Jump to content

Benvenuto in Dragons´ Lair

La più grande e attiva community italiana sui Giochi di Ruolo.
Accedi o registrati per avere accesso a tutte le funzionalità del sito.
Sarai così in grado di discutere con gli altri utenti della community.

16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
Read more...

Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

Read more...

I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
Read more...
By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.
Read more...
By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.  
Read more...
SilentWolf

Sottoclassi Rivisitate: Phantom, Genie e Order of the Scribes

Recommended Posts

La WotC ha rilasciato il primo Arcani Rivelati di Maggio 2020, dedicato alle versione rivisitate di 3 Sottoclassi che ci erano già state mostrate. Allo stesso tempo i designer ci chiedono di rispondere al sondaggio dell'Arcani Rivelati rilasciato il 14 Aprile.

Articolo di Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Taymoor Rehman - 12 Maggio 2020

Nota del Traduttore: le traduzioni italiane dei nomi delle Sottoclassi presentate in questo articolo non sono ufficiali.


Tre Sottoclassi riappaiono negli Arcani Rivelati di oggi, ognuna con una nuova forma. Dopo aver studiato il vostro feedback sulle Sottoclassi Redivivo (Revived), Genio Nobile (Noble Genie) e Archivista (Archivist), abbiamo creato delle nuove versioni da farvi considerare: lo Spettro (Phantom), il Genio (Genie) e l'Ordine degli Scribi (Order of Scribes). Potete trovarli nel PDF rilasciato più in basso.

E' disponibile anche un Sondaggio riguardante il precedente Arcani Rivelati, il quale presentava diverse opzioni psioniche. Per favore, seguite il link del Sondaggio per farci sapere cosa ne pensate.

Questo è Materiale da Playtest

Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.

arcani rivelati: sottoclassi rivisitate - phantom, genie e order of the scribes

sondaggio: opzioni psioniche rivisitate



Visualizza articolo completo

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non le vedo particolarmente focalizzate queste sottoclassi. Il Phantom è sicuramente quella più forte, sia come meccaniche che come tema. È un ladro che spinge molto sulla versatilità della classe out of combat e dà finalmente al ladro una sottoclasse forte contro gruppi di nemici. Il Warlock è sicuramente un miglioramento rispetto alla versione precedente, ma credo ci siano modo migliori di implementare il tema "elementale" di semplici danni extra. Il privilegio di 6 e 14 sono ok, ma la lampada non mi entusiasma per niente. Il mago è la sottoclasse che mi piace di meno, semplicemente non ha la sua identità. Hanno provato a renderlo versatile, ma il mago è già estremamente versatile di suo, quello che una sottoclasse dovrebbe fare è specializzarlo in qualcosa.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
3 ore fa, Theraimbownerd ha scritto:

Il mago è la sottoclasse che mi piace di meno, semplicemente non ha la sua identità. Hanno provato a renderlo versatile, ma il mago è già estremamente versatile di suo, quello che una sottoclasse dovrebbe fare è specializzarlo in qualcosa.

Ti giuro che ho pensato la stessa identica cosa, grazie per la tua opinione. Ma poi non capisco perchè ciclicamente si ostinano a fare uscire un'opzione per il mago che gli consente di cambiare tipo di danno, e per giunta a volontà.

Se questa ultima opzione fosse concessa un numero determinato di volte ad uno stregone blaster, che magari si è focalizzato unicamente su un tipo di danno, direi semplicemente: "Finalmente amici, esclusi i casi di resistenze ai danni che vengono annullate grazie al feat Elemental Adept, non sono inutile!" E questo sarebbe ancora più vero in quei tavoli dove non si utilzzano i talenti, che mitigano notevolmente la cosa (è inoppugnabile che ignorare la restitenza al fuoco o al gelo, danni molto resisti, sia tanta roba).

