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Sig.Vulkolan

Ordine del Drago
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  1. Ciao! Scambio il vol.2 in mio possesso, ancora incellophanato, di Orrore sull'Orient Express per il Richiamo di Cthulhu col vol.1 (ed eventuale conguaglio da concordare). Non cerco altro né vendo. Sarò a Modena Play. Grazie a tutti, ciao!
  2. Grazie mille @SilentWolf per i suggerimenti, stra graditi. Ho letto il secondo degli articoli che hai proposto, e mi trovo d'accordo sulla grande maggioranza delle argomentazioni (beh, diciamolo, praticamente su tutto. Anzi, i miei complimenti per il gran lavoro, davvero.) Concordo sullo scopo specifico/generico, che io però terrei separato dallo "scopo" della campagna. (Ad esempio: Cyberpunk 2020 era fatto per farmi vivere avventure in un futuro più o meno prossimo dove esiste un certo tipo di tecnologie etc etc; solo una volta stabilito questo decido io con i miei compagni, prima c
  3. Ciao a tutti. Non c é bisogno di scaldarsi Allora: che io non sia d'accordo del tutto con Dan, l abbiamo già appurato noi, tranquilli ma altrettanto ne stiamo parlando e ci spiegheremo come sempre di fronte ad una birra. La mia necessità nasceva dalla discussione (costruttiva!) avuta con gli amici, e volevo saperne di più. Come ha individuato correttamente @Albert Rosenfield, Pathfinder era solo il pretesto per partire, solo perché era il sistema usato in quel momento. La discussione voleva avere carattere molto più generale. Se poi volete chiudere e/o bannare, siet
  4. @Checco Il motivo secondo me è molto semplice, anche al netto della domanda che poi ha esplicitamente posto @Sig.Vulkolan "a cosa giocate e perchè?" (...) Il che denota per l'appunto un tipo di indirizzo creativo ben preciso per quanto riguarda chi ha scritto PF. Diciamo che @Albert Rosenfield nella prima parte risponde correttamente a @Checco. Nel mio primissimo post spiegavo in effetti perché volevo scendere più nel dettaglio, e chiedevo consiglio al forum. Quanto alla seconda parte, so che l'ho già detto ma vorrei dirlo di nuovo : lo "scopo" può e
  5. Ciao @Albert Rosenfield Grazie per la precisazione intanto. Hai ragione nel dire che il fatto che la premise sia chiara o meno possa fare la differenza nel mondo dell'arte, e io questo non lo nego. Non sono per niente un esperto, figuriamoci, ma quello che hai spiegato mi sembra corretto ovviamente. Io dico solo che la premise (o "scopo", o "idea" o come vogliamo chiamarla) c'é sempre (o nel 99.9% dei casi), implicita o esplicita. Se mi assicurate che é così, farò tesoro dell'informazione e cercherò anch'io, ma mi pare davvero strano che fosse prassi generale che chi progettav
  6. Ma guarda che a me il suggerimento mica dispiaceva. Non conoscevo Trollbabe, ma, per sola curiosità, lo cercherò. Quanto a Pollock...Bene: il suo scopo era "il gesto in sé" come dici tu, e non aveva l idea totalmente chiara di quello che sarebbe stato il risultato finale (anche se di certo non si aspettava che venissero fuori paesaggi o autoritratti, no?). Accetto la tua osservazione, e ti do ragione su questo punto, no problema. Ma uno "scopo" ce l'aveva eccome, non mi convincerai mai di no, e sin dall'inizio: creare un opera d'arte aderente al tal specifico filone artistico
  7. Ma@fenna Ma diciamo che non é obbligatorio dichiararlo secondo me... L intenzione dell'autore, come ho detto, poi viene interpretata dal fruitore. Ma l autore DEVE avere bene in testa il prodotto che vuole proporre. Anche Pollock, per quanto sembri assurdo, penso avesse un idea chiara del risultato che voleva ottenere, eppure se guardi un suo quadro non lo diresti mai. Anche Dante Alighieri non scrive chiaramente la sua premise nella Divina Commedia, ma una lettura attenta porta il lettore alla fine a capire cos'ha spinto l autore a scrivere, quale traguardo si era posto. Omero inve
