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AlexITA81

Circolo degli Antichi
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  1. Vimak si rimette in piedi lentamente osservandosi attorno e soffermandosi un istante sull'orso congelato. Che luogo è mai questa grotta sepolta? Un tempio sacro o di sepoltura o niente di tutto ciò? Poi sente la domanda di Jil e la sua voce cantilenare una formula arcana che genera un'esplosione fragorosa poco più avanti. Non so. Però piano Jil! Forse luogo sacro, trattieni potere, per favore. Il possente Goliath avanza e la neve ed il ghiaccio scricchiolano sotto il suo peso. Incredibilmente sente la magia vorticare dentro di sé in uno modo che non aveva mai percepito. La sente desiderare di essere liberata. Che luogo questo, Oyaminartok? E' questo spirito di orso che dona te potere? Io non intendo profanare luogo sacro o porterò altro disonore a mia gente. Forse tu portato noi qui per mostrare qualcosa?
  2. Vimak si protegge con le braccia dall'artigliata ma l'impatto è notevole e viene quasi sbalzato all'indietro. Resiste solamente piantando i piedi nella neve. Con la coda dell'occhio vede Jil e le annuisce. Non risparmiare potere, non pensare me. In un impeto di forza il Goliath allontana da sé l'avversario ed inizia a richiamare il potere ancestrale nel suo sangue. Una litania si solleva sopra ogni rumore, l'aria turbina e la brina si forma nell'aria. Tu molto, molto forte Oyaminartok. Ora comprendo Leggenda. Solleva una mano ed un getto di aria gelida investe tutto in un cono lungo diverso metri, trasformando l'acqua in ghiaccio e lasciando dietro di sé solamente una scia di cristalli congelati!
  3. Vimak vede l'amica lanciarsi all'attacco, senza timori ma richiamando in aiuto un altro spirito. Tu deciso di aiuta me. Apprezzo Jil. In qualche passo nella neve il possente goliath si sposta e raggiunge un punto vicino ad Oyaminartok, per potergli rovesciare addosso il proprio potere. Lotterò senza disonore Oyaminartok! Quindi si ferma e solleva le mani a palmi aperti. Gli occhi diventano fari di luce e la tempesta rotea attorno al corpo muscoloso dando forza alle parole arcane! Un istante dopo un boato seguito da un'onda d'urto si propaga dalle mani spazzando via la neve e centrando in pieno l'essere maestoso.
  4. Vimak ascolta senza turbamento le parole di Oyaminartok. Perché dice il vero. Ma si volta ad ascoltare con riconoscenza le parole di Jil. Come sempre l'amica riesce a cogliere nel profondo le persone. Grazie Jil, tuo cuore molto generoso. Ora resta qui. Il goliath allora si rimette in piedi e fa qualche passo in avanti ergendosi anche a protezione di Jil. Tu dici vero, Oyaminartok. Io disonorato tribù Thunulakati e vissuto solo per molto tempo. Compreso fonte di mio potere, di mio dono, di mia maledizione e quando trovato mia prima amica capito di usare per bene. Sul viso di Vimak appare sfuggevole una nota di tristezza. Ma mie azioni volontà di Auril, se io agisce per bene alla fine causa male. Come può rimediare? Lui dice verità, mia tribù non più Thunulakati. Mia famiglia ora Lupi del Caer. Io lotta per loro, assieme a loro. Vive in loro. E se non fosse Auril a muovermi ma solo mia paura di usare potere? Mia paura portato a dolore. Una nuova consapevolezza sfiora i lineamenti duri del goliath che serra i pugni con forza. Quella mia vecchia vita. Mia nuova è con Lupi del Caer. Tu arrivato al momento del bisogno, significa che se io fallisce allora io perso, io nessuna volontà di vittoria. Io nessuna speranza. Ecco perché accetto tua sfida Oyaminartok! Solo così io capisce chi sono veramente! I piedi del goliath sembrano sprofondare maggiormente nella neve quando tutti i muscoli del suo corpo si irrigidiscono in una dimostrazione di forza. Una brezza, un vento aleggia attorno al corpo possente facendo turbinare la neve e le vesti, flebile manifestazione del suo potere magico innato. Sono pronto. Fatti avanti.
  5. Oyaminartok, la Leggenda vivente secondo il popolo dei Goliath. Vimak stenta a crederci, ma è vivo proprio davanti ai suoi occhi e parla. Non un miraggio silenzioso che sparisce al primo battito di ciglia. Io conosco tuo nome leggendario, Oyaminartok. Per nostra gente tu sorta di Divinità, me inchino e omaggia. Il possente Goliath piega un ginocchio nella neve chinando leggermente il capo per tornare a guardare l'essere mistico. Io incedo perché devo. Creato dolore, mio dovere sanare anche se dubitare di mio stesso sangue maledetto. Vimak si osserva le mani piene di segni runici e le serra a pugno. Poi si volta ad osservare Jil. E negli occhi dell'amica trova uno strano conforto. Come se potesse darle il minimo di forza per portare un piede di fronte all'altro. Cammino ancora per miei amici. Gli occhi del goliath si fanno seri, la fronte si increspa appena ricordando le parole della storia che tutti i goliath conoscono. Quale motivo di nostro incontro? Io non degno di prova.