Ma il mago... beh, è tutta un'altra bestia, è già versatile di suo, anzi dare un'opzione del genere cannibalizza persino altre opzioni esistenti (perchè devo scegliere di imparare un nuovo incantesimo con un tipo di danno diverso oppure preparare contemporaneamente 2 incatesimi con tipi di danno diversi ? Tanto lancio Palla di Fuoco con danni di forza e non occorre nient'altro). Magari questo potrebbe far pensare "Beh, il mago preparerà altri incantesimi che non avrebbe mai preparato perchè ora ha più spazio per memorizzare altri incantesimi!", vero e sacrosanto, ma con gli altri incatatori e la loro percezione come la mettiamo? Inoltre D&D è un gioco principalmente incentrato sul combattimento, se scelgo una sola spell efficace il 100% delle volte [e sai che noia dopo qualche sessione] selezionando molti incantesimi anche situazionali e off-combat potrei invadere l'area di altri (tipo quello che potrebbe succedere tra il Ladro e il Mago se quest'ultimo prepara l'incatesimo Knock). Senza considerare che un qualsiasi giocatore potrebbe preparare molti incantesimi che hanno già altri giocatori e rubare loro la scena (cosa che di mio evito sempre di fare, però qui non sto parlando di me o di voi).

Già di base il mago ha accesso a molti più incantesimi dello stregone, e anche qualora "sbagliasse" la preparazione degli incantesimi di danno (cosa assolutamente improbabile visto che i cantrip stessi hanno milioni di tipi di danno differenti, anche piuttosto rari) potrebbe fare ancora tantissime altre cose (non dimentichiamo gli incatesimi di incantesimi di utility, duff e debuff oppure i rituali). 

Sono contro il "dare versatilità alle classi"? No, assolutamente. Sono contro il "dare versatilità a una classe, che tra l'altro ne è l'emblema, trascurando tutte le altre"? Sì, decisamente.

Senza considerare che "Master Scrivener" è un privilegio rotto: ti dà uno spell slot in più di livello 1 o 2 (che se lanciato conta come livello superiore) e rende il mago in downtime una bestia da crafting di pergamene. 

PS: qui confesso che l'ultimissima cosa che non mi piace è un problema principalmente mio, uso molto il dowtime, per altri potrebbe non essere così impattante o consederarmi pazzo per questa critica... legit... Ma del resto sono solo le mie personalissime opinioni.

Edited by Demetrius
  • Like 3

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ma infatti, 

1 minuto fa, Demetrius ha scritto:

Ti giuro che ho pensato la stessa identica cosa, grazie per la tua opinione. Ma poi non capisco perchè ciclicamente si ostinano a fare uscire un'opzione per il mago che gli consente di cambiare tipo di danno, e per giunta a volontà.

Se questa ultima opzione fosse concessa un numero determinato di volte ad uno stregone blaster, che magari si è focalizzato unicamente su un tipo di danno, direi semplicemente: "Finalmente amici, esclusi i casi di resistenze ai danni che vengono annullate grazie al feat Elemental Adept, non sono inutile!" E questo sarebbe ancora più vero in quei tavoli dove non si utilzzano i talenti, che mitigano notevolmente la cosa (è inoppugnabile che ignorare la restitenza al fuoco o al gelo, danni molto resisti, sia tanta roba).

Ma il mago... beh, è tutta un'altra bestia, è già versatile di suo, anzi dare un'opzione del genere cannibalizza persino altre opzioni esistenti (perchè devo scegliere di imparare un nuovo incantesimo con un tipo di danno diverso oppure preparare contemporaneamente 2 incatesimi con tipi di danno diversi ? Tanto lancio Palla di Fuoco con danni di forza e non occorre nient'altro). Magari questo potrebbe far pensare "Beh, il mago preparerà altri incantesimi che non avrebbe mai preparato perchè ha più spazio per memorizzare altri incetesimi!", vero e sacrosanto, ma con gli altri incatatori e la loro percezione come la mettiamo? Inoltre D&D è un gioco principalmente incentrato sul combattimento, se scelgo una sola spell efficace il 100% delle volte [e sai che noia dopo qualche sessione] selezionando molti incantesimi anche situazionali e off-combat potrei invadere l'area di altri (tipo quello che potrebbe succedere tra il Ladro e il Mago se quest'ultimo prepara l'incatesimo Knock).

Già di base il mago ha accesso a molti più incantesimi dello stregone, e anche qualora "sbagliasse" la preparazione degli incantesimi di danno (cosa assolutamente improbabile visto che i cantrip stessi hanno milioni di tipi di danno differenti, anche piuttosto rari) potrebbe fare ancora tantissime altre cose (non dimentichiamo gli incatesimi di incantesimi di utility, duff e debuff oppure i rituali). 

Sono contro il "dare versatilità alle classi"? No, assolutamente. Sono contro il "dare versatilità a una classe, che tra l'altro ne è l'emblema, trascurando tutte le altre"? Sì, decisamente.

