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Dragons´ Lair

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Calabar

Circolo degli Antichi
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  1. Ogni scelta ha i suoi pro e contro. Scegliere di creare una situazione in cui i personaggi possono muoversi liberamente ha come rovescio della medaglia il fatto che i tuoi spunti possano essere ignorati, anche deliberatamente. Non c'è nulla di male in questo, fa parte del tipo di gioco che hai scelto, e va benissimo così. Certo, da DM non fa piacere che le proprie costruzioni vengano disattese, ma questa è proprio la norma in questo tipo di situazioni. Il mio consiglio è non immaginare troppo in anticipo e creare il tuo immaginario durante il gioco. Mentre leggevo la tua premessa ho pensato potesse essere esattamente questa la situazione creatasi: non sono intervenuti per timore che il loro intervento potesse comprometterli e far precipitare la situazione. I giocatori hanno scelto deliberatamente di non seguire quelle indicazioni perché hanno ragionato sulla situazione e hanno preferito una linea di condotta prudente. Capisco però dove vuoi andare a parare: avresti voluto una situazione più ricca di eventi e interazioni e invece è stata fin troppo lineare, e ti stai chiedendo se il problema è qualcosa di sbagliato in ciò che hai proposto loro o nel modo in cui lo hai presentato. Per come la vedo io un'avventura dovrebbe poter essere giocata a più livelli di consapevolezza, in base alle scelte e le intuizioni dei giocatori. Un esito lineare quindi va bene, l'avventura non si è arenata, sono andati avanti e si arriverà alla conclusione. Alla fine magari potresti illustrare loro i retroscena dell'avventura così che loro si possano rendere conto di quali scelte differenti avrebbero potuto fare e a cosa avrebbero portato. Se vogliamo è anche un modo per non "sprecare" il lavoro che hai fatto e che loro non hanno raccolto durante l'avventura. Tornando al problema, probabilmente se per te era così importante far giocare loro queste situazioni che avrebbero dovuto arricchire l'avventura, allora avrestri potuto fare qualcosa diversamente. E lo dico proprio perché da come hai raccontato la vicenda il comportamento dei giocatori sembra perfettamente giustificato, anche io forse avrei agito in modo simile. Dirti esattamente cosa avresti potuto modificare è difficile senza aver piena consapevolezza dell'avventura, ma magari si trattava solo di far arrivare loro qualche voce in più, o inserire situazioni che sarebbero dovute apparire più rilevanti ai giocatori, piste che avrebbero dovuto dare l'idea che valesse davvero la pena seguirle. Questo ovviamente non ti avrebbe messo del tutto al sicuro da scelte identiche a quelle che ci stai raccontando, se lasci le scelte in mano ai giocatori (cosa ottima a parer mio), allora devi essere pronto ad accettare tali scelte.
  2. Non sempre è possibile inventare al momento, e nel caso lo si faccia sarebbe bene prendere appunti sulla mappa. Infatti non è escluso che i personaggi possano tornare in quei luoghi, magari non nella stessa sessione, e il DM potrebbe non ricordarsi certi dettagli che magari qualche giocatore ricorda. A volte poi le caratteristiche della stanza possono essere un fattore di una certa importanza ed è bene che siano pensate in anticipo con una certa cognizione.
  3. Concordo con quanto detto sopra: - non segnare nulla per altezza standard - segnare l'altezza non standard in rilievo nelle descrizioni - Segnare eventualmente l'altezza sulla mappa, ma al di fuori delle stanze (tipo "H9m") - in caso di altezza irregolare, segnare un indicazione che indirizzi alla descrizione (tipo "H*" o "H9-12m*") Io spesso, nelle mappe che lo consentono, segno le caratteristiche principali nella mappa stessa, in genere con una linea che congiunge la stanza ad un trafiletto al lato della mappa.
