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Colombo-bt è stato chiuso?


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Ho provato ad accedere al noto motore di ricerca di torrent italiani ed è apparsa questa frase "Access denied in execution of an Italian Court Authority injunction"

Sembra che alla fine anche questo forum sia stato chiuso per motivi di illegalità, anche se le notizie sono ancora frammentarie e non c'è nulla di confermato (qualcuno si crede sia un attacco hacker)

Qui quello che si sa fin'ora

Se la notizia viene confermata sarà successo quello che da tempo si sta discutendo su The Pirate Bay, cioè la chiusura di un sito per la presenza di file torrent al suo interno (è da notare che i siti non ospitano alcun file illegale, ma solo dei file che rimandano a torrenti di dati in cui si scambia materiale protetto da copyright e non)

Ultimamente ho notato che si tende a colpevolizzare un sito che offre un servizio che "malintenzionati" sfruttano per i propri scopi. Capisco che siti che ci guadagnano (tipo ebay, multato per la merce contraffatta venduta tramite la piattaforma) debbano fornire una specie di controllo, ma siti gratuiti che vivo di passione e donazioni non capisco come potrebbero sostenere il costo di controlli accurati :sleep:

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Allora, da quanto si è capito la GdF ha fatto una visita ad un Admin del forum, e per evitare problemi lo staff ha deciso di chiudere Colombo. Quindi nessun sequestro della GdF (i tracker vanno ma non esiste più il forum) ma Colombo è morto. Non si sa se verrà resuscitato più avanti, ma per ora lo staff ha deciso di non spostarsi su altri lidi ma di attendere

Riporto l'intervento da parte dello staff (riportato qua)

Un paio di precisazioni:

1. Gli utenti e i releaser non rischiano NULLA quindi basta con questa crisi da panico, i vip releaser e i moderatori sono già stati informati e sono anche loro "al sicuro"

2. Evitate di fare congetture (vero sharky?) le voci di corridoio NON servono a nessuno, se ci sarà qualche comunicato sarà lo STAFF di colombo a rilasciarlo, fino ad allora basta mezze frasi che possono solo danneggiare l'immagine di alcune persone

3. Al momento NON esiste nessun forum di supporto, non sappiamo neanche se crearlo dato che ci sono altre cose più urgenti da fare e se per caso vedete forum strani con il nome di COLOMBO NON registratevi e NON donate niente perché non siamo noi

4. I torrent di colombo potete tenerli online senza problemi infatti i server non sono stati sequestrati e la guardia di finanza non si interessa ai peer connessi (stiamo parlando di quasi 500.000 peer connessi al tracker di colombo nei momenti di maggior punta). Il download funziona tramite DHT quindi tenete i torrent in up senza preoccuparvi inutilmente

5. Se volete parlare con i mod di colombo o tenervi in contatto tra di voi potete usare skype basta usare questo topic.

6. Colombo ha chiuso niente fake o altro, i motivi e la situazione ve la spiegherà lo staff quando il polverone sarà passato, al momento è inutile fare supposizioni o dire "ve l'avevo detto" la filosofia di colombo è stata questa e ******* al resto.

7. Al momento non è previsto nessun progetto di nuova board, la situazione è grave e dobbiamo prima renderci conto dei danni e poi vedere cosa fare...

Colombo con la sua filosofia ha "contagiato" molte persone che sono diventate releaser o semplici utenti che hanno acquisito una maggiore consapevolezza di cosa sia il p2p (e non mi riferisco a tutti gli avvoltoi che sono spuntati ora per il web) spero con tutto il cuore che la situazione possa risolversi per il meglio...

un abbraccio a tutti gli utenti di colombo e quelli di tnt per l'ospitalità

Ness1 ex-mod globale e fiero pirata

Su TNT vi è una topic dedicato solo agli interventi dello staff di colombo per fornire informazioni ufficiali (link qua)

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Ultimamente ho notato che si tende a colpevolizzare un sito che offre un servizio che "malintenzionati" sfruttano per i propri scopi. Capisco che siti che ci guadagnano (tipo ebay, multato per la merce contraffatta venduta tramite la piattaforma) debbano fornire una specie di controllo, ma siti gratuiti che vivo di passione e donazioni non capisco come potrebbero sostenere il costo di controlli accurati :sleep:

In generale, pur non ospitando alcun file ma fornendo solo il servizio di tracking o di motore di ricerca, non possono affermare che "non sapevamo ci fossero malintenzionati". Resta da stabilire, sempre in generale, se visto che sono a conoscenza di illeciti, sia un loro esplicito dovere segnalare abusi alle autorità. Ne avrebbero i mezzi, probabilmente; non ne avrebbero l'interesse, è ovvio.

