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La sedia inclinata all'indietro, in equilibrio precario, minato ulteriormente dall'ubriachezza che da un po' ha cominciato a farsi sentire, sempre più intensamente; il bordo del giubbotto pesante che strofina sul pavimento man mano che la sedia ondeggia avanti e indietro, la mano sinistra abbandonata nel nulla, quella destra che regge un boccale quasi vuoto, la testa che ronza, gli occhi che cercano di chiudersi. Il lucido manico di una pistola che spunta fuori dalla fondina, segno della letalità del balordo che non accenna a schiodarsi da quel tavolino, in angolo al locale, da almeno due ore. Sette boccali vuoti si ergono silenziosi sulla superficie di legno, simbolo della spensieratezza di quell'individuo. E poi, appena giunto nella locanda, quel paggio. Le vesti baldanzose, azzurre, che sventolano dolcemente dietro di lui, mentre con occhio vispo si guarda attorno, scrutando con attenzione tutte le personalità della locanda. Poi un foglietto si solleva, egli lo guarda, lo legge, poi annuncia, con voce ferma e squillante:

"Jack Connors? E' qui Jack Connors?"

E già sta per ripetere una terza volta, in assenza di risposta, quando una voce si leva dal fondo del locale, una voce segnata dall'alcool, indebolita dalla sonnolenza. Il paggio, dopo qualche attimo di sconcerto, deve costringersi a comprendere che il 'grande eroe' ch'é stato mandato a convocare altri non è che un ubriacone col cappotto, che a stento mantiene l'equilibrio sulle gambe posteriori della sedia. Scuotendo la testa con aria di disapprovazione, lo sventurato messaggero s'incammina a grandi falcate verso colui che ha risposto del nome di Jack Connors.

I capelli scossi dal vento, le vesti agitate che delineano le forme del suo corpo, lo sguardo assorto ma al contempo attento, il dolce corpo adagiato su di un grande masso, seduta a guardia del vicino portale per i Nove Inferi, custode della sua inviolabilità, una donna toccata dal sangue dei draghi. Dal collo risale qualche incerta scaglia, mentre sulla testa troneggiano due corna robuste, simbolo inequivocabile della sua natura mortale, ma traccia inaspettata di una passata esistenza superiore. Ed in quello sguardo, il desiderio di trovare l'ambizione di una vita, l'amore che l'ha portata a quel mutamento, così profondo e miracoloso. All'orizzonte, tra i profili degli alberi lontani, sufficientemente distanti da un portale intriso di magia diabolica per crescere normalmente, una nube di polvere si solleva, preannunciando l'arrivo di un cavaliere dalle eleganti vesti viola ed azzurre. La donna discende dolcemente dal masso, balzando incantevole e leggera a terra. Attese pazientemente che il cavaliere, ambasciatore d'un Regno vicino, giungesse vicino a lei e smontasse di sella, interrogandolo con gli occhi. Egli si presentò con un profondo inchino, ma non volle perdere tempo in convenienze, e giunse lesto allo scopo di quella visita inusuale:

"Esmeraldas, saggia protettrice del Portale, siete ufficialmente invitata ad abbandonare il vostro ruolo e lasciare questo posto, in favore di una visita alla Capitale, per aiutare il mondo stesso contro una minaccia assai più grave di qualunque altra in precedenza."

Venti minuti dopo, in seguito ad una spiegazione scandita chiaramente dalla voce del paggio, il pistolero trascinava i suoi piedi sulle lastre di pietra della strada principale, accompagnato in direzione del Palazzo Reale, convocato d'urgenza da Sua Altezza il Re in persona. E poco dopo eccolo lì, le gambe piegate a stento in un inchino inginocchiato, il capo abbassato in segno di rispetto dinanzi al trono, stropicciandosi gli occhi affaticati dall'ubriachezza, mentre si sforza di riprendere il controllo di sé, dato che probabilmente a breve gli tornerà utile. Affianco a lui, a malapena notata, un'altra figura inginocchiata. Una donna. Forse i suoi sensi lo ingannavano, ma delle scaglie apparivano sul suo corpo ed un paio di corna decoravano il suo capo. Corna di drago. Un bisbiglio, dietro di loro:

"Come da usanza, vi raccomando di lasciar parlare Sua Maestà, e di intervenire solo se interrogati, possibilmente alla fine del discorso."

