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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Gideon Rowhan

Mostro del mese (agosto)

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ragazzi permettetemi di rompere gli indugi ed aprire il topic del mostro del mese di agosto.

Spero che quest'appello venga accolto con l'entusiasmo dei precedenti e che anche in questi 30 giorni si riesca a creare qualcosa di buono:-D:cool:

Quindi...via alle proposte:-D

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Cavolo.. mi son scordato la bellissima proposta che avevo in mente...

vabè...

vuoi quancosa di grosso o qualcosa di piccolo?

Per la serie "pensiamoli entrambi" o "pensiamo in piccolo" io ipotizzerei un mostriciattolo pressochè innocuo che però è la preda preferita del mostro grosso (o di un mostro grosso) e che dunque trovarsi in presenza di questo mostriciattolo potrebbe significare porsi come preda più appetibile agli occhi del grosso predatore...

oppure un predatore che come rana pescatrice si nasconda e crei un esca con un'appendice polimorfa che rimane in vista... la trappola può essere un oggetto chiaramente di valore o una grossolana copia della vittima, che si avvicinerà incuriosita, solo per poi finire trascinata tra le fauci dela bestia...

che dite??

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Bella la faccenda del mostriciattolo innoquo e raro (oserei dire) con il predatore alle calcagna :lol:

Io opterei per un esserino piccolo, tipo un piccolo koala che usa nascondersi nei possedimenti di umanoidi per scampare al suo destino crudele.

Purtroppo questo mini-orsacchiotto ha un odore intenso ed inconfondibile per il predatore che si è specializzato a cacciarlo e quindi seguirà il gruppo per mangiare ;-)

Vi immaginate la scena del gruppo che si sveglia per i rumori di un mostro che sta distruggendo uno zaino per cercare la sua preda :lol:

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io più che un koala...fari un mostriciattolo tipo topo ricoperto di scaglie dorate...molto raro da trovare in giro...ma se trovato può portare grandi ricchezze o un dolce colosso alle vostre spalle;-)

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Cavolo.. mi son scordato la bellissima proposta che avevo in mente...

vabè...

vuoi quancosa di grosso o qualcosa di piccolo?

Per la serie "pensiamoli entrambi" o "pensiamo in piccolo" io ipotizzerei un mostriciattolo pressochè innocuo che però è la preda preferita del mostro grosso (o di un mostro grosso) e che dunque trovarsi in presenza di questo mostriciattolo potrebbe significare porsi come preda più appetibile agli occhi del grosso predatore...

oppure un predatore che come rana pescatrice si nasconda e crei un esca con un'appendice polimorfa che rimane in vista... la trappola può essere un oggetto chiaramente di valore o una grossolana copia della vittima, che si avvicinerà incuriosita, solo per poi finire trascinata tra le fauci dela bestia...

che dite??

l'altra volta ho insistito per una cosa "piccola" perchè c'era poco tempo, comunque se volete la mia opinione sono contrario ai megamostri;-), li trovo insipidi:-p

per il mostriciattolo esca più mostrone predatore direi che l'idea è carina ma troppo complessa per questo topic, meglio dirigere sul oneshot, un mostro da curare bene nel tempo stabilito;-)

evitiamo anche le razze troppo complesse...

la proposta di sab del mostro con esca, tipo rana pescatrice mi piace molto, ma mi piaceva di più quella fatta lo scorso mese, l'aberrazione sacca mimetica...come dicevo potrebbe essere un mostro che fa leva sull'avidità degli avventurieri come il mimic o il mantoscuro, richiama l'attenzione mutando in una porta dalla quale filtra della luce o l'ingresso di una grotta illuminata infondo( luce rana pescatrice;-))...quale avido avventuriero resisterebbe?:lol:

EDIT

uno schizzo al volo per rendere l'idea:

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la proposta di sab del mostro con esca, tipo rana pescatrice mi piace molto, ma mi piaceva di più quella fatta lo scorso mese, l'aberrazione sacca mimetica...come dicevo potrebbe essere un mostro che fa leva sull'avidità degli avventurieri come il mimic o il mantoscuro, richiama l'attenzione mutando in una porta dalla quale filtra della luce o l'ingresso di una grotta illuminata infondo( luce rana pescatrice;-))...quale avido avventuriero resisterebbe?:lol:

EDIT

uno schizzo al volo per rendere l'idea:

E' un mimic... a parte la luce...

