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Varlusia

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1 Coboldo

About Varlusia

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  • Birthday 12/12/1995

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  1. Anna Schreiber Arrivati a Teplice non faccio caso a quanto sia piccola la città; sono troppo occupata a guardare il timbro sui miei documenti che di tanto in tanto tiro fuori dalla mia borsa sbuffando ogni volta. Che situazione è mai questa? Sono un medico. Sono in grado di giudicare da sola se ho bisogno di un controllo oppure no. Questo timbro non serviva affatto. Rimetto a posto i documenti quando sento Lilia rivolgersi a noi. Annuisco a ciò che dice e aggiungo Potremmo chiedere informazioni riguardo Alfred nel frattempo. Kora non ricorda chi sia, ma se abita qui qualcuno potrebbe conoscerlo dato che questa città non è poi così grande. Magari saprebbero dirci anche che rapporto hanno.
  2. Anna Schreiber Guardo il corpo di Caspar a terra, immobile. Quegli occhi che durante il viaggio erano sempre rivolti verso il basso per colpa della sua timidezza, ora sono completamente aperti. E’ morto sul colpo… Avvicino la mia mano al volto del ragazzo per abbassare le sue palpebre con le dita. Almeno non hai sofferto molto… Sento Ludwig rivolgersi a me. Voltarmi verso verso di lui mi ricorda in modo non troppo piacevole della ferita al collo. Faccio una smorfia di dolore prima di rispondergli. Non preoccuparti, so che la situazione era un po' difficile. Mi alzo e comincio a pulire la mia ferita e quella di Ludwig. Raphael appena avrò finito qui mi occuperò anche de… Chiudo immediatamente la bocca quando sento le urla dei soldati tedeschi. Del tuo braccio... Se non arrivano prima loro. Dico stizzita.
  3. Anna Schreiber Sento un dolore lancinante al collo poi qualcuno che urla il mio nome. Per un istante mi sento svenire e capisco che qualcuno mi ha morsa. Fa male, ma non posso rimanere ferma a farmi divorare. (Se ho una delle pistole) Sparo a chi mi ha morso poi mi avvicino a Lilia, August e Caspar. Chiedo cosa sia successo a Caspar e controllo se è ferito. (Se ho la pistola la tengo vicina per usarla in caso qualcuno si avvicinasse per attaccarci)
  4. Anna Schreiber Non bastava quell’ombra... Adesso dobbiamo stare attenti anche ai non morti! Penso a quanto sia brutta la situazione in cui siamo quando sento qualcuno afferrarmi. Il primo pensiero che ho è che l'ombra mi abbia presa. Non posso morire così! D’istinto cerco di liberarmi dalla presa usando tutta la forza che ho. Poi quando Raphael tira fuori l’accendino e vedo che la luce illumina la sua pistola pronta a sparare verso di me, mi fermo e mi volto solo per vedere chi o cosa mi abbia preso.
  5. Anna Schreiber Corro lungo il corridoio poggiandomi su qualunque cosa per cercare di non cadere. E’ troppo buio! Alla vista dei soldati tedeschi che puntano le armi nella nostra direzione, mi butto in una delle cuccette insieme agli altri portandomi le mani alle orecchie per attutire il suono degli spari che so stanno per partire. Il silenzio che cala dopo l’urlo assordante dell’ombra non fa altro che rendere tutto ancora più spaventoso. Sicuramente è stata quella cosa a lasciarci al buio e se ha anche aspettato che si facesse notte per uscire fuori, suppongo che la luce non gli piaccia troppo. Mentre aspetto che Lilia veda com’è la situazione fuori, controllo la cuccetta insieme a Ludwig cercando qualcosa che possa essere utile. (oggetti per difenderci, torce o altre eventuali fonti di luce.) Se la situazione fuori è tranquilla, chiedo chi vuole venire con me e mi dirigo in direzione del primo vagone per controllare che il macchinista non sia stato attaccato.
  6. Anna Schreiber Prima che Raphael si allontani dal gruppo rispondo alla domanda del professore. L'ho lasciata in infermeria dicendole che sarei andata a prenderle i vestiti nuovi. Dovrebbe essere ancora lì dato che sono stata costretta a legarla e a chiudere la porta a chiave. Quando ha perso la memoria era nel panico e mi ha puntato un bisturi alla gola. Una volta che mi ha riconosciuta era così dispiaciuta.. ma non sapevo cos'altro fare. Non volevo rischiare che facesse qualcosa di cui si sarebbe pentita. L'ha capito e non ha opposto alcuna resistenza... Abbasso lo sguardo mentre dico queste ultime parole. Avevo chiesto a Christina di andare a prendere i vestiti... spero non sia andata a portarglieli da sola. Vi ho detto tutto quello che ho trovato. Vi lascio il proiettile e i vestiti così potrete analizzarli. Se Christina torna qui con quelli nuovi, ditele che la aspetto in infermeria. Mi volto e torno dalla signora Schultz.
