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Largo

Ordine del Drago
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Informazioni su Largo

  • Rango
    Virtuoso
  • Compleanno 06/06/1995

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  1. Largo

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    Magnus Per tutto il giorno rimaniamo chiusi nel nostro alloggio. Rimango poggiato vicino la finestra che ridà in strada fumando la mia pipa. Ogni tanto tossico ridendo nel vedere come il resto della mia compagnia o quasi maneggia quell'oggetto in maniera così avida e accurata. Mentre nuove informazioni vengono scoperte in maniera però non del tutto rapida le mie membra, ormai spossate, cadono in un leggero sonno. Sonno destato solo dal rumore dei mobili e letti spostati per far spazio a quella che sembra essere una mappa. Una volta capito ciò che accade intorno a me eccola li, una mappa del tesoro con tre punti ben delineati. Spezzo il silenzio ancora con la bava che mi pende dalla barba. Un tesoro che potrebbe renderci invincibili? Un'avventura ai confini delle nostre terre? Piene di mostri da ammazzare, birre da gustare e cibi succulenti da poter addentare. L'idea mi intriga.. Tossisco per mascherare la fine della frase. ..Anche se non mi va molto a genio avere voi come compagnia. Proseguo. Ma ora abbiamo un'altra missione da compiere. Batto leggermente il pugno sulla finestra indicando le terre lontane da Lirit dove fin pochi giorni prima eravamo inseguiti dagli orchi. Grull e i suoi ci danno la caccia e presto invaderanno questa città. Propongo, prima di tagliargli la testa, di estrapolare tutte le informazioni necessarie per andare alla ricerca di questo tesoro. Non si diventa eroe rimanendo fissi con il cul* su una sedia, al caldo. Non c'è dubbio che questa mappa ha attirato molto la mia attenzione elettrizzandomi in maniera esponenziale.
  2. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Sparo e continuo a correre senza far molta attenzione ne alla mira ne a chi riesco a centrare. Dopo aver messo a segno una serie di bossoli con successo contro un nemico che stava per scagliarci contro una granata, lancio un segno di approvazione a Riccardo. Corro. D'un tratto, mentre siamo vicini alla porta a sud della città insieme ad altra gente, veniamo braccati da dei morti famelici che in poco tempo approfittano della dispersione della folla per divorare quella povera plebaglia. Continuo a correre. Sembra che questa scena non mi faccia alcun effetto. Il mio viso rimane concentrato e la mia mano impugna ancora più forte la mia revolver. Guardo attentamente ciò che mi circonda per non essere colto alla sprovvista finchè quella figura grottesca si manifesta davanti ai miei occhi. Alta, terrificante, oscura. Il pericolo incombe sulla mia persona. Mi fermo improvvisamente. Una brusca "frenata" per capire cosa debba fare in questa situazione. Il mio braccio copre il mio volto, inizialmente, per ripararmi dai detriti e la polvere che ormai pervade l'aria di tutta Ivrea. Focalizzo l'obbiettivo e al suo ghigno agghiacciante risponde un mio sorriso mellifluo. Con lo stesso arto getto via il mio cappello dal capo e sistemo i miei capelli per avere completamente il viso scoperto. Depongo Radamanto nella fodera e con un colpo secco faccio scattare le "serrature" della mia valigetta. Mi chino per estrarne il contenuto. La creatura avanza minacciosa. Riccardo, Dorotea.. Mi pronuncio con voce elegante, sciolta e stranamente tranquilla. ... Quel mostro vuole spezzare le nostre anime. Non possiamo scappare... La lama circolare di Minosse comincia a roteare facendo riecheggiare un forte rumore metallico che al mio udito sovrasta le grida dei cittadini e gli spari dei fucili avversari. ...Necesito tu ayuda. Claro? Il mio sorriso si trasforma in una risata esilarante. Poi, quella voce torna a farsi udire tralasciando un senso di malvagia giustizia. Non c'entra nulla con l'eleganza che ho sempre mantenuto, infatti, come spesso capita sembra provenire da un'altra coscienza. Non potendola controllare, anche l'altra mia persona fa capolino pronunciandosi in modo autoritario perciò mentre stringo saldamente la mia doppia corona urlo a squarciagola. Voi avete il Diavolo per padre e volete fare ciò che vostro padre desidera. Lui fu omicida fin dal principio e non si tenne stretto alla verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice menzogne, parla secondo quello che lui stesso è, perché è bugiardo e padre della menzogna. [Giovanni 8, 44] Dalla mia bocca comincia a scendere saliva carica d'odio e miei occhi si impregnano di sangue fissi sul mio prossimo obbiettivo. Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo. [I Pietro 5, 8-9] Scatto contro la creatura. Questa volta il mio bipolarismo si trova in perfetta simbiosi e come un esplosione concludo urlando con tutta la voce che ho nelle corde vocali. MUORI MOSTRO! Corro. @DM
  3. Largo