Senza considerare che "Master Scrivener" è un privilegio rotto: ti dà uno spell slot in più di livello 1 o 2 (che se lanciato conta come livello superiore) e rende il mago in downtime una bestia da crafting di pergamene. 

PS: confesso che l'ultimissima cosa che non mi piace è un problema principalmente mio, uso molto il dowtime, per altri potrebbe non essere così impattante o consederarmi pazzo per questa critica... legit... Ma del resto sono solo le mie personalissime opinioni.

Ma infatti, ti prepari dardo incantato, che ogni mago degno di questo nome già si prepara e tanti saluti alle resistenze. L' idea di un archivista è ancora salvabile secondo me, ma come mago specializzato in testi e pergamene. L' idea di un mago che PERDE, almeno parzialmente,  la versatilità tipica degli incantatori 5e per fissare i suoi incantesimi su pergamene e libri vari in cambio di maggior potere o altri vantaggi  sarebbe molto interessante e il trade-off lo distinguerebbe abbastanza sia dagli altri incantatori che dalle altre sottoclassi.  

Share this post


Link to post
Share on other sites

Pensieri sparsi

Phantom: ci siamo molto di più del Revived, adesso sia come lore che come poteri sembra qualcosa specifica per un ladro, prima era qualcosa di troppo generico che poteva benissimo essere applicata a qualsiasi classe.

Genie: per me è sgravo, Genie’s Wrath combinata con Deflagrazione Agonizzante fa fare un sacco di danno alla Deflagrazione Occulta, sommando sia bonus caratteristica che bonus di competenza e Sanctuary Vessel equivale a poter avere il quicksave in un videogame, avendo un riposo breve di 10 minuti e un oggetto piccolo da poter nascondere da qualche parte, praticamente l'avere nel party questa sottoclasse  in una campagna Dungeon Crawl diventerebbe una scelta obbligatoria quanto il chierico.

Order of Scribes: ne sono innamorato, mi sembra perfetto sia come tematica per un mago che come bilanciamento.

 

Parlando di Maghi mi fa piacere notare che sia l'Onomancy che lo Psionics sono state abbandonate, uno era troppo troppo sgravo e non c'entrava nulla con l'Onomanzia e l'altro creava solo confusione tra magia e poteri psionici.

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 ora fa, Demetrius ha scritto:

Ma il mago... beh, è tutta un'altra bestia, è già versatile di suo, anzi dare un'opzione del genere cannibalizza persino altre opzioni esistenti (perchè devo scegliere di imparare un nuovo incantesimo con un tipo di danno diverso oppure preparare contemporaneamente 2 incatesimi con tipi di danno diversi ? Tanto lancio Palla di Fuoco con danni di forza e non occorre nient'altro). Magari questo potrebbe far pensare "Beh, il mago preparerà altri incantesimi che non avrebbe mai preparato perchè ha più spazio per memorizzare altri incetesimi!"

Si capisco il tuo punto di vista, forse così è troppo sgravo, in più visto che dice che il libro cambia la formula avrebbe più senso far studiare al mago l'incantesimo modificato invece di farglielo modificare quando lo lancia.

  • Thanks 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Phantom: mi piace, anche la meccanica del trincket è molto carina

Genie: molto interessante l'idea, sicuramente abusabile poter fare i riposi brevi in 10 minuti.

Order of scribes: ciao, sono un mago che tira blast di forza e me ne frego delle resistenze e delle immunità. Non capisco perchè un'opzione così rotta sia stata messa in un concept del genere. Per non parlare degli slot extra regalati (come se ne avesse bisogno). Decisamente troppo forte, e onestamente mi è parsa pure un po' confusa a livello di idee.

In generale mi piace l'approccio di basare le capacità sulla proficiency, ma devono calibrare un attimo meglio il resto 😄

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
35 minuti fa, tamriel ha scritto:

Genie: molto interessante l'idea, sicuramente abusabile poter fare i riposi brevi in 10 minuti.

Non è solo quello, basta nascondere l'anello o la lampada in qualche buco nel muro del dungeon o anche sopra o dentro un albero e praticamente si diventa immuni agli incontri casuali.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Mie consideazioni rapide sulle sottoclassi:

-Phantom: interessante la meccanica del trinket e del ghost walk, wails from the grave è un po sgravo, fare danni extra un po a tutti è tanta roba per un rogue. Al 17 fare 13d6 + danno arma a una creatura e altri 4d6 ad un'altra entro 9 metri boh, 6 volte al giorno boh ok.

