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Nel 2019 esce l'Acquisition Incorporated Dungeon Manual per D&D 5e

Il sito GeekWire ci ha permesso di scoprire che la WotC ha deciso di finanziare il manuale ufficiale realizzato da Penny Arcade per D&D 5e dedicato all'Acquisition Inc., ovvero l'Acquisition Incorporated Dungeon Manual, in uscita durante il 2019 (la data definitiva è ancora sconosciuta).
Per chi tra voi non lo conoscesse, Acquisition Inc. è iniziato circa una decina di anni fa (durante il periodo della 4a Edizione di D&D) sotto forma di un podcast, durante il quale Chris Perkins (attuale membro del D&D team presso la WotC e uno dei principali designer della 5e) e altri esponenti del Penny Arcade mettevano in scena la loro personale campagna di Dungeons & Dragons. Con il passare degli anni l'Acquisition Inc. ha ottenuto un successo tale da diventare un vero e proprio show dal vivo, simile a ciò che è oggi il celebre Critical Role con Matt Mercer. Inoltre, Penny Arcade è diventato anche il responsabile dell'organizzazione del gioco dal vivo presso il circuito di convention PAX, oltre che del più recente PAX Unplugged.

L'Acquisition Inc. giocato dal vivo con Chris Perkins come DM
Dopo tanti anni di successo, Penny Arcade ha deciso di pubblicare un manuale per D&D dedicato interamente all'Acquisition Inc. L'idea era quella di finanziare il progetto attraverso Kickstarter, ma quando la WotC ha scoperto ciò che Penny Arcade stava creando, ha deciso di proporre loro una collaborazione e di finanziare lei la realizzazione del manuale.
Ancora non è stato rivelato che cosa esattamente conterrà il supplemento, ma durante il recente PAX South 2019, in occasione dell'annuncio, Jerry Holkins del Penny Arcade lo ha descritto nel seguente modo: "Un bel manuale generalmente pieno di splendide illustrazioni, di strani personaggi e di strane vicende che chiedono di essere inserite nelle campagne casalinghe... E' molto più focalizzato sulle personalità e sui misteri dell'organizzazione. Inseriremo un certo numero di strani nuovi oggetti che andranno in accordo con il vostro ruolo nella compagnia, anche se probabilmente non dovrei dire molto più di questo."
Per saperne di più, dunque, non potremo fare altro che aspettare e vedere cos'altro ci riveleranno durante il 2019.
Fonti:
https://www.geekwire.com/2019/penny-arcade-partners-wizards-coast-publish-official-acquisitions-incorporated-dungeon-manual/
http://www.enworld.org/forum/content.php?5976-A-New-D-D-Book-in-2019-Acquisitions-Incorporated-Dungeon-Manual!
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I Mostri del Mago Folle

Articolo di J.R. Zambrano del 04 Gennaio 2019
I Dungeon del Sottomonte sono la casa di molti mostri bizzarri e fantastici, e oggi daremo uno sguardo ad alcuni dei migliori!
Waterdeep: Dungeon of the Mad Mage è un terreno fertile per quanto riguarda la creatività. Esso contiene alcuni dei più stravaganti dungeon che potete trovare. Ciascuno dei suoi 23 livelli presenta alla base un tema unico, e include una pletora di trappole mortali e mostri di tutti i tipi da incontrare, anche perché altrimenti non sarebbe D&D. Alcuni sono amichevoli, altri invece hanno atteggiamenti ostili, altri ancora sono semplicemente bizzarri.
Ecco cosa stiamo celebrando oggi, le scintille che accendono la nostra creatività. Daremo quindi un’occhiata a cinque dei mostri di Waterdeep: Dungeon of the Mad Mage e vedremo cosa li rende interessanti, cercando di farvi capire perché il design dei mostri in questo manuale è davvero buono. Gran parte di ciò deriva dal non aver paura di sperimentare. Molti di questi mostri sono stati progettati tenendo chiaramente a mente la loro tana, il livello del Sottomonte o la specifica stanza nel quale sono posti. Il risultato di ciò è che questi mostri si adattano al resto del dungeon, dando a ciascuna stanza un sapore distintivo.
Tuttavia, sebbene siano stati progettati tenendo in considerazione uno specifico incontro, non sono in alcun modo vincolati esclusivamente a quello stesso incontro descritto nel manuale. L'incontro semplicemente dona al mostro un tocco unico, il che è qualcosa che potreste prendere in considerazione: quando state ideando un nuovo mostro, pensate ad un incontro tipo, poi pensate ad una battaglia predeterminata immaginando il ruolo che potrebbe ricoprire in essa, poi progettate a ritroso a partire dalla stessa, continuando a seguire il solito design di un mostro, ma tenendo a mente un obiettivo finale. Provate e tenetevi ancorati a questi pensieri mentre ci immergiamo ancora una volta nel Sottomonte.
Ombra Assassina (Shadow Assassin)

L’Ombra Assassina è un’ombra non morta che brandisce delle spade corte totalmente fatte d’ombra e che esiste esclusivamente per uccidere i viventi. Fa esattamente ciò che volete che faccia, ovvero essere un assassino non morto che si adatta a quasi ogni ambiente, che può compiere un attacco mortale, aspettare alcuni turni e poi fuggire per continuare ad infastidire il suo avversario. Si tratta di un fantastico esempio di creatura pensata per combattere contro il gruppo più di una volta. La minaccia che costituisce è costruita intorno al fatto che potete far attaccare l’ombra a più riprese prima che il gruppo si riposi, il che costituisce un elemento intorno al quale potete provare ad utilizzarla.

Si tratta di un potenziamento dell’usuale Ombra non morta, con GS 9 e con una velocità di 12 m, l’abilità di passare attraverso un’apertura larga pochi centimetri senza difficoltà, e la capacità di nascondersi nella luce fioca o nell’oscurità come azione bonus. Di fatto questi assassini furtivi sono progettati tenendo conto di possibili vie di fuga.

Combinate queste capacità alle loro resistenze - dimezzano tutto il danno subito da armi non magiche e la maggior parte del danno elementale (eccetto quello da Forza) - e al fatto che non posso essere paralizzate oppure prese in lotta o intrappolate in qualche altro modo, e potete facilmente notare che sono progettate per intralciare un avversario. Specialmente perché ogniqualvolta una creatura subisce danno dall'Ombra Assassina il suo punteggio di forza diminuisce di 1d4. Il miglior modo per sfruttare questo assassino è di scegliere un bersaglio e poi pianificare non uno, ma circa tre incontri, nei quali fate inseguire quel bersaglio dall’assassino attraverso il Sottomonte abbassandone lentamente il punteggio di Forza fino a quando i vostri giocatori non saranno disperati per avere almeno un’ora di tregua. Con l’Assassino che continua ad inseguirli e ritirarsi, ciò alzerà la tensione ogni volta.
Pipistrello Mannaro (Werebat)

Il Pipistrello Mannaro, che probabilmente è uno dei miei mostri preferiti del Dungeon, è un grande esempio del quanto si possa essere folli nella progettazione dei propri Licantropi. Si tratta di un goblin afflitto da una rara forma di Licantropia che lo trasforma in un pipistrello gigante. Ha bisogno di bere sangue per sopravvivere e può trasmettere la propria maledizione, la quale porta con sé interessanti vantaggi e penalità.
Ma tralasciando le capacità, sembra che abbiano preso le capacità della bestia, in questo caso un pipistrello gigante, e le abbiano congiunte al profilo di un Goblin, dandogli un’elevata Destrezza (tutti i pipistrelli mannari hanno una Des di 17) e poi inserendo un attacco di morso per una buona misura. Aggiungete una scimitarra, un arco corto e il fatto che beva sangue e avete ottenuto un grande schermidore.
Muiral

Questo è il mostro a cui mi riferivo quando ho detto che molti di questi mostri sono stati progettati prendendo in considerazione uno specifico incontro. Muiral è un potente boss a capo di un livello in Dungeon of the Mad Mage. Con il suo GS 18 e le sue capacità (e resistenze) leggendarie non va affatto preso alla leggera. Né dovrebbe esserlo, dato che si tratta, infatti, di una fedele guardia del corpo di Halaster Blackcloak che ha appreso quel tanto che basta di magia per trasformarsi in una mostruosità per metà scorpione, e che ha fatto del suo meglio per assomigliare a The Rock fin da allora. Bracca gli avventurieri per conto di Halaster oppure semplicemente per passare un bel sabato sera.

E come potete vedere, ha gli strumenti per farlo e apparentemente “quel tanto che basta di magia per trasformarsi in un mostro per metà scorpione e per metà umano” sarebbero degli incantesimi di 7° livello, i quali lo rendono particolarmente mortale. Prepara incantesimi abbastanza forti allo scopo di braccare i suoi avversari: cose come Invisibilità Superiore e Metamorfosi possono essergli d’aiuto in combattimento, mentre Muro di Forza e Animare Oggetti lo possono aiutare a tenere a bada più avversari, impedendo loro di concentrarsi su di lui.
Adoro gli strumenti di questo mostro: è resistente, con quasi 200 punti ferita, ma non è difficile da colpire. Ha accesso a molti effetti potenti, ma non sembra difficile sopravvivere agli stessi. Nessuno di questi effetti sembra iniquo e sono adatti ad una battaglia difficile ma soddisfacente. Muiral è una grandiosa fonte di ispirazione per coloro che vogliono progettare lo scontro contro un boss. Può essere usato con sottigliezza, ma, anche se lo fate semplicemente caricare come un grosso sacco di punti ferita, ha gli strumenti di cui necessita - specialmente per quanto riguarda le azioni leggendarie - per rappresentare una buona battaglia per il gruppo. Ed è proprio questa la strada che vorreste seguire quando costruite un mostro. La magia e la potenza di Muiral gli permettono di incarnare appieno l'aspetto da Re Scorpione.
Figlio della Lava (Lava Child)

Ciò che amo dei Figli della Lava è che presi a sé non rappresentano una grossa minaccia: si tratta infatti di mostri con GS 3 che incontrerete in un dungeon che va dal livello 6 al livello 20. Tuttavia sono molto da atmosfera, e quando li incontrate vicino alla lava che ha dato loro la vita, affrontarli diventa decisamente più difficile. Specialmente perché sono immuni al metallo e al fuoco di ogni tipo.
Scaladar
Infine abbiamo gli Scaladar. Questi mostri sono costrutti progettati da Trobriand, l’apprendista di Halaster innamorato dei costrutti. Noto come il Mago di Metallo, Trobriand è specializzato nella creazione di costrutti, da cui naturalmente ha creato delle mostruosità che ricordano degli scorpioni elettrici, ma ha anche fortunatamente lasciato in giro degli anelli in grado di controllare queste creature. Quando i giocatori incontrano queste creazioni, potrebbero anche essere sotto il controllo di uno gnomo amichevole ed è decisamente possibile che i PG stessi controllino una tale creatura.
Il che è proprio la cosa che mi piace di questi mostri, sono aspirazionali. I vostri giocatori potrebbero vederli in azione, vedere cosa sono in grado di fare grazie ad un PNG amichevole e poi improvvisamente avere un obiettivo facilmente raggiungibile. Trovare un anello di controllo, imbrigliare alla propria volontà degli Scaladar e da lì in poi trarne profitto. Gli stessi possono essere utilizzati per costruire cose, combattere nemici, quasi qualsiasi cosa eccetto che tradire il loro vero creatore, ossia Trobriand, che ha un anello di controllo maestro che soprassiede a qualsiasi altro comando che potrebbe essere impartito ad uno Scaladar.
Dunque queste creature hanno due incontri base incorporati nel loro design. Il primo è dato dalla loro acquisizione iniziale, poi, molto più in là, gli Scaladar potrebbero rivoltarsi contro i PG e i loro alleati nel caso Trobriand decidesse di prenderne il controllo.
Ed ecco cosa rende Dungeon of the Mad Mage così divertente: c’è molta creatività all’opera al suo interno e potete trovarla in atto ovunque dal dungeon stesso ai mostri. Vi entusiasma e vi fa pensare a come svilupperete le vostre partite e, quando si tratta di manuali di D&D, cosa potreste desiderare di più?
Link all’articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2019/01/dd-monsters-of-the-mad-mage.html
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Stirpi dello Stregone VI