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    Magnus Un altro giorno è passato e sicuramente gli orchi saranno sulle nostre tracce... Maledetto mal di testa... Penso rievocando la sbornia del giorno prima. Di certo il mio carattere non ha aiutato il mio gruppo. Rimango in silenzio per non creare altri "danni" ma alla scena del forziere e tutti che ci mettono le mani sopra con idee contrastanti, affianco Den nel fumare tabacco. Alla preghiera di Hans ecco che la mia ira torna a fare capolino nella mia finta figura posata e tranquilla. Smettetela! Smettetela tutti! Vi sta sfuggendo di mano la situazione. Non è un oggetto da venerare! Qualcosa non quadra! C'è sicuramente qualcosa che ci è stato soffiato da sotto il naso e non ce ne siamo accorti! Impugno la mia ascia senza estrarla. Se Testarotta ci ha rubato qualcosa la pagherà! Gli finisco io di aprire la testa così verrà ricordato come Bronn Senzatesta. Del oro poco mi importa, basta che venga diviso in parti eque tra la nostra compagnia più il vostro debito delle provviste di cui tutti avete usufruite durante il viaggio. Faccio notare che lo zaino è ancora vuoto e mi rimetto a fumare nervosamente.
  4. Largo

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    Magnus Ormai ho perso il conto delle pinte scolate e i miei discorsi sulle peripezie affrontante fuori dalle terre controllate dagli uomini si trasformano ben presto in parole sbiascicate dette da un ubriacone. Irritato dal fatto di essere preso in giro dalla clientela della locanda sbatto in pugni sul bancone rompendo il boccale ormai privo di ogni contenuto liquido sul bancone del oste. Stupidi uomini! Cosa capite voi di quello che abbiamo passato io e i miei compagni in questa settimana?! Abbiamo sofferto la fame, il freddo, camminando senza sosta per miglia e miglia coprendo il vostri cul* che nel frattempo si riscaldavano nelle vostre case. Non avete la minima idea di cosa si prova a essere circondati da un esercito di orchi incazzat* che vogliono tagliarvi la gola. Quasi mi pento di aver rischiato la vita per difendere queste terre piene di ingrati. Detto ciò mi faccio largo tra le persone ponendo il mio massiccio corpo contro chiunque mi si pone davanti. Raggiungo i miei compagni negli alloggi di Testarotta e noto come cercano di contrattare per fargli aprire il forziere assistendo al suo "operato". Nel rifiuto dello scassinatore vedo che Gul'Thak prova a corrompere l'uomo offrendogli più soldi e la spada presa all'esploratore deceduto dal quale è iniziata la nostra avventura. Ancora con molto alcol in corpo blocco il braccio del Goliath. Lascia perdere Gul! Brutta razza i ladri. Cercano sempre di raggirarti. Il contenuto di ciò che abbiamo preso alla roccaforte di Grull di sicuro è più prezioso di ciò che quest'uomo ha visto in tutta la sua vita. Mi avvicino minaccioso verso Testarotta. Noi abbiamo rischiato la vita per difendere questa città. Non ti stiamo finanziando un semplice lavoretto. Mentre tu eri qui a fare gli affari tuoi c'è chi poteva morire. Ti conviene accettare la nostra offerta! @DM
