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<rss version="2.0"><channel><title>Topic di Gioco ultime discussioni</title><link>https://www.dragonslair.it/forums/forum/1007-topic-di-gioco/</link><description>Topic di Gioco ultime discussioni</description><language>it</language><item><title>Il soffio del Dragomare</title><link>https://www.dragonslair.it/forums/topic/71769-il-soffio-del-dragomare/</link><description><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span data-ips-font-size="150">Anno 1359 CV, 14 di Eleasias (Mese del Sole Alto) — Prima serata.</span></strong></p><p style="text-align:center;"><em><span data-ips-font-size="125">Il cielo sopra Riverbend è plumbeo e carico di pioggia imminente, ma l'aria estiva resta opprimente, calda e satura di un'umidità pesante che precede il temporale.</span></em></p><p style="text-align:center;"></p><p style="text-align:center;"></p><p style="text-align:left;">@ Keothi “Ramo di Larice” Anakalatai</p><details class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--expandable ipsRichText__no-index"><summary class="ipsRichTextBox__title"><p></p></summary><p style="text-align:left;">La polvere del cammino e l'umidità d'estate che sale dal Torrente Freddo ti appesantiscono le spalle mentre scendi lungo la Scalinata Cieca. Hai trascorso gli ultimi quattro giorni tra i sentieri impervi della Gola dei Sospiri, scortando un piccolo gruppo di mercanti spaventati e le loro bestie da soma. La paga che hai portato a Madre Valeria al Monastero di Eldath è stata sufficiente per rimpinguare le scorte di erbe officinali del santuario, ma l'anziana guida ti ha visto in volto prima ancora che tu aprissi bocca: eri esausto, e il tuo stomaco non produceva un suono rassicurante da ore.</p><p><strong>Non si serve il silenzio della natura a stomaco vuoto, Keothi</strong>, ti ha detto Madre Valeria con quel suo sorriso pacato, mettendoti in mano un paio di monete di rame rimaste dal baratto. <strong>Stasera la carovana ha riempito il borgo. Va’ alla Locanda del Vento Calmo. Mangia un piatto caldo di stufato, bevi qualcosa e lascia che le tue membra si riposino prima di tornare tra i boschi.</strong></p><p>Ora ti trovi davanti all'ingresso della Locanda. La tua stazza da Goliath, per quanto più snella e agile rispetto a quella dei tuoi consanguinei delle Stormhorns, attira comunque qualche sguardo curioso da parte dei paesani che affollano la via. L'aria che esce dalla porta spalancata è densa, satura del profumo di carne arrostita, erbe aromatiche e farina fritta.</p><p>Spingi il battente di quercia ed entri. All'interno il caos è totale: non c'è un solo tavolo libero. I mercanti della carovana e i paesani stipano ogni panca, mentre le note dolci di un liuto provengono dall'angolo vicino al camino spento. Avanzi tra la folla, cercando con lo sguardo un punto dove la tua mole possa incastrarsi senza travolgere qualcuno, fino a notare un unico spazio residuo in fondo a una lunga panca di legno...</p></details><p></p><p>@ Aelthara "Lama di Pietra" Argentaria</p><details class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--expandable ipsRichText__no-index"><summary class="ipsRichTextBox__title"><p></p></summary><p>Il peso dell'armatura ti grava sulle spalle in modo diverso stasera. Dopo trentasette anni nelle guardie di Riverbend, conosci ogni singola pietra del borgo, ma l'arrivo della carovana estiva trasforma sempre il Presidio in una bolgia. Tra le sole diciotto guardie in organico per quasi un migliaio di anime, vi siete divisi i turni fino all'esaurimento: gestire risse al mercato, controllare i carichi ai varchi e tenere d'occhio i forestieri più agitati ha prostrato persino la tua temprata resistenza elfica.