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La nuova Storyline di D&D 5e sarà ambientata ad Icewind Dale?

Come vi avevamo scritto qualche giorno fa, la Wizards of the Coast ha l'intenzione di annunciare la prossima Storyline di D&D 5e e forse una eventuale nuova ambientazione (anche se al momento su quest'ultima possibilità c'è ancora un po' di incertezza) il 18-20 Giugno 2020. Ancora non ci sono notizie o leak ufficiali riguardo al contenuto della storyline, ma negli ultimi giorni è comparso un post sul subreddit dell'Adventurers League nel quale un utente ha dichiarato che "un piccolo uccellino mi ha detto che si tratta di Icewind Dale". Qui di seguito trovate il post di Reddit originale:

Quest'ultima è una semplice voce di corridoio non verificata, motivo per cui non c'è assolutamente alcuna prova ufficiale che indichi che quanto da essa dichiarato sia vero. E le dichiarazioni senza prove pubblicate su internet vanno sempre prese con le pinze, perché c'è sempre la probabilità che possano rivelarsi fasulle. Bisogna dire, però, che ci sono almeno due elementi che forniscono un minimo di credibilità alla tesi secondo la quale la prossima Avventura riguarderà Icewind Dale. Innanzitutto c'è il videogioco in arrivo Dark Alliance, annunciato l'anno scorso e ufficialmente ambientato nella regione di Icewind Dale: non è raro che i videogiochi di D&D siano progettati in modo da essere collegati a specifiche storyline, come sta avvenendo per Baldur's Gate III. C'è, inoltre, una immagine rivelata dal D&D team assieme all'annuncio dell'evento che sarà organizzato il 18-20 Giugno, immagine che vede un gruppo di avventurieri ritratti in uno scenario ghiacciato che ricorda molto i panorami di Icewind Dale:

Voi che ne pensate? La prossima Avventura sarà ambientata ad Icewind Dale come farebbero pensare queste voci di corridoio? Oppure ritenete che qualche coincidenza non faccia una prova? Ovviamente lo scopriremo il 18-20 Giugno, ma nel frattempo diteci la vostra opinione nei commenti.
Fonti:
https://www.enworld.org/threads/is-the-new-setting-icewind-dale.672263/
https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-new-setting-rumors-abound-is-dd-live-headed-for-icewind-dale.html
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Regole per Mostri Mitici dal manuale di Theros

Articolo di J.R. Zambrano del 15 Maggio
Il nuovo manuale Mythic Odysseys of Theros promette di includere molto materiale mirato a rendere il gioco di Dungeons & Dragons qualcosa di più simile ai miti greci che hanno ispirato l'ambientazione. Ne abbiamo visto alcuni frammenti nella forma di doni sovrannaturali che danno poteri extra ai personaggi iniziali, e negli artefatti che rappresentano le armi degli dei in persona, che aspettano di essere impugnate da eroi potenti quanto i semidei.

Ma oggi, daremo un'occhiata a come sono le regole dall'altra parte dello Schermo del Dungeon Master. Una delle più eccitanti nuove possibilità annunciata per questo manuale è il sistema per creare Mostri Mitici. Un sistema di regole applicabile a qualsiasi creatura mostruosa per renderla molto più pericolosa, così da offrire la sensazione di stare combattendo una creatura venuta fuori dalle leggende. Andando oltre le Azioni Leggendarie, queste nuove regole potrebbero finalmente dare la possibilità a D&D di avere delle "boss fight" degne di questo nome. Le regole in questione sono state mostrate in un'anteprima generica su Dragon+.
Tratto da Dragon+


Sembra proprio che abbiano fatto loro il vecchio detto "il modo migliore per combattere una creatura grande, grossa e cattiva è quello di dividerla in due". Questo assomiglia molto al metodo di AngryGM per creare gli incontri con i boss, ed è un'ottima notizia, quel sistema ha molto senso, meccanicamente parlando, se volete separare il combattimento in due fasi distinte. Per esempio un'Idra, dopo essere stata abbattuta, potrebbe diventare un'idra a più teste, o un dio/dea potrebbero avere un'espressione più irata quando si entra nella seconda fase.

Sappiamo tutti che i Kraken saranno una grossa parte dell'ambientazione e, dopo aver visto i mostri nelle immagini precedenti, avrete capito che in generale questo manuale vuole aumentare il livello di potere nel vostro gioco. Dunque terremo gli occhi aperti per vedere esattamente come funzioneranno queste regole, ma, nel frattempo, tenetevi pronti per il massacro mitico.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-mythic-odysseys-of-theros-monster-rules-reveal.html
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By aza

Armature vs Armi da fuoco rinascimentali – Historia

ATTENZIONE: Questo articolo è la seconda parte del precedente sulle armi da fuoco: prima di proseguire la lettura, potete mettervi in pari cliccando qui!
Abbiamo visto come le armi da fuoco siano apparse clamorosamente nei campi di battaglia dell’europa di metà ‘300 e nei secoli successivi si siano affermati anche nelle loro forme “manesche” (cioè utilizzabili da una persona sola, “a mano”, come un archibugio).
Questo però non ha portato a un’immediata scomparsa delle armature, e anzi per secoli esse hanno continuato a prosperare fornendo spesso una protezione importante a chi le indossava, persino contro i temibili archibugi. Ma come hanno fatto?
Andiamo a scoprirlo insieme!
FERRO E ACCIAIO

Ricostruzione di altoforno rinascimentale, Deutsches Museum (Foto CC0)
L’acciaio è una sostanza metallica, una lega di Ferro e Carbonio. Per quanto la sua invenzione sia comunemente associata all’età moderna, in realtà nella lavorazione alla forgia del ferro, il carbonio presente nel carbone della forgia stessa va a legarsi con il ferro formando uno strato superficiale di lega ferro-carbonio. L’effetto di questa lega può essere di vario tipo, come andremo a vedere, in base alla percentuale di carbonio e ai metodi di raffreddamento di questo. 
Significa comunque che, in un certo qual modo, si hanno le prime armi e armature costituite parzialmente d’acciaio sin dall’età del ferro.
Pensare inoltre che, nell’antichità, si usasse come materiale di partenza il ferro puro è un’imprecisione: la maggior parte del ferro, infatti, si otteneva dalla fusione dei minerali ferrosi attraverso una fornace, operazione che lasciava sempre delle inevitabili impurità nel metallo.
Alle temperature della fornace, infatti, il ferro non si liquefà mai del tutto, ma viene in qualche modo a “colare” dalla pietra in una sostanza viscosa che si porta inevitabilmente dietro impurità della roccia d’origine.
Le caratteristiche della fornace, oltre a determinare la qualità del metallo finale, limitano anche la quantità di materiale ottenibile in un singolo processo.
Si tendeva, infatti, a partire da un’unica massa di metallo per costruire oggetti poiché saldare più pezzi metallici avrebbe portato a caratteristiche fisiche peggiori.
Per ottenere singole masse di metallo maggiore, tuttavia, sono necessarie fornaci più grandi che richiedono a loro volta temperature maggiori non banali da raggiungere!
Per amor di completezza, anche se non tratteremo qui l’argomento, sono state prodotte invece nel medioevo lame d’acciaio di altissima qualità ottenute battendo insieme lamine metalliche diverse in quello che è comunemente noto come “acciaio a pacchetto” o “acciaio di Damasco”.

