Stregonazzo

Circolo degli Antichi
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  • Compleanno 18 Luglio

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    «Ho mandato tre nostri stagisti da ognuno dei dieci assassini a presentare la nostra taglia e una fiche del Flamingo» riprende a parlare la voce di Angus, mentre sullo schermo compare una gigantesca fiche del Flamingo identica a quella trovata sul cadavere di Samuraibomb. Dopo alcuni secondi compaiono anche diversi dati tecnici e alcuni schemi: «La fiche è semplicemente uno sperimentale localizzatore GPS con lettori di dati biometrici, così sapremo dove si trovano i nostri giocatori e in che condizioni sono. Così sapremo tutto su di loro. Nello sfortunato caso in cui un giocatore morisse, il localizzatore continuerà a funzionare, mentre una squadra dei nostri corpi speciali andrà a osservare il fortunato o lo sfortunato che ha ucciso il giocatore.» uno schiocchio di dita «Un contratto o un proiettile, sarà voi decidere il destino dell'assassino che ha assassinato il vostro assassino.» «Gli stagisti avevano una telecamera sul capo, così da potervi fare osservare i giocatori.» «Avevano?» domanda la voce femminile curiosa. Una risatina poco virile «Alcuni dei giocatori sono piuttosto irruenti mia cara Paris.» aggiunge Angus «Vi presentano la nostra prima giocatrice: Viper, the Vipère rouge, Corinne Bertillon. Un'aristocratica francese che si annoiava della tipica vita da goldenkid. Non sottovalutatela, addirittura la stessa Interpol la assolda per lavori sporchi» Sullo schermo compare quello che sembra un'affollata piscina, forse di un albergo a sei stelle, forse di un raffinato centro benessere. Ci sono diverse persone in costume da bagno: uomini con i muscoli scolpiti, quasi degli dei greci; e donne in bikini uscite dall'ultima rivista di moda. Nell'angolo a destra dello schermo compare la scritta "Nizza - La plage solaire". La telecamera si muove lentamente tra questo spettacolo di pura bellezza e ricchezza europea avvicinandosi a un lettino su cui sdraiata a prendere il sole c'è un formosa donna dai lunghi capelli rossi che indossa un bikini azzurro. Un giovane sudaticcio in doppio petto le porge una cartellina e la fiche, la donna le accetta sorridendo e li manda via. Ritorna la voce di Angus: «La Viper entra nel team di Louis. Attento ragazzo, la nostra Bertillon non è chiamata la vipera per caso. Comunque il secondo giocatore ha solo un semplice soprannome: Shiva. Il tipico santone che uccide i ricchi per dare il pane ai poveri. Lavora per tutti e non ha morale» "Calcutta - Sprawl" - Ora sullo schermo compare quello che sembra un tempio pagano uscito da qualche peplum del secolo scorso. Un tempio illuminato dalla luce di numerosi ceri rossi e bianchi, sulle mura diversi arazzi e diverse statue. È inquadrata quella che sembra una gigantesca statua dorata alta più di due metri, rappresenta un uomo con sei braccia e tre occhi. Il solito corporativo appoggia la cartellina e la fiche ai suoi piedi, la statua muove solo la bocca. Il video è senza audio, ma compaiono i sottotitoli "Non conosco misericordia". Le luci delle candele si spengono e il video si interrompe «I nostri giovani avventurieri sono stati letteralmente spolpati vivi da un'orda di bambini affamati» risatina «Beh. Erano nel periodo di prova, quindi possiamo passare al terzo giocatore: James Rudolph Garfield.» "Night City - Lone Digger". Un gigantesco night affollato dove tutti i presenti sono i tipici freak che modificano il loro corpo a suon di congegni cibernetici per sembrare a degli animali. Uomini gatto, uomini cane, donne coniglietta, uomini squalo, uomini formica, donne tigre... C'è di tutto e di più. A un tavolo circondato da numerose "conigliette" e "gattine" seminude c'è un uomo con la camicia sbottonata, la sua testa sembra quella di un gatto arancione tigrato. Il povero stagista si avvicina tremolante e gli porge il solito, l'uomo fa una risata, butta a terra cartellina e fiche, si alza, si avvicina all'anonimo corporativo e letteralmente gli stritola il volto con la sola mano sinistra. «Povero Kim, povero Kim, terzo giorno di prova e finisci tra le grinfie di Garfield. Paris, lo hai scelto tu! Non sapevo avesti questi gusti... Particolari!» ennesima risatina «Numero quattro: Katyusha! La nostra bambina prodigio» Nessun video questa volta, solo l'immagine statica di una piccola bambina massimo dieci anni dai lunghi capelli bianchi come la neve e dagli occhi azzurri che indossa una divisa dell'esercito sovietico e che ha tra le mani un fucile. «Niente video questa volta! Il nostro ex esperimento fallito dei Sovietici ha ridotto male, ma molto male i nostri dipendenti. Abbiamo trovato le loro ossa disposte in modo da formare la parola "да" (Sì).» una