  4. Già, il paradosso è evidente. Per come la vedo io l'insegnamento non deve essere un modo coercitivo per progredire, può però essere un'opportunità: ciò che avresti imparato da solo con tanti sforzi può essere imparato più rapidamente e facilmente grazie ad un buon maestro. Immaginate per esempio un mago che non avesse possibilità di accedere al sapere dei suoi predecessori e dovesse ricercare da solo tutti gli incantesimi di cui volesse avere conoscenza: passarebbe la maggior parte del suo tempo a fare quello e non ad affinare le sue capacità da avventuriero. La sua progressione sarebbe molto più lenta. Poter invece usufruire della ricerca fatta da altri maghi gli da subito accesso a quelle capacità facendo solo lo sforzo, molto inferiore, di apprenderli. Questo descrive piuttosto bene il detto "sbagliando si impara": l'incremento avviene quando si fallisce la prova. Idea interessante, anche se forse un po' riduttiva. Del resto io non sono affatto un estimatore dei sistemi "chiusi" come quello che descrivi, per cui sono contento del loro abbandono nelle nuove edizioni in favore di sistema aperti "alla GiRSA", dove dado+abilità si confrontano ad un certo livello di difficoltà. Per questi valuterei di trovare un sistema in cui la maggiore difficoltà relativa possa essere più premiante in caso di successo. Un sistema come quello che descrivi si sposa bene anche con l'introduzione dell'addestramento: al momento di "spendere" l'esperienza acquisita farlo con un maestro (che sia a pagamento o meno dipende dal contesto narrativo) può aiutarti a far fruttare meglio quei punti, per esempio pagando meno gli incrementi di abilità o semplicemente variandone il costo in base alle capacità del maestro (magari lui deve fare un quale tiro abilità sulle sue capacità di insegnamento e il risultato determina costi maggiorati o inferiori durante la spesa dei punti esperienza). Trovare un buon maestro può valere così tutto l'oro eventualmente speso per assicurarsi i suoi servigi. Certo, un sistema come questo è fortemente dipendente dalla narrazione e si presta ad abusi (già vedo DM che vogliono favorire certi PG e gli fanno trovare maestri capacissimi che decidono di insegnare loro gratuitamente).
  5. Ma no!! Innanzi tutto calma e sangue freddo. Un bel respiro e via, davvero non vale la pena di prendersela per una cosa del genere. E poi non ci faremo mica scoraggiare da un primo piccolo fallimento! 😉 Concordo con chi dice che cercare di convincere chi non vuole giocare sia una pessima idea, per esperienza porta di solito a risultati disastrosi. Magari un giorno vedendovi appassionati sarà lei a chiedere di riavvicinarsi, allora potrebbe essere pronta a giocare, ma non prima. Dei genitori non mi preoccuperei. Giusto per raccontarti qualcosa dei miei, molto tempo fa trovando una lettera (con tanto di sigillo rosso in ceralacca) in cui si parlava di un rituale di iniziazione ad un ordine militare-religioso, avevano pensato che mi fossi affiliato a qualche setta. Ho dovuto tranquillizzarli spiegando che si trattava di narrativa e non di cose reali. Evidentemente i tuoi genitori sono come erano i miei, totalmente estranei a questo mondo. Lo dici oggi che il gioco di ruolo, in particolare D&D, è decisamente sdoganato rispetto al passato. Quando ero un ragazzo eravamo davvero quelli strani che preferivano passare le serate in una cantina intorno ad un tavolo anziché buttarsi in discoteca. Per fortuna erano altri tempi, vedrai che oggi troverai molte più persone che condividono la tua stessa passione, anche se la fortuna non te le ha fatte trovare nella tua cerchia di amici e conoscenti. Il prossimo passo è quello di cercare altri appassionati che vivono vicino a te. È anche un buon modo per stringere nuove amicizie. Ci sono tante possibilità, come ti hanno già suggerito puoi provare qui sul forum o rivolgerti a siti web dedicati, puoi cercare associazioni che promuovono il gioco nella tua zona o cercare locali-ludoteca. C'è ancora tanto da tentare prima di darsi per vinto.
