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Largo

Ordine del Drago
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9 Goblin

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  • Compleanno 06/06/1995

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  1. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele @Riccardo De Santis All'ultima affermazione di Riccardo balzo guardandomi immediatamente intorno. Sono rare le volte che le mie membra si agitano per qualcosa, infatti rimango impassibile anche di fronte alla morte stessa ma quella situazione mi ha scosso e non poco. Afferro l'uomo per il colletto del suo indumento superiore per portarlo a pochi centimetri dal mio viso in modo che possa sentirmi solo lui. Sei impazzito? Io scoparm* Isabella?! Quella donna mi ha ammaliato con la sua bellezza. Non provavo questi.... Sentimenti, da quando ero vivo. Sento di nuovo il sangue scorrere nelle mie vene. Digrigno i denti per poi continuare a fissarlo in maniera minacciosa. L'occhio non coperto dalla benda per un attimo si vela di un nero pece. Continuo sviando il discorso. Anche "lui" ha qualcosa da dire. Controparte svitata? Ti conviene non sottovalutarci... .... Il tutto viene interrotto dall'arrivo di Maddalena. Il gesto di togliermi la sigaretta dalle labbra per poi creare quel malizioso atto di carisma misto a sensualità mi colpisce. E' una donna vorace che può conquistarti con uno schiocco delle sue dita. La sua risposta alla mia domanda è abbastanza esauriente. Spie nella setta? Questa gente pare essere molto informata su chi ha accolto nella propria città. Credo che vogliono ottenere qualcosa in più di un semplice atto di generosità. La donna comincia a parlare con Isabella e tranquillizzandola e senza insistere troppo, la strega, si priva della sua benda. Gli occhi di Isabella mi incantano. Nella loro brillantezza il commento di Miss. Schwarz mi lascia perplesso ma la domanda di Riccardo è piuttosto incalzante. Attendo anche io una risposta aggiungendo del mio al quesito posto da Maddalena. Nelle ultime ore ad Ivrea ho visto solo morte senorita Schwarz. Affianco Isabella ponendo le mie mani sulle sue spalle a mo di "protezione".
  2. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Allontanati da occhi "indiscreti" ne approfitto per darmi una bella rinfrescata. Il calore provocato dalle venature dell'entroterra permettono di vestirmi in maniera più adeguata all'ambiente. Chiedo ad alcuni inservienti di portarmi dei vestiti adatti alla temperatura interna della città di Dite. Mentre mi cambio ripongo in maniera meticolosa in miei eleganti abiti all'interno del doppio fondo della mia valigetta restando piuttosto deluso delle condizioni in cui si sono ridotti. Mi avvicino alle pietre dove Isabella, Eleonora, Dorotea e Riccardo si stanno riposando. Camicia di lino bianca avorio sbottonata in modo da mostrare il mio ciondolo-cimelio; un crocifisso fatto da due bossoli differenti. Pantaloni di stoffa pesante e semiaderenti al corpo con un cinturone piuttosto vistoso dove riporre la mia Radamanto. Bretelle dove, tramite due ganci tengo issata sulla mia schiena il contenitore della mia doppia corona. Capelli legati dietro da una coda e viso scoperto. Il mio occhio cicatrizzato è coperto da una benda nera a mo di pirata. Ormai distrutto dalla fuga da Ivrea e pensieroso per essere tornato nella città di Dite, mi rivolgo a Riccardo mentre accendo una sigaretta. Dal mio contenitore di latta ne estraggo un paio per offrirla al mio amico. Pensi che mi sono messo nei guai sbandierando il fatto che sono un rinnegato di entrambe le fazioni dove ci troviamo? Il mio tono è fermo ma si percepisce il mio nervosismo. Tra una frase e l'altra aspiro avidamente per buttare fuori dai polmoni una grossa quantità di fumo color grigio topo. Non gli do nemmeno la possibilità di rispondere che mi lascio andare ad una fievole risata. Si insomma, sono un rinnegato. Sia il Santo Impero che la setta di Dite ha la propria corruzione. La giustizia divina è un'altra cosa. Purtroppo l'uomo non la comprende e non prenderà mai il posto di Dio anche se è quello che brama di più dall'inizio dei tempi. Basti pensare a Adamo ed Eva. Nulla è cambiato e ora il mondo sta pagando le conseguenze. Continuo a fumare per poi scuotere il capo allontanando questi pensieri. Potrei star qui a parlare per ore e non voglio creare dibattiti. Spero solo che tu ti fidi di me più dei superstiti di Ivrea e detto fra noi... Mi avvicino al suo orecchio in modo che solo lui possa sentirmi. ...Credo che Michele abbia cambiato idea su di me, ma questo non muterà ciò che sono. Il mio compito divino è giudicare le anime che devono marcire all'inferno oltre che placare la mia fame. Il demone che porto dentro di me avvolte prende il controllo della mia persona. E' proprio per questo che tendo a rimanere da solo ma la mia fedeltà è incommensurabile. L'hai provato tu stesso quando ti ho seguito per cercare di salvare Massimo. Il mio volto si cosparge di un velato senso di fallimento misto a tristezza. Con le mani simulo il segno di croce baciando in fine il crocifisso. Ora ha smesso di soffrire pagando con la sua stessa vita. Che riposi in pace. Mi alzo alzando di nuovo il tono di voce e focalizzando la mia attenzione su Eleonora ancora in stato di coma. Mis amigos. Che facciamo se la bambina dovesse improvvisamente svegliarsi? Aspettando una risposta ecco avvicinarsi una donna vestita di pelle. Sinuosa e sensuale si rivela rassicurando Isabella che all'interno della città di Dite ognuno è libero di essere ciò che vuole. Sfioro con una mano la mia benda e tiro un sospiro di sollievo nel credere che in questo luogo non posso venire additato come una sorte di persona maledetta. Di certo sappiamo benissimo di non essere "vivi" e pare che miss Schwarz abbia larghe vedute su chi si trova davanti. Seneorita. Dico scavalcando le parole di Dorotea. Mi inchino sfiorando le mie labbra sulla sua candida mano. Il mio nome è Gabriele Ramirez. Encantado de haberla conocido. Dite non è nuova ai miei occhi e sia io che i miei compagni siamo felici di essere stati salvati dall'attacco della Culla. Noto la preoccupazione di Isabella. Isabella è preoccupata perchè ha conosciuto solo l'ignoranza della gente al di fuori di questo luogo. Non mi stupisce il fatto che vuole celare la sua identità, ma una domanda mi sorge spontanea. Come sa che è una strega? @DM
  3. Largo