In “Ryse: Son of Rome” il protagonista indossa una tipica Lorica Segmentata.
Nel mondo antico, l’impero romano aveva costruito delle fornaci più grandi e calde, necessarie per ottenere lamine abbastanza grandi da costituire le piastre della Lorica Segmentata: l’armatura a piastre più famosa del periodo pre-medievale e che tutti noi identifichiamo oggi come la classica protezione del legionario imperiale.
Tuttavia la lenta fine dell’impero e l’abbandono di tali corazze in favore della più economica Lorica Hamata, a tutti gli effetti un cotta di maglia, portarono al disuso di tale tecnologia.
La capacità di ottenere piastre di dimensioni considerevoli tornò in auge con l’invenzione, verso la metà del ‘300 (ma diffusasi successivamente), dell’altoforno, una fornace in grado di raggiungere dimensioni e temperature capaci di fondere completamente il ferro.
Oltre a permettere di ottenere agglomerati metallici di dimensioni considerevoli e molto più poveri di impurità, l’altoforno produce una lega di ferro ad alto contenuto di carbonio, chiamata ghisa.
A differenza del ferro, che deve essere battuto per essere lavorato, la ghisa, trovandosi allo stato liquido quando esce dall’altoforno, può essere versata in uno stampo per produrre lavorati per fusione, in modo simile al bronzo.

BOOM! (Assassin’s Creed: Brotherhood)
Tuttavia questo tipo di lega, pur essendo usata all’epoca per la creazione di cannoni e relativi proiettili, è inadatta alle altre armi e armature poiché troppo fragile (come vedremo dopo).
Per ottenere invece un materiale lavorabile e adatto a tali armamenti, la ghisa veniva soggetta a un successivo trattamento di raffinazione, nella quale veniva nuovamente riscaldata in un ambiente ricco di ossigeno: in questa maniera, oltre a eliminare ulteriori scorie, parte del carbonio presente nel materiale si legava all’ossigeno formando anidride carbonica e abbandonando il metallo.
Questo processo forniva come risultato una lega di ferro con percentuale di carbonio inferiore al 2%, cioè quello che noi chiamiamo Acciaio!
PROPRIETA’ MECCANICHE
Due sono le proprietà meccaniche dell’acciaio che ci interessano: la sua Durezza e Tenacità.
La durezza è la resistenza, da parte del materiale, alle deformazioni: essa dipende sostanzialmente dal tipo di struttura che assumono gli atomi in toto all’interno del metallo.
Abbiamo già parlato di materiali duri in questo articolo sulle proprietà fisiche di armi e armature
La presenza di carbonio all’interno del ferro è in grado di raddoppiare la durezza rispetto al ferro ricco di scorie ottenuto mediante la fornace: per aumentare ulteriormente tale proprietà è necessario temprare il metallo, ovvero regolare come esso si raffredda dopo aver raggiunto una temperatura sufficiente a “riorganizzare” la struttura interna della lega.
Nel medioevo era uso comune una tempra non rapidissima in grado di formare un acciaio duro 3-4 volte il ferro ottenuto dalla fornace: è possibile invece temprare rapidamente il metallo, formando un acciaio estremamente duro, fino al doppio del precedente.
Tuttavia, questo tipo di tempra rischia di rendere l’acciaio fragile ed è dunque inadatto ai nostri scopi.
Ma cos’è la fragilità?

Perfino le armi più dure possono rompersi – Narsil, dalla trilogia del signore degli anelli
Un materiale si dice fragile se è facile spezzarlo: l’esempio classico di materiale duro e fragile è il vetro, che è difficilissimo da deformare ma si rompe con facilità.
La capacità di resistere alla rottura di un materiale è detta Tenacia ed è la caratteristica più importante per le armature: infatti la tenacia di un metallo definisce quanta energia è necessaria per perforarlo.
Questa energia dipende dalla qualità del materiale: un acciaio con un contenuto di carbonio dello 0.85%, ad esempio, ha una tenacia fino a 3-4 volte maggiore rispetto a quella del ferro di bassa qualità.
ENERGIE DI PENETRAZIONE
Per calcolare l’energia necessaria per penetrare una piastra di un’armatura entrano in gioco i seguenti fattori:
la forma dell’arma usata; lo spessore della corazza; la qualità del metallo; l’angolo con il quale il colpo incide sulla corazza. Partiamo dalla prima: come già detto nell’articolo sulle proprietà delle armi e armature (che trovate qui), la forma dell’arma, o meglio, della parte dell’arma che colpisce l’armatura definisce la pressione che essa è in grado di impartire: minore la superficie di contatto, maggiore è la pressione, minore è l’energia necessaria per perforare un materiale.
Si capisce dunque subito che le frecce, pur avendo energie decisamente inferiori a disposizione, sono molto più efficienti dei proiettili, che all’epoca consistevano in delle semplici sfere metalliche (da cui “pallottola”), e anche le lame, per risultare efficaci contro le armature, devono essere il più piccole possibili.
Mantenendo dunque il nostro studio unicamente sulle armi da fuoco, andiamo a vedere quanta energia serve a una pallottola per perforare una corazza.
Una stima delle energie a disposizione per vari tipi di armi da fuoco è stata fatta nella prima parte dell’articolo che trovate qui
Se partiamo ci riferiamo ancora una volta all’appendice di The Knight and the Blast fournace, partendo da una corazza spessa due millimetri di acciaio di buona qualità vediamo che servono poco più di 800 J affinché un’arma da fuoco perfori una simile corazza: immaginando di poter aggiungere 150 J extra per perforare ulteriori protezioni sottostanti (come imbottitura e cotta di maglia) vediamo che una tale armatura è ben lontana dal proteggere da un colpo di archibugio a distanza ravvicinata.
Tuttavia, una simile armatura ha ampio spazio di manovra per quanto riguarda il suo spessore.
L’energia necessaria per perforare un’armatura cresce come il suo spessore elevato alle 1.6: in pratica, raddoppiare lo spessore triplicherà (all’incirca) l’energia necessaria per perforare l’armatura.
Vediamo dunque che la stessa armatura spessa 3 mm richiede quasi 1900 J per essere perforata e un esorbitante 3800 J se portata a 4 mm, ponendo quindi il cavaliere al sicuro anche dai colpi dei primi moschetti!

