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"L'onore del samurai" di David Kirk


MadLuke
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Un'avventura che entra subito nel vivo sia dal punto di vista dell'azione che del "dibattito", tra intraprendenza e catarsi, personificati nel padre samurai e nello zio monaco del protagonista Bennosuke. E nel pur breve intreccio, questi due aspetti della narrazione si mantengono sempre in equilibrio. In particolare mi ha colpito l'esemplificazione del concetto di "limite", di come la sua violazione porti alla sventura. E poi diversi personaggi minori, che seppure tratteggiati in maniera sintetica, riescono a mostrare bene i diversi ideali sui quali si imperniano vite molto differenti tra loro. E infine una proposta che risolve tutti i dilemmi del protagonista, sull'opportunità di vivere o morire per cosa, la bellezza della natura e la pace interiore come unico bene che valga veramente la pena perseguire, a dispetto di tutte le ipocrisie del mondo.

Spiace che certi passaggi che avrebbero meritato sicuramente maggiore approfondimento, siano stati invece risolti dall'autore in maniera estremamente sintetica, magari solo per contenere il volume dell'opera.

Voto: 4/5

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    • By Zell The Phoenix
      Ciao a tutti,
      sono da poco sbarcato su Wattpad come autore, ma non riesco molto ad inquadrarlo.
      Che bacino d'utenza ha? Lo usate per leggere? O per scrivere?
      Grazie 🙂
    • By Dracomilan
      Mese di celebrazioni. 
      La fantasy classica – quella di Robert E. Howard, Edgar Rice Burroughs, Clark Ashton Smith e Jack Vance – trovò la sua migliore definizione nel luglio del 1961 sulle pagine della fanzine Amra, nelle parole di Fritz Leiber in risposta a Michael Moorcock.
      BusinessWeekly celebra l'anniversario ricordando alcune delle opere più significative - e i giochi di ruolo ad esse ispirati.
      L'articolo prosegue qua: https://businessweekly.it/recensioni-libri-business/60-anni-di-sword-and-sorcery-il-business-della-fantasy-classica/
    • By Omicron galaxy
      Ciao a tutti! Ho inventato un nuovo modo di giocare ai GDR online. Ho inventato un universo di nome Omicron. E' un mondo narrativo interattivo distopico / fantascientifico ambientato su un pianeta alieno in un lontano futuro. Una serie di romanzi che verranno influenzati dagli utenti iscritti al sito ufficiale del pianeta.
       
      In fase di iscrizione, ogni utente crea un suo personaggio ed una sua storia inspirati all'ambientazione dei romanzi e delle storie.
      A questo alterego, attraverso un racconto di introduzione personale scritto da me, viene assegnata una casa ed un lavoro. Da quel momento la persona registrata, se vuole, può inviare storie e pensieri sulla vita del suo personaggio. Essendo parte integrante del pianeta, le sue azioni potrebbero finire nei romanzi successivi.
      Attraverso questa tipologia di comunicazione, si può arrivare a vedere il proprio personaggio comunicare con i protagonisti dei romanzi. Più gli utenti saranno partecipi, più la propria versione virtuale diventerà importante, potendo diventare egli stessa protagonista attiva di Omicron. Nel frattempo continueranno ad uscire storie, racconti,romanzi e news, che terranno l'universo costantemente vivo. Il primo romanzo serve per introdurre le persone alla realtà immaginaria.
      Ho bisogno di iscritti per rendere viva la mia creaturina, e spero di ottenere man forte da voi.
      Vi lascio il link del sito, dove ogni singola domanda o chiarimento sulla storia principale e le sottotrame sono sviscerate.
      In futuro avremo a disposizione un GDR e un gioco di carte ufficiale.
      Inoltre questo progetto è aperto a tutti. Ogni idea degli iscritti al sito verrà sempre e comunque presa in considerazione, in quanto ogni singolo avvenimento sarà considerato sempre e comunque on game.  www.cronachediomicron.com è il sito. Ovviamente TUTTO GRATUITO! È nato tutto per condividere una nuova idea con le persone amanti della fantascienza e del mondo ludico 
       