Esmeraldas avanzava lungo la lunga scalinata dinanzi al palazzo reale, ammirata da chi le stava intorno come una creatura potente, unica eccezione le impassibili guardie. Oltrepassato l'immenso portone, decorato di epiche battaglie, aperto da due robuste sentinelle, camminava lungo un atrio scolpito nel vizio dell'eleganza, fino alla sala del trono, dove s'inginocchiò subito in segno di rispetto, dinanzi alla figura del Re. Un vecchio, si sarebbe detto di primo sguardo. Ma egli un vecchio non era, non ancora. Si ergeva sul suo largo trono scarlatto, come in posa, la folta e grigia barba ad incorniciare, ben curata, il viso abbronzato, segnato dall'esperienza d'un sovrano giusto. Il mantello lo avvolgeva, formando pieghe perfette fino ai suoi piedi, coprendo in parte le prestigiose vesti di uno scuro viola che indossava con regalità. Il suo sguardo colpiva con severità chi lo fronteggiava, ma i giusti potevano avvertire in quegl'occhi decisi un profondo senso di protezione, tale era la saggezza di quell'uomo. Ed ella si genoflesse, in attesa di un discorso. Sentì poi l'ingresso aprirsi una seconda volta, e dei passi incerti avanzare lungo lo stesso percorso che lei aveva tracciato pochi secondi prima, ed una figura inginocchiarsi al suo fianco destro: un umano coperto da un lungo cappotto pesante, dall'aria spavalda ma al contempo confusa.

"Grazie per essere venuti, così in fretta, alla mia Reggia." Tuona dall'alto del suo seggio il Re. "Sono a conoscenza del vostro passato su queste terre, e del ruolo che avete giocato nella continua partita contro il Male ed i suoi sporchi giochi. Ed è proprio per questa ragione che vi ho voluti qui, oggi. Per portare a termine una missione di vitale importanza per tutti gli abitanti del Piano Materiale, e per molte creature appartenenti ad altri piani d'esistenza. Forse, addirittura per qualche divinità. Per fortuna, abbiamo compreso cosa stesse succedendo in tempo per agire, ma anche con questo vantaggio l'esito della vostra missione è tutt'altro che certo, né si tratterà di un compito semplice. Dovete sapere che le nostre fonti hanno rivelato una pausa nell'attività malvagia nel suo complesso. Questo potrebbe sembrare un bene, poiché è da qualche tempo che la pace nel mondo non è violata da interventi esterni. Tuttavia, ci stiamo preparando ad una guerra tra le più violente e grandi che siano mai state vissute, se non la più dura in assoluto. Infatti, le forze del Male nella loro interezza, divinità, creature toccate dal Caos, dal Male, si stanno organizzando, intendono unire le forze per sconfiggere ogni traccia di Bene nell'universo. La prospettiva di una guerra scatenata da una tale alleanza, capace perfino di porre un termine alle guerre interne e millenarie tra creature come Demoni e Diavoli, fa rabbrividire tutti i Regni del mondo, e molti esseri di potenza superiore alla nostra. Appena compresi questi retroscena, abbiamo subito cercato di formare un'alleanza opposta a quella dei malvagi, tuttavia non è stato possibile. Non abbiamo ottenuto l'appoggio delle divinità contattate perché molte sono troppo indaffarate a difendere i propri domini, altre sono decise non a respingere, ma ad attaccare a loro volta gli assalitori. La paura sconvolge molti animi, perfino i più puri e potenti. Siamo perciò giunti alla conclusione che non molte divinità saranno dalla nostra parte, e soprattutto che il multiverso non resisterebbe senza la contrapposizione tra bene e male, poiché alcuni buoni già vengono corrotti dalla voglia di distruggere chi gli si oppone, e aiutarli significherebbe alimentare i loro sentimenti fino a portarli a desiderare il dominio di tutto. Ad ogni modo, non voglio impensierirvi troppo con questi ragionamenti, vi basti sapere che gli Déi schieratisi con noi vi aiuteranno come potranno, seppur in modo indiretto, rimanendo nell'ombra. Parliamo dunque del vero scopo della vostra missione: scoprire chi si nasconde dietro tutto questo, poiché una volta che avrete sconfitto chi guida tutto il Male, avrete scongiurato la minaccia che incombe su di noi, e l'equilibrio tra le parti potrà riprendere il sopravvento."