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    Magnus Mentre i miei compagni si fanno prendere dal panico azzardando delle risposte e discutendo tra di loro, in quella manciata di secondi scatto insieme al Goliath per fermare il grottesco barbaro. Fermati dannato idiota! Così ci farai ammazzare tutti!!!! Mentre corro alzo la mia bipenne deciso ad arrestare la sua corsa anche con le "maniere forti". @DM
  4. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Mentre seguiamo Farina e i suoi, piazzandomi in coda al gruppo, alzo il bavero della mia giacca e abbasso il mio cappello in modo da nascondere quasi completamente il mio volto. I ricordi cominciano a raffiorare ma sono ancora troppo sfocati per essere delineati nella maniera più nitida. Di certo sono già stato in questo luogo e ho già familiarizzato con queste persone. Meglio che non mi riconoscano. Voglio mantenere la mia identità più celata possibile. Madre de Dios, che nervoso. @Michele Annuisco senza aggiungere parola e seguo Riccardo. Una volta arrivati davanti l'uomo dall'aria bigotta capisco subito il piano del mio compagno. A stento trattengo una risata ma aspetto che sia lui a portare avanti questo teatro.
  5. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Camminare per i tunnel sotterranei che conducono alla città di Dite fa rimembrare nella mia mente diversi flashback. Sono posti già visitati ma la mia devianza mentale data dal demone che porto dentro di me e il mio bipolarismo, di certo, non mi aiutano a ricordare. Sono un membro "reietto" di questa setta e non ho mai incontrato Umberto Farina ma ho paura che qualcuno in questa città sotterranea possa riconoscermi e indicarmi come un rinnegato. Diavolo! Già la mia dichiarazione fatta poche ore prima mi ha messo in una condizione di mettermi contro i superstiti di Ivrea. Devo stare attento a ciò che dico e sopratutto tenere Lui a bada. Mi guardo intorno nella fioca luce presente, osservando il più possibile ma la mia mente si sforza di ricordare quando e come sono entrato in quella setta. Del mio passato ricordo ben poco e ogni volta che ripercorro qualche posto appartenuto ad esso cado in una sorta di nervosismo che trapela nel mio volto calmo e rilassato. Faccio poco conto a ciò che ha da dire Umberto una volta presentatosi ma rimango nascosto ai suoi occhi e a quelli dei suoi "scagnozzi" per paura di essere riconosciuto. Una volta presentatosi anche Luca Neri lo scruto dalla testa ai piedi. E' possibile che non ricordi niente? @Master
  6. Largo