  8. Piano. Per Low fantasy si intende che elementi come elfi-nani-incantesimi spettacolari & compagnia bella sono molto rari se non assenti (correggetemi se sbaglio, ma per d&d esisteva l'ambientazione di Dark sun che proponeva un mondo oscuro e con pochissime risorse magiche e così via, giusto?), non che "tali elementi ci sono tranquillamente ma sono di difficile reperibilità". E poi bisognerebbe fare anche un discorso sulla morale dei protagonisti (e delle storie), ma sorvoliamo. Seguendo questa definizione di low fantasy, sarei costretto dunque ad ignorare metà (o più) del manuale
  9. Ok. Purtroppo sono via per lavoro, e controllare e rispondere non é sempre così semplice, portate pazienza. Vedo che la discussione si sta (per quanto MOLTO interessantemente, non vi sto chiedendo di smettere ) spostando su un altro argomento. Mi permetto di dire una cosa, ripeto, senza polemica: non sono un game designer, e sono sicuramente quello che ne sa meno qui dentro, non ho problema ad ammetterlo. Però non sono d'accordo sul fatto che un autore non si sia dato un 'target' durante (anzi, prima de) l'ideazione del suo gioco. Non é possibile. É come se un regista non avesse un s
  10. Lo dico perché sia chiaro: sei il-lu-mi-nan-te. Grazie mille per le risposte e i consigli! V. Bene. Non concordo con te, @SilentWolf, ma ben vengano le opinioni opposte. Non prendere il mio concetto di 'efficienza' come uno stretto sistema algebrico che quantifica senza ombra di dubbio se un gioco sia adatto o meno ad un certo tipo di esperienza. Dico solo che... Ci sono giochi che, oggettivamente, sembrano fatti apposta per voler supportare un certo tipo di esperienza, e così immagino sia stata la missione che si erano posti gli autori quando l'hanno creato.
  11. Ciao! Sì, in effetti sono partito dicendo che ero troppo sul teorico...é proprio per quello che, per tornare coi piedi per terra, cercavo esempi 'reali'. @greymatter in effetti....NON risponde alla mia domanda, dicendo (e io lo condivido) che non c é risposta unitaria. Non voglio togliere niente all'importanza del post, che anzi mi é piaciuto moltissimo! Cercavo così di partire, per mia semplice curiosità e se avrete voglia di aiutarmi, di partire dai casi singoli (i famosi esempi reali) per arrivare per induzione poi a qualcosa di meno fumoso (almeno per me) riguardo al caso p
  12. Forse sto andando troppo sul teorico (e utopistico). Ma se tu fossi in una stanza e avessi a disposizione ogni gioco di ruolo mai prodotto...ma potessi sceglierne solo uno da portare con te prima di uscire... Quale sceglieresti? La praticità di dire "beh, continuiamo a giocare a d&d perché ormai conosciamo bene le regole" allora lascerebbe spazio ad una scelta ben più oculata a mio avviso. La scelta non sarebbe più dettata dalla (seppur legittima e capibile) convenienza, ma dal fatto di scegliere il gioco che più si adatta a quello che vuoi ottenere, no? O in altre parole,
  13. Bene. Abbiamo individuato che meccaniche ed ambientazione esercitino un gran peso sulla scelta. Inoltre, capisco che anche la composizione del gruppo (a chi piace fare lo studioso, a chi il barbaro spaccatutto, etc) é fondamentale. Ho apprezzato gli esempi che avete fatto (in particolare quello molto particolareggiato su Monsterhearts.) Vi ringrazio per avermi fatto conoscere il termine 'premise' nel suo giusto contesto! Io però non ho chiesto quale sia 'lo scopo di un gdr'; piuttosto io vorrei capire "qual'era nella mente dell'autore il risultato che voleva ottenere
  14. Pensa che quando ho voluto trovare un termine di paragone per la nostra ultima avventura ho tirato fuori proprio il manuale di Fiasco!!!
  15. Alla fine di uno story arc della nostra campagna (autoprodotta dal master e in cui ci siamo ritrovati tutti ammaccati e senza aver risolto positivamente nessuna delle quest), é partita una infervorata discussione riguardo le scelte morali fatte dai singoli componenti del party, che risultavano derivare non solo dall'allineamento dei personaggi, ma anche dal livello di libertà concesso infine ai giocatori. Ci tengo a precisarlo: la storia creata é avvincente, con tanto di trama principale, sottotrame, side trame e chi più ne ha più ne metta. Il tutto sta proseguendo da giorni, e a seg
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