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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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simo.bob

Incursioni dalle Montagne

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Alla richiesta di Fjodor di poter studiare la sua Falce da Guerra il volto allegro e affabile di Borr si trasforma istantaneamente e con uno sguardo austero (che agli osservatori più attenti pare di un colore ceruleo più intenso del solito) risponde al compagno: “ASSOLUTAMENTE NO!” Poi Borr notando la perplessità dei suoi commensali aggiunge: “Non siamo abbastanza intimi per consentirti di maneggiare la mia arma...non so se hai capito cosa intendo!” E scoppia in una fragorosa risata...tanto allegra e sguaiata da sovrastare persino le voci dei nani...

Ripreso un tono di voce consono alla situazione Borr aggiunge rivolto ai compagni: “Il denaro è gran cosa...ma ancor più soddisfacente sarà far roteare la mia preziosa Falce da Guerra in qua e in là e mozzare qualche testa!”

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Alla risposta di Borr, i due uomini seduti con voi smettono di parlare e si voltano, preoccupati, quasi spaventati dallo sbottò d'ira. Poi vedendo che l'atmosfera torna ad essere rilassata vi sorridono e tornano a chiacchierare tra loro.

@Trib1

Spoiler

Il vecchio dice, nuovamente sottovoce:"Ma cosa vuoi che ne sappia quel ragazzetto. Starà prendendo in giro di qualche credulone. Oppure non vuole fare una figuraccia."

Il giovane, come se fosse offeso, risponde: "Ti dico che devi crederci, non abbiamo più tirato su un becco di un quattrino dalle colline cimitero da quando Rimar non è più tornato al villaggio. Tutti dite che ha trovato qualcosa di prezioso ed è scappato, tenendoselo per sé. Ma non era così furbo, sarebbe tornato per vantarsene."

Il vecchio sbuffa, chiama una cameriera e ordina altre due birre. "Senti ragazzo, quel posto appartiene ai morti. Se qualcuno è andato a ficcare il naso troppo a fondo, allora ben gli sta. Ora beviamoci una birra e dimentichiamo questa storia." Detto questo iniziano a parlare di cavalli da ferrare e attrezzi da aggiustare.

Mentre vi arrivano i piatti, la cameriera risponde a Randal, intascandosi velocemente la moneta nella scollatura: "Mi spiace mio signore, non saprei da chi mandarla se non dalla nostra amata oste. È lei che...che può indicarvi...conosce tutti quelli che passano di qui, e saprebbe dirvi se qualcuno ha bisogno di voi." Poi aggiunge, più sotto voce e parlando velocemente: "Comunque, se me lo chiedete, i nani della miniera non se la passano bene e avrebbero bisogno di qualcuno come voi."

@marco.lemmy

Spoiler

Ascolti il gruppo di nani. La nana, presumibilmente capo del gruppo, sta insultando un nano più anziano, con una tunica. "Sei uno stupido sentimentale. Avremmo dovuto andare subito in cerca di quei dannati elementali, ci avrebbero fruttato un sacco di soldi. Invece abbiamo perso due giorni per dare una mano ai tuoi amici della cava. E ora lei e morta e noi non abbiamo il becco di un quattrino in più di una settimana fa."

 

Edited by simo.bob

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Il tono di Borr mette un pò a disagio Randal, ma visto che sembra che nessuno faccia molta attenzione al loro tavolo lascia correre.

Mentre assaggia la zuppa, Randal fa un cenno alla cameriera.. poi esclama "Buonissima, i complimenti alla cuoca!"

Quando si allontana la cameriera Randal riprende il filo dei suoi pensieri (momentaneamente sopiti causa zuppa) "Effettivamente la cameriera ha ragione" dice dopo una breve riflessione,cercando di moderare il più possibile il tono "da quello che mi è parso di capire ai nani serve trovare qualcosa e forse anche un'aiuto dalle parti della miniera. Nel caso prima che se ne vadano  posso andare a chiedere, se non risulta scortese.. sempre che Fjodor non ci dia buone notizie prima!!" 

Poi riprende a sorbire la zuppa.

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"Borr, amico mio, perdona le parole da me proferite, nate da un'egoistica e malcelata sete di curiosità. Puoi dimeniciare la mia offesa? Nessun guerriero verrà separato contro la propria forza dalla sua arma!". 