</p><p>Smontata finalmente dal turno di pattuglia lungo i bastioni sud , dove per l'ennesima volta la runa che hai sul polso ha ricominciato a pulsare di quel calore sordo e molesto , hai incrociato Lyra Vane. L'Intendente ti ha guardato negli occhi, vedendo il segno della fatica e l'ombra di quel passato che solo tu ti porti dietro da Evereska.</p><p><strong>Aelthara, stacca</strong>, ti ha detto con tono risoluto. <strong>Il Presidio non cade stasera se ti prendi un'ora. Vai al Vento Calmo, mangia qualcosa e fatti una birra scura prima che Silas chiuda la cucina. Domani ci sarà ancora da sudare.</strong></p><p>Ancora in divisa ma con le armi assicurate e la guardia abbassata, hai attraversato il borgo verso la Locanda del <em>Vento Calmo</em>. L'aria della sera d'estate è calda, ma la confusione che proviene dal locale è quasi assordante. Varchi la soglia e la scia d'odore di stufato e farina fritta ti accoglie insieme alle note del liuto che risuonano in fondo alla sala.</p><p>Da guardia veterana cerchi d'istinto un posto con le spalle al muro per tenere d'occhio la sala, ma il locale è stipato all'inverosimile. L'unico varco praticabile è verso il fondo, dove una panca di legno ha ancora abbastanza spazio per farti sedere... e dove la stazza insolita di un viaggiatore Goliath cattura subito il tuo occhio clinico.</p></details><p></p><p>@ Godhura</p><details class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--expandable ipsRichText__no-index"><summary class="ipsRichTextBox__title"><p></p></summary><p>Le strade di Riverbend al calar del sole sono un miscuglio di odori e sguardi, ma tu sei abituata a farti strada senza chiedere il permesso a nessuno. Con i tuoi quasi un metro e novanta di muscoli scolpiti, la pelle color miele e il viso incorniciato da capelli rossi all'henné e sfumature azzurre sulle palpebre, non passi inosservata neanche nel mezzo del caos della carovana estiva. Qualche mercante ha provato a squadrarti con sospetto per via delle piccole zanne che ti spuntano dal labbro, ma è bastato un tuo sorriso aperto e una battuta troppo diretta per lasciarli spiazzati e a disagio.</p><p>Hai trascorso le ultime ore a fare fare due chiacchiere con un paio di carrettieri lungo la strada, dispensando consigli spassionati sulla gestione delle bestie e ricordando a te stessa , con un'occhiata ammiccante al cielo , che Tempus e il Cavaliere Rosso terranno conto di questa pazienza quando sarò io a sedere al loro tavolo.</p><p>Il viaggio ti ha prostrata e la fame comincia a farsi sentire con un brontolio degno di un orso. Un paesano del posto, dopo che lo hai aiutato a sollevare una piana di legno incastrata con una facilità disarmante, ti ha dato l'indicazione giusta per riempire lo stomaco.</p><p><strong>Se cerchi da mangiare come si deve e un posto allegro, vai alla Locanda del Vento Calmo</strong>, ti ha detto il vecchio asciugandosi il sudore. <strong>Stasera c'è pieno per via della carovana, ma se ti fai spazio con quei muscoli un piatto di stufato caldo non te lo nega nessuno.</strong></p><p>Raggiungi l'ingresso della Locanda. L'aria che trasuda dalle finestre spalancate profuma di carne arrostita, birra fresca e farina fritta, mista al suono allegro di un liuto. Non te lo fai ripetere due volte: spingi il battente di quercia ed entri nell'ambiente affollato e rumoroso.</p><p>Con il tuo portamento disinibito cerchi con lo sguardo un punto dove sederti per ordinare da bere e fare conoscenza con chiunque sia abbastanza coraggioso da dividere la panca con te. In fondo alla sala, proprio vicino a una lunga panca di legno, noti una guardia elfica in divisa e la figura imponente di un viaggiatore Goliath... un tavolo decisamente promettente per chi ha grandi piani per il futuro.