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    Magnus L'improvvisa "visita" da parte del nuovo arrivato mi fa andare di traverso la boccata di fumo che avevo appena inalato dalla mia pipa. Balzo da terra estraendo la mia ascia in pochi decimi di secondo e con il cuore sussultante faccio per rispondere quando i miei compagni mi anticipano. E mo questo chi c*zzo è? Rivelati guerriero. Sei qui per uccidere gli orchi? Chi ti ha mandato? Sei solo? La mia ascia e ben impugnata tra le mie mani. Non mi fido degli estranei. Di certo dopo quello che è successo a Bronn non possiamo escludere che qualcuno ci stia seguendo. Guardo fisso negli occhi il barbaro e i miei compagni in attesa di risposta. @Dm
  7. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Mentre affianco Isabella senza ricevere risposta a ciò che gli sto dicendo, ascolto la discussione avuta dagli abitanti di Ivrea, sempre più spaventati e l'uomo impellicciato che ribadisce di volerci porre il suo aiuto. Che schifo! Cosa devono udire le mie orecchie. Sia il Santo Impero che gli Abitanti di Dite hanno molti difetti. Sono fiero di non far parte completamente di nessuno di questi "schieramenti". Io ho la mia legge, una legge divina che mi è stata donata da Dio in persona. Questa gente non mi ascolterà mai. Per loro sono un eretico se non appoggio completamente il Santo Impero. Che superbia! Quanto peccato. Non si accorgono nemmeno di quanto abbiano torto. Che marciscano all'inferno allora. Mi rivolgo a Isabella sussurrandogli in modo che solo lei possa sentirmi. A grandi linee so chi sei e so cosa hai fatto senorita. Se questa gente sapesse che sei una strega ti farebbe bruciare viva. L'ignoranza mista al peccato corrompe anche il cuore del più forte. In questa apocalisse non esiste umiltà. Ma io non sono così e non so perchè voglio che tu mi creda. Michele spezza il battibecco avuto tra il piccolo gruppo di superstiti e il Verme di Dite. Questa volta mi espongo di nuovo anche io. Con una riverenza esagerata e sbruffona intervengo dicendo. La mia offerta è ancora valida. Abitanti di Ivrea per la vostra incolumità io e Michele, inquisitore della nostra città caduta, andremo con quest'uomo rischiando la nostra vita per assicurarci che voi possiate sopravvivere. Riassumo la mia posizione retta. Sopravvivere. Pregate affinchè sia così. Pregate per le persone che avete perso. Pregate per me e per Michele perchè stiamo rischiando in prima persona per poter sfuggire dal vero male. Dai seguaci del Demonio. Dalla Culla. Questa parte del discorso e spezzata da numerose pause mentre cerco di guardare tutti fisso negli occhi. Mientras esté allí nadie te hará daño. No te preocupes. (Fino a quando ci sarò io nessuno ti farà del male. Non farti vedere preoccupata.) Sussurro infine alla strega con aria di protezione. Accendo un'altra sigaretta nel silenzio venutosi a creare dopo che sia io che Michele siamo intervenuti per trovare la soluzione migliore per tutti. Ora attendo semplicemente una risposta e il consenso, se possibile, dei cittadini rimasti.
  8. Largo

