anche saltare quelle domande che pensate non siano rilevanti in relazione alla vostra esperienza (nonostante abbiamo provato a fornire opzioni di risposta che vi permettano di chiarire anche questo).
Infine, sebbene non dobbiate rispondere ad ogni domanda, risulta comunque importante che arriviate fino alla fine del sondaggio, poiché ci sono molte domande importanti che vengono poste solo in un momento successivo.
Dunque, se pensate di essere pronti, procedete pure e iniziate a compilare i sondaggi utilizzando i seguenti link! Non vediamo l’ora di sentire cosa pensate!
Sondaggio sulle Ascendenze e sui Background | Sondaggio sulle Classi
Se avete dei commenti maggiormente aperti oppure dei feedback, potete compilare i seguenti sondaggi per fornirci dei commenti più dettagliati sulle regole.
Sondaggio a Risposta Aperta sulle Ascendenze e sui Background | Sondaggio a Risposta Aperta sulle Classi
Continuate a seguirci nelle prossime settimane durante le quali aggiungeremo ancora altri sondaggi a quelli già rilasciati, che vi chiederanno la vostra opinione su varie meccaniche di gioco e sul design dei mostri!
Una Nota sui Playtest
Giusto per ricapitolare alcune delle cose di cui abbiamo parlato durante lo stream della Paizo su Twitch lo scorso venerdì, voglio spendere un momento per parlare del playtest inteso come processo. Alcuni di voi hanno iniziato ad accorgersi che l’avventura L’Alba del Giorno del Destino risulta differente da quelle alle quali siete abituati. Ciò è intenzionale poiché ciascuna delle parti della stessa è pensata specificamente per mettere alla prova uno o più degli aspetti del gioco. Ciò significa che potreste notare degli incontri con un medesimo tema che vengono ripetuti più volte a diversi livelli di sfida oppure che ciascuno degli incontri in una delle parti dell’avventura potrebbe condividere un elemento comune. Ciò potrebbe anche significare che alcuni combattimenti sono ben oltre un normale grado di sfida.
Creare la miglior versione di Pathfinder che possiamo significa trovare i punti in cui l’attuale sistema si può rompere. In alcuni casi, abbiamo bisogno che siate voi a farlo, così che a noi sia possibile determinare dove si pone quella linea. Ma risulta egualmente importante al fine del processo di raccolta dei dati che i partecipanti al playtest non sappiano quali siano questi obiettivi fino a quando il test non è finito, poiché farlo significherebbe falsare i risultati.
Il team di design offre i suoi più sinceri ringraziamenti a tutti coloro che ci aiuteranno in questo processo rigoroso. Promettiamo che pagheremo le resurrezioni e le sessioni di terapia dei vostri poveri PG una volta che tutto questo sarà terminato.
Jason Bulmahn,
Direttore del Game Design
Unitevi ai designer del Playtest di Pathfinder ogni venerdì durante il periodo di playtest sul nostro Canale Twitch per ascoltare l’intero processo e chattare direttamente con il team.
Link all’articolo originale: http://paizo.com/community/blog/v5748dyo6sg9c?Ancestry-and-Class-Surveys
Leggi tutto...

Il Kickstarter per Lex Arcana 2E è iniziato!

Il celebre GdR italiano ambientato ai tempi dell'Impero Romano tra mostri mitologici, divinatori ed aruspici è ora su Kickstarter dove sta venendo finanziata una campagna per una seconda edizione del gioco. Questa nuova edizione, il cui goal base è stato ampiamente raggiunti nel corso delle prime 2 ore dall'apertura del Kickstarter e che è ora in piena corsa per il raggiungimento dei goal aggiuntivi, fornirà delle regole aggiornate, un nuovo comparto grafico e moltissimi altri contenuti per gli appassionati.

Cosa aspettate, andate anche voi ad unirvi alla Cohors Auxiliaria Arcana!
Leggi tutto...

