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Marbon

Ordine del Drago
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  1. 😁 al di là dei gusti personali la 3E ha avuto i suoi "oneri ed onori" , e si... con quel sistema si può giocare in diversi modi. Non credo che la futura 6E tornerà a quel livello di crunch, però potrebbe trarre ispirazione su tanti aspetti per realizzare un sistema a blocchi intercambiabili facilmente adattabile a tutti i palati.
  2. Non intendevo l'eredità 'legale' della famiglia. Chissà come finirà quella faccenda... Mi riferivo all'eredità 'ludica' della famiglia. che in fondo è quella che conta per gli appassionati di D&D 😉
  3. Sono molto contento che veda la luce questo prodotto. E sarebbe veramente bello se lo pubblicassero anche in italiano (anche se dubito fortemente che questo avvenga). Probabilmente con Luke Gygax che ha preso in mano l'eredità di famiglia (questo è quello che mi pare emerga dalla sua esposizione mediatica) e che ha un atteggiamento più conciliante (magari anche affaristico) nei confronti degli editori più importanti di riferimento ( WotC e TLG ) si potrebbe realmente concretizzare, non un vero e proprio ritorno alle origini (che difficilmente credo possa concretizzarsi), ma un'armonizzazione delle future regole ed ambientazioni. Non escluderei che la futura 6E possa essere un sistema D&D dove in ogni ambientazione ci siano elementi specifici ed unici, così che tutti possano giocare a D&D ed ottenere ognuno il 'sapore' che vuole. Però, magari, è solo pura illusione e fantasia... 🙃
  4. io ho ricordo che nel pieno dell'edition war , soprattutto nei forum americani, non era possibile assolutamente discutere. era quasi solo ed esclusivamente prendersi ad insulti. Che oggi ci siano ancora alcune situazioni simili ci sta, ma non mi pare sia paragonabile a quanto accadeva 10-15 anni fa. Verissimo cmq che molti social non siano il luogo ideale per avere degli scambi di idee e di opinione costruttivi; ma forse dipende anche dagli utenti, piuttosto che dallo strumento.
  5. Mearls mi risulta una figura un pò ambigua. era nel team di designer della 4e, che sappiamo tutti cosa è stato a livello commerciale, ed è stato anche il papà della 5e. Quindi dalle stalle alle stelle. Come è uscito da WotC i suoi commenti sono stati piuttosto 'duri' nei confronti della 5.5, ma che hanno coinciso anche con la sua dichiarazione di intenti, più che legittima, sulla creazione di un nuovo prodotto GDR. Questo palese conflitto di interesse, ai miei occhi, non lo rende completamente attendibile come fonte di informazione; difficile valutare se il suo parere (che ha comunque un suo peso, si intenda) sia effettivamente oggettivo di una determinata situazione o se sia invece un modo per creare uno spazio e/o aspettativa che possa tornare a suo vantaggio quando il suo gioco sarà pronto per essere presentato al pubblico. Non ho visto il video di cui parli, ma una previsione di un aumento del 20% annuo per cinque anni dell'intero mercato dei GDR mi sembrano veramente cifre 'enormi'. Sarebbe interessante sapere su quali basi, anche solo generiche e indicative, Mearls possa farle. Stessa cosa dicasi per la sua esternazione sul -80% di D&D 5.5. Che oggi WotC abbia un calo delle vendite è evidente (financo fisiologico, direi, al di là del giudizio sul prodotto e sulle scelte di marketing fatte negli ultimi anni), ma -80% è un risultato da chiusura attività. Questo tipo ripetuto di dichiarazioni mi lasciano molto perplesso sul personaggio. Anche la stessa domanda, con annessa risposta, che pone sull'utilizzo dei social per i feedback su un prodotto, mi sembra fuori dal mondo. O in malafede. La guerra delle edizioni non nasce di certo oggi. E oggi mi pare essere molto più attenuata rispetto a 10 o 15 anni fa. Quindi mi chiedo dove lui fosse quando sui vari forum schernivano, denigravano e annientavano (a torto ovviamente - la guerra delle edizioni è una scemenza) la sua 4e, e con il gioco anche coloro a cui piaceva e la giocavano. Vedremo comunque cosa proporrà Mearls quando sarà pronto il suo gioco. Di certo i feedback mancanti dal pubblico on line non può e non potrà essere un alibi per un gioco mal riuscito...