serie di sospiri «Calma Mister Rosenthal, calma. È nella tua squadra. Ah, il tuo vizietto, quante volte abbiamo dovuto pagare i migliori avvocati per evitare di farti rinchiudere in un iso-cubo in compagnia di qualche booster dei Blackhawks.» Risata generale. Angus riprende la parola «Tocca a Ronin. Jimyouin Satake del clan Satake. Samurai cibernetico. Anche qui nessun video.» infatti sullo schermo compare un foto in bianco e nera di un comune uomo giapponese in abiti tradizionali successivamente diversi dati biometrici «Anche qui la reazione è stata piuttosto truculenta. Abbiamo mandato tre uomini ce li hanno restuiti divisi a metà. Precisione millimetrica. Non mettetevi contro i Satake se non volete essere torturati da maledetti ninja!» «Sesto giocatore. Jack O'Connell o semplicemente Gentleman Jack. Ex SAS che si è riciclato come killer prezzolato.» "Londra - Notting Hill". Fermata di un autobus, c'è solo un uomo che indossa un completo nero, la bombetta e un paio di baffoni neri come la pece usciti dal 1800. L'uomo si appoggia a un arcaico ombrello grigio e accetta sorridendo la fiche e la cartellina, per poi alzare l'ombrello sopra la testa e muoverlo come fosse un fucile a canne ozze. A pochi passi da lui cade morto con una specie di stiletto conficcato sul petto un piccione grigio. «Ottima presentazione» commenta Angus «Ora tocca un bel cowboy! Ferdinand Richard Keaton conosciuto anche come il Burattinaio. Niente video miei cari amici, il nostro cowboy è riuscito a riciclare dei vecchi burattini - robot di una fabbrica di giocattoli dispersa nelle rovine di Los Angeles. Questi simpatici burattini hanno scorticato i nostri dipendenti, ficcati in dei costumi e fatti danzare sulle note delle colonna sonora di Pinocchio. Comunque ha accettato. Mister Rosenthal, ancora tu, vuoi farti amico Katyusha con un burattino? No, questa volta è il nostro Trenton che si becca il cowboy» «Un'altra donzella. Aveste Mako - Pazuzu. Una peshmerga incubo dell'esercito turco e di quello siriano, che stranamente ha accettato l'incarico.» "Turchia - Lago Van (o quello che ne resta)" - I poveri dipendenti della Petrochem si trovano in pieno deserto nel letto di un gigantesco lago prosciugato. La telecamera guarda in alto sembra che sopra i tre stia svolazzando una specie di gigantesco avvoltoio, che decide di planare su uno dei tre. Il volatile troppo cresciuto è una donna che indossa una vecchia divisa dell'esercito turco rattoppata, un casco da motociclista e soprattutto delle strane ali cibernetiche. La donna ha ficcato un monolama nella gola del povero uomo e lanciato una seconda monolama ficcandola nel cuore del secondo dipendente. «Amici miei. Pazuzu la prendo io. Numero nove è Athena.» "Grecia - Anafi" - I tre si trovano in quello che sembrano le rovine di un vecchio tempio greco e sono accolti da una gigantesca donna dai lunghissimi capelli neri che indossa una strana armatura argentata. La donna strappa di mano del povero corporativo la cartellina e la fiche, ricambia conficcandogli una spada in pieno petto. Questa volta non parla Angus, ma è la voce del vecchio texano Trenton Parker: «Okay, abbiamo Wonder Woman, la donna volante, il samurai, la bambina e l'uomo gatto. Questo gruppo di cyberpsicotici ritardati è affidabile oppure ci stai prendendo in giro Angus. Sarò all'antica, ma ai miei tempi gli assassini indossavano l'abito di sera, bevevano Martini e utilizzavano pistole silenziate.» «Sei vecchio mio caro papi. V-E-C-C-H-I-O» scandisce la voce femminile «Oggi l'aspetto conta.» «Concludiamo la nostra carrellata con Eirik Lunder Finne o Faeranduil. Un ecoterrorista norvegese di cui abbiamo solo una foto.» sullo schermo compare uno snello uomo pallido dai lunghi capelli bianchi e dagli occhi e le orecchie modificate ciberneticamente in modo da sembrare un elfo uscito da qualche romanzo fantasy. «Perché niente video? I nostri uomini si sono beccati una freccia in ogni occhio e nel cuore, inoltre gli sono stati strappati tutti gli impianti cibernetici e infine sono stati dati in pasto a un branco di lupi. Non necessariamente in quest'ordine.» L'ennesima risatina di Angus mentre sullo schermo compare la fiche rotante del Flamingo come all'inizio: «Allora queste sono le squadre: Pazuzu e Faeranduil per me; Gentleman Jack e Shiva per Paris; Viper e Ronin per Louis; Katusya e Garfield per Rosenthal; Il burattinaio e Athena per Trenton. Che inizino ufficialmente i giochi! Un'ultima cosa sembra che molti cercano la Malvezzi e il suo amante, un delinquente sovietico, un certo Arsen o come si chiama. Cinesi, europei, russi, cubani tutti sono interessati alla loro testa, ho attivato alcune nostre vecchie gole profonde che saranno in contatto continuo con noi» Il video si conclude, Guadalupe rimane silente.