  6. Io avevo preso proprio quel set a molto meno di 20 euro ed è ancora sigillato, ma non credo che lo rivenderò comunque. Ad ogni modo se lo giocassi (cosa che non accadrà) mi piacerebbe tenerlo come ricordo delle avventure vissute, magari per sfogliarlo tra chissà quanti anni e ricordare con piacere quei momenti. Di sicuro non me ne separerei se quantomeno non prendessi prima una copia digitale (non è proprio la stessa cosa, ma se devi fare spazio in libreria...).
  7. @TheRealCarmx Non farti spaventare dalla CA negative, è una semplice questione di numeri. Dato che nelle vecchie edizioni la CA è migliore se bassa, una volta arrivati a CA 0 bisogna usare i numeri negativi per andare sotto. Naturalmente si usano dadi normali. Se un personaggio con THAC0 10 ha bisogno di tirare un 10 o più per colpire una CA 0, per colpire una CA -2 (che è migliore di una CA 0 dato che è più bassa) dovrà tirare almeno un 12. Che la CA sia positiva o negativa la formula è la stessa: CA colpita = Tiro (d20) - THAC0 Quindi se devo colpire una CA nota, inverto la formula e diventa: Tiro (d20) minimo necessario* = THAC0 - CA bersaglio * il valore minimo è dell'operazione è comunque 2, dato che 1 è fallimento critico e i risultati inferiori non hanno senso Alla nota del traduttore sull'acronimo della THAC0 aggiungerei "ossia il valore che il personaggio deve ottenere con il dado per colpire una CA 0", forse renderebbe più chiara la spiegazione. Per quanto mi riguarda comunque la CA è uno di quei meccanismi che mi ha sempre creato problemi. Un sistema di assorbimento del danno per le armature probabilmente sarebbe stata una scelta più sensata, e non sarebbe neppure troppo difficile da applicare.
  8. È in effetti un bel dilemma, lo stesso che ho affrontato io quando ho ripreso a giocare da tavolo: riprendere con AD&D o puntare sull'ultima edizione? Allora scelsi la 5E: era un'edizione generalmente apprezzata, mi sarei comunque dovuto ristudiare AD&D i cui ricordi erano ormai flebili (per cui tanto valeva mettere le mani sul nuovo), avrei sicuramente trovato maggiori possibilità di gioco e intrazione con la community e perché no partecipare a qualche evento o torneo. Certo, nel tuo caso la situazione è differente, ma capisco il punto di vista di chi ti consiglia l'ultima edizione. Per quanto mi riguarda rimarrò con la 2014, per me la 2024 è stata una delusione, pur non discostandosi completamente dall'edizione da cui deriva è andata esattamente nella direzione opposta a quella da me auspicata. Ad ogni modo mi è già capitato di giocare un torneo con le nuove regole, alla fine ce la si cava comunque e se proprio si vuol fare le cose per bene, 15 pagine di SRD (il documento di conversione dalla 5.1 alla 5.2.1) e sei allineato alle nuove regole. Poi chi sa cosa riserva il futuro, magari deciderò di giocare con un gruppo che vuole assolutamente usare la 2024 e me ne farò una ragione. Ma senza dubbio non farò il passaggio per le campagne in corso. EDIT: dimenticavo... per quanto riguarda la vendita dello starter set (ma non ne avevamo già parlato?), io sono della filosofia che un regalo non si rivende. Però se a chi te l'ha regalato la cosa non dispiace potresti farlo, alla fine è come se fosse stato lui a ragalarti i manuali che compreresti al suo posto.
  9. È così nella nuova edizione 2024? Nella 2014 se non ricordo male la morte istantanea avveniva se andavi sotto di un numero pari o superiore ai tuoi Punti Ferita massimi. In AD&D se non sbaglio c'era il tiro su shock corporeo.
