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biografie


Albedo
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Gorush: 

C'e' sempre stato qualcosa di sbagliato dentro Gorush. Non si sa se sia qualcosa di físico, di spirituale o di mágico. Ma sicuramente c'e'. Una ombra scura che ogni tanto fa scattare qualcosa dentro di lui e gli fa commettere delle brutte cose. O meglio, gli faceva. Il suo passato e' costellato di crimini piuttosto cruenti. E' ricercato in varie zone dell'Impero e si e' cosi' trasformato in un prófugo, un vagabondo. Ha imparato a controllare la sua bestia interna, quest'ombra oscura. La nutre in modo controllato. E finora questo gli ha impedito di commettere altri crimini atroci. La possibilita' di andaré in questa nuova isola come colono e' perfetta per lui, per togliersi di torno, per iniziare una nuova vita. Gli incubi delle persone che ha ucciso nel suo passato lo perseguitano tutte le notti, lo vengono a trovare e gli chiedono il perche', perche' loro, perche', perche', perche'! Chiaramente si vergogna di quello che ha fatto in passato e la sua speranza e' di poter rimediare ai suoi errori passati trasformandosi nel difensore della nova comunita' che potrebbe nascere sull'isola. Acnhe se non ne capisce la vera natura, quello che ha dentro, quella ombra oscura, gli ha messo addosso una paura , appunto, delle ombre. Quelle che si formano negli angoli delle strade, sotto i letti, dietro i mobili..

August

August è stato abbandonato alla nascita. Non è mai riuscito a trovare i veri genitori e questo rancore era cresciuto in lui nonostante le amorevoli cure della madre adottiva. Era infatti stato ritrovato in fasce in una zona selvaggia da alcuni servitori di una famiglia piuttosto ricca. Cresce forte e abile, la famiglia Coultier ne cura l'addestramento accademico e anche marziale ma è evidente che poco a poco diviene più abile del fratello maggiore che inizia a nutrire un senso di rivalsa. La matrigna muore a seguito di una malattia probabilmente. Il patrigno e il fratellastro puntano il dito su August ritenendolo colpevole della morte della donna. La vita in famiglia diventa insopportabile, carica di violenza e rancore. August giunto a un punto di totale rottura non sopporta più quel che gli accade e sparisce. Forse dentro di lui scatta la scintilla di un innato senso di giustizia ma questo mondo non fa più per lui... probabilmente. La sua più grande paura è essere abbandonato, seppur è un vigilante solitario sentirsi solo e abbandonato è la più grande paura. Bene o male coincide con l'incubo ridondante che è quello di rimanere solo e indifeso in una zona selvaggia come quando in fasce. Vuole celare la sua vera identità, se ti va bene, possiamo anche definire che i membri della sua famiglia adottiva fanno parte di quelli che finanziano la colonizzazione.

 

Ragnar

Ragnar è l'ultimo superstite di una tribù di barbari originaria delle montagne. Il suo popolo fu sterminato da una tribù rivale con il fine di compiere uno strano rituale. Riuscì a salvarsi solamente per aver perso i sensi. Non appena fu nuovamente padrone di sé, vide le centinaia di cadaveri dei suoi amici e fratelli ed in preda al panico fuggì approfittando della distrazione dei suoi aguzzini, intenti a celebrare il loro massacro con delle preghiere blasfeme. La sua fuga fu notata quando ormai era abbastanza distante da non venir raggiunto. Da quel giorno vive sentendo il fiato sul collo supponendo che lo stiano ancora cercando per poter completare il sacrificio al loro crudele dio. Per questo motivo ha deciso di allontanarsi il più possibile dalla sua terra natia ed un'isola sconosciuta sembra fare al caso suo.

Nato tra i barbari in un villaggio sulle montagne, Ragnar è cresciuto come un guerriero del suo popolo. Dopo l'attacco di un clan rivale intenzionato a sterminare tutti per compiere un rituale malvagio, Ragnar riuscì a fuggire ed a rifugiarsi a Waterdeep. Sentendo di una spedizione per colonizzare un'isola sconosciuta, decise di imbarcarsi come boscaiolo e uomo di fatica per fuggire ai suoi inseguitori.

Ragnar ha il terrore di essere raggiunto dai cultisti che l'hanno costretto alla fuga e si vergogna profondamente del suo comportamento. Avrebbe preferito morire ma teme profondamente quella sorte.

 

Jamal

Jamal nasce in un piccolo paesino di campagna, uno dei tanti villaggi di contadini nati attorno all'Accademia Imperiale delle Scienze Magiche. La madre è una semplice cameriera della locanda, che si è concessa ad un affascinante cantastorie girovago scomparso il giorno successivo.

Jamal è sempre stato affascinato dalle leggende locali riguardanti le misteriose creature che si dicevano abitare i boschi e le sorgenti della zona, in particolari da quelle collegate ai venti e alle bufere. Si sentiva quasi affine a quegli esseri, descritti come liberi da ogni obbligo e da ogni convenzione. Sentimento che nascondeva, visto ció che si raccontava in paese su quelle creature: erano chiamate da tutti Shaitan, i terribili e demonici distruttori dell'ordine. L'unico luogo dove questi esseri veniva studiati senza pregiudizi era l'Accademia.