Waterdeep Dragon Heist: Una Recensione

Di J.R. Zambrano
10 Settebre 2018
L'avventura Waterdeep: Dragon Heist mette gli avventurieri sulle tracce di mezzo milione di monete d'oro, sfidando uno di quattro possibili avversari, il tutto nel mezzo di Waterdeep, la Città degli Splendori. Ma come se la cava come avventura? Leggete oltre per scoprirlo.
Le avventure urbane sono uno strano affare. Rispetto ai primi moduli di D&D sovvertono gli assunti fondamentali. Laddove i primi moduli usavano le città come luogo per gli avventurieri dove rifornirsi nuovamente prima di dirigersi verso un dungeon nelle vicinanze, magari dando adito ad un incontro casuale o due, le avventure urbane - come si può capire dal nome - fanno svolgere l'azione in una città e nei suoi dintorni. Poi può trattarsi di una città come di un villaggio, o di un paese o di un insediamento. Le strade e i magazzini nascosti diventano luoghi dove gli eroi affrontano gilde di ladri e cultisti. Le guardie ficcano il naso dove non dovrebbero. E in tutto questo c'è sempre la possibilità costante di giocare di ruolo, fosse anche solo nel comprare l'ennesima partita di pozioni di cura dal negozio di oggetti magici.

Waterdeep: Dragon Heist è uno dei migliori esempi di avventura urbana che si possono trovare. Al suo cuore si trova una trama che da una prima occhiata potrebbe sembrare troppo instradata ma, quando la studiate meglio, scoprirete che spezza molte convenzioni, fornendo ai giocatori e ai DM decisamente più libertà. Invece di fornire una storia che porta strettamente dal punto A al punto B al punto C, questo manuale presenta una serie di pezzi mobili e, quando l'evento A avviene, potete potenzialmente far attivare l'evento B o il C o qualcos'altro ancora. Ha un approccio da sandbox, nonostante ci sia del gioco strutturato dentro tale sandbox. E la ragione per questo approccio è che Waterdeep: Dragon Heist vuole sperimentare con il modo in cui consideriamo i gruppi di livello basso, gli avventurieri di livello basso e D&D ai livelli bassi in generale.

Per molti di noi i livelli bassi di Dungeons & Dragons sono una normale, seppur noiosa e faticosa, parte della vita. Quasi ogni campagna inizia nell'area dei livelli 1-3, dove i giocatori devono racimolare ogni moneta d'oro, strappandola a gran fatica dagli hobgoblin e gnoll che le possiedono. Non deve essere necessariamente così, afferma Waterdeep: Dragon Heist. Solo perché i vostri personaggi sono di 1° livello non significa che non possano godersi la vita. Non significa che non possono affrontare i pezzi grossi del mondo. Al contrario. Waterdeep: Dragon Heist vuole che puntiate in alto, anche troppo. Vuole che affrontiate lo Xanathar e riusciate a sfuggirli per il rotto della cuffia.

E in generale Waterdeep: Dragon Heist vi permette di farlo. O quanto meno vi fornisce gli strumenti per farlo e poi vi dice "Buona fortuna!". E adoro questa cosa. Potete vedere questa ideologia nel mondo in cui viene strutturato il manuale. Il Capitolo 1 è un avventura in città. Il Capitolo 2 sono essenzialmente opportunità di ruolo all'interno di Waterdeep, con poche occasioni per far avanzare la trama - ma è probabilmente uno dei capitoli più interessanti. Il Capitolo 2 introduce la zona di Trollskull Alley. Potreste giocare questo capitolo in una singola sessione oppure farlo durare per delle settimane, a seconda di cosa preferite.
Come dicevo, qui non succede nulla che fa progredire la trama, ma è proprio questa libertà che fa risaltare il capitolo. Ha moltissima personalità e un carattere tutto suo. Trollskull Alley sembra viva ed è il modo perfetto per fare sì che i personaggi si interessino alle varie fazioni di Waterdeep (forse affrontando delle missioni secondarie) oltre a fornire ai personaggi una base operativa, il che rappresenta un passo importante per come viene percepita la ricchezza in D&D ed è forse uno degli aspetti più sottovalutati del manuale.