</p></details><p></p><p>@ Eol</p><details class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--expandable ipsRichText__no-index"><summary class="ipsRichTextBox__title"><p></p></summary><p>Il viaggio verso Riverbend è stato una buona occasione per misurare le tue speranze di commerciante: la polvere della Strada Reale ti si è depositata sui vestiti, ma la prospettiva di trovare merci a buon mercato tra i banchi della carovana estiva ti ha tenuto il morale alto per tutta la giornata. Orefice e metallurgico di talento, hai la vista allenata a riconoscere il valore delle cose bene fatte, e questo borgo di frontiera, con il suo continuo viavai di merci e viaggiatori, ha tutta l'aria di essere il posto giusto per iniziare a farti un nome lontano dalla bottega di tuo padre.</p><p>Eppure, a disturbare quel tuo sguardo pratico sulle opportunità di guadagno, c'è quel gelo improvviso che ti sfiora la schiena ogni volta che il vento cambia direzione. L'anello intarsiato con rovi e ali di civetta ti pesa sul dito più di quanto la sua lavorazione in argento meriterebbe. Di tanto in tanto, tra il vocio dei viandanti e il calpestio dei cavalli, una voce lontana ti sussurra all'orecchio parole incomprensibili, soffiate dal freddo della Corte dell'Inverno.</p><p>Incrociando un mercante vicino ai banchi del mercato, gli chiedi indicazioni per un posto dove riposare la schiena, fare due conti e magari fare qualche contatto utile.</p><p><strong>Se cerchi un tetto e notizie fresche sulle merci arrivate in giornata, vai alla Locanda del Vento Calmo</strong>, ti suggerisce il mercante indicandoti la via alta. <strong>Silas Vane tiene una buona tavola e stasera ci troverai mezza carovana. Ma affrettati, perché la pancia del borgo è piena e i posti a sedere scarseggiano.</strong></p><p>Raggiungi la Locanda. Il calore che sputa la porta d'ingresso è in netto contrasto con quella brezza gelida che ti persegue. L'aria dentro è densa di profumo di stufato, birra e carne arrostita, accompagnata dalle note di un liuto. Ti fai strada tra la calca di paesani e viaggiatori, stringendo un secondo la mano attorno all'anello per scacciare quel brivido fuori posto.</p><p>Cercando con lo sguardo un banco o una panca dove appoggiare le tue cose, noti un tavolo in fondo alla sala dove il colpo d'occhio è a dir poco singolare: un Goliath, una guardia elfica in divisa e un'imponente mezz'orca dal viso truccato stanno già occupando gran parte dello spazio. Sembra essere l'unico punto della locanda in cui c'è ancora un varco per sedersi...</p></details><p></p><p>@ Fritz</p><details class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--expandable ipsRichText__no-index"><summary class="ipsRichTextBox__title"><p></p></summary><p>Per te Riverbend non ha segreti. Se c'è qualcuno che conosce ogni singola crepa tra la Riva del Fango e il Vicolo dei Sospiri, quello sei tu. Hai diciott'anni, la pelle svezzata dalla strada e una reputazione con le diciotto guardie del Presidio che è un continuo gioco del gatto col topo: ti conoscono, ti tengono d'occhio e ogni tanto ti fanno passare una notte al fresco, ma sanno anche che ti limiti a sfilare qualche moneta d'oro ai mercanti grassi della carovana senza mai toccare la gente del posto.</p><p>Stasera il borgo pullula di facce nuove e tasche piene, ma dopo aver passato la giornata a schivare le pattuglie e a studiare i movimenti ai banchi del mercato, la pancia ha iniziato a brontolare. C'è solo un posto in tutta Riverbend dove puoi abbassare la guardia: la Locanda del <em>Vento Calmo</em>.