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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Pippomaster92

Sezione II - Capitolo 1

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Friedrich Seidel

I restanti sopravvissuti reagiscono al nostro racconto in maniera disparata: da chi lascia cadere le radici scandalizzata a chi chiede dettagli sulla nuova struttura di comando. Fortunatamente, sia Magnus che Aaron (le due personalità carismatiche tra i sopravvissuti, i candidati più probabili per il ruolo) decidono di rimandare la decisione ad un secondo momento. Grazie al cielo... Ci serviva giusto una "guerra civile" tra sopravvissuti per scegliere un capo tra noi sbandati. Ci tengo a specificare che le impronte non sembravano essere troppo vecchie: se volessimo uscire all'esterno, dovremmo mettere in conto la possibilità di incontrare i discendenti dei coloni. Spiego agli uomini che non erano parte del nostro gruppo, senza parlare delle condizioni delle altre sezioni: sarà meglio rivelarle al solo generale in un secondo momento, per evitare di "regalare" altre notizie sconvolgenti ai restanti coloni. Il cibo dei magazzini del nostro piano è completamente ammuffito, dovremmo organizzare una seconda spedizione per comprendere le condizioni di quello che si trova dove ci ha indicato Eshu. E magari dovremmo anche chiedere dettagli sui semi che ci eravamo portati dietro: potrebbero esserci decisamente utili in futuro. 

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Aaron Clarke

Calma, Ashikaga. ammonisco il ragazzo, non troppo severamente C'è la possibilità che i discendenti della Sezione I abbiano dimenticato il loro passato e possano voler cercare un'accordo... Bisognerà innanzitutto capire con chi abbiamo a che fare, prima di fare qualcosa di poco produttivo. spiego al samurai moderno Tuttavia, siate diffidenti da qualunque cosa non conoscete ed evitiamo qualunque rapporto con i nativi, per oggi... dico tornando a concentrarmi sulle priorità del cibo.
Per adesso, in verità, il cibo non ci manca. dico indicando le radici della dottoressa Julson Per quanto qualcuno di voi possa non gradire, le radici sono commestibili e ce ne sono abbastanza per molto tempo... In caso ve lo chiediate, no, mangiare queste radici NON è cannibalismo. spiego a chi è più disgustato dall'idea: in verità non so se questa pratica non si possa davvero definire cannibalismo, ma non siamo nella posizione di essere schizzinosi E' chiaro che probabilmente sarebbe meglio recuperare delle sementi, ma per ora le provviste ci sono e sono a portata di tutti, per fortuna. 
Detto questo comincio a pensare al da farsi Quindi, se ho capito bene, bisogna: areare la Sezione con il buco scavato da Rommo, trovare dell'acqua e filtrarla, trovare i semi e recuperare dei pannelli solari per poi installarli fuori.
Se siamo veloci riusciremo a fare buona parte di queste cose per oggi... Dimentico niente? Se nessuno ha niente da ridire, direi di partire. 
forse sono un pò frettoloso, ma vista la situazione, desidero ottenere quanti più progressi nel minor tempo possibile... Prima riusciremo ad organizzarci, prima riusciremo a capire dove si sono schiantate le altri Sezioni e come stanno i loro superstiti... Se ce ne sono.

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Sarah "Mac" McKinnon

No, direi che i punti principali sono quelli... Concordo forse sarebbe utile costruire qualche altro generatore EMP, cosí da poter andare in giro tranquilli anche se ci dividiamo, ma se stiamo uniti é secondario, no?

Non aggiungo che già cosí é un piano ambizioso per una sola giornata di lavoro. Ad ogni modo sono contenta che ci sia gente che si é assunta il compito di comandare, perché decisamente non fa per me.

Aspetto quindi gli ordini, confidente nel fatto che siamo comunque un gruppo abbastanza pieno di risorse da cavarcela.

 

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Friedrich Seidel

Alzo un ciglio quando il generale prova a spiegare per quale ragione mangiare le radici non sia "cannibalismo". Non sono mai stato un uomo particolarmente religioso o con interessi "spirituali", quindi non mi ero posto il problema: le radici sono piante, non certo una seconda vita della dottoressa o qualche altra idiozia post hipster. Questo non significa, però, che tutti potranno accettarlo senza battere ciglio. In ogni caso, Eshu sembrava convinto che parte del padrone proteico che ci siamo portati dietro si sia salvato. Ci sarà un'alternativa. Dico in seguito al generale, annuendo al suo programma. Il buco che ho scavato per guardare fuori è raggiungibile solamente arrampicandosi sul tronco della pianta nata sopra alla capsula della dottoressa. Potrebbe servire qualcosa per arrampicarsi più facilmente. Ammesso che la signorina Rommo non abbia un passato da alpinista. 