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    Guadalupe prende il chip e commenta sorridendo: «Ottimo! Non dovrò rischiare di bruciarmi il cervello! Siete grandi ragazzi». Entrate nel suo ufficio e Guadalupe si rintana nella sala blindata, dove potrà accomodarsi alla poltroncina e collegarsi alla rete. Aspettate un paio di minuti nella totale oscurità, finché si accendono diversi faretti che proiettano un chiara luce azzurra e si attivano diversi proiettori olografici sul pavimento che creano una trasparente scrivania ovale con un monitor al centro e diverse sedie attorno. Seduta a una delle sedie c'è Guadalupe, o precisamente il suo ologramma; su un'altra c'è un manichino con scritto sul petto "Daniel". «Recuperate qualche sedia!» la voce di Guadalupe risuona dagli altoparlanti. Recuperate tra le scrivanie e tra i tanti componenti per terminali, computer e cyberdesk due piccole sedie pieghevoli in materiale sintetico, molto leggere e... fragili. «Diamo inizio allo spettacolo!» commenta Guadalupe. I faretti ora proiettano una luce fucsia e sentite diversi scricchioli provenire dalla vostra destra, infatti sulla parete si è aperto uno scomparto che rivela un bel monitor da trenta pollici. Schermo nero, nell'angolo a destra compare la scritta "Loading file". Dopo alcuni secondi compare una gigantesca fiche con il logo del casinò Flamingo, che ruota su se stessa. L'immagine sembra essere in loop. Alcuni minuti di fiche in loop e iniziate a temere di essere stati truffati, addirittura di aver infettato Guadalupe. Sentite una voce maschile carismatica e giovane, un ottimo inglese ma il tipico accento australiano. «Sono molto lieto della vostra presenza miei cari amici.» «Angus. Taglia corto.» interrompe una seconda voce maschile più anziana, più burbera, scocciata, accento puro del Texas «Cosa vuoi? Perché questa riunione di emergenza» «Mio caro Trenton» ritorna la voce australiana con un forte tono adulatorio «voglio risolvere una volta per tutte quel problemino della stazione e ho deciso di riunirci qui al Flamingo, amministrato diligentemente dal nostro Mister Rosenthal, per poter illustrare la mia innovativa soluzione.» «Per prima cosa il Flamingo è mio! mister succhia c**** e pippa synthcocaina è solo un f***** firmacarte. Se questa è la tua soluzione, Angus, già non mi piace! Poi la mezzasega non centra nulla con la stazione, perché è qui? Non poteva stare in bagno a pippare e a suc... (diverse oscenità)» risponde una terza voce maschile, irata, molto giovane, anche lui dal forte accento texano. «Come ti permetti ragazzino!» risponde una quarta voce maschile, matura, ma molto, molto timorosa «Se non fosse per me il Flamingo avrebbe già chiuso da secoli!» «Che noia!» interrompe una voce femminile, molto giovane e annoiata «Angus esponi la tua grande soluzione, che così me ne vado, ho tante cose da fare.» «Giusto Paris» ritorna la voce australiana «La saggezza delle donne. Se non fosse per loro... Se non fosse per loro, miei cari amici!» si schiarisce la voce «Vi espongo la mia soluzione: una gara tra noi cinque, il vincitore si becca tutto. Forse è meglio entrare nei dettagli...» Lo schermo diventa nero per pochissimi secondi, poi compare la foto di Milena Malvezzi, successivamente una sua scheda con tutti i suoi dati anagrafici e biometrici. Niente di nuovo. «Questa bella donna è la dottoressa Milena Malvezzi. Ha lavorato anni fa ad un progetto tanto cara alla nostra Ellen. Riassumo brevemente: il progetto era finalizzato a creare un magico elisir di giovinezza per la nostra Ellen, però è andato qualcosa storto e per storto intendo un laboratorio che si trasforma in un incubo lovercraftiano con mostri biogenetici, morti viventi e pezzi del personale sparsi per i corridoio, mancavano solo i Grandi Antichi, miei cari amici» una risatina gonfia di sarcasmo «Vi dico solo che Ellen ha autorizzato per la terza volta