  10. L'articolo in effetti pecca di ordine, va un po' avanti e indietro nel tempo tra le varie edizioni, per chi non conosce l'ordine di uscita rischia di essere confusionario. Aggiungerei che i bonus delle caratteristiche in AD&D sono spesso asimetrici. Per esempio con forza 18/00 avevi si +6, ma solo al danno, al TxC era un +2. Cura ferite moderate proprio non lo ricordo, in quale manuale era saltato fuori? Per quanto riguarda la morte in AD&D, da noi si era soliti usare come soglia il punteggio di costituzione (si moriva cioè a -CO, per esempio con costituzione 14 la soglia era -14), ma c'era anche una clausala sulla morte istantanea in caso di danni elevati (presa dal manuale se non ricordo male). Avevo notato subito, quando ho approcciato la 5E (non chiedetemi delle due edizioni precedenti), che c'era stata una volontà ben chara di rimuovere il meccanismo per cui un personaggio viene messo fuori combattimento o ucciso in modo istantaneo: lo si vede chiaramente in incantesimi come disintegrazione (toglie 70 PF in caso di fallimento del TS anziché disintegrare il malcapitato) o altri come blocca persona, o alcuni veleni, che permettono alla vittima un tentativo di sbloccarsi ogni round dopo aver fallito il tiro salvezza. C'è da dire che questo è anche figlio del cambiamento nel funzionamento dei Tiri Salvezza, che ora non sono più un tiro assoluto ma dipendono dalle capacità dell'attaccante e che quindi, soprattutto ad alti livelli, hanno probabilità molto maggiori di fallire. Le medie sono una prassi delle edizioni moderne, ma in effetti per i giocatori abituati ad esse potrebbe essere un riferimento utile. Ad ogni modo credo che il traduttore si sia limitato a riportare l'articolo così com'è.
  11. Che gran cosa, imparare a giocare insieme è secondo me il miglior modo di approcciare al gioco. Poco importa se si fanno errori o si gioca in modo un po' ingenuo, avrete tempo per raffinare il vostro stile di gioco e contagiarlo nel tempo con quello di altri giocatori. Il mio consiglio è semplicemente di divertirvi, poco male se viene infranta qualche regola, non è quello il cuore del gioco e sicuramente non è importante ora. Il fatto che i tuoi giocatori dicano di essersi divertiti è già un ottimo inizio. La sconfitta dei personaggi in gioco (che per loro fortuna NON è un TPK) non è una cattiva cosa, insegna che ci si può lasciare le penne se non si sta attenti e che non sempre si è così fortunati da salvarsi. Evita magari di dare la sensazione che le loro azioni non abbiano alcuna influenza in questo, devono avere la sensazione che avrebbero potuto evitare la disfatta facendo le cose diversamente, il GdR è pur sempre un gioco e bisogna giocare bene per superare le sfide. Riguardo all'avventura pensata per quattro giocatori, ti direi di affiancarli a due PNG ma se anche tu sei agli esordi potrebbe essere un impegno eccessivo, cerca magari di rendere le sfide un po' più facili riducendo il numero di nemici o le loro capacità. Riguardo al regolamento, apprendere sul campo va benissimo, saranno loro se interessati a volersi leggere il manuale. Puoi incentivarli ma non cercare di forzarli, non siamo a scuola. EDIT: preceduto da Bille Boo!
  12. A me piace il sistema visibile nell'immagine che fa da sfondo all'articolo: le torce sono segnate come il classico bastoncello con pallino finale. Allo stesso modo le lanterne possono essere segnate come un quadratino con linee sulle due diagonali. Unico problema è segnare in modo efficace un'eventuale illuminazione a soffitto.
  13. Oggi... beh oggi è un'altra questione. Diciamo che causa poco tempo, poca voglia di sbattersi e il fatto di non giocare una campagna che possa definire davvero "mia" e consideri quella principale, non mi discosto molto dal sistema dei manuali base. Regole casalinghe al minimo, insomma. I personaggi ottengono PX per il superamento delle sfide (che in combattimento significa PX per aver sconfitto i mostri), l'unica difficoltà di questo sistema è evitare di cadere nella tentazione di definire solo le sfide che vanno nella direzione che avevo pensato. Occorre lasciare infatti massima libertà d'azione ai personaggi e valutare le sfide in corso d'opera.