  6. articolo decisamente impegnativo! grazie firwood! 🙂 solo uno spunto di riflessione. spesso e volentieri, davanti a comportamenti che definirei almeno "bizzarri", potrebbe esserci stato anche dell'altro... intendo : che la sig.ra Pulling sia stata spinta ad iniziare questa crociata per un impulso di vendetta o di rivalsa per la perdita del figlio è un fattore umano comprensibile, soprattutto per una persona che magari aveva capito poco o niente di quel mondo ludico e di cui non conosciamo il vero livello culturale (ricordiamoci che parliamo sempre di una mamma americana degli anni 80). Però una 'crociata' di così più ampia portata richiede un certo impegno e delle risorse ; che ci sia stato una sorta di 'ritorno' (economico? notorio?) che ha autoalimentato questa vicenda? Tutt'oggi mi pare di vedere in certe vicende simili, parenti di vittime che si gettano in campagne mediatiche in difesa di quello o di quell'altro diritto, con una sovraesposizione che però (almeno a me) trasmette una sensazione di 'interesse particolare' ; magari con la vendita di un libro, ospitate televisive e anche con l'ottenimento di posizioni di rilevanza politica. i miei due cents 😉
  7. d'accordo con te... non mi sono spiegato bene io... intendo che i designer di oggi sono a livello Companion perchè hanno alle spalle un baglio di esperienze di 40-50 anni a cui accedere, che i primi non avevano. I primi potevano sperimentare 'tantissimo' ed erano anche meno oggetto di un carico di aspettativa che invece gli attuali designer hanno oggi... Il fatto che gli attuali designer non producano nulla più che qualche 'aggiustamento', anche io la considero pigrizia intellettuale (in qualche altro thread mi pare di averlo già espresso) unita alla contingente situazione generale economico/editoriale improntata alla massimizzazione del profitto (minimo sforzo/massima resa). Anche io spero che quanto prima avvenga un cambio di rotta, ma non tanto in un risultato finale di eccellenza (che però è auspicabile 🙂 ), quanto nell'approccio al lavoro; con l'evidenza dello sforzo creativo ed intellettuale per l'elaborazione del prodotto.
  8. tutto assolutamente vero. però mentre i game designer di 40-50 anni fa erano a livello 'Basic', oggi sono a livello almeno 'Companion' (tanto per rimanere in tema D&D 😜 ) . Le sfide odierne sono ovviamente diverse rispetto al passato : una volta avevano una prateria sconfinata da esplorare, oggi i margini di manovra si sono ristretti tantissimo. Però l'esperienza ed il bagaglio culturale accumulato dovrebbe consentire almeno di 'evitare' di elaborare e proporre prodotti di qualità scadente.
