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darteo

Circolo degli Antichi
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Everything posted by darteo

  1. Senza perdere altro tempo vi separate. Ognuno per la sua strada, verso le case degli spiriti. Sebbene le indicazioni sono chiari, risulta comunque difficile muoversi per le caotiche vie di Atsu… e più di una volta vi siete agitati. Troppi colori, forme e creature si alternano di fronte a voi e attorno a voi, rischiando di non farvi arrivare in tempo a destinazione. @Ren @Eiji @Shiyu
  2. L’intermediario fa un grande respiro e si prende del tempo prima di rispondere (di conseguenza indugia nell’aprire la porta per Atsu). Il recupero della memoria non è legato alla “rinascita” come spirito. Credo che il recupero sia un processo lento e constante nel tempo. Ma nessuno potrà dirvi se recupererete ogni cosa del vostro passato. E… ecco …”noi” non parliamo molto del gaki, gli spiriti trovano che sia maleducato il solo nominarlo. Il fatto è che il gaki è una creatura che distrugge ogni cosa sul suo cammino. E’ possibile che voi lo avete affrontato e avete perso… o siete delle vittime accidentali della sua furia. Guarda poi Eiji: non sarete più gli stessi una volta trasformati in spiriti… a dire il vero non siete più gli stessi già da questo momento. La rinascita in spirito cambierà forse il vostro aspetto e il vostro carattere ma la vostra anima resterà quella di sempre… perciò non prevedo un cambiamento radicale. L’uomo fa per aprire la porta ma si volta un’ultima volta verso di voi: ah, dimenticavo… potete sempre essere evocati nel vostro vecchio mondo, come spiriti. Ma quel mondo non vi appartiene più, quindi la vostra apparizione sulla terra sarà sempre temporanea. Ora l’intermediario sorride e apre finalmente la porta. Con difficoltà, l’anta di pietra scorre rumorosamente sul suolo. Fili di polvere cadono dall’alto mentre si apre l’ingresso. Signori, benvenuti ad Atsu… La galleria che avete attraversato si riversa in un vicolo trafficato da bizzarre creature. Alcune di loro sono spiriti molti simili, nell’aspetto, ad un essere umano ma con qualche altro elemento in più come corna, orecchie lunghe, coda, ali… Altri spiriti creature strane o simili ad animali, alcuni invece sono evanescenti, dalle forme sfumate e dai colori e dimensioni più disparate. E’ notte e il vicolo è illuminato da lanterne variopinte. Le loro luci colorano la strada con aloni tenui e brillanti. Profumi, suoni e forme si mescolano nel creare un insieme di immagini apparentemente astratte. Sulle vostre teste si alzano palazzi dai tetti rossi e balconi verdi. Creature indescrivibili volano sopra un cielo tetro e senza stelle. Altri spiriti si affacciano dalle finestre, chiacchierano tra loro mentre stendono il bucato. Scene di vita quotidiane si mescolano ad elementi straordinari e sovrannaturali, il risultato è una pulsante vitalità che fa di Atsu il luogo incantato che si presenta ai vostri occhi. Neanche nei sogni più fantasiosi è possibile trovare qualcosa che possa solo avvicinarsi alla maestosità della città degli spiriti. Persino i numerosi elementi grotteschi si fondono in perfetta armonia con le altre forme della città. Statue e fontane abbelliscono gli affollati incroci e le grandi case. Le abitazioni sembrano esser state accatastate tra di loro, sfidando le leggi della gravità e della logica. Avanzate tra la folla per scoprire che il senso di claustrofobia non vi abbandona. Ogni via, ogni strada, ogni antro infatti è stretto, colmo di spiriti, locande, abitazioni e decori. Ma in poco smettete di soffrire e riuscite a sopportare questa calca… anzi, lo trovate persino piacevole, come il tepore di un abbraccio. L’intermediario continua la sua avanzata e nel frattempo si rivolge a voi: un tempo questa città era piccola coma la più grande città della terra. Ma da qualche secolo anche alcuni spiriti umani, dopo il trapasso, sono venuti ad abitare in questo luogo. Attualmente Atsu è così immensa che si estende su diversi livelli… c’è questo piano più altri sotterranei che è possibile raggiungere da moltissimi ingressi. Pensate che questa città comprende, al suo interno, persino un mare e diverse montagne. L’essere umano ha modificato radicalmente Atsu. L’uomo ha portato con se alcuni elementi del suo mondo come il concetto del denaro e della divisione gerarchica. Ciò ha condotto alla formazione di un salario, ricchezza e povertà, ma anche la costruzione di locande, case del piacere, dojo e… cosa più importante di tutti …i clan. Sono i clan che gestiscono il potere politico di Atsu ma tutti loro devono sottostare al volere di Nurarihyon, il re degli spiriti. Attualmente ci troviamo in uno dei distretti di Atsu del nord-est. Ma “distretto” per Atsu significa, paragonato