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"Insomma, honcho" dice la donna dai capelli verdi, guardando le radici ai suoi piedi "Io non me la sento. Se è la dottoressa Prum..." diventa verdastra anche in volto all'idea. Poi la tensione accumulata in queste ore si fa sentire e Galyia si sposta da un lato per andare a liberarsi lo stomaco dietro ad una capsula. Chiaramente non a tutti andrà bene mangiare queste radici...

"Alpi..che?" da buona lunatica, non conosce alcuni termini tipici di terricoli e marziani. L'alpinismo non è uno sport molto praticato sul satellite privo di atmosfera. Afferra comunque il principio "Se si tratta di raggiungere il soffitto e allargare lo scavo non dovrei avere problemi. Del resto sarà un lavoro abbastanza semplice, non intendo certo utilizzare cariche esplosive. Mi affiderò alla fisica, invece, e alla nostra amica gravità" fa una smorfia "A tal proposito, qualcuno dovrà andare a cercare medicine per il rinforzo osseo. Alcuni di noi ne hanno bisogno" non è difficile capire a chi si riferisca. A Clarke, che si poggia al bastone per via delle gambe malconce, e anche a se stessa: abituata alla gravità lunare non è troppo a suo agio qui dove la gravità è leggermente superiore a quella terrestre. 

Una volta stabiliti i compiti primari, comunque, vi mettete al lavoro con diligente efficienza. Vi date tre ore di tempo prima di riunirvi e aggiornarvi dei risultati.
Ma al termine di questo periodo sfiancante vi ritrovate nella zona Magazzini&Laboratori del Livello 3 e mettete assieme ciò che avete fatto confrontando i risultati.

Aton e Galyia si sono addentrati negli altri Livelli, armati di generatore EMP, per cercare acqua e razioni. Non è stato un lavoro facile o soddisfacente: molte delle camere sigillate che contenevano le razioni sono state rovinate dal tempo o dalla lenta ma inarrestabile invasione vegetale, e ora contengono fanghiglia organica inutilizzabile se non come concime. Qui e là però i due hanno trovato piccole dispense ancora intatte, e all'interno comodi pacchetti di proteine e vitamine. Dovrete dosare con attenzione il contenuto, manualmente, ora che buona parte dei macchinari appositi è andata distrutta. Ma sotto questo aspetto siete a posto. L'acqua è stata più facile da trovare, ma una rapida analisi di Aton ha individuato microrganismi sconosciuti: dovrete filtrarla e bollirla. Durante l'esplorazione i due sono incappati in numerose creature elettriche, identiche a quelle già incontrate altrove, ma il generatore EMP le ha tenute distanti senza problemi.

Sarah occupa la prima ora per creare un secondo e poi un terzo generatore EMP dal materiale di scarto, e poi comincia a lavorare al generatore di emergenza recuperato da Clarke. Tutti i pezzi sono al posto giusto, ma per trasformare la batteria di un veicolo in un generatore portatile servono alcune modifiche che richiedono attenzione (e cautela). Nella terza ora la meccanica si fa accompagnare da Clarke e Akai in cerca dei pannelli solari da approntare fuori dalla Sezione. Purtroppo la situazione non è rosea: il viaggio è difficoltoso e richiede più tempo del previsto, tanto che ad un certo punto il terzetto deve usare il comunicatore di fortuna per avvisare del proprio ritardo. E i pannelli solari sono in condizioni orribili: alcuni sono stati rotti dall'impatto ma la maggior parte è ossidata. Il tempo non è stato gentile.

Friedrich e Shen, dopo aver ricevuto una macchina EMP da Sarah, accompagnano invece Pascal Rommo fino all'apertura. La donna osserva la pianta-Prum con uno sguardo quasi triste, poi comincia ad arrampicarsi usando le braccia e le gambe lunghe con una certa perizia. Tenendosi aggrappata solo con le gambe e a testa in giù comincia ad osservare il buco già aperto da Friedrich, poi gli lancia una frecciatina "A volte le dimensioni contano, amico. Bisogna lavorare un po' la ragazza, qui" 
Senza usare appunto esplosivi o attrezzi, il lavoro non è certo eccelso. Ma con qualche cauto colpo e usando le dita, Rommo allarga un po' il foro di ventilazione. Vi infila poi il braccio fino alla spalla "Arrivo quasi all'esterno" dice con un certo rammarico, prima di scendere. 