  6. Vimak sembra riprendersi un attimo dal torpore ed allunga la mano per prendere il libro. La copertina ed il titolo promettono potere, nascondono qualcosa di antico. Chi sarà stato l'autore del libro? Netheril ... Dzaan parlato di potenti maghi del passato. Il Goliath solleva lo sguardo verso l'amica Jil che da sempre riesce a toccare le corde giuste del suo animo. Credi qui dentro segreto per salvare Narod? E Dieci Cittadine? Poi torna ad osservare il libro. Lentamente si siede a gambe incrociate e si mette il libro in grembo aprendolo sulla prima pagina. Inizia così a leggere, completamente assorto e focalizzato dal desiderio di poter salvare qualcuno e rimediare ai suoi stessi errori. Mara guarda Jil e Vimak e, stranamente, sorride sinceramente. Quando si accorge che Renn la stava fissando ritorna seria e lo ammonisce. Che c'è da guardare? Poi sente qualcosa nell'aria. Impossibile, sembra la voce di Narod. La spadaccina allora si guarda attorno cercando di vedere il suo amico. Ma è morto, il suo cadavere è proprio sul pavimento ora nascosto dal mantello. Possibile che il suo spirito aleggi ancora qui? Certo che ti sento ragazzino impertinente! Pensi che sia sorda? La tua anima dovrebbe già essere andata verso i Piani Divini e invece sei ancora qui. Sei stupefacente, ragazzino. Ci puoi ancora aiutare? Poi troveremo un modo per riportarti indietro, dovesse costarci tutto quello che abbiamo.
  7. Vimak fissa gli occhi bianchi in quelli vecchi e saggi di Renn. Ma scuote la testa. Tu no capire, tu no come me. Io é tutta vita che prova a salvare ed essere migliore. E sempre fallisce. Da molto compreso fonte di mio dono e cercato di guardare oltre e trovare il buono. Il possente Goliath sposta lo sguardo grave sul cadavere bruciato di Narod. Anche mia famiglia ripudiato me. Io vissuto solo con mio dono. E quando salvato prima vita capito che forse potevo usare per bene. Ma ora? Per ogni azione verso il bene vedo una conseguenza catasfrofica ... Come posso riuscire? Devo accettare questi sacrifici per un bene superiore? Mara intanto si toglie il mantello e lo getta sul corpo carbonizzato di Narod per dargli dignità. Renn ha ragione, smetti di lagnarti. A volte si vince ed altre si perde. In guerra c'è chi non torna anche tra i vincitori e allora? Si va avanti. Ti assicuro che Darrox e Narod vorrebbero vedere il nostro successo invece che ascoltare le tue inutili lagne. Per cui ora datti una regolata o lo faccio io. Dopo le dure parole, la spadaccina si alza e si avvicina al tavolo dove sopra c'è posato il libro. Lo prende per leggerlo. Jil dammi una mano, vediamo di capirci qualcosa. Forse quel pazzo di un mago ha lasciato scritto qualche appunto utile.
  8. Vimak si riprende grazie alle cure di Jil e rotola su un fianco cercando gli amici. Purtroppo vede la fine di Narod. E quando vede la Stella dell'Estate vicino a sé d'istinto striscia via camminando indietro. Io ... colpa mia. Auril maledetto me, io ha suo dono ed io non può nulla. Se agisco lei maledice me ... Gli occhi sbarrati del goliath mostrano per la prima volta un sentimenti che solitamente non palesa: paura. Mara tossisce quando sente le energie ritornare, lentamente si rimette in ginocchio e vede il corpo carbonizzato di Narod. Jil e Vimak vivi ma feriti. Per tutti gli Dei ci siamo andati vicino. Grazie Jil. Ma quella dannata cosa non era "incompleta"? Non pensavo di certo ad una conseguenza del genere. La spadaccina, infastidita, sputa a terra il sangue accumulato in bocca. Porca tro*a Narod ... Sei stato molto sfortunato a unirti a noi. Ora se qualcuno di voi tocca ancora quella cosa, giuro che gli mozzo la mano di netto. Usciamo. Ma vede che il Goliath non la sta ascoltando. É perso, bloccato ad osservare la stella e dietro il corpo carbonizzato di Narod.