Armatura da corazziere del ‘600, Morges military museum
Queste spesse armature, tuttavia, risultavano estremamente pesanti e furono in uso principalmente dopo il ‘600: infatti, con l’avvento degli eserciti nazionali, i vari regnanti cominciarono a ricorrere ad armamenti di massa, producendo corazze più spesse ma di qualità inferiore, riducendo l’energia necessaria a perforarle a un 50-75% di quella di un buon acciaio: queste armature, più che assicurare una protezione totale contro i nemici, servivano a ridurre il rischio di morte di un proiettile sparato da lontano.
L’estremo peso di queste protezioni portò a produrre armature complete solo per la cavalleria, andando a creare la figura del corazziere, cavaliere pesante con armi da fuoco, mentre la fanteria andò pian piano a ridurre l’armatura a pochi pezzi, principalmente il busto e l’elmo.
Un’altra opzione era ovviamente puntare su acciai di qualità migliore: i più raffinati potevano aumentare di un ulteriore 50% l’energia necessaria alla penetrazione, rendendo ad esempio la precedente corazza a piastre da 2 mm impervia ai comuni archibugi.
L’ultimo elemento da tenere in conto è l’angolo di incidenza tra il proiettile e la piastra: infatti, se il proiettile non raggiunge perpendicolarmente la corazza, esso tenderà a dissipare la sua energia e dunque l’energia necessaria alla perforazione verrà moltiplicata per un fattore pari all’inverso del coseno dell’angolo di incidenza.
Ricordiamo che il coseno è una proprietà degli angoli ed è un fattore compreso (per angoli inferiori ai 90°) tra 0 e 1: famosi valori sono circa 0.8 per un angolo di 30°, circa 0.7 per uno di 45° e 0.5 per uno di 60°.
Un proiettile che raggiunga una piastra con un angolo di trenta gradi richiederà il 25% circa di energia in più per perforarla: questo fenomeno non deve essere necessariamente causato dalla scarsa mira o fortuna del tiratore, infatti le armature venivano costruite con delle forme arrotondate o angolose proprio per far sì che i proiettili colpissero il bersaglio in maniera non perpendicolare.
Ovviamente quelli che stiamo facendo sono ragionamenti di massima: in diversi momenti e zone dell’europa post-medievale abbiamo visto una grande varietà nella qualità, forma e fattura di armi e armature. Un problema annoso, ad esempio, era quello della disomogeneità degli acciai, ovvero l’impossibilità di costruire oggetti (come armature) in acciaio le cui proprietà fisiche fossero le stesse in tutti i punti: in questo modo era possibile che due colpi sostanzialmente identici, raggiungendo punti diversi dell’armatura, ottenessero risultati di penetrazione diametralmente opposti.
Inoltre, con l’avanzare del tempo, anche le energie delle armi da fuoco sono andate via via ad aumentare: ad esempio un moschetto del 1600 poteva arrivare, con la giusta polvere da sparo, a imprimere quasi 4000 J di energia al proiettile. La presenza inoltre di miglioramenti bellici come la rigatura della canna, in grado di imprimere al proiettile un moto elicoidale che ne stabilizzasse la traiettoria, e le cartucce per rendere il caricamento più rapido resero indubbiamente le armi da fuoco sempre più letali.
IN CONCLUSIONE…
Le armature del rinascimento erano, in generale, in grado di proteggere chi le indossava dai proiettili delle armi da fuoco a patto che esse fossero relativamente leggere (pistole e in parte archibugi) e/o facessero fuoco da abbastanza lontano. Per quanto si tratti di condizioni apparentemente poco interessanti, ricordiamo comunque che in assenza di armatura un proiettile in tali condizioni sarebbe indubbiamente letale, se colpisse zone vitali!
La protezione poteva essere ottenuta e migliorata andando ad agire sulla qualità dell’acciaio, sullo spessore della corazza e sulle sue forme: questi fattori portarono, da un lato, allo sviluppo di armature molto costose, in grado di proteggere i ricchi signori dai proiettili più comuni, dall’altro a una produzione massiva di corazze di bassa qualità molto pesanti, che proteggevano interamente solo i reparti di cavalleria mentre i fanti si limitavano ad indossarne alcune porzioni.

L’azza: un letale mix di ascia, martello e lancia. Photo by Javy Camacho.
Questo sviluppo dell’armatura ebbe effetto anche sulle armi da mischia: da una parte, infatti, nel ‘400 si ha il massimo splendore delle armi in asta, come le alabarde o le temutissime azze e martelli da guerra, in grado di minacciare i nemici più corazzati grazie a una letale combinazione di massa, leva e spunzoni o piccole lame d’ascia in grado di penetrare più facilmente l’armatura.
Le picche, inoltre, diventeranno elemento fondamentale del campo di battaglia prima dell’invenzione della baionetta, in grado di minacciare sia la cavalleria, nello specifico tenendo a distanza i cavalli, sia la fanteria dall’armatura ridotta.
Nella prima metà di questo periodo nascono nuove spade per affrontare nemici corazzati come lo stocco, che non è il rapier inglese come Dungeons & Dragons ci suggerisce ma l’estoc, una spada a lama triangolare da infilare nelle giunture delle armature nemiche, oppure come lo spadone (zweihander, montante ecc) di dimensioni ragguardevoli e di importanza strategica nella lotta alle formazioni di picchieri.
La riduzione dell’armatura da fanteria, tuttavia, porterà successivamente all’invenzione di spade più sottili e agili come la striscia, che è il vero rapier di Dungeons & Dragons, un’arma eccezionale nei colpi di punta, o come la sciabola che rappresenterà il simbolo della cavalleria fino alla sua scomparsa nel ‘900.

Insieme di armi rinascimentali, tra cui un peculiare stocco con guardia a testa di martello
BONUS – Cosa giocare?
Se la sfida tra armi da fuoco rinascimentali e armature vi appassiona e volete provare l’ebbrezza di metterle a confronto, se vi piacciono i  giochi di ruolo (e se non vi piacciono è probabilmente perché non li avete provati), non posso che consigliarvi ampiamente Historia!