Quando vi radunate di nuovo avete con voi un po' di cibo, dell'acqua che viene bollita, e un generatore relativamente portatile con il quale ricaricate i tre apparecchi EMP e scaldate il preparato proteico "Aria, acqua e cibo a posto. Un passo avanti" dice Galyia. Da buona esperta di sopravvivenza non ci pensa due volte a mortificare i vostri sforzi, però, per mettervi davanti alla cruda realtà "Ma dobbiamo assicurarci una scorta più ampia. Ho cercato di accedere alla stanza delle sementi su questo Livello, ma è sigillata da sporcizia e ruggine. Ma a parte questo, i semi serviranno a poco qui sotto"

NOTE

Spoiler
  • Prossimo check-point: 23:59 del 30 giugno
  • Cibo: 89. Energia: 1. Materiali: 3.

 

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Harumori "Akai" Ashikaga

Approfitto del tempo passato con Clarke-sama alla ricerca dei panelli solari per scusarmi: dò per scontato che il pentimento non sia un'opzione, ma la saggezza di un uomo più anziano di me insinua il dubbio tra le mie convinzioni: "Se i coloni ci onoreranno, non sarà fatto loro alcun male, dunque?" chiedo conferma. Non si sa mai. "E se invece dovessimo incontrarne di ostili, mi date il permesso di togliere le loro vite?"

Quando torniamo, la situazione sembra iniziare a migliorare. Gli artigiani e gli sciamani hanno raccolto strumenti e cibo. Ne approfitto per mettermi da qualche parte e riposare un po'; non sento il dolore, ma la bruciatura mi pizzica e i miei muscoli sembrano ancora un po' intorpiditi.

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Aaron Clarke

Con Akai e Sarah

Esattamente, Ashikaga. rispondo alla prima domanda dello spadaccino, il quale scorta la McKinnon insieme a me Il punto è che non sappiamo se la loro società sia primitiva o se sia avanzata quanto la nostra... Inoltre bisogna capire se si ricordano e condividono l'obbiettivo genocida di Howley. Se non sono ostili, non abbiamo motivo di attaccarli: non possiamo punirli per il male dei loro predecessori, non ne hanno colpa. spiego al ragazzo Tuttavia, bisogna essere diffidenti, in caso si rivelassero ostili e sparassero a vista, dovremo fuggire o difenderci. E anche se si rivelassero innocui, è sempre bene tenerli a distanza ed essere schivi quanto più possibile, finché non saremo pronti a stabilire un contatto.
Quindi, in poche parole, ti do il permesso di togliere le loro vite in caso si rivelassero ostili... Ma per ora, la fuga, è l'opzione migliore. 

Poi mi rivolgo alla McKinnon Sarah, pensi di riuscire a fare qualcosa con questi? Non mi sembrano in buone condizioni... Magari se ne possono costruire di nuovi con alcuni loro pezzi?

Sera

Seduto nuovamente sulla mia relativamente confortevole sedia a rotelle ascolto le parole di Galya Hai ragione, appena riusciremo a prendere le sementi e a sistemare i pannelli solari, ci spingeremo all'esterno per piantare i semi e installare i pannelli... E magari potremo permetterci di liberare i primi coloni... Siamo comunque pochi e deboli, bisogna cominciare ad aumentare il nostro numero. Partendo magari dai più efficienti.

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Friedrich Seidel

Perfetto, del vomito. Proprio quello che ci mancava. Annuisco alla demolitrice: sa il fatto suo, di certo più del sottoscritto. Sì, dovremo cercare dei farmaci. Le attrezzature mediche sono in pessimo stato, a quanto abbiamo visto, ma forse le medicine sono sopravvissute. Rispondo alla donna, mettendomi quindi ad aspettare che Sarah crei un altro generatore di EMP. 

Con Shen e Pascal

Accompagno Shen e Pascal verso la stanza della dottoressa, indicandole quindi il piccolo buco che ho aperto. Sorrido sardonico sentendo la battuta della ragazza, facendo segno di togliermi un virtuale cappello in segno di riconoscimento.