-The Genie: sicuramente la mia preferita tra le 3, migliore rispetto alla versione precedente. Un po sbroccato. Limited wish mi piace molto, da alla classe ancor piu versatilità.

-Scribe Order: inizialmente estasiato, ora la ritengo un po anonima e troppo potente. Le abilità sono molto forti, one with word tuttavia non mi piace per nulla.

Edited by SamPey

Share this post


Link to post
Share on other sites

Scusate ho scaricato ora il file piu tardi lo traduco ma lo scriba come fa a essere rotto ? Cioe cambiare il danno solamente non mi sembra tutto sto problema.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
4 ore fa, Tensazanghetsu ha scritto:

Scusate ho scaricato ora il file piu tardi lo traduco ma lo scriba come fa a essere rotto ? Cioe cambiare il danno solamente non mi sembra tutto sto problema.

 

La resistenza/immunità ai danni dei mostri è una delle caratteristiche che diventa sempre più importante e presente nelle statistiche delle creature, man mano che si sale di gs (non ho i dati sottomano, ma dire che a spanne da sopra il gs 7-8 9 mostri su dieci sono resistenti ai danni da arma non magica e hanno almeno una resistenza elementale). Dare la capacità al mago di fare nel 99,99% danni garantiti (ovvero fare danni da forza, perchè mi pare che in tutti i mostri pubblicati finora ce ne siano letteralmente 2 o massimo 3 che hanno resistenza/immunità ai danni da forza) mi sembra una cosa non da poco, visto che la peculiarità del mago non dovrebbe essere tanto il danno, quanto la versatilità data dalla sua lista (lo stregone e il warlock sono classi che fanno del fare danno con gli incantesimi la loro capacità primaria). Una capacità del genere quindi aumenta esponenzialmente le opzioni del mago, e onestamente credo andrebbe ad impattare non poco sulla matematica del gioco, oltre che sulla questione di creazione del personaggio (perchè dovrei fare l'invocatore quando posso fare sempre danni garantiti?).

Edited by tamriel
  • Thanks 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
5 minuti fa, Tensazanghetsu ha scritto:

Scusate ho scaricato ora il file piu tardi lo traduco ma lo scriba come fa a essere rotto ? Cioe cambiare il danno solamente non mi sembra tutto sto problema.

 

Beh, al 2 cambiare il danno non ti sembra nulla ma piu vai avanti con i livelli capirai che cambiare il danno di una spell per superare tesistenze è tanta roba. Supponiamo tu abbia palla di fuoco e tu ti trovi in una sitiazione con molti mostri ammassati con resistenza o addirittura immunità al fuoco. Lanciare un fulmine non sarebbe pa stessa cosa perche ti serve AoE, ma tu sei un scriba quindi stic*zzi e lanci una palla di "fuoco" di fulmine e sei a posto. Questa sottoclasse da ulteriore verdatilità alla classe. (Altro esempio mostro con vulnerabilità ai danni da freddo e piuttosto difensivo? Dardo incantato di ghiaccio, e ci si porta a casa la pelle un'altra volta). In piu hai un rituale gratis al giorno a tempo zero.

Crearsi due spell gratuite al giorno, potenziate è una cosa mooolto potente, in più per uno che usa molto i downtime il poter macinare scroll è forse "problematico".

Al 10 hai un ottimo bonus di utility, una sorta di famiglio potenziato.

One with word, conoscendo la quantità di incantesimi del mago (ed essendo uno scriba chissà quanti te me sei scritti di extra) sei praticamente immortale. In piu con un uso accurato di Wish puoi ripristinare gli incantesimi persi.