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li assomiglia molto, infatti ho citato il mimic apposta;-)

ma devi guardare oltre...intanto Sab ipotizzava che le creture sono attirate all'interno del mostro, quindi sarebbe molto interessante ambientare lì un combattimento...

poi il mimic ha dei limiti di taglia...questo aggiungerebbe qualcosa in più nelle avventure, possiamo sempre dire che è una specie affine.

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li assomiglia molto, infatti ho citato il mimic apposta;-)

ma devi guardare oltre...intanto Sab ipotizzava che le creture sono attirate all'interno del mostro, quindi sarebbe molto interessante ambientare lì un combattimento...

poi il mimic ha dei limiti di taglia...questo aggiungerebbe qualcosa in più nelle avventure, possiamo sempre dire che è una specie affine.

Il mimic ha limiti di taglia, però può riempire un cubo di 1,5 m di lato, per cui può diventare un po' di tutto. Se invece vuoi un mostro che diventi un corridoio in cui entrano i PG, ce ne sono almeno un paio in giro.

L'idea di un mostro-esca non è male, ma bisogna dargli una svolta abbastanza originale, perché sennò si rischia di ripetere cose già fatte.

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allora vediamo di sviluppare il mister esca in maniera un po' più originale...

Spoiler:  
Sei nel villaggio da poco, diciamo una notte, e stai cominciando a guardarti intorno per orientarti nelle strette vie e non perderti nei vicoli più scuri del posto. La gente non è molto socievole, sembra costantemente preoccupata per qualcosa... pochi girano per strada... sarà l'inverno, saranno gli ultimi aumenti di tasse del Tiranno, saranno i briganti di montagna, o tutti insieme. Cose che capitano, pensi, mentre lasci la piazza ed entri in una via secondaria.

Appena entrato senti un dolore acuto dietro l'orecchio. Quando ti giri di scatto vedi un bambino alla fine del vicolo, con in mano una fionda, che ride sguaiatamente, indicandoti con fare di scherno.

Non sei ben sicuro se lo fai per rabbia o per stare allo scherzo, ma decidi di inseguire il ragazzino, che continua a ridere e prenderti in giro. La gente non ci fa caso... anche con tutta la depressione che c'è in giro è normale che qualcuno cerci di divertirsi un po'.

L'inseguimento è infruttuoso e il bambino ti conduce fin nelle fogne, attraverso un vicolo buio e una grata aperta.

L'atmosfera è pesante: alghe verdi ricoprono i pavimenti intorno alla cloaca, rendendola pericolosamente scivolosa,mentre un continuo gocciolio e scroscio d'acqua non fanno altro che renderti più nervoso mentre il bambino svolta in un canale secondario. Normalmente torneresti indietro, lasceresti perdere, evidentemente quel marmocchio conosce bene il posto e non ha la minima intenzione di farsi prendere... ma la sua risata continua ad attrarti nella sua direzione, come un richiamo che va a colpire direttamente il tuo subconscio, come se quella risata ti afferrasse per l'anima e ti trascinasse a lei...

Continui la corsa, dunque, fino a che il bambino non si fermae non si gira verso di te. Continua a ridere, senza fermarsi, mostrandoti un volto pieno di gioia... ma stranamente fisso. Con l'effetto di un'incantesimo che termina vedi una specie di tentacolo attaccato alla testa del bambino comparire (o meglio ritornare visibile) e il bambino apre finalmente gli occhi, ampi e scuri. Il tentacolo, rosa e liscio porta al soffitto, dove sta appesa una grossa sacca dotata di cinque zampe e una larga bocca piena di denti affilati ed irregolari... Maledici te stesso: Tutto volevi nella vita, tranne che finirla vedendo una tale dentatura...

