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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 2: Il Segreto dei Kharisiri

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Si indaga sugli inquietanti segreti di Larkin e De Mendoza

Il gruppo di investigatori si lascia alle spalle il Museo ed i suoi orrori, con la necessità di scoprire quanto Augustus Larkin ha taciuto loro a proposito della spedizione. Esigono risposte prima della partenza, ma non sono certi di potersi fidare del loro finanziatore… sembra aver taciuto qualcosa sulle Rovine Tiwanaku e sui segreti che nascondono!

Dal diario di Nicholas "Nick" Carter

1919, 13 gennaio

Dobbiamo andarcene dal Museo, prima di finire nei guai con la polizia locale. Il corpo di Trinidad si è dissolto, il professor Sanchez è in stato confusionale e nulla sembra aver senso, ma qualcuno potrebbe aver sentito gli spari… e poi quella chiazza sul pavimento del magazzino, i vestiti abbandonati ed intrisi di liquidi organici… Liz, in un momento di lucidità, riconosce un odore: l'odore orrido della morte che permea il magazzino non le è nuovo: è lo stesso disgustoso fetore che, nascosto da vane spruzzate di pessima acqua di colonia, veniva emanato da Luis De Mendoza e da Augustus Larkin! Possibile che loro due siano dei… Kharisiri?

Sanchez, prima di andarsene via, ci dice che la creatura gli ha parlato in uno spagnolo arcaico prima di morderlo con i suoi denti fetidi: "Questo è il premio per il Padre delle Larve, el Padre de Los Gusanos". Cosa avrà voluto dire? Chi è il Padre del Los Gusanos? Il termine Gusanos, in spagnolo, suona in modo simile a gioia. Il Padre della Gioia era una divinità alla quale era stata eretta una piramide a lungo cercata dai conquistadores, ma mai trovata. Possibile che Larkin abbia trovato quella piramide, ma che sia intitolata non al Padre della Gioia ma a questo terribile Padre delle Larve? Sanchez ci dice che a Puno ci sono molti sacerdoti eremiti, che conoscono molto bene le tradizioni e la storia dei popoli andini. Forse parlare con loro ci permetterebbe di sapere come arrivare alla piramide perduta e come districarci nei suoi cunicoli… Jackson Elias ricorda un nome: Nayra, una vecchia sacerdotessa che gestisce anche l'orfanotrofio di Puno. Possiamo provare a cercarla, tentare almeno di incontrarla.

Fuori dal museo incontriamo l'ultimo membro del nostro gruppo: un peruviano di nome Oscar Navarro. Sembra un tipo affabile, pragmatico e scaltro. Sotto all'aspetto da sempliciotto cela sicuramente delle capacità degne di nota!

Assetati di risposte, decidiamo di ficcanasare nell'alloggio di Larkin all'Hotel Espana. Dobbiamo capire se vuole imbrogliarci o se è a sua volta una vittima di quant'altro, forse di De Mendoza? L'hotel, contrariamente a quanto asserito da Larkin, è deserto. Solo otto stanze sono occupate. Come mai allora ci ha fatto alloggiare all'Hotel Maury, dicendo di non aver trovato posto per noi nella sua stessa struttura?

Convincere la receptionist a lasciarci entrare senza far domande è stato più arduo del previsto, per fortuna tutti i popoli del mondo parlano la lingua del denaro… Miss Margaret mette mano al portafoglio, ed il miracolo si compie. Apprendiamo che Larkin e De Mendonza alloggiano al secondo piano, rispettivamente nelle camere 21 e 22.

Approfittiamo di un momento di distrazione della vecchia receptionist e frughiamo dietro al bancone, trovando un telegramma predisposto da Larkin per l'invio: è indirizzato in Kenya, all'attenzione di un certo M'Weru. Dice solamente: "I pezzi sono disposti, il grande piano ha inizio". Cosa significherà? Trafugo anche un passe-par-tout.

Saliamo al secondo piano, origliamo alle porte delle camere e non udiamo alcun suono provenire da esse. Grazie al passe-par-tout entriamo nella stanza 23, adiacente a quella di De Mendoza. Dando grande prova di agilità, Anne salta da un balcone all'altro e si introduce tramite la finestra lasciata aperta nella camera (vuota) di De Mendoza aprendoci la porta dall'interno. La stanza sembra non essere stata nemmeno toccata, non ci sono indumenti o altri effetti personali. Rovistando sotto al materasso, Liz trova un involucro che cela una piccola ed antica maschera d'oro il cui retro è tanto lucido da potervisi specchiare. Senza dubbio è un altro reperto Tiwanaku!

