Tutti i contenuti pubblicati da willyrs
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, Chierico Umano Il mio piano fallisce miseramente: il mio avversario arretra a sua volta interrompendo il suo attacco e la sua ascia cade prepotentemente sulla mia spalla, lacerandomi la carne e arrivando fino all'osso. La mia vista inizia ad annebbiarsi. Le mie ginocchia cedono. Mi ritrovo faccia a terra, non sento più suoni, né odori, né il mio corpo a terra. Ho solo le forze per sussurrare una parola in mezzo al fango dell'arena: Fenrir..
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Confronto e gestione
Ma siamo sicuri che funzioni il tiro dadi? XD a me sta andando sempre male e gli ultimi 2d6 sono.. 6, 6, 5, 4, 5, 6, 7.. che sfiga
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, Chierico Umano Il duello contro Gaz al Dun si fa sempre più cruento: con la spada riesco a squarciargli parte del volto fino addirittura a vedere il suo malvagio sorriso attraverso la profonda ferita. Tutti sembrano stupiti della mia mossa, dandomi già per spacciato, e intorno al nostro combattimento si forma un silenzio che ha quasi del sacro. Ma il mio avversario reagisce velocemente: mi mira con un colpo di ascia dall'alto verso il basso che tento di schivare buttandomi addosso al mio avversario, cercando di colpirlo con il pugno chiuso sull'elsa della spada proprio sulla ferita, cercando di ampliarla e magari di rompergli qualche dente sperando così di farlo arretrare per non soffocare nel suo stesso sangue.
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Confronto e gestione
Entro nel discorso aiutare/ostacolare in ritardo xD la cosa più semplice secondo me è fare sempre il post senza tirare i dadi e poi è il master che tira.. però ci sono due punti negativi: 1- @Crees si dovrebbe fare la sbatta ogni volta di tirare i dadi per tutti solo per gestire qualche caso limite 2- tirare i propri dadi è sempre emozionante
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, Chierico Umano Il mio rivale si scaglia contro di me come un bue, ma sono pronto a contrastarlo: pianto i piedi sulla mia posizione e colpendo il suo scudo con la spalla cerco di bloccare la sua spinta. Sperando che il mio blocco lo colga di sorpresa, mi metto in posizione di attacco e tento il tutto per tutto. Aggiro velocemente il suo scudo come posso e cerco di colpirlo con un fendente obliquo.
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Confronto e gestione
@Crees una domanda: il guerriero mi sta effettivamente attaccando (e quindi posso usare le prese di Difendere) oppure si sta ancora solo avvicinando?
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Confronto e gestione
La mia vita è una menzogna
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Confronto e gestione
Si esatto, forse non mi sono spiegato benissimo
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Confronto e gestione
Figurati! Di solito quando una mossa non può essere fatta su se stessi c'è scritto "un alleato", tipo il mio miracolo cura ferite leggere! Ho appena visto la notifica di un'iscrizione, allora eri tu, grande! Purtroppo non ne ho più fatti per mancanza di tempo.. Mi piacerebbe postare qualche video di one shot un giorno domani ne registro una, se gli altri acconsentono la metto! (Potremmo anche organizzarne una noi volendo :P)
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Confronto e gestione
@Knefröd ho riletto il manuale per sicurezza e dice che è possibile anche difendere se stessi rinunciando ad attaccare direttamente! Cito: "Difendere se stessi è sicuramente un'opzione. Significa che rinunci a contrattaccare e ti concentri al massimo sul rimanere illeso"
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, Chierico Umano Pago il caro prezzo della mia sfrontatezza: finito con un piede bloccato nel fango, subisco un colpo sul volto da parte dello scudo del guerriero, che mi butta a terra dolorante seppur liberandomi dal fango. Credo che l'avversario non abbia capito le mie intenzioni dato che si è distratto per vantarsi con la folla che lo acclama, quindi forse posso ritentare alla prossima buona occasione. Dopo aver raccolto l'ascia, mi attende in piedi pensando che la mia fine sia già arrivata. Mi alzo in piedi tenendo la spada in posizione difensiva. "Vieni a prendermi se credi di aver già vinto! Il tuo Dio non può proteggerti per sempre. PER FENRIR HELDENHAMMER!!!"
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Confronto e gestione
@Marco NdC si, ripensandoci avrei anche potuto usare int, peccato per il tiro comunque pessimo ahah Per quanto riguarda la mossa di fine sessione ci può stare, dopo la mia mort..ehm, dopo il mio combattimento
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, Chierico Umano Il mio scarto non è sufficiente per schivare completamente la lancia del mio avversario, che cozza prepotentemente contro il mio scudo: decido di lasciarlo andare per evitare di essere troppo sbilanciato dal contraccolpo e rischiare di cadere. Tuttavia, fingo di cadere abbassandomi a terra e cercando di raccogliere del fango con la mano che prima reggeva lo scudo e lanciarlo sul volto del guerriero.
