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La Scheda del Personaggio in Italiano per D&D 5E

La Asmodee Italia da oggi ha reso disponibile sul proprio sito in anteprima la scheda ufficiale in italiano per D&D 5E, in preparazione all'uscita del Manuale del Giocatore il 30 Ottobre.
Cogliamo l'occasione per fare presente che la scheda D'L per la 5E sarà a breve aggiornata con i nuovi termini ufficiali della traduzione
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Retrospettiva: Eberron

 

 
 
La storia di Eberron
Eberron è una delle ambientazioni più recenti della lunga storia editoriale di Dungeons&Dragons: nata solo nel 2002, è riuscita a guadagnarsi la sua fetta di mercato nonostante sentisse il peso delle sue più celebri “sorelle”.
Eberron ha avuto uno sviluppo particolare: nel 2002 la Wizard of the Coast lanciò un concorso (il Fantasy Setting Search) in cui si cercava una nuova ambientazione per l’edizione in arrivo di D&D, ovvero la 3.5. Vennero presentate 11'000 proposte, che vennero rapidamente vagliate dallo staff per scegliere i tre progetti finalisti che sarebbero stati acquistati dalla WotC. Eberron fu quello che trionfò complessivamente. Il suo creatore, Keith Baker, un designer freelancer di GdR, iniziò quindi a stendere una bozza di Eberron: Ambientazione, pubblicata due anni dopo il concorso. Negli anni a seguire vennero pubblicati numerosi manuali accessori per l’ambientazione, sia legati tematicamente ad alcuni luoghi (dal misterioso ed esotico Xen’Drik alla caotica Sharn, per arrivare alla dispotica Sarlona) che di carattere più ampio (Faiths of Eberron, Dragons of Eberron, Races of Eberron solo per citarne alcuni), ma ben poche videro una traduzione in italiano per via dell’arrivo della 4a edizione.

Ciononostante, dato il successo che l’ambientazione riscosse, la WotC decise di rilanciare la linea per la nuova incarnazione di D&D: al contrario dei Forgotten Realms, la storia dell’ambientazione venne tenuta uguale. Tuttavia, la breve vita di D&D 4E portò ad un scarso successo di questa seconda linea editoriale, che comprende solo due manuali (Ambientazione e Guida del Giocatore) e tre avventure ufficiali.

Premessa: il genere
Eberron prende spunto da diversi generi (pulp, urban fantasy e giallo solo per citarne alcuni), ma quello che risulta essere il più preminente è certamente lo steampunk, nella sua declinazione di steamfantasy. Steampunk è un vocabolo in stretta opposizione a Cyberpunk: mentre il secondo implica circuiti, chip ed elettronica, il primo basa tutta la sua componente tecnologica sulla trasmissione meccanica e l’elettricità. Lo steampunk è quel genere, solitamente di ambientazione vittoriana, dove la tecnologia ha fatto notevoli salti avanti, pur rimanendo basata sulle tecnologie tipiche dell’epoca originaria. Esempi di romanzi di questo genere possono essere alcune delle opere di H. G. Wells (in particolare “La macchina del tempo”) e i racconti di Jules Verne.
Eberron viene definito steamfantasy, ossia uno steampunk a cui vengono aggiunti elementi tipici del fantasy, la magia prima di tutto (che spesso sostituisce il vapore come forza motrice).
Ma ora passiamo a parlare della parte più succosa:
Il mondo
La storia dell’ambientazione è anch’essa particolare: stando alle leggende, all’inizio del tempo tutto ciò che esisteva erano tre draghi: Eberron, Khyber e Siberys. Questi tre enormi esseri combatterono fra di loro per il controllo della Profezia Draconica, ovvero tutto ciò che sarebbe dovuto accadere nel futuro. Khyber riuscì a uccidere Siberys, che andò a creare il cielo con il proprio corpo. Eberron imprigionò Khyber, che divenne il sottosuolo. E quando infine anche Eberron, l’ultimo drago, si accasciò da esso si formò il mondo in cui vivono i personaggi. Ognuno dei tre draghi diede inoltre vita a dei figli: Syberis creò i draghi moderni, Khyber gli orrori del sottosuolo e i demoni, Eberron gli umanoidi. E ancora oggi è possibile trovare dei frammenti del corpo di questi draghi, i frammenti del drago, che fanno da componente per gli oggetti magici più potenti e rari dell’ambientazione.