Historia è un’ambientazione tutta italiana per Dungeons & Dragons (quinta edizione) che vi cala in un rinascimento popolato da… animali antropomorfi!
Lungi dall’essere un mondo “carino”, Historia vi porrà in mezzo a intrighi, lotte politiche, battaglie campali, dilemmi etici, un mondo dove Alchimia, Magia e Religione si sfidano ogni giorno dove Spade, Armature e Pistole vivono fianco a fianco.
VAI AL KICKSTARTER!
Oltre a ciò, in ambito videoludico, abbiamo recentissimo Greedfall, ambientato in una versione fantasy dell’età delle esplorazioni, dove le armi da fuoco si incontrano ogni giorno con le corazze dell’acciaio migliore… con un pizzico di magia!
Inoltre, ha decisamente fatto scuola Mount & Blade: With Fire and Sword, l’espansione standalone del mitico Warband, passata purtroppo in sordina, che ci pone nel complesso panorama dell’europa orientale di metà ‘600, durante la rivolta cosacca contro il commonwealth Polacco-Lituano (per inciso, è grazie a questo titolo che so dell’esistenza di suddetto commonwealth…).

Come non citare poi la saga di Ezio di Assassin’s Creed, dove le armi da fuoco, appena accennate in Assassin’s Creed 2, si fanno sempre più presenti nei seguenti Brotherhood e Revelations, come a mostrare la lenta ma inesorabile diffusione di queste armi nel rinascimento.
E già che citiamo Ezio, non possiamo non guardare le produzioni italiane: se vi piacciono i librogame e i giochi di ruolo non posso che consigliarvi la saga di Ultima Forsan, ambientata in un macabro rinascimento assediato dai non morti dove solo le nuove tecnologie del ‘500 potranno tenere i nostri eroi in salvo dagli abomini!

Uno degli autori, Mauro Longo, famoso autore di librogame italiano nonché gestore del blog Caponata Meccanica e di una pagina su libri da tavolo per bambini (Bambini e Draghi), ha scritto numerosi libri game di Ultima Forsan e inoltre alcuni romanzi ambientati sempre in questo periodo come Guiscardi senza Gloria e il fabbricante di spettri. 
Se l’argomento vi è piaciuto, vi invito a leggere The Knight and the Blast Furnace di Alan Williams. Se invece cercaste una lettura (lievemente) più leggera, questo stesso argomento è stato affrontato e approfondito nel 2008 sul blog Baionette Librarie del mitico Duca, alias Marco Carra, con una serie di articoli sulle armi e gli acciai, più tecnici, che potete trovare qui.
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2019/10/01/armature-vs-armi-da-fuoco/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.  
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Mike Mearls è tornato nel D&D Team

In un articolo di qualche settimana fa vi avevamo segnalato alcuni importanti cambiamenti all'interno del D&D Team, ovvero la squadra della WotC impegnata nella creazione della 5a Edizione di D&D. In particolar modo, in base ad alcuni tweet pubblicati da Jeremy Crawford era sembrato che Mike Mearls (assieme a Crawford uno dei Lead Designer della 5e) non facesse più parte del Team e che, dunque, non avesse più alcun ruolo nella produzione di D&D. Crawford, infatti, rispondendo a un utente aveva affermato che Mearls "non lavora più nel team del GDR da tavolo e non lo fa da un certo momento dell'anno scorso" (riferendosi al 2019).
Durante una puntata del Dragon Talk di qualche giorno fa, tuttavia, il nuovo Produttore Esecutivo di D&D Ray Winninger (divenuto di recente il capo del D&D Team) ha dichiarato che "Mike Mearls è tornato a lavorare di nuovo a tempo pieno sul Gdr, dopo aver diviso per noi il suo tempo tra D&D e alcune cose legate a un videogioco. Adesso è tornato". Potete ascoltare le sue parole nel seguente video, a partire dal minuto 18:42:
In sostanza, sembra proprio che Mike Mearls non abbia abbandonato il suo lavoro all'interno del D&D Team, ma che negli ultimi mesi abbia semplicemente ricevuto dalla WotC l'incarico di collaborare con Larian Studios, software house belga, per la creazione del videogioco Baldur's Gate III (di cui vi avevamo parlato in questo articolo). Mike Mearls, dopotutto, nel giugno del 2019 aveva partecipato all'E3 2019 proprio in occasione dell'annuncio di Baldur's Gate III, così da ufficializzare la collaborazione tra la WotC e la software house videoludica (come è possibile notare da questo video pubblicato proprio in quei giorni). E' molto probabile, quindi, che nell'ultimo anno Mearls abbia lavorato come consulente dei Larian Studios, in modo da fornire loro tutte le informazioni su D&D necessarie per la creazione del gioco, come i dettagli narrativi sui Forgotten Realms o le regole della nuova edizione. In base a quanto dichiarato da Winninger, dunque, possiamo ritenere che Mearls abbia terminato il suo impegno e che, quindi, possa di nuovo lavorare a tempo pieno sul Gdr cartaceo come faceva prima.
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D&D 5E: avventure gratuite dalla Kobold Press

Articolo di Morrus del 19 Maggio
La Kobold Press ha rilasciato gratuitamente Prepared!, un'avventura per D&D 5E, come parte della sua iniziativa "Al Sicuro a Casa con Kobold Press". Entrate nel loro sito e usate il coupon SaferAtHomeWeek2.

 
I vostri giocatori stanno andando alla deriva?
Una dozzina di Avventure Autoconclusive per la 5a edizione per i Livelli 1-15.
Non dovrete più avere paura: Prepared! offre ai DM delle rapide soluzioni per movimentare le campagne e far divertire i giocatori mentre pensate alla vostra prossima mossa. Al suo interno troverete, infatti, delle brevi avventure autoconclusive per ogni ambiente, compreso:
Una fabbrica aliena dove delle vittime sono risucchiate della loro essenza vitale e vengono trasformate in orrori eterei Un laboratorio alchemico abbandonato dove è stato lasciato un assistente mostruoso La caduta letterale del cielo ai piedi degli avventurieri Alcuni goblin che hanno costruito una strana "fortezza" in un fosso a lato di una strada Una misteriosa terrazza di pietra spuntata fuori dalla neve, con un antico macchinario che scintilla dal livello più alto ...e altro ancora, tutto con le bellissime mappe di Meshon Cantrill! Con Prepared! il designer Jon Sawatsky ha creato una dozzina di scenari fantasy per la 5a edizione, utilizzabili in ogni ambientazione con PG di vario livello. Non correrete più il rischio di trovarvi senza nulla di pronto!
Queste avventure presentano dei mostri provenienti sia dal Manuale dei Mostri canonico di D&D 5E che dal Tome of Beasts.
Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/free-d-d-adventure-from-kobold-press.672206/
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Pippomaster92

Sezione III - Capitolo 1

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È il freddo, a svegliarvi. 

Le capsule in cui vi siete addormentate sono così efficienti che non ne avvertite il gelido morso: perdete conoscenza molto prima, e in teoria vi dovreste svegliare solo quando il vostro corpo è pronto.