in termini di dimensioni, a una regione del mondo degli uomini. State attenti a dove mettete i piedi, alcuni spiriti sono più piccoli di un topolino, e alcune piazze sono in realtà immense gallerie verticali per il passaggio verso i piani sotterranei. State anche attenti a tenere il naso all’insù perché altri spiriti sono giganteschi. E nascondete il marchio della luna. Molti esseri umani che abitano qui non hanno la vostra stessa fortuna di poter ritornare nel vostro vecchio mondo. Ai signori della casa degli spiriti invece non nascondete nulla. Ah… un’ultima cosa: qui è sempre notte. Passate vicino a una locanda dove i clienti al suo interno sono molto chiassosi. Vapori e odori di spezie fuoriescono da quel locale. Ai piani superiori dell’edificio si affacciano avvenenti spiriti di donne. Sono meretrici che vi invitano a salire mentre mostrano la scollatura e muovono sinuosamente le loro code. In una piazza vicino a voi, un possente guerriero umano vestito di bianco (con una cinta nera) sta per sfidare a mani nude un oni dalla pelle verdastra. A diversi angoli della strada vedete degli artisti esibirsi. E in questo momento, sulle vostre teste, il lungo corpo di un drago appare per un istante. Le vostre orecchie iniziano a pulsare, non siete abituati a tutti questi suoni… e come se non bastasse, qualcuno da qualche parte ha iniziato a suonare dei taiko. L’intermediario vi porta in una delle affollate piazze (ci sono poche piazze ad Atsu). E' una sorta di isolotto rotondo posto su un fiume dalle acque buie. Da questo punto si irradiano tutte le strade per le nobili case degli spiriti. Scegliete quella che fa al caso vostro ma fate in fretta… siete diventati quasi trasparenti. E ha ragione. E… se ci tenete alla vostra pelle traslucida …state lontano dal simbolo del cerchio giallo su sfondo verde. Quello appartiene alla decaduta casa dei Gama. Gli spiriti rana sono rinnegati e pericolosi. Signori, buona fortuna. L’intermediario vi abbandona dopo avervi salutato con un inchino.
  3. Il vecchio monaco si siede con fare tremolante mentre risponde: i kami non hanno alcuna intenzione di lasciare il mondo in cui sono nati. Ogni kami governa un aspetto dell’universo e lasciare questo mondo significa privare il mondo di quell’aspetto. Immaginate se il kami dei fiumi dovesse morire… lui vivrebbe in un altro luogo d’esistenza ma sulla terra i fiumi inizierebbero ad avvelenarsi e prosciugarsi. Inoltre è stato possibile evocarvi solo perché siete stati benedetti dalla Dea della luna, ossia il kami che controlla l’equilibrio del ciclo vitale. Falce di luna bianca per la vita, falce di luna nera per la morte… ecco i simboli della Dea. Ma voi siete stati uccisi dal gaki e non so il perché… forse eravate suoi nemici in un’altra vita o forse siete stati delle vittime accidentali della sua furia. Purtroppo per voi, questo mondo non vi appartiene più. E poiché siete stati chiamati grazie a un’evocazione, presto o tardi dovete tornare nel vostro nuovo mondo. Dovete anche tenere il mente che il gaki… Uno dei due giovani monaci si schiarisce la gola il palese intento di interrompere il discorso del vecchio. Cosa c’è? Chiede quest’ultimo. E il giovane risponde: maestro, avete detto voi che queste anime in pena non hanno molto tempo. Ah, giusto… giusto… torna a parlare con voi …signori spiriti, lo so che avete ancora tante domande ma se non raggiungete Atsu il prima possibile allora sparirete del tutto. E allora “non sarete più”. -.-.-.-.- Il monaco anziano interrompe l’evocazione e il buio torna a regnare attorno a voi. Il tempio viene immerso nell’oscurità e l’effige cambia di nuovo aspetto, mostrando di nuovo quella donna vestita di nero e con gli occhi crudeli. Sollecitati dalle parole dei monaci, tornate indietro alla ricerca dell’intermediario. Lo ritrovate ancora nell’avamposto, seduto sulla stessa roccia del vostro primo incontro. Ci sono ancora gli “uomini spettrali” che non possono vedervi o percepirvi. L’intermediario li aveva descritti come degli esseri che vivono in un mondo di morte e sofferenza… solo ora comprendete che quel mondo era il vostro fino a quando il gaki non vi ha ucciso. Sembra che l’intermediario stava aspettando proprio voi. Non appena vi vede infatti prende parola: non potevo dirvi cos’eravate diventati, non è il mio compito. Seguitemi… Si alza e inizia ad allontanarsi dall’avamposto. Accelerate il passo quando scoprire che i vostri corpi stanno diventando trasparenti. La dissoluzione è già cominciata. L’intermediario conserva, per tutto il viaggio, la sua serafica tranquillità. Entrate in un bosco alla base di un montagna. Rammentate quel monte… da piccoli avevate sentito tante storie legate a questo luogo. Storie legate spiriti e demoni volpe. La vostra guida si rivolge a voi mentre superate i primi