"Dovrete avventurarvi nelle impervie terre dei Nove Inferi, nientemeno. I diavoli hanno perso la loro guida assoluta, Asmodeus. La loro "società" è in subbuglio, il loro ordine costituito è crollato, ed è retto solamente da chi ha organizzato l'intera faccenda. Riteniamo dunque che sia da uno di loro, probabilmente da un Lord, o da un potente secondo molto informato, che potremo, o meglio potrete, ottenere l'informazione che cerchiamo: chi è riuscito a sottomettere al proprio volere tutti gli esponenti del Male? Cosa dobbiamo aspettarci che accada? Chiunque sia stato, è certamente molto potente, quindi dovrete fare molta attenzione, ed usare discrezione. Avete capito bene? C'è qualche domanda che volete pormi? Dopo che avrò chiarito ogni vostro dubbio, passerò alle presentazioni."

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Jack

La testa mi girava ancora a causa dell'alcool, ma credevo di stare bene.

Però quello che aveva detto il re mi aveva fatto ricredere. Non potevo stare bene. Tutto quello non POTEVA essere vero!

Avrei preferito che fosse tutto frutto di un incubo post-sbornia, magari causato dal mio ennesimo tentativo di provare a ricreare un Whishy.

E invece no. Il ginocchio, freddo contro il marmo della sala, la testa che iniziava a dolere per il troppo pensare e la lingua attaccata al palato erano tutti elementi che non giocavano a favore della mia ipotesi.

Sgranai gli occhi. La mia espressione era anche abbastanza spaventata.

"Asmodeus... è... morto? Scomparso? Che ne è di lui? Perchè diavoli e demoni dovrebbero collaborare? Chi è questo essere così potente?"

Mi alzo in piedi e iniziai a parlare freneticamente, sempre con gli occhi sbarrati: "L'ultima volta che è successo qualcosa del genere so che è stato Asmodeus stesso a crearsi una falsa identità durante la "Resa dei Conti"..."

Sono chiaramente agitato, il viso sudato, le mani mantide di sudore e lo sguardo offuscato.

"Non potrebbe trattarsi di qualcosa del genere? Le informazioni sono attendibili al 100%?"

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Il Re cambia posizione sul trono, appoggiando la guancia alla mano sinistra, in un posizione effettivamente poco formale, ma non tanto da fargli perdere la sua regalità e solennità. Al momento non ci sentiamo di escludere alcuna possibilità. Ad ogni buon conto, Asmodeus sembra essersi effettivamente allontanato dai Nove Inferi, ed attualmente nessuno detiene il comando ufficialmente, in quel piano; ma egli non è il punto focale della faccenda, è solo un elemento secondario, quindi non scervellatevi troppo per capire cosa stia architettando. Per quanto riguarda altri quesiti, riguardo la tregua tra diavoli e demoni, o l'identità dell'essere che è stato in grado di portare a questo punto la situazione, sarete proprio voi a capirlo, è per rispondere a quesiti come questi, mentre noi ci prepareremo alla guerra, che vi mando negli Inferi. La risposta dovrete dunque cercarla da soli." La sua espressione è impassibile, non aggiunge altro, in attesa di altri interventi.

