Vai al contenuto

Tempo libero e hobby "profondi"


Messaggio consigliato

7 ore fa, Pau_wolf ha scritto:

Non so quanti anni tu abbia o quanti ne abbiano i tuoi amici che non sono fanciulli freschi... Io ne ho 37. E secondo me, se uno si prende la leggera fatica mentale di ritagliarsi uno spazio nonostante la famiglia o il lavoro (che pure io ho… anche se non ho figli), si potrebbe ancora giocare. A volte mi sento dire "sono cresciuto e ora non mi piacciono i gdr"... Una frase irritante perché anche io lavoro e vivo da solo, e non mi sento un bambino che vuole solo giocare... Mi sento trattato come tale però.

Preferirei che quelle persone non tirassero in ballo la maturità. Ma forse questo è un altro discorso ancora. Perché maturità è anche prendere un impegno e portarlo avanti. Forse manca la motivazione...

P.s. ricordiamoci che se non ci fosse stata gente adulta che "perde tempo" dietro a scrittura e world Building, oggi non avremmo il signore degli anelli 

 

 

Siamo coetanei. Si può ancora giocare. Io gioco, anche se con altri ritmi e tempi e in modo diverso da come giocavo al liceo. Ma i ritmi erano cambiati già prima. 

Sinceramente una frase come quella che riporti non l'ho mai sentita. E come te non la condivido. Anche perché è un hobby come un altro, anche se ancora meno diffuso o accettato rispetto ad altri. Abbiamo il tempo che abbiamo e lo gestiamo come possiamo, ma giocare davanti a un tavolo a D&D vale tanto quanto farsi il pokerino, il calcetto, la band o altro. 

Poi non so, il fatto di diventare adulti può portarti a disprezzare quello che ti piaceva da ragazzo? Deve capitare qualcosa di particolare che ti faccia smettere e poi non torni più indietro? Al liceo andavo in skateboard, poi mi sono fatto male e ho dovuto smettere ma mi piace ancora, forse non abbastanza da voler investire parte del mio limitato tempo libero ad allenarmi? Mi piacevano i videogiochi di ruolo alla giapponese; ho smesso dopo Final fantasy 12 perché il 13 era uscito per un'altra console. Perché non ho continuato? Tempo fa ho scoperto gli emulatori e mi sono fatto i primi capitoli. Oggi però, da padre, il tempo libero è ridotto e preferisco fare altre cose; non perché siano giochi da bambini ma perché preferisco fare altro (leggere, preparare una sessione di D&D o giocare, guardare un film, ecc). Magari i tuoi amici sono nella stessa situazione: ho un certo tempo a disposizione e lo investo in un certo modo, dando priorità ad alcune cose e tralasciandone altre.

 

  • Triste 1
Link al commento
Condividi su altri siti


7 ore fa, MadLuke ha scritto:

Se dopo 1-2 sessioni capisci che hai sbagliato gruppo-gioco-parcheggio credo sia assolutamente lecito abbandonare, ci mancherebbe, ma io credo che Pau si riferisse a quelli che mollano dopo mesi, dopo che in tutto quel tempo non c'è stato alcun cambiamento, solo perché "lui" ha deciso che adesso il mercoledì invece di D&D vuole giocare a padel, oppure si è fatto la ragazza e perciò giocare non gl'interessa più.

Eh, ma appunto qui entra il secondo discorso che facevo: le persone che giocano oggi che il GdR è più mainstream possono essere meno nerd, e non vedono il padel e D&D come cose su piani diversi. Allo stesso modo in cui quando ha iniziato a giocare a D&D sicuramente ha deciso di non fare altro (perché il tempo è finito, se decido di fare qualcosa sto decidendo di non fare altro), quando decide di fare altro decide di non giocare più a D&D. Se non sei un nerd, aver speso mesi a giocare ad un gioco prima di cambiare sembra una manifestazione di perseveranza. Non c'è un merito a investire anni nello stesso hobby rispetto a cambiare ogni tot mesi. Molte persone non si fissano su una cosa, non è una cosa delle nuove generazioni. Semplicemente chi era più propenso ad abbracciare un hobby in modo ossessivo (il classico nerd) oggi non è più l'unico giocatore di ruolo, o la maggioranza dei giocatori di ruolo. Giocano in tanti oggi che non vedono in modo differente iniziare a giocare a D&D o a Carcassone, e non vedono quindi in modo differente smettere di giocare a Carcassone e iniziare a giocare a Bang, o smettere di giocare a D&D e iniziare a giocare a Padel.

7 ore fa, Hero81 ha scritto:

Il problema dei gruppi perfetti è che la probabilità di trovarli è zero spaccato.