Dopo essersi impegnato per mesi e mesi nell'addestrarsi per superare le prove necessarie, venne ammesso agli studi. Ora è stato inviato dall'Accademia come parte dei coloni inviati sull'isola: il suo compito, in quanto membro della prestigiosa scuola, è anche quello di rivelare quanto delle storie appartenga alla superstizione e quanto sia reale.

Particolarità: Jamal è riuscito a forgiare un amuleto durante i suoi studi, che gli ha permesso di ottenere l'aiuto di uno Shaitan delle tempeste. La creatura richiede numerosi sforzi per essere tenuta a bada, ma è pur sempre un risultato notevole per i studi.

Nonostante non lo ammetta in pubblico, lo Shaitan gli ha trasmesso parte dei propri desideri: da allora ha sviluppato una forma di agorafobia e claustrofobia abbastanza particolare. Si sente a disagio nei luoghi dove si trova costretto o impedito nei movimenti. 

Passato travagliato: Gli studi all'Accademia non sono proceduti alla perfezione. Jamal ha iniziato una relazione con una giovane maga silfide, Ligeia. La storia si è rivelata essere solo un trucco della maga per sottrargli parte del materiale sul suo medaglione e sui suoi studi, cosa che lo ha toccato nel profondo.

 

Zoso

 

Aveva vissuto come eremita tra i monti Luster per oltre quarant’anni dopo che da ragazzo aveva coperto di ridicolo la sua benestante famiglia facendosi acchiappare per ennesimi atti di teppismo insieme al suo gruppetto di mascalzoni. Sua madre non aveva retto il colpo ed il padre lo diede ad un educatore. Fuggito da questi sali’ alle pendici delle vette rifiutando ogni contatto con le persone e cibandosi di quel che trovava e cacciava: credeva che questo fosse il modo giusto per purificare il suo spirito dalle indecenze del passato. 

Avventurandosi in questi reconditi inesplorati clivi, un giorno come tanti seguì una pista che sembrava battuta per ripararsi da un forte temporale, entrò in una caverna e qui avvenne qualcosa di incredibile. Trovo' un vecchio druido, Salet era il suo nome. Esso viveva lì, in solitudine ed equilibrio con la natura coi suoi vecchi libri a fargli compagnia. Alchimia, magia, il linguaggio delle Rune, non furono più un mistero dopo l’insegnamento dell’erudito per il giovane Trod. La loro amicizia duro pochi anni, la morte colse Salet preparato; ma furono i più preziosi per l’allievo che riuscì ad arricchire il suo studio approfondendo le teorie del Maestro e crearne di nuove. La devozione per queste arti lo porto' infine  ad abbandonare il suo nome per quello di Zoso.

I contatti con gli esseri umani erano sempre stati sporadici, per lo più si imbatteva in esploratori o persone colte di sorpresa durante le bufere di neve a cui prontamente aveva dato rifugio. Aveva imparato a temerli, aveva visto come avevano mutato e deturpato il territorio, a tal punto che essi non si curavano se le inondazioni e le frane coglievano sempre piu' frequentemente il villaggio a valle, Slop.  Cerco' in ogni modo di dissuaderli nella loro opera, ma aihme' nessuno badava alle parole di un pazzo vetusto.

Lesse sui manifesti appesi ai muri della colonizzazione della nuova isola, non ci penso' due volte a dare il suo nome a chi raccoglieva le partecipazioni.

Aveva in mente si' di conquistare il nuovo territorio emerso dal mare, ma con regole che rispettassero il rapporto tra la natura e la civilizzazione: era questo il patto che l'uomo doveva garantire. In ultimo, ma non meno importante, questo viaggio avrebbe gettato un po' di luce sulle origini di questo arcipelago, e lui sarebbe stato in prima riga ad intensificare gli studi appunto sulla materia primordiale.

Riuscito a farsi ammettere fra i coloni per le sue conoscenze di erboristeria e della natura in generale, conoscenze che per gli uffici imperiali potrebbero essere molto utili per l'impero.

 

Zengan

 