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I nove Inferi... il luogo che a lungo aveva vegliato, ma dentro il quale non si era addentrata, come giurato ai suoi superiori. Si fa avanti:

Giurai fedeltà al mio Dio ed ottenni ciò che più desideravo in cambio della promessa di sorvegliare i portali per gli Inferi e di dare l'allarme nel caso fosse accaduto qualcosa. Tuttavia ho anche giurato di non addentrarmi dentro di essi senza il consenso della mia Congrega. Devo avere il consenso degli Osservatori per poter adempiere a ciò che mi chiedete. Ma se sono qui credo che Voi abbiate già ottenuto tale assenso in forma scritta, corretto?

La sua voce è meravigliosa, dolce e carezzevole come quella degli angeli, ed il suo corpo è sinuoso, delicato e forte allo stesso tempo... difficile non restarne affascinati.

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Il Re accenna ad un sorriso, poi risponde con calma. "Debbo ammettere che non smentite la vostra fama. Ovviamente sì, Guardiana, il tuo Dio è benevolo, ed ha compreso la necessità che guida le nostre azioni, permettendoti ufficialmente di partecipare a questa missione. Ecco."

Il sovrano solleva un braccio ed agita l'altra mano, facendo scivolare dolcemente fuori dalla manica del braccio teso una pergamena arrotolata, intrisa di una magica luce azzurra. Con un altro cenno della mano, la levitante pergamena si srotola dolcemente, per poi volare pacata verso Esmeraldas. Le rune che vi sono tratteggiate testimoniano l'intervento di una divinità, e dimostrano la veridicità delle parole del Re.

"C'è nient'altro?" Domanda impassibile.

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Dalle schiere celesti al fuoco degli inferi. E di colui che amo alcuna traccia...

La ringrazio Maestà per aver compreso la mia richiesta: la mia fedeltà è a Bahamout ed alla Gilda, nessun altro può comandare il mio destino, nemmeno io stessa, a quanto pare... Occorrerà un ottimo piano strategico per avventurarci in quelle lande e scoprire il responsabile prima che lui scopra noi e ordini di eliminarci. Sono pronta.

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Sospiro e mi ricompongo. Dopotutto, avevamo divinità a supportarci, e io stesso, anche se ogni tanto tendevo a dimenticarlo, me la cavavo nel combattere... le mie pistole erano il mio vanto dopotutto.

Forse le birre avevano influito un po' sulla mia reazione. Ma adesso stavo bene, davvero. So che è quello che dicono tutti gli ubriachi, ma va bene...

"Nessuna altra domanda, sua maestà. Sono d'accordo con la bella signora per quanto riguardo il piano stategico. Dubito che vostra maestà possa mandarci così allo sbaraglio negli inferi. Ripensandoci avrei solo un'altra domanda. Saremo solo noi due o avremmo qualche altro compagno di viaggio?"

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"Anche questa è una buona domanda, giovane. Ed effettivamente, stavo proprio per presentarvi al vostro compagno di viaggio. Con queste parole, il re schiocca debolmente un dito, provocando l'aprirsi lento di una porta a due ante alla sua destra, ma più indietro. Da questa fa elegantemente il suo ingresso un umano alto, muscoloso, dai capelli scuri e scompigliati, vestito di un'armatura completa in Mithral, decorata di ghirigori dorati ed avvolta di magia. Al fianco, una spada lunga che perfino dentro il fodero appare temibile per le creature malvagie, decorata com'è fin dall'elsa di simboli sacri. Ha anche uno scudo, sulle spalle, anch'esso in Mithral, ma non è quello che più colpisce di lui. La cosa che più salta agli occhi, contrastante anche con la sua strana, pulita bellezza contraddittoria, è lo sguardo spento, che sembra fissare lontano, oltre le ombre dei vivi. Camminando silenzioso sugli stivali metallici, l'uomo giunge accanto lo scranno reale, accenna un inchino ed assume una posizione perfettamente retta, di assoluta immobilità.