Apprensura
Tema ricorrente della cultura Varisiana, il mazzo dell'apprensura è stato alcune volte descritto per personaggi come un cartomante, l’incantatore di carte e così via. Ma qual è esattamente la forza dietro queste carte magiche? La fonte è sempre stata nebulosa, con possibilità di influenze fatate, spiritiche, e una connessione a fiabe e storie individuali della storia Varisiana e oltre.
È quella terza fonte che conduce alla mia teoria personale: che le carte come simbolo siano collegate al Registro Akashico (Akashic Record), il semipiano che incarna e contiene la somma di tutto ciò che era, che è e che sarà. Così, sia gli apprensuri incantatori che quelli comuni possono intravedere le possibilità future, avere intuizioni del passato e del presente, e persino influenzare e alterare il futuro in modi maggiori o minori. Dopotutto, anche nel Registro Akashico, nulla è realmente scolpito nella pietra fino a quando non è già avvenuto. Nuovamente ripeto che questa è una speculazione da parte mia. (Ovviamente, nel gioco questo si traduce semplicemente nel DM che inventa regole vaghe per connettere le carte casuali a una trama pianificata).
In ogni caso, l’introduzione di oggi è pensata per rappresentare uno stregone il cui potere proviene dal fato, filtrato specificamente attraverso il Regno dell'Apprensura (Harrowed Realm) (un altro semipiano, forse un riflesso del Registro Akashico, pieno di metafore che rappresentano tutte le possibilità?) e attraverso le storie e i simboli della tradizione dell'apprensura.
Questi stregoni hanno un misterioso talento nell'interpretare il destino, oltre a perseguire i loro fini e opporsi ai propri nemici. Tuttavia, nonostante le loro certezze, non possono sapere tutto. Quello che non sanno, lo potrebbero celare dietro la metafora e il mistero... non che diano necessariamente una risposta diretta anche quando sanno effettivamente qualcosa.
La magia di questi stregoni è orientata verso il destino, piegandolo contro i nemici, cercando risposte da forze ultraterrene, infondendo una lettura delle carte con il potere magico e permettendo ai partecipanti di piegare il destino a loro volta, evocando frutti dell’immaginazione semi-reali che li servano e colpendo i nemici con immagini del loro stesso destino giunto per prenderli.
Allo stesso modo, le tecniche che sono naturali per questi mistici differiscono, spaziando dal possedere una consapevolezza preternaturale, al creare oggetti mistici, a permettere ai propri incantesimi di durare più a lungo, all'usare un focus per gli incantesimi di divinazione, al piegare il destino con un mazzo dell'apprensura, all'ottenere magie minori attraverso tatuaggi, oltre che a un talento naturale per l’apprendimento delle informazioni storiche.
Piegando la sorte dei loro nemici, possono rendere il loro comportamento imprevedibile mentre essi lottano contro la marea di un migliaio di possibili destini, anche se il destino di un individuo può essere attorcigliato in modo tale solo una volta nell’arco di un singolo giorno.
Il destino non è scritto, ma questi maghi dotati possono vederlo mentre si dispiega, prevedendo e proteggendosi da certi tipi di minacce, anche se tramite concentrazione possono alterare i tipi di minacce che potrebbero vedere arrivare. Con un'estrazione di carte questi mistici possono diventare incarnazioni della carta che hanno pescato, ottenendo un vantaggio in base alla torre di cui la carta fa parte.
I migliori stregoni dell'apprensura possono persino raggiungere il Regno dell'Apprensura, quel semipiano leggendario che è collegato alla tradizione dell'apprensura, e ritagliarsi una porzione di quel regno per forgiare una nuova casa, il cui esatto aspetto e arrangiamento variano da persona a persona. Naturalmente, chi facesse ciò potrebbe vedere i molti abitanti del Regno dell'Apprensura fuori dalla propria finestra o appena oltre il cortile recintato, ma la sua casa sarebbe come una realtà separata, impenetrabile alle intrusioni indesiderate.
Infine, i veri maestri di questa stirpe diventano a tutti gli effetti degli avatar del destino, ottenendo protezione contro tutti i danni tranne quelli di un’arma di ferro freddo, ed essendo immuni a tutte quelle preoccupazioni dei mortali costituite da paralisi, sonno, maledizioni. Acquisiscono anche una consapevolezza preternaturale in combattimento, e possono invocare i molti aspetti dell'apprensura quanto desiderano.
Classici manipolatori del destino, questa stirpe è fantastica se volete giocare un incantatore che usa la divinazione, con un flavor basato sul mazzo dell'Apprensura di Pathfinder. Con così tanti incantesimi adatti alla raccolta delle informazioni e di divinazione del destino, questa stirpe è perfetta per una build di supporto basata sulla conoscenza e basata sul far conoscere ai membri del proprio gruppo eventi imminenti, su come potenziare gli incantesimi di supporto per piegare il destino in modo da prepararli a questo.
Come molti specialisti di divinazione, ritengo che le frasi criptiche siano la base fondamentale per un sacco di stregoni dell'apprensura, anche se loro in particolare hanno un intero mazzo di 54 carte per pescare le proprie metafore, e lo stesso vale per ogni archetipo, opzione del personaggio, e classe di prestigio basata sul mazzo. Studiate lo sfondo e le regole dietro ogni carta e usatele per sfruttare le opportunità in modo da confondere amici e nemici allo stesso modo.
Quando viene scoperta una cospirazione di lunga data compiuta da melme cerebrali e da altri esseri mentalisti che manipolano la città dall’alto, il mentore del gruppo suggerisce di assistere all'apprensura svolta da uno certo mistico vishkanya nei bassifondi. Ma si tratta della possibilità di piegare la sorte dalla loro parte, o di una trappola posta dai sinistri ladri-di-cervelli infiltrati?
Avendo affrontato durante il proprio viaggio un debole ciclope, una strana fata simile a un coniglio, una strega senza occhi, e molti altri informatori e mentori, il gruppo è scioccato nello scoprire che sono tutti la stessa persona, trasformati dalle varie carte dell'apprensura che pescano. In verità, hanno guidato il gruppo per tutta la loro carriera verso un solo obiettivo: fermare la minaccia di un attacco degli eoni destinato a “correggere l’equilibrio” al costo di centinaia di vite.
La sua nascita come changeling avrebbe potuto già essere una ragione sufficiente per essere evitata dalla gente, ma Lyrida ha sempre avuto un’incredibile capacità di predire il futuro ancor prima che venisse introdotta al mazzo dell’Apprensura. Ciò che sarebbe stato percepito come un vantaggio nelle mani di chiunque altro, la sua gente lo ha visto solamente come la prova della sua oscura origine. Ora è completamente sola e senza nessuno a cui rivolgersi, ma il gruppo potrebbe intervenire prima che ci sia un’altra strega nel mondo.

Imperiosa (Umano)
Oggi esploreremo la stirpe Imperiosa per gli stregoni umani!
“Ma aspetta un attimo, gli umani non sono più magici intrinsecamente di qualsiasi altra razza, perché ottengono una stirpe tutta loro?”
La risposta a questa domanda è nascosta nella storia umana. Sia nel mondo reale che in varie ambientazioni immaginarie, tra cui Golarion, ci sono molti racconti di grandi civiltà la cui padronanza della tecnologia e della magia li ha resi in grado di competere con altre grandi superpotenze nel mondo, fino ad includere gli dei.
Che ad abbattersi su questi mortali arroganti siano stati quegli stessi dei o qualche altra forza, o se si siano estinti o dispersi per altre ragioni, possedevano un grande potere e un grande fato, che a volte potrebbe riapparire nei loro discendenti mortali. Potrebbero anche essere la reincarnazione di antichi maghi, o potrebbero essere stati benedetti dal contatto con un potente artefatto di quei tempi.
Indipendentemente da ciò, quelli che hanno questa stirpe sono quasi certamente destinati alla grandezza, rappresentando il potenziale dell’umanità nel suo insieme, nel bene e nel male.
Gli incantesimi associati a questa stirpe ruotano intorno al destino e all’autorità che emanano, permettendo loro di concedere raffiche di vigore agli altri, rafforzare la fiducia, ispirare atti di audacia e grandezza, traslare tra la gioventù e l’anzianità per migliorarsi a seconda della necessità, proteggere contro l’obbedienza, resistere alla fragilità delle loro vite relativamente brevi, costringere un avversario a fallire, o addirittura rilasciare un aspetto divino, costringendo gli altri a mettersi in ginocchio.
L’umanità ha dimostrato di essere versatile e tenace, e questi rampolli dotati di antichi poteri non fanno eccezione, allenandosi a diventare così forti da ignorare temporaneamente la magia che viene posta su di loro prima di soccombere, e potendo persino riprendersi prima degli altri. Inoltre, molti di loro fanno in modo che i propri incantesimi permangano nell’aria in modo da creare pericoli anche tramite gli incantesimi istantanei, e possono dimostrarsi abbastanza eloquenti e affascinanti.
La magia della stirpe permette loro di incanalare la propria superiorità nei loro incantesimi dannosi, facendoli sembrare temibili agli occhi di coloro che sono colpiti dal loro potere.
Che si tratti di un legame soprannaturale con gli annali della loro origine, o di un interesse naturale per il luogo dal quale provengono i loro poteri, questi stregoni si dimostrano abbastanza esperti in aree che riguardano la storia, lignaggi e luoghi, per non parlare del loro poter essere astuti diplomatici e linguisti.
La fiducia e l’assenza di paura costituiscono la spina dorsale del potere di questi stregoni, e qualsiasi magia o effetto che li aiuti, influenzando il loro morale, funziona in modo ancora più potente su di loro, e possono persino condividere questo miglioramento grazie a una temporanea ondata di potere.
In un parallelo diretto ed inverso ai loro arcani della stirpe, quando questi stregoni evitano il danno dalla magia degli altri con qualsiasi mezzo - che sia schivandolo, resistendogli o con altri metodi - essi possono trasmettere una sensazione di potere inarrestabile, probabilmente lasciando l’attaccante scosso dalla loro apparente invulnerabilità.
Bruciando la magia, questi mistici possono trasudare un’aura ispiratrice, guidando se stessi e i loro alleati verso maggiori vette di gloria.
I più potenti tra di loro diventano leggende viventi che non invecchiano, non mangiano, non bevono e non dormono, e si difendono dagli effetti di morte come se questi ultimi non fossero altro che fumo e vapore.
Cercate uno stregone sociale con un flavor basato sulla propria grandezza intrinseca? Questo potrebbe essere quello giusto per voi. Il focus sul potenziare, depotenziare e sull'aggiungere effetti depotenzianti ai propri incantesimi offensivi consente loro di creare una build mista che copre praticamente tutte le basi. Cercate anche di costruire il personaggio basandolo sulla resistenza e sull'aiutare a respingere gli attacchi nemici, colpendo di rimando con l’intimidazione e il potere arcano.
Il potere comporta responsabilità, ma il potere tende anche a corrompere. Gli umani di questa stirpe potrebbero finire per essere totalmente insopportabili, credendosi superiori agli altri umani e persino ad altre razze. Tale egomania può essere un buon inizio per un personaggio cattivo, o un difetto per un eroe. Basta tenere a mente che il razzismo e lo specismo sono argomenti molto delicati. Ci deve essere una netta disconnessione tra le opinioni del personaggio e quelle del giocatore, e tutti dovrebbero capire e trovare un livello che si possa inizialmente tollerare. Nel caso degli eroi, questo bigottismo o auto-superiorità può facilmente essere il punto di partenza per avventure che insegnano la comprensione e l’umiltà al personaggio in questione, aiutandolo a superare questi problemi, piuttosto che finire per spiccare e rendere il gioco non piacevole.
Inoltre, mentre questo archetipo è creato specificamente per gli esseri umani, posso facilmente immaginare razze incrociate con origini umane, come mezzelfi, tiefling, ifrit o dhampir, solo per citarne alcune, come se avessero anche loro la possibilità di sceglierla. In alternativa, può anche essere adattato ad altre razze con un potenziale simile. se anche loro hanno radici in qualche epoca pacifica, accanto o al posto degli umani.
Chiamati dagli studiosi I Re del Cielo, e “Diavoli del Cielo” da tutti gli altri, l’impero Tekomi una volta dominava il cielo con città volanti di dimensioni immense. Nei tempi moderni, l’impero esiste solo come rovine e relitti, per il temerario o avido ladro di tesori e segreti. Alcuni fra coloro che vanno lì, tuttavia, ritornano con un grande potere magico, comportandosi come i signori dei loro simili grazie ai fulmini e al vento, alla ricerca di un grande destino. Sono posseduti dagli spiriti dei vecchi tiranni Tekomi, o forse sono stati toccati da qualche antica magia? Nessuno lo sa.
Dicono che il Re d’Argento della Costa del Crepuscolo sia a tutti gli effetti un potente mago, ma i resoconti sull’origine della sua magia variano, alcuni lo definiscono un potente lich e negromante, altri citano altre discipline. Un racconto fa menzione di un’autorità e di un potere travolgente insito nei suoi incantesimi, e di nemici apparentemente impavidi che hanno esitato e sono fuggiti nel momento in cui hanno appreso che la loro magia non ha avuto effetto su di lui.
Unendo il potere delle stirpi imperiose e non morte, il barone Kaltver von Endrigon, uno stregone sanguemisto vampiro, si è proclamato sovrano dei non morti. Un titolo nobile e presuntuoso nella migliore delle ipotesi, ma uno che molti altri leader, vivi e morti, prendono molto sul serio, perché il vampiro ha radunato masse di seguaci devoti. Da parte sua, ha in programma di rivendicare la legittimità del suo titolo attraverso la forza, piegando i vivi e i morti alla sua volontà.