Perfetti, quasi perfetti, non abbastanza buoni, probabilmente il termine che ho usato era poco preciso ma non è importante. Semplicemente oggi sono più schizzinoso di prima. Se prima a meno che non fosse una tragedia ero sempre contento di aver trovato un gruppo e lo aggiungevo al mio portafogli di attività ludiche, oggi dovendo scegliere forse un gruppo di gioco sono più propenso a mollare un gruppo dopo un'esperienza non completamente soddisfacente. È sempre relativo insomma, non perfetto ma meno problematico di quello che avrei accettato prima.

Concordo che ovviamente ci si deve mettere anche il proprio impegno, ma proprio per questo motivo tendo a essere più selettivo nella scelta. C'è infatti anche un terzo punto. Se si parla di giocare online, oggi è molto più facile incontrare un gruppo e giocare. Se prima si incontrava magari un gruppo nuovo con cui giocare all'anno, e quando si incontrava una occasione decidere di non giocare voleva dire aspettare magari un altro anno prima di trovare un nuovo gruppo, oggi si può trovare un nuovo gruppo per fare una prova ogni settimana. È un altro motivo per essere più schizzinosi e propensi a fare prove.

  • Mi piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

2 ore fa, bobon123 ha scritto:

e persone che giocano oggi che il GdR è più mainstream possono essere meno nerd, e non vedono il padel e D&D come cose su piani diversi

Veramente a me sembra che questo comportamento lo adottino anche i miei coetanei che come me hanno iniziato con la scatola rossa...

Link al commento
Condividi su altri siti

A me pare anche una questione di percezione del fenomeno.

La gente su è sempre divisa grossomodo tra chi si ossessiona su qualcosa e chi invece cambia spesso obbiettivi/interessi. Non è una cosa nuova. 

Di quei giocatori che hanno cominciato anni e anni fa ne sono rimasti più della prima categoria che della seconda. È sensato, no? Quindi ci sembra che i giocatori di un tempo siano più determinati e impegnati, più concentrati sull'hobby. Ma solo perché dimentichiamo tutti quelli che invece hanno cambiato interesse. 

 

  • Mi piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

12 ore fa, Hero81 ha scritto:

Il problema dei gruppi perfetti è che la probabilità di trovarli è zero spaccato.

Ecco perché dicevo che ci vuole una maggior cultura dell'impegno nel GdR: non deve essere uno spettacolo cui assistere passivamente e come va va .... il gruppo perfetto bisogna sforzarsi attivamente di formarlo.

 

Sforzarsi può essere condizione necessaria, ma non è sufficiente.

Ci sono un sacco di cose nella vita che non dipendono dal nostro controllo, e anche con tutta la buona volontà del mondo non si riesce a fare tutto quello che vorremmo.

In certi periodi (più o meno lunghi) della mia vita mi sono reso conto che non ce la facevo a star dietro a tutto, e ho dovuto lasciare indietro delle cose; avrei voluto non lasciarle indietro, mi sono sforzato un sacco di non lasciarle indietro, ma non ce l'ho fatta.

 

Bisognerebbe (non lo dico a qualcuno in particolare, eh) essere più caritatevoli nei giudizi. La parte che si vede spesso è solo il risultato, non lo sforzo e l'impegno che c'è dietro.

Molte persone hanno lasciato il mio tavolo, negli anni. Non le ho giudicate per questo.

Ci sono stati casi, per fortuna rarissimi, di maleducazione o mancanza di rispetto, e per quelli me la sono presa, ma il problema era la maleducazione o mancanza di rispetto, non il fatto che il giocatore lasciasse il tavolo (anzi, a quel punto tanto di guadagnato).

Ci sono state persone che mi hanno accompagnato solo per un paio di sessioni, altre per mesi, altre che giocano ancora con me dopo un decennio. La gente è varia. E quando qualcuno lasciava ho sempre trovato qualcun altro.

A chi lasciava ho fatto capire che ero disponibile a parlarne, se c'era qualcosa che non andava. Ma non ho la pretesa di essere nei suoi panni, di sapere cosa sta passando e come mi comporterei al suo posto, di valutare se si sta sforzando abbastanza oppure no. Né posso prenderla sul personale se ha una gerarchia di priorità diversa dalla mia.

 

Dopotutto, gente, è solo un gioco.

 

Modificato da Bille Boo
  • Mi piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Personalmente ti posso dire che io dal mio piccolo (abito in una città del nord-est con 13.000 abitanti) ho costantemente gente che mi chiede di fare da master. Tanto da arrendermi al collaborare con un negozio facendo degli eventi apposta due domeniche al mese.

Nella mia esperienza, D&D e i GDR non sono per tutti. C'è a chi piace l'idea, ma poi a conti fatti non si trova a giocare per via dell'ambientazione o delle meccaniche, oppure chi invece preferisce esperienze più narrative.