"Costui," annuncia il Re, è Lord Adoven d'Endmorain, valoroso paladino al servizio di questo Regno e di tutte le creature dotate di un animo buono. Egli ha dedicato la sua vita alla lotta contro i diavoli, appunto, ed ha ottenuto notevoli risultati. Una volta, si è perfino sacrificato per salvare un'intera regione da un poderoso attacco di quelle malvagie creature. Per questa ragione, e per il suo desiderio di giustizia, si è guadagnato una seconda "occasione" nel mondo materiale, prima di ottenere l'ascesa ai cieli che ha già meritato. Lui sarà la vostra guida negli inferi, in quanto esperto conoscitore di quei territori e di molte specie di diavoli, e la vostra guardia, grazie alla sua notevole abilità nel combattimento.

Ella," continua, indicando Esmeraldas, ella è Esmeraldas, la Voce di Bahamout, Guardiana di uno dei Cancelli sugli Inferi, nonché abilissima stratega. Lei sarà il vostro supporto strategico, la mente del gruppo. E poiché ad ogni mente occorre un braccio, meglio se ben equipaggiato e dotato di buonsenso, vi presento Jack Connors. Egli porta armi provenienti da continenti lontani, è un noto viaggiatore ed abile combattente, può vantare di aver sconfitto l'intera banda degli Assassini di Orcus da solo, alcuni dicono con una mano sola. Sarete in tre, dunque, a viaggiare negli Inferi per questa essenziale missione. Partirete domattina. Nel frattempo, per qualunque necessità riferitevi ad un mio servitore, che avrà premura di riferirmi ogni vostra parola. Ora, perdonatemi, ma devo assentarmi. Se lo desiderate, potrete chiedere a Lord Adoven di rischiarare eventuali ulteriori dubbi sulla vostra missione, specialmente se di natura più pratica." Conclude, ma non accenna ad alzarsi. Quando sentite qualche passo felpato allontanarsi dietro di voi, e vedete Lord Adoven muoversi per invitarvi con un braccio ad imboccare la porta da cui è entrato, comprendete che dovrete allontanarvi prima che il Re possa alzarsi dal Trono. Per la prima volta, Lord Adoven parla, con una voce insolita, quasi un sussurro, eppure chiaramente udibile. "Vi mostrerò le vostre stanze." Dice.

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Scuoto la testa, adesso sì che sono in post sbornia! un mal di testa, di quelli allucinanti, incominciò ad imperversarmi per la testa. Sempre che un simile verbo esista. Anzi, adesso non sono neanche sicuro di cosa sia un verbo...

"Salve gente" dico, dandomi un contegno, alzandomi il cappello con due dita con fare spavaldo, facendo la mia migliore faccia da poker per evitare che notassero la mia sbornia "So che il re ci ha presentato, ma, senza nulla togliere al re, vorrei presentarmi a voi personalmente. Io sono Jack "Light Bright" Connors, molto piacere" dico loro porgendo la mia mano destra.

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Bene, siccome entrare nei nove inferni non è una passeggiata e dato che per anni ho vegliato uno dei portali, consiglio un incontro dopo cena per progettare le modalità d'ingresso e i travestimenti necessari. Inoltre dovremo conoscerci meglio, confrontarci sulle nostre tattiche di combattimento, ripassare le capacità dei nostri nemici, procurarci eventuale equipaggiamento necessario. Siete in grado di proteggervi dal fuoco? Avete modo di respirare nel caso l'aria risulti priva d'ossigeno? Conoscete i tratti di quei piani? Avete idea di come proteggervi? E di come impedire loro di evocarsi a vicenda durante un combattimento? Signori, ritengo sia utile che io eventualmente colmi le vostre lacune.