"Amici- aggiunge poi Fjodor sottovoce, premurandosi di dare le spalle ai due uomini seduti allo stesso tavolo - pare che nei dintorni del villaggio ci sia una sorta di collina-cimitero. Se ho ben inteso le parole e le intenzioni dei signori, ecco, probabilmente ricca di tesori sepolti. Un loro compagno ha fatto fortuna o è morto nel tentativo, non si sa. Propongo di terminare il nostro lauto banchetto e di dividerci, per raccogliere più informazioni. Io mi posso occupare dei due uomini e del ricco signore alle nostre spalle, Randal dei nani! Sempre che non vi serva una mano come traduttore, non per vantarmi ma il mio nanico non è inferiore al mio comune, anzi, il mio professore di Linguaggi e Alfabeti, in accademia, era talmente soddisfatto che avrebbe per me sognato un futuro da ambasciatore presso il popolo delle caverne. Peccato che io preferisca le elfe alle nane! Hahahahaha!"

Fjodor non dimentica di verificare se Mezzanotte mangia ed è a suo agio o se mostra segni di irrequietezza.  

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"Molto bene Fjodor, - esclama Grim, poi sottovoce prosegue - "io sono più per saccheggiare qualche tesoro dalle tombe ed eventualmente sterminare i Non-morti che le custodiranno; onestamente non sono molto incline a collaborare o cmq offrire i miei servigi ai Nani. Detesto la loro cocciutaggine, e in più non hanno grande spirito goliardico se non nel loro privato. Io sono per lo scambio interrazziale, se capite cosa intendo". Dice Grim con voce stridula e arrapata.

"Lascio dunque al mio amico Randal l'onere di raccogliere info ed eventualmente trattare coi Nani in questione, raccomandandomi di accettare eventuali patti solo in caso di chiari vantaggi e lauti guadagni!"; dice sempre moderando il tono.

"Fjodor -  esclama poi - io sono con te. Potrai avvalerti delle mie grandi qualità di..... di..... di.... Sarai tu a dire quali". Esclama Grim sogghignando. 

"Tra l'altro siccome suggerisci di dividerci nella raccolta informazioni, propongo di adoperare giudizio nel come ci divideremo. Potremmo cmq dover affrontare pericoli inaspettati e anche eventuali avversari. Meglio star allerta, abbiamo già capito che questo posto non è poi così sicuro. E siccome qui io e Borr siamo i più cazzuti - dice Grimm col giusto quantitativo di arroganza e un velo di ironia - suggerisco questa distribuzione: io con te, Fjodor, Borr con Randal e che Glittergold ci assista!".

CIò detto Grimm torna a consumare con entusiasmo il suo rancio

Spoiler

Diplomazia su Fjodor = 17

 

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Dopo aver ascoltato le parole dei suoi compagni Borr risponde: “Grim sono d’accordo con te...soprattutto riguardo ai guadagni e al fatto che io sono cazzuto -ride imbarazzato - volete avvicinare i nani adesso per chiedergli se hanno bisogno di noi? Potremmo andare io e Fjodor a parlare con loro...

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La cameriera, ascolta incuriosita i vostri discorsi, ma poi, contenta di sapere che vi fermate presso di loro, dice che andrà subito a chiedere la disponibilità per voi quattro :"E sono sicura che vi faremo un ottimo prezzo, per tutto." 

Quindi vi lascia a decidere su come agire. 

@Trib1

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Vedi che il tizio ben vestito è visibilmente infastidito dai due uomini  che hanno preso a parlare di banalità da maniscalco.

 

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"Grazie mille mia buona signora, per tutte le vostre premure" risponde Randal sorridendo per chiudere il discorso.

Appena la cameriera va' via guarda il gruppo di nani "Per me non c'è problema, il nanico lo mastico quanto serve, pensavo che sarà più comodo offrire un giro alla loro tavola per richiamare garbatamente la loro attenzione.. per quanto riguarda il modo di agire propongo di ascoltare cosa hanno da dirci e valutare insieme prima di accettare qualcosa. Non sia mai che mettiamo i piedi su troppe orme, sarebbe un brutto biglietto da visita... premetto che mi auguro che questa collina di cui parli, mio buon Fjodor, sia un camposanto non consacrato.. le mie doti di combattimento sono meno utili contro i morti risvegliati, e cerco di starci distante dopo il fattaccio del Lost Field... del resto impelagarmi in mezzo a grotte e miniere non è comunque il mio massimo.. comunque va bene tutto, l'importante è farsi un nome e monete!!"