Essenzialmente l'avventura fornisce ai personaggi delle proprietà immobiliari. Alla fine del Capitolo 1, se hanno completato con successo la missione, niente meno che Volothamp Geddarm dona loro l'atto di proprietà del Maniero Trollskull, una locanda malmessa e infestata da fantasmi a Waterdeep. Questo è fantastico. Fornisce ai giocatori un interesse diretto nel mondo che li circonda. E questo già a livello 2 per altro. Quindi, prima ancora che molte classi debbano scegliere una sottoclasse, siete proprietari di una taverna in disuso. Si tratta di questo oggetto reale e concreto nel mondo di gioco ed è vostro. Potete studiarne la mappa, decidere di trovare delle belle sedie da mettere nella sala principale e poi disegnarcele. E voilà. L'avete fatto. Avete cambiato il mondo intorno a voi. E questa attitudine, l'idea che potete cambiare il mondo che vi circonda e renderlo vostro, è qualcosa che rende molto più viva una partita.
Al 2° livello, quando i giocatori stanno cercando di decidere quale sarà il loro stile di combattimento, Dragon Heist chiede loro in cosa vogliono investire. Mostrando loro che le loro scelte ed azioni hanno delle conseguenze e fornendo loro qualcosa a cui aspirare. E, cosa più importante, qualcosa in cui investire il proprio denaro. Senza voler essere troppo distratti dagli altri capitoli, Waterdeep: Dragon Heist ha uno dei migliori atteggiamenti verso i tesori di ogni avventura di D&D. Detto semplicemente, un tesoro non è qualcosa che deve essere accuratamente accumulato e nascosto. Viene usato al meglio quando i giocatori sono immersi nel proprio mondo. Il che è una ventata di aria fresca rispetto al modo in cui solitamente le avventure di D&D trattano i tesori. I giocatori potrebbero anche trovarsi proprietari di un mezzo milione di monete d'oro alla fine dell'avventura - e la cosa all'avventura sta perfettamente bene. Ancora meglio, vi dice "Bene ora avete 500,000 monete d'oro...la vera avventura può avere inizio" e vi fornisce delle linee guida su cosa potete fare ora che siete ricchi oltre ogni vostra immaginazione.

Il Capitolo 3 rimette in moto nuovamente la trama, facendo affrontare ai personaggi un incidente basilare che funge da sistema di riferimento su come il vostro gruppo gestirà aspetti come le investigazioni urbane, il rintracciare bersagli e l'interazione con la città. Ad ogni passo lungo la storia avranno la possibilità di far sapere alle guardie o agli agenti dei Lord di Waterdeep (o ai loro nemici) della ricerca del tesoro. Il che potrebbe essere una cosa buona dato che, se vorrete sopravvivere all'incontro con uno degli avversari principali, avrete bisogno della protezione (o della promessa di protezione) di qualcuno di altrettanto potente per salvarvi la pelle. Ci sono molte buone idee sugli intrighi politici in questo manuale, quindi se state cercando una guida su come gestire gli intrighi di corte quest'ultimo non è per nulla un cattivo punto di partenza, sorprendentemente.

Il Capitolo 4 è il climax dell'avventura. In esso troviamo i personaggi all'attiva ricerca dell'obiettivo dell'avventura e impegnati ad affrontare una serie di incontri che cambiano in base a quale avversario è stato scelto. Il che, in caso non lo sappiate già, è un altro degli aspetti sperimentali di questa avventura, ovvero il poter scegliere il vostro avversario tra quattro possibili scelte. E ciascuno di essi ha i propri obiettivi, le proprie motivazioni, i propri servitori ed eventi speciali. Nei capitoli 5-8 troverete le descrizioni di ciascun avversario, tra cui i vari set specifici di incontri speciali che potrebbero avvenire, tra cui alcuni che cambiano la storia "ufficiale" di ciò che sta avvenendo a Waterdeep.