Non si specializza in nulla questa classe se non nello scrivere molto veloce. Si basa sugli incantesimi e li potenzia. Il mago e gia versatile, questo qui è il non plus ultra della versatilità magica.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
12 minuti fa, SamPey ha scritto:

Beh, al 2 cambiare il danno non ti sembra nulla ma piu vai avanti con i livelli capirai che cambiare il danno di una spell per superare tesistenze è tanta roba. Supponiamo tu abbia palla di fuoco e tu ti trovi in una sitiazione con molti mostri ammassati con resistenza o addirittura immunità al fuoco. Lanciare un fulmine non sarebbe pa stessa cosa perche ti serve AoE, ma tu sei un scriba quindi stic*zzi e lanci una palla di "fuoco" di fulmine e sei a posto. Questa sottoclasse da ulteriore verdatilità alla classe. (Altro esempio mostro con vulnerabilità ai danni da freddo e piuttosto difensivo? Dardo incantato di ghiaccio, e ci si porta a casa la pelle un'altra volta). In piu hai un rituale gratis al giorno a tempo zero

Peggio ancora, puoi fare danni da forza con ogni incantesimi da danno adatto alla scopo (palla di fuoco fulmine e così via) e te le scordi per sempre resistenze ed immunità.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 ora fa, SamPey ha scritto:

Non si specializza in nulla questa classe se non nello scrivere molto veloce. Si basa sugli incantesimi e li potenzia. Il mago e gia versatile, questo qui è il non plus ultra della versatilità magica.

é una classe che riprende i principi essenziali del mago,quello di avere tanti incantesimi, così come il Campione riprende i principi essenziali del Guerriero, quello di fare danni.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sul mago direi che avete detto tutto voi [semicit], quindi spendo due parole sugli altri due:

Ladro: molto carina la capacità Whispers of the dead, spinge molto sulla versatilità e sul rendere il ladro un vero skill monkey, mi piace! Wails of the grave è molto buona, da una mano con il distribuire il danno (essendo senza multiattack il ladro ha sempre avuto un po' questo problema) ma non è gravissima: al 3 livello parliamo di 4 danni extra ad un bersaglio un paio di volte al giorno, e quando arriva la capacità di 17 (che è tardissimo quindi conta fino a lì) si parla di 18 danni extra a bersagli, di cui uno che è quello che ha preso i 32 danni da furtivo, 6 volte al giorno. Rispetto a un thief che può fare 2 turni ad ogni primo round di combattimento (quindi potenzialmente infliggendo il furtivo 2 volte) non mi sembra poi così male
Il Tokens of the departed invece è una capacità molto bella, mi sarebbe piaciuto fosse entrata in gioco prima (magari legandoci anche le altre capacità, tipo che per utilizzare Wails of the grave devi spaccare un trinket o cose simili). Inoltre, mi piacciono le capacità in cui si possono fare domande, quindi un plus già per quello!
Ghost walk buona, fornisce una possibilità di esplorazione diversa dal solito ed è legata ai Tokens, quindi yay!
L'unica cosa nel complesso che cambierei davvero è il nome, però per il resto ci sta tutta.

Warlock: qui è un po' più dolente. Nel complesso mi piace, però alcune capacità sono davvero sballate. Il Vessel è carino, tematico e funzionale, nel complesso una ottima capacità. I danni extra vanno comunque bene, secondo me, dato che non sono moltissimi, sono soltanto una volta per turno e sono di tipi facilmente resistibili (per dire, i contundenti non sono nemmeno magici): sinceramente, al 17 su una Eldritch Blast che spara 4 sberle da 1d10+5  danni da forza (44 danni totali che nessuno resiste praticamente) aggiungerne 6 di resistibili conta fin lì...
Diverso è il discorso per Elemental Gift: intanto, avere una resistenza costantemente attiva è già una capacità fortina, quella ai contundenti mi sembra proprio rotta: moltissime creature (anche di CR elevati) fanno comunque danni non magici, bisognerebbe fare un controllo. In più, la stessa capacità fornisce la possibilità di volare per 10 minuti, senza spendere slot e senza bisogno di concentrazione....
E ancora non abbiamo parlato di Sanctuary Vessel. A mio parere, nel gioco si possono distinguere abbastanza chiaramente le classi "da short rest" (tipo il guerriero, le cui capacità si ricaricano quasi tutte a riposi brevi) da quelle da "long rest" (i main caster principalmente, con gli slot che si ricaricano a long rest). Il warlock è, chiaramente, del primo tipo. E per quanto mi piaccia l'idea di portare il gruppo nella lampada a fare un riposino (non più sbilanciato di una Leonard Tiny Hut, per dire), come anche il fatto di curare un po' di più (simpatica più che utile) il fatto di renderlo da 10 minuti non ha senso! Vuol dire che, a meno di avere i nemici allineati in fila, il warlock potrà fare un riposo breve ogni combattimento (facendosi portare da un compagno mentre ripuliscono i cadaveri e controllano la stanza)!
Limited Wish è carina, e la possibilità di usarla ogni tot long rest (invece che 1 e basta) mi piace.