"Se siete siamo tutti d'accordo mi avvio subito dal bancone" conclude stupito di esser stato così prolisso "mi avvio subito al banco, magari anche la nostra oste saprà dirmi qualcosa. Borr sei con me? magari ci facciamo anche un cicchetto!!"  

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"Cosa accadde a Lost Field? Non ho memorie! - dice Fjodor all'amico - Per il resto, concordo con quanto dici, Randal. Tu e Borr siete gli interlocutori più adatti, in quel gruppo. A quanto ho capito, ma non ho dubbi che anche tu ne sia al corrente, comanda la nana, in quel gruppo. Come te la cavi con avventuriere del gentil sesso?"

"Grim, mi hai convinto al 100%, per Osiride e per Api. Cerchiamo di capire di più le intenzioni di questi due signori".

Fjodor cerca di attaccare bottone con i due uomini a fianco, esclamando quanto segue.

@simo.bob @Stefano Krisi @Borr(Se Borr Decide di andare con Randal al bancone NON legga quanto sotto)

Fjodor dice: "Miei Signori, vogliate scusare l'impertinenza ma deduco da abbigliamento e movenze che possiate aiutarmi. Parte del mio equipaggiamento è danneggiato dal viaggio, se Voi maneggiate l'arte di Efesto e dei Nani come penso  non dovrebbe costarvi troppa fatica riparare la fibbia della mia faretra, ormai arrugginita dalle intemperie. Ma le buone maniere, prima di tutto. Mi chiamo Fjodor, vengo da Sud insieme ai miei compagni. Non ho potuto inoltre fare a meno di inciampare in un Vostro discorso, riguardante un Vostro certo amico che..non ho ben capito. Avete forse bisogno di aiuto nel ritrovarlo, o forse - e ride - è scappato prima di saldare un debito? Non potreste trovare di meglio in tutta la regione, in termini di servizio recupero persone, recupero crediti o recupero beni. Non temiamo lupi, nerboruti e nemmeno Non Morti o facezie simili. L' ascia del nostro Grim  parla da sola, giusto caro amico?".

Fjodor pronuncia le parole" recupero beni" e "Non Morti" volutamente accentuate e a voce più alta, sia per fornire ai propri interlocutori un chiaro riferimento alle colline di cui loro stessi parlavano che per ridestare l'attenzione del ricco signore.

 

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"Ben detto compare - guardando Fjodor - questa è la mia ascia! Ce ne sono tante come lei, ma questa è la MIA!"

E così esclamando, Grim fa roteare l'ascia con spavalderia stando attento a non ferire chi gli sta vicino.

"Io sono Grim, signori; e il mio compagno dice il vero: siamo preparati e pronti a tutto... e se possiamo essere d'aiuto - sogghigna palesemente nel dirlo - anche meglio! Personalmente poi, vivo, morto o non morto fa poca differenza. Io sono per la parità: di fronte alla mia IRA non conta la provenienza del mio avversario!"

Così esclamato, Grim rivolge lo sguardo a Fjodor, inteso a lasciargli nuovamente la parola.

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Andiamo Randal, ti seguo a ruota ... nel frattempo ti parlerò delle mie cicatrici... sai una in particolare mi desta fierezza... disse Borr allontanandosi con Randal 

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"Le donne sono come i draghi, per quanto ti impegni devi sempre sperare che siano in buona.. bene Borr, son tutto orecchi,racconta pure! vi parlerò più avanti delle mie disavventure a Lost Field"

Randal prende il suo zaino e si dirige al bancone, attende che l' elfa abbia un momento da dedicargli.

"Mia buona oste" esordisce "bellissimo posto e vitto eccellente! forse sa già che pensavamo di pernottare, in attesa di lavoro per le nostre lame. Avrei bisogno di attirare l'attenzione di quei nani in maniera discreta, può mica portare un giro di birre al loro tavolo, gli dica che offro io.. pago subito, e aggiunga due bicchieri di grog per noi, grazie"

Restando al banco si mette in una posizione che possa facilmente essere visibile dal gruppo di nani. 

  

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@Borr  @marco.lemmy

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L'elfa finisce di servire un paio di birre alle cameriere e vi concede qualche istante. È molto bella, malgrado sia vestita in maniera semplice, le maniche rimboccate e un grembiule sporco. 