Il sogno segreto di ogni giocatore

E' qui che inizia la vera storia dell'ambientazione. Eberron segue una storia ciclica, caratterizzata da periodi di gloria e splendore terminati da continue catastrofi. Dopo il termine della lotta tra i tre draghi primordiali, il mondo venne abitato e dominato dalla progenie di Khyber, i Rakshasa e i demoni. Le razze umanoidi erano in uno stato primordiale, schiacciate dalla schiavitù dei loro tirannici padroni, finché i figli di Syberis non attaccarono i loro primordiali nemici, obbligandoli a rifugiarsi nel regno sotterraneo del loro progenitore, a costo del gravoso sacrificio dei nobili couatl. E i draghi saranno centrali anche nel terminare la seconda epoca del mondo, che era stata dominata dall’impero dei giganti, eredi della magia dei draghi: dopo un periodo di ritiro nell'Argonessen, i draghi intervennero contro il cadente impero dei giganti, devastato dalla guerra contro i signori dei sogni del piano di Dal'Quor e sull’orlo del baratro a causa dell'uso di una potente magia, pericolosa per l'equilibrio del mondo, ma potenzialmente l'unico modo per bloccare le rivolte degli schiavi elfi, che stavano approfittando del momento per ribellarsi. La ciclicità delle ere di Eberron si ripresenta nell’era successiva con un altro impero, quello goblinoide di Dhakaan, distrutto anch'esso da un invasione planare: i signori della follia del piano di Xoriat, i Daelkyr, portarono con il loro assalto una violenza che scosse il mondo fin nelle fondamenta, finché non vennero imprigionati sul loro piano dai Guardiani dei Portali, un'enclave di druidi orchi. L’ultima era vede la nascita di varie nazioni umane, in particolare le cosiddette Cinque Nazioni, ma è il periodo di tracollo che ne ha determinato la fine ad essere quello che più di tutto ha segnato il mondo di Eberron: l'Ultima Guerra. Eberron è infatti ormai un mondo in pace che si sta avviando verso una nuova guerra, anche se si tratta di un equilibrio fragile, pronto a crollare in ogni minuto. Tutte le nazioni del Khorvaire, il continente principale, hanno da poco raggiunto una pace frettolosa dopo una sanguinosa e devastante serie di combattimenti, sulla spinta di una enorme catastrofe magica che distrusse un’intera nazione e creò la Landa Gemente, una terra desolata e abitata da orrori mutati magicamente.
 

Il continente dove ogni giocatore ha iniziato
 
Per quanto riguarda la geografia del mondo, esistono sette continenti nell’ambientazione di Eberron: la patria degli elfi, Aerenal, dominata dagli antenati resi eterni da uno stato di non morte santificata; le misteriose giungle di Xen’Drik, dove drow, antiche rovine e tirannici draghi attendono gli impavidi avventurieri; le due calotte polari; l’impero fantoccio di Sarlona, in realtà avamposto dei temibili Quori, creature del Piano dei Sogni; la terra dei draghi e della Profezia, l’Argonessen, e il continente che più ha forgiato la recente storia dell’ambientazione, il Khorvaire.
Quest’ultimo è una realtà multiforme, retta dal fragilissimo Trattato di Fortetrono, che ha fatto terminare i combattimenti, ma non le rivalità, dell’Ultima Guerra, ora spostate su un piano economico e politico in una sorta di guerra fredda. Il Khorvaire presenta vari fattori di originalità rispetto ad altre ambientazioni, primo fra tutti i Forgiati: questi costrutti dotati di pensiero sono stati inizialmente creati come armi viventi, ma dopo la fine della guerra ne venne bloccata la produzione e venne decretato che questi diventassero cittadini a tutti gli effetti. Ancora oggi questi costrutti combattono per la loro completa libertà, cercando di lasciarsi alle spalle gli orrori vissuti in passato. Le razze caratteristiche di questa ambientazione non terminano però con i maestosi forgiati: questa terra è abitata infatti anche dai Cangianti (mutaforma discendenti dai Doppleganger, discriminati da chiunque proprio per la loro natura mutevole), dagli illuminati Kalashtar (discendenti dagli umani abitati dagli spiriti Quori che governano Sarlona, abili psionici e ribelli nei confronti dei loro fratelli) e dai ferini Morfici (frutto di un rapporto tra licantropi e umani). Ma i fattori che nella mente di tanti giocatori hanno reso il Khorvaire indimenticabile non si fermano qui.
 

