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Heiho

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Aerys II

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"Oggi, 9 settembre 1978,

ho tenuto nel palmo della mano un piccolo disco

dei trecentosessantuno che sono necessari

nel gioco astrologico del Go,

quest'altro gioco di scacchi d'Oriente.

Esso è più antico della più antica scrittura

e la sua tavola è una mappa dell'universo.

Le sue variazioni bianche e nere

faranno finire il tempo.

In esso possono perdersi gli uomini

come nell'amore e nel giorno.

Oggi, 9 settembre 1978,

io, che sono ignorante di tante cose,

so che ne ignoro una di più,

e ringrazio i miei numi

per questa rivelazione di un labirinto

che mai sarà mio."

(Il Go - J.L. Borges)

Contrariamente a quanto possano pensare gli ammiratori dei Sette Nani, Heiho non è soltanto un canto da innalzare mentre ci si reca a lavorare in miniera: Heiho è la via della strategia, argomento quanto mai dibattuto da che l'Uomo realizzò di voler sopravvivere all'Uomo, innumerevole tempo fa.

Ne parla ad esempio Musashi Miyamoto nel suo Gorin no Sho, ma ne parla anche Niccolò Machiavelli nel suo Il Principe (pur naturalmente senza nominarla mai).

Credo che ciascuno di noi ne abbia bisogno, a patto certo di non voler essere un passivo pedone mosso da altri allo scopo di perseguire scopi incomprensibili alle sue percezioni.

Come ci si avvicina all'Heiho? E' un'altra di quelle "robe da cinesi" (come le chiama un mio amico decisamente provinciale benché non se ne renda conto :-p) a me tanto care? E' un'altra di quelle inapplicabili concezioni della vita proprie della "gente scalza"?

Assolutamente no.

Ho scelto di riportare delle parole di Borges in questo scritto (Jorge Luis Borges, cui devo molto), proprio perché non mi viene in mente persona più distante dalla stereotipata immagine del marzialista orientale (tanto comune di questi tempi) che non quella dell'anziano professore argentino, quasi accecato dall'età e dal Sole sudamericano.

La strategia serve a tutti noi, e non importa su quale affluente decidiamo di remare per giungere alle acque della sua immensa portata: l'importante è applicarla giorno dopo giorno in ogni aspetto della nostra esistenza, ed esercitarla in uno dei tanti modi donatici dai nostri maiores: si tratti una partita a scacchi o a go, a dama o a Munchkin (lì in verità è troppo presente il fattore fortuna: meglio Magic piuttosto!), si tratti di leggere e riflettere o di passeggiare facendo attenzione a ciò che ci circonda... esistono infiniti approcci alla Via di Heiho, indipendentemente dal nome con cui si decide di chiamarla, esistono infiniti impulsi per cominciare, infinite combinazioni di eventi che portano a quel singolo pensiero, a quella impercettibile sensazione, a quella celata voglia di accrescere la nostra mente.

Spero che per qualcuno l'impulso iniziale sia dato proprio da queste parole, ma anche se così non fosse non importa: mi sto semplicemente esercitando nel mondo.

Cos'è il mondo?

Di questo parleremo forse un'altra volta.


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