alberi: esiste un luogo tra la vita e la morte. E quel luogo è Atsu, la città degli spiriti. Lì vivono la maggior parte degli spiriti ma è anche un luogo in cui transitano le anime di molti defunti. Quello che dobbiamo fare è trovare un modo per legarvi alla città altrimenti scomparirete nel nulla. Raggiungete quello che sembra essere il cuore della foresta e il buio non vi permette di vedere nulla. L’intermediario continua a parlare così potete seguire la sua voce. Iniziate poi a scendere per una scalinata infinita. Non avete idea di quanto tempo sia passato. Terminata la discesa, proseguite per altre miglia fino a quando non trovate una gigantesca porta rossa. E’ a due ante, con complicati rilievi in superfice. Una maestosa e bellissima opera d’arte. L’intermediario bussa e poco dopo sentite una cacofonia di cigolii e scricchiolii che annunciano l’apertura della porta. Non appena si apre uno spiraglio, venite investiti da sinistri suoni metallici e da una fioca e minacciosa luce color del sangue. Senza perdere altro tempo entrate e superate una piccolo tunnel che vi conduce in una grande sala circolare. Ha il pavimento di marmo, pareti di pietra e il soffitto è così in alto che non riuscite a vederlo. Ma non sono le dimensioni della stanza a lasciarvi senza fiato… bensì la creatura rannicchiata che si trova al suo interno. Ricorda un gigante ma ha il corpo esile e gambe lunghe tre volte il suo torace. Ha ben sei lunghe braccia scheletriche. I suoi occhi sono completamente neri, un grande naso e pochi capelli grigi ai lati delle orecchie. Indossa abiti umili, semplici e dai colori tenui. E’ indaffarato a leggere rotoli di pergamena che prende e inserisce in un sistema di canali che sbucano dalle pareti (un sistema d’aria e pressione muovono i rotoli di pergamena). Signor Hajime… urla l’intermediario un paio di volte per farsi notare dal gigante. La sua grande testa si china su di voi. Buongiorno signor Hajime… inchino …come andiamo? Ma il gigante risucchia un po’ d’aria tra i denti e continua il suo lavoro. Signor Hajime, mi dispiace disturbarla ma non abbiamo molto tempo. Ho portato tre anime dal mondo-di-sopra, vi indica. Portali sul bordo del burrone e falli saltare, dice Hajime con fare scontroso. Ha una voce gracchiante e metallica (e non sapete a cosa si stia riferendo). No, signor Hajime, queste anime non sono qui per il salto. Sono defunti che sono stati richiamati sulla terra ma l’evocazione è stata interrotta a metà. Dopo qualche secondo, in cui attendete in silenzio, Hajime sospira e smette di smistare i rotoli di pergamena. Comprendendo la gravità della situazione, il gigante si dedica completamente a voi. I vostri corpi sono sempre più trasparenti mentre Hajime vi scruta dall'alto con quei suoi enormi occhi neri e insondabili. Infine sospira di nuovo e inizia a frugare tra le sue tasche… mentre borbotta tra se e se del troppo lavoro affidato solo a lui. Estrae dalla tasca un piccolissimo quanto elegante sacchetto di velluto rosso. Tra le sua dita è minuscolo… ma per voi si tratta di un sacchetto di dimensioni modeste. L’intermediario lo prende e sentite un tintinnio al suo interno. Spero non diventi un’abitudine, lamenta Hajime. Non è dipeso da me, risponde l’intermediario mentre prende dal sacchetto tre monete. Sono simili alle monete del vostro mondo: piccole, rotonde, color verde bronzo e con un foro quadrato al centro. Ne ricevete una testa. L’intermediario ringrazia e saluta Hajime con un profondo inchino. Salutate il gigante anche voi e lasciate la grande sala circolare per entrare in un lungo e buio corridoio. Mentre camminate, sentite dei rumori farsi sempre più vicini (o forse è meglio dire che siete voi che vi state avvicinando a questi rumori) ma non riuscite a comprendere la natura di questi suoni. L’intermediario dice: poiché siete morti, ciò che siete in questo momento non è una fusione di anima e corpo… ma siete solo anima. E’ poiché l’anima non è più legata al sangue e alla materia della carne, siete liberi anche dai legami di razza. L’anima è la matrice che plasma la materia. In altre parole non siete più esseri umani ma siete regrediti al “non-essere”. Ciò che dovete fare per non sparire, e rimediare così al danno dell’evocazione interrotta, è rinascere come spiriti. Stiamo per entrare ad Atsu…lì troverete le rispettabili case degli spiriti. Bussate alle loro porte e offrite la vostra moneta a un signore di quella casa. Se il padrone accetta, voi entrerete a far parte di quella famiglia di spiriti… la vostra anima sarà rivestita di una nuova identità e non sparirete più nel nulla. Una piccola porticina di pietra, rosso-mattone, si trova alla fine del tunnel. L’intermediario poggia una mano sulla sua superfice e si volta verso di voi: prima di mostrarvi Atsu, ci sono domande?
