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Dannazione e beatitudine: Inferno o paradiso?


kozaim
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Salve, ancora io con la mia piccola campagna in via di sviluppo :D

Ripensavo a vari aspetti della mia ambientazione e mi è ritornato in mente il concetto che i cristiani hanno di inferno e paradiso, doverosamente fregato a Dante.

Vi spiego il mio dubbio: In un mondo in cui il concetto di magia è identico a quella di "vita"; in cui gli dei sono servitori di una entità creatrice del tutto, ma che richiedono fede in loro da parte delle razze; nel quale il cielo è un oceano oltre il quale regnano le anime dei defunti che navigano nel fiume di magia creando così il cielo stellato, prima di ritornare come energia sulla terra; nel quale non esiste dannazione eterna o beatitudine, ma un unico lungo viaggio nel quale si decide di sostare nei luoghi che più si avvicinano al proprio allineamento (Un umano morto neutrale, nel corso del suo viaggio nel cielo stellato preferisce vagare con altri suoi simili nei "sentieri degli inerti", piuttosto che raggiungere il "mar nectaris", dimora dei buoni, o l'"altare del sangue", dimora dei malvagi. O almeno, questo è quello che si pensa.). Insomma, in un mondo in cui il bene ed il male esistono relativamente (Gli orchi non sono malvagi per natura, gli elfi non sono buoni per natura. L'allineamento è influenzato dai limiti biologici ma come per noi, sono le esperienze a cambiarlo), in cui sono allineamenti dettati dalle esperienze fatte, come si può intendere un castigo ultraterreno, ammesso che ci sia, o l'apoteosi?

Socraticamente parlando, si può dire che qui bene e male sono parte dello stesso cammino, che la sofferenza e la disperazione siano necessarie e benefiche quanto lo sono la rettitutidine e la speranza, perciò condividono lo stesso sentiero. Per castigo intendo più un qualcosa di anomalo, la cancellazione di un errore risultato negli schemi della volontà che governa questo mondo. Concettualmente, filosoficamente, idealmente, come potrebbero intenderla le razze, una punizione ultraterrena?

P.S: Piccolo riassuntino delle personalità religiose sparse per il mondo :P

Umani: Pragmatici, atei, manipolatori. Credono di aver esser venuti al mondo ancor prima degli dei e di dovere la loro fede solo a loro stessi o a qualsiasi cosa governi seriamente il mondo. Non amano la religione, ma solitamente se ne interessano per ricevere benefici dalle varie divinità, senza esserle realmente devoti.

Elfi: Cresciuti ed educati dagli umani, anche loro se ne fregano della religione nella vita mondana, ma sanno bene che i poteri delle divinità servono a mantenere in equilibrio il mondo, perciò li rispettano. Preferiscono occuparsi di culti che preservino la natura ma la stirpe principale è oramai piegata allo stesso modo venale di vivere degli uomini, sebbene rincorrano gli antichi fasti del passato, in cui gli elfi erano un'unica razza unita.

Orchi: Del loro passato non si conosce molto, in quanto nemmeno loro ci danno molta importanza, ma si sa che un qualcosa ne ha diviso inizialmente la razza che ora è separata nelle tribù barbare che vivono tra i ghiacci dell'estremo nord, e nei devoti orchi del sud, giganti del deserto, che vivono in comunità pacifiche e ben organizzate, fondate sulla fede assoluta nei confronti delle grandi divinità che governano la battaglia, ila guerra e gli scontri. E barbari del nord, principali nemici del sottostante impero di esseri umani, cercano ancora oggi di ritornare ad abitare nelle piane del continente centrale, mentre quelli del sud vivono in gigantesche comunità nel deserto aperte agli scambi di qualsiasi tipo, tolleranti in tutto, tranne che nei confronti dei passionali Drow.

Nani: le stirpi naniche vivono ed hanno sempre vissuto nel sottosuolo. Conoscono gli dei, ma venerano la magia, che conoscono meglio di chiunque altro, in quanto vivono a stretto contatto con i fiumi di magia che scorrono nel sottosuolo e che hanno imparato a navigare. Esperti nella fabbricazione di tutto ciò che esiste, sono molto diffusi sia in superficie, dove sono molto richiesti come mercenari, sia nelle profondità magmatiche della terra, dove sfornano vere e proprie meraviglie tecnologiche mentre combattono i sempre più agguerriti Drow.