  7. Anna Schreiber Raggiungo il garage e chiedo a Christina di andare a prendere i vestiti che ha acquistato. Dopodiché apro il taccuino dove ho appuntato tutte le informazioni e mi rivolgo agli altri. Ho continuato a fare domande alla signora Schultz mentre la esaminavo, ma purtroppo non è riuscita a ricordare niente. Anzi, continua ad avere perdite di memoria. Per un attimo non ha riconosciuto neanche me. Non dico che sia pericolosa, ma meglio stare attenti quando si è con lei. Sono sicura che queste perdite di memoria non sono causate dal proiettile che l’ha colpita in testa, ma non ho ulteriori informazioni per capire di più al riguardo. Sono riuscita ad estrarre la pallottola dalla testa, ma non quella alla schiena. Spero che basti per risalire all’arma. Analizzando le sue ferite penso che il suo assassino l’abbia colpita prima dal basso, alla schiena. Poi una volta caduta a terra l’ha raggiunta e le ha dato il colpo finale alla testa. Inoltre ho trovato anche un altro foglietto. Lo estraggo dal taccuino e lo mostro a tutti. C’è scritto un indirizzo e un nome: Alfred. Ovviamente lei non ricorda chi sia.
  8. Anna Schreiber Certamente. Rispondo annuendo alle richieste del dottor Lann. Attendo che la signora Schultz risponda alle domande dei miei colleghi e sorridendo mi rivolgo poi a lei accompagnandola verso la sala operatoria. Prego da questa parte. Una volta sole la invito a togliere le vesti e a sedersi sul lettino. Non si faccia problemi a svestirsi davanti a me, sono una dottoressa. Per quando avremo finito Christina avrà sicuramente trovato già qualcosa per lei con cui cambiarsi. Ad ogni modo, nel caso le venga in mente qualsiasi cosa mentre mi occupo di lei, me lo dica subito. Quando la signora è pronta, procedo a controllare il corpo per eventuali segni e ferite oltre a quelle causate dai proiettili. Ho già toccato dei cadaveri prima d'ora, ma nessuno di questi era vivente. Nonostante ciò le mie mani viaggiano sicure sul corpo della donna, senza alcun segno di esitazione. Quindi è sicura di non ricordare nulla del momento del suo omici… mi correggo della sua aggressione? Non ricorda se stava cercando di scappare, se ha cercato di difendersi prima o se è successo all’improvviso? Prima di iniziare ad estrarre i proiettili prendo un taccuino con una penna e comincio ad appuntare ciò che vedo. La grandezza delle ferite, la posizione, l’angolazione, controllo la presenza di polvere da sparo e la profondità dei fori. Dopodichè cerco di estrarre i proiettili con la massima cura, cercando di stare attenta a non dilatare ulteriormente i fori. Ricorda se è mai riuscita ad incontrarsi con il dottor Harp? Durante tutto il controllo continuo a chiederle le stesse domande poste da quando l'abbiamo incontrata, sperando in qualche recupero di memoria.
  9. Anna Schreiber Guardo con sorpresa la signora dopo aver ascoltato la sua confessione. Tutti i morti che ho visto finora pensavano solo a nutrirsi di carne umana, ma questa sembra una donna… normale, solo impaurita. Ascolto le domande dei miei colleghi e aggiungo con tono educato: Risponda a una domanda alla volta. Chiudere gli occhi la potrebbe aiutare a ricostruire meglio quello che è successo. Ogni dettaglio potrebbe essere utile; qualcosa che ha visto, un suono oppure un odore particolare. Se riesce a ricordare gli ultimi in posti in cui è stata, tornare lì sarebbe un'altra opzione per permetterle di ricordare qualcosa. Se continuerà a non ricordare nulla l’unica cosa che potrò fare sarà controllare se la sua perdita di memoria è momentanea, causata dal proiettile che l’ha colpita in testa, o se è permanente. Nel secondo caso sarebbe un problema.
  10. Anna Schreiber Arrivo al museo sentendo da lontano le urla di Vasilij e non riesco a fare a meno di sorridere Sempre la stessa storia… Mentre mi acconcio i capelli nel mio solito chignon basso noto il giornale, ma non mi soffermo a leggerlo; l’ho già fatto in ospedale. Non so se sia stata la scelta giusta fargli fare quella fine, ma giudicando dallo sguardo triste che aveva… probabilmente gli abbiamo solo fatto un favore. Persa nei miei pensieri mi dirigo verso la hall per accogliere la cliente appena arrivata. Il suo sguardo è agitato. I miei compagni l’hanno già invitata ad entrare quindi mi limito ad indicare con un braccio la stanza in cui farla accomodare con un sorriso sincero, davvero disposta ad aiutarla.