Spoiler:  
tale mostro è una bestia particolare: come descritto è dotato di un corpo principale dotato di bocca e gambe, e plausibilmente sistema digerente. un tentacolo allungabile fino a enormi distanze sarebbe una specie di collo che termina con gli organi di senso della bestia, attorno ai quali sta una massa carnosa che può assumere le sembianze di qualunque cosa il mostro abbia già visto, seppur non sia efficace in combattimento. Il tentacolo può diventare invisibile.

Tale mostro è molto "pescatore" ma ovviamente vulnerabile in combattimento:quando gli organi di senso sono altrove sa poco di quel che accade al suo corpo principale, in più non è molto forte in combattimento se si esclude il morso (che può essere potente o meno, a seconda di come decidiamo) per questo la natura lo ha dotato di diversi organi atti a produrre suoni che hanno effetti sulla mente degli altri animali (la risata, per intenderci) che sia lo aiutano a cacciare sia a difendersi.

Allora che ne dite?? (spoiler per maggiore leggibilità, spoiler 1 storiella spoiler 2 abbozzo più preciso) ^^

ovviamente è adattabile come mostro, specie per il polimorfismo dell'esca (per la serie come sopra o anche "narra la leggenda di una bellissima donna che cantando compare di notte e porta con sè qualcuno dei paesani per non farlo più tornare..." oppure "una barca non molto grande scorre sempre lungo il fiume, vuota. Chiunque abbia la sfortuna di incontrare lo sguardo della polena, però, vorrà salire a bordo, per andare verso la foce, alle grotte oscure, e non fare mai più ritorno..." e così via)

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avevo pensato una volta a un mostro completamente meccanico, un costrutto quindi, composto unicamente da barre e biglie, animato, che riproduca le sembianze a grandi linee di un animale o mostro.

avete presente il geomag o il supermag?

giochi magnetici composti da asticelle di 2 lunghezze e da sferette di metallo cui si attaccano le calamite poste nelle asticelle. le asticelle possono "scivolare" sulle sferette

ecco, io avevo immaginato un mostro, chiamato Geometron (lettura Gheòmetron), fatto in questo modo. ne esistevano di 6 colori: Bianco Giallo Verde Rosso Blu e Oro.

i Geometron potevano ricombinarsi a volontà, basandosi su 3 modelli fondamentali: Tank, Spider e Bird. I primi avevano maggiore potenza di fuoco (colpo singolo) ma minore velocità, i secondi media velocità e potenza di fuoco, i terzi bassa potenza di fuoco (a ripetizione, raffica di colpi) ma alta velocità. Si muovevano fluttuando a pochi cm dal suolo se erano Tank, volando se Bird, e toccando il suolo se Spider.

Sparavano proiettili simili a quelli odierni, solo carichi di energia magica a seconda del colore: Bianco-Gelo, Giallo-Elettro, Verde-Acido, Rosso-Fuoco, Blu-Psionica, Oro-Forza.

Avevo creato 5 configurazioni ideali per ogni tipo, di via via maggiore complessità, potenza e dimensioni.

La potenza di ogni Geometron era data dal numero di componenti. Le biglie davano un bonus alla CA di deviazione e all'intelligenza, +1 per ogni biglia.

Le stanghette corte davano un +1 alla DES, mentre quelle lunghe un +0, e misuravano quelle lunghe 1m, quelle corte mezzo.

Ogni Geometron, di fatto, non è un mostro a se stante, ma fa parte della sua collettività,a seconda del colore. quindi ogni geometron verde non è una creatura, ma I geometron verdi sono una creatura.

Comunicano telepaticamente, e hanno sete di dominio.