nei suoi novanta anni di vita l'utilizzo di una mini-testata nucleare tattica per cancellare tutto. La dottoressa Malvezzi è stata licenziata con una buona uscita e oggi lavora per chiunque finanzi le sue ricerche.» «Allora?» domanda la voce adulta dall'accento texano «Che centra questa dottoressa con la stazione?» «Trenton, non essere impaziente, ho tagliato già molte cose per evitare di annoiarvi e soprattutto farvi perdere l'attenzione necessaria» commenta sarcastico l'australiano «Ho messo una taglia di centocinquanta milioni di eurodollari sulla sua testa, ho assodato dieci dei migliori assassini al mondo. Ognuno di noi cinque sceglierà una coppia e la guiderà, la coppia che porterà la testa della dottoressa vince, il caposquadra si becca la stazione. Niente problemi, niente lotte tra di noi, nessuna coltellata alle spalle. Una competizione leale e onesta. Il vincitore si becca tutto. Che ve ne pare?» Sentite diversi mugoli di assenso, la voce giovane femminile «Ci sto. Sarà divertente.», l'adulto texano aggiunge «Perché tutto questo? Perché questa donna? Angus, perché?» Una piccola risatina «Per il puro divertimento! La Malvezzi non mi ha fatto niente, ma deve morire per evitare che noi quattro, anzi noi cinque ci uccidessimo a vicenda. Il ciclo cosmico, il cerchio della vita, la selezione naturale» una seconda risatina «Ora presentiamo i nostri dieci candidati. Le regole per la scelta sono le stesse di quello del fantafootball estremo» Compare il segno di pausa sullo schermo e i faretti proiettano di nuovo una luce azzurra. «Forse è meglio che riveli l'identità delle voci» commenta seria Guadalupe. Al centro della scrivania compare l'ologramma di uno uomo giovane dai capelli corti biondi, gli occhiali da sole a specchio, il completino corporativo a cinque zeri e un sorriso machiavellico. «Angus Youngblood. Uno dei maggiori azionisti della Petrochem: australiano, giovanissimo, un vero falco della finanza che ha scalato i ranghi della Petrochem a suon di speculazioni, operazioni finanziarie e omicidi mirati. È il delfino di Ellen Trieste» Ora compare l'ologramma di un anziana signora a rotelle, vecchia, dai capelli bianchi, piena di rughe «Ellen Trieste l'azionista di maggioranza, la regina della Petrochem. Novanta anni. Vive ritirata in una stanza sterile di una gigantesca villa ad Anchorage, Alaska. Teme la vecchiaia, la morte, i germi e il futuro della sua Petrochem. È assente in questa riunione e sembra non sapere nulla di questa macabra gara.» La vecchia scompare ed è sostituita da un trio di persone: un omaccione in doppiopetto che indossa un gigantesco cappello da cowboy; un giovane in doppiopetto dai capelli rasati; una donna dai lunghi capelli biondi, dal vestitino a sei zeri e dal trucco da cinque zeri, che tiene in braccio un brutto chihuahua modificato ciberneticamente. «Ecco a voi la famiglia Parker!» commenta Guadalupe con un'anomala vena di sarcasmo «Trenton Parker, fondatore della Petrochem è secondo maggiore azionista. Lui e Ellen si contendono la compagnia. Il ragazzo è Louis Trenton Parker III, secondogenito di Trenton. Vuole seguire le orme del padre, vuole la Petrochem, ed è pronto a tutto. La ragazzina è Paris Parker, figlia prediletta di Trenton. Una bimbetta viziata, che pur avendo un bel portafoglio gonfio di azioni Petrochem, preferisce passare il tempo a fare shopping e a coccolare quel mostriciattolo.» Alcuni minuti di silenzio «Rosenthal o precisamente Theodore Rosenthal è davvero un semplice prestanome. Amministra il Flamingo per conto di Louis.» «Il video dura altri dieci minuti ed è la presentazione dei magnifici dieci. Vado avanti?» domanda Guadalupe. «Ah, non so nulla di questa stazione.» La taglia di Arsen è di un milione di eurodollari e di rubli sovietici. La Petrochem ne sborsa centocinquanta per la testa della Malvezzi. Quelli dell'Interpol sono proprio dei taccagni! Jonathan T.N.T.