  14. In passato avevo riflettuto a lungo su come gestire l'avanzamento dei personaggi. Essendo passato da BECMI per poi finire su AD&D 2E mi ero trascinato dietro i concetti apparsi in quei sistemi e avevo provato a riconcepirli e creare qualcosa di mio che ritenessi più sensato e soprattutto più in linea con le storie che giocavamo, concetto che per me era di primaria importanza. Devo dire che alla fine non l'ho mai davvero completato e utilizzato, mi sono limitato a condire le regole base con qualche aggiunta personale e nulla più. Credo sia evidente che il sistema di AD&D citato nell'articolo sia semplicemente un modo per far spendere denaro ai personaggi o, se vogliamo metterla in altri termini, un modo per dare un'importanza meccanica ai tesori ritrovati. Può aver senso come meccanismo di gioco, molto meno come motore di storie che abbiano senso. Questo non significa che l'addestramento non serva a nulla ma che una regola di quel tipo non fa molto di più che introdurne il concetto. Riguardo all'addestramento comunque non sono d'accordo con l'autore dell'articolo, che sostiene si tratti solo di un'istruzione di base e che perda significato una volta che si va al di la dell'istruzione formale e si entra nel mondo della sua applicazione. Credo che sia un modo un po' distorto di vedere come funziona l'istruzione, perché non tiene conto che l'istruzione continua anche durante la fase successiva all'istruzione formale e che trae comunque grande giovamento dal poter apprendere da altri. In altre parole non dover imparare da solo significa in molti casi evitare quella fase di apprendimento per tentativi che magari ci può dare anche qualcosa in più ma è decisamente più lunga e faticosa, e non sempre fruttuosa. È altresì vero che oltre la teoria ci vuole la pratica, quella vera, quindi mettere in campo gli insegnamenti è una parte fondamentale del processo di apprendimento. A questo aggiungerei un ultimo concetto: l'apprendimento non è una scienza esatta. A volte si sbatte la testa per mesi su un argomento e non se ne cava piede, poi un'illuminazione ed è tutto chiaro. Con un po' di "fortuna" (passatemi il termine) l'illuminazione arriva subito e l'apprendimento è rapidissimo, e magari è bastato soffermarsi per un attimo su un dettaglio perché tutto diventasse chiaro. A volte un buon maestro è quello che sa vedere il problema e farci trovare rapidamente quanto ci serve per progredire. Questo non vale solo nell'apprendimento di nozioni ma è validissimo anche per le attività pratiche, comprese quelle che definiscono i nostri personaggi in giochi come D&D. Per quanto mi riguarda a suo tempo utilizzavo altri fattori di metagioco per determinare questa casualità: cose completamente slegate dal classico apprendimento, così come lo è il concetto "fortuna" di cui ho parlato prima. In questo modo ho potuto introdurre questo fattore ma non lasciarlo del tutto al caso. Scusate per lo sproloquio, ero in vena di buttare giù qualche pensiero su un argomento che trovo interessante.
  15. Se ti piace avere qualcosa tra le mani, non hai fatto male. Io quando ho avuto l'occasione ho comprato alcuni set introduttivi, non credo li userò mai (tranne rare eccezioni non sono un estimatore delle avventure ufficiali, figuriamoci quelle dei set introduttivi) ma mi fa piacere averli. Mal che vada puoi usare in modo del tutto scollegato il materiale interno nelle tue campagne. Indubbiamente un manuale standard, come quello dei mostri, ha un'usabilità a lungo termine molto superiore. Riguardo alla rivendita non sono un esperto, io generalmente non rivendo mai. Bisogna vedere se questo prodotto è abbastanza appetibile da aumentare di prezzo una volta fuori produzione. Per quanto riguarda gli errori di traduzione a cosa ti riferisci esattamente? Con l'edizione 2024 hanno fatto uno sfacelo (con tanto di pubbliche scuse, che serviranno a poco se non faranno una ristampa contenente le correzioni), ma il set introduttivo che hai acquistato comunque è per l'edizione 2014. Vabbè, possiamo far finta che sia compatibile con l'edizione 2024.

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