Il BG che avevo creato io era basato fondamentalmente su una invasione aliena da un altro pianeta. Infatti ogni creatura non vola grazie ad ali vere e proprie, ma grazie soltanto all'energia magica, e non respira, ovviamente, quindi possono viaggiare nello spazio e in condizioni estreme.

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mh...la descrizione di sab mi ha ricordato "IT" il libro di King:-p...anche se poi quello era una specie di ragnone...quella di star mi pare più orientata a creare una razza...

le descrizioni sono carucce ma devo dire che nessuna delle tue mi ha "preso", mi piaceva di più il corridoio carnivoro, semplice ma coreografico:rolleyes:

comunque non precipitiamo, siamo appena al 1 agosto, direi che possiamo permetterci una settimana di proposte:cool:

diciamo che per ora ci sono come idee un' aberrazione cacciatrice con sistema di esca ed una proposta di mostro meccanico

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Mi inviti a nozze Gid.. 30 gg di proposte...

devo solo rilassarmi un po' e alcune idee arrivano da sole...

si potrebbe per esempio cercare di creare un mostro che crei principalmente atmosfera (innocui carnivori mangia lucertole lunghi 18 metri oppure erbivori volanti) o magari qualcosa di grosso e innocuo o piccolo e pericolosissimo.

per esempio, rimanendo dell'idea che più piaceva a Gid, ma cercando di non cadere nel tranello concettuale di cui Subumloc ci ha avvertiti...

Spoiler:  
Narra la leggenda di Glitterin Splitgold, un potente Mago, rispettato tra gli gnomi del suo villaggio e temuto tra gli illithid delle caverne sottostanti il villaggio per il suo potere e i suoi atti di estremo coraggio nel difendere il suo popolo. Poche creature viventi nella storia sono state odiate dagli Illithid quanto Glitterin Splitgold. Ancora meno creature hanno ricevuto un trattamento peggiore da parte di queste aberrazioni.

Durante la lunga notte delle Stelle Verdi, nella quale tutte le lune si eclissano e durante la quale particolarmente potenti sono gli incantesimi che offuscano e annebbiano la mente e la volontà, cento Mind Flayer unirono le loro volontà e costrinsero la mente di Glitterin Splitgold alla più assoluta pazzia. Il mago, nell'impeto di follia paranoide non solo distrusse il suo intero villaggio, ma colpito da una forma particolarmente acuta di paranoia e terrore di essere assalito trasformò la sua torre nella sua prigione e nella sua difesa, dandole la capacità di spostarsi e di difendersi.

Mai idea fu più infelice: le possenti correnti magiche del piano Materiale unite alla concentrazione taumaturgica nella dimora di Splitgold e alla sua pazzia diedero alla torre non solo una propria volontà, ma anche un proprio metabolismo.

Il giorno in cui Splitgold si rifugiò nella camera sotterranea della sua torre sparì per sempre, digerito dallo stomaco della bestia d'avorio e granito.

Ai giorni nostri la torre compare nei più svariati posti in maniera casuale, ma pare prediligere la presenza di persone assetate di potere o molto abili nell'uso della magia, per convincerle ad entrare nel suo portone, per non uscirne più.

I pochissimi testimoni della presenza di tale obbrobrio magico parlano non solo di un'alta torre bianca, dall'aspetto gotico, che sembra ghignare con porte e finestre, ma anche di grida provenienti dal'interno, talvolta di fanciulla talvolta gutturali e mostruose, e di luci di strane tonalità provenienti dalle piccole finestre.

Nessuno sa cosa siano queste grida e luci, se popolazioni mostruose ospitate dalla torre per procurarsi più cibo o illusioni sonore e visive per attirare eroi al suo interno, ma molti studiosi hanno ipotizzato che di certo la casa è ricca di potere magico e sarebbe in grado sia di stregare qualche popolazione mostruosa per servirla sia di produrre incantesimi di livello sufficiente da creare tali illusioni, se non addirittura evocazioni o peggio.