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    Vi recate nel ristorante suggerito da Jonathan facendo una bella passeggiata sotto il sole caldo, tra la folla di corporativi in doppiopetto o locali che indossano i tipici abiti locali color avorio, occhiali da sole a specchio all'ultimo grido e giganteschi rolex d'oro al polso. La guardia monarchica non è assente che siano droni o camionette con tizi armati di tutto punto, essi controllano tutti e tutto. Guadalupe è abbastanza silenziosa preferisce indossare un paio di classici (e normali) occhiali da sole e soprattutto non fare domande sull'assenza di Daniel; T.N.T. al contrario lancia quella che sembra una pallina di carta all'interno di un veloce decappottabile rossa. Entrate nel ristorante, abbastanza vuoto dato l'orario. Riempite i vostri stomaci e conoscete meglio la vostra cowgirl: Guadalupe Martinez è nata circa ventidue anni fa a Città del Messico, fortunatamente suo padre è uno dei maggiori azionisti di una subholding locale della Trauma Team e sua madre una famosa cardiochirurga. Pur essendo cresciuta in una delle città più popolose (e povere) del Messico e vissuta letteralmente nella bambagia, ha potuto frequentare le migliori scuole con ottimi risultati e addirittura fare la modella. L'esercito messicano le aveva proposto di entrare nel suo corpo di "guerrieri cibernetici", ma ha deciso di viaggiare il mondo accettando l'offerta di Lauren. Non avrà uno stipendio mensile di sei zeri e vive in un piccolo monolocale nella zona diplomatica, però si sta divertendo. Ama dipingere e va matta per la cucina cinese. Dopo il pranzo tornate alla casa base e durante questi passi pensate alla mattina trascorsa. Avete tanti luoghi segnati sulla mappa: da una palestra frequentata da booster europei gonfi di droghe e steroidi fino a un probabile fortezza - bunker segreto gestito dai russi o dallo stesso Arsen nel bel mezzo dello sprawl. Non sapete dove si trova Arsen, non siete riusciti a trovare nessun suo contatto. Avete una lista di luoghi. Sfruttare il pomeriggio a raccogliere altre informazioni? Sfruttare il database decriptato da Bashir? E se Arsen si fosse rintanato in qualche bunker - fortezza circondato da tiziacci armati, cosa fare? Un assalto in piena regola? Avete già perso Daniel durante le vostre scorribande. Non dimentichiamo i mercenari nelle loro tutine attillate e con la loro tendenza alla strage; oppure gli Xango guidati dai corporativi della SovOil. Lauren poi è scomparsa e vi ha lasciato una bella patata bollente. Sono le tre e un quarto e avete varcato l'ingresso delle Red Foxes.
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    «State giocando con i bambini grandi» commenta Sam alle vostre parole sulla Petrochem e sul samurai. T.N.T. State all'ingresso. Judith sta seduta alla scrivania della reception, silente, non vi degna di uno sguardo concentrata a lavorare al piccolo terminale. Dopo alcuni minuti di attesa, compare improvvisamente Guadalupe che indossa un cheongsam di buona fattura color rosso fuoco con diverse farfalle disegnate che mutano colore, dal bianco al viola. Un forte profumo di lavanda segue il suo arrivo; capelli ordinati e viola, rasati su un lato e tirati dall'altro; sorriso sul volto splendente e passo sicuro. «Allora... Dove andiamo di bello?» domanda a Jonathan Note T.N.T.
  5. DnD tutte le edizioni

    Quanta innocenza in questa ambientazione! Si vede proprio che è stata pubblicata nel 1992.