  9. sono sempre interviste e racconti interessanti di quell'epoca. Quelli sono stati veramente dei pionieri del mondo ludico, e tra le righe di questa intervista ci sono alcuni spunti interessanti. Il primo è l'attenzione che già allora, al netto dell'esito che possono aver ottenuto, avevano posto sui loro utenti più piccoli coinvolgendo la figura del Dott. Holmes. Il secondo è la valutazione di Kask sui prodotti che venivano pubblicati allora e quelli di oggi : in fine dei conti non c'è una grande differenza nel risultato finale. Tanti erano e sono i prodotti 'scadenti', e poche le perle che riuscivano , e riescono oggi, ad emergere. Un'attenuante per i prodotti di quell'epoca? Che la diffusione e la commercializzazione era molto più limitata di oggi e la stessa esperienza dei game designer era agli inizi: oggi chi vuole realizzare e pubblicare un nuovo gioco ha a disposizione un bagaglio culturale enorme a cui accedere, che una volta semplicemente non c'era. I game designer professionisti di oggi hanno pochissime attenuanti... Comunque grazie a firwood per la traduzione di questo articolo 🙂
  10. si, l'avevo visto. Ed è una bella cosa che si stiano riaffacciando questi iconici artisti. Se tornano ad avere una certa visibilità, magari torneranno ad essere nuovamente chiamati a creare opere per dei nuovi prodotti (non necessariamente solo D&D). Sarebbe una cosa positiva. Al di là dei gusti personali sono capaci di creare opere di qualità
  11. concordo che hanno fatto un grande lavoro... e visto che si tratta di un prodotto, il BECMI, che ha più di quarant'anni non ci vedo nulla di male che sia stato rieditato e reso nuovamente fruibile. Non ci troverei niente di male neanche se dovesse essergli rimasto qualcosa come 'rimborso spese'... tutt'altro... Delle opere dei Fan per Mystara, i Vault sono qualcosa di eccezionale, ovviamente non molto è a livello professionale, ma ce ne sono alcune che sono veramente strepitose. Threshold li ho presi tutti, ma non in formato cartaceo. Ho sempre pensato che sarebbe stato interessante avere una versione tradotta in italiano...
  12. In generale l'arte della pittura ad olio a me piace ... di quest'opera di Jeff Easley, al di là del colorito della pelle dell'elfo, in particolare mi colpisce l'ambientazione con questa atmosfera un pò cupa. Sarebbe interessante sapere a cosa si riferisce esattamente... Comunque l'elfo è sicuramente Melf con le sue frecce acide nella faretra dietro alle spalle, e ha un mantello quantomeno 'interessante'. Non è sicuramente una delle migliori opere di Easley (almeno a mio gusto), però è anche vero che la stiamo vedendo attraverso una fotografia. Stampata sicuramente farà tutto un altro effetto
  13. per un essere umano... gli elfi so' tutti uguali... 😛
  14. immagino che ti riferisci a quello di Davide Bacco.... l'ho preso in pdf e mi sembra ben fatto. 🙂 Quello cartaceo non l'ho preso perchè tutto sommato i miei manuali ancora reggono bene... e tolta qualche partita con le piccole non lo utilizzo più per giocare... anche se ancora lo consulto per idee e spunti di gioco 😉
  15. Non devo difendere io l'operato di WotC, non essendo oggi neanche un loro cliente mi limito solo ad osservare certe dinamiche e a commentarle qui con voi, e al netto del fatto che negli anni ci sono stati grossi errori e che di geni e fenomeni in giro ne vedo veramente pochi un pò dappertutto, mi risulta molto difficile credere che non sapessero cosa stavano facendo con questo sondaggio. Puoi commettere errori nelle scelte strategiche, di analisi e di valutazione, ma di certo non su operazioni di tipo quasi quotidiano come i sondaggi. Non avevano bisogno di fare un sondaggio per sapere che ci sono tanti potenziali clienti che non sono più affezionati all'azienda e al marchio; basta farsi un giretto in rete per capirlo, non serve un sondaggio. Peraltro, faccio notare, che questo sondaggio è stato fatto su X, dove il suo attuale proprietario aveva, non molto tempo fa, criticato apertamente la WotC/Hasbro per la gestione di D&D e aveva per giunta minacciato di comprarsela... e X è un ambiente piuttosto polarizzato : tantissimi utenti aderiscono alla visione di Musk, e in tantissimi hanno abbandonato quel social proprio perchè in disaccordo con la sua visione... l'esito di questo sondaggio specifico su X era più che scontato. Sarebbe interessante se questo stesso sondaggio è stato fatto anche su qualche altra piattaforma social o meno, e che tipo di risultati ha portato. Consentirebbe di avere un quadro maggiormente definito per capire...

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