Elizabeth si specchia dunque nella maschera, e la sua mente viene trasportata altrove. Vede un bambino, in una grande magione inglese. Seduta su di una poltrona, una anziana signora mostra al bambino una carta coperta chiedendogli di dirle quale sia. L'infante urla disperato, dicendo di non essere in grado di indovinare la carta ma di aver visto invece la nonna morta, caduta in fondo alle scale, in un futuro molto prossimo. La scena cambia, un uomo picchia il bambino incolpandolo di aver ucciso la vecchia nonna con le sue stregonerie. Da adolescente, il bambino riprova a vedere il futuro ma non ci riesce più, il dono sembra essere andato perduto assieme alla vecchia donna.. almeno fino ad oggi: quel bambino infatti è Alistair, che proprio al Museo ha avuto di nuovo un fenomeno di preveggenza: vedendo Margaret trasformata in un Kharisiri, il suo subconscio ha preso il controllo di lui e ciò l'ha indotto a sparare contro di lei. Voleva dunque salvarci? Ma Margaret, al momento, sembra stare bene… si è trattata forse di una falsa visione? Liz poi vede sé stessa, con un pugnale in mano, intenta a squarciare il terreno in una sala di una grande piramide. Dal terreno si libera un fiume di larve, che si riversa fuori implacabile fino a ricoprire tutto il mondo…

Passata la visione, Liz è scossa ma non abbiamo tempo per pensarci ora. Occorre introdursi nella stanza di Larkin, prima che la nostra presenza venga notata! Anne dunque salta anche sul suo balcone e scruta l'interno della camera: l'uomo sembra essere profondamente addormentato. Tra le lenzuola, fa capolino il suo torace nudo sul quale sembra essere impresso un tatuaggio: una sorta di sole?

Anne torna indietro e, con il passe-par-tout, apriamo la porta della stanza numero 21. Alistair e Margaret Anne si introducono all'interno per primi, scoprendo che Larkin è sdraiato sul letto con addosso degli occhiali da sole. Sembra immerso in un sonno tormentato… un siringa è posata sopra al comodino ingombro di libri.

Un passo falso dei miei due compagni sveglia Larkin. Si solleva di scatto sul letto, richiudendo la camicia sul petto tatuato e osservandoci stupito della nostra irruzione. Nasconde rapidamente la siringa, ma era già stata notata da Alistair. Il mio compagno insiste a voler visitare l'uomo, vedendolo sempre più emaciato e riconoscendo la siringa come una dose di eroina. A quel punto la situazione precipita.

Larkin si solleva dal letto a peso morto, come un burattino mosso da fili invisibili. Sembra posseduto! Una voce tombale ci chiede perché interferiamo con il piano. Larkin agisce come un fantoccio: allunga una mano e sembra letteralmente afferrare un lembo della realtà, squarciandola come un lenzuolo. Si apre una sorta di portale, un tunnel di luci variopinte che conduce a chissà quale luogo infernale. In fondo al tunnel, una figura gobba e dagli arti troppo lunghi avanza verso di noi… tutto ciò va oltre alla mia comprensione. Ubbidendo ad un tacito ordine, Oscar si scaglia contro di me brandendo un coltello ma fortunatamente mi manca e riprende il controllo di se. Questa creatura può dominare le menti degli uomini! Passiamo all'azione, tentando di ferire Larkin. La voce deride i nostri tentantivi, riferendosi a Larkin come ad un "involucro" che sta utilizzando a suo piacimento.

Finalmente riesco a piazzare un colpo di pistola ben riuscito e colpisco Larkin alla testa. Il corpo dell'uomo inizia a ridursi in polvere svanendo nell'aria, il portale si richiude e la minacciosa figura rimante intrappolata al di là di esso… con un filo di voce, Augustus Larkin ci ringrazia per averlo liberato dal controllo dell'entità misteriosa che lo ha posseduto evidentemente per molto tempo. Forse da quando ha rinvenuto quei reperti a Puno?

Guardiamo fuori dalla finestra spalancata: Luis De Mendoza, nel vicolo di fronte all'Hotel, ha assistito a tutto. CI osserva per qualche istante, poi fugge nella notte seguito dopo pochi istanti da altre quindici figure che si muovono rapidamente, talvolta su quattro zampe: dei Kharisiri?

Trovo il diario di Larkin tra le sue cose: ha scoperto che, secondo una leggenda, il tempio era dedicato a Suck´ ka, la divinità del vento. Inoltre riporta che anticamente il tempio era circondato da mura di cinta nei quali erano incastonate decine, centinaia di quei terrificanti fischietti del sacrificio: nelle giornate ventose, l'aria spirava attraverso i fischietti riempendo la zona di urla terrificanti che si credeva difendessero il tempio dalle entità malvagie. Larkin ha individuato il luogo, ai confini con la Bolivia, dove il tempio è situato: è ad almeno 1500 km da Lima! Ci aspetta un lungo viaggio.

L'indomani, Jackson Elias ci raggiunge all'Hotel Maury con alcune jeep, come da programma. Si guarda attorno cercando Larkin, ma non sembra stupito o turbato dalla notizia della sua assenza. Non fidandoci della scorta ingaggiata da Larkin, congediamo tutti gli accompagnatori e stipiamo noi ed i nostri averi in una sola jeep, assieme ad Elias.

Dopo quattro giorni di viaggio arriviamo sulle coste del lago Titicaca; siamo in vista di Puno. Un solo giorno di guida ci separa dalle rovine Tiwanaku!

Amici, occorre scoprire cosa ci nasconde Larkin. E, per farlo, credo ci sia un unico modo: introdursi nella sua camera d'albergo e frugare tra le sue cose. Sono certo che troveremo dei documenti, un diario, qualcosa che ci permetterà di capire…

Modificato da DarthFeder

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