Nel complesso posso dirmi soddisfatto, a parte per il mago. Non so se sia una mia impressione, ma ogni volta che provano a proporre una nuova sottoclasse per il mago falliscono miseramente....

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
2 ore fa, Grimorio ha scritto:

é una classe che riprende i principi essenziali del mago,quello di avere tanti incantesimi, così come il Campione riprende i principi essenziali del Guerriero, quello di fare danni.

La differenza è che il champion fa solo quello, questo mago fa tutto. Per carità anche gli altri maghi sono versatilissimi, tuttavia questo bypassa alcuni concetti e ciò gli permette di esssere una spanna sopra.  

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho apprezzato molto il warlock genio, forte, ma con una sua specificità. Il mago è sgravo. decisamente troppo, secondo me la sottoclasse da mago più sgrava mai fatta. va pesantemente modificata.

Share this post


Link to post
Share on other sites
2 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

secondo me la sottoclasse da mago più sgrava mai fatta

Non avevi visto il Loremaster allora 😄

  • Haha 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 minuto fa, Alonewolf87 ha scritto:

Non avevi visto il Loremaster allora 😄

no, il loremaster mi manca. che faceva?

Share this post


Link to post
Share on other sites
2 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

no, il loremaster mi manca. che faceva?

Lvl 2

Expertise su skill basate su int

Puoi sveglier se usare dex o int per l'iniziativa;

Cambi il tipo di danno e la tipologia del ts alle spell, il tipo di danno gratuitamente sempre, 1/short rest.

Lvl 6

Quando lanci una spell usando uno slpt puoi spendere un'altro slot per migliorare l'effetto "grezzo" della spell:

-uno slot aggiuntivo di primo-> 2d10 danni da forza aggiuntivi

-uno slot aggiuntivo di secondo->se la spell ha gittata di almeno 9 mt, la gittata diventa un miglio.

-uno slot aggiuntivo di terzo->aumenti la tua DC di 2 per quella spell

Lvl 10

1/short o long: con una azione bonus cambi una spell che tu hai preparato con un'altra presente nel tuo libro

Lvl 14

1/long: con azione bonus sei in grado di preparare un spell che tu non hai preparato, questa spell può essere di qualsiasi classe a patto che tu abbia il livello dello slot adeguato e conta come una spell da mago per quel turno (per lanciarla devi spendere il tuo slot). Svanisce dalla tua "memoria" dopo che l'hai lanciata o se il turno termina.

 

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

  • Similar Content

    • By Arsan
      Ciao! "La Locanda del Pettirosso" è un gruppo attivo ormai da due anni, siamo tutti di Palermo (attualmente 12 tra ragazzi e ragazze) e giochiamo a D&D (3.5 / 5°ed.) e ad altri gdr homebrew, ma non disprezziamo serate con giochi da tavolo e libri game, l'importante è sempre stare insieme e divertirsi! Attualmente siamo un pò in pausa per vacanze, impegni universitari e lavorativi, ma per Settembre riprenderemo il normale cazzeggio 😁.
      Scrivo perchè vorremmo allargare il gruppo a nuovi player, di Palermo (Roll20 ci ha stancato!), dai 20 ai 35 anni e che siano disponibili a giocare e vedersi almeno una volta a settimana.
      Se cercavate un gruppo.. è la vostra occasione!

