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Vorrei scrivere una storia


ectobius
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Vorrei scrivere una storia e non ci riesco... in altri tempi ci riuscivo, ora non più.

Non sono più capace di inventare una storia... Perché?... perché ogni storia è storia di principi e valori, e principi e valori si sono rifugiati in posti sconosciuti e anche solo parlarne annoia. E se le storie si scrivono perché siano lette, a che vale se poi non sono comprese o, peggio, annoiano?... a che vale raccontare?

Questi sono tempi che non sappiamo più bene quel che facciamo né perché dal momento che la vita se l’ è accaparrata il danaro... Non c’è campo dove potersi muovere alternativamente... sono i tempi del successo di individui primordiali dalle espressioni volgari e violente, dalle facce cattive e che i soldi rendono accettabili, anzi ossequiabili e da prendere a modello: “a chi non ha niente è proibito non amare la merda”.

Della vita si sente parlare sempre peggio e ci si riduce a balbettarne frammenti con pretesa di poterli mettere in ordine per una storia con un senso che non sia il danaro.

Ma non ci sono rifugi da questo mondo sciatto e volgare di venditori con analfabetissime donne sazie di cibo sdraiate nelle loro auto ammiraglie tedesche.

Eppure ci sono stati tempi in cui si poteva orgogliosamente mettersi fuori dal branco. Poi si è persa la strada di tutte le trame e non è rimasta altra via che lasciarsi andare al disordine senza senso, del “non voler dire, non sapere quel che si vuol dire, non poter dire quello che si crede di voler dire, e sempre dire o quasi”. Perciò Lasciamo fluire la penna e che l’inchiostro spanda così come viene... a macchie!, ché anche la macchie, a guardarle con attenzione, possono organizzarsi in figure, come quelle di Rorschach, che per quanto ambigue ognuno poi legge e interpreta come gli pare.

Sì!, non resta che imbrattare un foglio con ogni immagine che si affacci, ogni parola che si capti: saranno enigmi che la mente cercherà comunque di risolvere... si spera.

Ah, però! poter incontrare ancora un vecchio cantastorie... me lo berrei avidamente! Ma i miei incontri sono di senza memoria, e siamo tutti inariditi al punto giusto.

Da un tavolino di bar guardiano le ragazze giovani e subitamente partono gli apprezzamenti di rito per lo più volgari... poi si parla di pranzi, viaggi così... qualche volta si parla di calcio, auto mobili...

A me queste veline truccate e sculettanti che si espongono in vetrina per adescare non interessano! E’ pur vero che a loro la natura ha affidato il compito di perpetuare la specie e debbono captare il maschio per la sopravvivenza di questa specie che sarebbe un affare per il Pianeta se si estinguesse.

E lo dichiaro senza timori, sia per la specie che per le donne belle giovani eleganti... Solari! come usa dire...

Non mi interessano!

Là per là suscito scandalo. Poi prendono in considerazione che potrei essere omosessuale... e magari, infine, mi considerano solo strambo cosicché, più adeguatamente, divengo bersaglio di sorrisi per un matto degno di divertita commiserazione.

La follia come eventuale possibile valore non viene lontanamente presa in considerazione, eppure oggi è soltanto nella follia che può risiedere l’essere autentico.

Per quanto mi riguarda, essere ritenuto e riconosciuto come matto mi inorgoglisce... e da matto ritengo che questo mondo non vale la pena abitarlo: è cattivo e anche non c’è possibilità di migliorarlo. Cosicché vorrei assumermi il compito di stuzzicare gli uomini, e, se possibile, di tormentarli fino a farli impazzire... ma sono di gomma... teleidioti!, programmati a prova di bomba, e rinuncio al proposito e penso che non resta che ridere... E’ necessario ridere... e dunque mettiamoci a ridere.

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Gironzolo solitario ruttando e petando, intontito come se stessi combattendo con una laboriosa digestione, e ho proprio l’aspetto di chi va in giro senza un perché: non il cane al guinzaglio, non il sacchetto della spesa, non un passo affrettato per un appuntamento... Nei pressi di un supermercato procedo lento zigzagando fra carrelli strapieni spinti da massaie sformate, ex veline tristi che vieppiù mi immalinconiscono.

