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Sadhu

Ordine del Drago
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Community Reputation

5 Coboldo

About Sadhu

  • Rank
    Iniziato
  • Birthday 03/27/1991

Profile Information

  • Location
    Roma
  • GdR preferiti
    Dungeons & Dragons (3.0 - 3.5)
  • Occupazione
    Studente
  • Interessi
    Cinema, Filosofia, Musica
  1. Hai presente la villa del Padrino? Potresti creare un equivalente medioevale fantasy. Il boss della gilda è conosciuto come un ricco mercante e vive in una grossa tenuta recintata e protetta da una guardia personale. Lì vive con la propria famiglia (se ne ha una) e si riunisce ogni giorno con i suoi seguaci più fedeli per gestire le attività della gilda. Potrebbe tenere nel proprio studio personale (o in una stanza segreta a cui si accede tramite lo studio) i documenti più compromettenti e la refurtiva più preziosa...
  2. Grazie per i consigli, sto rielaborando un pò la trama. Terrei il ranger come avversario, abbastanza potente da difendersi nel corpo a corpo contro un vampiro (motivo per cui il vampiro stesso non esce dal proprio castello di notte per ucciderlo) ma non abbastanza da stanarlo assieme alle sue progenie da una fortezza ben difesa (motivo per cui dà inizio ad un assedio). Il ranger è anche il capotribù degli elfi selvaggi ed agisce per difendere la propria gente e per vendetta personale... tra le vittime del vampiro ci sono infatti alcuni suoi familiari. Il desiderio di vendetta
  3. Dipende anche da come vuoi contestualizzare la gilda nella tua ambientazione. Se la gilda è molto potente potrebbe non avere interesse a nascondersi alle forze dell'ordine cittadine e la sua sede potrebbe essere nota più o meno a tutti. Immagina una città controllata dalla malavita: tutti, guardie comprese, sanno che in un certo palazzo si riunisce la gilda dei ladri, ma nessuno fa nulla perchè la gilda è semplicemente troppo potente o troppo influente. In quel caso potresti rendere gli interni più palesemente "ladreschi" e piazzare un paio di sgherri alla porta d'ingresso. Nel caso in
  4. Questa parte l'ho definita nei dettagli, anche perchè rappresenta la parte investigativa dell'avventura... è quella che mi ha dato meno problemi. Si, più che altro gli elfi. Ma anche il ranger stesso, lo vedo meno in grado di imporre il proprio volere sui troll rispetto al druido. Darò un'occhiata ai manuali per vedere se trovo qualche alternativa ai troll, fondamentalmente mi servono dei picchiatori. Comunque con il ranger mi quadrano di più anche altri aspetti della storia, quindi credo che opterò per questa classe, potrebbe venirne fuori un PNG interessante.
  5. Il ranger/cacciatore di non morti non mi dispiace affatto, però come giustifico in quel caso il fatto che abbia troll e bestie varie dalla propria parte? Con il druido mi sembrava più semplice. EDIT: Al limite potrei cambiare anche gli elfi con una razza più decisamente malvagia...
  6. Sono indeciso, anche per quanto riguarda il druido, tra NM e N. Gli elfi selvaggi di questa foresta sono estremamente diffidenti verso gli umani e gli insediamenti più civilizzati, hanno un temperamento aggressivo e brutale. Non si preoccupano di fare differenze tra il vampiro signore della città e i suoi sudditi, una volta "provocati" tenteranno con ogni mezzo di liberarsi di entrambi. Diciamo che per questa nuova campagna vorrei ricreare un'atmosfera un pò più "gotica", cosa che forse tende a farmi assegnare allineamenti malvagi anche quando non sono giustificati! Comunque avete
  7. Grazie, darò un'occhiata, mi piace soprattutto l'idea dei folletti! Il signore della cittadella è un vampiro, cosa che di per se costituisce una prima motivazione per il druido (un potente non-morto costituisce un abominio contrario alle leggi di natura). Il vampiro si è "nutrito" di alcuni degli elfi selvaggi della foresta, oltre che di animali, cosa che ha fatto infuriare ancora di più il druido. Nessuno sa della vera natura del vampiro, ad eccezione di una coppia di sue progenie (uno è il capitano delle guardie cittadine, l'altro il custode del castello). La città è un piccol