Però al momento credo che il caos normativo sulla questione sia abbastanza elevato: cercando informazioni in merito al tema generale si trova spesso affermato tutto e il contrario di tutto, e non si sa alla fine a chi credere. E a cosa credere.

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Bhe, sulla questione normativa la legge dice anche che in caso di materiale degradato non ci sia dolo (e mp3, divx e jpeg, come i DVD9 trasformati in dvd5 sono formati compressi e quindi materiale degradato), solo che lascia libertà interpretative ai giudici del grado di degradazione, per cui un giudice potrebbe per assurdo definire degradato un mp3 a 320kbps, mentre un altro dire che è degradato solo se inferiore ai 64kbps e quindi ottenere due verdetti diversi.

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Nightshadow, mi pare tu stia facendo un po' di confusione.

Con Google puoi toglierti qualche dubbio in merito.

Resta il fatto che la condivisione, a prescindere dalla degradazione, comporta sanzioni amministrative e penali.

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Io ho riportato, riassumendo, quello che ho letto in merito all'argomento su alcune riviste in cui si spiegava l'evoluzione e cosa comportavano alcune decisioni giudiziarie che in apparenza sembravano fornire scappatoie (cercando quindi di chairire un po' le idee).

Se il download di materiale protetto da copyright non è fatto a scopo di lucro ma per fini personali mi sembra si evitino le noie penali.

Se il materiale è degradato non si incorre in nessuna sanzione amministrativa. Resta però da vedere cosa si intende per materiale degradato, in quanto non vi è alcuna direttiva in merito ma viene lasciata la giudice la decisione in merito (come ho già detto un mp3 in teoria è un formato degradato ma un giudice potrebbe benissimo giudicarlo non "abbastanza degradato", oppure degradato solo da un certo valore di kbps in giù). In generale difficilmente si ottiene il fatto che siano file degradati.

Inoltre, sempre sulla questione download, se qualcuno si prende il tuo IP mentre scarichi qualcosa senza avvisarti rischia di non poter fare nulla delle prove prese in quanto per la legge sulla privacy sono stati prelevati violando la privacy dell'utente (è già successo un caso di un'azienda di musica tedesca che ha pagato una società per creare un server e-Mule fake per prelevare gli IP di quelli che si scambiavano mp3 proprietari di questa casa, vedendosi rigettare le prove in tribunale per violazione della privacy e, anzi, venendo querelata per l'uso improprio delle informazioni).

Resta chiaro che in caso siano organi di polizia dotati degli appositi permessi la situazione è diversa.

Altra cosa da prestare attenzione è la riproduzione di immagini o, più in generale, materiale protetto da copyright per scopi didattici. Questo comportamento è permesso in linea generale (resta ben chiaro che devono essere file degradati). Ma avere banner sulle medesime pagine che provocano un introito rendono la situazione penale in quanto vi è lo scopo di lucro (anche se magari non intenzionale). Il fatto è accaduto ad un professore italiano che sul suo sito aveva messo riproduzioni di quadri protette da copyright (erano immagini jpeg) per scopo didattico in maniera che i suoi studenti potessero osservare tali opere, ma aveva anche dei banner pubblicitari e per questo è incappato in sanzioni penali

In conclusione, le norme ci sono, il problema è che non sono specifiche ma lasciate alla libera interpretazione dei giudici, e questo rende la situazione molto confusa.

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Io ho riportato, riassumendo, quello che ho letto in merito all'argomento su alcune riviste in cui si spiegava l'evoluzione e cosa comportavano alcune decisioni giudiziarie che in apparenza sembravano fornire scappatoie (cercando quindi di chairire un po' le idee).

Prima di tutto la singola decisione giudiziaria fa pochissimo testo, nel senso che nel sistema italiano, a differenza ad esempio di quello inglese, non creano il famigerato "precedente", ma possono solo, in caso, offrire informazioni su quale sia l'orientamento corrente, senza nulla togliere che questo possa essere cambiato dall'oggi al domani, o che sia diverso da tribunale a tribunale.

Inoltre bisogna fare un po' di attenzione a quello che si legge, soprattutto con riferimento all'autorità e alle reali intenzioni di chi scrive. Molto spesso mi è capitato di leggere, sulle stesse pagine, affermazioni su tutto e il contrario di tutto, il che conduce solo a creare maggiore confusione, come se ce ne fosse la necessità.

Se il download di materiale protetto da copyright non è fatto a scopo di lucro ma per fini personali mi sembra si evitino le noie penali.

Non è vero.