Impossibile
Il multiverso è una macchina complessa e contorta, ogni singolo pezzo influenza sé stesso e quelli che lo circondano come dettato dalle sue caratteristiche. È con la comprensione di queste miriadi di leggi che, almeno dal punto di vista dello spettatore, il caos diventa ordine, o per lo meno armonia, come si vede da ogni piccola cosa e da come ciascuna cosa influenza le altre.
Quelli che possono intravedere questa verità universale spesso impazziscono, ma per coloro che sono stati consumati, corpo, mente e spirito, grazie a questa comprensione è possibile diventare più potenti di prima al punto da essere in grado di sfidare il convenzionale consenso sulla realtà, per ottenere ciò che è comunemente pensato come impossibile, da qui il nome della stirpe che alcune di queste anime condividono.
Quando ho visto per la prima volta questa stirpe, ho pensato che fosse l’equivalente di una stirpe inevitabile, dal momento che gli inevitabili non trasmettono la loro essenza con ogni mezzo. Tuttavia, più lo guardo, più sembra che i poteri di questa stirpe si estendano attraverso inevitabili, eoni, multiforme e in generale nei luoghi tra il bene e il male. I singoli stregoni potrebbero tendere in un verso o nell’altro, ma in un certo senso tutti e tre i tipi di estranei sono collegati a questi maghi.
Ciò che rimane costante è il loro inquietante potere, che sembra piegare la realtà più di quanto la loro magia già consenta di fare. Dove differiscono è riguardo a come la loro stirpe si manifesta nel loro aspetto. Potreste vedere degli stregoni impossibili con le galassie e le stelle nei loro occhi, o che hanno parti di un orologio incorporate nella propria sagoma, o che hanno la pelle ricoperta di rune sempre in movimento o scarabocchiata come la lavagna di un professore di fisica dopo una lunga lezione.
La magia associata a questi bizzarri maghi è piuttosto varia, dal permettere agli altri di intravedere la loro travolgente verità in modo da farli diventare temporaneamente (o non temporaneamente) pazzi, al riparare magicamente gli oggetti, all'alterare le proporzioni degli oggetti per trasportarli facilmente, al trasmutare materie prime in una forma finita, al portare gli oggetti alla vita, al causare la metamorfosi di qualsiasi cosa in qualsiasi altra cosa, e persino lo scatenare la magia definitiva per riscrivere la realtà in piccoli modi.
La precisione è un punto di forza per questi stregoni, quindi tendono a favorire compiti delicati, tra cui la creazione di armi magiche, armature e persino costrutti, scassinare, centrare bersagli precisi sia a distanza ravvicinata che a lunga distanza, padroneggiare armi esotiche, resistere alle sottigliezze della magia mentale e imparare i segreti dell’ingegneria comune.
Comprendendo come le differenze tra costrutti ed esseri viventi siano una questione di complessità e di fonti di energia, queste stirpi arcane permettono agli stregoni di modificare i loro incantesimi in modo che influenzino i costrutti come se fossero vivi, compreso il loro modo di agire grazie alla magia della mente!
Con un tocco, questi stregoni possono alterare la realtà attorno a un nemico per un breve periodo, lasciandoli disorientati.
Questi mistici hanno anche un talento naturale per creare oggetti meravigliosi. Inoltre, hanno appreso i segreti fondamentali per la creazione di oggetti magici, che consente loro di ignorare determinati requisiti mistici durante la loro creazione, come conoscere incantesimi specifici e così via, il tutto senza renderli più difficile da realizzare.
Modificando la realtà attorno a loro, possono rendersi difficili da colpire, difendendosi dagli assalti.
La gravità non rappresenta un grosso problema per questi stregoni, poiché possono salire su muri e soffitti con facilità, come se tale direzione fosse per loro in “discesa”. Inoltre, la magia che altera la direzione della gravità nelle loro vicinanze non ha alcun effetto su di essi, permettendo loro di restare normalmente fermi mentre tutto il resto cadrebbe di sotto.
Verso la fine le trasformazioni fisiche di questa stirpe prendono interamente il sopravvento, lasciando sulla pelle di coloro che la padroneggiano una facciata sottile per qualunque forma bizzarra si trovi al di sotto, meccanismi a orologeria che fungono da metafora per le leggi della realtà, intere galassie di stelle o qualcosa di altrettanto inquietante, tutto può costituire possibili rimpiazzi per quello che poteva trovarsi all’interno di questi stregoni. Indipendentemente da ciò, non devono preoccuparsi più del veleno o malattie, non hanno sangue da perdere e non hanno un’anatomia tale da subire ferite in maniera critica o da essere danneggiati con precisione.
Siete alla ricerca di uno stregone veramente cosmico? Questo potrebbe essere quello che state cercando. Oltre ai loro bizzarri poteri, sono anche degli artigiani magici navigati, con una delle loro abilità che aggira il più grande ostacolo che hanno gli stregoni durante la creazione di oggetti: la loro lista di incantesimi limitata. Raccomando una build di creazione oggetti, divisa equamente con una build da stregoni generale o specializzata, a seconda di quella che preferite.
La magia piega già la realtà in una miriade di modi, e mentre funzionalmente gli incantesimi di uno stregone impossibile non hanno alcuna reale differenza a parte per ciò che fornisce il loro arcano, modificando e giocando con le descrizioni si può fare molto in questo senso. Naturalmente, lo stesso vale per tutte le varietà di incantatori, mostrando come classi diverse, e persino individui diversi, invochino quel potere utilizzato per piegare la realtà.
Dopo aver preso d’assalto il castello fino alla torre più alta, il gruppo rimane sorpreso di scoprire che la ricerca è tutt’altro che finita. Il signore del castello li attende in un semipiano che è la replica dello stesso castello, anche se questo è capovolto, una riflessione che si adatta al potere di curvatura della realtà del maestro di questo luogo. Peggio ancora, questo castello rovesciato è pieno di altrettanti mostri e servi come la sua controparte nel piano materiale.
Ci vuole una magia molto speciale per prendere il controllo di un costrutto di qualcun altro, una magia che è fortemente regolamentata nella Città degli Ingranaggi. Tuttavia, quando qualcuno si allontana con uno dei golem reali ottenuto con nient’altro che un incantesimo di dominazione, la città cade preda di un panico generale.
Sono trascorsi dieci anni dalla rottura del portale del Firmamento e dalla sua chiusura forzata. Tuttavia, anche adesso gli effetti si fanno sentire. I bambini esposti a quelle strane energie stanno iniziando a mostrare i segni di un grande intelletto, assorbendo rapidamente tutte le informazioni che vengono presentate loro. Ma quando iniziano a esprimere una conoscenza avanzata della teoria cosmologica che sconvolge persino i grandi maestri, che iniziano addirittura a contestare, diventa chiaro c’è qualcos’altro all’opera.

Link agli articoli originali:
Apprensura: http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/139634437020/class-feature-friday-harrow-bloodline-sorcerer
Imperiosa: http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/146427867635/class-feature-friday-imperious-bloodline
Impossibile: http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/152428520135/class-feature-friday-impossible-bloodline
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Imparate a conoscere lo Sciame Golgari!

Articolo di J.R. Zambrano del 03 Dicembre 2018
Da non essere confuso con l'altro Cuore dello Sciame, lo Sciame Golgari è una gilda di Druidi che vivono in un mondo invaso dalla civilizzazione. Ma laddove la città cresce (e ricordate, questa è una metropoli con diecimila anni sulle spalle), prima o poi ciò che è vecchio inizia a cadere preda del decadimento. Ci sono strati e strati di strade da esplorare. Fognature. Città sotterranee. Cripte. Il Conclave Simic e i loro Zonot non sono gli unici che raccolgono i detriti dalle profondità della terra. Perché ovunque la civiltà si trasforma in decadimento, i Golgari governano.

Immaginatevi un gruppo di Druidi che, dopo essere venuti in contatto con la Necromanzia, l'abbiano trovata uno strumento adatto ai propri scopi - perché i Golgari non abbracciano solo la vita e la morte, ma anche la non morte. Questi tre stadi sono messi in collegamento da un vero e proprio ciclo: i vivi crescono, ma vengono presto "rivendicati" e ricostruiti da ciò che viene dopo. E per i Golgari, questo ciclo naturale è presente persino nei confini della civiltà.
Sono una Gilda veramente interessante: come ogni altra fazione che trovate su Ravnica, potete facilmente vederli come eroi, alleati, nemici o pericoli. I loro ideali sono talmente ampi da poter comprendere qualunque cosa: dalla protezione e la preservazione della vita/della non morte, fino al colpire certe parti della civiltà per assicurarsi che crollino.