Della sua "anatomia" è noto solo che la zona "digerente" è quella dei sotterranei e delle fondamenta, mentre quella pensante lo studio di Splitgold, plausibilmente chiuso alle altre stanze dell'edifico.

che dite?

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come 30!!!

ho detto una settimana mica un mese!!:lol:

la storia è bellissima ed intrigante:-D

ma a mio parere ci sta per un mostro unico tipo tarrasque,

o addirittura per un'avventura, addirittura mi viene in testa che questa torre potrebbe essere un ricettacolo di mostri mimetici da dungeon come manto assassino, manto oscuro, mimic ed oggetti animati:cool:

per quanto riguarda l'originalità

sub se hai suggerimeti dicceli pure, spiega cosa intendi per svolta,

non fare come randazzo che ha buttato un'idea e poi abbiamo dovuto arrabattarci:lol:, io ad esempio vado ad istinto, poco mi importa se esiste un mostro uguale, anzi a volte mi ispiro ai mostri che già conosco..

comunque nel corso del brainstorming salta fuori se esiste qualcosa di analogo,

in tal caso si può modificare l'idea originale, passare da una cosa all'altra, trovo deletereo mettere barriere come "c'è già" o "non si può", l'importante è la sinergia tra le menti:cool:

Ritornando al mostro...per le idee poi possiamo spaziare anche tra i vari allineamenti, non è detto che il mostro debba essere malvagio, potrebbe essere neutrale, buono oppure una forza del caos;-)

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per quanto riguarda l'originalità

sub se hai suggerimeti dicceli pure, spiega cosa intendi per svolta,

non fare come randazzo che ha buttato un'idea e poi abbiamo dovuto arrabattarci:lol:, io ad esempio vado ad istinto, poco mi importa se esiste un mostro uguale, anzi a volte mi ispiro ai mostri che già conosco..

comunque nel corso del brainstorming salta fuori se esiste qualcosa di analogo,

in tal caso si può modificare l'idea originale, passare da una cosa all'altra, trovo deletereo mettere barriere come "c'è già" o "non si può", l'importante è la sinergia tra le menti:cool:

Beh, io penso che non sia il massimo lavorare per un mese e poi scoprire di aver fatto un doppione. Per cui, durante il brainstorming preliminare mi sembra il minimo fare mente locale su cosa c'è già, e su quali sono gli spazi di design che non sono ancora stati toccati ;-). Le possibilità sono infinite, allora perché limitarsi a quello che è già stato fatto?

Quanto alle proposte, io vi posso buttare alcune idee, anche se poi non posso seguirvi nello sviluppo. Mostri che assomigliano a oggetti ce ne sono tanti, ma sono tutti abbastanza simili e lineari: non vanno molto oltre l'assomigliare ad un oggetto... e sono tutti tendenzialmente grandi. Cose che non mi pare ci siano in giro sono mostri che prendono l'aspetto di oggetti più piccoli di un forziere (quindi delle specie di mimic Medi, o meno), oppure un'accoppiata mostro debole/mostro grosso, che comunque funzionerebbe. Oppure, bisognerebbe trovare qualcosa che renda unico questo mostro, ovvero trovargli una capacità interessante, oltre a quella di assomigliare ad un oggetto, ma che non sembri messa lì a caso.

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Beh, io penso che non sia il massimo lavorare per un mese e poi scoprire di aver fatto un doppione. Per cui, durante il brainstorming preliminare mi sembra il minimo fare mente locale su cosa c'è già, e su quali sono gli spazi di design che non sono ancora stati toccati ;-). Le possibilità sono infinite, allora perché limitarsi a quello che è già stato fatto?