Qualcosa, quindi, è andato storto.
Intrappolati nelle vostre tombe di ghiaccio, non avete modo di osservare l'esterno perché il lato trasparente delle capsule è coperto da qualcosa di trasparente, ma opaco. Il vostro fiato si condensa davanti al volto, mentre nella vostra mente intorpidita si fa strada un pensiero: siete chiusi dentro ad una bara, un sarcofago dal quale non potete uscire. Avreste dovuto svegliarvi, il coperchio si sarebbe dovuto aprire, e voi vi sareste trovati tra volti amichevoli. Un integratore proteico, un sorriso, qualche parola scambiata con i "vicini di letto"...un risveglio piacevole. 

Ma ora fa freddo, ora siete bloccati in una stretta capsula che vi stringe in un abbraccio mortale. Solo paura e istinto animale vi salvano: sapete che è possibile un'apertura di emergenza, premendo un tasto vicino al piede destro. 

Con qualche sforzo, alcune delle vostre capsule si dischiudono al mondo. Altre no. Reyna e Xei Pei si trovano ancora intrappolati, le porte che si sollevano appena ma poi restano così solo per uno spiraglio, pochi centimetri. Un guasto tecnico? Un ostacolo fisico? Impossibile dirlo attraverso il vetro opacizzato. Chi invece riesce ad uscire nel corridoio della Sezione scopre subito il motivo: ghiaccio.

L'intero corridoio è invaso dal ghiaccio, illuminato dalle luci bianche delle capsule aperte. Lo strato d'acqua congelata ha coperto alcune capsule interamente, ne ha bloccate altre in parte e ne ha addirittura schiantate alcune. Sul pavimento ci sono cinque o sei dita di acqua semi-ghiacciata, e l'aria è intollerabilmente fredda. Siete nudi, e anche se i vostri effetti personali sono assai vicini (ai piedi di ciascuna capsula, invero), la sola esposizione all'aria vi sta già facendo temere per le vostre vite!

NOTA

Spoiler
  • Benvenuti su Kepler! Oppure no?
  • Potete avere accesso ai vostri Oggetti Speciali.
  • Reyna e Xei Pei però sono ancora intrappolati, da soli non riusciranno ad emergere.
  • Tutti voi avete subito "una ferita" dovuta all'ipotermia.
  • Prossimo check-point: 23:59 di giovedì 21 maggio. 

 

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Ajand Fundar 

Il dolce risveglio in realtà è un gran casino. Veramente grosso. Spintono col piede per aprire la capsula e, a quanto sembra, sono fortunato: alcuni sono sicuramente morti ed altri lo saranno fra poco.

Ca**o, caz**, ca**o me**a! penso veloce, mentre il fischio si fa sentire e, completamente nudo ancora, mi avvicino ad una delle due “tombe chiuse”. Ho il terrore di guardare a quelle schiantate, la paura di vedere se siano di persone con cui sono venuto. Ormai considero un amico persino quel vampiro senza cuore di Mosis. 
Nonostante il freddo, porto entrambe le mani all’apertura del “sarcofago” per aprirla.

<<Benvenuti su Kepler un ca**o!>>

@master 

Spoiler

Master, in caso il freddo sia insopportabile, dimmelo che in caso correggo e mi metto il vestito senza la tua comprimitiva urlando “vestizione” xD

In caso faccia molto freddo ma non mortale, andrei ad aprire uno dei sarcofagi chiusi. Se con forza 3 ce la faccio velocemente, apro entrambi quelli chiusi prima di andarmi a vestire ed in caso essere sgamato subito xD

 

Edited by Zellos

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Reyna

Che cos'è questo freddo? è il primo pensiero che mi balena in mente mentre riprendo conoscenza Non me l'ero immaginato così l'arrivo.

Impiego qualche secondo prima di capire che la situazione non è normale e che la capsula è ricoperta di ghiaccio MERDA! esclamo mentre premo il pulsante di apertura d'emergenza MERDAMERDAMERDA!

Athna Richiamo il mio assistente personale che fortunatamente Che diavolo sta succedendo? TIvra e Keiko stanno bene? Domando continuando a forzare il portello

 

Spoiler

Direi che potrei provare con una azione di
Forza 1 + assistente 3 (Tivra) se si è liberata

 

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Keiko Yamashita

Stringo con forza le palpebre, sentendo una sensazione di freddo che attanaglia tutto il mio corpo.. Stavo sognando fino a quel momento, sognavo di ricordi felici su di un prato, per la precisione un parco insieme a tanti altri ragazzini con cui divertirmi. Me ne stavo su di un altalena a dondolarmi avanti e indietro senza sosta, uno di quei vecchi giochi di cui ho tanto sentito parlare, ma di cui non ho il minimo ricordo di che sensazione si possa provare nell'utilizzarla.. Eppure sono sicura di esserci stata, nei ricordi che mi sono stati messi nella testa. Quel sogno alla fin fine era il frammento della memoria che è stata costruita appositamente per me, ma poi.. Proprio nel bel mezzo di tutto ciò, le fiamme hanno iniziato a dilaniare tutto quello che mi circondava per lasciare semplicemente un mare di cenere nera e, dopo aver chiuso gli occhi con un certo spavento, li riapro per ritrovarmi completamente immersa in uno strano liquido.. Pare essere acqua e pare che ci sia qualcuno all'esterno di questo liquido, racchiuso in una sorta di superficie di vetro.. Qualcuno che mi osserva, qualcuno che scrive, ma non riesco a capire niente di ciò che mi sta succedendo, se non iniziare a sentire una grossa sensazione di freddo.. Quel liquido pare diventare sempre più freddo fino a quando non riapro gli occhi per ritrovarmi all'interno della capsula con cui sono partita.

Il mio corpo trema un poco, ma è semplicemente una prima reazione che viene ben presto sopita dalla mia abilità che, attraverso l'utilizzo di un trucchetto, riesco a creare una "barriera" su tutta la mia epidermide che permette di mantenere una temperatura adeguata del corpo, così da farmi tirare un leggero sospiro di sollievo e sentire il sangue circolare con più tranquillità. Kuro non pare risentire di questo problema, essendo un robot, mentre io cerco il tasto vicino al piede destro per permettere alla mia capsula di aprirsi e così fuoriuscire di lì.. Uscire nuda da quella capsula mi crea un effetto talmente nostalgico.. Mi sembra di aver già provato una sensazione del genere, ma non è questo il momento per rifletterci, mentre la mia espressione neutra osserva tutto quello che sta accadendo. Ghiaccio ovunque.. Qualcosa non sembra essere andato per il verso giusto.
Reyna?
E' la prima parola che dico, cercando di trovare proprio la figura della donna in mezzo a quelle tombe di ghiaccio, mentre fuoriesco per mettere i piedi nell'acqua gelida, sentendo un'altra sensazione di freddo che mi porta ad aumentare ulteriormente la temperatura che mi circonda, così da iniziare a creare del vapore che fuoriesce dove i miei piedi affondano. I miei occhi smeraldini cercano la capsula in cui si dovrebbe trovare proprio Reyna. Ciò che vedo e Ajand che cerca di aprire una delle due tombe di ghiaccio, riconoscendo che l'altra appartiene proprio a Reyna.

