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Prima era

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Strikeiron

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Mitologia: mito della creazione di Solnem fino all'epoca moderna.

"Là dove la storia delle razze arriverà ad un bivio

si avrà la fine di tutto ciò che è, oppure l'inizio di quello che è stato"*

*Frase tratta dalla profezia e volutamente ambigua che potrebbe significare come nel futuro di Solnem potrebbe esservi la distruzione totale, la rinascita dell'Artefice dei Sogni, la rinascita dei draghi. La profezia è volutamente oscura e si presta a diversi significati.

Premessa: i nomi delle divinità sono stati tratti dal pantheon mitologico della civiltà Etrusca. In molti casi il pantheon era stato a sua volta mutuato da quello Greco. Vista la bellezza dei miti classici ho di mia personale iniziativa lavorato di fantasia, creando un insieme di miti e leggende che non vuole avere la pretesa di essere un'accurata indagine storica (mestiere che lascio ad altri più esperti di me). Spero che questo libero esercizio dell'umana capacità di immaginare possa essere piacevole e non offensivo nei rispetti di coloro ai quali mi sono ispirato.

La prima era della creazione

All'inizio il nulla e nel nulla solo una vita.

Velthune si destò e decise di infondere il suo dono a dei figli. Prima si dedicò all'acqua e alla terra, ma quando le ebbe finite queste rimasero immobili, prive di vita. Allora soffiò su di esse e ottenne il fuoco, respiro della terra e il vento delle tempeste, respiro dell'acqua. Gli elementi si mescolarono e nacque il mondo per come oggi lo conosciamo, nel suo delicato equilibrio. In quel momento fu soddisfatto da quello che aveva fatto e scartò quanto aveva avanzato dalla creazione di Solnem, non prestandovi più alcuna attenzione. E da quello che rimase in sovrappiù originò un altro mondo.1 Gli elementi erano vita e la vita persisteva in essi, ma non la magia. Non ancora, almeno. Velthune capì allora che gli elementi non erano abbastanza. Conferì loro la magia e dagli elementi nacquero i suoi fratelli, destinati a dominare quel mondo di elementi. Dall'acqua nacque Nethuns, signore dei mari; dal fuoco Sethlans, signore dei metalli; dall'aria nacque Tinia, signore dei fulmini e infine dalla terra nacque Aita, signore di tutto ciò che è nascosto. La magia si unì alla vita e gli elementi prosperarono in essa.2 Ma nemmeno a quel punto Velthune fu soddisfatto. Fu allora che dalla sua avidità di creare nacquero Turan, dea della fecondità e Phersipnai, dea di tutto ciò che muore per rinascere a nuova vita. Le ere passarono e gli dei furono soddisfatti di loro stessi, ma gli elementi non ne prosperarono. Questo fino al giorno in cui Aita incontrò Phersipnai e gli elementi stessi rischiarono di perire in questo incontro, come avviene quando si incontrano tra loro gli opposti, perché ormai non vi era distinzione tra gli dei e le loro creazioni, tale era la magia che li permeava entrambi.3 Aita e Phersipnai ebbero così due figli gemelli. Di essi l'uno prese su di sé il dono soltanto della madre e fu Selvans, dio della natura che essa stessa eternamente muore e rinasce4, mentre l'altra ottenne soltanto i poteri del padre e fu da allora Northia, dea del destino e del tempo predestinato. Poiché il creato aveva rischiato di perire Velthune decise di porvi rimedio. Ma non lo fece da solo: quando la Vita nacque come noi mortali la conosciamo, essa prosperò dapprima per popolare i freddi elementi. In seguito Tinia fu costretto per sostentarla ad usare i suoi fulmini; mentre Sethlans lo aiutava rovesciando nel cielo la sua forgia incandescente. Così nacquero gli astri e le stelle, così nacque il sole (gioiello tra i più belli e cari a Sethlans) che diffonde tutt'ora l'essenza di Sethlans sulle creature di Selvans. Ma il sole non poteva continuare per sempre a splendere sulla creazione, altrimenti l'avrebbe distrutta e arrivò così la prima notte, a dare riposo a Velthune ed alle vite che aveva creato. In quella prima di tutte le notti il desiderio di creare del dio divenne uno splendido sogno e al suo risveglio Velthune trovò accanto a sé la compagna che potesse dargli una degna progenie: Uni ebbe vita, maggiore tra tutte le Dee. Da essa nacquero due figlie, tra loro sorelle: Losna e Thesan. La prima nacque nella profondità della notte, portando con sé in dono un disco pallido e brillante nel cielo oscuro e per questo Velthune la fece dea della Luna. La seconda nacque quando i primi bagliori inondavano l'oscurità e venne chiamata Thesan, come la prima stella del mattino e dea dell'aurora. Si dice che le due sorelle insieme percorrano ogni notte il percorso della volta celeste che porta al sopraggiungere di ogni nuovo giorno. Sul mondo siffatto Selvans apprese il significato del mutare del tempo su tutto ciò che è vivo, tale era il suo destino e la sua discendenza: da dea fertile e dio