Tipica sovversione di Eberron
 
Ho già parlato dell’impero dei goblinoidi, ma l’ambientazione innova i canoni tolkeniani che ogni giocatore si porta spesso dietro con numerose varianti: gli orchi visti come custodi dei sigilli che respingono le distruttive e folli creature di Xoriat; gli elfi trasformati in predoni nomadi, non troppo dissimili dai vari popoli di razziatori della storia (o dai Dothraki delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin); halfling che cavalcano dinosauri…. Eberron stravolge gli stereotipi che siamo abituati ad aspettarci in un fantasy per creare qualcosa di “strano”, ma comunque omogeneo e coerente.
Rimanendo legato alla sua componente d’azione e investigativa, Eberron affronta, inoltre, in maniera differente l’aspetto delle divinità: siamo stati abituati dai Forgotten Realms o da Dragonlance ad avere divinità costantemente in prima linea nelle faccende del mondo, Eberron si distacca anche in questo dalle sue sorelle maggiori. Le divinità sono forze misteriose e irraggiungibili, che conferiscono potere ai loro chierici solo per lo studio e l’impegno di quest’ultimi, senza mai comunicare direttamente con loro. L’unica eccezione è la Fiamma Argentea, una paladina sacrificatasi anni fa per fermare un potente demone, imprigionata da allora assieme a lui in una eterna fiamma mercuriale. Ma anche questa chiesa, che sembrerebbe l’incarnazione del bene assoluto, ha la sua ambigua morale: i sacerdoti sono spesso corrotti, solo pochi credono veramente a ciò che la Voce della Fiamma sussurra al suo prescelto, preferendo sfruttare la loro posizione di potere. E questi difensori della giustizia hanno commesso atti orribili negli anni, come lo sterminio dei licantropi, visti come esseri impuri.
 

Il destino che la Fiamma Argentea riserva ai giocatori che odiano Eberron
 
E vi ricordate la Profezia? Keith Bakers non è tipo da lasciare dettagli al caso e questa diventa fondamentale nella storia moderna del mondo. Infatti quando le razze umanoidi iniziarono ad ottenere la loro autonomia e a sviluppare le proprie civiltà, tra di esse si ebbe la manifestazione di questo decreto primordiale. Per l’orrore dei draghi si assistette all’apparizione dei Marchi del Drago, dei simboli che certi individui portano sulla loro pelle e che permettono loro di manifestare poteri collegati ad un particolare ambito (ad esempio il controllo delle ombre o degli animali) e solitamente differenti tra razza e razza. I membri delle razze umanoidi che portano questi simboli si sono riuniti nel tempo in delle grandi famiglie, le Casate del Marchio, che si sono poi spartite il controllo di vari ambiti della società e del commercio. E sono anche queste Casate a reggere i fragili equilibri, al pari delle nazioni vere e proprie. Le Casate del Marchio sono 13, riunite in un concilio con l’impegno di controllare questi poteri ed epurare i cosiddetti Marchi Aberranti, ossia i simboli non riconosciuti da queste famiglie.
Un altro concetto ricorrente nel mondo di Eberron è quello del numero tredici, simbolismo ripreso da molte culture del nostro mondo. Infatti, è visto come fortunato o sfortunato a seconda di serie di eventi storici e convinzioni psicologiche che ci portiamo dietro da sempre (tra le varie convinzioni spicca quella legata all'indivisibilità del numero 13, accentuata anche dal suo posizionamento, ossia il fatto di seguire un un numero altamente divisibile). E anche in Eberron ha un particolare ruolo all'interno della Profezia: le lune sono 13, ma una (Xoriat) rimane costantemente invisibile; allo stesso modo dei 13 piani in esistenza 12 sono normalmente accessibili, ma il tredicesimo, Dal'Quor, è stato reso (quasi del tutto) inaccessibile durante la guerra tra Quori e giganti. I Marchi del Drago sono al momento 12, ma in passato ne esisteva un tredicesimo, il Marchio della Morte. Inoltre le Casate son tredici, dato che il Marchio dell'Ombra è diviso tra due famiglie.
 