  11. Anna Schreiber Ascolto con attenzione la conversazione tra i due facendo piccoli colpi di tosse di tanto in tanto, causati dal forte odore di fumo che si è creato nell’aria. Finito quello che da resoconto si era trasformato in un interrogatorio, seguo con lo sguardo il professore che si alza ed esce dalla stanza. Un uomo davvero ammirevole, il suo intuito è invidiabile. Attendo che i miei compagni finiscano di parlare e prendo la parola. Non capisco le sue azioni poiché non mi sono mai trovata nella sua situazione, ma la mente a volte gioca brutti scherzi e porta a fare cose assurde, soprattutto se provata da circostanze difficili. Questo non cambia il fatto che avrebbe dovuto dirci prima la realtà dei fatti. Il suo egoismo ha portato alla morte di molte persone innocenti, spero che lei non si dimentichi mai di questo. Continuo a fissarlo con espressione severa finché non è lui a sciogliere l'incrocio di sguardi ed esco dalla stanza.
  12. Anna Schreiber Mi affaccio in uno dei loculi. Sul mio viso appare un’espressione di disgusto alla vista di ciò che c’è all’interno. Quella è… pelle umana? Mi avvicino strizzando gli occhi per esaminare cosa c’è all’interno con la speranza di aver visto male. E’ veramente pelle umana… Che schifo. Faccio un piccolo balzo all’indietro quando uno sciame di insetti sbuca dal loculo, probabilmente disturbato dalla mia voce, e comincio a sbracciare davanti a me cercando di mandarli via. Mentre agito le braccia l’imprecazione di August mi fa voltare nella sua direzione. Qualcosa gli è saltato addosso e August sta cercando di liberarsi dalla sua presa Cos’è quello?! Noto la manetta attorno al suo polso. Quella catena sembra la stessa che abbiamo visto pendere dal muro. Che sia lui la mente malata che ha cucito tutte quelle pelli umane? O avrebbe dovuto fare la loro stessa fine ed è riuscito a liberarsi? Non è questo il momento per pensarci Sto per alzare la mia arma quando vedo con la coda dell’occhio il dottor Lann puntare la sua verso la creatura. Aspetto che faccia fuoco ma nessun colpo parte dalla sua pistola. Giro il capo per guardare il dottore e noto la mano che impugna l’arma tremante, mentre la fa ricadere lungo il fianco. Senza pensarci troppo allargo il braccio per tirare via il dottor Lann dietro di me e subito dopo con una mano pronta a premere il grilletto e l’altra sotto il calcio, sparo alla creatura
  13. Anna Schreiber Entrati nella stanza arriccio leggermente il naso per il forte tanfo. Dopo aver osservato per un istante l'area, mi volto in direzione di un rumore che attira la mia attenzione. La mano di una donna ferita che cerca aiuto mi porta ad allungare un braccio verso la borsa dove tengo le bende. Oh. Solo una parola esce dalla mia bocca quando mi accorgo di aver letto male la situazione. Sarebbe impossibile nello stato in cui è ridotta. Fisso il viso della donna scuotendo la testa e pensando a quanto sia macabra la fine che ha fatto. Nessuno porterebbe delle persone in un posto così pericoloso per ucciderle solo per divertimento o vendetta. Abbiamo a che fare con qualcuno che ha altro in mente, che sa come muoversi tra i morti e ha trovato questo come luogo perfetto per nascondersi. Speriamo abbia lasciato qualche indizio riguardo i suoi piani. Sposto lo sguardo verso la scia che la donna si sta lasciando dietro. Mi meraviglio di quanto il mio stomaco sia indifferente ad una scena così sanguinolenta. Chi avrebbe mai pensato che mi sarei abituata a vedere delle cose simili. Se fossi stata qui qualche anno fa, sarei sicuramente svenuta subito Una stretta alla caviglia mi riporta alla realtà. Sobbalzo puntando la mia arma verso il basso. Fiù, è solo una mano... tiro un sospiro di sollievo; sollievo che sparisce non appena vedo dei cadaveri avvicinarsi alle nostre spalle. Mi libero dalla stretta alla caviglia grazie all'aiuto di Ludwig mentre ascolto Raphael rivolgersi al dottor Lann e a me. Dopo aver sentito le sue parole faccio un cenno di assenso e mi dirigo nella direzione da lui indicata. Dottor Lann non si allontani da me dico guardando i cadaveri e controllando che nessuno si avvicini a noi. Nel frattempo, se ci sono loculi vicino a noi controllo se sono vuoti o se c'è qualcosa all'interno.
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