Alla ragazza servono solo pochi minuti per allargare il foro e renderlo adatto per fare circolare l'aria nei corridoi. Ne approfitto per iniziare a parlare con il ragazzo: preferisco convivere in una tomba d'acciaio con delle persone con degli uomini che conosco, anche solo vagamente. Shen, giusto? Friedrich Seidel. Almeno eviteremo di doverci chiamare a gesti per i prossimi giorni. Dico al ragazzo prima di porgergli la mano, osservando intanto Pascal mentre scende dalla pianta. Lavoro finito, quindi? Ora però dovrai spiegarmi dove abbia imparato una lunatica ad arrampicarsi tanto bene. 

Sera

Ci raduniamo nuovamente quando abbiamo portato a termine tutti i compiti, facendo il punto della situazione. Abbiamo molte risorse in più rispetto alla mattina, ma siamo ancora ben lontani dall'autosufficienza. Nei prossimi giorni andrò a controllare l'esterno, per studiare i movimenti nella radura. E domani potrete contare sul mio conto per pulire l'accesso alla stanza delle sementi. Non dovrebbe essere troppo complesso, in fondo

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Magnus Mao-Yu Musk

Fatto un punto della situazione, ci mettiamo nuovamente all'opera. Rischiando di essere più di intralcio che di aiuto ai gruppi di esplorazione, resto nella sezione 3 ad aiutare Sarah con il generatore.

Ho bisogno di comprenderne appieno il funzionamento e le specifiche affinché la mia idea possa essere anche solo lontamanete attuabile. Gli elettrovermoni continuano ad essere un'idea da non scartare almeno fino a che non dovessimo trovare fonti alternative o ripristinarne alcune delle vecchie.

" Pensi che come alcune frequenze li allontanano altre li possano attirare? Una gabbia di Farady potrebbe contenerli e veicolare le loro scariche? "

vado poi a cercare il nostro chimico, Aton " Aton giusto, sono Magnus... non avevamo avuto modo di presentarci come si deve fino ad ora.

Stavo pensando, potremmo raffinare qualcosa per seccare alcune radici e arbusti che bloccano l'accesso alle sezioni? Sicuramente poi potrebbe essere più facile passare oltre! "

Spoiler

Conoscenze + Scienza o idee 3+3

Conoscenze + animali/piante 3+2

 

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Aton Ioan Abramovitz

Con Galyia vado a controllare la situazione delle scorte alimentari, che purtroppo non è nelle condizioni migliori, ma per fortuna accettabile per il momento.
Al nostro rientro aggiorniamo il resto del gruppo su quanto scoperto.
Friedrich si propone per uscire in esplorazione, idea che mi non mi dispiace affatto. Sono piuttosto curioso di vedere com'è questo nuovo pianeta.
Il signor Musk però suggerisce un esperimento che già da prima mi era passato per la mente, studiare e sfruttare le strane bestie incontrate qui sotto.
Direi proprio di sì. Come le abbiamo fatte scappare le possiamo attirare...a studiarle a fondo potremmo controllarle a piacimento credo. rispondo alla sua domanda ancora prima di presentarmi. Sì, Aton...piacere di conoscerla. Il problema è dove e come creare la struttura in cui contenere queste creature. 
capire le potenzialità delle loro capacità sarebbe davvero affascinante e utile, sia per il gruppo che per me...
 

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Shen e Friedrich
Pascal si stringe nelle spalle a testa in giù, prima di scendere nuovamente a livello del terreno "Esperta di demolizioni e sabotaggi. Ho imparato a strisciare e arrampicarmi nella contro-paratia di una nave con la rotazione gravitazionale attivata. Questo è un gioco da ragazzi". Ma sembra aver detto troppo, e per il resto della giornata praticamente non apre bocca. 