Comprendendo ciò che sta accadendo o, ancora meglio, iniziando a temere il peggio, non posso far altro che correre velocemente in direzione della capsula della sorellona per poggiare le mani su di questa nel tentativo di aprirla, ma non solo.. Una volta compreso, a primo tatto, che è il ghiaccio a rendere il tutto più complesso, inizierei ad aumentare ancora di più la temperatura che mi circonda e, presa dal panico che la donna all'interno possa essere morta o quasi, le mie mani e i miei avambracci verrebbero completamente ricoperti di fiamme vive per velocizzare il processo di apertura.
REYNA!
Stavolta mostro un'espressione ben chiara ed è paura e preoccupazione.

x Master

Spoiler

Forza 3 in caso

 

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Sumio Ozawa

Mi ero avviato con confidenza verso la capsula criogenica, sapendo bene che non c'è nulla da temere nel processo. Eppure una volta arrivato lì, la consapevolezza che stavo per addormentarmi per più tempo di quanto abbia mai vissuto in tutta la via vita e viaggiare nello spazio verso un nuovo mondo, una paura irrazionale mi cominciò a tormentare. La paura dell'ignoto.

Mi sveglio da un lungo sonno senza sogni, ancora ricordando la pausa prima del viaggio come fosse ieri. Ma non era ieri... erano duecento anni fa!

Mentre cerco di riprendere conoscenze, noto qualcosa che non va. Freddo? Ghiaccio? Ma che?

Non c'è una spiegazione a tutto questo, se non che la nave ha avuto un incidente. Siamo naufragati?

Al momento non sono nelle condizioni di ragionare razionalmente sugli avvenuti, noto invece che alcune capsule sono bloccate dal ghiaccio e provo ad aiutare. O almeno quello era il piano prima che mi rendessi conto che l'aria è gelida ed io sono nudo.

Non posso aiutare nessuno se muoio di freddo. Corro a cercare le mie cose, sperando che vestirmi possa aiutare con questo freddo.

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Ajand e Sumio corrono subito a vestirsi: i loro abiti non sono perfetti per questo clima incredibilmente rigido, ma è certamente meglio del costume adamitico standard.

Altri, invece, non hanno la stessa preoccupazione: Keiko e Tivra ignorano il pudore e accorrono per aprire la bara-capsula di Reyna. Le loro dita fanno presa con difficoltà, il ghiaccio che incrosta la bara di Reyna è scivoloso. Anche quando riescono ad afferrare il bordo, sollevare il coperchio risulta praticamente impossibile. Tivra si trova a dover infilare il braccio meccanico per far leva, in una posizione molto poco pratica per questo tipo di operazioni. 

Alla fine, il fiato che si condensa e i corpi tremanti, le due donne riescono a liberare la loro amica...più o meno nello stesso momento in cui Ajand riesce ad aprire la capsula di Mosis. L'uomo emerge imprecando e tremando, e lo stesso fanno altri coloni che sono riusciti a liberarsi dal ghiaccio che li imprigionava. 

Reyna 

Spoiler

Dati insufficienti. 
Impossibile collegamento con Visnu. Nessun segnale.
...
...
...
Nessun segnale. 

 

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Reyna

Dopo uno sforzo considerevole, Tivra e Keiko riescono finalmente a liberarmi da quella prigione ghiacciata ed è come una specie di rinascita S-state bene? domando tremolante abbracciando le due ragazze Dobbiamo vestirci... mormoro guardando l'intera stazione invasa dal ghiaccio

Cosa può essere successo? mi chiedo mentre recupero i miei vestiti e le mie cose dal loro alloggiamento

Eshu non risponde dico quasi più per fare mente locale che per discutere con gli altri Le capsule funzionano, ma loro hanno l'energia di riserva, la gravità sembra un po' più forte... finisco di vestirmi e di recuperare le mie cose Senza energia come fa a funzionare la gravità artificiale? Non può, vuol dire che siamo su un pianeta...

Credo che la Visnu sia atterrata su Kepler dico questa volta a beneficio degli altri ma ovviamente qualcosa è andato storto. Ho provato a contattare Eshu e non risponde. Non so quanti sistemi siano ancora in funzione

Athna localizza superstiti, usa le fonti di calore dei corpi

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Ajand Fundar 

<<Mosis, vestiti! Ci manca soltanto di finir flatlineato per un raffreddore!>> gli dico, mentre gli passo la roba è vado a vedere come stiano gli altri, dando una mano a glitch ad entrare nella sua “tomba”. Mi metto anche il casco dell’armatura, per poter ascoltare la musica e per poter vedere un poco meglio in questo buio.

<<Ci sono altre tombe di ghiaccio? Qualcuno ha bisogno di aiuto?>> dirigendomi verso la prima che vedo, facendo cenno a glitch. Mosis prova a controllare quali sistemi siano spenti e non semplicemente mal funzionanti.

Spoiler

Mi avvicino a Xi Pei e provo ad aiutarlo: direi forza 3 ed Assistente 3 per attrezzi-forza bruta del robot. 
Direi che Mosis usa computer 1 ed Assistenti 3? Sennò intelligenza 2.

 

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Neil Katsuhido

L'imbarco ormai è finito e gli occhi lentamente calano in quella capsula la quale mi accompagnerà nel sonno piu lungo di tutta la mia vita. ..chissa cosa ci attenderà al nostro risveglio..?!... penso con sguardo rivolto al futuro prima che i sensi mi abbandonino definitivamente.

Un pungente freddo mi fa ridestare da quel surreale sonno. Il mio corpo ancora non completamente cosciente cerca di recuperare le sue funzioni, mentre mi sforzo di riaprire gli occhi. ..cosa..è tutto questo g..elo.. E' il primo pensiero che mi assale prima di sentire la voce di Keiko ..questa..è...Keiko..cosa sta succe..dendo... Lentamente le mie palpebre riescono ad aprirsi completamente, mentre il mio corpo sta iniziando ad obbedirmi. 

