Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 7: Standing on the shoulders of giants
La città vista dal Woolworth Building brilla come le stelle nel cielo.
New York spegne le sue luci per lasciar posto ad un magnifico fenomeno astronomico, che l'alta società si appresta ad osservare dalla terrazza panoramica del Woolworth Building. È un party che non possiamo perdere, dato che sarà organizzato da Erica Carlyle!
Dal diario di Nicholas "Nick" Carter
1925, 23 gennaio - segue dalla precedente
Per un attimo ci si gela il sangue nelle vene, mentre colui che chiaramente è il terzo ed ultimo degli assassini di Jackson richiama a se una creatura immonda, una sorta di serpe alata che inizia a comparire da quella che sembra essere una chiazza di catrame che si allarga sul pavimento della stanza. Si tratta di Mukunga M'Dari, il capo della branca newyorkese de La Lingua Scarlatta! L'uomo, di stazza imponente, emana calore ed energia. Borbotta qualcosa in direzione di Liz, e quest'ultima sembra invecchiare improvvisamente… con prontezza d'animo, la mia compagna risponde al maleficio attivando in qualche modo la cintura trafugata nella sede della setta, ad Harlem: la creatura in procinto di essere evocata si ritrae nella pozza catramosa, scomparendo alla vista… almeno per il momento! Colgo l'occasione per agire: salto addosso a Mukunga, in un folle impeto di coraggio: ho la meglio su di lui e riesco ad immobilizzarlo ad a tappargli la bocca con un fazzoletto, per impedirgli di continuare a proferire le sue stregonerie. La sua ultima parola, prima di essere malamente ammutolito, sembra un nome: Zeke. Anne non perde tempo ed accorre estraendo il fido coltello, infierendo sull'uomo immobilizzato, sangue sgorga copioso da una ferita che si allarga sull'addome. Alistair si avvicina a sua volta, raccogliendo da terra l'arma di Mukunga: un mambele, lo stesso con il quale Jackson è stato ucciso e crudelmente marchiato. Mentre ciascuno di noi si accinge a colpirlo, sapendo che ne va della nostra vita, negli occhi di M'Dari si leggono rabbia e frustrazione. L'ultimo colpo è quello di Liz, che prende il mambele dalle mani di Alistair e lo conficca nella gola del nemico. È morto, giace a terra in una pozza di sangue che si allarga a dismisura: tutto il sangue rubato alle sue vittime, che gli dava forza e che ora lambisce il vortice di catrame che si sta richiudendo sul pavimento, scomparendo e portando con se il mostruoso serpente che tentava di uscirne. Anche stavolta, fortunatamente, l'abbiamo scampata.
Chiamiamo Poole affinché accorra sul posto per prendere in consegna il corpo dell'omicida e la tanto agognata arma del delitto, affinchè Hilton Adams possa essere finalmente scagionato. Il nostro trionfo fa si che non solo il detenuto possa essere liberato, ma consente di incriminare Robson: a quanto pare, l'agente era in combutta con Silas N'Kwane per la gestione di una serie di Speakeasy ad Harlem. Ora che la polizia è entrata nella Juju House, l'ipotesi dello scontro tra gang avanzata da Mordecai Lemming viene definitivamente smentita e quest'ultimo ammette di fronte alla stampa di aver ricevuto compensi e pressioni da Robson per portare avanti questa versione dei fatti. Le nostre ferite, emotive e fisiche, guariscono con il passare dei giorni. Passiamo a salutare Carlton Ramsey e Jonah Kensington, informandoli che da qui a qualche giorno partiremo alla volta di Londra sulla scia della spedizione Carlyle, ci concediamo il lusso di assistere allo spettacolo "Argento Nero" su invito di Adams e della moglie, facciamo un salto anche da Emerson Imports, società di spedizioni gestita da un marinaio in pensione. Apprendiamo che la Emerson spedisce materiale di ogni genere in tutto il mondo e che, per conto di Silas, ha importato parecchi manufatti dal Kenya. Collabora di frequente anche con un mercante indiano di nome Anja Singh, anch'esso interessato alla compravendita di antichità, e che anche Jackson si era recato presso questa società alla ricerca di contatti con Mombasa.