      https://www.facebook.com/groups/674586772907389/
    • By SilentWolf
      La WotC ha rilasciato il primo Arcani Rivelati di Luglio 2020, nel quale possiamo trovare 16 nuovi Talenti per D&D 5e.
      Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
      L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
      Questo è Materiale da Playtest
      Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
      arcani rivelati: 16 nuovi talenti
      Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
      Visualizza articolo completo
    • By SilentWolf
      Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
      L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
      Questo è Materiale da Playtest
      Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
      arcani rivelati: 16 nuovi talenti
      Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
    • By mugiwaranofede
      Ciao, siamo 4 giocatori e stiamo cercando un master per fare una campagna online su roll 20
    • By MattoMatteo
      La regola dei salti in lungo e in alto, in D&D5, è molto semplice, e mi piace proprio per questo... ma credo che la si possa migliorare!
      La massima lunghezza saltabile in lungo, con rincorsa di 3 m, è pari a: Forza x30 cm (il valore di Forza moltiplicato per 30 cm, cioè 1 piede).
      La massima altezza saltabile in alto, con rincorsa di 3 m, è pari a: 3+For x30 cm (3 più il modificatore di Forza, moltiplicato per 30 cm, cioè 1 piede).
      Senza rincorsa le distanze, sia in lungo che in alto, vengono dimezzate.
      Questi sono i valori entro i quali la prova viene superata utomaticamente, senza bisogno di fare una prova di Atletica.
      Il mio "problema" è che in questo modo non c'è una correlazione lineare tra lunghezza saltabile in lungo e altezza saltabile in alto; inoltre non c'è nessuna indicazione su come la distanza extra influisca sulle CD delle prove di Atletica.
      Per capire il primo punto, guardiamo questa tabella, con le distanze saltabili con ricorsa di 3 m (visto che quelle senza rincorsa sono facilmente ricavabili da queste):
      Forza For Lungo Alto L/A 6 -2 1,8 0,3 6 7 -2 2,1 0,3 7 8 -1 2,4 0,6 4 9 -1 2,7 0,6 4,5 10 0 3 0,9 3,333333 11 0 3,3 0,9 3,666667 12 1 3,6 1,2 3 13 1 3,9 1,2 3,25 14 2 4,2 1,5 2,8 15 2 4,5 1,5 3 16 3 4,8 1,8 2,666667 17 3 5,1 1,8 2,833333 18 4 5,4 2,1 2,571429 19 4 5,7 2,1 2,714286 20 5 6 2,4 2,5 21 5 6,3 2,4 2,625 22 6 6,6 2,7 2,444444 23 6 6,9 2,7 2,555556 24 7 7,2 3 2,4 "Forza" è il valore di forza (sono partito da 6, cioè una base di 8 più una razza con -2 a Forza, per arrivare a 24, cioè un barbaro di 20° livello con Forza ottimizzata), "For" è il modificatore di Forza, "Lungo" è la distanza in metri saltabile in lungo, "Alto" è la distanza in metri saltabile in alto, "L/A" è il rapporto tra la distanza saltabile in lungo e quella in alto.
      La prima cosa che si nota è che la distanza in alto procede a "scatti", essendo basata sul modificatore di Forza, piuttosto che sul valore della caratteristica.
      La seconda, è che il rapporto tra distanza in lungo e in alto cala sempre di più; in pratica, paradossalmente, più sei debole, più ti è facile saltare in alto che in lungo!
      Piccola nota a margine: i valori nella tabella sono inferiori alla realtà per quanto riguarda i salti in lungo (anche usando l'apposita capacità del Guerriero Campione o del Ladro Furfante, che incrementa la distanza saltabile in lungo con rincorsa di un numero di piedi pari al bonus di For o Des, si arriva ad avere l'equivalente di una Forza pari a 25 (20 base + 5 di For/Des), che corrisponde ad una lunghezza massima di 7,5 m), ma superiori alla realtà per quanto riguarda i salti in alto!
      La media dei valori di "L/A", nell'intervallo 6-24, è pari all'incirca a 3,36; se prendiamo in considerazione solo l'intervallo 8-20, la media scende a circa 3,14.
      Si può dire, quindi, che in media la distanza saltabile in alto è pari a circa 1/3 della distanza saltabile in lungo... dire che è la formula che cercavamo!
      I nuovi valori quindi diventano:
      La massima lunghezza saltabile in lungo, con rincorsa di 3 m, è pari a: Forza x30 cm (il valore di Forza moltiplicato per 30 cm, cioè 1 piede).
      La massima altezza saltabile in alto, con rincorsa di 3 m, è pari a ad 1/3 di quella saltabile in lungo, cioè: Forza x10 cm (il valore di Forza moltiplicato per 10 cm, cioè 1/3 di piede).
      Senza rincorsa le distanze, sia in lungo che in alto, vengono dimezzate, diventando rispettivamente Forza x15 cm (il valore di Forza moltiplicato per 15 cm, cioè 1/2 piede) e Forza x 5 cm (il valore di Forza moltiplicato per 5 cm, cioè 1/6 di piede).
      Molto più regolare, non credete?
       
      Ora passiamo alle CD... per le quali non ho alcuna idea!
      Suggerimenti?
×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.