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, chierico umano La mia supplica sembra essere esaudita: un pensiero più alto di me mi suggerisce che la protezione del caos mi rende molto svantaggiato in caso di affronto diretto, quindi devo pensare in fretta a una strategia differente.. Mentre carico il mio avversario, questi mi attacca dalla distanza con la sua lancia: decido di scartare di lato anche se l'agilità non è il mio forte, sperando che la mancanza della mia armatura mi permetta di avere lo slancio necessario a non essere colpito dalla sua arma. Durante questa azione, osservo anche il suolo dell'arena per vedere se posso sfruttarlo a mio vantaggio.
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, chierico umano Arrivato nei pressi dell'arena, ripenso a quando Fenrir sconfisse in duello Vanargar per diventare il padre fondatore dei magli imperiali. Certo, c'è una grande differenza tra uno scontro barbaro fino alla morte e un onorevole duello tra nobili signori al primo sangue, tuttavia sento un'affinità nella mia situazione attuale con quella del mio dio che mi dona una forza d'animo inaspettata. Non posso peccare di desiderare di essere tuo pari in un duello, o Sommo. Tuttavia, infondi la tua forza nella mia arma perché io possa emulare almeno un'ombra delle tue gesta e se attraverso i miei occhi hai volto il tuo sguardo su questo Banthara, ti supplico di mostrarmi cosa può fare la tua benevolenza! Con questa piccola preghiera raccolgo spada e scudo sperando di fare breccia in quella che mi compare davanti come una massiccia posizione difensiva per tenermi alla larga. Non ho bisogno di darmi una carica adrenalinica come questo barbaro: mi è sufficiente socchiudere gli occhi per un istante e sentire il tocco del mio ciondolo sacro sulla pelle per essere pronto a far calare la giustizia su Gaz al Gun. Come i destrieri da guerra che ho accudito fin da giovane, carico con tutta la mia mole verso il nemico, con lo scudo in avanti e la spada tenuta in aria.
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, chierico umano Le parole dello stregone mi entrano nell'animo come un coltello: non immaginavo che la protezione del malvagio dio del Caos arrivasse a questo punto, sebbene siamo inoltrati nelle sue terre chissà di quanto. Gaz Al Gun mi osserva sorridendo, accogliendo la mia sfida: tutto sommato ho ottenuto quello che volevo, anche se la protezione divina imposta sopra al capo tribù è qualcosa con cui sarà arduo confrontarsi. Vedendo in che stato è ridotto la schiava, sono tentato di provare ad alleviare le sue sofferenze curando alcune delle sue ferite, ma temo che potrebbe essere considerato un affronto troppo grande che potrebbe causarle un danno ancora maggiore. Tieni duro, giovane ragazza. Farò di tutto per salvare anche te da questa situazione terribile! Tenendo lo sguardo fisso verso il capo tribù, mi rivolgo ancora ai guerrieri intorno a me: "Mi è concesso di conoscere le regole di questo duello?", mentre cerco di ricordarmi se tra gli scritti di Teclis si parlava anche di questo argomento. Dopo l'eventuale risposta, mi siedo sul terreno in quieta contemplazione con Fenrir per un paio d'ore, per chiedergli di concedermi dei Miracoli che mi aiuteranno per il combattimento.
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, Chierico Umano Mentre mi sovviene in mente lo scritto di Teclis il saggio, mi guardo intorno e riconosco chiaramente il capo tribù e lo stregone. Decido perciò di agire: il mio piano è convincere lo stregone che gli dei mi favoriscono. Per cominciare, mi muovo chinandomi in avanti e cercando di far uscire il ciondolo di Fenrir che ho attaccato al collo: un piccolo cerchio di ferro con all'interno il simbolo di Verità e Giustizia, una bilancia stilizzata. Che ci riesca o meno, pronuncio a gran voce la mia preghiera a Fenrir, cercando di farmi sentire da tutti i presenti: O Padre della Verità, maestro della Giustizia, incuti nel capo tribù la paura del tuo servo fuoco, perché sappia che è in te la Verità, che è in te la Giustizia, e che è in me la tua Spada Mortale. Dopo aver invocato il mio Dio, tengo lo sguardo fisso verso lo stregone: voglio essere certo che capisca che sono stato io a far fuggire come un codardo il capo dei suoi prodi guerrieri.
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Confronto e gestione
Uno dei doveri del master è quello di rendere ben chiari i pericoli, credo che il grassetto serva a quello
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Confronto e gestione
Auguri a tutti
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Confronto e gestione
Grazie delle info! ho provato a guardare e mi sa che non c'è proprio l'opzione di ricevere la mail ad ogni risposta, c'è solo quella giornaliera
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Nuovo gildano!
sì, vero che poi scrivendo è anche molto difficile capirsi ribadisco solo un'ultima cosa: l'illogicità del mondo di gioco di cui parli tu, deriverebbe dall'usare il contratto nel modo che hai descritto nella particolare ambientazione che usiamo qua, perchè si potrebbe benissimo creare un'altra ambientazione in cui quella situazione è normale. il mio punto era semplicemente questo Ammesso ciò, se una classe o una decisione di un giocatore cozza con tutto il resto non la si approva, come si fa del resto con qualsiasi altra cosa! "Essere fan dei personaggi" in effetti non azzecca molto con come ho messo la frase, era nel senso che se uno è troppo piu forte degli altri è doveroso intervenire perché altrimenti alla fine gioca solo lui, quindi risulta impossibile essere fan degli altri se non fanno niente Il mio primo post di gioco invece andava bene? Mi sa che ho cambiato tempo verbale a metà durante il flashback rileggendolo ahah
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Nuovo gildano!