Nonostante possa apparentemente sembrare una semplice coincidenza, in realtà è il frutto di una precisa scelta editoriale: in inglese l'espressione "baker's dozen" è un detto popolare per indicare l'uso dei panettieri (baker, come il cognome dell'autore NdA) di dare tredici pagnotte quando gliene venivano richiesti dodici per evitare multe contro la vendita di pagnotte sotto peso.
Conclusione
Eberron risalta nettamente tra le altre ambientazioni, che la si ami o la si odi. Oltre alla sua alta componente magica, l’ambientazione incarna alla perfezione il pulp: le misteriose rovine di Xen’Drik, in mezzo a giungle abitate da dinosauri e giganti, le organizzazioni segrete che muovono i fili degli equilibri del Khorvaire, come l’Artiglio di Smeraldo o il culto della Fiamma Argentea… Un migliaio di spunti, in sostanza. Ciò  che fa sì che non sia abbia l’impressione di essere in un enorme calderone è il fatto che questi aspetti sono autonomi. Eberron è fantastico per il sandbox: se ne può usare una qualunque parte senza dover coinvolgere il resto del mondo.
Il vero limite dell’ambientazione è proprio la sua originalità: molti concetti sembrano eccessivi o troppo fuori dagli schemi del fantasy classico, cosa che porta molti giocatori a storcere il naso solo al nominare l’ambientazione. Inoltre, l’enorme mole di materiale può risultare spaventosa per un neofita del GdR, soprattutto vista la sua poca aderenza agli standard. E, soprattutto, i numerosi complotti e intrecci possono far perdere il filo ai giocatori e, in modo particolare, ad un master inesperto, che potrebbe trovarsi con troppo materiale tra le mani per condurre una buona campagna in questa ambientazione.
Eberron è un’ambientazione perfetta per chiunque cerchi qualcosa di diverso, per chi voglia dimenticarsi i PNG che circolano per le strade con un potere pari a quello degli dei (su Eberron anche i più potenti membri delle grandi Famiglie sono tra il livello 5° e il 10°, degli scarti di produzione rispetto al classico mago dei Forgotten Realms) e per chiunque voglia un mondo cupo e grigio, dove eroismo vuol dire dilemmi e problemi. Se siete puristi del fantasy o volete storie di eroismo epico e cavalleresco, meglio alzare il vostro sguardo verso altri orizzonti.
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Anteprima Xanathar's Guide to Everything #4 - Il Dominio della Forgia

Come vi avevamo scritto in questo articolo, il 4 di Novembre la WotC ha in programma di iniziare una due giorni totalmente dedicata all'evento di beneficienza Extra Life. A quanto pare, tuttavia, essa ha deciso di iniziare in anticipo la raccolta fondi e, dunque, già in questi giorni stanno cominciando ad essere sbloccate le anteprime riguardanti il prossimo supplemento per D&D 5e, ovvero Xanathar's Guide to Everything (in questo nostro articolo potrete trovare le informazioni fino ad ora rilasciate su questo manuale), in uscita il 21 Novembre 2017.
In questa nuova anteprima è stata rivelata la nuova Sottoclasse del Chierico Forge Domain (Dominio della Forgia). Qui di seguito troverete il link alla versione PDF:
http://media.wizards.com/2017/dnd/downloads/DnDXL2017_Forge.pdf
 
Se, invece, vi siete persi le altre anteprime rilasciate dalla WotC su Xanathar's Guide to Everything, potete controllare qui di seguito:
Incontri Casuali e Tabelle dei Nomi
Eventi della Vita del Personaggio
Lista degli Incantesimi del Mago
 
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Windows 7: so what?