Ed eccoci qui, 8 capitoli di avventura e 25 pagine di guida alla città che fanno apparire Waterdeep davvero viva. Non posso lodare a sufficienza questo manuale, è molto diverso dalle solite avventure di D&D, ma lo adoro. Quali che siano le motivazioni degli avversari (e alcune si possono davvero comprendere ed apprezzare) o il modo in cui cerca di aiutare i DM a rendere propria l'avventura, questo manuale ha introdotto molte idee importanti. E, come ogni buon manuale di GdR, mi fa venire voglia di sedermi ad un tavolo e di giocare a D&D.
Questo manuale è altamente raccomandato, buon divertimento!
Link all'articolo originale:
http://www.belloflostsouls.net/2018/09/dd-waterdeep-dragon-heist-the-bols-review.html  
Leggi tutto...

E' uscito Waterdeep: Dragon Heist!

Disponibile già da una decina di giorni nei negozi appartenenti al circuito Wizards Play Network, da oggi 18 Settembre 2018 è finalmente uscito in tutti i negozi Waterdeep: Dragon Heist, il nuovo supplemento per D&D 5e. Waterdeep: Dragon Heist è una Avventura per PG di livello 1-5 ambientata interamente nella famosa città di Waterdeep, presso i Forgotten Realms, e incentrata sulla caccia ad un tesoro nascosto. All'interno del supplemento sono presenti regole speciali pensate per giocare a campagne ambientate in una zona urbana.
Qui di seguito troverete la descrizione generale dell'Avventura. Potete, però, trovare maggiori dettagli nell'articolo che avevamo scritto in occasione dell'annuncio. E' importante precisare che questa versione di Waterdeep: Dragon Heist è in lingua inglese. Vi ricordo, però, che fra qualche mese dovrà uscire anche la versione italiana dell'avventura, come annunciato dalla Asmodee Italia qualche tempo fa.
 
Waterdeep: Dragon Heist
http://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/dragonheist
BENVENUTI A WATERDEEP!
Un fantastico tesoro vi aspetta se intraprenderete quest'avventura nel più grande gioco di ruolo al mondo.
Il celebre esploratore Volothamp Geddarm (in questo nostro articolo potrete trovare un approfondimento su di lui, NdTraduttore) ha bisogno di voi per completare una semplice missione. Iniziate così una folle corsa tra i distretti di Waterdeep, mentre scoprite un perfido piano che coinvolge le personalità più influenti della città. Una grande giostra urbana vi aspetta. Misurate le vostre abilità e la vostra spavalderia contro avversari che non avete mai affrontato prima, e lasciate che inizi la caccia al drago!
DETTAGLI SUL PRODOTTO:
Prezzo: 49,95 dollari
Data di uscita: 18 Settembre 2018
Formato: Copertina Rigida
Lingua: inglese

Link alla pagina ufficiale:
http://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/dragonheist
Leggi tutto...
Accedi per seguirlo  
  • inserzioni
    44
  • commenti
    166
  • visualizzati
    682

Lo spleen e l'arte dello shotgun

Accedi per seguirlo  
Aerys II

176 visualizzazioni

Sono abbastanza giù in questo periodo, e con periodo intendo dall'inverno 1984 a oggi. Mi annoio, mi annoio nel vero senso della parola: niente mi prende al punto da farmi dire "Meno male che mi sono svegliato anche stamattina!", e se per caso capitano mattinate simili non mi preoccupo troppo, poiché passa in fretta.