  5. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Le grida della gente si elevano nel cielo tinto di rosso e continuo a guardarmi intorno in maniera scrupolosa tendendo il mio orecchio a grossi passi che si accostano in modo minaccioso alla nostra posizione. Una volta che Riccardo ha finito di "medicare" Dorotea mi avvicino ai due. La donna appare seccata e preoccupata per l'arrivo dei colossali mostri. Non mi permetterei mai di prendermi tutta questa confidenza senorita. Dico con voce molto calma e priva di emozione. Una volta però che la stessa Dorotea pone la domanda sui giganti eccone uno sfrecciare verso il duomo con un container in spalla. Lampo rosso. Esplosione. ... Mi ritrovo in pochi istanti su delle macerie disorientato e ricoperto da abrasioni, ematomi e piccoli lividi. Madre de Dios Il mio abito ormai logoro e ricoperto di polvere; la stessa che alzandosi nell'aria ha creato un insolita e tetra nebbia dall'odore acre. Le orecchie fischiano in modo quasi incessante. Mi alzo in piedi stringendo i denti. Raggiungo la posizione di Riccardo e Dorotea in modo tempestivo mentre il rumore del carrarmato che avanza insieme al nemico si fa sempre più vicino. Raccolgo il mio cappello da terra e quella maledetta voce, quell'entità che alberga nella mia mente si pronuncia. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. [Genesi 19, 23-25] Un ghigno agghiacciante compare sulle mie labbra nel vedere i due sorpresi da quest'altra personalità che si insidia anche nel mio modo di parlare. Sembra che non posso controllarla. Scuoto per l'ennesima volta il capo tornando "normale". Cerco nel migliore del modi di ricompormi per poi senza indugiare oltre pronunciarmi. Non possiamo rimanere qui. Il carrarmato ci farà fare la stessa fine che il gigante ha fatto fare al duomo. Tenemos que escapar de aquí. Dal banco di cenere ecco però sbucare dei morti che ormai sono troppo vicini alla nostra posizione. Punto Radamanto contro di loro indietreggiando a ogni colpo approfittando del momento più favorevole per ritirarmi. Presto. Tenemos que refugiarnos. Sparo. @Master
  6. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele La nostra pazienza cresce e si rafforza, riposando in Dio, nella Sua volontà, nei Suoi tempi ed anche di fronte a persone malvagie, che hanno successo nelle loro malvagità, (Giacomo 5:7-8) Scuoto la testa disorientato per un secondo. Di nuovo quella voce nella mia mente. Il sorriso ormai è svanito dal mio volto. Guardo Minosse per un altro istante per poi riporlo accuratamente dentro la valigetta; intorno a me non sembra esserci una guerra, una strage, una carneficina, sembro una madre che depone il suo neonato dentro una culla. Ahora no, mi amigo. Sussurro alla doppia corona mentre richiudo quasi in modo ermetico le serrature della custodia. Mi riverso per le strade di Ivrea raggiungendo Riccardo e Massimo. Ascolto cosa ha da dire l'inquisitore ma non capisco proprio a cosa si stesse riferendo. Vedendolo andar via noto con la coda dell'occhio il ragazzo di origini marchigiane allontanarsi con una donna in maniera molto furiosa. Con molto acume il mio occhio sano rivelava le ferite della donna e la copiosa quantità di sangue che stava perdendo. Senza pensarci ulteriormente li seguo per le vie che circondano il duomo. Appartati non molto lontano, capisco che l'uomo sta tamponando le sue ferite non per guarirle ma per camuffare il suo aspetto o meglio la sua identità che la rende ancora viva sulla terra. Mi faccio vedere dai due senza essere invadente e con Radamanto (la mia pistola) nella mia mano sinistra scruto meticolosamente ogni tipo di insidie che possano sbucare all'improvviso. @tutti @Master
  7. Largo