E una volta c’era un anziano che frugava nei cassonetti della spazzatura del supermarket: un giovanotto si è fermato e gli ha detto, al poveraccio, di fare attenzione a non sporgersi troppo che ci poteva cascare dentro al cassonetto e poteva poi non essere più distinguibile dalla monnezza dal momento che era già lui monnezza da discarica... e ha riso soddisfatto della battuta, il giovanotto. Il poveraccio non ha risposto nulla: quando si è poveri c’è sempre di mezzo tanta stanchezza e troppa fretta. Ma io l’ho guardato lo stesso con severità negli occhi... vergogna!... Ribellati! Ed era vergogna anche per me fermo sul suo sguardo perduto nel buco del c**o della terra, con la sua storia stupida che non poteva essere presa in considerazione... Una storia che poi, comunque, mi avrebbe inevitabilmente perseguitato... mi avrebbe infilato in un incubo... mentre la gente ride.

Effettivamente era uno spettacolo proprio triste... anche come esempio. Uno spettacolo di quelli che tolgono la speranza!... e tutti dicono che ce n’è bisogno di speranza, dicono che bisogna solo fermarsi a guardare gli esempi di coraggio, carattere... e di gioia! soprattutto.

Disgraziati!

Di sera poi, a volte, e piuttosto che attaccarmi allo schermo dei begli esempi gioiosi, mi avventuro per vicoli e strade e ne incontro a bizzeffe di esempi edificanti: per esempio tutte queste auto che filano sui viali a tutta velocità, decappottate nelle sere fredde per esibire i megastereo assordanti e le chiome bionde di donne in pellicce di visone.

Ma nelle strade vicine trovo poi la malvagità di un mondo inferiore: in gruppo una strana accozzaglia di individui intorno a un baracchino della caritas... avvolti nella penombra che sembrano quasi fondersi nel vapore della notte. E poi volti bianchi che ballonzolano nell’oscurità, come diretti verso un cimitero per presenziare a un funerale. E ubriachi drogati, e altri che borbottano fra sé, e uno che russa su una panchina scoreggiando, la faccia lurida a squame, come quella di un serpente… e altri che pisciano in un cantone... e anche mi passa accanto gente dalla quale non riesco a distinguermi con chiarezza...

E’ scoraggiante!

Si riuniscono di notte questi disgraziati... perché?... E' giusto perché la storia la si fa di notte, quando gli impiegati dormono a ricaricarsi per la loro di storia insulsa che li aspetta al mattino... la storia monotona alla quale non si oppongono e marciscono con lei.

Questi altri, invece, si riuniscono di notte per sfidare con la loro presenza... sono sovversivi contestatori dello stile di vita dell’Occidente... comunisti capaci di odiare e sabotatori della gioia di vivere. Sono lì per porre bastoni fra le ruote con la pretesa di dimostrare che il sistema ha fallito. Si teorizza che bisognerebbe eliminarli in qualche modo... rinchiuderli... se questa soluzione non costasse troppo... Insomma una soluzione finale... ci vorrebbe!

E a me viene il dubbio: che forse è qui la storia vera di questa nostra epoca: tra questa gente innocente minacciata nel corpo e nella ragione nonostante la loro innocenza.

(continua)

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  • 2 weeks later...

E’ un mare cattivo, minaccioso, rabbioso, intenzionato a travolgermi mentre disperatamente vado in cerca di salvezza ancorato sulla antica riva a guardare un po’ dall’alto questa furia che scaraventa le barche in aria e annega i disperati in cerca di salvezza..

Mi colpiscono gli spruzzi... che non debba ubriacarmi anch’io?

E allora cosa faccio? Fuggo! Provare a non essere più solo spettatore, ma attore: ubriacarmi anch’io di chiasso volgarità cose... nella corrente... Potrei calmarmi e poi ritrovare il tempo per una partecipazione più pacata... la capacità di commuoversi, la solidarietà sincera… Ma non reggo tra la folla dei decerebrati... e politici malfattori poliziotti legali preti giornalisti... e chiasso!... Ma che almeno la musica...ovunque... almeno la musica ce la si potrebbe risparmiare. Altoparlanti ovunque... Musica!... rimbomba nelle orecchie… fin nelle librerie… la musica!... Almeno nelle librerie risparmiatemela!...

Inferno!, bassofondo dell’esistenza!

Uno stress! Si, uno stress mi ci vorrebbe!