E questo grande numero di credenze è chiaramente visibile nelle opzioni a disposizione del DM e dei giocatori. Per quanto riguarda questi ultimi troviamo una nuova sottoclasse: il Druido del Circolo delle Spore. Questi Druidi vedono un fondo di bellezza nella decomposizione del mondo naturale e si trovano a proprio agio con funghi e muffe, che vedono come gli esseri in gradi di trasformare la morte nella vita grazie alla loro strana alchimia. La morte non è la fine della vita, ma nient'altro che uno stadio di un lungo viaggio senza fine.

Di conseguenza li vedremo lavorare con i non morti: li vedono come una parte del ciclo, compagni sia della vita che della morte, utili nella loro transitorietà; l'unico vero male sarebbe, appunto, far "ristagnare" questa fase, sostituendo interamente la vita con la non morte o provando comunque a distruggere altri stadi. E, per via della loro adorazione per i funghi, i Druidi del Circolo delle Spore diventano ospiti per colonie simbiotiche di spore necrotiche, che li aiutano ad infliggere danni attorno a loro, trasformandoli in veri e propri mostri da mischia e permettendo loro di controllare il campo di battaglia utilizzando le proprie tossine.
I non druidi all'interno dello Sciame Golgari potrebbero essere Agenti Golgari, parte del complesso organismo sciamante ed in costante espansione che è lo Sciame Golgari. Questi agenti conoscono le vie nascoste del sottosuolo, che permettono loro di attraversare la città e di superare gli ostacoli del mondo di superficie. Possono muoversi velocemente verso ogni altro posto di Ravnica in una sorta di grottesca carovana. Come ogni altra Gilda che si rispetti, i Golgari hanno i loro ranghi (guardate questo articolo per ulteriori informazioni su questo innovativo sistema) che riflettono la natura dello Sciame. Gli ordini vengono assegnati agli agenti, o "reclamatori", come un unico collettivo. Almeno finché un giocatore non guadagna maggior fama, diventando un agente speciale o guadagnandosi il diritto di chiedere aiuti da parte di alcuni mostri o altri inquietanti alleati.

Parlando di alleati mostruosi - i Golgari hanno tra le proprie fila un gran numero di mostri. Che siano fungoidi o di natura più simile a quella degli insetti o degli aracnidi, o persino vari generi di non morti, possono tutti essere trovati a lavorare assieme nello Sciame. Assieme alle nuove creature introdotte ci sono gli Orrori in Picchiata, delle terrificanti aberrazioni in grado di paralizzare i nemici prima di portarli via per divorarli, i Kraul dall'aspetto di insetti, e vari tipi di sciamani Golgari.

Ma di certo il più potente dei Golgari è il loro leader, il lich e necromante elfico Jarad Vod Savo, che vi presentiamo di seguito.

Potete vedere quanto questo lich sia potente - non solo ha una buona lista di incantesimi, ma ha anche degli attacchi in mischia veramente devastanti, che può combinare con incantesimi da 1 azione se lo desidera, davvero fenomenale. Questo significa che Jarad preferisce ingaggiare un singolo nemico che possa isolare dal gruppo, oppure usare dei non morti sotto al suo controllo unendoli ad abilità come Nube Mortale per massimizzare il loro potenziale.
In ogni caso, i Golgari sono una fazione fantastica, una delle tante che troverete ad attendervi nella Guildmaster's Guide To Ravnica.
Come sempre, Buone Avventure!
Link all'articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2018/12/dd-get-to-know-the-golgari-swarm.html
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Magia in Cucina

Articolo di J.R. Zambrano del 28 Dicembre 2018
Mangiare mentre si è all’avventura non è mai stato così semplice. Siete intrappolati centinaia di metri sottoterra in un complesso labirintico pieno di trappole, tesori e mostri? Non abbiate paura, questi cinque incantesimi vi aiuteranno a preparare un pasto sontuoso fatto in casa. Tutto ciò che serve è un po’ di acido, del calore e, beh, sapete il resto.
Ogni cuoco sa che il successo di una ricetta dipende sia dal modo in cui si sta cucinando, che da ciò che si sta cucinando. E tutto ciò che dovete fare è padroneggiare quattro elementi per diventare maestri della cucina. Dunque buttate via quelle vecchie razioni che siete soliti divorare per soddisfare la vostra fame. Vi meritate qualcosa che valga più di 5 mo ogni dieci giorni; sì, è vero, contengono tutto ciò di cui avete bisogno per sopravvivere, ma siamo onesti, non vi state godendo davvero alcun sapore. Dopo tutto, siete degli avventurieri che sono in giro ad esplorare il mondo, scavando in profondità e avidamente in zone ricche di tesori ed incontri.

Le vostre papille gustative non dovrebbero forse vivere la stessa esperienza? Non perdetevi un’avventura culinaria solamente perché il gruppo non vuole fermarsi per alcuni giorni. Siete in viaggio? Eccovi una comoda guida per utilizzare questi potenti incantesimi in modo da preparare qualche pasto magico!
Palla di fuoco

Iniziamo con un classico. Un classico che dovrebbe trovarsi nel repertorio dei trucchi di ogni gruppo di avventurieri (e se così non fosse, dovreste provare a procurarvene una pergamena oppure una bacchetta non appena vi sarà possibile). Si tratta di un modo rapido e facile per cucinare i vostri pasti, anche se è il caso che abbiate delle spezie a portata di mano per aiutare davvero ad esaltare il sapore. Si tratta di un forte calore che cucina in breve tempo, per cui vorrete sicuramente cercare di ottenere un’esplosione di sapore. Vi consigliamo di utilizzare un sacchetto dei condimenti come reagente e, per ottenere i migliori risultati, di lanciare Unto sul vostro bersaglio un turno prima, dopo di che fate lanciare le spezie ad un vostro compagno ed ecco fatto! 8d6 punti di sapori ben esaltati (o più, se potete lanciare incantesimi di alto livello)!
Sfera infuocata

Ovviamente agire in modo rapido e poco pulito non è sempre la strada migliore da seguire. Qualsiasi cuoco sa che il segreto che si cela dietro un sapore delizioso (e un chili perfetto) è tenere la fiamma bassa e lenta. Sfera Infuocata è bassa e lenta quanto basta, infliggendo solamente 2d6 punti di saporita bontà ogni round al misero costo di un semplice slot di 2° livello. Sia che stiate preparando del chili per una sola persona che uno stufato per deliziare tutto il vostro accampamento, Sfera Infuocata fa ciò di cui avete bisogno. Tutto ciò che richiede è un po’ di pazienza, concentrazione e abbastanza cumino per dare sapore.
Colpo infuocato

Qualsiasi bravo cuoco sa che bisogna cambiare l'approccio ogni tanto. E invocando una colonna di fuoco che cala rombando dall’alto dei cieli a fornire sia un elevato calore che un ardore radioso persistente, l’umile Colpo Infuocato è un modo fantastico per produrre un piatto dal gusto semplice e (letteralmente) divino. Consigliamo caldamente di provvedere a marinare oppure ad intenerire il cibo con una mazza pesante prima della cattura per ottenere i migliori risultati. Oppure se volete davvero qualcosa di esotico, perché non aggiungere prima al tutto un piccolo incantesimo di resistenza al fuoco e lasciare che i 4d6 punti di delizia radiosa provvedano a gran parte della cottura per un pasto che è davvero paradisiaco, ma che non brucerà il vostro palato.
Tempesta di fuoco

Per coloro tra voi che sono un po’ più ambiziosi, che vogliono provare a mangiare cibi che sono sia caldi che freddi, Tempesta di Fuoco è una manna. Non solo vi permette di cucinare perfettamente qualsiasi cosa troviate là fuori con un totale iniziale di 7d10 punti di sapore, potete anche assicurarvi che ad essere cucinato sia esattamente ciò di cui avete bisogno, questo perché questo fantastico strumento di cottura vi consente di scegliere cosa cuocere e cosa non cuocere. Esatto. Con Tempesta di Fuoco potete predisporre la carne e le verdure, e potete scegliere di non sfiammare affatto queste ultime. Volete una deliziosa e rinfrescante insalata servita insieme ad un pasto appena cucinato? Non c’è bisogno di separarle, semplicemente infliggete direttamente 7d10 punti di danno alla carne e lasciate indisturbati i vegetali. E con fino a 3 metri cubi, potete preparare un pasto degno di un re in brevissimo tempo!
Barriera di lame

Parliamo ora della preparazione. Siete avventurieri occupati. Non avete il tempo di preparare i pasti ogni volta, questo probabilmente è il motivo per il quale continuate a mangiare le razioni. Ma con Barriera di Lame c’è un turbinante campo di lame magiche che sono in grado di tagliare tutto. Preparano 6d10 punti di cibo ogni round e l’incantesimo dura 10 minuti, dunque non c’è alcun pasto di partenza troppo grande che non finirà per essere decisamente troppo piccolo nel momento in cui avrete finito. A prescindere dal fatto che abbiate bisogno di qualcosa a cubetti oppure in purea, questo incantesimo fa per voi.
Freccia acida di Melf

Talvolta, invece, non vorrete rovinare il cibo che state cucinando con il calore. In quei momenti avete bisogno che il sapore sia puro e intenso. Dunque perché non mostrare quanto sapete essere fantasiosi facendo un po’ di cucina in stile ceviche? Fate cuocere il cibo con l’acido. Questo è l’incantesimo perfetto da utilizzare quando combattete contro dei sahuagin o dei kuo-toa. Consigliamo di prendere del succo di limone, e di rintracciare un gruppo di Mind Flayer e i Chuul al loro servizio. La consistenza magari non vi piacerà troppo fin dall'inizio e si tratta sicuramente di un gusto acquisito, ma presto lo apprezzerete anche voi.
Dunque fatevi una buona mangiata e non dimenticatevi di assicurarvi che il vostro cibo non abbia rigenerazione!
Avete un consiglio di cucina da condividere? Ci siamo persi qualche incantesimo? Condividete i vostri migliori incontri culinari nei commenti!
Link all’articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2018/12/dd-preparing-a-holiday-meal-on-an-adventure-is-easy-with-one-of-these-spells.html
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Riguardo a questo blog

Selvaggiamente fuori dagli schemi

Una possibilità di conoscere la persona dietro il monitor, una parte di essa per lo meno

N.B. T

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2 Anni con voi!!!!!

Chi l'avrebbe mai detto, esattamente 2 anni orsono, che avrei vissuto un avventura fantastica come questa????? Da persona sola che ero, ora mi sento finalmente in compagnia. L'incontro con voi mi ha dato più di quello che potevo aspettare da un gruppo di perfetti sconosciuti incontrati sulla rete (o nella rete, ma fa molto pesci). In questi 2 anni sono cresciuto dentro in tutti i sensi, il mio nervosismo al lavoro si è attenuato grazie alla consapevolezza che voi ci siete sempre, per una battuta tardi su skype o per una parola di conforto quando ci vuole. Le mie idee strampalate hanno preso pieghe positive grazie al contatto con persone che "ne sanno con spocchia". Il disegno, abbandonato da anni si è riaffacciato con prepotenza rendendomi più che felice. Devo ringraziare la DL per tutto questo, non come "Forum di GdR" ma come comunità in cui ognuno è libero di manifestarsi e dire la propria senza nascondersi dietro apparenze inutili. Per ora i due anni passati con voi sono la parte più bella ed intensa della mia vita nell'allegria e nella tristezza. Voglio vivere così, sempre... fatelo anche voi perchè ne ho bisogno, o meglio, ne abbiamo bisogno!!!!!! 04-01-09 Due anni che valgono molto più dell'immortalità To Be Contiued....

