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By Lucane

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Rapsodie di un fine anno


ectobius
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Penso a quando il silenzio scenderà su tutto

e dappertutto.

Allora infine trionferà la musica.

Henry Miller

_

RAPSODIE DI UN FINE ANNO

Wraang! Pang! Bruff!... BrumBruumBruuuuuumm!… Rapsodie di schioppi! Tintinnii Sgasate Chiasso Locomotive Trattori Autotreni Auto gru Vagoni in manovra... scoppi.

Si inizia presto con la motorizzazione rapsodica.

E risate urla trilli isterici Prima lontani, poi raccolti dall’interno della piazza... nella conca rombi cupi di grancassa Lampi verso un cielo nero senza stelle... Dalla conca del nulla.

Ingoiati nel grande spazio portale lampeggiante urlante abbagliante... Eccitati di nulla! Ricerca disperata di un attimo di intontimento e oblio soprattutto... Un’intenzione per un domani di felicità ad alleviare il non senso... Per un attimo!

OHOoooooooo!

Maraviglia!

Mica male l’atmosfera d’attesa del grande evento Il nuovo anno più cagato dell’altro, e il rito sempre lo stesso, noto e invariato La liturgia sempre pronta... Sempre la stessa!

Meno cinque... quattro... tre... due... uno... ZEROoooooo!

STAP! STAP! STAP! CHAMPAGNE!

Lampi e Stroboscopia.

Eccitati nel nulla!

OHOooooooo!!

Maraviglia!

Pronti al rito i sacerdoti! Assalto ai posti migliori… A tutta birra le mandibole instancabili sulle gomme Gnam gnam! E rutti e venti E peti alla birra al whisky vodka hashish cocaina... Pronti a schiacciare calpestare spiaccicare.

Urla la presentatrice Ed eccolo! Il cantante della protesta! soffre le pene del vivere... ’sto co****ne! Per i mali passati e quelli a venire Per i mali di questo mondo fa di quelle smorfie!…Si agita in movimenti dissennati Emette il fiato urlando parole montate da un pazzo False ipocrite insinuanti scivolose Ad abbagliare stupire con una saponata di pensiero.

A liberarla dal pensiero ‘sta gente eccitata da un nulla!

OHOooooooooo!

Entusiasta!

Per l’ennesima volta sulla trita sceneggiata si eccitano Urlano ammirati alle corse insensate del pagliaccio L’indice puntato Il movimento dissennato Il microfono strapazzato... Decibel spaccamuri... Rimbombo nello stomaco e nel torace... Nel colon provoca la peristalsi Fa cagare!

Accendono fiammiferi e accendini… Si accalcano Non ci si muove più Tutti compressi nella febbre senza impulsi di vita... Febbre di annientamento!

Non si trova la via del cesso Ci si piscia addosso.

E dalli! che lui il cantante di protesta continua a soffrire… Ci ha le lacrime! Raccoglie soldoni...

Largo! Largo! Che debbo andare al cesso!

E sono massa gomito a gomito avvinghiati allo slogan

“Tutti in uno Ognuno per sé!”.

Urlano! Si incendiano! Fluttuano le braccia alzate!… Ad afferrare qualcosa co’ ‘ste braccia? Non afferrano nulla!... Imprecano al cielo? No!... Urla dementi per fortuna e speranza! Luci lampi ritmo d’ossesso! Una cannonata! Trema tutto.

Nel raggio di dieci miglia nessun dorma... Pianti di infanti Latrati di cani Pugni chiusi roteanti al cielo inquinato senza stelle.

Abbagliati rincoglioniti Vuoti di pensiero Cranio in segatura Finalmente i selvaggi hanno finito! Rintronati gli alieni si sciolgono Espandono in mille rivoli...

Wraang!... BrumBrumBruuuumm!... Le rapsodie di scoppi!

Sordi non trovano la strada di casa.

Mi dirigo al parco per pisciare dietro un albero... non ce la faccio più! E nemmeno penso più! E’ completo il lavaggio del cervello!

Ho pisciato contro il tronco di un albero e finalmente odo i sommessi rumori della notte e posso guardarmi intorno.

Tutte le panchine occupate Sono letti di cartone!

Qualcuno non dorme Suona un’armonica a bocca... una melodia triste... Primordiale... mi sembra... La musica ha il tocco di un sentimento disperato che commuove... fino alle lacrime.

Vagamente riconosco il motivo Ma non importa!

E’ l’ultima emozione e abbondanti le lacrime rigano le guance.

Seduto sull’erba mi sono addormentato.

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