L'atteggiamento di Esmeraldas muta completamente. Lo sguardo diventa di ghiaccio, le parole dettate con precisione e sicurezza, la mente già in moto per la ricerca di tutte le soluzioni necessarie. Sembra che nella sua vita non abbia fatto altro che studiare tattica.

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Stavo meglio. Durante la cena mi ero preparato quello che Doc si riferiva come "ResuscitaMorti"(Cit.) e la sbornia mi era più o meno passata...

E il cibo aveva richiuso il mio stomaco. Non avevo nemmeno toccato il vino che avevo di fronte... avrei bevuto solo acqua per moooooooolto tempo, d'ora in poi!

Adesso eravamo davanti ad un tavolo, io e i miei compagni di viaggio e stavamo parlando.(io avevo davanti a me un bicchiere d'acqua che continua a riempirsi ogni volta che lo finivo)

"Io sinceramente ne so poco di Diavoli, so solo i fatti politici più rilevanti, ma non ne conosco benissimo, sarebbe meglio se mi illuminaste a riguardo. Sì, posso proteggermi dal fuoco, dagli attacchi mentali e dal percezione dell'allineamento e posso fornirvi un posto tranquillo dove dormire. Volendo posso anche teletrasportarvi o contattare i piani superiori per eventuali consigli. Ma non ho niente per respirare senza aria. e non conosco i tratti del piano. E forse ho un incantesimo che può impedire loro di evocarsi a vicenda..."

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Lord Adoven non tocca cibo, in quanto il suo corpo non ne ha necessità. Risponde pacatamente alle domande poste dalla saggia Esmeraldas.

"Grazie alla mia armatura, il fuoco non mi tocca. Non mi occorre respirare, né.." Si volta verso Jack "... dormire. Quanto al piano, vi ho passato molto tempo della mia vita, sia di questa che di quella precedente. Posso dire di conoscerlo meglio di molti altri, ma la natura dei Nove Inferi è mutevole. Personalmente credo di potermi proteggere senza difficoltà dagli attacchi dei diavoli, ma sono curioso: come pensate di fermare le loro evocazioni, Lord Jack?"

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"L'unico problema" continuo "è che ha un area abbastanza ristretta: dovremmo indovinare dove stanno evocando il loro alleato... ma nel caso indovinassimo, staremmo a cavallo: al posto di un diavolo evocherebbero un angelo. Se riesco a trovare una verga di incantesimi ingranditi poi sarebbe anche meglio...comunque già questo è un bel vantaggio"

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Personalmente, in ogni caso, e per esperienza.. Riprende Lord Adoven, Le evocazioni sono tra i problemi meno gravi. I diavoli sono molto potenti anche da soli, e amano viaggiare in gruppo. Ad esempio, nel primo livello, da cui partiremo, si esercitano continuamente truppe più o meno grandi di diavoli. Certo, se tutti i membri di quelle pattuglie decidessero di evocare altri amici saremmo nei guai, ma conosco abbastanza i diavoli da poter dire che non combattono mai, o quasi, in gruppi troppo folti. Cercano solitamente di organizzare bene combattimenti in gruppi contenuti. Ad ogni modo, non possiamo essere sicuri al cento per cento di ciò che troveremo, dato che gli Inferi debbono essere in tumulto, data la situazione. Quello che temo, invece, è che potremmo dover avere a che fare con uno o più, ma probabilmente più d'uno, Signori dei Diavoli. Sono nemici temibili, ma probabilmente sono tra i pochi a sapere chi ha organizzato tutto. E contro di loro, bisogna essere pronti a tutto. Se non apparisse così impassibile, probabilmente la lieve ruga sulla fronte di Lord Adoven indicherebbe preoccupazione.

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