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

Poesia per concorso, mai spedita

Il tema era l'underworld, enjoy^^ The reasons you came back The silent nights in the graveyard are without end. Interrupted only by the owl in the scraggy tree. The soil is cold in the perpetual winter of death. Who stays in this place never smells the flowers again. Who stays in this place never sees their colors again. Your fogged eyes observe the place that is now home. The grave with your picture is fragmented Like your unbeaten heart, centre of your bleak soul. Hate the moment that cut your life, that stopped the dreams. Hate the moment that separated you for ever from your love. Dirt and wood, grass and mud grime your best dress. Your hands, martyrized and broken, are bloodless. Desire of the wind, the rain and the sun moved you. The hope is lost now, aware of your half existence. The hope is lost now, only memories of the past. Like an old flag beaten in an endless storm Your entity will never have a true direction. You choose to stay here, where everybody will come. Where days and nights are a rhythm that doesn’t matter. Where days and nights accentuate the need to cry. I’m asking you the only question I have in mind Why did you come back in this world of sorrow? I think I know your answer already, so let me try. It’s for the senses you’ve lost, for the moments of joy. It’s for the emotions of mankind, for the feeling of being. You came back. You were underground You are one of the dead. You came back for more than a reason. I motivi che ti hanno fatto tornare. Le notti silenti nel cimitero sono senza fine. Interrotte solo dal gufo nell’albero scheletrico. Il suolo è freddo nel perpetuo inverno della morte. Chi sta in questo posto non odorerà mai più i fiori Chi sta in questo posto non ne vedrà più i colori. I tuoi occhi annebbiati osservano il luogo che hai fatto casa. La tomba con la tua foto è in frammenti Come il tuo cuore senza battiti, il centro della tua afflitta anima. Odia il momento che ha tagliato la tua vita, che ha fermato i sogni. Odia il momento che ti ha separato per sempre dal tuo amore. Terra e legno, erba e fango imbrattano il tuo vestito migliore. Le tue mani, martoriate e rotte, sono prive di sangue. Desiderio del vento, della pioggia e del sole ti hanno mosso. La speranza ora è persa, consapevole della tua mezza esistenza. La speranza ora è persa, solo memorie del passato. Come una vecchia bandiera percossa dalla tempesta senza fine La tua entità non andrà mai una vera direzione. Hai scelto di stare qui, dove tutti verranno. Dove i giorni e le notti sono un ritmo che non conta. Dove i giorni e le notti accentuano il bisogno di piangere. Ti sto domandando l’unica cosa che ho in mente Perché sei tornato in questo mondo di tristezza? Ma credo di conoscere la risposta, quindi fammi provare. E’ per i sensi che hai perso, per i momenti di gioia E’ per le emozioni dell’uomo, per la sensazione di essere. Sei tornato. Sei stato sotto terra. Sei uno dei morti. Sei tornato per più di un motivo.

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

L'alba

"E' il momento in cui Morfeo inizia ad avere sogni propri." Selvaggio Saky Pensiero che mi e' arrivato improvviso questa mattina mentre cuocevo le uova per le colazioni. Ovviamente fuori albeggiava

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

Giuda, il manichino

Così, in un momento di nulla, mi sono messo a guardare il mio manichino da disegno ed ho estrapolato la sua vita....eccovela^^ Il mio manichino ha forme umane, ma di legno; non ha un volto, ma si capisce bene dove sta guardando. Non riuscirebbe mai a stare comodo seduto al cesso, le sue anche sono saldate e poi, poverino, ha un palo di metallo infilato dove non batte il sole. L'ho chiamato Giuda perchè è un traditore: dice dia vere le proporzioni giuste e poi, quando lo metto in posa, le cambia, così che i miei disegni vengono sproporzionati. da grande, dice, vuole diventare un manichino da Harrod's, ma deve farne di strada, io di certo non ce lo porto. Sicuramente è un lui, senza tette e con le anche stratte, ma poverino ancora, è un eunuco, sembra piallato per bene li sotto...chissà quanto ha sofferto? Ma chissà la sofferenza di suo padre? Non Geppetto, ma l'albero dal quale è stato ricavato...spero comunque sia orgoglioso di Giuda!!! Oltretutto ha una pazienza inesauribile, come lo metti sta, per ore, ma è un po' pigro perchè quando deve cambiare posa, se non lo muovi te, lui non fa una mossa. A volte mi chiedo cosa gli passi in quella testa di legno; sicuramente pensieri strani tipo: come conquistare il mondo o se esistono i marziani. Oppure vorrebbe solo un bicchier d'acqua, conoscendolo una lattina di birra. Sta li, come impietrito senza essere pietra, la sua mano destra protesa in avanti col palmo in alto, la sinistra lungo il corpo dritto. Mi sta offrendo aiuto e aiuto me ne ha dato, me ne da e me ne darà in futuro. Io continuerò, mi impegno formalmente, a cambiargli posizione di tanto in tanto per non farlo sentire trascurato. Giuda ringrazia!!!

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

Divertirsi con poco.

Ieri sono stato allo ZOO di Londra ed ora sto rimuginando su un fatto che spesso si ripresenta e che tutti mi fanno notare (ovviamente io ne sono consapevole). Ero nel Gift Shop dello zoo, unico posto dove c’è anche un bancomat funzionante, e giravo fra i souvenir cercando l’ispirazione per un ricordo della giornata. Vedo dei pupazzi (rappresentanti busti di animali) che si possono utilizzare come marionette, rimango una frazione di secondo a pensare ed ecco infilare la mia mano sinistra nel collo di una giraffa che raggiungeva il gomito e cercare con le dita la posizione per poter muoverne la bocca. Io ero già contento, bambini d’ogni età mi giravano attorno, con genitori, nonni e annessi. Dopo un altra frazione di secondo stavo parlando ai bambini usando la giraffa (no, non so fare ventriloquio), loro ridevano ed io ridevo, i genitori ed i nonni pure, il mio amico si vergognava, diceva che un po’ si sentiva in imbarazzo. L’apoteosi è successa quando, avvicinandomi al bancomat, trovo una coppia abbastanza giovane, con un bambino di tre/quattro anni che stanno esaminando dei “preziosissimi” piatti dipinti a mano raffiguranti tigri in ogni posizione (proprio OGNI posizione eheheheh). Mi abbasso dietro ad uno scaffale, espongo la mia giraffa parlante al di sopra di una serie di portachiavi ed il mio amico se ne và. Solo perché ho chiesto alla coppia “May I use the Cash Machine Please”(posso usare il bancomat, per favore) usando la giraffa. Sulla metro al ritorno a casa ho chiesto al tipo che problema c’era e lui: “Certo che te ti diverti con poco” quasi irritato. Si, hai ragione.....e onestamente, non sai cosa ti perdi. Voi riuscite a divertirvi con poco?

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

Cambiamenti.....

Ultimamente, gli ultimi 2-3 anni diciamo, ho pensato molto a quello che faccio nella vita. Il cuoco. Tanti diranno "che spettacolo", altri "ma come fai a lavorare quando tutti si divertono", tutti mi chiederanno una ricetta particolare appena lo verranno a sapere e chi già lo sa lo chiede regolarmente . A parte questo, sono giunto alla decisione che è ora di provare qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, qualcosa che mi renda un po' più LIBERO. La vocina nella testa che mi ha sempre sussurrato "Guarda che ti stai perdendo un sacco di cose stando rinchiuso in cucina 10/16 ore al giorno a ritmi sostenibili solo da chi lo fa con passione vera" si è fatta sentire più insistente nel periodo sopra citato ed io ho cominciato ad ascoltarla. Se non lo faccio adesso mi pentirei probabilmente tra cinque, dieci o quindici anni, guardandomi alle spalle e rimpiangendo il tempo passato. Non sto dicendo che ho fatto una scelta sbagliata quando, dodici anni fa, decisi di intraprendere questa carriera con grandi aspettative che, in parte, si sono realizzate. Ho girato mezza Europa, vivendo nei posti in cui lavoravo e non mi sono mai fermato per molto. Ho conosciuto una fantasmillione di persone che, grazie o per colpa della gran memoria che ho installato alla nascita, ricordo e dalle quali ho preso ed appreso qualcosa. Sono cresciuto professionalmente fino ad un livello che molti si sognano, specialmente nelle grandi compagnie alberghiere. Ho soldi che mi permettono di viaggiare, togliermi gli sfizi/vizi ed avere "spalle coperte" per quando farà freddo. A me non bastano più queste ragioni però. In parte grazie alla community, in parte grazie alla famiglia e molto grazie a me, la mia testa ha cominciato a girare a mille, cercando di trovare il canale per indirizzare una creatività latente da troppo, ma che allo stesso tempo mi permetta di vivere. Ho deciso di fare il grande passo. Mi iscrivo ad un college qui a Londra, dove vivo e lavoro (ma si potrebbe dire: dove lavoro e vivo) con un programma Open Learning: tramite internet, e-mail e poste frequenterò gli studi per i prossimi due anni continuando a lavorare dove mi trovo ora. Siete curiosi di sapere a cosa mi iscrivo???? Ed io ve lo dico Interior and Decoration Designer. Mi piacerebbe rimanere nel campo della ristorazione ed alberghiero, progettando interni per camere d'albergo, lobby, bar, ristoranti e tutti gli annessi e connessi. E' ora di cambiare ed io seguo volentieri il vento di novità, fiducioso nelle mie capacità, emozionato da quello che mi si prospetta e preoccupato dal tempo che potrò realmente spendere per gli studi. Questo è tutto

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

Carlos Salvado

Personaggio per CP, PbF mai partito CARLOS “CAVEZA” SALVADO “No chico, no chico” la testa pelata di Carlos oscillava a destra e sinistra osservando con un aria di delusione il compagno, i vari orecchini di plastica, rossi per l’occasione, dondolavano anch’essi ed i denti bianchissimi che spuntarono dalle labbra in un sorriso che non toccava gli occhi facevano capire che quello che stava spiegando era molto serio. “Prima prendi quel che ti serve, poi lo uccidi, quante volte lo devo dire?” Stava parlando con la sua guardia del corpo, un solitario di origine esteuropea che aveva incontrato a New York pochi anni prima. Carlos si era trasferito nella metropoli atlantica scappando letteralmente da una città che gli stava stretta, Los Angeles, ed il tipo con lui pure, ma non si erano mai incontrati nella città californiana. Il padre, Armando, era un militare per una piccola corporazione del sud, ormai integrata ad una più grande o scomparsa letteralmente dalla faccia del pianeta, questo non lo sapeva e non gli interessava gran che. La madre Maddalena era una ricercatrice di sostanze chimiche per la stessa, entrambi erano di origine messicana e Carlos, anche se nato negli Stati Uniti, o quel che ne rimaneva, si sentiva messicano al cento per cento. Da piccolo vedeva il padre che rischiava la vita giornalmente per le strade di Los Angeles, doveva tirare a fine mese con i quattro soldi che percepiva, sfamando lui e la sorella, la madre invece aveva due vite parallele e separate, quella di casa e quella del segreto professionale. La vita era dura al sud, ogni giorno si rischiava di essere assassinati per le strade dello sprawl o arrivare a casa e trovarsi orfano, Carlos aveva le idee ben chiare fin da piccolo, rischiare, ma con stile. I primi agganci con la malavita dello sprawl arrivarono in piena adolescenza, per di più commissioni varie per i ricettatori di basso livello, la gente guadagnava così e molto, lui era sveglio ed attento, apprendeva in fretta certe cose. Aveva la certezza che il vero rischio del mestiere era avere roba sporca fra le mani, qualcosa di tangibile. Iniziò quindi la sua attività traversa, perché avere problemi di stoccaggio merci, polizia alle calcagna e tutti questi fastidi, quando quello che importa sono soldi e rispetto? Ricettava informazioni e contatti, sapeva, grazie ai suoi superiori, quando e dove arrivava la merce e lui non faceva altro che trovare un acquirente degno e sicuro ed organizzare il tutto, la sua parte era fatta, chiedeva parte del ricavato o altre informazioni da rivendere e così il gruppo di conoscenze cresceva e la gente iniziò a cercarlo per certi servizi. Stava bene, conosciuto e protetto e tutto il mondo sembrava ai suoi piedi, decise quindi di allargare l’attività andando lui stesso a trovare informazioni, progetti o quant’altro poteva essere utile nello sprawl o all’interno delle corporazioni concorrenti. Qualcosa andò storto e si mise alle calcagna gente un po’ troppo potente in città, salutò i suoi e partì senza una meta precisa arrivando a New York. Nuova città, nuove possibilità, presto iniziò a conoscere i bassifondi, dove incontrò il solitario che lo stava accompagnando ora al suo locale preferito. In quel posto si era fatto installare quelli che lui chiama “ferri del mestiere” cyberottica e cyberudito, elementi indispensabili per il suo lavoro. “Eccoci qua chico, ma questa volta non sparire dietro ad una ragazza proprio quando mi serve il tuo aiuto, altrimenti sono guai, per tutti e due.”