  4. Il gaki è un potente kami che vive da tempo su questa terra. Perchè abbia iniziato a mietere vittime... questo non mi è dato saperlo. I monaci finiscono di curare Shiyu. Noi non vi abbiamo fatto nulla. Ma chi vi ha portato qui ha chiesto ai precedenti sacerdoti di imprivermi il marchio della Dea della luna, in modo che i vostri spiriti possano far ritorno su questa terra... cosa che abbiamo appena fatto. Non sappiamo perchè vi volevano riportare in vita. Volevano reclutarvi per sconfiggere il gaki? Volevano sapere informazioni sul gaki? O forse erano parenti addolorati? Non so che dirvi. Ma i templi della luna non possono essere lasciati incustoditi... così siamo giunti noi tre e abbiamo troviamo il rituale lasciato a metà. Io, se fossi in voi, mi preoccuperei di questo... del rito interrotto. Interrompere un rito significa "strattonare" via i vostri spiriti dal normale percoso di evocazione. Gli effetti già potete avvertirli: amnesia, torpore, dolore... ma il vero arriverà in ritardo. Gli spiriti che subiscono un "cattivo" rito, come voi, sono destinati a sparire in un paio di giorni. Un rito interrotto ha su di voi gli stessi effetti che può colpire una pianta se trasportata in malo modo... riesce a sopravvivere per un pò e poi muore. Questo è il vostro destino e purtroppo noi uomini non possiamo aiutarvi. Sospira. Tornate nel mondo del limbo, il luogo da cui vi abbiamo evocato, e trovate un uomo che si fa chiamare l'intermediario. Ha l'aspetto di un vecchio con una benda all'occhio e un canarino in una gabbia, è il canarino che gli permette di vedere gli spiriti. Spiegategli il vostro problema... e la vostra urgenza ...e chiedetegli di portarvi ad Atsu. Pronunciate questo nome: Atsu, la città degli spiriti. Se qualcuno può aiutarvi allora si trova ad Atsu... ma fate in fretta.
  5. Dopo circa mezz'ora i monaci hanno quasi finito di rattoppare Shiyu. Ora che avete passato del tempo loro notate altri particolari: sono uomini deboli, stanchi e mal nutriti. Il più anziano, con un pò di rimorso, inizia il discorso: non sappiamo che villaggio venite... ma di sicuro si trova a nord. Perchè è al nord che si trova il gaki, colui che porta alla morte ogni essere vivente. Chi ha le forze e i mezzi di trasporto riesce a portare le vittime del gaki in questi templi, in modo che possano tornare come spiriti vendicativi. Ma anche i monaci di questo tempio sono stati uccisi... e a quanto sembra nel bel mezzo del vostro rituale. Noi abbiamo completato il rito e vi abbiamo riportati qui, ma non è buona cosa interrompere il rito... anche se poi è stato ultimato. Immagino che per un pò avete vagato nel limbo, una sorta di luogo buio e sferzato dal vento.
  6. Prova?... ripete il monaco più anziano ...no, nulla di tutto questo. Forse è meglio che vi sediate, dice infine a voi prima di fare un cenno a un altro monaco. Quest'ultimo si avvicina alle salme e le controlla per bene... poi inizia a rimuovere le bende dal volto di tre corpi. Siete voi, continua il monaco. Ma non c'era bisogno di dirlo, poichè riconoscete i vostri volti e i vostri cadaveri. Siete stati uccisi quarantacinque giorni fa.
  7. Infuriato e in preda alla frenesia del dolore, il mostro continua a fluttuare su Shiyu e a divorargli il ventre. L’uomo stringe i denti mentre il suo sangue gorgoglia nella sua gola. Le orecchie iniziano a fischiargli mentre i suoni attorno a lui si fanno distanti. Eiji però riesce ad allontanare il mostro con le sue catene mentre Ren, improvvisamente, riesce a creare uno taglio orizzontale nel suo fianco, squarciandolo del tutto… quasi tagliandolo a metà. La creatura si agita, rantola e infine cade a terra in un lago di sangue nero. Shiyu è ancora dolorante e dovete aiutarlo a mettersi a sedere. E’ per questo motivo che non vi accorgete dei tre monaci alle vostre spalle fino a quando uno di loro non parla: gli spiriti sono irrequieti. Sono tre uomini calvi, magri e che vestono larghi abiti bianchi. Uno di loro, il più anziano, congiunge le mani con un rosario attorno ai polsi e inizia a recitare un sutra in una lingua ormai dimenticata da molti. Mentre le sue parole scorrono come suoni armonici, una luce inizia a rischiarare l’ambiente… e si fa giorno. L’effige alle spalle dei monaci è cambiata. Ora la Dea della luna sembra un’innocente fanciulla con vesti bianche dagli elementi neri e i suoi occhi sono chiusi. Solo in questo momento i monaci riescono a vedervi. L’evocazione ha funzionato, commenta uno di loro.
  8. Eiji è il primo di voi che si getta contro il mostro. La sua catena lo colpisce un occhio e la creatura sbraita e si agita. Ne approfitta Shiyu che sfodera una spada e apre uno squarcio sul fianco del nemico. Sangue nero inizia a spruzzare violentemente dalla ferita. Il mostro urla e reagisce con fare rabbioso: addenta Shiyu e lo getta al suolo, cercandolo di divorarlo. Inizia così una lotta tra loro due. Ren interviene ora e affonda la lama nel grande occhio della creatura. II Round -Shiyu è in lotta-
  9. Toccando le pietre non succede nulla. Iniziate a pensare che state "sbagliando qualcosa"... quando Eiji ricorda che smuovere le pietre è inutile. Per un rituale di evocazione serve solo che quei sassi sono presenti e nient'altro. Il suono profondo di una campana si diffonde in tutto il tempio. Sentite altri tre rintocchi prima di vedere un'ombra elevarsi dall'esterno del tempio. Fluttua minacciosamente verso voi, passando per l'architrave ed entrando infine nella grande sala. E' un ammasso di materia nera... simile a nebbia condensata e a forma di goccia. D'un tratto una grande palpebra si apre e un occhio giallo e limato vi fissa intensamente. Sotto l'occhio si apre una bocca piena di denti acuminati.