Halfling: Bellicosi indigeni, originari delle giungle. Più numerosi degli insetti, più resistenti degli scarafaggi, più sfuggenti di un'anguilla, sono una tribù capace di adattarsi ad ogni clima ed ecosistema presente sul pianeta. Non si conosce il motivo della loro partenza dalle loro case in tempi antichi, ma da quando gli elfi se li sono ritrovati in casa si ha avuto un numero sempre crescente di queste apparizioni fino a che non si è venuta a scoprire l'intera specie. Si possono trovare dappertutto (Nelle metropoli, tra i giacchi artici, nelle giungle, nelle foreste, nel deserto, sulle montagne, nelle fogne, ovunque) in quanto si adattano con una velocità impressionante, e grazie alla loro organizzazione nomade non hanno mai problemi d'insediamento. Amano molto la natura (Natura in senso lato: Amano il pianeta e qualsiasi cosa possa considerarsi natura) al contrario degli elfi che fanno rientrare nel loro concetto di natura solo le forme di vita (Animali, vegetali e magiche), ma la loro tribù principale è rimasta sedentaria, stanziata nelle remote profondità della loro giungla natia, che venerano come la madre di tutto.

Gnomi: Sorcerer e unsorecerer. Tutta la loro storia si può ridurre a queste due parole. Eccetto per una stirpe ancestrale perduta che si dice che esista da prima del mondo stesso, la loro comunità ha vissuto sempre il conflitto eterno tra individui dotati del potere magico e coloro che invece, non avendone, erano relegati al ruolo di emarginati della società. Col tempo si risolse con una scissione dei punti di vista, ed i ribelli, il popolo dei Petraccia, composto da sorcerer ed unsorcerer contrari alla filosofia dei Rufina (Il sacro regno, comandato solo da sorcerer) da allora combatte con il suo esercito di Golem, nelle vallate rocciose dell'isola dove gli gnomi hanno sempre vissuto. Il risultato fù solo quello di una guerra santa perpetua, irrisolvibile da entrambi i fronti, che ha provocato miriadi di sfollati e di emigrati in cerca della pace al di fuori della propria isola. Molti gnomi da allora si sono stanziati nelle regioni dei colli neri, accanto agli imperi umani, mentre altri hanno seguito la via del cielo, divenendo il primo popolo in grado di solcare l'oceano celeste con le proprie navi e divenendo così i pirati dei cieli. Eccetto che per le due fazioni impegnate nella guerra, be decisa a non volere aiuti esterni, gli altri popoli desiderano la pace, ed intrattengono buoni rapporti con tutti.

Giganti: La stirpe dei giganti nacque come un vero e proprio "Scherzo" del destino. Non ci credete? Allora sappiate che queste creature simili agli umani eccetto che per la stazza, è nata dagli orchi selvaggi del nord, che odiano più di ogni altra cosa proprio gli umani. Ebbene tutto accadde poco dopo le prime guerre di espansione degli orchi contro gli uomini e viceversa. Gli orchi fallirono miseramente su tutta la linea, in quanto si trovarono contro non solo gli uomini, ma anche gli elfi loro alleati, ed allora alcune tribù barbare implorarono gli dei di donar loro maggiore potenza, e così fù. In cambio di opere monumentali, alcuni dei beffardi, pensarono bene di donar più potere a queste povere creature, ma trasformandole negli esseri che più odiavano. Sebbene ciò però, i giganti sono preziosi alleati degli orchi, sebbene non tutti i giganti siano un prodotto artificiale degli dei. Esistono anche creature gigantoidi a quanto pare in altri continenti o in zone remote del sottosuolo, che però nessuno conosce molto bene, in quanto sono state avvistate in zone inaccessibili alle altre razze.

Lucertoloidi: Chiamiamoli pure così, anche se la generosissima razza degli esseri umani ha insignito loro del titolo di "Uomini di Anka", non senza ricever qualcosa in cambio però. I lucertoloidi sono uomini rettile, famosi per esser chiamati i "sacerdoti del mare" sulle navi, e per essere sfruttati come schiavi sulla terraferma. Insomma, sebbene i trascorsi selvaggi, questa razza oramai ridotta allo stremo, esiste solo come popolo asservito agli uomini, che sotto gli occhi di tutti trasforma l'integrazione culturale in schiavitù vera e propria, riuscendo ad abbindolare tutti, persino gli stessi lucertoloidi, che per la maggior parte vivono in terre umane e poche sono invece le tribù libere dal controllo altrui. Sono una razza docile, e abbastanza stupida diciamocelo, però devono per l'appunto il loro soprannome (Sacerdoti del mare) per il fatto che con loro a bordo di una nave, si ottiene la benedizione del mare e si evitano incidenti. In un certo senso loro sanno come addomesticare il mare, così come conoscono le regole della vita selvaggia. Venerano spiriti ancestrali e patriarchici, e come altri, vivono in tribù.

Razze minori, draghi e altri...

Summa summarum, questa è una mini descrizione di come le razze si atteggiano nei confronti del mondo a loro circostante. Allora, esisterà l'inferno? Esisterà il paradiso? Come pensate che possano atteggiarsi costoro, in presenza di una energia che sanno essere sempre presente e che rappresenta sia la vita sia la morte, sia il tutto?

A voi il compito di aiutarmi :rock:

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