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Cosa fare quando non si riesce ad aprire una porta

Articolo di J.R. Zambrano del 04 Febbraio
Lo so, ci siamo passati tutti. Tutto sta andando perfettamente, non solo sono venuti tutti quanti a giocare, ma non si stanno neppure facendo distrarre dal video sul cagnolino carino. I telefoni e i laptop sono lontani e, sorpresa delle sorprese, i PG vogliono davvero andare avanti nell'avventura che avete creato per loro invece che spendere metà del tempo facendo spese, mentre l'altra metà sta litigando su quale sia il modo migliore per arrivare al dungeon. Infatti, sono già nel bel mezzo del dungeon quando arrivano di fronte a lei...la temibile porta chiusa a chiave.

E certo, volevate che fosse un po' impegnativa. Perciò la CD per aprirla è un po' più alta, ma dovrebbe essere abbastanza facile per il ladro da apr...ops, come non detto, non riesce a fare un tiro al di sopra del 3. Okay. Bene, adesso la serratura è rotta, ma il resto del dungeon sta chiamando gli avventurieri all'esplorazione. OPPURE, il gruppo potrebbe solamente starsene lì impalato per le successive tre ore cercando di capire come "hackerare la porta" in modo da attraversarla.
Sapete, vero, quale di queste due opzioni sceglierà il gruppo, nove volte su dieci? Ecco perché oggi parleremo di come riprendersi dopo un fallimento, e di cosa fare quanto il gruppo sembra non riuscire ad andare oltre una determinata porta.

Adesso, giusto per intenderci, questa non deve essere necessariamente una porta reale, potrebbe essere una porta metaforica. Per alcuni, la porta che non riescono ad aprire potrebbe essere la timidezza, per altri una mancanza di educazione...ma per noi la porta che non possiamo aprire è una porta reale. E stiamo per parlare di di come riuscire ad attraversarla.
Un fallimento solo da un certo punto di vista

La prima cosa di cui dobbiamo parlare è cosa rappresenti quel tiro abilità. D&D funziona come un sistema binario. Avete due situazioni quando fate un tiro in scassinare per aprire la porta: o ce la fate o fallite. Se ce la fate, la porta si apre. Se fallite, non si apre. Se fallite alla grande non potete più riprovarci, mi dispiace ragazzi, vi hanno bucato il pallone.
Altri giochi di ruolo fantasy non hanno questo problema. Che sia il metodo del D20 System di avere successo ad un costo o l'idea del successo parziale delle regole di Apocalypse World, non c'è un aut aut. Non c'è una gamma che misuri successi o fallimenti. Il che non è necessariamente una brutta cosa, ma pone alcune limitazioni nel vostro modo di pensare. Dopo tutto, se la porta si apre o non si apre, quel tipo di struttura Successo/Fallimento inquadra la situazione in una questione di sì o no.
Ma la questione è che, come DM, voi potreste volere che i giocatori entrino nella stanza. Specialmente se ne hanno bisogno per avanzare nell'avventura. La stessa cosa accade nel caso debbano assolutamente acchiappare un ladro o trovare una certa reliquia. Cosa fare allora? Riformulare l'intero concetto.

Invece di guardare alla porta come un tiro in arnesi da scasso, o come qualcosa che i giocatori devono sfondare, pensate a cosa quel tiro rappresenti. Invece di fallire ad aprire la porta, pensatela come un fallire ad aprire la porta nel modo che sia più conveniente per loro. Ci dovrebbe comunque essere un modo per aprire la porta, ma magari adesso significa trovare la persona o mostro che ne possiede la chiave. O trovare una pergamena di Scassinare in un laboratorio da Mago da qualche parte nel dungeon.
Nessuna conseguenza

Ora che avere riformulato il dilemma, pensate a quali potrebbero essere le conseguenze di un fallimento. Se scassinare la serratura vuol essere un modo facile e silenzioso per entrare, magari adesso quell'approccio non è più disponibile per i personaggi e tutti gli altri modi di entrare dentro la stanza comportano fare rumore o attirare attenzioni indesiderate.
O magari potrebbe costargli qualche risorsa extra. In pratica pensate a quali costi/risorse i giocatori potrebbero avere, in modo da spenderli per aprire la porta. Potrebbero essere oggetti magici, potrebbero essere punti ferita, se stanno combattendo un nemico che custodisce la chiave. Potrebbe persino essere l'elemento sorpresa: adesso che le persone nel dungeon sanno dei PG prenderanno delle precauzioni extra. Potete rendere un tiro fallito portatore di conseguenze indesiderate senza interrompere il flusso di gioco.
Un altro punto di svolta, una biforcazione della strada

Un altro modo di considerare come entrare nella stanza potrebbe essere trovare un'entrata alternativa. C'è una consuetudine che si trova in certi giochi come Skyrim e Fallout quando una porta è bloccata da un lato, di solito c'è un altro modo per entrare. Bisogna solo trovarlo. Se non riescono ad aprire la porta dal lato in cui si trovano, magari buttate lì qualche indizio su un'altra entrata. Magari una porta segreta o, meglio ancora, se riuscite a farli proseguire all'interno del dungeon preparate un percorso che torni indietro fino a un passaggio segreto che porta all'interno della stanza.
Circolare prego

Questo è l'altro grande trucco. Cercate modi per incoraggiare il gruppo a proseguire quando non riescono ad oltrepassare la porta. Potete indicare dettagli come l'ornamentazione della serratura e del buco di quest'ultima, o parlare di come potrebbe esserci un'entrata segreta più avanti nel dungeon. Se questo non funziona, potete sempre fare affidamento sulla vostra fidata tabella degli incontri casuali per avere qualcosa che vagherà proprio dove si trovano i PG. Qualunque cosa serva per evitare che finiscano impantanati su un particolare ostacolo.
Dategli degli amici dall'altro lato