  10. Le indicazioni del vecchio risultano vere. Su l’unica altura della valle, oltre il posto di blocco, c’è un complesso di templi di pietra bianca. Superate un sinuoso muro, a protezione del luogo sacro, e vi ritrovate così in un intreccio di stradine che portano a diverse costruzioni (i vari tempietti). Sul punto più alto c’è il tempio più importante e grande. Sull’architrave è rappresentato il simbolo che avete sulla mano destra. Il silenzio e la desolazione regnano in questo luogo. Tutto è in uno stato di completa decadenza… quasi romantico se considerate il buio della notte, la sacralità del luogo e la luce della luna a irradiare debolmente le pietre e i giardini. C’è anche un piccolo laghetto per delle carpe, ma nessun pesce vive in quell’acqua. All’interno del tempio principale c’è una grande sala. E’ immensa ma priva di arredi. Di fronte a voi ci sono diversi cadaveri. Sono stati ben trattati, ricoperti da delle bende e cosparsi da oli profumati. Si tratta di un rituale funebre… ma sembra essere stato interrotto. Nessun corpo dev’essere lasciato in quello stato. Normalmente qualche monaco dovrebbe recitare qualche preghiera prima di bruciare le salme. Eppure non c’è nessuno. Oltre i corpi trovate delle coppette con l’incenso consumato e la sua cenere (altri elementi che confermano il rituale funebre interrotto per chissà quale motivo). Vedete, sul muro dietro le coppette, un effige della Dea della luna. Si tratta di una donna di notevole bellezza, in una posa complicata ed elegante, come la forma assunta da una danzatrice. Veste un kimono nero con elementi bianchi. I suoi occhi sono crudeli e il suo sguardo trasmette un potere così grande da non poter essere appreso del tutto. Notate ora tre pietre poste tra le coppette e l’effige. Dalle incisioni circolari sulla loro superfice sapete che sono delle pietre usate per un rituale di evocazione (lo avete appreso dai monaci del vostro villaggio… un altro ricordo che torna nella vostra testa).
  11. Il vecchio stira un sorriso guardando le vostre armi e dice: ehmmm... si, potete uccidere con le vostre lame. E' così che deve essere un guerriero: sprezzante e coraggioso anche di fronte a una ignota minaccia. Ad ogni modo io riesco a vedervi perchè riesco a viaggiare e a comunicare tra i vari mondi. Non spaventatevi ma io appartengo all' "altro" mondo... quello di tutte queste anime in pena.
  12. Il vecchio si accarezza il suo pizzetto bianco che lo fa assomigliare a una capra. Dopo alcuni secondi di riflessione indica le vostre mani e dice: attualmente ci troviamo tra i vari piani di esistenza. Io non posso aiutarvi... ma avete un marchio interessante sulla mano. Più avanti c'è una prateria in cui sorge, su un'altura, un tempio dedicato a una Dea lunare. Coloro che abitano lì possono vedervi e aiutarvi... e probabilmente sono stati loro a imprimervi quel simbolo sulla mano. Ma vi avverto! Se sentite suonare delle campane significa che qualcosa si sta avvicinando. Qualcosa che mangia e strazia.
  13. Procedere verso il presunto nord è l’unica idea che aleggia nella mente di tutti voi. Marciate così verso il settentrione, dove regna solo vento e tenebra. Sollecitati dalle domande di Shiyu, gli altri uomini tentano di parlare tra di loro (e con voi). Sembra che siete stati tutti colpiti dalla stessa amnesia. Rammentate solo alcuni piccoli frangenti della vostra infanzia… ma nessun parente, amico o conoscente in particolare, solo sagome nere e evanescenti. Anche il vostro stato fisico presenta delle similitudini: muscoli indolenziti e arti stanchi. D’un tratto vedete un imponente parete naturale che sembra occupare l’intero orizzonte. C’è una sola crepa in quella parete e, dopo una breve discussione, decidete di entrarci. Vi ritrovate così in un tunnel così stretto che dovete percorrerlo uno alla volta. Il tunnel sembra infinito e senza aria… poi inizia a farsi sempre più ripido e stretto. Siete costretti infine a scavare pur di aprirvi una via e sbucate (dall'altra parte) fuori dal terreno, come se foste una talpa o un verme di terra. Vi ritrovate in una tranquilla vallata illuminata dalla luna. La valle è ricoperta da fili d’erba alti e rigogliosi, smossi da un dolce vento (nulla a che fare con le tremende raffiche di qualche ora fa). Diversi ciliegi sono sparsi un po’ ovunque e in lontananza si vede un canneto di bambù. Questo posto vi è familiare e un senso di tranquillità si insinua dentro di voi. Ma la marcia procede e questa volta riuscite a orientarvi con le stelle. Durante il cammino, i vostri compagni si separano da voi a uno a uno. Sostengono di aver riconosciuto la strada per il loro villaggio e vogliono raggiungerlo. In poco tempo restate voi tre soli e riprendete la marcia… fino a quando non trovate un avamposto tagliato a metà da una stradina di breccia. Si tratta di un manipolo di casette, un paio di locande, un chiosco e un’armeria per chi controlla la zona. Molte lanterne sono accese e nonostante l’ora tarda diverse persone passeggiano tra i vicoli. Li raggiungete e scoprite che c’è qualcosa di strano: i loro volti, i loro corpi e i loro abiti sono sfocati, come se tra loro e voi ci fosse una lastra di vetro opaco. Vi fate coraggio e chiedete loro diverse informazioni… ma non rispondono, continuano a vagare ignorandovi. E’ tutto inutile… una voce alle vostre spalle …non possono vedervi. Un anziano con una benda attorno su un occhio è seduto su una roccia. Sembra un girovago: indossa abiti comodi ma rovinati, un bastone da passeggio e una piccola gabbietta con un canarino al suo interno. Il vecchio continua: non possono vedervi. Quelle persone appartengono a un altro mondo. Un mondo di morte e dolore. Loro sono solo ombre per noi.