Desideriamo ora incontrare finalmente Erica Carlyle, e quale occasione migliore della festa data al Woolworth in occasione dell'imminente eclissi lunare? Apprendiamo che si tratta di un evento riservato all'alta società, pertanto ancora una volta ci dovremmo ingegnare per capire come introdurci al party. Margaret risolve tutto con una telefonata a Bradley Grey, il responsabile delle comunicazioni di miss Carlyle: le basta il suo nome e la promessa di una donazione per vedersi spalancare le porte del palazzo, anche perchè sarà accompagnata da una star che avrà il compito di allietare l'evento con la sua suadente voce: Elizabeth. Apprendono anche che durante la serata si terrà un'asta: parte delle antichità e dei reperti appartenuti a Roger Carlyle saranno messi in vendita al miglior offerente, un evento nell'evento riservato solo agli ospiti più facoltosi. Alistair ed Oscar decidono di farsi assumere dalla ditta che curerà il catering e di entrare nel palazzo come camerieri, mentre io vengo ancora una volta salvato dal mio tesserino che mi accredita come reporter della Royal Geographic Society. Non ci resta che agghindarci per l'occasione!
1925, 24 gennaio
È arrivata la gran serata! La città ha spento le sue luci: dalle 20 alle 24 calerà l'oscurità su tutta Manhattan per permettere alla cittadinanza di apprezzare l'evento astronomico. Solo il Woolworth scintilla sullo skyline, come un faro nell'oscurità. È incredibile: tutta la gente più sofisticata e ricca della città è accorsa all'evento, nessuno si è lasciato scappare l'occasione per comparire in questo salotto mondano. Da questo momento, le strade di noi investigatori si separano: riporterò nelle prossime pagine ciò che ho potuto vedere con i miei occhi, ed una sintesi di quanto mi è stato raccontato dai miei amici circa le vicissitudini da loro vissute.
Come da programma, Alistair ed Oscar vestono i panni di due camerieri, ed Hargrove ha la sfacciataggine di spacciarsi come intenditore di vini. Grazie a questo potrà avere accesso ai piani superiori, i più esclusivi, dove si incontrerà tutta la gente che conta, seguito da Oscar che reggerà per tutta la serata un vassoio di succulente tartine. Alistair, per merito della sua chiacchiera travolgente, riesce ad ottenere un buon incarico: dovrà presenziare all'asta, occupandosi di servire agli ospiti una preziosa selezione di vini italiani. Oscar, invece, riesce ad eludere la vigilanza del caposala e si avventura nei corridoi del palazzo, fino ad arrivare alla porta che conduce agli appartamenti privati di Roger Carlyle e riuscendo ad introdurvisi.
Margaret fa il suo ingresso trionfale, scortata da Anne (che si spaccia per la sua guardia del corpo) ed accompagnata da Elizabeth. Sono tutte elegantissime. Si mettono subito alla ricerca di Erica, imbattendosi invece in un uomo dall'aria triste: sta ai margini della sala, non partecipa alle chiacchiere ed alle danze, osserva con aria triste le stelle attraverso le grandi vetrate. Margaret gli si avvicina, incuriosita, ed attacca bottone: l'uomo si dice più interessato all'asta che ai festeggiamenti: si considera un esperto di storia e mitologia della Polinesia e spera che alcuni dei rari volumi in materia appartenuti a Roger siano tra gli oggetti che saranno messi in vendita. Racconta che sua figlia è scomparsa in circostanze che hanno impegnato la cronaca locale: si chiamava Eva, una bellissima donna che si è prestata anche come modella per una campagna pubblicitaria molto nota. L'uomo pensa che molto probabilmente la figlia era l'amante di Robert Huston, lo psicanalista di Roger… nonché marito di Liz!! Quando l'uomo lasciò la figlia, quest'ultima cadde in una depressione tale da ricorrere al suicidio per trovare pace. Inutile soffermarsi sulle emozioni provate dalla povera Lizy in quel momento, apprendere una tale verità non può che riempire il cuore di rabbia e tristezza. Povera donna… Nel mentre, Anne si discosta dalla conversazione e riesce finalmente ad individuare la padrona di casa: miss Carlyle è una donna bellissima, circondata da una folla di persone che cercano in tutti i modi di farsi notare da lei. Tra le due donne dev'esserci stato un qualche tipo di colpo di fulmine: non scenderò nei dettagli della loro relazione, che di questi tempi potrebbe oltretutto far gridare allo scandalo, ma più di un testimone afferma di averle viste allontanarsi insieme al termine della serata. Cosa sia accaduto in quelle ore resterà un mistero, il mio pudore mi impedisce di ficcanasare oltre. Prima di tutto questo, ad ogni modo, Margaret e Liz hanno avuto modo modo di scambiare due parole con la ricca ereditiera, grazie ad una conoscenza comune: Mr. Rockfeller, lo scomparso marito di Margaret. Tra le chiacchiere, è emerso che Erica da la colpa della scomparsa del fratello alla donna a cui si era legato, una femmina dai molti nomi, a noi già nota come M'weru. Erica stessa ha consigliato al fratello di rivolgersi ad un analista, un certo Huston (Robert, il coniuge di Elizabeth, già lo sapevamo) di cui aveva grande stima… ma i risultati sono stati pessimi: Robert infatti pareva incoraggiare le stranezze di Roger anziché tentare di correggerle, blaterando di una "coscienza collettiva" che doveva essere esplorata. Tra i presenti in sala, Liz riconosce il professor Anthony Cowles, un uomo dalla barba irsuta; una giovane di nome Eloise Vane (lontana parente dei Carlyle, del ramo britannico della famiglia); una donna asiatica chiamata Lin Yenyu ed un'indiana nota come Taan Kaur. Sono tutti -o quasi- accomunati da un segno distintivo: indossano una spilla a forma di Ankh rovesciato. Poco dopo, Liz lascia la sala e raggiunge Oscar presso gli appartamenti di Roger. Sicuramente lì si nasconderà qualche segreto, forse addirittura dei preziosi reperti esclusi dall'asta!