Naturalmente, parlando di conseguenze e mostri erranti, se i giocatori sono veramente bloccati, è probabile che faranno rumore. L'attenzione può sempre arrivare dall'altro lato della porta invece che da un mostro errante. Io userei questo trucco con parsimonia però, o i giocatori si abitueranno al fatto che le cose siano facili e tutto vada liscio, e questa è l'ultima cosa che volete. Idealmente, stanno facendo una partita a un gioco che è organizzato interamente per loro, ma che deve sembrare non lo sia.
Buone Avventure! Cosa fate quando il vostro gruppo è bloccato in un impasse? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-what-to-do-when-you-cant-get-through-that-door.html
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Old School Essentials sarà pubblicato in Italia da Need Games

Old School Essentials è basato sulla versione B/X (Base/Expert) di Dungeons&Dragons a cura di Tom Moldvay (Base) e David Cook (Expert) rilasciata nel 1981 dalla TSR. Per chi non lo sapesse la B/X è la versione di Basic D&D precedente al BECMI (quella con la famosa Scatola Rossa, anche se sarebbe più corretto parlare di BECM visto che l'Immortal Set non fu mai tradotto in Italia), il quale fu la prima versione ad arrivare in Italia.

Le differenze tra le due versioni sono minime e ciò permette a Old School Essentials di essere compatibile anche col materiale che fu pubblicato in Italia all'epoca dalla Editrice Giochi.

Old School Essentials, nella sua versione originale, è un gioco modulare composto da 7 supplementi:
Core rules: con le regole base del gioco. Genre Rules: dove si trovano le classi giocabili (Guerriero, Mago, Chierico, Ladro) assieme ad Elfo, Nano ed Halfling (che sono classi e non razze in questo regolamento). Treasures: con la descrizione di tesori ed oggetti magici. Monsters: il Manuale dei Mostri. Advanced Fantasy Genre Rules: con le regole per emulare la prima edizione di Advanced Dungeons&Dragons, scindendo le razze dalle classi ed aggiungendo classi come il Paladino, l'Assassino, il Bardo, il Ranger, l'Illusionista e il Barbaro. Cleric and Magic User Spells: il libro degli incantesimi di Maghi e Chierici. Druid and Illusionist Spells: il libro degli incantesimi di Druidi ed Illusionisti. Oltre alla versione in 7 supplementi esiste anche la versione in tomo unico, al momento non si sa quale delle due versioni verrà pubblicata dalla Need Games.

Per celebrare l'evento, Gavin Norman, il creatore di Old School Essentials, sarà presente alla NeedCon (ribattezzata quest'anno NeedPunk) la convention organizzata dalla Need Games per presentare i suoi prodotti e le sue novità. L'evento si terrà il 22 Febbraio 2020 presso la Casa dei Giochi a Milano, in Via Sant’Uguzzone 8 con il seguente programma:
Ore 10:00, apertura porte Ore 15:00, presentazione di Old School Essentials Ore 15:30 -19:00, partita a Old School Essentials con Gavin Norman come DM. Old School Essentials sarà disponibile in Italia a partire da Settembre 2020.

Annuncio ufficiale del NeedPunk sul sito della Need Games: https://www.needgames.it/eventi/needpunk2020/
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5 Cose che Fortunatamente D&D si è Lasciato alle Spalle

Articolo di J.R. Zambrano del 08 Febbraio
Al giorno d'oggi se entrate in un negozio di giochi potete godervi l'enorme gamma ed evoluzione dei giochi moderni. Volete darvi alle avventure fantasy? Potete scegliere quello che volete, con Pathfinder e D&D presenti praticamente ovunque, ma con svariati altri sistemi disponibili. Non vi ispira il fantasy? Ci sono una gran varietà di giochi sci-fi. Non siete ancora soddisfatti? Perché non provare un gioco dove siete dei punk che distruggono dei centri commerciali? O magari dove interpretate un lavoratore part-time? O ancora potreste esplorare le stranezze degli anni '80 di una linea temporale alternativa.
A qualunque cosa decidiate di giocare, non ci sono dubbi che l'hobby in generale abbia fatto passi da gigante. E perché possiate meglio apprezzare cosa abbiamo a disposizione al giorno d'oggi, diamo uno sguardo alle cose che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle.
Doversi Colorare i Propri Dadi

Questa categoria potrebbe anche chiamarsi set incompleti, alternative cartacee ai dadi o in generale scarsità di prodotti. Nel momento in cui erano arrivati alla quarta ristampa, se volevate comprarvi un set di OD&D era probabile che sareste diventati gli orgogliosi possessori di un sacchetto con sei dadi non colorati e una matita di cera bianca o nera da usare per delineare voi stessi i numeri.
Già questa cosa non era il massimo. Ma man mano che gli anni passarono le cose non migliorarono certamente e, anzi, la cosa divenne ancora più comune. Si poteva praticamente vedere la scorta di dadi della TSR diminuire a vista d'occhio. Nel 1979 le scorte finirono e dovettero includere dei cartoncini con dei "dadi da ritagliare", dei foglietti di cartone con quadratini con sopra vari numeri da ritagliare e pescare casualmente

Al giorno d'oggi o prendete un set completo della Chessex o li ordinate a peso. Si possono comprare dadi di ogni forma e dimensioni, con simboli speciali di ogni genere. Io stesso possiedo un set di dadi con simboli di ossa per quando gioco un necromante o per generiche cose da cattivo. Viviamo davvero in un'epoca di abbondanza.
Requisiti Differenziati per Salire di Livello