Sera

Dopo aver consumato un pasto frugale discutete sul da farsi nei prossimi giorni. I problemi principali restano quelli ambientali: cibo, acqua, animali e piante ostili. Per quanto anche la presenza di eventuali discendenti della Sezione I possa essere un argomento interessante, qualcosa vi spinge a non parlarne più di tanto. L'eventualità di dover cominciare la vostra vita qui su Kepler con una guerra fratricida non esalta nessuno di voi.
Soprattutto, gli altri problemi oltre ad essere più immediati sembrano almeno in parte risolvibili. Aton e Magnus per esempio giungono ad una soluzione abbastanza interessante per le radici: mescolando il liquido di raffreddamento delle capsule criogeniche con dell'acqua per fluidificarlo maggiormente, è possibile ricavare un'erbicida abbastanza efficace sulle piante ma innocuo per voi. Se non vi metterete a mangiare le radici irrorate, chiaro. Anche se forse la soluzione migliore sarebbe quella di rimuovere fisicamente le singole radici che vi intralciano durante i lavori. Magari riadattando un qualche strumento in guisa di motosega. 
Anche gli strani vermoni sono argomento di conversazione. Se Galyia si fa degli scrupoli a mangiare "Prum", non pare farsene per quelle creature "A parte la loro utilità come pile, dovremmo capire se sono commestibili. E non lo dico per dire, ma se dobbiamo vivere qui dobbiamo capire in fretta cosa è assimilabile dai nostri organismi, e cosa non lo è"

L'altro elemento importante è quello dell'energia sul lungo periodo. I pannelli solari sembravano una buona idea, finché non si è scoperto che erano rotti e inservibili. Sarah e l'ingegnere Wyke ne parlano parecchio durante la cena. L'uomo sembra avere le idee chiare in merito "Ok, possiamo provare a creare dei pannelli solari rudimentali. Abbiamo i materiali, anche se i Laboratori sono abbastanza malmessi. Ma se nessuno ci corre dietro in un paio di giorni potremmo davvero costruire qualcosa di funzionale. Signore" si rivolge verso Clarke "In effetti liberare qualche altro colono potrebbe aiutarci a lavorare più in fretta"
A questa affermazione Bao, il tecnico delle comunicazioni, storce il naso "Non so, non abbiamo tanto cibo, io preferirei prima di tutto pensare alla nostra sopravvivenza. Dopo tutto abbiamo scoperto che Eshu può tenere i coloni in vita per un bel po' di tempo anche senza il nostro aiuto" si riferisce a ciò che avete riferito dopo la dura (ma necessaria) decisione di Magnus. 

Quella di oggi è stata una giornata davvero dura, che ha richiesto a tutti un sacco di energie. Decidete di fare dei turni di guardia, e di svegliarvi presto per organizzare la giornata di domani. 

NOTE

Spoiler
  • Prossimo check-point: 23:59 del 2 luglio.
  • Cibo: 78. Energia: 1. Materiali: 3.

 

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Harumori "Akai" Ashikaga

Le parole di Clarke-sama mi ispirano. Gli ordini chiariscono le ambiguità e mi evitano il compito di pensare alle conseguenze, che in guerra significa esitazione, che in battaglia significa morte.

Mi offro altresì volontario per uccidere uno dei vermoni - è diventata una questione personale, ormai - per verificarne la commestibilità durante il giorno successivo, e come guardia notturna. Ho dormito per eoni, e anche se sento un po' di stanchezza, ho voglia di tenere gli occhi aperti per qualche ora ancora.

Magari durante la notte potrei mormorare qualche preghiera ai caduti in battaglia e a coloro che risposano nelle bare di ferro. Un modo quieto di andarsene. Ringrazio gli antenati di avermi protetto durante il viaggio affinché la mia morte sia onorevole.

Edited by Bellerofonte

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Shen Yun-Chow

Flashback, con Friedrich (e Pascal)

Spoiler

"Il mio nome è Shen Yun-Chow, ma vanno bene anche i gesti. L'importante è capirsi", rispondo a Seidel, prima di sentire il suo scambio con la ragazza. 

"Ed allora spero non deciderai di demolire anche noi".

 Sera

"Credo che dovremmo, in ogni caso, azzardarci a spingerci fuori da questa caverna-metallica volante. Siamo certo pochi, ma considerare di poter rischiare un paio di vite per l'eventualità di maggiori spazi, cibo più fresco e vario, acqua non processata, calore naturale e aria non rarefatta mi pare un compromesso accettabile. Poiché la mia presenza qui è di ben scarsa utilità, mi offro di accompagnare chiunque decida di tentare l'esplorazione", dico all'improvviso, dopo un lungo, meditabondo silenzio. 

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Friedrich Seidel

Flashback (Shen, Master)

Spoiler

Come non detto: mi rimangio qualunque insinuazione. Dico alla ragazza alzando le mani in gesto di resa, parlando poi a Shen I gesti rischiano di diventare scomodi. Soprattutto per una persona con poca pazienza come il sottoscritto. Un nome è nettamente più comodo.