Quanto a me, ho vita facile: mi basta esibire il tesserino della RGS e sciorinare le mie credenziali per essere condotto senza indugi fino alla sala che ospiterà l'asta. Qui, assieme a pochi altri reporter altrettanto qualificati, ho la possibilità di visionare i beni che saranno messi in vendita prima dell'inizio dell'evento. Tra le cianfrusaglie di poco conto, buone solo per creduloni e collezionisti di antichità, sono effettivamente presenti dei reperti che mi paiono essere davvero degni di nota: una spada di fattura medievale ed una bizzarra tiara adorna di quelli che sembrano occhi (non saprei come altro definirli!) - Tiara degli Occhi. Con faticose trattative e rilanci più tardi, nel corso della serata, Margareth riuscirà ad aggiudicarsi questi due pezzi. Le sono costati cari, ma ho la sensazione che ci torneranno utili nel corso dei nostri viaggi… L'asta procede agguerrita e tutti i pezzi vengono venduti, curiosamente in sala è presente anche un uomo, Joe Corey, tale e quale a Mr. Rockfeller: Margareth non sembra scomporsi minimamente a quella vista, ma a me è parsa una coincidenza quantomeno bizzarra: dovrò parlarle, durante il viaggio verso il Regno Unito. Tra gli altri presenti, un nome mi giunge alle orecchie e mi è familiare: Faraz Najjar, menzionato da Jackson in una delle sue lettere!
La serata trascorre rapida e, prima che me ne renda conto, arriva l'ora di affacciarsi per assistere all'eclissi. Il cielo si tinge di rosso sangue in questi minuti, e tutto appare strano ed inquietante. Proprio durante questo evento, Oscar e Liz arrivano all'ultimo piano degli appartamenti di Roger Carlyle. Correndo il rischio di essere scoperti da Erica, che sta intrattenendo un'animata discussione (così mi è stato riferito da Liz) con Anne nella stessa stanza, i nostri due avventurosi compagni riescono a risolvere un peculiare enigma (un omaggio al famoso scrittore E. A. Poe, che a quanto pare Roger ammirava particolarmente) ed aprono la porta della cassaforte dello scomparso padrone di casa. Al suo interno trovano un volume davvero prezioso, "Il Libro delle Nebbie", che emana un'aura di potere simile a quella di Sette Misteriose D'Africa. Quali segreti nasconderà?
Ci incontriamo fuori dal palazzo più tardi, al termine della festa. Ciascuno di noi ha qualcosa da raccontare ma a sorprenderci di più è Anne: afferma di aver ricevuto un incarico da Erica Carlyle: trovare il fratello scomparso. Erica, infatti, è convinta che sia ancora vivo: afferma di averlo seguito fino in Kenya ma di non aver visto il suo corpo tra quelli ritrovati sul luogo del disastro, né tantomeno quelli degli amici o affaristi che l'hanno accompagnato nella spedizione. È convinta che M'Weru abbia qualcosa a che vedere con tutto questo: afferma di aver indagato su di lei, scoprendo che era solita adescare gli uomini (come un certo Larkin, che noi abbiamo avuto il dispiacere di conoscere alcuni anni or sono). Dove ci condurrà questa promessa? Per ora, l'unica certezza è che il "Mauretania", transatlantico di classe Olympic della Cunard Line, ci aspetta al molo per accompagnarci nel vecchio continente.
"La sto fissando perché sono una… guardia del corpo!"
Modificato da DarthFeder
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