Qui sopra ne ho inclusi solo due di esempio, ma 'c'è stato un tempo (AD&D) durante il quale ogni classe cresceva di livello ad un ritmo differente. Quindi anche se riuscivate a fare sì che tutti i giocatori si presentassero ad ogni sessione finivate comunque ad avere delle discrepanze di livello. Perché niente è così divertente come rimanere uno o due livelli indietro rispetto al resto del gruppo e rischiare di morire ancora più facilmente.
Vale lo stesso discorso con i limiti massimi di classe/razza. Certo le prime edizioni del gioco erano volutamente umanocentriche, ma questo limitava anche in parte il divertimento. Al giorno d'oggi si può scegliere una qualsiasi combinazione di razze e classi, e si sale di livello tutti allo stesso ritmo. Il che implica doversi preoccupare solo di assegnare al meglio le caratteristiche.
THAC0

Parlando di matematica prendiamo la cosa "preferita" di tutti riguardo a D&D, ovvero il determinare quali numeri sommare tra di loro. Assicuriamoci, quindi, che i giocatori debbano fare un ulteriore passaggio di calcolo da poi confrontare con un altro valore.
Siamo sinceri, la questione è ancora presente (anche se non così terribile alla fine, solo noiosa). Semplicemente quel passaggio di calcolo ulteriore viene saltato visto che la CA è presentata come numero bersaglio invece che calcolata a livello astratto da uno 0. Questo ha anche il bonus aggiunto di fare sì che tutti i bonus che ottenete salendo di livello siano ad incrementare. E d'altronde ottenere dei numeri sempre più grandi non è forse da sempre alla base del voler salire di livello?
Miniature di Piombo

Le miniature sono molto migliorate con gli anni. Certo c'è comunque un certo fascino nostalgico nelle miniature "vecchia scuola" di piombo. Forse è il peso o il chiedersi se potrebbe essere il caso di farsi un richiamo del tetano se ci si graffia sopra un dito cercando di montare le ali ad un gargoyle.
Per il resto di noi ci sono tantissime miniature di plastica leggere, dettagliate e soprattutto (relativamente) economiche a disposizione sul mercato al giorno d'oggi. Che si tratti di miniature già dipinte (che è sicuramente l'andazzo del futuro) o dei prodotti della Reaper's Bones, le miniature moderne sono molto più variegate e particolari e sono più semplici da gestire.
Satana

Nessuno oggi pensa che il nostro hobby sia satanico, ma c'è stato un periodo in cui c'era chi lo pensava Che si tratti della volta in cui D&D ha traumatizzato Tom Hanks...

O di quella volta che i giornali hanno deciso che D&D era roba da stregoni...

C'è stato un periodo in cui giocare a D&D implicava essere un adoratore del diavolo e un membro degli Illuminati. Come per ogni altro franchise che è stato travolto da un panico moralista, tutto quello che queste notizie fecero fu rendere miserabile la vita di molte persone per un lungo tempo e non aiutarono certo chi pretendevano di voler aiutare.
Ad ogni modo al giorno d'oggi il futuro del nostro hobby appare radioso.
Ci sono altri aspetti del nostro hobby che siete contenti siano caduti in disuso? Pensate che ci siamo sbagliati e che la THAC0 fosse in realtà una gran cosa? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-five-trends-gaming-left-behind-for-good-reason.html
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By Psyco

Retrospettiva: AD&D 1E Monster Manual

Il Manuale dei Mostri di AD&D è stato il primo manuale a copertina rigida per Dungeons & Dragons ed è stato un enorme passo avanti, sia per il gioco che per la TSR (l’editore originale di D&D – NdR). Nelle sue 112 pagine troviamo stipati oltre 350 mostri per il nuovo gioco “Advanced” Dungeons & Dragons, e la loro presentazione e il loro layout furono rivoluzionari.
La maggior parte dei giocatori oggi non ha idea di come i mostri venivano presentati nei manuali originali di D&D: sotto forma di lunghe tabelle e, nelle pagine seguenti, c’erano dei paragrafi che descrivono e spiegavano le forme speciali di combattimento che sfruttavano. Il Manuale dei Mostri ha cambiato questo approccio: ogni singolo mostro aveva ora le sue statistiche insieme alla sua descrizione e normalmente anche una illustrazione. Avere le immagini della maggior parte dei mostri fu un grande passo avanti rispetto ai manuali originali di D&D e ha aiutato molto sia DM che giocatori.
Questo manuale è stato “il primo” di tante cose che oggi diamo per scontate: il primo manuale a copertina rigida, il primo dedicato interamente ai mostri e il primo manuale di AD&D.
Se Eldritch Wizardry ci ha dato i demoni, il Manuale dei Mostri ci ha dato i diavoli e i Nove Inferi, i draghi metallici, i non morti più potenti e molti altri mostri. Inoltre ha aggiunto molte sottorazze agli elfi, nani ed halfling: Elfi dei Boschi, Acquatici, Mezzelfi e Drow; Nani delle Colline e delle Montagne; Halfling Alti e Tozzi. Quindi non solo più mostri, ma anche più dettagli sui quelli che già conoscevamo.

Copertine rispettivamente del: 1977, 1983, 2012
Le illustrazioni sono state fatte da David C. Sutherland III, David Trampier, Tom Wham e Jean Wells, con la copertina originale di Sutherland. Jeff Easley ha illustrato la copertina rivista alcuni anni dopo. Mentre la copertina originale non vincerà mai alcun premio per l'abilità tecnica, l'idea di mostrare le creature sia sopra il suolo che in un tunnel sotto terra è stata sicuramente un'idea eccellente – anche se ha dato agli addetti al layout della TSR un problema su dove mettere le scritte del prodotto!
Sutherland e Trampier hanno realizzato la maggior parte delle illustrazioni, ma la più memorabile per me è la vignetta di Tom Wham riguardante un gruppo di avventurieri che incontra una lince in un deserto innevato. È abbastanza in contrasto con il modo relativamente serio in cui quasi tutto il resto viene disegnato e descritto.