Mia moglie ad esempio odia giocare a quasi tutti i sistemi che comprendono il lancio dei dadi, a meno che i lanci non siano pochi o comunque fortemente legati alla narrazione del gioco (Powered by Apocalypse e Leggenda dei 5 Anelli ad esempio), per contro ho delle persone invece che adorano giocare quei sistemi super meccanici dove si lanciano tonnellate di dadi per ogni minima azione (Shadowrun e Cabal ad esempio).

A me piace fare da Master, quindi mi leggo anche volentieri manuali diversi e sperimento cose diverse. Quando ho davanti giocatori che vogliono provare qualcosa chiedo sempre che aspettative hanno e cosa vorrebbero provare.
Una volta in negozio mi sono trovato davanti un gruppo di giovani che non avevano la minima idea di cosa fosse un GDR, ma ne avevano sentito parlare da amici e dalle serie TV (Stranger Things) ed erano curiosi.
Mi sono rimboccato le maniche e ho preparato un questionario per loro in modo da capire che cosa si aspettassero e verso cosa fossero più propensi a giocare; alla fine ho costruito una one-shot di D&D 5e usando i Domains of Dread come ambientazione e tenendo il sistema più snello e semplice.
Morale della favola: ogni tot mi chiamano per sapere se possiamo fare altre one shot del genere.

Altre volte invece ho avuto giocatori che volevano a tutti i costi provare un sistema/gioco particolare, e dopo quella prova non hanno mai più giocato (probabilmente perché avevano aspettative diverse). Ricordo ancora con angoscia il gruppo che ha voluto a tutti i costi provare 7th Sea sperando di trovarsi un D&D marinaresco nonostante tutte le mie premesse...

Tutta questa filippica per dire che: non è che questo sia un hobby colto o profondo, ma dato che si tratta di interagire con altre persone bisogna inevitabilmente mediare tra interessi e passioni comuni. Bisogna trovare le persone che viaggino sulla nostra stessa lunghezza d'onda, oppure provare e sperimentare cose diverse.

  • Mi piace 3
  • Grazie 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Il 1/1/2023 at 21:16, Hero81 ha scritto:

Il problema dei gruppi perfetti è che la probabilità di trovarli è zero spaccato.

Non concordo, ma forse non usiamo la stessa definizione di gruppo perfetto. Intanto anticipo che mi riferisco ai gruppi dal vivo, non avendo partecipato a gruppi che si trovano esclusivamente online (tranne per la parentesi del Covid in cui siamo stati obbligati a spostarci su internet) non ho esperienza in merito ma per il tavolo ora sono arrivato ad avere un gruppo di 7 giocatori con età varia dai 35 ai 60, esperienza varia (da quello che ha iniziato a giocare con me più di 35 anni fa a quello che ha iniziato due anni fa per curiosità) e tempo libero vario.

In merito alla composizione del gruppo vedo che ora con Internet è estremamente più facile trovare giocatori, ma questo non vuol dire che sia più facile comporre il gruppo; negli anni abbiamo avuto diversi giocatori che sono passati, hanno provato e dopo un tempo più o meno lungo hanno abbandonato, alcuni perchè pensavano che tutti giocassero come Critical Role, altri perchè non si amalgamavano con il gruppo, altri perchè non erano interessati a continuare ma volevano solo vedere di cosa si trattasse. Alla fine ho visto che probabilmente nel nostro caso l'età è stata un fattore di ostacolo (molti sono universitari ed evidentemente non si trovano con noi vecchietti che abbiamo uno stile di vita (mogli, figlie, lavoro) differente) ma sopratutto è rimasto chi è riuscito ad integrarsi nel gruppo, perchè in fondo giocare ad un gdr (perlomeno in forma continuata come lo facciamo noi) significa creare un gruppo di amici che si vogliono divertire assieme.

Chiaramente poi il gruppo si è adattato agli ostacoli, in parte cerco di filtrarli prima che arrivino al tavolo (per diverse settimane ho detto di no ad una persona che frequenta il circolo ove giochiamo e che voleva aggiungersi ma che reputavo 'tossica' per il gruppo, altrettanto insistentemente ho detto di no ad un'altro giocatore che voleva aggiungere al tavolo suo figlio perchè avrebbe rotto a mio parere l'atmosfera di 'ritrovo tra amici') in parte adattandosi quando sorgevano problemi (due avventure vennero interrotte per discussioni che erano nate molto probabilmente per stanchezza del master, così ora abbiamo tre campagne con tre regolamenti diversi e gestite da tre master diversi che alterniamo ad ogni milestone). 