  14. C’è qualcosa di strano nel vento che soffia contro di voi. Le sue raffiche sono violente e producono un cupo ululato. Eppure non sentite freddo. Avvertite il soffio sulla pelle, tra i capelli e sulle vostre armatura sporche di sangue e terra. Eppure non sentite freddo. Siete immersi nell’oscurità, in una valle in cui non cresce l’erba. Impossibile capire fin dove si estende questo nulla. C’è solo il vento che soffia e soffia. Vicino a voi ci sono altri sette uomini, tutti simili nell’aspetto e nell’età. Come voi indossano armature rovinate e sporche. Le loro armi, come le vostre, sono sguainate e coperte di sangue essiccato. Siete stanchi, indolenziti e dolenti in diverse parti del corpo. Non siete feriti ma non ricordate chi o cosa vi ha ridotto in questo stato. Non vi conoscete… o almeno credete di non conoscervi. Nonostante questo il vostro istinto vi dice che potete fidarvi gli uni degli altri. Lo stesso istinto (o reminiscenza di una memoria perduta) vi dice che non è la prima volta che vi incontrate. C’è anche un altro elemento che vi accomuna: un simbolo di una falce di luna nera e rovesciata sul dorso della mano sinistra. Non l’avete mai vista prima d’ora… o almeno credete di non averla mai vista. Lentamente un ricordo riaffiora dalla vostra amnesia: il vostro nome, solo il vostro nome. A un certo punto uno degli uomini sostiene di andare a nord, e che è riuscito a orientarsi poiché sostiene che i venti violenti soffiano sempre da nord. Questa sua affermazione vi fa riaffiorare un secondo ricordo: voi tre provenite tutti da un piccolo villaggio del settentrione, ma non ricordate ancora se avete famiglie o altro.
  15. August va a ritirare i due messaggi. Quello diretto a tutti voi è stato scritto dal dottor Lann. Il vostro (ex) capo vi chiede di chiamarlo una volta arrivati a Teplice, giusto per sapere se state bene. Inoltre il dottore vi comunica che continua a seguire la signora Kora ma la donna non riesce a fare progressi per quanto riguarda i suoi vuoti memoria. Il secondo messaggio è diretto a August, perciò lo leggerà in un secondo momento. Il vostro compagno, insieme a Lilia, scambiano qualche parola con il proprietario del locale: un uomo grande e grosso con un paio di folti baffi dorati e piccoli occhi azzurri. L’uomo vi spiega che Teplice è una città morente. Non molte persone vengono a far visita a questo luogo per due motivi: il primo è per il pessimo stato in cui volge il paesino. Il secondo motivo è che ci sono diversi avamposti delle ss attorno a Teplice, questa parte della Germania infatti è “zona-gialla”… ossia un luogo particolarmente trafficato dai morti. Il governo non vieta il passaggio dei civili in queste terre… ma lo sconsiglia caldamente. Infinte il proprietario della birreria dice che qui a Teplice non succede mai nulla di interessante… ma una scintilla di paura ha appena attraversato i suoi occhi. @August
  16. Passate immediatamente per gli uffici del borgomastro di Teplice per registrarvi e per ritirare le armi. Entrate poi nel misero villaggio e in poco tempo trovate quello che sembra essere l’unica birreria della città. Si tratta di una piccola quanto antica costruzione di legno e pietra di nome der Igel. Al suo interno ci sono pochi clienti e molte botti di birra. Sembra che il proprietario stava attendendo proprio voi, infatti ha due telegrammi: un per l’intero gruppo e uno per August.