Credo che la noia stia alla base di molti più omicidi-suicidi di quanto si sospetti, in particolar modo la tipica scena hollywoodiana dell'impiegato che entra in ufficio con un bel fucile d'assalto e fa esplodere toraci è quasi sicuramente riconducibile a fine settimana come il mio attuale. Non si illuda il lettore, il problema non è un fine settimana andato storto, è che mi trascino proprio una coperta grigia di fastidio da molto tempo. Come Linus, ma senza Maglietta a righe e senza una striscia di fumetti.

Mi chiedo a volte come facessero i Maiores a superare la noia, poi mi sovviene l'esistenza dell'alcool, la domanda decade e io mi tranquillizzo. Non è una gran bella soluzione però, è più che altro un effimero stratagemma che svia la mente dal reale problema, un problema di cui non inquadro purtroppo i confini. Mi secca sentirmi inadeguato in un terreno di studio tanto personale, e ho troppo poco rispetto per le altre persone per considerare l'ipotesi che qualcuno possa spiegarmi qualcosa di utile a riguardo: ogni volta che ne ho parlato con qualcuno mi sono sentito dire solo una marea di stron*ate buoniste o finto-ciniche. Il peggio è parlarne con una femmina: cavolo, sembra di ragionare con una scatola di tortellini Rana, ne escono sempre le stesse piccole porzioni di identico conformismo casalingo da affogare nell'acqua bollente. Forse è una coincidenza però, magari non tutte tutte hanno lo spessore intellettuale di una cisterna. :rolleyes:

È poco confortante rendersi conto periodicamente che non te ne frega un ca**o di niente e che disprezzi gran parte del formicaio. :think:

Accedi per seguirlo  


47 Commenti


Commento consigliato



Forse dovresti provare, almeno per un po', a cambiare formicaio.

Luoghi diversi, gente diversa, problemi diversi, prospettive diverse.

Ci propinano la paura del diverso quando è proprio la diversità che ci permette di capire noi stessi.

Condividi questo commento


Link al commento

Non mi sono spiegato: laureati e vai via dal Friuli, poi dall'Italia (anzi direttamente via da quasto paese), fa un master all'estero, trovati una vita, anche se solo temporanea, per 6 mesi, un anno, lontano dal "formicaio italia". Poi deciderai se tornare.

Condividi questo commento


Link al commento

Non sono d'accordo. Io non ho mai avuto le palle per mollare tutto e andare, almeno per qualche anno, in uno di quei paesi dove agiscono medici senza forntiere e similari ma ho conosciuto persone che lo hanno fatto. Quando sono tornate non erano le stesse persone che erano partite e il loro modo di vedere la vita era profondamente cambiato. Io, nel mio piccolo, ho viaggiato e vissuto all'estero cercando di cogliere le cose migliori che tali esperienze potevano darmi, soprattutto perché non consideravo all'epoca l'ipotesi del ritorno in patria, quindi agivo senza preconcetti e ipotesi tipo "alla peggio torno a casa". Poi sono dovuto (oppure ho voluto, ancora non l'ho capito) tornare, ma ero comunque cambiato. In meglio, in peggio, non so,m sicuramente ero e sono diverso da quando sono partito la prima volta.

Se l'orto in cui vivi non ti soddisfa devi cambiare, non ci sono alternative, visto che sei abbastanza grande e maturo per capire che non puoi tu cambiare l'orto e i suoi abitanti.

Come leggevo su watchmen, nel racconto che fa Ozymandias riguardo all'enigma più famoso dell'antichità, quello del nodo che nessuno riusciva a sciogliere. Alessandro non lo sciolse, lo tagliò con la spada.

Non cercare di sciogliere il nodo, taglialo. A meno che tu non abbia la quasi certezza di riuscire a scioglierlo, taglialo prima di ritrovarti a 40 anni e non avere più la forza né la spada per tagliarlo.