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    Magnus Al Prontera faccio riconoscere a tutta Lirit quanto possa essere rozzo. Rimango al tavolo dei miei compagni giusto il tempo di consumare un paio di pinte di birre al malto scura e diversi cosciotti di carne d'allevamento locale. Noto che Hans è uscito fuori dalla locanda ad avvisare la città dei risultati della nostra missione e penso alle parole di Logan. Logan ha ragione. In parte abbiamo fallito. Non voglio intromettermi ulteriormente nei discorsi e mentre il Goliath seccato parla con Den del ricavato del cavallo venduto a Krad mi butto indietro sullo schienale della sedia ridendo a squarciagola. Den non fare il tirchio! Sappiate che dovete riempire il mio zaino con nuove provviste. E' grazie a me che li fuori non siete morti di fame! Butto lo stesso zaino, ormai vuoto, sul tavolo facendo più volte segno di riempirlo con ogni possibile pietanza poi fisso il bancone della locanda dirigendomi verso di esso. Passo dall'altra parte servendomi da solo un altro boccale di birra, poi un altro, poi un altro finchè il mio corpo regge. Ubriaco, intrattengo in modo del tutto brillo chiunque mi chieda delle nostre imprese "eroiche" nelle terre orchesche.
  8. Largo

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    Magnus La fuga dalla roccaforte orchesca non è stata di certo una passeggiata. Dopo estenuanti giorni di cammino dove come sempre rimango in un inconsueto silenzio le mie mormorazioni e giudizi salgono ogni volta che devo smezzare le mie provviste con il resto del gruppo. Dannati e inutili umani! Combattono come donnette di città ma mangiano come porci affamati. Penso mentre mastico l'ultimo pezzo di pane ormai rancido delle mie "scorte". Arrivati al bivio con un fiatone esagerato dico anche la mia sbraitando come sempre. Concordo con tutti voi compagni! Innanzitutto sono sobrio da più di una settimana... Controllo di nuovo il mio zaino rimanendo incredulo nel vederlo quasi del tutto vuoto. ...Vi siete mangiati tutte le mie provviste! Sappiate che una volta a Lirith dovrete offrirmi come minimo dieci galloni della migliore birra di queste terre e carne di montone, maiale o qualsiasi bestia d'allevamento. Sto morendo di fame! In più Grull è ancora vivo e tornerò a Krad con le mani vuote. Punto il dito verso tutti allontanandomi dal gruppo per seguire la strada che porta a nord cercando di avere un minimo di vantaggio prima di essere recuperato dal resto dei miei compagni. Intanto continuo a discutere sempre a voce alta e seccata. Muovete il cul*! Non discutiamo su scelte abbastanza ovvie! Si va a Lirith!
  9. Largo

