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    • By nolavocals
      Dopo più di 1 anno che per salvaguardare la salute si è passati a giocare online, ho notato quanto i rapporti siano alterati nella ricerca di giocatori/master ecc.
      Atteggiamenti negativi ed altro sembrano amplificati.
      ALCUNI ESEMPI:
      - chi si dichiara neofita del gioco senza esserlo
      - chi cambia più gruppi che vestiti
      - chi partecipa poi sparisce 
      - chi si comporta in maniera aggressiva verso il gruppo
      - altro
      Che esperienze avete avuto? Come avete risolto? Qualcuno si è fatto un idea del perché? 
    • By MadLuke
      Ciao a tutti,
            per vostra esperienza diretta o indiretta, quando una persona si trova ad affrontare delle difficoltà personali (salute, perdita del lavoro, gravi litigi con la fidanzata/moglie) propri o di una persona a lui vicina, che influenza ha questo sulla sua voglia di mantenere l'impegno periodico a trovarsi con gli amici per la serata GdR o postare sul forum della campagna?
      Sottolineo che parlo di situazioni autentica difficoltà, non semplicemente fatica come ad esempio i periodi di lavoro intenso, organizzazione del matrimonio, o altre incombenze che possono imporre perdite di tempo pure sgradevoli nella routine.
      Personalmente negli anni ho avuto la netta impressione che quando c'è un problema, specialmente con la ragazza per i più giovani, o lavoro incerto per gli adulti, passa la voglia di giocare. Poi magari il tempo prima dedicato al gioco lo si trascorre buttati sul divano a guardare la televisione, voglio dire: mica a fare altri lavori o cercare di uscire con altre ragazze. Però mi è sembrato che il GdR, più o meno consapevolmente, venga considerato come la ciliegina sulla torta quando tutto il resto va bene. Altrimenti è la prima cosa che salta.
      Personalmente invece ho sempre considerato le due cose disgiunte: se vivo un periodo di difficoltà al limite l'abituale parentesi di gioco può diventare l'oasi dove se non altro per un poco smetto di pensare al problema (che tanto pensarci costantemente non serve a nulla). Non dico che ne ho più voglia o bisogno, semplicemente la voglia di giocare resta invariata.
      Ciao, MadLuke.
    • By greymatter
      Un certo filone di giochi di ruolo ha ambientazioni dal sapore "gonzo". Per chi non conoscesse il termine, nel contesto di letteratura, animazione e giochi di ruolo, con gonzo ci si riferisce alla presenza di elementi estranei o incongrui tra loro, con un effetto bizzarro o stravagante. Per esempio, immaginate un'ambientazione con dinosauri, cowboys, mutanti e cyborg ninja che in qualche modo coesistono nella stessa ambientazione.
      Nel contesto dei giochi di ruolo ambientazioni di questo tipo non sono rare: l'esempio piu' tipico e' senz'altro Rifts; un altro esempio potrebbe essere Gamma World. D&D, specialmente alle origini, aveva elementi gonzo che si sono un po' persi nel corso della sua evoluzione - ce lo ricordano avventure come Expedition to the Barrier Peaks o Tegel Manor. L'OSR (che riprende il D&D delle origini) ha molto spesso elementi gonzo (vedi per esempio Anomalous Subsurface Enviroment, etc). Lo science-fantasy (genere molto caro a @SilentWolf) in un certo senso puo' essere pensato come un subset del gonzo.
      Personalmente ho sempre storto un po' il naso di fronte ad ambientazioni gonzo - mi sono sempre piaciute le ambientazioni "coerenti" o comunque "omogenee". Se giochiamo in una ambientazione pseudomedioevale fantasy, mi va bene che ci siano maghi, draghi, orchi e castelli ma non mi piace l'idea che ci siano alieni, astronavi e cyborg. Se giochiamo ad un gioco sci-fi voglio alieni, astronavi, cyborg e pistole laser, ma l'idea che ci siano vampiri spaziali o draghi mi fa un po' storcere il naso.
      Tuttavia, negli ultimi giorni mi sono ritrovato, per svariati motivi, a riflettere o ripensare a vari prodotti che hanno segnato la mia infanzia o adolescenza e che adoro, e mi sono reso conto di quanto in realta' fossero gonzo - il che mi ha fatto un po' rivalutare il mio atteggiamento nei confronti dei giochi di ruolo con elementi gonzo.
      Un esempio e' la saga di Dragonball. Non ci ho mai riflettuto molto, ma Dragonball e' super gonzo. Abbiamo, nella stessa ambientazione, esperti di arti marziali, animali antropomorfi, magia, divinita', personaggi che viaggiano nell'aldila', viaggi nel tempo, alieni, cloni, cyborg, etc. Se uno ci pensa, tutti questi elementi dovrebbero stridere tra di loro - eppure non ho mai avuto questo effetto guardando Dragonball!  