Condividi questo commento


Link al commento

Mi riesce difficile immaginare una fuga dal Bel Paese come la soluzione di un problema esistenziale...IMHO se non ti trovi bene nella società (dove per società si intende un complesso meccanismo in cui ogni individuo è un ingranaggio), evidentemente il problema sei tu.Le opzioni sono:

-adattarsi in qualche modo

-ribellarsi e creare un nuovo sistema sociale

-continuare a soffrire fino alla fine

@Merin:veramente, il significato di quella storia è che esistono sempre sistemi semplici e sbrigativi per risolvere problemi complicati (e alcuni, come Alessandro e Ozymandias stesso, entrano nella storia per averli adottati), ma la cosa giusta da fare è > il nodo. Altrimenti ci si ritrova in situazioni difficili, come una guerra nucleare (letale per il genere umano) scatenata dal diario di un violento vigilante con la maschera in bianco e nero :-)

Condividi questo commento


Link al commento

@revel: Hai provato a vivere in un paese straniero e civile? Veramente convinto che siamo tutti uguali? Che i cittadini del resto del mondo siano uguali a noi? Che noi stessi, in un altro contesto e con altre persone, restiamo "uguali"?

Posso essere d'accordo solo sul fatto che "andare via" non sia la soluzione giusta per tutti. Bisogna valutare caso per caso, valutarSi volta per volta.

Condividi questo commento


Link al commento

Non mi adatto, e forte di una sfiducia nei confronti del genere umano credo di preferire l'idea di costruirmi una mia nicchia da cui guardare quelli all'esterno come attraverso un vetro sfocato. Sto iniziando a capire persone che anni fa ritenevo tristi e sole: sono effettivamente tristi e sole, ma almeno hanno una propria oasi di pace.

Condividi questo commento


Link al commento

Il rischio però Aerys è che tu in realtà finisca come tutti gli altri a curare solo il prorpio orticello nella migliore delle ipotesi o ad estraniarti ed isolarti nella peggiore.

Siamo, chi più chi meno (ma sia tu che io lo siamo tanto) animali sociali che si frustrano sia nel caso in cui rimangano troppo tempo soli, sia che, pur in compagnia, siano frustrati dalla mancanza di fiducia e rispetto nei confronti del resto dell'umanità...almeno quella intorno a noi. Per questo non condivido il tuo "non mi adatto ma resto qui nella mia covetta e guardo gli altri da un oblò". Non ne sarai mai soddisfatto. quello oche cerca gente come noi e la possibilità di stare in una comunità con esseri umani degni di tale nome e condividere la propria esistenza e le proprie esperienze con essi. Tutto il resto è adattarsi, ma frustrandosi. Stare soli (o in pochissimi selezionati) in una bolla "felice" in mezzo alla mer.da non la vedo come soluzione ottimale. Vedi tu, la vita è tua.

Ripeto: non trovarti a 40 anni senza forza e senza spada. ;-)

Condividi questo commento


Link al commento

Aerys, ho bisogno di capire alcune cose per poterti dare anche il mio contributo.

Prima di tutto: cos'è successo nell'inverno del 1984? (se se ne può parlare, ovviamente )

Condividi questo commento


Link al commento

Crispio, lo sfasamento temporale dovuto ai paragoni mentali che faccio utilizzando la mia età è drastico. :lol:

OK, meglio rettificare adeguando la domanda: sapresti dirmi da quando hai iniziato veramente a sentirti così? (se mi dici ancora che è dalla tua nascita, cedo le armi e ti offro birra e pancetta ).

Condividi questo commento


Link al commento

@Daglator: sai che credo effettivamente da una quindicina d'anni? :think:

@Dusdan: mi piaci, ma non in quel senso. :lol:

In realtà anche io spero di trovarmi un lavoro all'estero, ma prima devo specializzarmi: già a livello di preparazione la laurea 3+2 mi penalizza, almeno a livello formale ho bisogno di un riconoscimento maggiore.