I mostri sono descritti in base a: N. per incontro (nelle terre selvagge), Frequenza, Classe armatura, Movimento, Dadi vita, % in Tana, Tipo di tesoro, Numero di attacchi, Danno/Attacco, Attacchi speciali, Difesa speciale, Resistenza magica, Intelligenza, Allineamento, Taglia e Capacità psioniche.
In teoria, la frequenza veniva utilizzata per determinare il loro numero sulle tabelle degli incontri casuali e sul terreno, ma non conosco molti che l’abbiano usata in quel modo. N. per incontro era un valore problematico, poiché raramente corrispondeva a qualcosa di utile: quanti se ne potevano incontrare in un dungeon sarebbe stato un valore decisamente più importante, ma quel valore si trovava nella GdDM. Lo scopo di % in Tana era per capire se (a) avevate incontrato il mostro nella sua tana in un incontro casuale nelle terre selvagge, e (b) vedere se aveva qualche tesoro.
C'è una certa propensione delle statistiche verso il rendere i mostri utili per un gioco nelle terre selvagge. È qualcosa che non ha avuto un grande utilizzo nei successivi supplementi di D&D, i quali tendevano ad essere ambientati in sotterranei o in luoghi più controllati, ma almeno l'opzione c’era per quelli che la volevano!
Gary Gygax ha tratto i mostri da Original D&D e dai suoi supplementi, dalle riviste (Dragon e Dungeon) e in parte ne ha creati di nuovi. Nella prefazione per l'ispirazione/creazione di nuovi mostri, infatti, ringrazia Steve Marsh, Erol Otus, Ernie Gygax e Terry Kuntz, anche se è improbabile che siano entrati inalterati nelle pagine del manuale: praticamente ogni mostro è stato cambiato nelle statistiche e nell’aspetto rispetto alla versione originale (se non altro perché il sistema AD&D, pur attingendo da Original D&D, era in realtà un nuovo sistema con parametri diversi).

Il nuovo AD&D, quando uscì il Manuale dei Mostri, non era ancora da considerarsi come “definitivo”. La cosa si evince anche da un fatto curioso: non c'è nessun mostro nel manuale con una CA di 10. In OD&D, una CA di 9 era considerata la peggiore (nessuna armatura). Nel Manuale del Giocatore di AD&D, Gygax ha aumentato questo valore a 10, ma la cosa non si riscontra nel Manuale dei Mostri, che è stato rilasciato, ricordiamolo, un anno prima del Manuale del Giocatore.
La filosofia alla base del design dei primi mostri di AD&D era semplice: mostri stimolanti da sfidare e con caratteristiche derivate dalle leggende. In effetti, la maggior parte dei mostri era semplice e in realtà possedeva solo valori di CA, DV, #AT e danno. Tuttavia, alcuni piccoli cambiamenti hanno avuto un grande impatto: un Gargoyle era una bestia abbastanza standard, ma il fatto che fosse necessaria un'arma +1 o migliore per ferirlo lo trasformò in un temibile nemico per i gruppi impreparati o di basso livello. I ghoul paralizzavano con un colpo le vittime, i wight avevano la spaventosa capacità di risucchiare i livelli. E visto che gli incantesimi per ripristinare quei livelli persi erano di alto livello e difficili da acquisire, questi non morti di basso livello diventarono un incubo per i giocatori.
I mostri che hanno ricevuto maggiore attenzione sono stati gli umanoidi – come orchi, goblin, coboldi – assieme ai pezzi grossi di D&D: demoni, diavoli e draghi. Questi ultimi tre avevano ciascuno una sezione descrittiva generica prima delle voci dei singoli mostri che componevano tale sezione. Ci sono alcune regole interessanti qui che chiariscono cose non descritte altrove. Ad esempio, "Tutti i diavoli possono dirigere i loro attacchi contro due o più avversari se ne hanno modo", un chiaro caso de "l'eccezione che conferma la regola" visto che implica il fatto che normalmente un mostro non possa dividere i propri attacchi contro più avversari. Molti dei demoni e diavoli più potenti avevano la possibilità di lanciare incantesimi, con vari incantesimi di esempio. I draghi avevano una probabilità di poter parlare e lanciare incantesimi – oltre a poter essere scoperti mentre dormivano nelle loro tane e a poter quindi usare attacchi non letali su di loro (il che dava adito alla possibilità di rivenderli in seguito!)

Il Manuale dei Mostri di AD&D presenta un'omissione importante: i PE e il livello dei mostri. Questi valori verranno forniti – talvolta in modo abbastanza impreciso – in una tabella riassuntiva nella GdDM. Soltanto nei successivi manuali dei mostri di AD&D verranno inclusi questi valori. Quindi non c'erano all'epoca regole rigide e veloci per determinare una sfida corretta per un gruppo di avventurieri di un certo livello. La GdDM dava alcune linee guida, che spesso non funzionavano. Il modo migliore per giudicare la difficoltà di un incontro era dato dall'esperienza acquisita durante il gioco. La cosa all’epoca non mi disturbava; ci sarebbero volute le successive edizioni per farmi comprendere l'utilità di un Grado di Sfida – specialmente con molti nuovi mostri mai usati prima.
La resistenza alla magia era uno di quei valori che, per la sua poca chiarezza, causava molte discussioni. La percentuale di base (quella indicata) era riferita ad un utilizzatore di magia di 11° livello; questo valore veniva incrementato o decrementato del 5% per ogni livello di differenza dell’attaccante. È una regola piuttosto goffa che per fortuna AD&D 2E ha reso una percentuale secca.
Nonostante questi difetti, la qualità del manuale non ne risente. I piccoli problemi riscontrati non adombrano le novità che ha introdotto e la natura generalmente poco complessa dei mostri è apprezzabile. Questo non vuol dire che i mostri di D&D non possano diventare complessi, ma gestire un Orco in AD&D è sicuramente una cosa semplice e ha portato a partite emozionanti.
Questo Manuale dei Mostri certamente non vi travolge con i dettagli: il Doppleganger ha solo poche righe di descrizione e non ha nulla sul suo habitat e sulla sua società, ma già solo la sua capacità di mutare forma racchiude in sé i semi per un’avventura. E poiché la maggior parte dei mostri presenti deriva dalla mitologia, i giocatori già si potevano fare un'idea e immaginarsi di cosa si trattava (o potevano in ogni caso scoprire facilmente altri dettagli).