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    Magnus Mentre finiamo senza troppe difficoltà il nemico lancio un gran segno di approvazione per l'ottima mira di Logan gustandomi la scena dell'orco gorgogliante nel suo sangue. Bravi tutti, compagni. La mia sete di vendetta è stata colmata. Dico mentre spappolo la testa dell'orco caduto sotto i miei occhi dalla ascia che impugno ancora saldamente tra le mani. Camminando per la fitta vegetazione scorgo anche io il piccolo monte scuro e ascolto attentamente quello che ha da dire lo stregone. @Denaos Sono d'accordo sul fatto di piazzare una strategia. Nella fortezza di Grull abbiamo avuto fortuna. Questa volta dobbiamo agire in maniera più scaltra. Sfrego le mie mani in segno di voglia di uccidere ancora. Magari Grull è proprio li dentro! Propongo di aspettare notte fonda e sorprendere quei mostri quando meno se l'aspettano. Silenziosi e letali compagni. Aspetto la risposta degli altri mentre mi siedo a terra con aria stanca e decisamente provata. Estraggo pipa e tabacco nell'attesa.
  9. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele La reazione di Michele fa scaturire nella mia persona un senso di offesa. Il demone che porto dentro si placa e scuotendo la testa i miei occhi tornano ad avere il loro colorito naturale mentre il sorriso agghiacciante che disegnava il mio volto lascia spazio ai miei soliti tratti apatici. Alla domanda dell'impellicciato rispondo quasi con disgusto. Non sono nessuno per poter parlare e di certo non copro nessun ruolo per potermi permettere di dire qualcosa ma di certo non sono legato a tutto ciò che Umberto Farina proclama per quanto riguarda la setta. Anche fra gli Abitanti di Dite c'è gente corrotta. Di certo non abbraccio la vostra causa... Continuo guardando tutti. Non sono un eretico badate bene. Non faccio parte di nessun orientamento ne setta. Alcune cose proclamate dagli Abitanti di Dite però vanno a genio a quella che è la mia persona. Sono credente e per voi, abitanti di Ivrea, sono pronto a dare la vita. Detto ciò aspetto che Cesare e gli abitanti decidono su cosa fare e faccio cenno a Michele che la mia proposta di andare con quell'uomo è ancora valida. In un secondo momento noto che Isabella si è allontanata dal gruppo e, allungando il passo, la raggiungo e guardando fisso tra gli alberi gli sussurro. No es fácil ser lo que eres. (Non è facile essere ciò che sei) @Master
  10. Largo

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    Magnus La mia ascia fracassa il cranio della creatura verde mentre vengo pervaso da un senso di appagamento che solo la battaglia sa donarmi. Avvolte penso sia pure meglio del sesso. Mentre il corpo dell'orco cade a terra, ovviamente, senza vita faccio roteare la mia bipenne per poi scagliarmi contro il prossimo avversario. Con la bava alla bocca affianco Gul'Thak. VENDICHIAMO QUEI POVERI MERCANTI! Grido ai miei compagni. @DM
  11. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Al tono sarcastico di Michele i miei occhi si distolgono dall'uomo "impellicciato" per riversarsi su quelli dell'inquisitore. Non attendo nemmeno una risposta dal "verme di Dite" che comincio a camminare teatralmente verso Michele. Raccolgo la mia pistola e la ripongo nella sua custodia. L'eleganza mista all'apatia stanno facendo spazio alla follia. Al mio alterego. Infondo chi mi conosce sa benissimo che quando sorrido non è per benessere ma perchè ciò che alberga dentro di me fuoriesce; un Gabriele completamente diverso, profondamente devoto a Dio in maniera del tutto assurda, imprevedibile, avvolte anche sadico. Un pazzo. Continuo a camminare avvicinandomi sempre di più a Michele fin quando comincio a parlare. Quella voce che purtroppo è motivo di vergogna e di isolamento per me. Il demone che porto dentro ha qualcosa da dire. Se non ti fidi, come anche questa gente da quel che dicono andiamo io e te. La mia fedeltà ti è stata già dimostrata. I miei occhi sono completamente sbarrati con unica iride visibile (l'altra è coperta dai capelli per, ovviamente, la mia cicatrice) completamente nera. Un ghigno malefico è disegnato sulle mie labbra. Forse Dio ha mandato quest'uomo a salvarci. La mia voce diventa quasi un sussurro prima di sdoppiarsi come ogni volta che capita questo "fatto". Allargo le braccia in modo da manifestare tutta la solennità di ciò che sto per annunciare, Se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perchè non può rinnegare se stesso. [2 Timoteo 2, 13]
  12. Largo