Condividi questo commento


Link al commento

Niente birra e pancetta quindi, peccato. :lol:

Comunque stando a quello che dici (e rivedendo di brutto i miei calcoli sull'età ), è iniziata intorno ai dieci anni questa tua mancanza di qualcosa che ti faccia dire: "Meno male che mi sono svegliato anche stamattina".

Mi piacerebbe approfondire, se sei d'accordo, e ti prometto niente cavolate buoniste o finto-ciniche o tortellini Giovanni Rana. ;-)

Riesci a trovare, in quell'età, una causa scatenante di questa tua condizione?

Un'idea, un'impressione, anche se non ne sei sicuro, giusto per iniziare.

Condividi questo commento


Link al commento

Tranquillo, non cerco necessariamente un trauma ma una condizione, una riflessione, un "qualcosa" che abbia iniziato il tutto. ;-)

Se non ti sovviene nulla, continuo a farti qualche altra domanda: a che età hai iniziato a praticare le arti marziali, e perchè?

Condividi questo commento


Link al commento

Ho iniziato a quindici anni, perché prima mia mamma non mi lasciava: fa il medico, e le passavano in ambulatorio troppi tizi con clavicole e nasi spezzati per non farsi idee sbagliate. :-D

Condividi questo commento


Link al commento

Ok, prima di proseguire vorrei che tenessi sempre ben presente che ci stiamo scambiando pensieri per iscritto, di solito questo genere di conversazioni le tengo a quattr'occhi, quindi le cose che mi sfuggono (e che mi sfuggiranno ) sono tante, mi servirà (tanta ) pazienza da entrambe le parti. :-D

Allora, un paio di considerazioni personali:

Dieci anni di arti marziali e, se non ho letto male da qualche parte sul forum, partecipi anche a tornei.

Inoltre stai per laurearti (in bocca al lupissimo, naturalmente ;-) ), un altro percorso piuttosto impegnativo.

Sono due degli aspetti più eclatanti che conosco della tua persona, oltre ad una costante presenza sul forum e carisma ed intelligenza da vendere.

Visto quanto sopra mi riesce arduo accettare che tu stia vivendo una situazione come quella che mi descrivi da così tanto tempo.

Quando ci siamo incontrati di persona poi, mi hai sempre dato l'impressione di un individuo che sarebbe in grado di spostare una montagna per raggiungere il proprio obiettivo, di un uomo che dimostra una forza interiore ed una inamovibilità veramente notevoli.

Anche per questo fatico ad accettare il termine "noia".

Ed ancora di più, fatico ad accettare che si protragga per qualcosa come quindici anni.

La parola "insoddisfazione" che sensazioni ti provoca?

Condividi questo commento


Link al commento

Viste le mie considerazioni di prima sarei propenso ad escludere la seconda ipotesi. ;-)

Torniamo alla parola "insoddisfazione".

Mi dici che è un termine a te familiare, puoi descrivere le emozioni che ti provoca tale termine? Tra una risposta riflessiva ed una istintiva preferirei una risposta istintiva.

Condividi questo commento


Link al commento

Purtroppo ho falsato involontariamente il test: ho letto il commento prima, poi dovevo andare di corsa e non ho risposto, dunque ora sarei istintivo ma riflessivo. :-D

Così di primo impatto direi che la parola insoddisfazione mi fa venire genericamente in mente un piatto cucinato male, o volendo evocare un episodio la prima provetta sugli integrali alle superiori, quando ero il più abile di tutti ma per un qualche motivo mai compreso ho preso un voto più basso di molte femmine. Femmine, capisci? :confused:

Non sono soddisfatto perché sento di aver sempre fallito: per il mio primo insegnante di chitarra, durato poco, ero uno da mandare subito al conservatorio a fare esami; per l'altro insegnante di chitarra, quello "nuovo", ero l'allievo più intelligente di sempre; so di aver sempre avuto intelligenza in termini tecnico-scientifici, quando ho voluto vincere i giochi matematici li ho vinti, quello che voglio imparare lo imparo; ho sempre letto e scrivo ogni tanto, alcuni dicono bene (anche se ho i miei dubbi); ho sempre avuto tutte le ragazze che volevo in un modo o nell'altro, nel bene e nel male.