"Ho pensato di farvi una tariffa di favore, basta che il vostro amico di bassa statura la smette di sventolare la sua arma dentro il mio locale!" Dice facendo un cenno divertito rivolto a Grim. "Comunque. Una moneta d'oro al giorno. E avrete due stanze doppie e colazione pranzo e cena." Spina due grog e ve li posa davanti. "Questi li offro io, ma andateci piano, dopo il primo rischiate di non sapere più tornare in camera." Poi continua:" Per quanto riguarda i nani di Darg, lasciate stare, bevetevi la birra tra voi; non è serata. Vedete il nano più anziano, vestito bene, col cappello piumato vicino? Lui è Alborgg, ha appena perso una figlia durante un qualche tipo di spedizione nelle steppe di Damdu, a un giorno a sud di qui. Dicono che da qualche tempo si sia aperta una grande spaccatura nel terreno arido e che all'interno ci sia una sorgente. Se canalizzata porterebbe molta ricchezza nella valle, come un tempo." Si ferma un secondo, con lo sguardo perso nei ricordi. "Il problema che per ora chi ci si è avventurato dentro non è tornato." Sottovoce poi dice :"Dicono che il capomastro, il nostro governatore, pagherebbe oro per quell'acqua." Lascia in sospeso la notizia guardando la vostra reazione, poi continua: "Se fossi in voi cercherei un ingaggio tra i nani della cava di Nuldum. Qualcosa sta andando storto da quelle parti e sembra abbiano bisogno di aiuto. Dovevano andare Darg e i suoi, ma sembra che abbiano preferito il miraggio dell'acqua di Damdu." Quindi vi saluta e torna a lavorare. "I denari per il pernottamento lasciateli alle mia ragazze."

@Borr

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Il primo grog era molto forte. Dopo l'avvertimento dell'oste decidi tu se berlo o meno, ma capisci che potrebbe darti alla testa.

 

 

@Stefano Krisi @Trib1

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I due uomini vi guardano un po' spaventati, soprattutto dopo lo sventolamento dell'arma dello gnomo. Il più anziano, cercando di essere garbato, dice: "Beh, buonuomo, lascetemi i vostri oggetti bisognosi delle nostre cure domani, al mio negozio. Vedrò che posso fare. Ci riconoscerete, un incudine scarlatta attraversata da un fulmine." Si ferma un istante, come per cercare le parole. Ma il giovane lo anticipa: "Il nostro amico non è affar vostro. Lasciate stare i nostri affari. Andiamo Alar." Detto questo si alza, stizzito, e se ne va, seguito dal vecchio.

Un uomo ben vestito, lì vicino, sembra aver ascoltato la discussione, si alza e vi chiede gentilmente di sedersi con voi. "Ho sentito che sareste disposti a dare una mano. Le colline cimitero di Romoran sono un luogo......particolare. Avrei bisogno di un favore in quella zona. Il ragazzo scomparso era ai miei servizi ma, mio malgrado, non ho più suo notizie da giorni. Sareste disposti a lavorare per me? Ho bisogno che voi recuperiate un amuleto. Un antico amuleto in onice, di proprietà della nostra famiglia da sempre. Seppellito con un nostro avo per errore, ora ne ho bisogno per riscattare il mio nome. Cosa ne dite? Vi offro 10 monete d'oro al giorno, con un anticipo di 20, più tutto quello che troverete nella tomba eccetto l'amuleto." Sorride, sperando in un vostro assenso. Poi continua:" ovviamente parlatene con i vostri compagni di viaggio. Io risiedo qui, ancora qualche giorno. Potrete darmi al vostra risposta con calma, ma non prometto che sarete gli unici che proverò ad ingaggiare."

 

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@simo.bob @Stefano Krisi

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Fjodor è sicuramente interessato ai discorsi del ricco uomo, ma tuttavia il suo sesto senso dice che non sta dicendo tutta la verità e tenta una prova di Percepire Intenzioni.

"Milord, la Vostra proposta è sicuramente interessante e la missione di cui parla rientra nei nostri compiti routinari. Sarà mio compito informare il resto dei gruppo e riportarle al più presto la nostra risposta, che mi auguro essere positiva visto il valore sentimentale che pervade la vicenda. Non solo salvare un giovane da triste fato, ma anche riportare alla luce un prezioso reperto di famiglia. Le colline di cui mi parla devono essere un luogo ameno..dove si trovano, di grazia?".