Di certo fuori c'è del cibo commestibile o del suolo fertile. Dico in risposta a Galyia quando iniziamo a discutere in seguito alla cena, ascoltando poi il dibattito tra il tecnico delle comunicazioni e l'ingegnere. I vermoni sono molto complessi da sconfiggere, a quanto abbiamo potuto vedere. Sono molto rapidi e riescono a manipolare i campi magnetici con estrema maestria. Forse cacciarli potrebbe richiedere un investimento eccessivo di risorse. In ogni caso, mi unirò anche io alla eventuale squadra di esplorazione dopo aver fatto dei sopralluoghi in sicurezza. Vermoni o meno, abbiamo bisogno di altre scorte per poterci permettere di svegliare altri coloni.

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Aaron Clarke

Non sto certo dicendo che dovremmo liberarli tutti e 100 allo stesso tempo, però domani potremmo provare già a risvegliare un'altro ingegnere o chiunque possa fornirci forza lavoro aggiuntiva per i lavori che verranno svolti qui dentro... C'è molto da fare e siamo troppo pochi per risistemare completamente la sezione. Ovviamente ci espanderemo all'esterno, ma bisogna anche ricordare che questa struttura è relativamente sicura e può proteggerci da animali feroci o peggio... Sarebbe bene renderla quanto più confortevole e sicura possibile. rispondo alle perplessità sul liberare ulteriori coloni con una digressione sull'utilità di questo rottame Comunque d'accordo, cercate di esplorare i dintorni più immediati e, mi raccomando, non fatevi vedere da altri esseri umani... Finché non saremo più forti e autosufficienti sarebbe bene che continuino a darci per morti. 
Non sappiamo se sono ostili e preferirei che voi non lo scopriste nel modo peggiore... E anche se non lo fossero potremmo avere difficoltà a stabilire un rapporto diplomatico, considerando che non sappiamo se la loro lingua sarà simile alla nostra o meno... O peggio, potrebbero pretendere un pagamento in attrezzatura ed armi... Insomma, bisogna essere pronti a tutto quando ci approcceremo a loro per la prima volta e ciò potrebbe richiedere qualche giorno.

Propongo di liberare un'altro ingegnere e cominciare a lavorare ai pannelli solari, in modo da poter dare ulteriore energia alla Sezione... Magari agli impianti medici... Nel frattempo qualcun altro potrebbe liberare le sementi e cercare del terreno fertile per coltivarle. 
Dico per poi osservare Ashikaga, il quale sembra desideroso di cacciare quelle creature... Preferisco accompagnarlo, non si sa mai Personalmente preferisco accompagnare Akai a dare la caccia ai "vermi"... Con questo dovrei avere vita facile. dico mostrando l'avanzato fucile che porto a tracolla Almeno scopriremo se quegli esseri sono commestibili...

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Harumori "Akai" Ashikaga

Mi stavo giusto sedendo quando sento chiamare il mio nome: "AYE!" mi alzo di scatto, impettito e determinato a...fare...qualsiasi cosa ci sia bisogno di fare. Uccidere? Si tratta di uccidere i mostri? Meglio. Accompagnato dall'uomo che più stimo tra i sopravvissuti? Ancora meglio.

"Onorato di farvi da scorta, Clarke-sama. La mia determinazione è affilata più di qualunque spada! Contate su di me!" lascio le decisioni su chi risvegliare e chi tenere in frigorifero (?) a coloro che sanno amministrare quel poco che abbiamo. Fosse per me, deciderei una gerarchia da subito con a capo i guerrieri e sotto gli sciamani e gli artigiani. Se ognuno conosce il suo posto, siamo più efficienti. Dopodichè prenderei i guerrieri e li porterei presso i coloni traditori insieme ad un ultimatum: arrendersi o morire.

Prima o poi si accorgeranno della nostra presenza e ci combatteranno. Prima riusciamo a coglierli di sorpresa, impreparati, di maggiore effetto sarà il nostro colpo. Non possiamo costruire una nuova umanità se dobbiamo guardarci le spalle dai nostri simili; e non possiamo contare nemmeno su coloro che ci stanno vicino, adesso, se coloro che tra noi imbracciano l'arma più potente di tutte - la saggezza - non iniziano a incutere timore e rispetto negli animi. Questa situazione di accordo e pace tra di noi finirà presto, appena alcuni di noi inizieranno a sentire più fame degli altri...