Alla fine, il Manuale dei Mostri è stato un lavoro eccezionale, facendo ciò che era necessario per permettere ai Dungeon Master di gestire al meglio il gioco. Le versioni successive avranno sicuramente fornito diversi livelli di complessità e dettaglio, ma sono ancora colpito da quanto sia eccellente il materiale fornito da questo manuale. È stato sicuramente il punto di partenza di molte avventure memorabili della mia giovinezza. Sfogliando una delle mie copie fisiche o sfogliando il PDF, provo lo stesso senso di meraviglia che ho provato 40 anni fa.
Articolo tratto da:
https://rpggeek.com/thread/711001/talking-lynx
http://theotherside.timsbrannan.com/2019/11/monstrous-monday-review-monster-manual.html

Questo manuale è disponibile in PDF sul sito DMGuild.com
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Registrato il primo calo di D&D su Roll20

Articolo di Morrus del 05 Febbraio
Le ultime statistiche di Roll20, relative a fine 2019, sono arrivate. In termini di partite giocate D&D ha mostrato la sua prima flessione dal mio ultimo resoconto su Roll20, passando dal 51,87% nel secondo trimestre del 2019 al 47,54% nel quarto trimestre (anche se risulta comunque leggermente più alto del 45% del terzo trimestre, le cui statistiche non avevo riportato!). Call of Cthulhu è passato dal 14,3% del secondo trimestre al 15,3%. Pathfinder è calato dal 6,5& a circa il 5% (ma si è ripreso da un pesante tracollo nel terzo trimestre, che era atteso vista l'uscita della nuova edizione). In termini di numeri totali di giocatori D&D è calato di circa l'1% mentre Pathfinder è aumentato del 2% circa. Call of Cthulhu ha visto un incremento notevole del 7%.
Quello che risulta strano sono i numeri di PF2. Solo poco sopra l'1% nel quarto trimestre del 2019 (che è comunque un incremento del 82% in proporzione). Mi chiedo se alcuni dei dati di PF1 e PF2 stiano venendo mischiati sotto la voce generica "Pathfinder".

Queste sono le statistiche legate al numero di partite giocate su Roll20 con un dato sistema

Queste sono le statistiche legate al numero di account su Roll20 legati ad un dato sistema
Il rapporto pubblicato dall'Orr Group (l'azienda che gestisce Roll20 - NdT) ci mostra anche un nuovo parametro interessante, ovvero i giochi in maggior crescita in questo ultimo trimestre.

Il forte incremento di Ironsworn RPG coincide con l'uscita della campagna in streaming interna di Roll20 che usa questo sistema, quindi non è strano che la cosa si rifletta sulle statistiche.
Eccovi la lista completa:







 
Qui invece abbiamo l'andamento, diviso per trimestri, dei tre principali GdR nel 2019:

Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/roll20-reports-first-drop-for-d-d.670107/
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Daimadoshi85

The Witcher - prime impressioni

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Nonostante le mie aspettative estremamente negative sulla serie e sugli attori, devo ricredermi. Sono alla quinta puntata e sto trovando la trama e la caratterizzazione dei personaggi ben fatta e molto in linea con i libri che ho letto. Non posso esprimermi sui videogame come trama perché non sono mai riuscito a superare il primo capitolo del primo senza che mi andasse a tedio. 

Qualcuno l'ha visto? Che ne pensate? 

Edited by Daimadoshi85

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Non ho ancora avuto il piacere di iniziarla. Sono un grande fan dei libri, ma come te sono digiuno dei giochi, che ho recuperato ma prendono polvere sul mio scaffale digitale su Steam. 

Ero molto scettico, sopratutto di Henry Cavill come attore protagonista. Vederlo in azione in alcune anteprime di scene tuttavia mi ha lasciato un'impressione molto positiva. Come presenza scenica sembra essere molto riuscita. 

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3 hours ago, Kuka97 said:

Ero molto scettico, sopratutto di Henry Cavill come attore protagonista

Idem! E devo dirti che invece ha fatto un gran lavoro, anche con la voce, e le scene sono fatte bene e rispecchiano il primo libro! Mi sta piacendo davvero molto questa serie! 

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Vista. Non conosco nè i libri nè i videogiochi.
A parte la cgi che sembra uscita da una puntata di Xeena, mi sono goduto la serie. Le prime puntate sono state un po' confusionarie ma dalla quarta si ingrana e la visione scorre veloce.

Non un capolavoro, ma perfetta da guardare se si cerca intrattenimento leggero in salsa fantasy.

Peccato che le puntate siano poche perchè ovviamente hanno fatto finire la serie sul più bello 😂

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Just now, tamriel said:

Vista. Non conosco nè i libri nè i videogiochi.
A parte la cgi che sembra uscita da una puntata di Xeena, mi sono goduto la serie. Le prime puntate sono state un po' confusionarie ma dalla quarta si ingrana e la visione scorre veloce.

Non un capolavoro, ma perfetta da guardare se si cerca intrattenimento leggero in salsa fantasy.