Zengan è un Aasimar, nato da genitori stabilitisi da tempo sul piano materiale. Da sempre è vissuto in una piccola e anonima città dell’impero. Già da piccolo ha mostrato sempre un carattere introverso e poco coraggioso, a differenza del padre a capo della guardi cittadina della piccola città. Figlio unico, su di lui il padre ha sempre riposto le sue speranze e le aspettative sono sempre state alte per un futuro passaggio di generazione nel corpo militare. Queste aspettative sono state ben presto disattese, Zengan è sempre stato goffo e poco portato per le arti belliche. Raggiunta l’adolescenza iniziò anche a verificarsi una strana cosa, di notte Zengan iniziò a vedere uno strano mostro nella sua camera da letto, molte volte fece accorrere i genitori per poi scoprire che non vi era nulla. Questi fatti, uniti alla sua poca propensione per il combattimento, ruppero definitivamente il legame tra padre e figlio. Raggiunti i 18 anni capitò un fatto che diede una svolta alla vita di Zengan: ormai abituato alle “visite” dello strano mostro non ci badava neanche più, una tarda sera il padre rincasò dopo una festa coi commilitoni, era ubriaco e probabilmente voleva sfogare la frustrazione di avere un figlio inutile, entrò nella stanza del ragazzo, lo sollevò di peso dal letto e lo scagliò contro il muro, imprecando contro di lui e contro il fato che gli aveva dato un figlio inutile. In lacrime Zengan non poteva che proteggersi malamente contro i colpi furiosi del padre, quando accadde qualcosa di imprevisto: un’ombra traslucida scivolò sul ragazzo inglobandolo completamente. Divenne cosciente immediatamente di ciò che gli stava accadendo, i suoi pensieri si fusero con il mostro … con Traakard … il padre stupito arretrò alla vista della creatura, Zengan e Traakard emisero un ruggito terrificante che fece cadere indietro il padre esterrefatto. Senza una parola il ragazzo saltò fuori della finestra e sparì nel buio. Col tempo prese confidenza col suo nuovo amico e imparò a collaborare con lui nella forma fusa, viaggiò un po’ per l’impero finchè non sentì di questa nuova colonia, niente di meglio per crearsi una nuova vita. Grazie alle sue, poche, doti magiche ha qualche rudimento di alchimia, spera quindi che questo basti per potersi aggregare alla spedizione.

Zengan è come se avesse una doppia personalità, nei momenti che si trova fuso con Traakard è spavaldo, impavido, e estroverso, capace di fare imprese che mai si sarebbe solo sognato. Nel momento che Traakard è assente tutto cambia, diventa un fifone, introverso e incapace di prendere decisioni. La sua paura più grande rimane per l’appunto di rimanere slegato dal suo Eidolon. Non ha mai più avuto notizie o contatti con la sua famiglia.

***hastur***

) Umano o nano (a seconda dell'ambientazione)

2) Inquisitore

3) Con umili natali e dopo aver passato un'infanzia di stenti, poco più che adolescente viene arrestato dalla guardia imperiale dopo un furto andato male nel quale un ricco aristocratico perse malauguratamente la vita. Dopo un paio di anni trascorsi in carcere e che ne hanno plasmato un carattere molto più spigoloso di quanto fosse prima, finisce di scontare la sua pena a servizio della chiesa. Ormai adulto e non avendo più nulla da cui tornare, decide di rimanere a servizio della dottrina e dell'impero. Si allena nel combattimento e nello studio della religione diventando un inquisitore.

Si è offerto spontaneamente di partire alla volta dell'isola per riferire e debellare eventuali pericoli ad una sicura colonizzazione e perchè spera di poter ricominciare daccapo in un posto nuovo. 

La sua paura più grande è finire di nuovo in catene, che siano del corpo o dell'anima. L'aver trascorso tutta la vita nello stesso posto gli ha fatto maturare un gran desiderio di conoscere luoghi, cose e persone nuove o delle quali ha potuto leggere solo nei libri.

Caino

Caino è un giovane ragazzo, cresciuto all'interno di un monastero da un piccolo ordine che accoglieva orfani, bambini abbandonati e anche deliquentelli, per cercare di dare una nuovo inizio e una nuova famiglia. L'ordine devoto a Erastil, era piuttosto severo, con una gerarchia rigida. 
I ragazzi che dimostravano avere doti, o comunque peculiarità nell'arte della scherma o nelle arti taumaturgiche veniva instradati verso un percorso spirituale che li portasse a essere sempre più parte dell'ordine. Io, fui fra questi, decisi di specializzarmi nell'arma sacra a Erastil, l'arco lungo. L'addestramento prevedeva sia lo studio delle arti magiche sia nell'uso delle armi da guerra. La specialità del ragazzo era l'arco lungo. Aveva una mira eccellente e un'ottima coordinazione.
Passavano gli anni, e il ragazzo di indole molto buona, aveva però l'impeto di voler fare qualcosa di più che rimanere confinato fra quattro mura o supportare la piccola cittadina di duecento anime li vicino. Voleva conoscere il mondo, aiutare gli altri a fare qualcosa di più glorioso. Era incessante questa sua frenesia, giacchè stava cominciando a diventare difficile da sopportare anche per chi aveva intorno. Era come se non fosse mai abbastanza, non fosse mai contento.
Quando il priore, venne messo a conoscenza della possibilità di mandare persone a esplorare nuove terre, preparò subito una lettera di incarico e spedì Caino per questa missione. Dopotutto il verbo di Erastil doveva essere diramato. 

Il ragazzo non è fiero del suo retaggio, non piace far sapere e cerca di nascondere le sue origini da orfano. Profondamente vorrebbe ricongiungersi a sua madre e suo padre naturali.

Ha profondamente paura di rimanere solo, e di non riuscire a essere abbastanza coraggioso e forte da affrontare la vita. Fino ad ora non ha ancora conosciuto l'amore e vorrebbe profondamente trovare una donna. 

Edited by Albedo
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