di morte, supremamente occulta tra tutte le cose. Sua sorella Northia passò fra ciò che era e fu ospite nei possedimenti non corrotti di suo fratello, mentre si rendeva conto anch'essa del dono e della terribile maledizione che la accompagnava: poteva conoscere l'inizio e il principio di tutto, ma anche vedere la rovina là dove non vi era neppure ancora indizio di nascita. Osservava ciò che era e conosceva anzitempo quello che sarebbe stato. Ma Northia soffriva molto più del fratello per questo e al fine di cessare questa sofferenza si recò da Velthune e gli chiese di poter cessare di vivere. Ma il dio rifiutò di aiutarla. Northia si appartò nei possedimenti del fratello allora e con tutta sé stessa desiderò di non essere più; per questo Velthune la punì e fu così che Northia si unì indissolubilmente alla natura nella quale si era rifugiata e suo fratello Selvans ne divenne a malincuore il custode. Selvans stesso scelse tra le sue creature predilette il lupo e lo affiancò alla sorella perché nella sua nuova forma ne potesse trarre compagnia e conforto. Quel lupo ebbe un nome: Calu. Da allora Calu è il fedele compagno di Northia.5 Northia, pur diventando essa stessa natura, rimase una dea e conservò i propri poteri per quando il destino lo avrebbe richiesto. Fu così che morte e rinascita cessarono di avere significato per lei e il dolore per le vite che prima vedeva spegnersi si attenuò nella sua nuova forma. Divenne però allo stesso tempo un'unico essere con la terra in cui si era rifugiata e da allora si muta in Cel con il trascorrere delle stagioni scandite da Selvans, dea della terra e degli animali che vi dimorano.6 Ma questo ancora non bastava. Velthune pregò i suoi fratelli e le sue sorelle di aiutarlo. In quel tempo infatti non vi era altro che natura e di ciò solo 7. Poiché la prima razza non si trovava a proprio agio nei possedimenti di Northia, Selvans decise che il suo regno doveva avere la propria razza; pertanto prese le creature che in essa prosperavano e con esse creò la seconda razza: gli Elfi. Più puri tra tutte le razze e più vicini a Selvans delle altre essi furono costretti a fare di Northia la loro unica sopravvivenza.7 Dall'acqua di Nethuns e dall'aria tempestosa di Tinia insieme sgorgò la terza razza: gli Zigar.7 Tale è la loro origine che essi non possono mai stabilirsi in un luogo, ma devono vagare sempre, sospinti dagli elementi mutevoli di cui sono fatti e fuggevoli come acqua che dona vita e distrugge. Turan, che era rimasta in disparte, ingelositasi rubò l'acqua da Nethuns e chiese a Sethlans del fuoco. Lo ottenne e li mescolò, ma essi non si annullarono a vicenda. Così nacque la quarta razza degli Gnul, nel cui sangue scorre la contraddizione che basta loro per sopravvivere negli aridi deserti di Solnem. Selvans era veramente compiaciuto. Allora gli dei presero gli elementi nelle loro mani e la vita che sgorgava in essi e li mescolarono di nuovo insieme, alla ricerca di qualcosa di più grande. Non erano nuovi dei quelli che si accingevano a creare, bensì mortali, in quanto anche Aita mise il suo contributo e nulla potè in questo Phersipnai. Perché non c'è rinascita senza la morte. Aita e Phersipnai insieme presero la terra e la mescolarono con il fuoco di Sethlans: fu allora che nacquero i Nani detti per questo la prima razza. Memori di tali origini i Nani impararono subito a dare vita a ciò che è freddo e morto. Infatti negli elementi che li costituivano erano state poste radici di parte della magia, così che ebbero inizialmente il dono della creazioneVelthune vide che questo non era bene ma nulla fece per distruggere quella razza: questo fu il primo degli inganni di Turan. Nemmeno allora Velthune fu soddisfatto. Prese allora tutti quanti gli elementi perché in ciascuno di essi la magia era forte e Velthune sentiva che così doveva essere. E soffiò sulla quarta razza la propria benedizione, dandole la vita. Ma subito Selvans protestò per quanto era stato fatto: nessuna razza poteva essere superiore alle altre, nessuna poteva trarre solo vantaggio da tutti quanti gli elementi insieme. Dalla sua invidia, in un sogno, ebbe origine Laran, dio della Guerra e quello fu il primo seme di corruzione nel creato. Per questa sua invidia Selvans ottenne che Aita imprimesse sulla quinta razza degli uomini, più che sulle altre razze, il marchio del tempo. Perché con così tanti doni essi si rendessero conto, attraverso la propria mortalità di non doverli sprecare, come spesso avviene nelle loro brevi vite. Anche per questo Selvans deve loro una particolare benevolenza, tale che la quinta razza ha imparato ad ottenere un prezzo dalla natura stessa per poter sopravvivere.8 A questo punto Velthune fu soddisfatto e si ritirò, assieme gli altri dei, dalla propria creazione. La magia presente negli elementi era sufficientemente forte a controllarli senza danno e le razze stesse la condividevano al punto che nulla poteva volgere al male.