Ma di quelli capaci di scuotermi fino al fondo del buco del ****... Sì, ho bisogno di uno stress! lo sto disperatamente cercando... Disperatamente! ché mi accorgo che non mi è possibile uscire dal circolo vizioso di spettatore-attore... da questo mondo che subdolamente ha condizionato anche me... questo mondo che di cose serie non vuol sentir parlare. E’ spettacolo... solo spettacolo di fattacci: madri ammazzano i figli… figli ammazzano i genitori… fidanzati le fidanzate… malfattori al comando... e io mi suicido con un gran bel Buuum!, al gas... distruggo il condominio e me ne vado anche in compagnia.

Tutto normale... famiglie normali…ragazzi normali…madri normali… e via con la soap opera dal vivo e, seduti in poltrona, nella attesa della partita: si commenta, si parteggia… vorremmo dirci qualcosa… non fermarci al raccapriccio… non facciamo in tempo, c’è la pubblicità! E via… è arrivato il momento di discutere di arbitri cornuti… adesso… tempo per recuperare?… qualcuno ci pensa? Ma se ne parlerà a lungo di ‘sti omicidi, sarà spettacolo che farà audience la morte violenta, a “Porta a porta” e compagnia bella ché c’è anche l’intrigo del giallo…

Il macabro con intreccio: irresistibile!…

Ma anche lo spettacolo del massacro stradale è mica male!… E mica l’incidente senza morti, che non vale la pena fermarsi… Non ci si ferma nemmeno in mezzo al deserto per chiedere se c’è bisogno di qualcosa, un aiuto per cambiare un pneumatico.

Le immagini shock sono proibite, via le foto della anoressica! Mai far vedere i corpi dei massacrati della strada su auto da meraviglia e da oltre duecento chilometri ora... Le entraglie, le cervella che fuoriescono da crani spaccati, come da vescica fessa: non bisogna mostrarle!... nemmeno descriverle.

Cosa ci poteva essere di meglio in quanto ad efficacia da stress che la diretta dello schianto degli aerei sulle torri ed il crollo delle due torri?

Non emozionarono nemmeno loro! Anche loro, le due torri che crollavano, venivano recepite come spettacolo nonostante sinceri sforzi per un più congruo atteggiamento.

Si presentava irresistibilmente come un film con effetti speciali! Eppure si sapeva che era reale lo strazio di molte migliaia di esseri umani... in quel preciso istante perivano tra le fiamme… si lanciavano nel vuoto...

E’ che se siamo saturi di spettacoli di massacri… in Afganistan, in Palestina, nei film... in televisione mentre sediamo a cena… e ancora. Sempre spettatori, sempre più confusi tra realtà e fiction… Bellissimi gli aerei in decollo, normale e verticale, da immense formidabili navi prodigi della tecnica…E i carri iracheni bruciati senza resti umani a bordo?…Ve li ricordate?… Ci raccontarono che erano stati abbandonati per tempo, prima dell’impatto del missile, ed invece gli esseri umani si erano semplicemente sciolti alle alte temperature…E le trincee ricoperte di sabbia… Ve le ricordate?… con tutti gli iracheni a soffocarci sotto, a migliaia, e tutto pulito e spianato senza visioni di morte.

Confessate! L’avevate dimenticato!…

Ma niente paura, non disperate… lo spettacolo continua… ce n’è sempre e la forza dello spettacolo mai visto mitiga, con la grandiosità dell’immagine, l’emozione.

Nel momento in cui l’aereo si infilava nella torre come un coltello in un pane di burro, era l’immagine a tenere prepotentemente il campo... era secondario che vi stessero morendo atrocemente migliaia di esseri umani…

Ho assistito in diretta, e c’erano anche altre persone. Eravamo tutti preoccupatissimi (ci mancherebbe altro!), ci rendevamo conto della gravità di quanto accadeva…eppure...

“Corri, accendi la tele, non perderti lo spettacolo!”…

Si parla con leggerezza di guerre e si ammirano gli strumenti di morte e con troppa indifferenza si assiste allo “spettacolo” della morte per fame e si riceve notizia della compra-vendita di organi... e poi i corpi degli annegati nel Mediterraneo in fila su una spiaggia coperti da un telo, e il carabiniere tranquillo di guardia ai corpi che fuma una sigaretta.