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

J.T. Volture

Questo è per un PbF di VTM che si è spento subito, ebbene si, lo stesso di Loth J. T. Volture Gli occhi neri erano fissi sul libro che sfogliava da settimane, ogni tanto passava la mano tra i corti ed ispidi capelli scuri, e sorrideva mostrando denti bianchi e arricciando leggermente il naso aquilino decisamente spropositato per il sottile viso pallido e lungo. Sembrava che la vita andasse bene ultimamente, J. T. stava finendo la laurea in medicina, mancavano il tirocinio e la tesi. Il corso della polizia inglese era un altro impegno, in pochi mesi la sua vita sarebbe cambiata, basta con lo studio, in pattuglia a Wigan e poi, se tutto andava nel verso giusto, era pronto a diventare un medico legale. Quella sera stava in macchina, davanti ai magazzini della zona industriale, girava spesso la zona spinto dalla voglia di diventare un poliziotto in tutto e per tutto. Mentre leggeva guardava movimenti sospetti e annotava tutto sul taccuino che si portava dietro, per ora solo un paio di persone erano passate, un ubriaco ed un uomo, ancora con la tuta da lavoro, uscito da un officina poco distante. Improvvisamente una macchina sbucò da una strada poco più avanti a passo d’uomo e si infilò in un garage a circa duecento metri di distanza. Ecco il momento, lo aspettava da molto, cosa ci faceva una mercedes di grossa cilindrata a quest’ora di notte in un posto del genere? Scese dalla macchina, la sua vecchia mini cooper era troppo rumorosa per avvicinarsi, e si avviò verso il garage. Senza fiatare sbirciò da una fessura nel portone lasciato socchiuso e annotò il numero di targa, poi uno sparo gli fece saltare il cuore in gola e corse come un pazzo verso la sicurezza della propria vettura sgommando dal luogo il più velocemente possibile, se l’avessero inseguito.....ma chi erano? Il giorno seguente arrivò al corso della polizia senza aver chiuso occhio per l’adrenalina che ancora scorreva nelle vene, sui giornali non v’era notizia di alcun omicidio e doveva parlare con qualcuno, e quale posto migliore se non la stazione centrale della polizia di Wigan? Durante la pausa pranzo si avvicinò all’istruttore capo, Sgt Mike Mc Cormick . “Ho assistito a qualcosa di sospetto ieri notte, signore” le parole uscivano a fatica, non era facile spiegare l’avvenuto. “Credo che una persona sia stata assassinata nella zona industriale” “E come fai a dirlo? Come ti chiami........Volture vero?” Stare sotto lo sguardo del sergente rendeva tutto ancora più difficile... “Stavo in macchina, a volte mi metto a girare di notte e.....diciamo che non vedo l’ora di diventare un poliziotto e........ero in pattuglia per conto mio........” Con uno sguardo così autorevole da poter comandare la stessa regina del Regno Unito “E come ti sei permesso, lo sai i rischi che corri? Lo sai che la prima regola è mai andare in pattuglia da solo?” “ Lo lo...lo so signore e chiedo scusa, ho preso il numero di targa della macchina, non ho visto nessuno....era una mercedes grigia di grossa cilindrata e poi ho sentito uno sparo all’interno di un capannone......5 Agate Close è l’indirizzo......non mi buttate fuori, vi prego, non lo farò più signore” Pensava di fare l’eroe e, con una mossa da deficiente, ora rischiava di buttare all’aria tutto. Dopo pochi secondi di riflessione McCormick gli mise una mano intorno alle spalle e con fare piacevole disse “Non ti butto fuori.....vieni con me, per rilassarsi non c’è niente di meglio che due tiri al poligono.” Ritrovato il buon umore si avviò con l’istruttore –Che fortuna, mi sono accattivato il vecchio- pensava J. T.. Al poligono Mike gli porse una pistola a tamburo. “Ma non è la pistola d’ordinanza signore” “Non la possiamo usare, questa è mia e dopo che hai finito puoi tenerla, credo che te la meriti. Ora vado a mangiare qualcosa, ci vediamo tra quindici minuti esatti in aula” e si allontanò con fare svelto. Finito di sparare il giovane si incamminò tutto felice verso la classe quando vide da una finestra il Sgt Mike McCormick che usciva dal garage interrato sulla mercedes della notte precedente. Sotto shock si rese conto che era stato incastrato, addirittura gli era stata data in mano l’arma del delitto –Stupido, stupido, sei un idiota J. T. ora che fai?-era in preda al panico, la sua parola contro la parola di uno dei Sgt della polizia locale e prove schiaccianti in sfavore. Corse a casa, prese i risparmi, il passaporto, salutò la madre in fretta dicendole che non poteva spiegare nulla e che doveva andare via dal paese. La madre, italiana, non fece domande e gli consigliò di andare a Milano, da suo zio Carlo e che tutto sarebbe andato bene. Arrivato a Milano in serata, trovò lo zio ad aspettarlo con un aria seria. Parlava bene l’italiano, la madre era insegnante della lingua a Wigan e lui l’ aveva studiato da sempre. Lo zio Carlo però non si comportò come previsto, lo portò in una zona sporca e malfamata della città e lo fece scendere “So che sei nei guai e , per quanto mi riguarda non ne voglio, quindi ora ti devi arrangiare. Non mi interessa che sei figlio di Marta, non è più mia sorella da quando ha sposato quel nullafacente inglese di tuo padre, ed ora vai, e non farti vedere vicino a casa mia o chiamo la polizia.” Solo e con le lacrime agli occhi guardò la fiat dello zio che si allontanava e vagò per un po’ prima di essere esausto e addormentarsi sulla panchina sporca di un parco che era tutt’altro che rassicurante. In poco tempo si trovò senza un soldo, era un senzatetto, solo, affamato e pieno di rancore verso le autorità, anche in Italia era stato trattato male da queste, percosso e umiliato nelle notti insonni e fredde della città lombarda. Poi la svolta, un tipo strano si avvicinò di notte, aveva gli occhi gialli con fessure nere, come quelle di un gatto. La paura lo attanagliò, quella non era una persona, almeno non completamente. “Cosa vuoi da me? Vattene, vattene ti ho detto.” Urlava alla figura che si avvicinava mentre cercava riparo. “Voglio mangiare, ora, ho fame........e se fai il bravo, magari non ti uccido dopo” rideva, questa cosa voleva mangiare, voleva mangiarlo. “Ora stai fermo e, soprattutto, smetti di sbraitare come una bambina, ho assaggiato sangue di donne che dimostravano più dignità” disse con una voce profonda. -Sangue??Ha detto sangue fuck, ma allora- “Tu sei un vampiro!!!!Shit, un vampiro” usò gli indici per fare una croce, come aveva visto fare nei film e l’altra figura rise ancora più forte “Troppi film su di noi, e nessuno dice la verità ahahahahahahah” “Ok, va bene, ti farò mangiare, ma ti prego, ho fame anche io, non è che avresti qualcosa?” Sopravvivere, ecco cosa importava ora, ma chiedere ad un vampiro?-Ma cosa stai facendo?Sei impazzito?Fai l’elemosina a questo coso?Fuck- “Se quando mi serve nutrimento ti fai trovare disponibile, si può fare, ma adesso stai zitto e fammi mangiare in pace” Per un po’ le cose andarono meglio, “Il Gatto”, così si faceva chiamare il vampiro, spuntava dal nulla, di tanto in tanto, mangiava e lasciava qualche soldo e roba da mangiare a J. T.. Una notte il ragazzo fece una domanda “Credevo che se vieni morso da un vampiro lo diventi, come funziona realmente?” La domanda aveva un secondo fine, se poteva diventare un vampiro le cose sarebbero diventate molto più semplice e, sembrava, che “Il Gatto” avesse capito subito le sue intenzioni. “Il procedimento è facile, ma non sperare che butti via un pasto sicuro come te, se me ne trovi un altro, forse, potrei anche farlo. Poi però allontanati da qui, questa è la mia zona di caccia” Dicendo questo le dita del vampiro diventarono lunghi artigli, la dimostrazione che il vampiro era pronto ad uccidere per difendere il territorio dagli altri e che, anche se J. T. gli poteva essere simpatico in qualche maniera, non era immune a questa legge. Poche settimane dopo il futuro Gangrel presentò al Gatto una ragazza, era una satanista che viveva per strada ed era convinta, dalle parole dell’italo-inglese, che lui era un emissario e poteva avvicinarla al diavolo con un rito particolare. Per un po’ i due si trovavano agli appuntamenti del vampiro per farlo mangiare, dopo di che Gatto prendeva in disparte J.T. per introdurlo alla non vita o non morte, questo non era chiaro. Il dieci gennaio 1987 il vampiro incontrò J. T. in un paesino fuori da Milano, nel parchetto dietro la chiesa vi erano due persone tramortite “Queste ti serviranno” con un sorriso che non toccava gli occhi da felino. Quindi “abbracciò” il nuovo entrato nel clan gangrel, lo fece mangiare, gli spiegò le ultime cose e si allontanò “Ricorda, non venire a cacciare nella mia zona, ma se hai già mangiato, vienimi a trovare” e con la sua andatura elegante sparì nella notte. Come promesso restò nella periferia della grande città dormendo nelle fogne di giorno e attaccando la gente nella notte per nutrirsi. Andava a trovare il Gatto una volta ogni tanto, aveva molto da chiedere e il suo “sire” era abbastanza disponibile, anche se per poco tempo ogni volta. Aveva raccolto un po’ di soldi, rubati ai suoi pasti, e girava circospetto nelle zone che riteneva sicure, così gli aveva detto il Gatto, sempre pronto a scappare nel caso incontrasse un altro vampiro. Spesso si divertiva a fare il vandalo, la sua esperienza lo aveva portato ad odiare le autorità e, sentendosi ormai superiore ai normali esseri umani, ne approfittava con questi gesti. I cani randagi della zona venivano da lui regolarmente, erano la sua compagnia, si sentiva bene. Meglio non morto che morto si ripeteva.