  8. Salve a tutti! Sto scrivendo la parte iniziale di una nuova avventura, che si svolge all'interno di una cittadella "assediata" da un potente druido. La cittadella è composta da un castello arroccato su una ripida sporgenza rocciosa e dal borgo ad esso sottostante; intorno al suo versante nord (verso il castello) si estende una enorme foresta, simile alle foreste della Germania. La foresta è sotto la protezione di un potente Druido, di allineamento malvagio, che è deciso a condurre una personale crociata contro il signore della cittadella. I PG sono stati ingaggiati come guardie speciali per
  9. Ciò che dici è giustissimo, la coerenza nelle azioni del personaggio è un fattore che dovrebbe essere alla base di ogni sessione di D&D, altrimenti non ha senso giocare ad un gioco di ruolo. Però ti faccio un esempio: un imponente mezzorco barbaro, dotato di una forza fuori dal comune (20) si trova di fronte ad una porta. Il DM la descrive come una vecchia porta di legno marcescente, coperta di muffa ed erosa dai tarli (CD 13). Il mezzorco gli assesta un calcio ma la porta non cede. Com'è possibile? L'unica spiegazione (in game ed off game) è la sfortuna, il caso. Per me in questa sit
  10. Elam! Intanto grazie per esserti letto tutto il malloppo di post che ho scritto Direi di no... dipende da cosa intendi. Che ci siano degli scontri mi sta bene (fermo restando che saranno i giocatori a decidere), ma chiaramente non conviene loro intraprendere una crociata personale contro la Gilda dei Ladri di una grande metropoli, considerando che la stessa Guardia Cittadina ha rinunciato ad estirparla e si limita a tenerla sotto controllo. Se ti può essere utile: la città vive principalmente di commercio ed è governata da tre forze principali, ovvero la Gilda dei Mercanti
  11. Nell'esempio parlavo di una serratura, non di una trappola. Si rende conto di non esserci riuscito perchè, materialmente, il lucchetto non si apre. Nel caso di una trappola è molto diverso perchè l'unico modo per avere la certezza assoluta di averla disinnescata è provare ad attivarla, chiaramente a seconda del risultato (prova di abilità riuscita oppure non riuscita) sta al master descrivere la situazione. Più in generale, secondo me c'è una certa correlazione tra il risultato del tiro e l'effetto dell'azione. Questo non è valido per tutte le abilità, ma in molti casi è applicabile e
  12. In questo caso è giustissimo che sia così. Avevo aperto un thread con un dubbio simile e mi è stato fatto notare che c'è una differenza tra abilità "attive" e "passive"; le prime sono tirate dai PG, le seconde dal DM. Considera però che, secondo me, eliminare del tutto il metagame è piuttosto utopistico... perchè è una cosa spesso involontaria e perchè, per quanto tu possa cercare di non lasciar trapelare nulla, ci sarà sempre qualche indizio da cogliere per un metagamer (anche il semplice rumore dei dadi che lanci dietro allo schermo, per esempio). Credo che sia importante soprattutto l'a
  13. Io lo tratterei come un tiro per colpire, quindi lascerei che siano ii giocatori a tirare il d20. Poi tu puoi intervenire con una descrizione più o meno lunga, a seconda del ritmo che vuoi dare al combattimento. Virtualmente ogni tiro di dado può peggiorare l'immersività dei giocatori, però tieni presente che la scopo finale della sessione è il divertimento 'a tutto tondo', sia quello che deriva dall' immergersi nella storia, sia quello che deriva dai siparietti che si creano tra i giocatori al tiro di dado. Impagabile il mago che tira una sfilza di 1-2-3 ai tentativi di superare la RI del nem
  14. Ciao a tutti! Sono un pò a corto di idee per la prossima sessione... Nel gruppo ci sono, attualmente: un ladro, un guerriero, un chierico cenobita di Pelor, un elfo esploratore ed un nano paladino. Nello specifico, il nano paladino è il nuovo personaggio del giocatore che interpretava l'elfo, motivo per cui quest'ultimo lascerà il gruppo appena possibile. Cosa hanno fatto i PG: Un gruppo di bardi, assunti nella taverna dove alloggiano i PG, hanno chiesto agli stessi PG di mettersi sulle tracce di un certo Philos, il loro leader, del quale hanno perso le tracce da ormai più di una s
  15. Come sopra A quanto ho capito i tuoi PG hanno molto da perdere dall'ignorare le altre quest cittadine... fa accadere qualcosa che glielo ricordi! Se sono degli aristocratici con un palazzo e dei possedimenti da preservare saranno portati ad abbandonare momentaneamente la loro investigazione se questi si trovano in pericolo. Comunque anch'io sto cercando di creare una campagna in stile sandbox per la maggior parte ambientata in una metropoli fantasy, capisco che sia difficile!
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