    • By MadLuke
      All'inferno sono trascorsi numerosi millenni da quando Lucifero è caduto dall'Alto, insieme agli ex-angeli, ora trasformati in orrendi demoni dalla loro bramosia. Di lui non si ha traccia e il governo è affidato al legittimo reggente, il principe Belzebù, che governa la capitale Dis. Oltre a lui spicca il gran demone Sargatanas che governa Adamantirax, seconda città del regno; ma mentre Belzebù è ancora in preda alla superbia e governa nell'intento di creare la più grande città di sempre, ancorché terrificante e corrotta, per dimostrare che non ha bisogno del Paradiso, Sargatanas invece è conscio della loro presunzione e del fatto che è stato vittima dell'affascinante retorica di Lucifero. Governa quindi con ferocia, ma al solo scopo di realizzare una soluzione dignitosa.
      Col passare del tempo Sargatanas arriva però alla conclusione che per quante terre possa conquistare, e per quanti dannati possa possedere, nulla lo potrà mai ripagare di quello che ha perso, si rende conto che non esiterebbe a distruggere tutto quello che ha creato nei millenni "solo per poter rivedere per un momento il viso di Lui".
      Ancorchè vittima di pesanti dubbi, primo fra tutti quello di star peccando di presunzione, esattamente così come fece Lucifero prima della sua caduta, intraprende la più grande guerra sia mai stata condotta all'inferno, direttamente contro Belzebù, animato solo da una flebile speranza, che dall'Alto possano vederlo, che si rendano conto che lui è pronto ad annientarsi per rinnegare gli sbagli del passato, e magari possano nuovamente accettarlo tra loro.
      Non so quanto il romanzo sia rispettoso delle tesi della teologia cristiana ufficiale, quello che più mi ha colpito ed emozionato è la ricerca della bellezza da parte del protagonista, il demone Sargatanas, pure nel contesto più corrotto e decrepito che possa esistere, mi ha dato la certezza che non è mai troppo tardi per cambiare, per ricominciare a essere uomini.
      Voto: 5/5
    • By MadLuke
      Ho voluto leggere questa trilogia su consiglio di un amico, e perché avevo già letto con gran soddisfazione quella del Mare Infranto (anche se pubblicata successivamente). Dopo un poco di delusione nei primissimi capitoli, derivante dall'assistere alla comparsa di personaggi che sembravano piazzati a caso, l'intreccio entra rapidamente nel vivo. I personaggi acquistano rapidamente sia spessore psicologico (anche se non quanto quelli della saga di George Martin, ad eccezione dell'inquisitore Glotka di cui leggiamo anche i pensieri) che ruolo nello svolgimento degli intrighi e guerre che incombono. I colpi di scena si susseguono ma senza mai scadere nell'eccesso, e le scene si tingono di rosso sangue (decisamente più di quanto succeda nella saga di Martin, per fare un ultimo paragone), sia nelle battaglie che nei duelli, resi con grande varietà e nitidezza di dettagli ognuno, sia nelle trame oscure che sottendono alla vita di corte.
      Tra i principali meriti dell'opera io ne ho apprezzati principalmente due: senza mai tradire l'ambizione epica, viene costantemente palesato il dubbio di tanti personaggi, molto diversi tra loro, sul senso ultimo delle loro azioni. Su come bene e male siano concetti che si prestano facilmente a intepretazioni relative, mai pienamente sostenibili senza ammantarli con almeno un poco d'ipocrisia, in fin dei conti sempre sostenuta dal nostro ego, dalle piccole ambizioni e meschinità personali. E poi l'opera catartica che svolge la morte, l'unica vera foriera di pace interiore, l'unica in grado di sottrarre gli uomini alla fatica e all'angoscia di vivere, anche di restituirgli un po' di umanità vera o apologetica che sia, mentre chi sopravvive è suo malgrado svelto nel reimmergersi nelle stesse solite abitudine, vizi e debolezze.
      Preziosi aforismi sulla bocca dei personaggi, o anche famose citazioni storiche a presentazione delle diverse parti, sintetizzano perfettamente i temi che vanno a svolgersi nei capitoli successivi, e offrono uno spunto di riflessione in più per il lettore.
      Voto: 5/5
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