Peccato che le puntate siano poche perchè ovviamente hanno fatto finire la serie sul più bello 😂

Beh, per la cgi ho visto di molto peggio...

Le prime puntate sono un po' confusionarie esattamente come lo era il primo libro, che sembrava quasi una serie di racconti a sé stanti, motivo in un certo senso che ho apprezzato perché rende la serie una buona trasposizione rispetto ad esso! L'episodio con Villentrenthemerth ero così 😱😱😱

Anche io ho finito la serie nel weekend 😂 Essendo partito prevenutissimo a causa di Henry Cavill, mi sono dovuto ricredere!

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Mi é piaciuta e non poco.
Tant'é che mi sono sparato gli 8 episodi in una giornata e se vi fosse stata una seconda stagione adesso probabilmente la starei terminando. Beati giorni di feste senza nulla da fare.

Ma, detto questo, condivido appieno il divario di critica in Rotten Tomatoes, tra critici (56%, che scende a 33% se prendiamo solo i critici riconosciuti) e Fans (93%).

La storia é ben fatta, in molti punti fedele al videogioco (ahimé non ho letto i libri, spero di poterlo fare a breve) ed in ogni capitolo v'é un buon contenuto senza quelle lentezze a riempire minuti (ed episodi) o quei "trucchi" a fare da gancio al finale di ogni episodio presenti in Game of Thrones, che comunque a mio giudizio nelle sue prime stagioni rimane per il momento superiore.

Inizia lenta ed un po' confusionaria, come é stato detto, ma giá dal terzo capitolo e specialmente dal quarto (sontuoso) intriga ed appassiona.

Ma, allo stesso tempo, a mio parere gli attori sono un po' scialbi, gli manca quella caratterizzazione veemente che hanno in GoT, dove molti sembravano un po' quei caratteristi di Sergio Leone. Henry Cavill é pure meglio di quanto temessi, va detto che per fortuna il personaggio che parla ed esprime poco lo aiuta, ma molti degli altri attori davvero sono un po' scialbi e peccano di mordente rispetto alla bellezza dei personaggi che interpretano.
Inoltre a livello di fotografia si sente molto la digitalizzazione, cosa che per esempio non accade in GoT, dove il mondo e contorno appare molto realistico allo stile Signore degli Anelli; ed anzi gli scenari ed i paesaggi, con i bellissimi contrasti e le caratterizzazionitra le regioni e le genti, per il momento sono resi meglio nel videogioco.

Riassumendo:

- Bene trama, ritmo e contenuti

- Meno bene attori e fotografia

Voto: 7.5

😁

Edited by Jeromonty
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Il 23/12/2019 alle 15:27, Daimadoshi85 ha scritto:

Le prime puntate sono un po' confusionarie esattamente come lo era il primo libro, che sembrava quasi una serie di racconti a sé stanti, motivo in un certo senso che ho apprezzato perché rende la serie una buona trasposizione rispetto ad esso!

Il primo libro sembrava una raccolta di racconti perché è una raccolta di racconti (alcuni più importanti di altri, vedasi L'ultimo Desiderio, di cui trovi una sorta di seguito non riconosciuto in una side quest del 3° videogioco). In realtà è una raccolta pure il 2° libro, dove c'è appunto il drago e Yennefer.

La serie non l'ho ancora vista nella sua interezza (e l'attrice che interpreta Yennefer continua a non convincermi), ma imho, a una prima occhiata di alcuni spezzoni, col personaggio di Vilgefortz hanno toppato di brutto.

 

Edited by Nyxator
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Anche io ho visto la serie fino alla puntata 5 (me la sto godendo un po' per volta, considerato il caos delle feste natalizie) e devo dire che mi sta piacendo un sacco.

Non ho mai letto i libri, anche se mi sono sempre detto di farlo prima o poi, e dei videogiochi conosco bene solo il 1° capitolo uscito per PC (gli altri due li ho solo provati), ma questo mi è bastato per appassionarmi un sacco all'ambientazione. E' esattamente il tipo di setting Fantasy che si adatta ai miei gusti: dark fantasy maturo, low magic (la magia c'è, ma non è a disposizione di chiunque), con un'ambientazione molto vicina alla realtà medievale, con intrighi e misteri. E il primo videogioco mi è bastato per iniziare ad appassionarmi alle vicende di Geralt di Rivia e al suo mondo brutale e composto da scale di grigi.

E la serie tv al momento si sta dimostrando ugualmente affascinante. Gli attori mi piacciono tutti (in particolare mi ha sorpreso Henry Cavill, su cui prima avevo molti dubbi e che ora ritengo perfetto per la parte di Geralt) e la storia mi pare ben sviluppata, anche se segue un ritmo un po' complesso. E' sicuramente una delle serie fantasy migliori tra quelle realizzate negli ultimi anni e mi sta appassionando parecchio. Speriamo che la qualità continui a rimanere alta in questo modo. 🙂

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2 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Non ho mai letto i libri, anche se mi sono sempre detto di farlo prima o poi, e dei videogiochi conosco bene solo il 1° capitolo uscito per PC (gli altri due li ho solo provati), ma questo mi è bastato per appassionarmi un sacco all'ambientazione. E' esattamente il tipo di setting Fantasy che si adatta ai miei gusti: dark fantasy maturo, low magic (la magia c'è, ma non è a disposizione di chiunque), con un'ambientazione molto vicina alla realtà medievale, con intrighi e misteri. E il primo videogioco mi è bastato per iniziare ad appassionarmi alle vicende di Geralt di Rivia e al suo mondo brutale e composto da scale di grigi.