beh si, se crei qualcosa di identico ti dò ragione, sarebbe deludente scoprire che c'è già,

ma tu mi fai un ragionamento tecnico, quasi editoriale, io invece penso ai mostri da creare con approccio teatrale che si orienti sui gusti...col tuo ragionamento saremmo rimasti con solo 2 gusti di gelato...perchè passare al bacio se c'è già il gianduia:-p

l'aberrazione corridoio ha in comune col mimic la strategia di caccia, ma si ferma qui mi pare, e comunque non avevamo neppure cominciato ad avvicinarci alle tecniche di combattimento, un vermone/sacca che si insinua in corridoi o cavità simulando un ingresso mi pare carino, la somiglianza col mimic potrebbe giocare in suo vantaggio, magari il giocatore smalizziato potrebbe pensate che sia appunto il famoso mostro ed invece oplà...viene fagocitato da qualcosa di diverso;-)

secondo me mostri simili ma "differenti" non sono necessariamente banali o scontati.

Quanto alle proposte, io vi posso buttare alcune idee, anche se poi non posso seguirvi nello sviluppo. Mostri che assomigliano a oggetti ce ne sono tanti, ma sono tutti abbastanza simili e lineari: non vanno molto oltre l'assomigliare ad un oggetto... e sono tutti tendenzialmente grandi. Cose che non mi pare ci siano in giro sono mostri che prendono l'aspetto di oggetti più piccoli di un forziere (quindi delle specie di mimic Medi, o meno), oppure un'accoppiata mostro debole/mostro grosso, che comunque funzionerebbe. Oppure, bisognerebbe trovare qualcosa che renda unico questo mostro, ovvero trovargli una capacità interessante, oltre a quella di assomigliare ad un oggetto, ma che non sembri messa lì a caso.

perfetto, tutte cose che possono venire fuori nell'intrecciarsi delle proposte.

comunque, parlando per me stesso, premendo a tutti i costi sull'originalità secondo me si inaridisce la vena creativa,

io la proposta del mostro del mese l'ho fatta per mettere a contatto menti crative e gente competente, senza troppa pressione, se il problema è l'originalità allora non sussiste problema", se aspettiamo l'idea del secolo rischiamo di restare fermi, preferisco percorrere strade già battute, almeno muovendomi ho più possibilità di arriare a qualcosa di buono;-)

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Uhmm attenzione ai mostri esca... mi ricordo che nel ciclo di Shannara c'erano dei mostri che potevano assumere la forma di una persona cara per divorare la vittima. Stranamente nella saga di Harry Potter ci sono dei mostricci che possono assumere la forma della peggiore paura della vittima. Magari si possono utilizzare questi concetti per creare qualcosa di nuovo.

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Uhmm attenzione ai mostri esca... mi ricordo che nel ciclo di Shannara c'erano dei mostri che potevano assumere la forma di una persona cara per divorare la vittima. Stranamente nella saga di Harry Potter ci sono dei mostricci che possono assumere la forma della peggiore paura della vittima. Magari si possono utilizzare questi concetti per creare qualcosa di nuovo.

E creare dei mostri che originano dall'incantesimo Allucinazione mortale, per un fenomeno di permanenza della magia al di là della sua durata normale. Magari per un fenomeno particolare questo incantesimo dà vita a creature che poi vagano, magari passando dal piano etero a quello materiale, per apparire di fronte alle persone ed agire come l'incantesimo suddetto, nutrendosi della paura generata dal fatto di apparire sotto forma di ciò che più spaventa quella persona (lo so, roba già vista... però potrebbe essere uno spunto, no? :confused:).

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E creare dei mostri che originano dall'incantesimo Allucinazione mortale, per un fenomeno di permanenza della magia al di là della sua durata normale. Magari per un fenomeno particolare questo incantesimo dà vita a creature che poi vagano, magari passando dal piano etero a quello materiale, per apparire di fronte alle persone ed agire come l'incantesimo suddetto, nutrendosi della paura generata dal fatto di apparire sotto forma di ciò che più spaventa quella persona (lo so, roba già vista... però potrebbe essere uno spunto, no? :confused:).

A questo punto l'aspetto diverso potrebbe essere che queste creature, per sopravvivere ed essere reali devono nutrirsi della paura delle proprie vittime (molto monsters and co!!)...

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