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Dusdan

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Ho appena finito di ascoltare l'ennesima pubblicita` radiofonica di Windows 7, e mi sovviene spontaneo un sonoro "e allora?". Siamo nel 2009, di sistemi operativi ce ne sono molti, con caratteristiche molto diverse uno dall'altro, ma proprio non riesco a cogliere lo scopo di questa nuova versione. E` un Vista riveduto e corretto, niente di piu`, un Service Pack che ha cambiato nome solo per togliersi di dosso l'alone di elefante imbolsito che si porta dietro dalla nascita il suo predecessore, ma allora perche` farlo pagare cosi`?

Senza entrare nel discorso open source, faccio notare che l'upgrade a Snow Leopard, che si differenzia da Leopard tanto quanto Seven si differenzia da Vista, costa 29 dollari. Venti-nove dollari. Una versione, non una per ogni giorno della settimana e due per la domenica.

Chi e` disposto, oggi come oggi, a spendere centinaia di euro per un sistema operativo, per di piu` Microsoft? Il successo di Windows affonda nella pirateria, non dimentichiamolo: parte del suo successo e` dovuta al fatto che lo si poteva avere "gratis", e non si capisce chi oggi paghera` per l'upgrade. Gli Ads della Apple sono da questo punto di vista illuminanti: e` uscito Seven? Un buon motivo per passare ad un Mac. O a Linux, aggiungo io, ma questo e` un altro discorso.

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8 Commenti


Commento consigliato

Io non so quanto costi Windows 7, XP è stato l'ultimo OS Microsoft che io abbia acquistato pagando e sono abbastanza convinto che la cosa continuerà, salvo imprevisti. Non ho "avuto gratis" Vista, ho deliberatamente evitato di utilizzarlo salvo sporadiche sortite per conto terzi. Windows 7 lo posso avere legalmente senza pagare per accordi della mia Università con Microsoft, voglio provarlo in emulazione ma lo farò solo perché lavorando (o meglio avendo lavorato) nell'ottica di sviluppare programmi che dovranno essere fatti girare da medici che usano prevalentemente Windows, devo tenermi in qualche modo "aggiornato" sull'ambiente che Microsoft propina ai suoi clienti.

Credo ci siano diversi modi legali per gli sfortunati utenti Vista per ottenere Windows 7 senza pagare (o poco via), di fatto rendendo esplicita la natura da "service pack" di questa release, ma questo per quanto mi riguarda non serve a Microsoft per guadagnare fiducia da parte mia: per valido che possa essere Windows 7 (e per ora dalle beta e dalle pre-release tutti parevano più o meno soddisfatti) un sistema operativo dignitoso non cancella anni di disonore, specie ora che come fai notare tu di alternative ce ne sono diverse.

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Ma nello specifico, cosa offre? Che senso ha usare windows, se poi installi Firefox, Gimp, OpenOffice e via dicendo? Cosa offre incluso nel prezzo? Un browser mediocre, un file manager, campo minato (prato fiorito, pardon) e solitario?

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Credo che la risposta stia nell'ignoranza delle persone: semplicemente viene fatto credere che sia più "normale" usare Windows, quindi la gente lo fa.

Aggiungici quelli che si ritengono "fichi" e si guardano attorno ma sono in realtà semplicemente più avvezzi a ripetere operazioni di routine (settare una rete in ambiente Windows, installare un aggiornamento in ambiente Windows, creare un account in ambiente Windows), dunque non sono realmente pronti a mettere in discussione le loro scarse competenze: questi formano il grosso della schiera del "Linux è difficile", altro modo per dire "Non sono abituato a usare Linux non avendolo mai provato, però mi credo uno skillato e dunque se non appare lampante a me come si faccia vuol dire che è troppo difficile da usare". Pigri e a loro volta ignorantelli, questa volta non nel senso di "ignorano l'alternativa" ma di "non imparano perché credono di sapere".

Attualmente il Mac "tira" di più, perché la gente a furia di iPod si è convinta che chi fa le cose belle deve per forza essere bravo a fare le cose buone. Non dico non sia vero, in questo caso, sostengo però che molti dei nuovi utenti Mac non abbiano idea di perché sia meglio Leopard di 7.