Dovremmo vomitare di emozione se non di sdegno... Io non riesco a vomitare!... abbiamo ormai cervelli da cog***ni, e il pensiero è impedito, non riesce a fare un giro neanche nelle più crudeli condizioni...non riusciamo a raggiungere la temperatura sufficiente acché il burro si possa sciogliere.

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Mi sono accostato ad una chiesa e ci sono anche entrato!

Le solite vecchiette in preghiera. Alcuni impegnati all’allestimento dei presepi, eppure da qualche parte si afferma che Dio è addirittura morto, o quantomeno si è dimesso e tace per disgusto... Ma qui, in questo tempio, tutto tace e anzi ci si prepara a celebrarne la nascita del figlio di Dio... ora che sarebbe il tempo di un funerale!

Sono disorientato, lo confesso: che sia io un matto esaltato... che me la sia inventata io la notizia e la stia vivendo in drammatica tragicità?… spaventosa!… Eh sì, altrimenti perché un avvenimento così grave è accolto in questo generale silenzio?… addirittura nell’indifferenza?

Inconcepibile!… Al disgusto del Dio per noi, si risponde con l’estraneità!

Sono uscito dal tempio nelle strade: luci e allegro shopping.

Scruto i volti delle persone che incrocio… intensamente!... rischio di suscitare reazioni tanto mi avvicino fin quasi toccar loro il naso… Niente! Solo qualche manifestazione di leggero fastidio… un gesto della mano che mi allontana… In genere con garbo.

Umori ed atmosfera di un qualsiasi altro giorno… sui volti solo l’ombra delle piccole preoccupazioni quotidiane.

Ad una signora che sosta nei pressi di un’altra chiesa e che mi è sembrata prostrata ho chiesto cosa le fosse successo: era disperata per aver smarrito il cane... e io vorrei gridare:

“Abbiamo perso Dio!!!”…

Mi trattengo… ho la certezza che finirei al neurodeliri.

I negozi sono addobbati a festa. Luci, musiche… sorrisi.

Ma come?... pur senza questa enormità delle dimissioni di Dio, un po’ di decenza sarebbe d’uopo: un contegno più adeguato, preoccupato per la violenza e l’ingiustizia diffuse… basterebbe uno sguardo più attento a questo nostro pianeta soffocato da tutte le porcherie che vi accumuliamo e che stanno intaccando la stessa materia prima con la quale fummo creati.

Invece beotamente ci si ingozza e non si dà da mangiare agli affamati… e bambini muoiono di fame a milioni…Noi vestiti con firma non vestiamo gli ignudi… E gli assetati? A quelli sì! Gli diamo da bere, a quelli, in abbondanza. Tutta l’acqua del Mediterraneo…e sono così ingordi che restano gonfi sulla battigia…

Manco più una piega sui visi beoti… assuefatti … fino al punto da accettare le dimissioni del Dio, mentre si avvertono sinistri scricchioli… il tempo… il divenire caotico… il precipizio nel nulla.

E’ niente tutto questo?

Alcuni seduti ad un bar discutono di crisi economica… sono inquieti: “Si sono dimessi i manager”.

Ooooooh!! Ma si è dimesso anche Dio!!… Dio s’è ritirato… Sono meno importanti queste dimissione del ritiro dei manager?

La notizia dovrebbe essere delle più terrificanti!… Altro che crisi economica! Notizia da vigilia della fine del mondo.

Fermatevi un momento!

Macché!

Roba quanto meno da diluvio universale… Sodoma e Gomorra… Ma dubito che tanto possa bastare per riprendere in mano la situazione. Ormai solo la fine del mondo… e la valle di Josafat… subito!

Per molto meno nell’anno mille…ricordate?

Allarme!

OH!…La notizia del dio disgustato non è falsa. L’ha diramata niente di meno che il massimo rappresentante di Dio sulla terra… il Papa in persona… ma venne data così… laconicamente… non si vuole spiegare oltre… E noi vorremmo sapere!

Ci chiediamo: è ammissibile che l’Onnipotente, l’Onniveggente, Colui che fa rientrare ogni cosa in un suo lungimirante e sempre perfetto disegno…che anche il caos fa rientrare!… è possibile che possa arrendersi e dichiararsi impotente a controllare il divenire di queste misere creature sulla terra?

