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Dragons´ Lair

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Al chiaro di Luna, Capitolo I

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Il viaggio verso Città Libera è stato più breve del previsto: spinta verso sud-ovest dalla migrazione della Grande Tartaruga, la città volante di Solenn si è inoltrata abbastanza nel territorio del Regno dei Figli della Luce da depositarti a qualche giorno di carovana dalla città, e hai facilmente trovato un mercante disponibile ad accompagnarti in città.

Sceso dal carro, ti trovi a un centinaio di metri dalle imponenti mura della città commerciale. Avevi già sentito parlare di Città Libera, ma Solenn non si allontana mai troppo dai paraggi della Foresta Velata, e quindi non l'avevi mai vista, se non in vecchi disegni dei pochi libri di storia a disposizione. Libri che comunque riportavano la decadente città del tempo dell'Impero dei Maghi.

La città sembra rinata, e noti subito un particolare che non era sicuramente riportato nelle immagini che ricordi: all'esterno delle mura, fuori dalla città, ci sono alcuni edifici di pietra, recanti vari stendardi, primo tra tutti quello dei Figli della Luce.

In mezzo alle mura, spicca l'unica entrata della città: quella della famosa Porta Sud. Oltre l'arco, Città Libera si arrampica sulla collina da cui sgorga il fiume Velora, tagliando effettivamente la città in quattro: a nord, sull'altura, si estendono i quartieri del Senato Azorius e del Sindacato Orzhov, cupi e severi anche a distanza. A sud sulla piana, sorgono invece i territori della Legione Boros e del Conclave di Selesnya, dove templi, caserme e giardini si contendono il piccolo spazio entro le mura.

"Devi stare imbambolato a guardare ancora per molto, o possiamo entrare in città?"

La voce acuta, e a volte fastidiosa, del grimorio di tua padre si fa strada nella tua mente. E' abbastanza fastidioso che possa comunicare con te telepaticamente, mentre tu sei costretto a rispondere a voce. Non deve essere stato un incantesimo molto potente a dargli questa infallibile abilità nel parlare troppo.

In ogni caso, noti che davanti alla due porte della città, una immensa e una minuscola, si sono formate due file: la prima, quella carovaniera all'Arco Maggiore, procede abbastanza velocemente, con mercanti e cittadini che passano il distratto controllo al semplice cenno di una mano; la seconda, invece, è composta da individui riccamente vestiti, scortati e impazienti, e sembra procedere invece ad una lentezza disarmante. È chiaro che non tutti entrano a Città Libera allo stesso modo.

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Immagini pubblicate

"devo pensare un attimo, vorrei proprio saltare quella lunga fila...ma non abbiamo l'aspetto di mercanti!"

E ci incamminiamo verso l'ultimo mercante in coda, sperando di potermi unire a lui almeno per passare la porta e iniziare finalmente la ricerca di mio padre.

  • Autore

Al termine della coda dei mercanti, un signore di mezza età accompagna il suo ronzino carico di sacchi. Ti osserva arrivare un po' spaesato e ti parla per primo: "Non sei della zona, eh?"

Sempre tenendo d'occhio la fila che avanza, prosegue: "Non ti preoccupare, oggi fanno entrare tutti. Anche quei bastardi di nobili", dice facendo una pausa per sputare, schifato.

"Se non hai contatti in città, non hai scelto un bel giorno per arrivare. Hai già un posto sicuro dove stare stanotte?"

Le parole dell'uomo ti fanno balenare alla mente una cosa ovvia, che la città volante ti ha fatto dimenticare: questa notte sarà la veranotte. L'unica notte dell'anno in cui la Luna del creatore tramonta, causando l'agitazione di tutte le creature dell'ombra.

Sulla città volante, lontana dal suolo, è una notte come le altre. Ma qui, sulla terraferma, un semplice giaciglio potrebbe non essere abbastanza sicuro dalle creature dell'ombra, che escono dai loro nascondigli per la loro annuale notte di "svaghi"..

"no purtroppo, non ho contatti in città. E ho solo quello che porto addosso. Potrei venire con voi? Posso sbrigare qualche faccenda. Sono un mago e uno studioso"

  • Autore

L'uomo alza le sopracciglia per lo stupore: "Un mago, eh? Wow!"

Mentre la fila avanza si fa pensieroso, poi continua: "Io ho un piccolo rifugio che basta appena per la mia famiglia, però ho un cugino che ha una taverna nel quartiere basso est, si chiama Al Velora d'Oro. Sicuramente da lui o da qualche avventore troverai come guadagnarti un posto sicuro!"