Dopo una pausa, più teatrale che necessaria, Fjodor ricomincia a parlare con il ricco signore, dicendo :"Vostra grazie ha sicuramente facoltà di chiedere a chi ritiene opportuno, ma non troverà nessuno di valore pari al nostro e, soprattutto, di efficienza pari alla nostra. Tali talenti sono rari, di questi tempi, converrà con me. Ecco perché sono costretto ad informarla che i nostri servigi costano 20 Mo a testa al giorno, senza tuttavia necessità di anticipo, pagamento al termine della missione. Le condizioni, lavorando con noi, sono tutte a suo vantaggio, come vede". 

Dopo aver bevuto un sorso di birra, Fjodor conclude: "Vostra grazia vorrebbe essere così cortese da dirmi il suo nome, in modo che sia poi facile per me chiedere di Voi alla Locandiera? Nel caso trovassimo un felice accordo, sarei lieto di discutere con Voi ed i miei compagni i dettagli di missione."  Fjodor tenta, nel suo dialogo, di apparire il più professionale possibile per accattivarsi le simpatie e le preferenza del ricco signore.

 

Edited by Trib1

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Grim segue con attenzione il discorso di Fjodor e senza darlo a vedere, ma sapendo di non aver particolari doti nella contrattazione, lascia che sia il suo compagno a gestire la trattativa, annuendo di tanto in tanto ed esclamando un "CI STA!" (Leggi come MASSI), quando lo ritiene opportuno.

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@Stefano Krisi @Trib1

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L'uomo sorride: "Ebbene abbiamo un mercante, oltre che mercenario. Ma dov'è finita la mia educazione, dico io. Sono Tin Van Pirt. Poichè il mio anticipo con il ragazzo è andato perduto, accetto la vostra controproposta, vantaggiosa per entrambi. Venti pezzi d'oro al giorno, che stimando un giorno e mezzo di viaggio più poco meno di due giorni di ricerca, vi frutteranno almeno 80 monete d'oro a testa. Come vedete, sono davvero disposto a dare molto per quell'amuleto. Sarà il mio retaggio." Le parole gli muoiono in bocca mentre pensa trasognato al futuro. Poi si scuote e riprende:" Le colline cimitero di Romoran si trovano a nord est, verso le montagne. Una vecchia strada ormai non più battuta vi porterà fino ai loro piedi. Troverete diversi tumuli minori prima. Dovrete inoltrarvi e trovare la Tomba dei Van Pirt e la riconoscerete, ne sono certo. Una piccola piramide sulla sommità si una collina un tempo erbosa. L'ingresso è sorvegliato da due leoni di pietra. Nella tomba del patriarca troverete l'amuleto, ma vi prego, siate gentili con le spoglie dei miei avi." Quindi si congeda: "Ora se volete scusarmi, vado a riposare le mie stanche ossa. Domani ho altri affari a cui pensare e devo alzarmi davvero molto presto." Vi saluta e si avvia verso le camere al piano superiore. Fuori intanto inizia a calare il crepuscolo. 

 

Edited by simo.bob

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@borr @master                                        

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Scrivo che torniamo al nostro tavolo, miche puoi aggiungere quello che vuoi, se vuoi al discorso al bancone e al tragitto, io intanto resoconto ai ragazzi

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Randal ringrazia e saluta con un cenno la barista, e si porta il bicchiere di grog al tavolo (forse non vuole sbronzarsi prima di aver riferito).

"Compagni, non siamo stati fortunati" racconta a voce bassa una volta sedutosi al tavolaccio " l' elfa ci ha detto che è meglio non disturbare i nani, hanno avuto recenti lutti e non sono in serata.. probabilmente ci avrebbero fatti a fette. In compenso mi ha detto che i nani alla cava potrebbero aver bisogno di aiuto,se non avete trovato un' accordo potremmo dirigerci lì domani. Per l'alloggio bisogna pagare alle cameriere, una moneta d'oro"

Poi abbassando ancora il tono aggiunge "pare che i nani al tavolo siano stati in spedizione a Damdu, un giorno di marcia a sud da quì, e che lì ci sia una sorgente, per quell' acqua il capomastro pagherebbe oro sonante, ma da lì non si torna a quanto pare, spero abbiate notizie migliori delle mie!"

Poi beve sorseggia il grog, facendo una smorfia eloquente "Questo ti mette a nanna facile, alla salute!"