Una scelta come questa, il suo ritiro disgustato e il suo silenzio, possono venire solo dal riconoscimento di un errore… poiché anche il solo sospetto di un minimo errore, di un granellino di sabbia non più al suo posto, bastano perché Dio muoia... e non gli sarebbero permesse abdicazioni…

Ma forse Dio è già morto da un pezzo… oppure è in ritiro e sta meditando il suicidio.

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Nel parcheggio di un bar un gigantesco SUV tedesco.

Ne è sceso un tizio, elegante, che ha aperto lo sportello posteriore ed ha fatto scendere un bambino malmesso al quale ha indicato il semaforo. Ha controllato che fosse in postazione ed è entrato nel bar.

Uno di quei bambini: Sono milioni senza giochi, senza infanzia, che conoscono il sesso e sanno fare la guerra, che incrementano il turismo del sesso e il PIL, e il commercio pornografico, e forniscono organi all’occorrenza ai vecchi capataz incartapecoriti bisognosi di un pezzo di ricambio per continuare a lavorare per il PIL, le truffe e il danaro per loro.

Ma sono una grande risorsa per il PIL anche questi bambini e tu fai male a non mollare loro nemmeno un centesimo al semaforo, il centesimo che va ad incrementare i consumi, il PIL e infine il tuo benessere.

Uno gli ha dato il centesimo, al bambino al semaforo rosso. In sovrapprezzo voleva mollargli una carezza: non ha fatto in tempo.

Questa umanità!

Che continua a vegetare tra macerie senza la coscienza della propria abiezione. Volutamente ignara delle cose che accadono, cose cui in verità non potrebbero sopravvivere nemmeno i sopravvissuti.

“E' il momento dell'intensità… ci si sfida a urli e pieno di vino fino al naso… Guai ai deboli allora! Chi è piccolo le prende. I cazzotti spiaccicano al muro tutto quello che non si può difendere e ribattere: bambini, cani o gatti”.

E questo lo diceva Céline già tanti anni fa... non è cambiato proprio niente... l’umanità è questa.

Gesù, mi sento male!

E ho vomitato a tutta gola il pasto indigesto sulla soglia del bar.

Una donna grassa e robusta è uscita, mi ha riempito di improperi e mi ha spintonato, e poi una ragazza tipo velina è uscita con espressione di estremo disgusto dipinta sul volto e sguardo truce, e ha tentato di ripulire la mia ripugnante presenza spazzandomi con una ramazza.

Ho capito e mi sono allontanato senza polemiche.

Non approvano che ci sia qualcuno che non si accontenta… il solito noioso rompiballe che si impensierisce, non si fa i ***** suoi e vorrebbe sapere cosa sta succedendo, se c’è qualcosa di nuovo e terribile che va crescendo sotto i nostri avidi sguardi.

Sono catastrofici ‘sti soggetti! e vanno allontanati senza cerimonie.

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Costui distrugge la speranza... la gioia di vivere. Sì, sono catastrofici ‘sti soggetti!... Vanno allontanati senza tante cerimonie... spazzati! e forse hanno ragione loro.

A me piace invece mettere tutto insieme e farmi venire il sospetto che ci sia qualcosa che non gira. E allora esagero e sento odore di marcio ovunque, di putredine in questo nostro vivere insieme, in questo far West dove gli ostacoli al proprio tornaconto vanno spazzati colla pistola, dove l’egoistico desiderio di godere e possedere consumando fino all’ubriacatura è la massima virtù. Si solletica con ogni mezzo l’edonismo consumistico, e per questi cittadini modello si trovano sempre giustificazioni, anche quando rubano e fanno del male... e financo se uccidono: “poverini”… un raptus… non sapeva quel che faceva…”.

E invece lo sapeva, eccome! quel che faceva… L’aveva programmato, quello che ha fatto assicurandosi complici e alibi… Gli immigrati, invece, quelli sì!... che certe cose le fanno per natura malvagia.

Ma a chi mi sto rivolgendo? A chi? All’ognuno per sé? che non s’accorge nemmeno che c’è un morto sul pianerottolo e lo scavalca finché non puzza?

Sono massa!

Masse frustrate che di quando in quando recitano la farsa delle oceaniche riunioni di protesta e solidarietà, e che si sciolgono in fretta (salvo che non ci sia il contorno sul palco dei cantanti sofferenti). Poi, rientrando a casuccia mia, si fermano all’edicola e acquistano i rotocalchi con le storie dei VIP: yacht, feste, veline, matrimoni corna, divorzi miliardari... così! tanto per rilassarsi! E, una volta a casa, accendono la TV e apprendono che erano in centomila in piazza... Si incazzano mica da ridere... macché! fino all’isterismo si incazzano per un quarto d’ora, e anche mezzora... fino all’ora di cena: “eravamo almeno mezzomilione a protestare pacificamente”.