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    Magnus Bel colpo Logan! Prendete quel maledetto forziere e troviamo un punto dove poter nasconderci. Se Grull dovesse tornare saranno guai per tutti noi. Noto come l'oggetto sia sospeso troppo in alto per la mia minuta statura. ..Emh ragazzi! Prendetelo voi. Non vorrei fare la fine dell'orco morto! La mia espressione si rammarica ricordandomi di essere il più basso ma uno scatto di rabbia mi fa scattare e ammetto esclamando. Coraggio! Io sono troppo basso per prenderlo!
  10. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Arrivato in prossimità della porta di San Felice la coltre di cenere impedisce quasi di farmi vedere cosa c'è al di là di esso quando ecco la bocca di un cannone di carrarmato fare capolino lento e spaventoso. Un colpo. Un colpo rimbombante. La mia vista si annebbia e le orecchie fischiano in un brusio continuo. Disorientato, presto Ivrea si trasforma in un campo di battaglia. Uomini armati scortano il gigante chiodato mentre morti si riversano per le strade. Excubitores si appostano dietro gli edifici e ingaggiano l'attacco inaspettato con le loro armi da fuoco. E' guerra. Quella che nei miei anni di giovinezza la mia morale aveva evitato, ora, nel presente, non posso di certo ritirarmi. Non si tratta più di moralità ma queste sono le condizioni che purtroppo il mondo conosce. Vivere nell'apocalisse risulta avere quasi tutti lati negativi. Il braccio copre il mio volto da piccoli pezzi di macerie e polvere alzati dal potente colpo di cannone. Stringo i denti e il mio sguardo punta diritto davanti ai morti che stanno avanzando minacciosamente verso la mia posizione. La mia mano in seguito stringe la bibbia che ho nella tasca della giacca gessata. Madre de Dios! Proteggi questo tue umile servo... Con un movimento veloce estraggo dalla fondina nascosta dal gilet la mia revolver cal 22. La scritta placcata in oro sul calcio brilla sotto il cielo tinto di sangue. ...Guida i colpi della mia Radamanto contro i miei nemici e nel tuo nome ti sarò per sempre riconoscente o Vergine dei Cieli. Scosto i miei capelli. Ora i miei occhi diversi si notano e mentre uno dei due si chiude per prendere la mira l'altro e ben aperto per centrare i bersagli. @Master Sparati i miei bossoli fino a finire un caricatore mi rifugio dietro l'edificio sulla sinistra disinteressandomi e passando davanti Riccardo e Dorotea. Li vi è un excubitor che continua a difendere la città; mi posiziono affianco a lui ricaricando l'arma. Il suono delle campane si fa sempre più intenso coperto solo dalle grida della gente che viene ammazzata dagli invasori vestiti di nero. @Master Il carrarmato avanza e non ho nulla che può contrastarlo. Ripongo la pistola nella propria custodia e mentre sono coperto dal excubitor mi chino a terra per aprire la mia valigetta. Era tempo che non lo facevo infatti le serrature e il rivestimento sono coperti di un leggero strato di polvere. Minosse! Fai il tuo lavoro. Approfittando della mia posizione china eseguo un segno di croce e una breve invocazione a Dio. Dio. Guida le mie mani in modo da poter redimere queste anime corrotte e spedirle nel fuoco della Geenna(inferno). Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. [Mt 3 ,10] Invocato anche un passo del Vangelo estraggo la mia doppia corona. Sulla sega circolare e dentellata ecco che compare la scritta "Minosse". Un suono sempre più acuto proviene da essa. La mia arma, dopo tanto tempo, è di nuovo in funzione. Sorrido. Il sorriso di un folle. @tutti
  11. Largo

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    Magnus Appena si presenta davanti a me l'hobgoblin con un colpo secco gli fracasso il cranio facendo rimanere il suo corpo diritto davanti la mia minuta ma possente figura. Pezzi di cervello e sangue a fiume investono me e la piccola avanguardia che la compagnia aveva creato. Den una volta infilzato il cuore dell'altra creatura con la mano disarmata tiene il corpo ormai morto per non farlo cadere a terra. Estraggo l'ascia dalla testa spappolata del mio nemico e Gul'Thak sostiene il secondo cadavere. Mi giro verso i miei compagni per cercare approvazione ed in seguito mi rivolgo a Den lanciandogli prima un occhiolino e in seguito una pacca sulla spalla. Devo ricredermi. Voi umani non siete così inutili come pensavo. Rido spezzando anche quel momento d'ansia e assoluta adrenalina che si era venuta a creare. Ritrovatici poi nella scena successiva avere Grull così vicino mi fa trepidare. La voglia di ucciderlo per poco non mi faceva scoprire. Sono impaziente e di certo non voglio sottostare a strategie. Sempre scortato va lo stronz* Penso mentre mi mordo le labbra dal nervoso. Una volta abbandonata la stanza l'orco senza armatura cerca di capirci qualcosa del meccanismo di semplici piedi di porco ma se servono per aprire un forziere che l'orco grigio brama così tanto quello che possiamo fare è farlo sparire per attirarlo in una futura trappola. Mi giro verso Logan e Ulas principalmente che hanno ancora le loro rispettive armi a distanza tra le loro mani mimando in modo goffo di ucciderlo con delle frecce e di farlo anche in maniera rapida e silenziosa. Rubiamo quel maledetto forziere! Uccidiamo tutta la feccia di questa roccaforte e diventiamo eroi!
  12. Largo