Selvaggio Saky

Selvaggio Saky

 

Cosa deve fare un uomo

Marco stava lavorando di notte, ancora chiuso in quella cucina da solo, non se ne dava pace. Odiava questa situazione arrivata inaspettata, ma soprattutto non voluta. Da qualche tempo la sua vita si era riempita di nulla, lavorava con sé stesso e di giorno dormiva, mangiava ed usciva ancora con sé stesso. Nella sua testa si stavano facendo strada idee negative, l’introspezione totale a cui si sottoponeva per non impazzire del tutto lo stava portando a conoscersi meglio, unica nota positiva del viaggio asociale che stava percorrendo forzatamente, e la vita non sorrideva. Marco era abituato a sorridere e questa situazione stava spegnendo il sole che aveva dentro senza la speranza di poterlo riaccendere. Tutto era arrivato con conseguenze distruttive, usciva con una bella ragazza da poco, ma questa nuova vita a cui era sottoposto aveva tagliato ogni possibilità di riuscita. Non serve dire che in un mondo di predatori, qualcun’altro aveva portato a termine la caccia al posto suo e questo non aiutava la situazione. Si ricordò in quel momento di accendere il forno e portarlo a temperatura per cuocere le paste dolci che i clienti trovavano ogni mattina alle colazioni. Il momento era il solito ogni notte, cinque minuti di pausa per andare a farsi un caffè forte, capace di farlo arrivare a fine turno senza sentirsi totalmente insonnolito, e poi una sigaretta, da solo. Fuori dall’albergo pioveva -Strano- pensò – Erano già due ore che non pioveva....dannata Londra- Al solito, con il freddo del vento che portava le gocce a scontrarsi verso il muro della galleria vicina all’entrata per i dipendenti, si recò al riparo. All’ingresso del sottopassaggio. Si accese una sigaretta respirando lo smog intrappolato nel sottosuolo, un po’ come lui, senza possibilità di scampo. Un uomo stava uscendo dal tunnel che passava sotto la Westferry Circus, era un senza tetto, un barbone. Portava una giacca vecchia e sporca e trainava un carrello della spesa che cigolava sulle lastre consumate da anni di vita. Si fermò vicino a Marco, sorrise con denti gialli, ma dritti, attraverso la barba nero grigia arruffata, gli occhi sorridevano anch’essi “Una sigaretta, giovane amico, per il segreto della vita” - Almeno è originale questa richiesta- Pensò Marco fra sé e sé e tirò fuori un altra marlboro light dal pacchetto di contrabbando. “A te.....ma ora dimmi una cosa.” Iniziando a sorridere “ Qual’è il segreto della vita?” “Sapevo che me l’avresti chiesto, intanto grazie.....Hai da accendere anche?” Illuminando con un piccolo puntino rosso la notte piovosa continuò “Non lo so giovane amico, ma posso darti dei consigli, credo di avere qualche anno in più e credo di aver preso nel corso degli anni passati delle decisioni non troppo consone all’essere un uomo di successo” -Questo lo vedo anche io e non sono tuo amico- “Chiamami Marco Mr.?” “Oh che sbadato, non mi sono presentato, chiamami D, Marco” Allungando la mano coperta da un guanto sgualcito. “ Dicevo” riprese ritraendo la mano senza una risposta dall’altra parte “ Credevo che la vita fosse solo successo, ero tutto sul lavoro, e non degnavo abbastanza tempo alla mia famiglia, lavoro per loro, mi dicevo all’epoca. Stupido essere umano che non sono altro. La mia priorità alla fine non si è rivelata ragionevole e mia moglie mi ha lasciato, mi sono dato all’alcol. Mi hanno licenziato e non sono più riuscito a rimettermi in sesto così giro di notte con il mio carrello cigolante sperando di trovare una buon anima che mi offra una sigaretta” Un lungo sospiro al termine della frase fece tossire ancora Mr. D. -E questo che c’entra? Non vorrai anche metterti a piangere davanti a me.... Che schifo di vita- Più pensando alla propria che a quella del senza tetto. “Mi spiace, ma non credo che io possa finire così” pensandoci un attimo “Ma accetto il consiglio, grazie” “Non è finita Marco, ora ti do il vero consiglio.” Si mise a rovistare all’interno del carrello e tirò fuori un mangianastri arrivato da un altra epoca. Lo fece partire. Gracchi e spezzoni di canzoni, a volte famigliari, altre volte incomprensibili si susseguivano spezzati dal classico rumore di mangiacassette che va avanti ed indietro a tutta velocità saltando tappe, anche importanti. Finalmente Mr. D si fermò in un punto e schiacciò il pulsantino con la freccetta singola. Un assolo inconfondibile di chitarra risuonò nell’arena improvvisata del tunnel silente. Poco dopo. Just turn yourself into anything you think that you could ever be Be free with your tempo, be free be free Surrender your ego - be free, be free to yourself > “ Conosco questa canzone Mr. D , è Innuendo, ma cosa mi vuoi dire?” L’espressione sul volto di Marco era di totale aspettativa, credeva veramente che, alla fine, questa discussione poteva valere una sigaretta. Il volto dell’uomo cambiò, diventando serio e triste, forse pensare alla propria disgrazia non era così semplice come sembrava. “Vuol dire che un uomo può essere ciò che vuole, se ci crede veramente.” Accentuando le parole “può” e “vuole” sorrise di nuovo “ Io non ne ho più la forza, ma te. Credo che solo il fatto di non avermi considerato un pazzo ed esserti fermato a parlare con un vecchio barbone faccia di te un uomo. Credo tu abbia dei valori che ti faranno ponderare bene le priorità nella vita.” Tossendo e buttando il mozzicone della sigaretta finita in una pozzanghera iniziò ad incamminarsi sotto la pioggia, trainando il carrello cigolante ed aggiungendo “Solo questo giovane amico. Tu puoi essere ciò che vuoi, veramente.....La cosa difficile per noi stupidi esseri umani è sapere ciò che vogliamo veramente essere. Grazie, buona avventura” -Grazie a te Mr. D, buona strada- Marco guardò un uomo veramente solo allontanarsi sotto il cielo piangente e rientrò in albergo. Il forno era caldo, era in ritardo con la tabella di marcia e ripensò alle parole di Mr. D “priorità”. In questo momento la priorità era mettersi a lavorare sodo se non voleva finire con l’acqua alla gola per le colazioni. Arrivato a casa la mattina seguente Marco aprì l’e-mail e mandò un messaggio a tutti i suoi contatti Basta che ti trasformi in qualsiasi cosa tu pensi possa essere Sii libero col tuo tempo, sii libero, sii libero Abbandonati al tuo ego, sii libero, sii libero, sii te stesso Queen - Innuendo Traduzione fatta dopo una notte di lavoro che, per una volta, è servita a qualcosa. Buona vita a tutti.> Si addormentò pensando alle priorità di uno stupido essere umano che doveva lavorare ancora quella notte.

Selvaggio Saky

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Busurulalla/Fafà

lo gnomo Barbaro dalla doppia personalità (Fafà parla con l'accento francese ) Busurulalla/Fafà Ti ho detto buttati" "Ma non so nuotare" "Tanto si tocca" "Come fai a saperlo?" "Allora vado io prima" I due ladri si guardarono perplessi davanti allo gnomo Busurulalla che parlava da solo con due voci differenti e si lanciava dal bordo della fontana nella piazza principale del paese,ne usciva dall'altra parte correndo poi a perdifiato lungo la strada, fuori dal paese. Poche volte prima era entrato in un luogo civilizzato, la sua vita era quella di un "barbaro" un po' particolare. Vagava solo da quando aveva imparato a camminare uscendo dalla caverna dove abitava con il suo clan e perdendosi dopo poche ore. Nonostante la sua vita solitaria se l'era cavata bene trovando pasti pronti nella natura ( carcasse di animali morti, bacche che a volte davano piccoli problemi intestinali e roba del genere). Crescendo imparo' a cacciare e a capire quali erano le bacche buone e la vita migliorò, ma essendo sempre solo crebbein lui il bisogno di qualcuno. Quel qualcuno arrivò il giorno in cui cadde da un albero mentre tentava di "prelevare" del miele da un alveare e fu colto in fragrante da circa un centinaio di api arrabbiatissime. Si svegliò chiamato da una voce insistente "SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA". Chiese "Chi sei?" e la risposta fu "Fafà le Mofà e te?" "Non ho nome" rispose lo gnomo tristemente "Allora te ne darò uno io, Busurulalla ti piace?" "meglio di niente" rispose sorridendo il vagabondo. Fafà divenne un amico inseparabile (anche perchè nello stesso corpo ) e lo spinse a migliorare il proprio status. Lo costrinse a fornirsi di un arma ed imparare ad usarla e non a nascondersi come sempre. A volte lo prendeva in giro per la sua inettitudine e Busurulalla si arrabbiava molto arrivando alcune volte a prendersi a pugni, ma gli amici si perdonano sempre e lui lo faceva volentieri. Provò in questi anni nuove cose ogni giorno spinto dal suo migliore amico e finalmente aveva imparato ad usare il suo martello da guerra "trovato" sul carro di un mercante di passaggio, aveva assaggiato la birra in una delle sue poche "escursioni" dalle terre selvagge e se n'era innamorato, come si era innamorato delle pietre che luccicavano perchè gli portavano alla mente vaghi ricordi di una vita che forse era la sua.