  17. Vi muovete rapidamente: estraete i rullini da entrambe le macchine fotografiche (di August e di Caspar) per poi nasconderli in una cuccetta del quarto vagone. Ci sono alcuni oggetti che non potete nascondere, come i vestiti insanguinati della signora Kora. I soldati tedeschi vorranno sapere perché avete con voi degli abiti sporchi di sangue. Ma per vostra fortuna Raphael sa come creare alibi e spiegazioni ragionevoli. I soldati vi fanno scendere e, insieme al resto degli sconvolti passeggeri, vi conducono al di fuori della stazione ferroviaria. Vi trovate in un piccolo (ex)borgo vicino Praga. Un tempo era un paesino ma la furia dei morti ha estinto ogni forma di vita al suo interno. Ridotto a un pugno di edifici silenziosi, il Reich ha deciso di trasformarlo in un avamposto militare. Lì venite registrati, curati, controllati e interrogati per tutta la notte. Dopo ventiquattrore, il tempo stabilito per tenervi in osservazione, ripartite con lo stesso treno... che intanto è già stato controllato e ripulito. I soldati non hanno detto a nessuno cos’hanno trovato nei vagoni… ma alcuni di loro sono stati colti da un malore nello scoprire gli orrori nascosti al suo interno. Sono gli stessi soldati che coraggiosamente hanno affrontato i morti durante il risveglio e durante la riconquista dell’impero germanico. Il corpo di Caspar è stato bruciato. I vestiti insanguinati di Kora sono stati sequestrati dalle autorità. -.-.-.-.-.- Dopo quello che probabilmente può essere definito come il vostro viaggio più terrificante della vostra vista, riuscite a raggiungere Teplice. Avete recuperato i rullini e tutte le altre prove, e finalmente scendete dal treno infernale. E’ una giornata tetra e sembra che tra poco inizierà a piovere. Teplice si presenta come una decadente quanto minuscola cittadina. Poche persone passeggiano silenziosamente tra le grigie stradine di pietra battuta. Le case sono rade e distante le une dalle altre. PS
  18. Ludiwig combatte contro il suo aggressore e riesce a infilargli in bocca la canna della pistola. Preme il grilletto. Il cervello del morto schizza dal foro dietro la nuca aperto dal proiettile. Un occhio salta fuori mentre esplode, spargendo un liquido giallognolo in ogni direzione. Mandibola e denti vengono frantumanti. C’è un altro violento scossone che coinvolge l'interno treno, questa volta più potente di tutti gli altri. Cadete tutti a terra, compresi i morti. Solo August riesce a reggersi poiché, istintivamente, si era aggrappato a una maniglia di uno sportello. Giunge poi un fischio assordante e solo ora comprendete che il treno si sta fermando. E’ evidente che qualcuno ha azionato la leva dei freni d’emergenza presente in sala macchine. I morti, nel rialzarsi, iniziano ad avventarsi contro l’ombra armato di pistola che inizia ad arretrare mentre scarica una raffica contro i suoi aggressori. August tenta di fotografarlo. Raphael prova a sparargli ma sembra che abbia mancato il bersaglio. Hans intanto apre il fuoco contro la schiena di un defunto. I proiettili sbriciolano le vertebre del cadavere, costringendolo all’immobilità. Anna e Lilia si avvicinano a Caspar, ma il ragazzo è morto. Il colpo sparato poco fa dall’oscura figura lo ha colpito al centro del petto. La morte è stata istantanea. Caspar ha gli occhi spalancati e le sue mani trattengono la macchina fotografica che ha usato per illuminare la zona. La lampadina della macchina è rotta, capita quando si fanno delle foto. -.-.-.- Il treno si è fermato del tutto e i morti, che sono entrati nel terzo vagone, si allontanano sempre di più da voi. Oramai riuscite solo a intravederli mentre l’ombra armata di pistola è scomparsa dalla vostra vista. Alle vostre spalle sentite le grida rabbiose dei soldati tedeschi mentre si avvicinano. Le forze dell’ordine stanno riprendendo il controllo del mezzo e tra qualche istante raggiungeranno la vostra posizione. Sapete che vi ordineranno di restare fermi e di gettare le armi a terra. Vi perquisiranno e si occuperanno dei feriti.
  19. Adrian e Ludwin cercano di arrestare l’avanzata dei morti ma da non riescono a bloccarli. Riescono a ferirne uno ma i defunti vi raggiungono. Come se non bastasse il treno prende una brusca curva e questo vi fa vacillare. La porta della cuccetta vicino a voi si apre, rivelando al suo interno altri due morti che si precipitano in mezzo a voi. Nel caos generale Raphael perde il suo zippo e non riuscite a vedere cosa sta trattenendo Anna. Caspar, che è vicino a lei, usa la sua macchina fotografica per illuminare il vagone con un flash. Scoprite quindi che la donna è stata agguantata da un cadavere che proprio in questo momento riesce a morderla al collo. Ma dal vagone alle vostre spalle (il vagone numero tre) intravedete un’ombra avvicinarsi a voi. Caspar illumina di nuovo la zona con la macchina fotografica… proprio mentre l’ombra estrae una pistola e inizia a fuoco verso di voi. Caspar cade a terra mentre Raphael viene colpito al braccio. I morti intanto agguantano Adrian e Ludwin, mordendo quest’ultimo alla gamba.