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    Magnus Entrati nella crepa il silenzio causato dall'ambiente chiuso e stretto rispetto all'esterno è quasi assordante e mette parecchia tensione. Una volta che la torcia di un possibile nemico compare dall'ombra risplendendo a intermittenza sulle pareti della galleria mi precipito a passo felpato in prima linea con Den e Gul. Sfilo la mia ascia da dietro la schiena e la impugno saldamente pronto a tagliare l'ennesima testa orchesca. @dm
  13. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Giunto in piazza mi limito a guardarmi intorno. Molta di quella gente è preoccupata per l'attacco accaduto a Torino. Noto padre Dante non molto lontano dalla mia figura. Mi avvicino destreggiandomi tra folla. Una volta davanti a lui bacio le sue mani e con un esagerata riverenza cerco con un elegante insistenza la sua benedizione. Non pronuncio nemmeno una sillaba rimanendo in silenzio. Non conosco bene questa gente e tutta Ivrea non mi ha accolto come "uno di loro", infatti, non sono di grandi discorsi ne di sicuro faccio trapelare il minimo sentimento. La maggior parte delle giornate le passo all'interno del duomo che ha aperto solo per me la cripta anche nelle ore notturne così da ritirarmi in preghiera oppure a consultare le reliquie di San Besso o i manoscritti dei frati, preti e vescovi passati di li nelle ere passate. @Tutti Non passa molto tempo prima che la figura sulla porta di San Felice alza le braccia al cielo. Un cielo tinto di sangue. Il boato fa cadere la piazza nel panico e mentre le persone corrono disperate a destra e a manca mi limito a rimuovere con assoluta tranquillità la polvere dal mio soprabito. Fisso per un secondo il losco figuro per poi abbassare subito la testa; sistemo il mio capello a falda larga e in contemporanea stringo la valigetta che porto con me. Rivolgo in seguito una rapida occhiata a Dante facendogli cenno che ho intenzione di avvicinarmi. Sorrido in modo agghiacciante. Il sorriso di un pazzo... e comincio a camminare evitando la folla come un fantasma. Il mio passo è lento e disinvolto come se stessi passeggiando per il corso una domenica soleggiata d'estate. Sembra che la situazione non mi stia facendo minimamente effetto. Damos la bienvenida a nuestro nuevo invitado.
  14. Largo

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    Magnus Nel vedere lo squartatore tremo per la paura ma anche per l'adrenalina nel tagliargli la testa. Sono consapevole che una creatura del genere è al disopra delle mie doti da combattente. Mi limito dunque a trattenere il fiato. Ci sarà occasione per fracassargli il cranio! Ma non è il momento. Spostatomi con tutto il mio gruppo sento arrivare le sentinelle e istintivamente sono d'accordo anche io con il Goliath. Coraggio compagni! Tutti nella crepa. Ad occhio sembra il posto meno controllato dalle guardie del castello. Sfruttiamo questo loro punto debole e uccidiamoli tutti dall'interno. Accenno nell'andare in avanscoperta seguito per seguire Gul'Thak.
  15. Largo

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    Magnus @Denaos Mi alzo di scatto dall'albero dove per pochi istanti mi ero ristorato avventandomi contro lo stregone. Per la foga del momento la pipa mi cade dalla bocca. (I barbari non amano di certo coloro che usano la magia perchè sono ignoranti e difficilmente si può trovare un nano più stupido di Magnus). Arrivato in prossimità dei Denaos la mia fronte arriva a malapena al suo petto. Sposto l'uomo con una "panciata" sfidandolo in maniera severa. Ringraziami. Uomo. Se sei ancora vivo gran parte del merito va a me e non hai tuoi guanti brillanti. Mi ricompongo fortunatamente con il piano di Edward, infatti la mia attenzione viene completamente presa quando il guerriero propone un attacco fulmineo ma ben studiato. La cosa più intelligente che ho sentito dire questi giorni! Sono con te! L'unica cosa che voglio è la testa di Grull da portare come trofeo a Krad. Voglio inondarmi del suo sangue e ricevere gloria e onore come un eroe. Mi ricompongo in un attimo e tasto ripetutamente la mia ascia ponendomi tra il chierico e il combattente.
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