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"Certamente che le abbiamo Randal - esclama impaziente Grim - il buon Fjodor qui ha ottenuto un gran risultato, e grazie alle mie ineguagliabili doti nel far roteare l ascia e vendere le nostre capacità in battaglia, un signore seduto la dietro - Grim indica dove stava seduto - si è fatto avanti a proporci un lavoretto facile facile. Fjodor qui ti ragguaglierà su tutto. Io sono sprecato come segretario. E poi gran parte del merito per aver portato a casa la trattativa, con ottimi margini di guadagno per ciascuno di noi, è tutto suo".

E con un " CI STA", Grim si tace e porge sguardo al compagno di modo che illustri la situazione a Randal.

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Dopo aver parlato con l'uomo, Fjodor ritorna al suo tavolo, attendendo il rientro di Borr e Randal. Ne approfitta per confrontarsi con Grim sul discorso dell'uomo.

Una volta reincontratisi con i due avventurieri, Fjodor ascolta con attenzione le parole dello scout e riferisce quanto discusso con l'uomo, dicendo: "Grim, grazie per le alate parole ma hai ottenuto più tu mostrando solo l'ascia che io con il mio rigurgito insensato di asintattiche espressioni. Ehm ehm - si schiarisce la voce - Randal, Borr, la buona notizia è che l'uomo ben vestito seduto dietro di noi pare abbia bisogno di aiuto. Vorrebbe comprare le nostre spade ed i nostri cuori per una missione di recupero: a circa un giorno e mezzo di marcia da qui si trovano le Colline Cimitero di Romoran, terreno di riposo delle vestigia temporali degli infelici che calcano questa terra.

L'uomo, che risponde al nome di Tin Van Pirt, vorrebbe che noi entrassimo per lui nel mausoleo di famiglia, riconoscibile da una guglia piramidale e da due statue leonine che ne proteggono l'accesso,  e che recuperassimo un amuleto in onice, che lui dice essere stato sepolto per errore con un suo avo, grazie al quale potrebbe restituire lustro ed onore al nome della sua famiglia, ormai immagino ingrigiti da un cinereo velo di disgrazia ed allori stantii. Tin Van Pirt inviò due giorni fa un suo garzone, ma da allora non ne ha notizie. Orsù, dunque, in poche parole: andiamo al campo, entriamo nella tomba dei Van Pirt, prendiamo l'amuleto e rientriamo. Immagino dovremo confrontarci con non-morti o simili, Tin ha detto "di essere gentili con le spoglie dei suoi cari", ma non ha specificato se tali spoglie riposino orizzontalmente o verticalmente. Abbiamo pattuito 20 Mo a testa al giorno, quindi potremmo gonfiare le nostre tasche con quasi un bel centone! Tin alloggia qui e mi ha detto che cercherà altri mercenari nei prossimi giorni, è un lavoro da prendere o lasciare. Che Grim mi tagli in due se non è così, vero?" 

Fjodor accompagna le ultime frasi con i gesti ormai meccanici di preparazione della sua pipa. Si interrompe un momento per accenderla e per controllare che Mezzanotte abbia gradito il pasto.

"Ho tuttavia qualche riserva, amici miei. Mi spiego meglio: il lavoro sembra alla nostra portata, ma prima di accettare mi sembra necessario rinvenire informazioni su questa Collina. Randal, la conosci? Ne hai mai sentito parlare? Borr, il suo nome ha mai sfiorato il tuo orecchio? - esclama Fjodor rivolgendosi agli amici. Secondo: cercherei di informarmi più approfonditamente su questi Van Pirt. Non vorrei mai che questo amuleto sia maledetto e che rechi sventura al possessore!

Se volete il mio parere sui nani, potremmo sicuramente fare una capatina alla miniera per capire le intenzioni dei signori Cavernicoli - sghignazza Fjodor - ma, purtroppo, andremmo in direzioni opposte: le colline infatti si trovano a Nord-est, secondo quanto ci ha riferito Van Pirt. 

Detto questo, signori miei, lascio a voi le conclusioni."

Fjodor guarda fisso i compagni attendendo un loro parere. Nel frattempo, accompagna delicatamente in bocca la sua pipa da cecchino, un modello particolare il cui camino quasi completamente chiuso e molto più alto di una consueta pipa permette al fumo di miscelarsi con l'aria atmosferica prima di fuoriuscire, in modo tale da raffreddarlo e renderlo trasparente.  Essendo quindi sia fumo che braci invisibili, la pipa può essere utilizzata anche durante i lunghi appostamenti tipici del mestiere di Fjodor. 

Edited by Trib1

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