Come se ti avesse solo guardato di sfuggita fin'ora, si ferma a contemplarti un po': "Al Velora d'Oro Calzi a pennello con quelle scaglie dorate, eh eh. Non ce ne sono molti come te a Città Libera!"

La fila prosegue, quando ad un tratto iniziano dei disturbi vicino alla porta piccola: una donna sulla sessantina, vestita con appariscenti abiti marinareschi, inveisce contro la guardia: "Come sarebbe a dire che devo consegnare la mia sciabola?? Che affronto!"

Altre guardie ai lati intervengono a calmare la donna: "Ambasciatrice, mi spiace ma era al corrente di queste regole quando si è trasferita qui. La legge prevede che i nobili devono consegnare le armi per passare la veranotte in città."

Il dialogo acceso continua con numerosi botta e risposta, finché la donna finalmente accetta di consegnare l'arma, continuando a brontolare: "L'anno prossimo me ne torno alle isole del concordato a passare la veranotte, altroché... Zoticoni"

"Grazie per l'offerta, se riuscirò ad entrare con te andrò al velora d'oro.". Poi alzo il sopracciglio incuriosito "Ma perché ai nobili tolgono le armi? Dovrò dire addio alla mia spada o i mercanti hanno più libertà?"

  • Autore

Quando fai questa domanda, il mercante sogghigna: "eh eh, sei proprio forestiero, eh? Città Libera non fa parte del regno dei Figli della Luce perché si è liberata da sola dal dominio dell'impero dei maghi.. e quindi il nascente Senato Azorius ha deciso che nessun nobile potrà più entrare nelle mura, pena la morte!"

La fila prosegue, mentre siete quasi arrivati all'arco maggiore.

"E' per questo che le ambasciate degli altri regni sono all'esterno delle mura, ed è per questo che tutti i nobili dell'ambasciata sono incazzati neri, ah ah!"

Oltrepassate il cancello senza che nessuno vi dica nulla, è sufficiente un piccolo cenno del mercante per avere il via libera.

"Però, siccome la veranotte è veramente pericolosa, soprattutto fuori dalle mura, solo per oggi e domani i nobili possono sostare in città, ma per mantenere un po' la tradizione è stato deciso che devono essere almeno privati delle armi."

Città bassa è un insieme di mercanti e guardie, che devono essere più attive del solito a causa della veranotte. Ovunque ci sono persone che caricano e scaricano, mentre altre, nonostante sia solo ora di pranzo, sembra stiano già preparando il riparo notturno rinforzando le porte e barricando le finestre.

Ovunque sono appesi stendardi di varie gilde, ma le due che spiccano maggiormente sono la Luna Luminescente del Sindacato Orzhov e il Pugno su Rosso della Legione Boros.

"Allora io ti lascio, amico. Buona fortuna per questa notte!"

Orzhov_Logo.webp

Boros_Logo.webp

Modificato da willyrs

Prima che possa andare via gli chiedo il nome "solo per presentarmi da tuo cugino al velora d'oro" dico e la strada per arrivare a quella locanda. Peccato però, mi sarebbe piaciuto fargli qualche altra domanda, magari anche se recentemente abbia visto un dragonide come me passare da queste parti.

Mi guardo intorno e cerco di individuare il velora d'oro, sperando che sia della gilda con il pugno rosso. Quel simbolo già mi piace.

  • Autore

Allontanandosi in preda a un'improvvisa fretta, forse dettata dal rumore, dalle guardie Boros che pattugliano la strada o dalla folla che si addensa per la Veranotte, l'uomo risponde velocemente alle tue domande: "Mi chiamo Raskel Thar-Vel! Ricorda questo nome, diventerò ricco e potente un giorno! eh eh"

Con pochi gesti rapidi ti indica la strada, spiegandoti dove trovare la locanda del cugino Marek, uno che sa ascoltare e sa parlare. È da lui che potrai trovare i “pettegolezzi” che cerchi.

La locanda è nella zona più rumorosa della città: è accanto alla piccola cascata, dove il Velora si getta dalla città alta alla città bassa, e poi prosegue verso il mare aperto, tagliando la città in due.

A differenza dei magazzini, delle case commerciali e degli uffici di gilda, qui non ci sono sigilli né stendardi. Solo un’insegna semplice, consumata dal tempo: Al Velora d’Oro.

La voce del grimorio ritorna nella tua testa, quasi compiaciuta: "Eh eh, in questi posti parlano quelli che non possono parlare altrove. Mercanti indebitati, guardie stanche... Se tuo padre cercava qualcosa, è probabile che abbia iniziato da un posto come questo, eh?"

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