</p><p>Lì tua madre ci ha passato gli anni a lavare piatti e pentoloni finché le forze glielo hanno permesso. Silas Vane non si è mai perdonato fino in fondo di non aver fatto abbastanza per lei quando la malattia l'ha portata via, e per quanto cerchi di fare il duro dietro il bancone, a te un piatto caldo e un angolo per la notte non li nega mai.</p><p>Ti infili dal retro della Locanda, schivando il garzone che scarica le casse di birra, ed entri nella sala comune. Il caos è indescrivibile: il profumo di stufato e farina fritta si mescola alla calura e alle note del liuto nell'angolo. Silas ti adocchia da dietro il banco mentre spilla l'ennesimo boccale, ti fa un cenno secco con il capo e ti indica con il mento un piatto di carne che ha fatto mettere da parte per te.</p><p><strong>Prendi quel piatto e va' a sederti, Fritz</strong>, ti borbotta Silas a mezza voce mentre gli passi vicino, cercando di non farsi sentire dai clienti. <strong>Stasera è un manicomio per via della carovana. C'è rimasto solo un buco in fondo al tavolo grande... vedi di non fare sparire i borselli di chi hai seduto di fianco.</strong></p><p>Afferri il piatto fumante e ti avvii verso il fondo della sala. Il tavolo che Silas ti ha indicato è il più strano di tutto il locale: c'è una guardia elfica in divisa che conosci di vista, un Goliath imponente ma tranquillo, una mezz'orca dal viso truccato che parla a voce alta e un elegante viaggiatore che sembra parecchio fuori posto. Sorridi tra te e te: per un tipo da strada come te, è il posto perfetto per passare la serata.</p></details><p></p><p>La sala comune della Locanda del <em>Vento Calmo</em> è un calderone di calura soffocante, vapore di stufato e fumo denso di pipe storte. L'aria è satura dell'odore acre della farina fritta nel grasso, di luppolo forte e della birra scura versata a fiumi sui banchi di pino grezzo. Silas Vane e i suoi garzoni sfrecciano tra i corridoi stretti rimasti tra le panche, depositando caraffe pesanti e piatti di legno che battono contro le assi in un fracasso continuo di risate, scatti di dadi e imprecazioni di mercanti con le gambe ancora rotte dalla Strada Reale.</p><p>Nell'angolo vicino al camino spento, posizionata su uno sgabello alto di rovere, la barda mezzelfa cattura d'istinto la vista di chiunque entri. È una giovane donna di rara ed eccelsa bellezza: i lineamenti affilati del sangue elfico si mescolano all'espressività calda degli umani, incorniciati da una cascata di capelli corvini che le cadono morbidi su una giubba di cuoio ricamata. I suoi occhi, nitidi e luminosi alla luce delle candele, sembrano fissare a turno ogni avventore, quasi stesse cantando una storia cucita su misura per ciascuno di loro.</p><p>Picchia il tacco dello stivale sulle assi di legno per chiamare il ritmo e pizzica le corde del liuto con una padronanza ipnotica. La confusione della sala sfuma un poco prima che la sua voce, un contralto graffiante e profondo, si levi calda sopra le teste della calca.</p><p></p><p><strong>Dove sei stato, o mio giovane falco?</strong></p><p><strong>Sulle vette del Nord o nel buio del varco?</strong></p><p><strong>Ho visto la pietra spezzarsi nel gelo,</strong></p><p><strong>ho visto le ombre oscurare quel cielo.</strong></p><p><strong>La guardia che veglia sulla roccia antica</strong></p><p><strong>non trova il riposo, non trova un'amica.</strong></p><p><strong>Trema la terra, si scalda la sponda,</strong></p><p><strong>sotto i bastioni la notte si sferza e s'inonda.</strong></p><p><strong>C'è un soffio che sale dal fango del molo,</strong></p><p><strong>chi cammina di notte... non cammina da solo.</strong></p><p><strong>Guarda chi parte, chi resta a sognare,</strong></p><p><strong>chi cerca la via che non sa ritrovare.