  20. Con cautela uscite fuori dalla cuccetta e vi muovete verso il quarto vagone. Riuscite a vedere i cadaveri dei soldati tedeschi poiché sono ancora illuminati da una torcia elettrica. Quei corpi sono stati massacrati in maniera orrenda… ridotti a pezzi di carne affettati e ammassati sul corridoio del vagone. C’è sangue ovunque. Non si sente niente… ad eccezione del treno che corre sulle rotaie. Vi orientate con i flash delle macchine fotografiche mentre Ludwig raccoglie la torcia e rimediate cinque pistole e cinque mp40. Entrate nel quarto vagone quando Ludwig illumina la zona di fronte a voi. Ed è proprio in quel momento che dalle cuccette escono fuori i passeggeri del treno. Camminano verso di voi, con gli occhi completamente bianchi, i vestiti sporchi di sangue e le mani protratte contro di voi. Alle vostre spalle, nascosto nel buio, qualcuno ha appena agguantato Anna.
  21. @August @tutti E’ difficilissimo muoversi nel buio più totale. La luce della sera che filtrava nel treno ora è venuta a mancare poiché state attraversando una lunga galleria. Gli scossoni del treno in corsa inoltre non vi aiutano a mantenere l’equilibrio. Vi trovate nel terzo vagone e le armi si trovano nella coda del treno. In altre parole dovete superare otto vagoni. Nonostante l’oscurità riuscite a capire dove si trova la creatura, poiché i suoi occhi brillano nel buio. Lei sembra non aver problemi nel muoversi… tutt’altro! Quegli occhi infuocati salgono fin sul tetto del treno, scendono e ruotano con terribile eleganza. Comprendete che quell’ombra è in grado di scivolare sulle superfici e muoversi nello spazio come fa un pesce nell’acqua. Si avvicina a voi. Poi una luce appare dall’altro lato del vagone. I soldati tedeschi, armati di torce e fucili, illuminano la zona e la creatura. Potete dunque constatare la sua forma vagamente umana, molto grande e dai contorni sfumati come quelli di uno spettro. Non capite di cosa sia fatta. Sembra essere composta di “solida tenebra”. E continua a sussurrare quella parola: wooolfffff. Il suono glaciale della sua voce raffredda il vostro sangue. Tremate e avete i brividi. I soldati tedeschi urlano terrorizzati mentre impugnano le armi. Il loro comandate dà l’ordine di aprire il fuoco… non importa la vostra presenza nella linea di tiro. Vi gettate dentro le cuccette, portando con voi un attonito Caspar. Le raffiche di colpi sono assordanti… ma un grido dell’ombra riesce a coprire ogni suono. E’ così potente e penetrante che per un istante avete avuto la sensazione che nel mondo non esistesse più alcun suono al di fuori di quella sorta di grido. La vede sfrecciare nel vagone, passando affianco alle vostre cuccette e caricare i soldati. Altri spari e grida… poi il silenzio. Il treno esce dalla galleria.
  22. @August @tutti Il viaggio procede senza alcun problema. Sul treno ci sono pochissimi passeggeri, alcuni di loro sono delle ss fuori servizio. Con voi c’è anche un ragazzo di nome Caspar. Si tratta di un giovanotto da poco assunto dalla stampa di Budapest. August è stato costretto dal suo capo a portarlo con lui. Caspar sembra un timido, così tanto che non osa guardare nessuno di voi negli occhi… specialmente Anna o Lilia dato che arrossisce sempre quando è vicino alle due donne. Passa tutto il tempo a giocherellare con la sua macchina fotografica. Nei pressi di Bratislava il treno si ferma per un guasto ai motori. I pochi passeggeri escono dal treno per sgranchirsi le gambe. E’ mezzogiorno ma una fitta nebbia rende tetra questa giornata. Tra i passeggeri che sono scesi a terra, ci sono anche un paio di giovani ss. Si lamentano del fatto che sono state chiamate a Budapest solo per sorvegliare il trasporto di qualche cassa per l'ospedale della città… ma un loro superiore li riprende perché non dovrebbero parlare di queste cose. Dopo diverse ore ripartite per quello che sembra essere un lunghissimo viaggio. Superate Praga nel cuore della notte. Siete assonnati e annoiati a morte. Come se non bastasse il treno ha un altro difetto tecnico: prima di entrare in una galleria le luci del vagone smettono di funzionare. Il problema tecnico persiste anche dopo aver superato il tunnel. Vi affacciate dalle vostre cuccette per controllare se la luce è venuta a mancare anche negli altri vagoni… ed è allora che riuscite a vederlo. Immersa in oscurità quasi totale, un’ombra incombe su una guardia del treno posta alla fine del vagone, a circa dodici metri da voi. E’ molto più grande di quell’uomo e gli stringe le mani intorno al collo sollevandolo da terra. Sentite un rumore simile a uno schiocco e capite che l’ombra ha spezzato le vertebre della guardia. Si accorge della vostra presenza e muove di scatto la testa verso di voi. Non scorgete alcun tratto della sua faccia, salvo che un paio di occhi rotondi e rossi come tizzoni. L’ombra sussurra un'unica parola: woooolfff. Il suo della sua voce è agghiacciante. E’ una voce tagliente e acuta, come il vento di una bufera. Il treno in questo momento entra in un’altra galleria… e non vedete più niente. @tutti
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