Edited by Bellerofonte

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Magnus Mao-Yu Musk

 

Ascolto i pareri di tutti, in fondo non si sa mai da dove potrebbe provenire uno spunto per un'ottima idea " Su un possibile apporto alimentare, direi di cominciare dai vermoni che abbiamo trovato nella terra... Non escluderei che possano crescere ed evolvere nelle nostre simpatiche batterie viventi. A tal proposito cercherei di fare delle analisi più approfondite come ne becchiamo qualcun'altro. Sia sulla loro commestibilità, sia sulla loro possibile parentela " 

Mi rivolgo quindi al generale " Direi di fare un punto della situazione molto preciso, capire le nostre forze e gli impegni che ci si parano di fronte e valutare attentamente chi e quali coloni risvegliare, considerando l'irreversibilità del processo... Per quello che mi riguarda una volta studiati larve ed elettrovermoni, punterei ad allestire una gabbia per contenerli e cercare di sfruttare le loro capacità! "

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Giorno 2 dal risveglio

Dopo un periodo di riposo non particolarmente comodo o piacevole (pochi decidono di ritornare a dormire nella propria capsula..saranno anche comode, ma ai più paiono ora delle bare e non dei comodi giacigli), comincia un nuovo giorno.
Più o meno, perché dove vi trovate la luce di Kepler non arriva. 

Vi suddividete i compiti in modo efficiente, cercando di sfruttare il tempo e le risorse per migliorare le vostre possibilità di sopravvivenza. 
Sarah e Wyke passano la "mattina" a esaminare vari apparecchi e strumenti: medici, ambientali, energetici. Lo scopo di questo scrupoloso lavoro è quello di creare un catalogo di ciò che può essere utilizzato e ciò che può essere riciclato. Non ci sono buone notizie: quasi ogni strumentazione dovrà essere riparata perché ciò che non ha fatto lo schianto della Sezione lo ha causato il passare del tempo. Anche se inutilizzati molti apparecchi si sono deteriorati, con componenti di plastica e gomma in parte corrosi, batterie rovinate e circuiti invasi dalle radici o dalla terra. Quando vi riunite per pranzare e discutere degli sviluppi raggiunti, Sarah può portare con sé poco di concreto, ma molto potenziale: c'è abbastanza materiale buono per creare nuovi pannelli solari e collegarli ad un accumulatore. Non sarà un lavoro molto bello a vedersi e probabilmente sul lungo periodo sarà terribilmente inefficiente, ma ora come ora è tutto ciò che avete. 

AkaiClarke e Magnus, accompagnati da Galyia, danno la caccia ai vermi. Non è poi così difficile trovarli e studiarli da distante perché il raggio di azione delle creature è limitato. Sono sostanzialmente cieche oltre una decina di metri, e i loro sensi elettromagnetici sono affidabili solo entro una mezza dozzina di metri. Magnus riesce a mettere in trappola una delle larve sfuggenti che si nascondono nel terriccio: la creatura si scompone in cinque creature simili ma più piccole, con uno strano metodo che affascina lo studioso. Non si tratta di cinque creature che sono aggrappate le une alle altre, ma di una specie di esoscheletro che contiene tali esseri. Dopo averli intrappolati in una scatola di vetro-plastica Magnus ha modo di soffocarli (scoprendo che respirano ossigeno come voi) e sezionarli sommariamente. Hanno uno organismo semplice e al contempo peculiare, pieno di collegamenti interrotti...sono creature che fanno parte di un'unica creatura-colonia, come alcune complesse meduse che un tempo vivevano sulla Terra. Questi specifici vermetti sono privi di specializzazione, e semplicemente in cinque si suddividono la produzione di energia per il corpo e forse condividono la protezione di un unico esoscheletro. Il fatto però che al minimo pericolo si dividano per fuggire e nascondersi indica che probabilmente lo stato di creatura-colonia è solo vestigiale. 
Una rapida analisi indica infatti che le singole mini-larvette sono uno stadio ninfale dei vermi elettromagnetici. 
A proposito di questi ultimi, riuscite a trovare un metodo efficiente per cacciarli grazie all'esperienza tattica di Clarke: mentre Akai le distrae con le proprie spade, improvvisando kata e movimenti guizzanti, Galyia scaglia loro una manciata di terra e sassolini e Clarke approfitta delle due distrazioni per sparare. Avete imparato che sparare da distante non serve a nulla, perché quando i vermoni sono all'erta riescono a deviare proiettili solidi e parzialmente anche quelli energetici. Sono molto veloci a spostarsi dalla traiettoria, un gesto istintivo legato alla grande sensibilità delle antenne. Ma gettando loro addosso un mucchio di piccoli oggetti si finisce per distrarli abbastanza da impedir loro di veder arrivare il colpo.
Dopo averne ammazzato uno lo esaminate con gran cura, e giungete alla conclusione che sia possibile mangiarlo senza morire. 