Se ti è piaciuto il 1° videogame e l'atmosfera, ti raccomando decisamente i libri. È probabile che questo personaggio qui sotto diventi uno dei tuoi cattivi crudi preferiti

latest?cb=20170601210152

 

 

Edited by Nyxator
p.s: il nome del personaggio è nella url.
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I libri sono meravigliosi!
Per la serie TV al momento (sono a metà) nutro sentimenti contrastanti: riconosco molte scene e battute prese integralmente dai libri ma alcune scelte mi fanno storcere il naso, su tutte i continui salti non solo di personaggio in personaggio (e tutti vivono vicende diverse ed inizialmente scollegate) ma anche avanti ed indietro nel tempo...fa venire il mal di mare anche a chi come me si è dato una riletta ai primi libri aspettando la serie. Non mi piace poi il personaggio di Triss, non hanno scelto l'attrice giusta a mio avviso; e nemmeno Yennefer rispetta molto le descrizioni di Sapkowski.
Mi metto nei panni di chi non ha letto i libri e non ha giocato ai videogame: dev'essere un incubo seguire la serie...non c'è un minimo di contestualizzazione, viene dato tutto (o gran parte) per scontato, compaiono personaggi diversi e luoghi diversi senza nessuna spiegazione di dove sono e chi siano. Mi sembra un prodotto pensato appositamente per i già appassionati alla saga. 
E mi sembra anche un esperimento cinematografico: la scelta di mettere in scena il primo libro (ovvero una serie di racconti autoconclusivi slegati tra loro) sembra un modo per saggiare le reazioni del pubblico prima di imbarcarsi nella drammatizzazione delle intere vicende narrate nel resto dei libri (ovvero le vicissitudini di Geralt e del suo gruppo alla ricerca di Ciri mentre Nilfgaard muove guerra ai regni settentrionali). Per la serie: "se va bene facciamo il seguito con la storia interessante, se va male pazienza: non abbiamo lasciato a metà niente". 

Edited by DarthFeder
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Visto due episodi.

E mi fa assolutamente schifo.

Ho letto i primi 4 libri dopo aver giocato al primo gioco della saga, adoro le atmosfere dei libri e il suo fantasy crudo e realistico e le sue atmosfere così vicine alla realtà del medioevo e ai suoi miti.
Per questo motivo sto detestando la serie, un cast completamente sbagliato, i protagonisti non hanno nulla a che fare coi libri, senza contare Triss che è completamente diversa anche la faccia da bamboccio di Cavill mal si presta ad interpretare Geralt, anche se prova a fare la voce di Batman.
Stessa cosa per personaggi minori e comparse, questa multietnicità forzata che non c'entra nulla con l'ambientazione, messa lì solo per il politicamente corretto mi ammazza completamente la sospensione dell'incredulità. Il mondo di The Witcher, seppur di fantasia, è basato sull'Europa durante il medioevo con forte presa sulle tradizioni slave, inserirci attori di etnia africana è un insulto alla cultura dell'est Europa.

Non parliamo poi della CG dei mostri, il fauno della seconda puntata sembrava una maschera di carnevale dei cinesi ed era animato peggio della motion capture dei mostri degli anni 60.

La famosa canzone Toss a Coin for your Witcher spopola, e grazie al xxxxx dico io! Non è altro che una canzoncina pop che sembra uscita dal repertorio di un qualsiasi autore moderno, stona completamente con l'ambientazione e le sue tematiche.

Per me è bocciato a pieni voti.

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Ho da poco finito di vedere l'intera stagione e, invece, mi trovo ad avere un'opinione completamente diversa da quella di Grimorio.

La serie tv mi è piaciuta un sacco.

Ha i suoi difetti, è innegabile, ma è un prodotto di alta qualità (almeno per i miei gusti) e rimane una delle ambientazioni fantasy più interessanti tra quelle mostrate in tv negli ultimi anni. Cavill si conferma un'ottima scelta per il ruolo, a mio parere, così come l'attore che fa Jaskier (terribile il nome italiano Ranuncolo) e le attrici che interpretano Yennefer e Ciri. Molto sacrificata Triss Merigold, ma in questo caso si tratta di una scelta più che comprensibile: avendo poco spazio, gli autori hanno giustamente deciso di dare centralità al rapporto tra Yennefer e Geralt; dare maggiore spazio a Triss, come avviene nei videogiochi, significava creare una storyline ridondante che avrebbe depotenziato quella molto più importante di Yennefer.

Comprensibile anche la scelta di focalizzare questa stagione sulla presentazione dei personaggi, lasciando alla seconda stagione il compito di iniziare a svelare pienamente la storyline centrale di Geralt, Yennefer e Ciri (che non conosco, non avendo giocato pienamente al 3° gioco e non avendo letto i libri, ma so che costituisce il cuore della saga). Negli ultimi anni il pubblico si abituato - malamente a mio avviso - ad avere tutto e subito, motivo per cui si pretende che una serie tv metta in campo subito le storyline importanti senza preambolo. Poi, però, ci si lamenta che le stesse serie tv che lo fanno risultino deboli, mal scritte, noiose o poco divertenti (vedasi le critiche rivolte a Fear the Walking Dead, serie disastrosa che è risultata tale perchè ha semplicemente cercato di applicare ciò che per anni gli spettatori della serie hanno chiesto a gran voce alla AMC, lamentandosi continuamente della serie madre: più azione, più mostri, meno situazioni lente in cui costruire i PG). La prima stagione di The Witcher, dunque, fa bene a focalizzarsi sulla presentazione dei personaggi e dei rapporti che ci sono fra loro, perchè essi sono il cuore di questa storia. Affinché il mistero che li riguarda possa risultare importante, infatti, è innanzitutto necessario che gli spettatori conoscano i PG e si affezionino a loro. La serie, dunque, giustamente si prende il tempo di spiegare al pubblico chi sono Geralt, Yennefer, Ciri e tutti gli altri, e pone le basi per approfondire meglio in seguito il mistero che molti attendono. In questo modo lo spettatore medio inzierà a tenerci a quei PG e vorrà veder svelato quel mistero.