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    Magnus La scena che si presenta davanti i miei occhi è quello che stavo aspettando da giorni ormai e Hans l'ha capito più di chiunque altro. Benedice la mia ascia che assume quella brillantezza dai colori sgargianti. Ammetto che non amo la magia ma quell'aura dona alla mia persona ancora più stima nell'attaccare il nemico. Gli sorrido per ringraziarlo e impugno talmente forte la mia arma che vene varicose compaiono sui dorsi delle mie mani fin sopra i bicipiti. Scatto anticipando tutti mettendomi in testa al gruppo. MORITE SACCHI DI LETAME!!! Urlo per tirar fuori tutta l'adrenalina prima di prendere l'iniziativa di avventarmi contro gli orchi davanti a noi. @DM
  13. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Corro per le strade di Ivrea seguendo in maniera scrupolosa Riccardo ma ormai questa missione "suicida" di andare alla ricerca di Massimo si era fatta fin troppo pericolosa. Cercare di salvarlo sarebbe costato la "vita" a tutti e tre. Con una rapida e intelligente manovra di retromarcia ci uniamo al gruppo condotto da Cesare e Michele e mentre passiamo per l'Ivrea caduta delle lacrime pervadono il mio volto. Non faccio ne smorfie sofferenti ne altro. La mia faccia rimane immutata. Ivrea ormai non esiste più. Arrivati nella foresta ormai lontana dalla città in fiamme, il gruppo di superstiti comincia a disceutere su come procedere per continuare a scappare dal violento attacco ricevuto poche ore prima. Mi limito ad appartarmi non molto lontano dalla folla e accendere(finalmente) una sigaretta. Mi adagio contro un robusto alberto e con tiri egoisti mi godo il momento di tregua. Quando l'uomo fa capolino di fronte la gente non mi scompongo cercando di inquadrare al meglio la situazione. Una volta compreso che quel figuro è un membro della setta degli Abitanti di Dite spengo a terra il mozzicone schiacciandolo come si deve. Vengo però anticipato da Riccardo mentre il resto della folla impreca contro l'aiuto che lo stesso uomo è disposto a dare ai superstiti di Ivrea. Il mio compagno rimane molto cauto e piuttosto diffidente e prima che gli venga data una risposta lo sorpasso andando faccia a faccia con il membro della setta. Prima di farlo però mi disarmo sia della mia doppia corona (riposta ovviamente nella mia valigetta) che della pistola infatti, la estraggo dalla fondina e mentre cammino faccio in modo che sia ben visibile agli occhi di tutti. La poso a terra per far capire che sono disarmato e che non ho intenzione di fargli del male. Metto le mani sulle sue spalle in maniera molto calma e rilassata senza creare nessuna allusione o movimenti sospetti. Hermano! Esclamo tirando un sospiro di sollievo. Voglio che tutta la gente senta quello che sto dicendo in questo momento. Ascoltatemi tutti! Anche il Santo Impero è composto da uomini. L'uomo non potrà mai prendere il posto di Dio. L'uomo è peccatore e commette molti sbagli che non posso essere perdonati da altri uomini. Voi bestemmiate, uccidete, peccate! Anche il Santo Impero si è coperto di questa vergogna. Il Demonio è furbo e spesso si trasforma nella cosa più bella che avete mai visto ma è un inganno! Questo gli Abitanti di Dite lo sanno benissimo! Non siamo traditori ma con fede e discernimento sappiamo differenziare il bene dal male. Torno a guardare l'uomo fisso negli occhi. Almeno io sono così. Anche nella nostra setta c'è gente che va esorcizzata. ¿Puedo confiar en tus palabras? (posso credere alle tue parole?) @dm
  14. Largo