1 La vita sostiene sé stessa (autoconservazione)

2 All'inizio gli elementi uniti alla magia danno le divinità, mentre l'unione degli elementi e della materia catalizzata dalla divinità stessa (e pertanto con la comprensione di parte della magia degli elementi) dà origine alla vita. Le divinità hanno così la capacità di propagare la vita stessa.

3 Le creazioni delle divinità e le loro manifestazioni si associano alla magia.

4 Natura perfetta e non corrotta.

5 Da allora il lupo o Calu è creatura della notte. Da esso originano le principali civiltà nelle leggende: sembra che Northia, per aiutare i mortali, inviò Calu come emissario, ma per non spaventarli gli diede fattezze umane. Purtroppo quando una notte Calu vide la Luna (Losna) si ricordò di quello che era stato fino a non molto tempo prima e la nostalgia, oltre a spezzargli il cuore, distrusse il suo travestimento proprio mentre giaceva con una donna della quale si era innamorato. La donna per stare accanto a lui lo seguì e scomparve e questo, oltre a far nascere dicerie sul fatto che Calu avesse ucciso la donna, fece nascere racconti e leggende sulla licantropia. In realtà Calu non attaccò mai se non per difendere sé stesso e la sua amata. Pure gli uomini da allora ne ebbero profondo timore e per questo Sethlans donò loro il fuoco.

6 Northia conosce il tempo ma è indifferente rispetto ad esso. Per lei tutte le creature, buone o cattive che siano hanno diritto di vivere o morire. Quello che a lei importa è soltanto l'equilibrio della sopravvivenza.

7 I Nani sono anche detti i Creatori; gli Elfi i Custodi; i Gnul gli Inesistenti; gli Zigar i Viandanti e infine gli Uomini semplicemente gli Umani.

8 Probabilmente questo aspetto della scrittura risente qui maggiormente di pesanti rimaneggiamenti operati dal trascrittore.


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