Eppure non ho mai concluso niente. Per colpa o per destino, disse qualcuno.

Probabilmente non so inquadrare bene il termine insoddisfazione perché non riesco a inquadrarne nemmeno l'opposto. Quando mi diedero la cintura nera, un maestro inglese lì presente dopo la stretta di mano di rito mi disse a mo' di battuta "Now you can smile", pensando forse che fossi teso. Io mi resi conto che effettivamente non stavo sorridendo, né ero felice: per me la cosa si era mutata un giorno prima dell'esame , in un momento indefinibile, da un obiettivo rincorso a lungo a niente più che un dovere da portare a termine ma comunque di poco conto. Così per la laurea: ok, ho avuto problemi che hanno compromesso la media e i voti, so che sono successe cose incontrollabili e non posso recriminare nulla; eppure non riesco a dirmi "Ok, è fatta", al massimo penso che non mi perdonerò mai il ritardo accumulato e che probabilmente non ne è valsa la pena, perché tanti sforzi mi hanno portato non a un traguardo ma a una milestone qualsiasi. Dopo questa ne verrà un'altra, poi un'altra ancora, ancora altre, infine una più grande con su il mio nome, una foto e un paio di date.

A voi è mai capitato?

Condividi questo commento


Link al commento

Certo che è capitato. Brutta sensazione. Non tanto per la sensazione in sé ma per il motivo per cui la si prova.

Gli artisti si dicono sempre insoddisfatti perché appena terminata un'opera su cui hanno magari investito tanto si rendono conto della sua "imperfezione" e quindi, insoddisfatti del risultato, traggono da tale insoddisfazione lo stimolo per ricominciare e creare una nuova opera, migliore della precedente, peggiore della successiva. Un po' come "ti amo più di ieri ma meno di domani" per intendersi.

Poi c'è l'insoddisfazione di chi ha compiuto un percorso o realizzato qualcosa e non ne è felice e soddisfatto, non perché il risultato non sia stato raggiunto (quando non si abbandona prima consci del fatto che arrivare in fondo non ci soddisferebbe comunque) ma perché una volta arrivati alla meta ci si chiede: E ora? Tutto qui? Perché? Serviva farlo? Sono migliore adesso?

Certe volte invidio il personaggio di "golden boy" che alla fine di ogni giornata scriveva sul suo diario " anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo" e ne era sinceramente soddisfatto.

L'atteggiamento che indichi, Aerys, è maledettamente pericoloso. Certo che è capitato anche a me, talmente capitato che chi mi conosce mi dice "con tutto quello che hai fatto e le esperienze che hai vissuto potresti scrivere un libro bello grosso" e allora perché non ne sono né fiero (di quello che ho fatto o non fatto) né soddisfatto?

Ora ho miriadi di idee da realizzare, ma non ne ho lo stimolo. Vorrei condividere queste cose, non farle da solo...ma nel formicaio chi c'è che abbia i miei stessi traguardi? Chi c'è di degno per condividere il tutto? Queste cose devo farle per me stesso? Ammesso che riesca, a che serve se poi ne godo solo io ?

Cerca di comprendere quale china stai percorrrendo. Non fare come il nonno.

Condividi questo commento


Link al commento

"Se la vita fosse giusta, Elvis sarebbe vivo e tutti i suoi imitatori sarebbero morti", disse qualcuno. Non so bene cosa c'entri, ma mi piaceva.

Elvis a parte, non volevo incupirti Merin. :-(

Condividi questo commento


Link al commento

Crea un account o accedi per commentare

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account e registrati nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.

Accedi ora
×

Informazioni Importanti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Ulteriori Informazioni.