Selvaggio Saky

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Selvaggio Saky

Ecco a voi il mio PG per eccellenza....enjoy Il Selvaggio Saky Fashan era irrequieto……da ore camminava davanti al tavolo della sua piccola casa. “Ancora un giorno, solo un giorno……non è possibile!” le frasi si ripetevano nella sua testa da qualche tempo, tutte le notti “Devo evitarlo, che ne sarà di me? Cosa? Nulla! Io che sono il loro stregone, io! Si dimenticheranno di me, di me! Per colpa del figlio di un armaiolo, bravo, ma un armaiolo!”. La sera seguente al calare della notte, il giovane figlio di Suoky sarebbe asceso al rango di stregone del villaggio e l’invidia del vecchio elfo era arrivata inaspettatamente, come le frane e le valanghe dei monti che circondano la foresta. Prima dell’entrata di Saky nella classe per apprendere le arti magiche, che teneva personalmente a tutti i giovani elfi del villaggio che avevano doti magiche innate, nulla era cambiato da centinaia d’anni. Ora la minaccia alla sua carriera era arrivata. Fashan “Mano del Tuono” aveva capito subito delle potenzialità magiche dell’allievo ed aveva fatto di tutto per insegnargli il meno possibile, ma il giovane era sveglio ed attento, benvoluto da tutto il villaggio, gentile, forte e abile anche con lancia e spada. Lo stregone era la difesa del villaggio da tempi lontanissimi e suo padre prima di lui, ma, non avendo figli, la dinastia sarebbe finita così, per colpa del figlio di un armaiolo. La gloria ed il potere che aveva all’interno della comunità sarebbero finiti e quello che gli dava più fastidio era il fatto che, fino all’inizio dell’addestramento di Saky, non aveva mai badato a certe cose, ma ora quello era il suo futuro, sarebbe riuscito a sposarsi e ad avere un erede, ma doveva impedire l’ascensione del giovane, in qualunque modo. “Ci sono, finalmente!” Gli occhi verdi dello stregone sorridevano, ora aveva un piano praticamente infallibile e non doveva far altro che eseguirlo l’indomani….”Ho ancora tempo, ancora domani” Il mattino seguente, all’alba, Saky si alzò, uscendo dalla casetta della sua famiglia salutò il padre che era in piedi, pronto a finire l’armatura in cuoio che stava preparando per il figlio, con lo stemma della casa, un martello dritto sul fondo di fiamma e una pinza da fabbro incrociata dietro ad esso. I due fratelli maggiori erano già in fucina e stavano accendendo il fuoco per il lavoro della giornata. Il giovane elfo era molto contento del fatto di entrare nel circolo degli stregoni ed il problema di mandare avanti la fucina del padre e la tradizione di famiglia non era mai esistita grazie a Soaky e Senky che lavoravano con il padre ed il primo stava già insegnando al suo primogenito il mestiere. La classe della mattina era l’ultima che dovesse assistere, dopo il suo futuro era la difesa del villaggio con le arti magiche e le armi. Durante la pausa di sole alto Saky si allontanò dal villaggio e dopo pochi minuti arrivò alla sequoia più alta della foresta. Ogni giorno si arrampicava fino alla cima e guardava la valle a sud, in giorni sereni come quello riusciva a distinguere benissimo il corso del fiume ed a volte si vedevano i bagliori riflessi dalla grande città di umani, un altro motivo era il solito incontro con l’aquila che gli faceva compagnia quando saliva, era chiamata Zarnan ed il feeling era ormai saldo fra i due. Stando sul ramo osservando il volo del rapace, per la prima volta, si addormentò. Un fulmine colpì poco dopo l’albero maestoso ed il giovane elfo precipitò rallentando la caduta sui rami più bassi e atterrando in un cespuglio, sotto shock, ma incolume. Si svegliò a notte fonda…………attorno a lui tutto il paese che discuteva, non capiva dov’era, tutto quello che aveva in testa era una cosa che ripeteva ininterrottamente…..”TUONI E FULMINI….TUONI E FULMINI….” Poi si rese conto di essere legato al palo in mezzo al villaggio, lo stesso al quale venivano legati i goblin, i banditi umani e tutti i nemici del villaggio che venivano catturati ed interrogati, era un nemico del villaggio ora, da piccolo tirava sassi a chi veniva legato al quel palo e li odiava, erano minacce alla sua casa ed alla sua famiglia……ed ora si trovava li. Abbassò la voce continuando a ripetere la frase come in una litania….”Tuoni e fulmini…..Tuoni e fulmini…” e delle lacrime scesero sul suo volto. “E’ un pericolo tenerlo qui, guardate cosa ha fatto alla foresta….” “Sono d’accordo, bisogna esiliarlo…..” Poi una voce familiare “Lo sapevo sarebbe finita così.” Era il suo mentore, Fashan. “Voleva a tutti i costi controllare forze più grandi delle sue………..ed ha incendiato parte della foresta, mettendo in pericolo tutti, esilio!” Sentiva le voci e capiva che parlavano di lui e iniziò a guardarsi in giro freneticamente cercando conforto negli sguardi degli abitanti. Il padre gridava da dietro la fila dei sommi del villaggio “Non è possibile, non lui….Saky è un bravo ragazzo, tutti lo sanno…..perchè?????? Perché?????” Gli anziani lo stavano allontanando, lo vide piangere tenendo stretta sua madre, ma questa volta non pianse, nella sua testa aveva solo tuoni e fulmini e i suoi occhi non si fermavano un momento, cercava il modo di spiegarsi, ma non sapeva esattamente cosa era successo. Il Sommo Anziano si mise tra lui e la folla dandogli le spalle e “Esilio per Saky Mahijin. Per aver usato il suo potere in modo inappropriato anche dopo i consigli del suo mentore, per aver incendiato parte della nostra amata foresta e messo in pericolo la vita del villaggio…..ESILIO” Un coro dal circolo delle persone presenti……”ESILIO” Fashan sorrideva con gli occhi, il suo piano non aveva funzionato alla perfezione, ma aveva funzionato comunque, il giovane stregone era impazzito e non si sarebbe mai frapposto tra lui ed il ruolo che ricopriva e che un giorno, forse, sarebbe appartenuto a suo figlio. Solo con Saky, gli si avvicinò, il pazzo a testa bassa che scrutava il suolo in cerca di salvezza ripetendo la frase, l’unica a cui pensava, continuamente. “Devo svelarti un segreto, mio giovane……EX-apprendista”Aveva una voce divertita e parlava a bassa voce. “Tu non centri niente con quello che è successo, ma non puoi farci nulla!” In quel momento Saky fece silenzio, alzò lo sguardo guardando lo stregone negli occhi ed un ghigno apparve sul suo volto. “Tornerò e ti ucciderò…….TUONI E FULMINI” Il sorriso scomparve dal volto di Fashan, che si guardò attorno per essere sicuro che nessuno potesse aver sentito, si girò e andò via con passo incerto. Forse l’ultima frase non avrebbe mai dovuto dirla. Il mattino seguente Saky fu scortato ai limiti della foresta, dove iniziava la valle che aveva osservato tutta la vita, era la sua nuova casa ora, ma questo non gli interessava. Zarnan volava alto nel cielo osservandolo e gridando il suo sconforto, poteva sentirlo bene, ma non con le aguzze orecchie. Il padre gli si avvicinò, lo guardò negli occhi che non si fermavano un momento e la tristezza sul suo volto era l’opposto al ghigno del figlio. “Non hai fatto niente di quello per il quale sei stato esiliato….lo so” quasi in lacrime. “Tuoni e fulmini no, padre” Senza cambiare un minimo espressione e modo di fare. “Questo è per te figliolo, buona fortuna……….Addio” Lasciò un fagotto sul terreno e tornò nella foresta, così come gli altri che lo avevano scortato. Una lancia era conficcata nell’erba al suo fianco ed una faretra con un arco lungo giacevano in prossimità, aveva con se la spada corta con la quale si era allenato tutta la vita e, con l’ultimo regalo del padre, era pronto ad affrontare il nuovo mondo. L’armatura in cuoio costruita appositamente per lui, corpetto, bracciali e gambali. Si incamminò e l’aquila con lui………………

Selvaggio Saky

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Blaco Scannan

Un ladro che ha "dovuto convertirsi alla legge" Blaco Scannan Ad Ered Luin pioveva sempre, o quasi, ed in una di queste notti di pioggia in un vicoletto vicino alle portentose mura meccaniche della città nacque Blaco. La madre era contenta del primogenito ed il padre ancora di più, visto che portare le consegne del macellaio in due avrebbe fruttato di più certamente, ma avrebbe dovuto aspettare qualche anno. L’infanzia di Blaco era abbastanza spensierata, mai una volta a studiare, in giro con gli amichetti la sera per le strade non molto sicure e le consegne, in mattinata, del macellaio per il quale il padre lavorava. Presto, con l’adolescenza, le cose iniziarono a cambiare e così i primi problemi. L’amico fidato di Blaco, Erem, era un fannullone di prima categoria, il padre era un ubriacone e la madre non smetteva di sfornare figli e molti dei vicini erano sicuri che il padre non fosse nemmeno lo stesso fra uno e l’altro. Per vivere e spassarsela Erem rubava e immischiò l’amico nelle sue malefatte. La prima volta Blaco se la cavò, la seconda pure, conoscendo molte delle guardie che pattugliavano la parte della città dove era cresciuto, ma la terza, il venditore di lampade che li prese con le mani nel sacco, o nel cesto, li rincorse così a lungo che morì d’infarto e le cose si fecero serie. Il padre lo buttò fuori di casa chiamandolo delinquente e la madre pianse a non finire, mentre l’amico, se si poteva chiamare così, lasciò la città per evitare problemi. L’unica cosa che il giovanotto poteva fare era continuare a rubare per stare in vita e si spostò dall’altra parte della città per non far notare troppo, a chi lo conosceva, che era ancora sul mercato del furto. Abile in parole e molto lesto Blaco era uno dei migliori e, conoscendo la città a menadito riusciva sempre a cavarsela. Sapeva comunque che le sue malefatte, così le chiamava all’epoca, non erano così gravi da metterlo in galera, le prigioni della città erano sempre stracolme e, comunque, aveva anche parecchi contatti con le guardie di Ered Luin. Un giorno fu preso, come altre innumerevoli volte prima, ma questa volta era stato fatto seguire a lungo e fu portato alla caserma principale della città da uno dei capi delle guardie, ora in pensione, chiamato Goras “Testalucida” a causa della pelata che pare essere esistita da sempre. Gli occhi scuri di Blaco cercavano una via d’uscita in continuazione lungo l’interminabile corridoio ed i capelli lunghi e neri, scompigliati erano, stranamente, bagnati ancora dalla pioggia. “Testalucida” chiese alle guardie che lo avevano scortato di lasciarli da soli e così fu. Le parole testuali del capo delle guardie cittadine furono: “Se non smetti con questi furti sono costretto a mandarti via.” “Se lavori per noi e ci fornisci informazioni su ricercati o pedini gente ti paghiamo.” Il tipo non era molto loquace ed andava subito al sodo, ma un opportunità del genere non sarebbe capitata due volte così la faccia magra con il naso a patata e le labbra sottili si illuminò. “si” fu la sua risposta “ Ci sto, dove devo firmare...mmmm....capo?” Da allora i tetti e i vicoli della città sono ancora la sua casa, ma l’unica cosa che deve temere è non cadere dal tetto bagnato o trovarsi con le spalle al muro in una città che l’ha cresciuto opportunista, scaltro e soprattutto furbo. A proposito, il padre lo ha perdonato e la madre a smesso di piangere quando ha dato la notizia.

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Viaggio al centro della.........

Di che cosa? Viaggio, quello è sicuro, ogni cosa che capita nella vita per me è un viaggio (e di viaggi ne ho fatti). Conoscere una persona sempre più apprifonditamente, impegnarsi nel lavoro,leggere un libro, scrivere in un blog, tornare a casa dopo mesi....ecc. Tutto è un viaggio ed i viaggi che preferisco sono quelli che puntano ad una cosa sola: la mia crescita personale, il centro della......... Sembra egoista a leggerlo a primo acchitto, ma pensandoci un momento capirete il mio punto di vista. Io voglio crescere, imparare, sperimentare, sbagliare e riprovarci e quindi funziono da spugna prendendo da ciò che mi circonda tutte le cose che mi possono essere utili e, credetemi, le persone sono piene di queste cose. E' proprio vero che il bello del viaggio non è la meta, ma il viaggio in se. Quando mi allontanai dal Cungi Raduno, per esempio, da solo sulla Chevrolet Matiz a gas della mamma, il viaggio non era solo stradale ma interiore. Tutti gli episodi, i ricordi di quei tre giorni stupendi mi accompagnano tutt'ora, immaginate voi appena finito il raduno stesso. Perchè mi piace questo paragone tra viaggio e vita poi è facile, il viaggio ti porta a cambiamenti, esattamente come la vita. Parti da un punto che conosci, attraversi territori inesplorati o conosciutissimi, ma dall'altra parte, all'arrivo, trovi qualcosa di diverso. Il diverso può essere benissimo lo stesso bar del paese che conosci a menadito, ma durante il viaggio sei cambiato dentro, anche non sostanzialmente, quello che vedi, lo vedi con occhi diversi. Capita di continuo e mi piace farci caso e pensare che, in fondo, ho uno scopo nella vita. Viaggiare al centro della........... Al centro di me.

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