Non una vera vittoria per il fronte immaginario dei "Windows free", insomma, semplicemente un'altra incarnazione di una generale pochezza. Ripeto, non dico che l'utente Mac sia in generale un "utonto", dico che molti dei nuovi approdati seguano semplicemente un nuovo trend, una nuova norma. Se Apple facesse schifo negli OS, loro passerebbero lo stesso ad Apple, dunque non li considero "liberi".

Cosa offre Windows 7, chiedi. Non lo so, non l'ho provato. So cosa dice di offrire, sul sito Microsoft c'è una pagina tipo "Windows vs Windows" in cui vengono elencate le funzionalità del nuovo sistema operativo e vengono fatti dei confronti con le precedenti versioni (come a dire "I concorrenti nemmeno li consideriamo degni di un confronto, e possiamo permettercelo perché tanto la gente è dalla nostra parte"): http://windows.microsoft.com/it-IT/windows7/products/compare?T1=tab20

Poi c'è questa pagina qui: http://windows.microsoft.com/it-IT/windows7/products/why-choose?os=other

Basta dare una letta per capire lo stile usato e di conseguenza l'utenza cui si mira: niente termini tecnici, anzi un po' di confusione (

"Oggigiorno, sono ben pochi coloro che archiviano tutti i propri file utilizzando un unico percorso."); fregnacce vere e proprie ("Con Windows Touch l'impossibile diventa possibile!" o qualcosa di simile, dicono che potrai anche disegnare con un dito: grazie dell'invenzione della tavoletta grafica, Microsoft!); dati quantitativi nulli (e qui mi verrebbe un po' da piangere pensando al recente sfondone di uno studente di elettronica che mi ha fatto capire di ritenere "qualitativi" i dati che sono "quantitativi ma ben fatti", cioè "di qualità", santo Cielo, ma andrei OT). Insomma, si commenta da solo mi sembra.

Loro puntano a gente che scarica Firefox perché "E' un hacker" e lo scrive anche su Yahoo! Answers, gente che sa rubarti l'account di MSN chiedendotelo (vicendevole phishing tra innocui naggiani), gente per cui quando la ricerca file diventa lenta se va bene si formatta tutto (anzi, si formatta il computer) e se va male lo si porta a qualcuno che lo formatti. Questa gente continuerà a esserci, e loro continueranno a lungo ad avere la maggioranza del mercato.

EDIT - Ecco, questo parametro è esemplare: "Se il tuo PC non funziona in modo ottimale, non è davvero rilevante che riesca o meno a fare questo o quello. Quindi abbiamo progettato Windows 7 in modo che consentisse al tuo PC di entrare e uscire più velocemente dalla modalità di sospensione. Windows 7 supporta i componenti hardware più nuovi, come i processori per l'elaborazione a 64 bit e multicore. E il miglior utilizzo della memoria permette all'hardware di raggiungere prestazioni ottimali. "

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Non sono convinto sulla parte Apple. Credo che ci sia una componente modaiola, ma la maggior parte di quelli che passano ad un Mac lo fanno per l'hw e per il sw. Che poi siano Macachi e` un altro paio di maniche ;-)

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Non saprei, io ne conosco davvero pochi in realtà, quindi non mi sento di poter fare affermazioni rilevanti. Non ne ho mai sentito uno che usasse il terminale, e questo per un sistema operativo di derivazione Unix (e anzi, ufficialmente certificato come sistema operativo Unix) mi sembra abbastanza "triste". Non dico si debba sfruttare necessariamente al massimo le potenzialità del proprio OS (io sicuramente non lo faccio col mio, mi considero uno "studente" ;-)), ma mi sa che l'uso che questi signori e signore fanno del loro Leopardo (a volte delle nevi, a volte no) è quello di un Windows blindato e più bello da vedere. A livello hardware, i neo-Mac che conosco non sanno per cosa stia il numero prima della parola "bit" nella release di Windows XP, quindi dubito siano così consapevoli. Poi ripeto, ne conosco pochi e dichiaratamente poco "into" l'argomento.

Poi ci sarebbe da discutere su cosa sia più importante tra consapevolezza e risultati, ma finiremmo OT.

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