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    Sam si abbassa e prende da sotto il bancone diversi attrezzi tra cui una strana pistola in poliestere e del classicissimo ago e filo. «La giacca» dice schioccando le dita della mano non cibernetica. T.N.T si toglie la giacca e la inserisce nel cassetto, mentre Sam domanda: «Per clan e famiglia spero per voi non intendiate gruppo di samurai cromati o fott****** super assassini di Okinawa, giusto? Per intenderci il tipico esercito privato di ogni azionista della Arasaka, o della Finch o della Mitsubishi. Perché sarà molto difficile piazzare quel gioiellino e molto probabilmente» afferra il sigaro con la mano cibernetica «Qualche fott****** ninja del c**** è già stato inviato a recuperare la spada... e» con forza spezza il sigaro in due parti «vendicare l'onore del proprietario della spada.» Jonathan inizia ad avviarsi verso il poligono, mentre Sam dice: «Asamlesh è tornato stamane e sta lì dentro da più di due ore. Come sempre» T.N.T. Jonathan
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    «Scaricare?» Sam tocca alcuni pulsanti sul monitor «Fammi vedere? Ah, c'è solo Asmalesh! Prima c'erano anche Norah con due poppanti mai visti prima. Aveva chiesto la sala per valutarli, mah... Non li ho visti andare via, mah....» si gratta dubbioso il retro del capo «Fatemi vedere questo gioiellino» Aprite il cassetto del bancone e infilate la monokatana ancora avvolta in uno straccio raccolto chissà dove (e quando) da Daniel. «Per chi mi hai preso, ragazzo? Un fo***** fabbro di Okinawa?» commenta mentre tira il cassetto, lo apre e afferra la monokatana, però nel momento in cui toglie lo straccio sul suo volto si forma un'espressione sorpresa ed esclama: «Per la barba di Lucifero e di suo nonno! Questa è fot******issima me*** artigianale! Tutta me*** fatta su misura!» da una piccola scatolina metallica prende un paio di occhiali da sole, sicuramente occhiali intelligenti, li indossa e osserva con attenzione prima la lama e poi il manico: «Questa taglia l'acciaio come fosse burro! Ventagli? Tanti ventagli? Sapete cosa significano?» Fa alcuni passi e appoggia la monokatana e gli occhiali sopra a una scrivania dietro di lui e dandovi le spalle commenta «Sono sicuro che questo non è un regalo per il buon Sam. Volete che indaghi su questa arma o minimo dargli un valore.» torna al bancone «Dovrò smontare il manico, perché all'interno sicuramente ci sarà un microcomputer con localizzatore incorporato. Serratura con combinazione, quindi dovrò perdere minimo una mezz'oretta e forse chiedere a qualche tecnico o a qualche cowboy un aiuto.» spegne il sigaro in un piccolo portacenere a forma di conchiglia e osserva Jonathan «Ragazzo. Sai che il grande capo non vuole che voi vendiate privatamente la roba che raccogliete, quindi in teoria non dovrei darti questo consiglio. Metti la spada all'asta e guadagnerai tra i cinquemila e i diecimila eurodollari.» Poi si sofferma su T.N.T. «Ragazzone. Questo non è un negozio d'alta moda per corporativi, quindi non vendo e acquisto giacche o colbacchi. Però posso dare uno sguardo e fare qualche riparazione, mettere qualche toppa...» si guarda attorno «Merda! Ho lasciato gli occhiali sulla scrivania.» scuote la testa «Comunque non vedo danni gravi. Un dieci minuti e tornerà come nuova.» Jonathan
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    Abbandonate l'infermeria e vi dirigete verso l'armeria, potete iniziare a percepire il sordo rumore dei proiettili, quindi sicuramente qualcuno sta usando il poligono di tiro vicino. Entrate nell'armeria ad aspettarvi dietro al bancone (e non dimentichiamo, dietro alla rete e alla porta blindata) c'è il buon Sam, seduto sta fumando quello che sembra un comunissimo sigaro sintetico e sta guardando un piccolo monitor. Appena vi vede Sam si alza dalla sedia e tenendo il sigaro con la mano cibernetica vi accoglie allegramente: «Oh... Oh... I nostri cattivi ragazzi tornati subito al nido? » si sofferma su di voi come cercando qualcosa o qualcuno «Avete lasciato Bryce in macchina? Con questo sole?» commenta mentre rimette il sigaro in bocca e aspira un falso, sintetico e leggermente brutto tabacco artificiale. «Quindi avete usato tutti i vostri proiettili? Ah, fortunati. Io e la mia squadra abbiamo resistito per ben quindici giorni a San Carlos. Ogni proiettile sprecato era un chiodo sulla nostra tomba.» Jonathan Note:
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    T.N.T. Matubo si avvicina a T.N.T. «Faccia vedere le ferite. Si spogli.» controllino e pulitura, una spruzzatura di spray dermale e infine due parole «Ferite superficiali. Niente schegge. Basta una giornata di riposo.» Dopo una mezza dozzina di minuti ritorna il dottor Vogel con tra le mani dell'arcaica carta bucherellata ai lati: «State ancora qua?» domanda il dottore per poi prendere dalla tasca destra del camice le bustine di prima e appoggiarle sulla scrivania: «Tagliamo la testa al toro» prende la bustina con i flaconcini con all'interno il liquido verdastro e sopra l'etichetta in caratteri cinesi: «Ecco a voi la neurotossina di Arsen. Quel miscuglio di tetrodossina e saxtossina che gli piace tanto.», poi vi mostra la bustina con le pasticche verdi a forma di rombo «Pasticche di Jazz, tagliate pure male. Ti fanno sentire sicuro di te, e migliorano i riflessi. La puoi trovare in qualsiasi farmacia, costa pure abbastanza, credo circa cento eurodollari a bustina.» infine Vogel prende la seconda bustina con dei flaconcini, ma con all'interno un liquido trasparente: «Classica endomorfina. Antidolorifico.» sventola i fogli «Questo è il rapporto dell'analizzatore chimico se vi interessa» Sono le due e mezza. Avete un leggero languorino. Jonathan Jonathan - Tiri di dado Jonathan - Note
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    Prima di cambiare stanza il dottor Vogel risponde a T.N.T. con il suo tono leggermente sarcastico: «Non so. Lei ha mille pubblicazioni ed è contesa da due megacorporazioni. Io faccio da babysitter a bambini cresciuti che giocano ad ammazzarsi a vicenda.» si massaggia il mento per poi affermare con tono serio «Mia semplice opinione? No, troppo, ma troppo complicato. La Malvezzi sta vendendo fumo e se continuerà così, si brucerà» poi si avvicina a Jonathan e afferra le diverse bustine, le osserva attentamente commentando «Sicuramente la polverina è cocaina sintetica, comunque ho lo scanner nella sala dei serbatoi. Dieci minuti, massimo un quarto d'ora e ti darò i risultati.» Il dottor Vogel si avvicina alla porta, ma alle parole di T.N.T. si volta verso di lui facendo spallucce: «Non deve farsi medicare? Comunque mi segua e dia anche lei uno sguardo. Tanto cosa può succedere? Mette microspia in serbatoio e vende i tremendi segreti delle Red Foxes al Politburo?» poi fissando Jonathan caccia un sorriso da sornione «Maria Carmen Guadalupe Martinez. Triplo nome e cognome. Sì... È single. Inutile che me lo chiedi, claro?» conclude imitando un accento spagnoleggiante. Jonathan T.N.T. T.N.T. - Tiri di dado:
  11. Allora @Latarius @Fiore di Loto Daniel possiede - possedeva la monokatana di samuraibomb Samuel "Sam" Sarren colui che si occupa di ordinare, riparare, controllare, modificare le diverse armi; un ex veterano delle guerre centro americane che gli hanno lasciato come ricordo un braccio e una gamba cibernetiche, una lunga serie di aneddoti sulla guerra, un disturbo post traumatico da stress curato con diverse droghe, e un bravura nell'usare pistole, fucili e bombe
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    «Hekmatyar... Ovvio che ti conosco bene, come tutti i miei pazienti...» poi voltandosi di scatto verso T.N.T. commenta in tono sarcastico «La vecchia scuola comica sovietica, la mia preferita... Davvero, non sto scherzando» «Ho dato uno sguardo al rapporto inviato da Martinez» dice il dottor Vogel mentre a passo svelto scendete le scale che conducono all'infermeria «Teoricamente questo progetto finale funziona... Teoricamente!» sottolinea con forza. «Prendiamo un soldato addestrato, lo riempiamo di diversi congegni cibernetici e soprattutto lavoriamo sul cervello, inibisco alcune parti, anzi glielo spengo lentamente, non lo faccio morire cerebralmente perché mi serva che respira, ma molto probabilmente rischio di ridurlo allo stato vegetativo. Devo risolvere solo due problemi:» mentre con la mano fa il