Con qualche sforzo riesco ad uscire dalla capsula ormai congelata ..state..bene?! domando con ancora qualche difficoltà guardandomi intorno. cos'è..questo..gelo..?! continuo a mezza voce ancora confuso recuperando il mio equipaggiamento e rivestendomi. Ormai riprese le complete funzioni il mio sguardo inizia ad analizzare l'ambiente che lo circonda si è successo sicuramente qualcosa... rispondo all'affermazione di Reyna ...ad ora non sappiamo neanche dove siamo..se ci sono stati problemi potremo essere in qualsiasi altro pianeta... il mio sguardo si fa ancora piu concentrato mentre do un paio di colpetti al mio bracciale olografico per vedere se è ancora in funzione. Dovremmo provare a riavviare la connessione di Eshu..forse cosi possiamo capire dove siamo e cosa è successo... 

Edited by AndRe89

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Sumio Ozawa

Copertomi abbastanza, mi faccio forza e raggiungo gli altri, controllando che nessuno sia in condizioni gravi e, in caso lo siano, mi avvicino per aiutarli.

Intanto grido. Abbiamo un tecnico tra noi? Qualcuno vada al centro controlli e veda se possiamo attivare i riscaldamenti!

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Ci sono numerose capsule, in questa metà anello del Secondo Livello, che sono completamente intrappolate dal ghiaccio. Xi Pei viene liberato, così come Mosis e Glitch.
Altre riuscite ad aprirle, ma sono rimaste danneggiate chissà quando e l'interno è occupato da cadaveri congelati, spesso deformati dalla rapida espansione dei liquidi interni. 

Vi rivestite tutti come potete, facendo un rapido inventario dei vostri averi: con voi non avete cibo e, tolto il braccio meccanico di Ajand, non avete nemmeno molte fonti di calore. Beh, a parte Keiko, se ciò che dice è vero. 

Mentre state facendo la conta di ciò che avete, e di chi altri potete recuperare (oltre a voi avete trovato altri tre sopravvissuti, ma le capsule in questo mezzo anello sono 2500), Tivra alle vostre spalle scatena un gran fracasso e vi voltate proprio mentre la donna finisce di staccare un pannello dalla parete, facendone piovere pezzetti di ghiaccio "Qui c'è un accesso remoto, stando a quanto scritto. Qualcuno si intente di informatica?" chiede con un sogghigno rivolto al suo "capo".

Mosis comincia a lavorare all'interfaccia, ma dopo un po' si rialza e scuote il capo "Tutto fritto. Non so dire se per il freddo che ha rovinato gli impianti, o per qualcosa di precedente. Posso accedere solo alla sezione analogica, ma non posso ricavarne dei dati. La possiamo usare per provare a manomettere le porte, o riattivare l'impianto ambientale e alzare questa c@zzo di temperatura, ma ho bisogno di una mano. Qualcuno di esperto"

NOTA

Spoiler
  • Prossimo check-point: 23:59 del 22 maggio. 

 

Edited by Pippomaster92

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Sumio Ozawa

Controllo uno ad uno le persone che liberiamo, valutando velocemente le condizioni di quelli congelati per vedere se le condizioni degli organi interni sono recuperabili, poi inizio a segnare sul mio tablet i risultati dei miei test. Morto, organi conservati, riusabili per un trapianto...

Per tutti quelli che sono vivi ma sembrano scossi, controllo che lo stato mentale sia stabile testando i riflessi degli occhi e facendo veloci domande.

Purtroppo non posso aiutare Mosis on i controlli, ma sono d'accordo con il piano d'azione.

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Reyna

Prendi in giro? domando a Tivra avvicinandomi al pannello per dare una mano a Mosis Dobbiamo dirigerci al centro di controllo. E magari fare un salto ai magazzini per recuperare qualche cosa per scaldarci dico tremando leggermente

 

Spoiler

Direi idee 2 e informatica 3
Oppure scienza 2 e informatica 3

 

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Keiko Yamashita

Non appena riesco ad aprire la capsula di Reyna, insieme all'aiuto della sua assistente, non posso far altro che cercare di ricambiare in fretta l'abbraccio con la donna. Faccio calare i miei poteri, tornando a sentire il ghiaccio del luogo e, allo stesso tempo, beandomi del contatto umano con l'unica persona, oltre a Friedrich, a cui tengo. Rimango avvinghiata a lei per qualche secondo, permettendo al costrutto mentale di stabilizzarsi per via dello shock che stava prendendo la mia mente al pensiero che la donna fosse morta e che mi ritrovassi completamente da sola in compagnia di estranei. Le mani stringono con forza le schiena della sorellona, mentre il corpo riprende a tremare per il freddo, nascondendo il volto sul suo petto per il tempo necessario a calmarmi.
Comprendo anche le problematiche del freddo e, quindi, faccio terminare quell'abbraccio di riunione, lasciando che possa vestirsi e permettendo anche a me stessa di darmi il tempo di prendere abiti adatti alla temperatura attuale. Riattivo i miei poteri, giusto per tornare a scaldare il corpo, completamente nudo, nell'attesa di prelevare l'abbigliamento adatto a tutto ciò. Una volta che mi sono vestita, torno in direzione di Reyna e, la mia intenzione, è quella di creare una fiamma che si frapponga tra me e lei, così che possa scaldare entrambe nell'attesa di pensare ad un piano. Non invito gli altri ad unirsi, ma ovviamente non avrei nulla da ridire se lo facessero.

Non mi intendo di informatica, quindi non mi faccio avanti per quanto riguarda ciò che dice Tivra, semplicemente proseguo nell'unica soluzione temporanea che mi viene in mente, sperando che quel focolare possa scaldare un poco.. Nonostante il mio corpo non possa reggere in eterno quello sforzo. Do uno sguardo ai vari sopravvissuti, notando semplicemente Ajand e Neil tra quelli che mi ricordo meglio, specialmente il secondo con cui ho condiviso anche qualche parola.
Dove siamo?
Chiedo infine in direzione di Reyna, con uno sguardo vagamente preoccupato, iniziando a temere che qualcosa non sia proprio andato per il verso giusto e che quindi, quelli che dovevano essere semplicemente un paio di mesi, potrebbero diventare molti di più.. Sempre se si è in grado di sopravvivere.

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Ajand Fundar

<<Nella m**da, ecco dove siamo.>> dico avvicinandomi alle tombe di ghiaccio e dopo aver fatto una preghiera ai lineati, guardo se hanno dei vestiti da parte, accompagnato dai due gemelli ( che dopo essersi vestiti si sono già messi le maschere).

<<Mentre siamo qui a non far niente ed aspettando che i cervelloni facciano le loro magie, prendiamo tutto per coprirci ed ogni cosa possa essere utile.>> dico, iniziando a cercare in primis vestiti e cose utili.

Mosis si avvicinò a Reyna, così come fece Glitch, nel suo robot-sarcofago.