Ed è importante il pacificamente! Segno di civiltà democratica. Perché, certo, non si può pretendere che sia la piazza a condizionare la politica: l’hanno pur detto! che “la piazza non può condizionare la politica… La piazza non deve sostituirsi ai partiti…”: è la grande verità della democrazia e viene proclamata con enfasi da tutti i rappresentanti politici... e tutti ci si buttano su con entusiasmo su ‘ste belle parole, giornali e televisioni… sette telegiornali per almeno quattro volte al di, prima durante e dopo i pasti.

Bombardamento a tappeto… e anche i precari del lavoro applaudono... le masse rivoluzionarie...

Beh, ma sono proprio stanco... ho camminato troppo oggi e bisogna che riposi per domani: mi aspetta una giornataccia.

Faccio di mestiere il consulente commerciale e coltivo l’hobby della scrittura. Domani debbo sistemare molti bilanci... c’è sentore di verifiche della guardia di finanza.

E poi vorrei scrivere una storia!

Nessun imbroglio con i bilanci, ma da buon professionista bisogna che me la sbrighi bene fra le leggi. Bisogna sapersi destreggiare fra le leggi... nel rispetto trovare contraddizioni e scappatoie... Le leggi vanno rispettate!... Che se poi favoriscono qualcuno a danno di altri io cosa ci posso fare? Non le ho mica fatte io le leggi... a me tocca solo applicarle, e sono obbligato, come professionista serio, a interpretare e scoprire i sistemi legali più favorevoli al mio cliente che peraltro anche paga profumatamente le mie prestazioni... Scappatoie magari al limite, ma le leggi vanno interpretate da un bravo commercialista... è il mio mestiere!

La cena è stata frugale e subito a letto... senza la gioia della TV per questa sera.

Buonanotte!!

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  • 3 weeks later...

Bè... eccoti qui un coraggioso lettore...

Come prima cosa ritengo che la tua storia sia assolutamente ingiudicabile, in quanto frutto di una tua esperienza.

Di certo posso dirmi d'accordo con te per la gran parte delle cose... Viviamo nella società dell'apparenza (bella la rievocazione di immagini della strage irachena), della volgarità, e nel nonsenso della nostra vita diventiamo semplicemente 1/500millesimo delle persone scese in piazza per la manifestazione taldeitali... Hai un buono stile, che prende il lettore trascinandolo nella desolazione dei tuoi pensieri, da una battigia mediterranea piena di cadaveri ad una signorina griffata con un aria truce in volto... vagamente poetico devo dire...

Ma in tutta la storia non si intravede un briciolo di speranza... Di adeguata ribellione alla corrente... Non so... è come se lasciasse "a metà"...

Ciao! e a risentirci!!!

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Ti ringrazio, Elfo, per il lusinghiero giudizio... mi incoraggi a continuare nel mio hobby senza pretese.

La storia non l’ho lasciata a metà. E’ solo che quando la speranza non può esserci, per motivi obbiettivi, preferirei che montasse la rabbia che è un sentimento forte, esige coraggio e fatti e non permette che ci si adagi sul quieto vivere... La rabbia, ad esempio, non direbbe mai “tengo famiglia”. Ma purtroppo, ormai, non si arrabbia più nessuno e si preferisce perdere la memoria... come il personaggio del racconto che dopo tutto quello che ha visto torna al conforto della sua casa, dimentica, pensa al suo lavoro anche moderatamente disonesto... e dorme con la coscienza tranquilla.

Ciao Elfo e grazie.

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Grazie a te per i bei momenti di lettura ^^!

E' tristemente vero... Secondo me l'uomo, nella sua più profonda intimità, sa di essere dentro una grande bugia, come davanti all'obiettività dei fatti sa di essere dalla parte sbagliata, ma, come dici tu, cerca di dimenticare, tornando nella sua felice di onesto e rispettabile cittadino con la coscienza pulita...

Beh... Non vedo l'ora di vedere altri bei frutti di questo splendido hobby :bye:!

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