segno del due «Evitare la morte di quelle poche cellule ancora non cromate e soprattutto rendere autonomo il mio soldato cromato. Quindi devo modificare di nuovo il cervello, però evitare nuovi congegni... Imprinting.» si volta e si tocca la tempia con l'indice «Ficco nel suo cervello tutto quello che deve sapere un supersoldato vegetale con la bava alla bocca e i congegni arrugginiti. Biotecnologia, impianto di nuovi tessuti cerebrali, il vecchio e caro elettroshock. Tento di trasformare quel poco che rimane del suo cervello in una sorta di computer digitale; non parliamo più di esseri umani, ma di intelligenze artificiali di carne.» Arrivate a pochi passi dall'infermeria, Vogel aumenta il passo «Sfocio nella filosofia, però sono abbastanza certo che a stento di qualche scoperta da premio Nobel o premio Pepsi non sono riusciti a ricavare molto. Devono lavorare su animali o su uomini privi di qualsiasi congegno cibernetico, quindi i congegni portano dei problemi, fosse il collasso del cervello oppure è impossibile annullare totalmente la cyberpsicosi. Inoltre ho bisogno di materiale non solo umano: serbatoi criogenici di ultima generazione, droghe speciali difficili da trovare sul mercato, software adatto per riprogrammare il cervello delle mie cavie. Devo fare tutto segretamente e lontano da occhi indiscreti, perché sto infrangendo una quarantina di leggi.» Vogel spalanca le porte dell'infermeria, all'interno c'è solo Matubo l'assistente: «Le condizioni di Bryce?» domanda severo Vogel strappando dalle mani del povero assistente il piccolo computer portatile a forma di taccuino per poi avviarsi verso la stanza sulla destra borbottando, ma prima di spalancare una nuova porta si volta verso Matubo «Controlla le condizioni dei nostri eroi. Abbiamo solo due serbatoi criogenici liberi e non sei stato capace di aggiustare quello rotto. Il mangia-gelati è meglio che lo ripari entro stasera o farò preparare le brandine.» Il dottor Vogel scompare dalla vostra vista entrando nella stanza sulla destra, mentre Matubo prende da sopra la scrivania un piccolo kit medico «Dove siete stati feriti?»
  13. Ho deciso di mettere Daniel leggermente fuori gioco, così da non intaccare il personaggio in caso di un ritorno allo status di giocatore attivo ed evitare di snaturarlo.
  14. Altro GdR

    Scendete dal veicolo e leggermente sorpresi ad accogliervi nell'hangar non è Lauren, Kyu o qualche altro tecnico - avvita bulloni. È la cara Judith, la vecchia segretaria - tutto fare - colei che accoglie i visitatori e i clienti alla reception. Judith ha tra le mani un vecchio porta-blocco azzurro e sta scrivendo qualcosa sopra. e alza lo sguardo da lì solo quando siete scesi tutti e tre per poi dire con la solita espressione annoiata e con l'altrettanto solito tono di voce scocciato: «Buongiorno squadra. La signora Gallagher non è nel suo ufficio e tornerà solo nel tardo pomeriggio. Avete bisogno di qualcosa?» Daniel, pallido in volto e leggermente tremolante, dice un debolissimo: «Sì...» per poi cadere a terra privo di sensi. Potete osservare come sul fianco dove ha ricevuto la ferita si è formato un brutto, grosso e poco simpatico alone rosso. Judith terrorizzata, sbianca letteralmente e con gli occhi sgranati corre verso l'interfono: «Dottor Vogel. Salga nell'hangar. Daniel ha perso i sensi» Nemmeno il tempo di battere le palpebre e fare qualsiasi cosa che entrano correndo nell'hangar il dottor Vogel e i suoi due assistenti, i due spilungoni di colore dai capelli rasati. Uno di loro ha una barella. Vogel posiziona Daniel nella posizione laterale di sicurezza e inizia a controllare le sue condizioni, si volta solo per un secondo verso di voi per dire irato: «Scomparite per sole otto ore e non solo mi trovo addebitato sul mio conto le vostre scorribande, ma mi state quasi per uccidere Bryce. Hekmatyar, perché non sono meravigliato di tutto ciò?» Daniel riprende i sensi e sta per dire qualcosa. Vogel lo zittisce: «Bryce. Non è ora di parlare.» dice con un tono stranamente paterno, poi si rivolge ai suoi assistenti «Portatelo in infermeria, somministrategli 2ml di Dopoxanin. Non è niente di grave, un po' di riposo e tornerà a scorrazzare come sempre.»