</strong></p><p></p><p>Mentre la canzone sale di tono e il ritmo del liuto si fa più incalzante, la vita ruvida della taverna scorre senza filtri attorno al lungo tavolo in fondo. Un paio di mercanti di passaggio, con la giacca sbottonata e il viso rosso per l'alcol, battono i boccali d'acciaio sul legno facendo schizzare la schiuma della birra e urlando i versi a squarciagola, facendo tremare i cesti di strutto e cera che illuminano il banco.</p><p>Poco più in là, verso il centro della stanza, un gruppetto di barcaioli scesi dai moli del porto si distingue nettamente dal resto dei clienti. Hanno le maniche arrotolate, la pelle segnata dal sole del fiume e un'aria vistosamente spavalda: sghignazzano tra loro, osservando con insistenza maliziosa le movenze della bella cantatrice e allungando le mani verso i vassoi delle cameriere ogni volta che una di loro tenta di farsi strada tra la folla con i piatti fumanti. Un paio di battute pesanti e risate grasse volano verso il bancone, rovinando l'armonia della musica e facendo irrigidire le spalle di Silas Vane.</p><p>Negli intervalli tra una strofa e l'altra, il vocio dei tavoli vicini porta a galla le solite chiacchiere da bar: un mercante si lamenta a mezza voce delle chiatte sparite al molo sud nell'ultima settimana, incolpando i soliti "fantasmi del fiume", mentre due contadini del posto parlano fitto del prezzo del grano schizzato alle stelle e delle pattuglie della guardia che ormai si vedono solo in centro, lasciando le rive allo sbando. Un vecchio ubriaco al bancone giura persino di aver sentito dei colpi sordi provenire dalle fondamenta dei vecchi bastioni durante la notte, scatenando solo le risate derisorie degli astanti.</p><p>Ogni volta che la pesante porta d'ingresso in quercia viene spinta da qualcuno che entra o esce, una zampata d'aria fresca e umida irrompe dal borgo, tagliando per un secondo la cappa d'afa del locale prima di perdersi di nuovo tra il calore della carne arrostita e il brusio del locale.</p><p></p><p>@ Tutti</p><p></p><details class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--expandable ipsRichText__no-index"><summary class="ipsRichTextBox__title"><p></p></summary><p>Ecco il primo post della nostra avventura , fate pure quattro chiacchiere fra di voi e all'inizio del primo post mettete sempre il nome del vostro personaggio.</p><p>Buon divertimento!</p><p><a href="https://www.dragonslair.it/profile/9050-gio-the-best/" class="ipsMention" data-mentionid="9050" data-ipshover="" data-ipshover-target="https://www.dragonslair.it/profile/9050-gio-the-best/?do=hovercard" rel="">@Gio the best</a> <a href="https://www.dragonslair.it/profile/14164-hitmonkey/" class="ipsMention" data-mentionid="14164" data-ipshover="" data-ipshover-target="https://www.dragonslair.it/profile/14164-hitmonkey/?do=hovercard" rel="">@HITmonkey</a> <a href="https://www.dragonslair.it/profile/33871-monkey77/" class="ipsMention" data-mentionid="33871" data-ipshover="" data-ipshover-target="https://www.dragonslair.it/profile/33871-monkey77/?do=hovercard" rel="">@Monkey77</a> <a href="https://www.dragonslair.it/profile/32661-shadyfighter07/" class="ipsMention" data-mentionid="32661" data-ipshover="" data-ipshover-target="https://www.dragonslair.it/profile/32661-shadyfighter07/?do=hovercard" rel="">@shadyfighter07</a> <a href="https://www.dragonslair.it/profile/22022-voignar/" class="ipsMention" data-mentionid="22022" data-ipshover="" data-ipshover-target="https://www.dragonslair.it/profile/22022-voignar/?do=hovercard" rel="">@Voignar</a></p></details><p></p>]]></description><guid isPermaLink="false">71769</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2026 11:56:22 +0000</pubDate></item></channel></rss>