ShenFriedrich e Pascal si recano invece al deposito delle sementi. Si tratta di una specie di camera stagna tubolare, con una grande porta molto resistente e sigillata ermeticamente. Eshu-II vi spiega che tali misure servono ad evitare la contaminazione dei semi ad opera di agenti esterni, e la contaminazione di eventuali ambienti esterni ad opera dei semi. Aggiunge che ha il controllo del portellone, ma questo non si apre "Ipotesi: blocco meccanico ad opera di una qualche occlusione. Ipotesi: intromissione di corpi estranei nei meccanismi di apertura. Soluzione: togliere i corpi estranei"
Così i tre si occupano di staccare i pannelli del muro esterno alla stanza, un lavoro ingrato e faticoso, per scoprire infatti che radici, muffe e terriccio hanno incrostato i cardini del portellone. L'intera mattinata se ne va così, ma almeno venite premiati dal successo. Una volta aperto il portellone vi trovate in una stanza molto grande con ogni superficie occupata da micro-cassetti sigillati ma trasparenti. Su ogni coperchio c'è inciso il nome della pianta contenuta, un codice che forse la cataloga e il quantitativo di semi. Ci saranno...un milione? Forse tre milioni di specie diverse? In ogni caso sembra che nulla abbia rovinato la conservazione di questo piccolo tesoro. Anche senza l'energia i semi sono tenuti al sicuro dalla temperatura bassissima della stanza e dalla totale mancanza di umidità. Ora che avete aperto il portellone la situazione potrebbe cambiare, ma vi pare che i piccoli cassetti che proteggono ciascun tipo di seme siano ancora integri. 

NOTE

Spoiler
  • Prossimo check-point: 23:59 del 5 luglio. 

 

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Sarah "Mac" McKinnon

@All

Spoiler

Scusate, problemi di (super)lavoro, cerco di mettermi in pari al piú presto...

Il fatto che tutte le tecnologie trovate siano danneggiate non é né stupefacente né tantomeno imprevisto, visto lo schianto ed il tempo passato.

Una volta avuta l'autorizzazione, comunque, dico agli altri membri del gruppo di "risvegliati" Non sarà bello e neppure efficiente al 100%, ma possiamo assemblare qualche pannello solare che ci garantirà un minimo di autonomia energetica. 

Quindi, mentre mi metto a smanettare coi pezzi smontati davanti a mé e ripuliti in maniera quasi maniacale, aggiungo Se vorrete uscire in pattuglia, forse sarebbe meglio verificare se ci sono armi funzionanti...e magari qualche uniforme mimetica. Non sappiamo che cosa potrebbe esserci nella foresta. Non sarebbe meglio cercare di riparare un piccolo drone e lanciare quello?

Ovviamente non é una imposizione, se gli uomini vogliono fare i macho che lo facciano. Ma un minuscolo drone da spionaggio per me sarebbe piú logico, tanto che richiamo una interfaccia di Eshu per verificare se ce ne sono - funzionanti o meno - ovvero dove posso reperire apparati antigravitazionali e telecamere per assemblarne uno.

@Master

Spoiler

Do priorità ad assemblare il pannello, possibilmente con parecchi metri di cavo

 

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Friedrich Seidel

Con Shen

Spoiler

Lavoro nuovamente con Shen e Pascal, anche se oggi il compito sarà più duro: la porta ermetica è stata sigillata da un corpo estraneo, che si rivelano essere radici e muffa. Il lavoro manuale non mi fa paura, soprattutto se posso contare sui muscoli rinforzati dalle nanomacchine, ma un'intera mattinata passata a rimuovere detriti si fa sentire. Per lo meno non sembra essere inutile: i semi sembrano essere in buono stato. Siamo una bella squadra, nulla da dire. Ora direi di andare nella sala di comando, per dare un'occhiata fuori. Dico soddisfatto, guardando poi Pascal con un ghigno sarcastico stampato sul volto Nessuna battuta arguta oggi? 

 

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