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    Magnus Non posso che essere d'accordo con i miei compagni. Sicuramente i tre punti segnati sulla mappa nascondono le posizioni delle tre streghe. Ma cosa siamo noi a confronto di tutta questa storia? Nelle estenuanti ore di cammino rifletto sul fatto che ci stiamo cacciando in un grosso guaio dove la ricompensa è la nostra morte assicurata ma questo non mi scoraggia. Combatterò affinchè il mio corpo non cada al suolo. Questi sono i pensieri che si ripetono nella mia mente. Una volta vista la scena della carrozza rovesciata, gli uomini accatastati e il segno di Grull capisco che gli orchi non si sono limitati solo alle terre vicino Lirith ma che continuano imperterriti alla ricerca di ciò che il Cavaliere Nero, dopo tanti tramiti e/o capri espiatori, a trasmesso. Rompo il silenzio causato dalla preghiera di Hans balzando sul mezzo capovolto a modi piedistallo e annunciando così la mia presenza. Ero più tranquillo quando da Nanareth sono stati inviati rinforzi a Lirith per l'arrivo dell'esercito degli orchi ma come potete vedere Grull e i suoi luridi st*onzi verdi infestato anche queste terre. Attaccare i più deboli per servire addirittura il Cavaliere Nero e combattere un guerra che non beneficia nessuno mi fa solo vomitare. Sputo con disgusto sul simbolo orchesco per poi continuare. E' difficile dirlo. Ma siamo l'unica possibilità per porre fine a questo spargimento di sangue. Più orchi verranno fracassati dalla mia ascia meno vite innocenti verranno spezzate. Questo è il mio dovere fin quando non avremmo trovato le streghe e riunito i pezzi di ciò che il Cavaliere Nero cerca. Nessuno può spegnere il fuoco della montagna (faccio riferimento al mio soprannome) Detto ciò cerco qualcosa di utile da razziare all'interno della carrozza e poi fare un punto della situazione sulle tracce che gli orchi hanno lasciato @Dm
  15. Largo

    Il Codice dei Dannati

    Gabriele Alle due sfuriate del converso contro la strega la mia mano è sempre più predisposta in segno di pace ma anche pronta ad afferrare l'arma se avesse perso ancora di più il lume della ragione. La mia premonizione di altruismo nei confronti di Isabella viene colmata dall'intervento di Sonia e di Michele che portano la situazione sotto il loro controllo. Dopo la risposta di innocenza della strega mi stupisco del fatto che sappia parlare la mia lingua e mi rincuoro nel sapere e sopratutto nel credergli che sia innocente. Una volta fuori assisto allo scambio verbale avuto tra Riccardo e Michele. L'inquisitore ha il compito di portare la gente di Ivrea, ormai conquistata, fuori dalla città mentre l'altro vuole andare alla ricerca di Massimo. Mentre i due discutono, mi privo del mia giacca avvicinandomi al cavallo dove si trovano Sonia, Isabella e Eleonora. Porgo il mio soprabito sulle spalle della strega e con un sorriso rassicurante gli sussurro. Sé que eres inocente. Yo te creo. (so che sei innocente. Io ti credo) Detto ciò mi accorcio le maniche della mia camicia ormai logora, sgualcita e sporca di sangue. Mi avvicino a Riccardo solo quando finalmente ha finito di parlare con l'inquisitore. @Riccardo Mentre richiede il mio aiuto per la ricerca di Massimo estraggo dalla mia fondina posta sotto il mio gilet, Radamanto. Controllo la canna, il calcio, il cane, il grilletto in maniera meticolosa per capire se sia stata danneggiata dal precedente attacco della strana e mostruosa creatura. Un aiuto di certo non può fare del male. Di certo non posso lasciarti da solo hombre. Carico l'arma con un colpo secco e porgo a Riccardo un ghigno carico di adrenalina prima che il mio volto torni al solito stadio di apatia assoluta. Sistemo nuovamente i miei capelli all'indietro e riposiziono il cappello a falda larga nella maniera più comoda. Con un braccio invece asciugo dalla mia fronte il sudore, la polvere causata dalle macerie della città e il sangue della ferita inflitta dal mostro e mi preparo a seguirlo. @DM
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