      Un altro esempio potrebbe essere Final Fantasy VIII, uno dei videogiochi che ha segnato la mia infanzia: abbiamo un'ambientazione futuristica con citta' volanti, streghe, magia, mostri, viaggi nello spazio e nel tempo!
      Voi cosa ne pensate? Vi piacciono le ambientazioni gonzo nei giochi di ruolo? Se no - ripensando a videogames/anime/fumetti/libri che amavate da piccoli, ci ritrovate elementi gonzo che potrebbero farvi rivalutare il genere?
    • By Archy
      Buongiorno a tutti,
      ho iniziato a scrivere una campagna e vorrei un'opinione sull'idea attuale per il villain e nel caso spunti per migliorarla (premetto che non ho ancora stabilito sistema di gioco o ambientazione).
      L'idea attualmente consiste in un cattivo che (per come apparirà ai giocatori) ha intenzione di conquistare il mondo/continente per scopi puramente personali alla ricerca di potere.
      In realtà il cattivo sarà a conoscenza di una minaccia maggiore che sta per incombere. Il suo scopo è si muovere guerra a tutto il mondo/continente ma non al mero fine di conquistarlo ma bensì per spingere le singole fazioni ad unirsi per contrastarlo in modo che siano poi pronti ad affrontare la vera minaccia.
      Il nostro cattivo per quanto il suo fine ultimo si possa considerare positivo, non si tratterà dal dispensare fuoco e sangue in quanto:
      1-deve essere una minaccia credibile
      2-nel caso le varie fazioni si unissero deve essere sicuro che siano in grado di affrontare la minaccia più grande in arrivo
      3-nel caso non si unissero/la loro forza non fosse sufficiente le unificherà lui con la forza

      In sintesi l'idea è di un cattivo che sia un cattivo solo nei mezzi ma non negli scopi ultimi (della serie "il fine giustifica i mezzi") che possa fare magari passare per la testa dei giocatori il dubbio se dovrebbero veramente fermarlo o se magari sarebbe meglio lasciarlo fare.  
    • By MadLuke
      Ciao a tutti,
          nella mia campagna, soprattutto all'inizio, ho cercato di applicare alcune conoscenze della mia cultura filosofica amatoriale. Mi piacerebbe qualcuno ben più preparato di me scrivesse qualcosa a riguardo, anche se temo debba aspettare invano. Vorrei provare quindi a elencare alcuni spunti su cui poi innestare dei ragionamenti più complessi ed esaustivi.
      Innanzitutto per "filosofia in gioco" intendo dire che ci sono degli elementi che esemplificano le diverse dottrine filosofiche sorte nel corso della storia dell'umanità. Gli elementi che ho ipotizzato sono quindi questi:
      - stati/città/società/etnie: certamente il più prevedibile, ossia luoghi in cui gli abitanti (comuni) come massa praticano gli insegnamenti di una particolare dottrina.;
      - oggetti magici: un oggetto magico compulsivo impone un certo tipo di comportamento;
      - luogo: un dungeon che per essere superato impone i personaggi si comportino in una certa maniera (un po' come diversi film hanno già esemplificato);
      - PnG: personaggi potenti che per favorire i PG (o anche solo non ucciderli) richiedono un certo comportamento, oppure PnG deboli/pari che chiedono ai PG di seguire un certo comportamento.
      Alcuni esempi dalla mia campagna:
      - le tribù barbare da cui provengono i PG, oltre a essere analfabete, aborriscono proprio la scrittura, perché, spiegano gli sciamani, gli spiriti ne verrebbero impriogionati, e invece le parole devono volare, essere libere e gli spiriti agire a proprio piacimento (Socrate);
      - la civiltà evoluta padroneggia la magia elementale del fuoco, questo gli ha fatto abbandonare la religione e sono tutti atei (Dio è morto);
      - sempre nella suddetta civiltà chi ha conoscenza tecnica del fuoco campa bene, gli altri vivono di stenti (la cultura non è un hobby dei ricchi, è lo strumento invece);
      - in un'altra civiltà barbara sono estremamente religiosi/superstiziosi e comandano le matriarche, perché le donne hanno maggiore predisposizione verso il sacro, l'oscuro, i loro riti orgiastici, mentre gli uomini sono deputati all'assetto militare.
      - i nani onorano profondamente i loro campioni defunti, erigono luoghi commemorativi e si tramandano i loro aforismi (culto degli antenati di Confucio).
      Ne avrei anche altri ma mi fermo qui, se qualcuno volesse condividere la propria esperienza o aggiungere altri spunti di riflessione...
      Ciao, MadLuke.
       
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