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Introduzione & Prologo


Sir. Soccio
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Prologo Campagna D&D

Le storie dei marinai sono di una semplicità assoluta, e il loro significato può stare tutto intero nel guscio di una noce.

Ogni avventuriero che si rispetti ha sempre bramato di solcare i selvaggi mari del Faerun, ma sono pochi coloro che, potendosi permettere un equipaggio ed un veliero, hanno saziato il loro desiderio d’osservare le vele di un vascello spiegate. La carezza del legno ruvido del timone, la brezza che soffia dolcemente fra i capelli sono materia per sognatori. Tuttavia, qualche volta, un gruppetto di audaci riesce in questa impresa.

(Anno 1331) Questi sono tempi duri per i marinai. La piaga dei pirati, con i loro continui arrembaggi, sta costituendo una vera e propria calamità per i Nobili. Incapaci di difendere i propri mercantili, veri e propri bottini di gioielli e spezie, stanno lentamente, ma inesorabilmente, abbandonando i commerci marittimi per dedicarsi a quelli più sicuri via terra.

I villaggi marittimi son sempre più affollati da vecchi lupi di mari, ormai rassegnati ad una vita da contadini o, per i più sfortunati, da sbandati ai margini della civiltà. L’insofferenza, la rabbia ed il sogno di riscatto serpeggiano tra questi disperati angustiando non poco i Lord, preoccupati che i marinai possano rivoltarsi contro di loro.

 (Anno 1333) Con in seno una sanguinosa rivolta, i Lord istituiscono quello che viene definito il “Consiglio del Tesoro”:  un congresso dei più facoltosi nobili che rappresentano l’autorità dei villaggi costieri e, istituendo un fondo comune, incominciano ad armare i propri uomini affinché scortino i velieri nel Mare delle Stelle Cadute affinché il commercio possa riprendere.

(Anno 1334) Con la ripresa, il Consiglio stanzia sempre più fondi alle proprie scorte, le quali si trasformano con straordinaria rapidità da una milizia di ex-marinai a quella che tutt'oggi viene chiamata “Marina Nobile Rossa” (per via delle distintive uniformi rosso acceso). Questa adotta una struttura gerarchica, pianifica strategie belliche al fine di tendere agguati e stabilisce il proprio dominio sul mare.

I Lord incominciano trattative con le tribù nomadi per dissuaderli dall'intrattenere alcun rapporto economico e militare con i pirati, portando avanti una guerra su tutti i fronti contro quest’ultimi. I Pirati, di tutta risposta, rimangono saldi nella propria Isola e, sopravvivendo ad un assedio, tentano disperatamente, con le poche risorse rimastagli, di sferrare attacchi e depredare ciò che possono. Il Consiglio, di fatti, ha reso in chiaro fin da subito che non accetterà alcun negoziato né resa pianificata se non l’annientamento totale della feccia piratesca.

(Anno 1339) Nei cinque anni dalla ripresa dei Lord, i Pirati sopravvivono e, grazie alla loro conoscenza marittima, riescono non solo a resistere, ma capovolgere la situazione, mettendo in seria difficoltà la Marina, impreparata ad affrontare una guerra a lungo termine.

Nella città di Casse, capitale dell’Isola dei Pirati, procede come se nulla fosse. Avulsa dal tempo e dalle crescenti tensioni, la vita prosegue nei mille piaceri che essa offre. Tuttavia i dubbi assillano la mente di molti. Non è difficile, infatti, recarsi in qualsiasi taverna e sentire due che borbottano: “E se i commerci si fermassero di nuovo?”; “E se fosse una strategia della Marina?”, ma i dubbi sono spesso soffocati nel rum della peggiore qualità a suon di risposte ormai diventate litanie: “Il Re dei Pirati Kasdan gli farà vedere i sorci verdi! E’ un genio quello!

Edited by Sir. Soccio
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