Il ritrovo del venerdì sera è ora una tappa fissa (l'alto numero di giocatori permette di ritrovarsi sempre anche in caso di diverse assenze, ieri sera mancavano 4 giocatori ma abbiamo comunque proseguito con il DM e 3 giocatori) a cui tutti tengono tanto perche vengono a divertirsi, rilassarsi e ritrovarsi con amici. Certo, il tempo è una risorsa e quindi quando ti capita di dover rifare il PG o doverti studiare il regolamento nuovo molti non riescono a farlo il giorno dopo o nella stessa settimana (addirittura dovrei creare un PG per una nuova campagna ma ho chiesto al master di farlo lui con qualche indicazione perchè so che non avrei il tempo di farlo) ma come tutte le risorse sei tu a scegliere come impiegarlo, e così ecco che durante l'estate un mio giocatore fece una sessione collegandosi da remoto dall'aeroporto mentre un'altro fece il mese di ferie ove il venerdì sera si collegava anch'esso da remoto.

Perchè, come scrivevo, giocare di ruolo è una scusa per trovarsi assieme e se la compagnia è buona le altre cose passano in secondo piano.

Abbiamo il gruppo perfetto? forse no, secondo alcune definizioni, ma credo che comunque ci avviciniamo parecchio 

 

Modificato da Aranar
  • Mi piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Io onestamente ho grandissime difficoltà a  trovare gente per qualsiasi cosa non sia D&D/Vampiri. C'è una pazzesca verticalizzazione su D&D: direi quasi che l'utenza è spaccata in due tronconi non comunicanti.

* chi vuole giocare (non masterizzare) solo D&D 5e. (sono migliaia)

* un piccolo gruppo, cui piace masterizzare, che vuole provare quello che gli pare. (narrativi e simulativi per ogni ambientazione)

  • Mi piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Premetto che non credo di fare testo in quanto nel mio gruppo io e un altro siamo i più giovani (31 anni) e ho visto solo quel tavolo e lì siamo tutti presi molto bene.

Penso che i fattori siano molteplici:

1- come detto, la società tende a spingere sul tutto subito e quindi cose un po' più lente rispetto a un film o un videogioco, potrebbero essere un po' tagliate fuori dalle passioni.

2- a volte cose come il lavoro o la scuola magari tolgono energie e qualcuno potrebbe trovare un po' stancante impiegarne per giocare (o almeno ho visto un "calo" nell'attenzione e nella "qualità del gioco" di un giocatore del mio tavolo quando ha iniziato a fare orari più lunghi a lavoro). Immagino che studiare manuali per conoscere le regole quindi faccia poca gola.

3- tutta la questione della pandemia ha un po' "affossato" la dimensione sociale per alcuni e quindi preferiscono evitare di trovarsi con altra gente (per quanto riguarda gruppi nuovi in presenza, o almeno questo l'ho osservato in altri campi).

4- alcuni poi non sono realmente interessati (ricordo che quando mio fratello, durante il lockdown nel 2020 voleva organizzare una campagna su internet una decina di suoi amici accettarono, ma io e un altro siamo stati gli unici a creare i personaggi).

5- immagino che alcuni nutrano qualche pregiudizio a riguardo di sé (una mia amica continua a dire di non essere capace a creare cose ogni volta che glie lo propongo) o del gioco (sempre nella campagna che dovevamo fare nel 2020 uno degli amici di mio fratello aveva inizialmente detto di voler aspettare la fine del lockdown per giocare in presenza, ma poi quando è finito diceva che poiché si poteva nuovamente uscire non voleva chiudersi in casa a ruolare, immagino fosse tornato alla prima idea di D&D come cosa da "sfigati" prima che credessimo di averlo convinto a provare).

Link al commento
Condividi su altri siti

Il 7/1/2023 at 09:29, Hero81 ha scritto:

Io onestamente ho grandissime difficoltà a  trovare gente per qualsiasi cosa non sia D&D/Vampiri. C'è una pazzesca verticalizzazione su D&D: direi quasi che l'utenza è spaccata in due tronconi non comunicanti.

* chi vuole giocare (non masterizzare) solo D&D 5e. (sono migliaia)

* un piccolo gruppo, cui piace masterizzare, che vuole provare quello che gli pare. (narrativi e simulativi per ogni ambientazione)

 

Io ho un'esperienza diversa: in ben quattro occasioni, due online e due dal vivo, ho trovato con grande facilità un gruppo di giocatori entusiasta di provare un gioco diverso dal solito (parlo di The Pool, Cairn e Archangel GIST).

E alla mia attuale open table, in cui playtesto un sistema mio, raffazzonato e mal documentato, ben diverso da D&D 5e, si sono iscritte un sacco di persone.

Poi, ripeto, magari sono un caso fortunato che non fa testo. Però io questa dicotomia rigida non la vedo.

 

Modificato da Bille Boo
Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account e registrati nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.
 

Accedi ora
×
×
  • Crea nuovo...