  9. Mara sogghigna e si poggia la spada sulla spalla coperta dall'armatura. Meglio di niente. Brava, Jil. Ma ora come pensi di aggiustarla? Non guardare me, io non so niente di stramberie mistiche o stregonerie. Vimak, dopo aver ascoltato tutto il discorso, infila la Stella dell'Estate nella borsa a tracolla stando bene attento a non toccarla direttamente con le mani. Poi si drizza in piedi ed allora nota il libro abbandonato sul tavolo. Mentre i compagni discutono, si avvicina incuriosito per leggerne il contenuto.
  10. Vimak, preoccupato, si avvicina e posa con gentilezza una mano sulla spalla di Jil. Tu bene? Mara invece sogghigna divertita, dopo aver visto la sparizione e l'apparizione dell'amica. E brava principessina, allora è vero che parli con i fantasmi dei defunti. Ma se questa Stella dell'Estate è un manufatto che può fermare l'inverno eterno, come possiamo noi aggiustarlo? Servirebbe un erudito. Chiedigli cosa dobbiamo fare. Vimak corruccia la fronte verso Mara esprimendo il suo disappunto vista la pericolosità. Mara lo squadra di rimando. Che c'è? Ci siamo noi qui cosa vuoi che succeda? Jil è al sicuro. Comunque sentendo che l'amuleto non trasmette alcun potere magico, e non desiderando aspettare oltre, la spadaccina si sfila dal collo il majufatto. Osserva ancora una volta il simbolo del Sole di Lathander. In fondo non fa per me. Ehi Narod, prendi, lo dono a te. Fanne buon uso. E così lancia al compagno l'amuleto incantato.
  11. Mara si volta verso la sfera ma la vede immobile. Te lo sei immaginato, principessa. Che c'é? Stai perdendo la calma? La spadaccina fissa l'amica con un sorriso beffardo sul volto. Poi solleva il medaglione e lo osserva ancora, tichettandoci sopra col dito. Dannazione questo amuleto non mostra la sua magia. É come se servisse tempo perché si abitui al corpo. Mara allora si rimette in piedi e strappa Vento del Deserto dal pavimento. Ascolta Jil, non sei tu quella che dice di ascoltare le voci dei fantasmi? Forse il fantasma di questo disgraziato é ancora qui e ci vuole indicare di prendere quella dannata pietra. Aveva un simbolo di Lathander e voleva compiere una buona azione, per cui sono tentata di fidarmi. Vimak intanto si accuccia di fianco alla pietra e resta con bisaccia aperta pronto per prendere lo strano oggetto. Noi prende allora? La spadaccina fa un gesto si stizza con le labbra. Aspetta un attimo. Forse ci sta indicando di stare attenti alla pietra. Quindi da un colpetto alla pietra con la punta della spada.
  12. Vimak annuisce e rovescia a terra il contenuto della bisaccia. Poi la afferra ai lati tenendola aperta e ai avvicina per prendere la pietra. Mara intanto osserva Jil con un sopracciglio sollevato. Sí come dici tu, principessa, anche se un "no" non ha alcun senso. Intanto guarda questo, é un Simbolo Sacro di Lathander. Non sono una sua servitrice ma penso che il Dio del Sole non permetterebbe di creare una reliquia pericolosa con la sua effige. La spadaccina ammira la fattura pregiata del medaglione mentre riflette la luce dei globi luminosi di Jil. Lo tiene sollevato dalla catenina davanti al volto. Poi un sorriso le appare sul viso e con un gesto rapido lo indossa al collo. É magico no? Ora vedremo cosa fa. Ma può anche essere che Lathander non conceda nulla a me ...
  13. Mara osserva Narod socchiudendo un instante gli occhi. Non ha ancora capito perché quel ragazzino continui a darle il titolo di "Signora", forse dalla sue parti si usa così. Un giorno però di sicuro il suo nome verrà conosciuto in tutto il Nord. No, meglio che non tocchi niente. Eppure non è uno schifoso non-morto, altrimenti l'avrei capito. Nemmeno io mi spiego come possa muoversi, forse è all'opera il sortilegio che ha percepito Jil. La spadaccina si accuccia di fianco al cadavere e con un colpo secco conficca Vento del Deserto nel legno del pavimento. La sagoma carbonizzata si riflette a specchio sulla superficie lucida della lama. Senti un po', cadavere, riesci a percepire la nostra presenza? Batti il dito due volte per rispondere "si".
  14. Mara si ferma ed osserva il cadavere bruciato. Quindi sguaina in un lampo Vento del Deserto ed usa la lama incantata per cercare il medaglione nascosto nel cadavere. Qualcosa cosa sia successa non percepisco nulla di anomalo. E cosa sarebbe un "catalizzatore"? Se pensi che sia stato quell'affare a bruciare questo disgraziato allora ti consiglio di non toccarlo. Forse Dzan potrebbe aiutarci ma come lo troviamo ora? Intanto Vimak da fuori resta ad osservare le compagne indaffarate. Quindi apre la borsa e la mostra a Jil. Mettere in borsa, porto io se serve.
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