<<La ragazza si chiama Keiko, se non sbaglio, vero?>> Domanda Mosis a Reyna, dopo essersi avvicinato. <<Non so quanta aria abbiamo, visto che tutti i sistemi sono staccati. Una fiamma viva consumerà l’ossigeno prima. È il caso di muoverci...>>
<<Glitch, sai dove sono i pannelli di manutenzione delle porte? Quelli per meccanici: così possiamo aprirli, almeno per far passare un po’ d’aria.>>

Master

Spoiler

Direi assistenti 3 e non so cosa...computer? Riparazioni? 
Mosis da una mano a Reyna, anche glitch, ma dopo avermi detto per le porte. 
Io cerco roba utile, vestiti e materiale per coloro che sono vestiti più leggeri con i due gemelli.


Tag vari

Spoiler

 

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Xi Pei Lan

Finalmente, terminatii convenevoli, ci imbarchiamo con tutta la sezione III, pronti al lungo sonno.

Una tomba per duecento anni, quasi una tomba di ghiaccio.

Ghiaccio...

L'ultimo pensiero prima di addormentarmi è anche il primo al risveglio.

Ghiaccio!

Penso nervoso quando vedo la capsula bloccata nonostante il pulsante di emergenza.

E il freddo, certamente.

Mantengo la calma. Se stiamo tutti nella stessa situazione, siamo morti. Se qualcuno è libero, mi libererà.

Ed infatti, così è.

Ringrazio l'altro membro dell'equipaggio che mi ha liberato, e cerco di capire cosa diamine è successo.

I problemi più impellenti sono: accedere alle interfaccie per capire cosa è successo e il freddo.

Per la parte informatica non posso fare nulla, per il freddo...

Spoiler

Cerco in giro qualcosa che possa fare una reazione fortemente esotermica controllata.

"Abbiamo modo di scoprire quanto tempo siamo stati nelle capsule? Se sono passati duecento anni, potremmo essere atterrati sulla parte sbagliata di Kepler, altrimenti..."

Dico a tutti e nessuno.

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Reyna

Ha ragione dico a Keiko risparmiamo aria e mi dispiace il cinismo, ma cercate di recuperare quanto di utile da chi non è stato fortunato come noi O forse sono stati proprio loro i fortunatu

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Neil Katsuhido

Un suono di ghiaccio spezzato richiama la mia attenzione ..un pannello!... penso fiducioso di poter riattivare la connessione di Eshu, prima che le parole di Mosis ci informino che il sistema è "andato" mh non sono abituato a questi elaborati impianti... esordisco osservando dispiaciuto il pannello ..però se riuscite anche solo riattivare l'impianto ambientale sarebbe ottimo... concludo lasciando spazio a chi ha piu capacita di me.

Una docile e calda fiamma richiama pero la mia attenzione. Sorrido osservando Keiko quando utilizza il suo potere per generare quella tenue fonte di calore, in fondo la mia curiosità anche se in piccola parte ed in una ben diversa situazione sembra essersi soddisfatta. sicuramente non siamo nella situazione che ci avevano descritto.. rispondo sorridendo alla domanda di Keiko e sopratutto all'affermazione di Ajand, ..almeno siamo vivi...e visto quello che pare sia successo credo che siamo stati anche fortunati... proseguo passando pero ad un tono piu analitico e freddo, rendendomi conto che saremo semplicemente potuti morire tutti con estrema facilità. con questo, come ha detto Reyna, direi di raggiungere il prima possibile centro di controllo.. concludo infine dirigendomi verso l'equipaggiamento che ancora non avevo preso. Apro quindi una lunga valigetta poggiata dove erano le mie cose. Risulta essere alta quasi quanto me, dentro la quale altro che non c'è che il mio armamento perfettamente suddiviso in appositi scomparti per fortuna sembra tutto integro.. rifletto prima di richiudere e mettermi sulla schiena, quella strana "valigetta".

Riuscite quindi a riattivare l'impianto? domando, guardando chi è intento a lavorare sul pannello, mentre mi stringo le spalle per resistere al freddo pungente.

Spoiler

Se non dovesse ripristinarsi l'impianto provvedo a cercare degli abiti piu pesanti da mettere sotto (sciarpe, magliette, ecc..)

Percezione+3 Ricerca+1 (non so se serve)

 

 

 

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Non ci sono molti abiti pesanti tra gli averi dei passeggeri, e per aprire certi scompartimenti privati scoprire di dover aggirare lucchetti genetici personalizzati (non tutti si fidavano dei compagni di colonizzazione, pare) o peggio di dover rompere uno spesso strato di ghiaccio. Ma con 2500 capsule significa che avete comunque accesso a molta roba. 

Alcuni effetti personali sono del tutto inutili, ma qualcuno ha avuto la buona idea di portare con sé un fucile a microonde. Un'arma sporca da usare contro una persona, ma Xi-Pei e Neil riescono a lavorarci un po' fino a regolarla nel modo giusto. Usandola per irradiare una capsula vuota create un sacco di scintille, un sacco di ghiaccio sciolto, vapore...e un po' di calore. L'arma non durerà in eterno senza una fonte per ricaricarla, ma potreste scaldarvi così per un'oretta...

Intanto Reyna e Mosis lavorano all'impianto cercando di riattivare almeno il sistema ambientale. Ma sembra che Mosis ci abbia visto giusto: è tutto fritto, o meglio gelato. Normalmente le basse temperature non sono un problema per questi sistemi (diavolo, devono funzionare in condizioni di vuoto assoluto all'interno di una nave spaziale), ma sembra che il ghiaccio abbia rovinato qualcosa a livello meccanico. 

Tivra e Glitch invece si mettono a lavorare al pannello che la donna ha sradicato. Dopo qualche tentativo andato a vuoto, Glitch riesce a sbloccare una piccola leva meccanica divorata dal ghiaccio. Si spezza sotto la sua mano, ma Tivra usa la propria presa d'acciaio (o meglio, la propria presa di lega di acciaio e titanio) per afferrare il moncone e piegarlo.

Con un rumore raschiante, molto ghiaccio andato in pezzi, il portellone che conduce all'anello interno si apre. Di venti centimetri. Altri ghiaccio sembra bloccare ulteriori movimenti. 
Uno dei tre sopravvissuti che avete liberato dalle capsule si riveste e risponde alla domanda di Keiko "Siamo in una situazione di merd@, ecco dove siamo. Intrappolati nel ghiaccio, qui ci crepiamo tutti quanti" il panico sembra essersi impadronito di lui. E considerata la stazza e i muscoli in fibra sintetica che sporgono da sotto la pelle, non è una bella cosa avere un tipo così rinchiuso con voi. 

NOTA

Spoiler
  • Prossimo check-point: 23:59 del 25 maggio. 

 

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