Ahah sì ma l'ho capito il discorso e ho già detto che effettivamente si, si potrebbe abusarne. La risposta era per dire che nel nostro caso il problema non si pone, quindi amen Ho gia scritto invece svariate motivazioni sul perché qualcuno nonostante il suo potere potrebbe non poterlo fare Essere fan dei personaggi si, ma di tutti se uno è troppo più forte c'è da intervenire sicuramente! A quel punto si, vuol dire che la sua classe ha sicuramente qualcosa che non va!
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Confronto e gestione
Domanda tecnica: c'è un modo per ricevere le notifiche del sito via mail?
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Confronto e gestione
Grazie! ahah sì, un inizio col botto
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Cap.1, Un tempo di presagi.
Caronte, Chierico Umano Mentre il mal di testa sparisce e inizio a riprendere conoscenza, mi riaffiora alla mente il ricordo della battaglia.. É successo tutto così in fretta.. Troppo in fretta. Doveva essere un semplice giro di ricognizione, e invece si é trasformato in un massacro: chi attaccherebbe una squadra dell’esercito imperiale con tutta questa nebbia? La risposta é semplice ma inarrivabile: creature che non si affidano solamente alla vista. Cani. Cani enormi, da guerra. Dai latrati all’attacco erano passati solo una manciata di secondi e non c’era nemmeno stato il tempo di urlare ai soldati di portare gli scudi in basso a proteggere le gambe, per non essere azzoppati e finire così nelle braccia della morte. Una morte terribile, orrenda e dolorosa, derivante dalle fauci di un cane a cui probabilmente veniva negato il cibo da giorni. Del resto, perché sfamarlo quando la carne è ora servita su un piatto d’argento, dalla forma di un piccolo paesino e dal colore della bianca nebbia? Dopo l’iniziale carica dei cani, a cui sono sopravvissuto per il solo fatto di non occupare i posti più esterni del gruppo, i latrati si trasformarono in urla e dalle nebbie comparvero guerrieri dalle vesti primordiali: pelli e pellicce ad accompagnare un volto rosso sangue e una furia omicida negli occhi al pari dei loro terribili cani. La battaglia fu rapida. Anzi, forse non ci fu una battaglia: ricordo solo il mio martello vibrare nell’aria e devastare qualche osso, finché mi sono trovato circondato da un capannello di barbari, sfinito e col mio martello da guerra finito chissà dove. Ma non mi importa: se avessero deciso di uccidermi sarei morto in ogni caso, quindi tanto valeva tentare il tutto e per tutto. Visualizzato il mio avversario, ho recitato una breve preghiera a Fenrir che mi ha permesso -a posteri posso dirlo- di ingraziarmi i miei futuri aguzzini. Quale erano state le mie parole precise? “Oh Fenrir, invoco il tuo potere! Che si riversi nella mia armatura, così che la tua forza sia monito e terrore per la malevolenza del guerriero che mi sta dinanzi!” Sorrido ripensando alla mia preghiera: le fede in Fenrir non vacilla mai in me e mi permette di non abbattermi anche nelle situazioni più disperate. Cerco di muovermi e una fitta lancinante mi prende la spalla mentre il ricordo prosegue. Il guerriero si avvicina trionfante a me, quando il Miracolo di Fenrir gli incute un insensato timore della mia armatura: i suoi occhi si sbarrano, la bocca si apre ed inizia a urlare spaventato, attirando l’attenzione dei suoi compari che prima si allarmano e poi, osservandomi, si mettono a ridere con gusto. Mi ero messo a ridere anche io? Forse sì, pensando a quel momento come l’ultimo della mia vita, ben conscio che quell’azione era solo uno scherzo per celebrare il mio passaggio all’altra vita. Un altro dei guerrieri esce dal gruppo e si avvicina a me, mentre sto inginocchiato a terra senza fiato. Mentre si muove lentamente, prende il suo arco dalla schiena, poi una freccia. La incocca. Mira alla testa. Sorride. Muove l’arco accanto puntando alla mia spalla. Mi volto e noto che lo spallaccio lì è rotto e penzola lasciando carne scoperta. E l’ultima cosa che ricordo è lo scoccare della freccia e il dolore lancinante. Una volta rinvenuto, dolorante e in catene, mi guardo intorno cercando di ricordare le nozioni che ho studiato riguardo ai popoli del nord: la loro cultura, i loro usi e costumi, le loro regole… qualsiasi cosa che potrebbe darmi uno spunto per osservare meglio la situazione in cui mi trovo e provare a sfruttare un appiglio per smuovere le acque. Osservo i due barbari di guardia, il piccolo gruppetto lontano e i prigionieri, cercando anche di capire in che condizioni sono.