La maggior parte dei riferimenti legislativi che bisogna prendere in considerazione è costituito da 4 "pezzi": d.l. 72/2004, l. 128/2004 (conversione in legge), d.l. 7/2005 e l. 43/2005 (conversione in legge). In pratica, sono le modifiche alla legge sul diritto d'autore (la l. 633/1941).

L'uso di rete P2P, se in relazione a contenuti coperti da copyright, è sempre illegale. E' il materiale, non la rete in sé, ad essere fuori dalla legge.

A questo punto, chi "scarica" e basta incorre in una sanzione amministrativa. Chi invece mette in condivisione, cade nel penale. Più grave è la situazione di chi lo fa a fini di lucro (mentre tutti gli altri lo fanno per "profitto", che consiste anche solo nell'evitare di pagare il giusto prezzo del materiale o nel consentire ad altri di non farlo): questo non toglie che si incorra in conseguenze penali anche nel secondo caso, pur con pene più lievi.

Il problema è che gran parte dei sistemi attualmente in circolazione (soprattutto il P2P) non consente di scaricare senza condividere.

Se il materiale è degradato non si incorre in nessuna sanzione amministrativa. Resta però da vedere cosa si intende per materiale degradato, in quanto non vi è alcuna direttiva in merito ma viene lasciata la giudice la decisione in merito (come ho già detto un mp3 in teoria è un formato degradato ma un giudice potrebbe benissimo giudicarlo non "abbastanza degradato", oppure degradato solo da un certo valore di kbps in giù). In generale difficilmente si ottiene il fatto che siano file degradati.

Vero che c'è il problema di qualche testa di legno che non si è posta il problema di dire cosa significhi degradato (probabilmente anche il CD è "degradato" rispetto all'ascolto di una orchestra polifonica dal vivo, per assurdo). Ma questo non influisce sul discorso della responsabilità amministrativa e penale di chi scarica e/o condivide.

La questione della degradazione riguarda un altro aspetto, che è quello dell'importazione (infelice) del cosiddetto fair use nel nostro Paese, in pratica l'utilizzo legalizzato in deroga alla normativa di materiale protetto da diritto d'autore, per scopi didattici o scientifici purchè a bassa risoluzione o degradato.

Ora possiamo star qui a discutere eoni (come già è stato fatto) sul tema della degradazione, della risoluzione e degli scopi didattici o scientifici, ma questo non cambia nulla della parte precedente, ovvero le responsabilità di chi scarica o condivide materiale protetto.

Inoltre, sempre sulla questione download, se qualcuno si prende il tuo IP mentre scarichi qualcosa senza avvisarti rischia di non poter fare nulla delle prove prese in quanto per la legge sulla privacy sono stati prelevati violando la privacy dell'utente (è già successo un caso di un'azienda di musica tedesca che ha pagato una società per creare un server e-Mule fake per prelevare gli IP di quelli che si scambiavano mp3 proprietari di questa casa, vedendosi rigettare le prove in tribunale per violazione della privacy e, anzi, venendo querelata per l'uso improprio delle informazioni).

Resta chiaro che in caso siano organi di polizia dotati degli appositi permessi la situazione è diversa.

Un caso, per di più in un altro Paese con leggi diverse, non è in grado da solo di far "dormire sonni tranquilli" agli utenti italiani.

E' vero che esiste la "legge sulla privacy", ma basta andare a leggere in cosa questa consista per constatare che non tutte le informazioni private sono protette, ma solo alcune.

Ora possiamo dibattere se l'attività su Internet e gli IP siano o meno protette, ma resta una certezza: l'autorità traccia un IP, nota l'attività illegale, si fa rilasciare un mandato di perquisizione, si presenta a casa del soggetto e raccoglie le vere "prove" direttamente dal suo HD.

Ora, è ovvio che non è negli interessi dell'autorità andare a bacchettare ogni singolo cittadino per un MP3 (al momento), mentre è più importante per loro (e per i detentori dei diritti) stroncare chi usa questi mezzi per mettere in piedi un commercio del materiale. Ma non è detto che un domani le cose non cambino. E alcuni casi che si possono leggere negli ultimi tempi potrebbero anche indicare un qualche cambiamento nelle "priorità". Ma questa è una mia opinione personale.

In conclusione, le norme ci sono, il problema è che non sono specifiche ma lasciate alla libera interpretazione dei giudici, e questo rende la situazione molto confusa.

E' vero che la situazione non è chiara. Ma è chiarissima per chi scarica e/o condivide materiale protetto da copyright: rischia. Parecchio.

E, comunque, confusione per confusione, il dolo è tutta un'altra cosa.

:bye:

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