Ottime, infine, le scene di combattimento, in particolare quella della prima stagione contro la banda di Renfri. Gli effetti speciali non sono il massimo, quello è vero, ma ho visto di molto peggio: nonostante qualche sbavatura sono di buona qualità e mantengono il coinvolgimento.

Non credo sia casuale il fatto che, nonostante recensioni spesso negative sulla serie, il pubblico in giro per il mondo stia amando The Witcher. Credo, inoltre, che essa stia confermando qualcosa che già Game of Thrones aveva mostrato: il fantasy oggi risulta vendibile solo se diverso dalla sua versione classica per ragazzi. O cambia il setting (mondo contemporaneo, mix con la fantascienza, steampunk, ecc.) o deve essere trattato in maniera matura (Game of Thrones, The Witcher, Carnival Row e persino Vikings, a suo modo). I giovani oggi preferiscono i supereroi ai maghi e ai cavalieri. Gli adulti, invece, quelli cresciuti con maghi e cavalieri, cercano spesso un fantasy capace di parlare di tematiche adulte e caratterizzato da una estetica adulta. Ecco perchè The Witcher funziona.

Edited by SilentWolf
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Il 5/1/2020 alle 09:21, Grimorio ha scritto:

Non parliamo poi della CG dei mostri, il fauno della seconda puntata sembrava una maschera di carnevale dei cinesi ed era animato peggio della motion capture dei mostri degli anni 60.

Quella di quegli anni là è animazione a passo uno, non mocap. Comunque imho lo scheletro made in Ray Harryhausen ne il 7° viaggio di Simbad (del 58) fa ancora scuola a molte Cg o effetti speciali basso costo o approssimativi di film tv e serie televisive. (non necessariamente questa -anche perchè l'ho vista a sbocconcelli- è più un discorso in generale)

Il 5/1/2020 alle 09:21, Grimorio ha scritto:

anche se prova a fare la voce di Batman.

D'altronde a lui toccò Superman. 

21 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Ho da poco finito di vedere l'intera stagione e, invece, mi trovo ad avere un'opinione completamente diversa da quella di Grimorio.

La serie tv mi è piaciuta un sacco

Diciamo che il non avere una visione dell'insieme in un certo senso permette di vedere la serie tv senza preconcetti, aspettative, storcere il naso qui e là e/o tirar metaforicamente le capocciate al muro quando si nota che una cosa non c'azzecca manco col telescopio. (qualcuno per caso ha detto quella scena là con Cahir e Vilgefortz?)

Modifiche al setting: nei libri ci son giusto Tea e Vea (le guerriere di Zerrikania armate di sciabola che accompagnano Tre Taccole, nel 3° videogame o in un contest tra fanart mi par esista anche una carta del gwent che li ritrae),  la sola citazione di Zerrikania (terra calda ed esotica al sud) e tutto il corollario di dialoghi anche un pò beceri tra Geralt e Borch per sottolineare  l'incontro non comune (primo racconto del 2° libro). Al più (ma qui dovrei riguardare) nel fine saga c'è la descrizione della spada di Eredin che somiglia a una katana.

Poi vabbé, al nord ci son le Skellige. Ma l'area è contestualizzata e viene visitata solo da alcuni personaggi. 

 

Trama/personaggi e domande retoriche sulla versione tv: mapperché scimmiottare The Last Wish quando hanno già svelato ciò che Geralt (e il lettore stesso a quella pagina) intuisce/"intravede" fissando gli occhi violetti nel racconto? 

attenzione: Spoiler anagrafico su Yennefer nei libri più avanti. 

Spoiler

 

Spoiler

Cioè, tanto valeva dir subito: signori, ha pure 90 e rotti anni, tempo per affinar il suo già proverbiale caratteraccio ne ha avuto. 😄

 

 

21 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Jaskier (terribile il nome italiano Ranuncolo)

Eh lo so, facevo fatica anch'io nel primissimo libro. Potremmo anche chiamarlo Dandelion, ma tant'è, Ranuncolo è la traduzione alla lettera del nome in polacco come su richiesta dell'autore. 

21 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Ciri (che non conosco, non avendo giocato pienamente al 3° gioco e non avendo letto i libri, ma so che costituisce il cuore della saga)

Diciamo che la Ciri cresciuta/macchina da guerra di The Witcher3 è abbastanza farina del sacco di CDproject (battaglia fino e con Caranthir docet) e segue una continuity tutta sua, seppur con qualche rimando ai libri. Per la vera leoncina di Cintra e le scene più avanti dove anche Triss ha una sua importanza nel quadretto generale senza ridondare o depotenziare alcunché, chiedere a Sapkowski. 

21 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Ottime, infine, le scene di combattimento, in particolare quella della prima stagione contro la banda di Renfri

Quella sì. Se non ricordo male nel libro Geralt esegue la classica parata da strigo sul dardo ma non usa i segni. 

 

 

Edited by Nyxator
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1 ora fa, Nyxator ha scritto:

Diciamo che il non avere una visione dell'insieme in un certo senso permette di vedere la serie tv senza preconcetti, aspettative, storcere il naso qui e là e/o tirar metaforicamente le capocciate al muro quando si nota che una cosa non c'azzecca manco col telescopio.

In effetti hai ragione e capisco quello che provi, perchè è esattamente quel che ho provato io guardando Il Trono di Spade (non casualmente ho smesso di vedere la serie tv alla 4a stagione, preferendo seguire la storia sui libri che in televisione; per quanto possano essere bravi, infatti, gli showrunner non hanno le capacità narrative di George Martin e le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono una storia troppo complessa perché possa essere resa bene da chi non sa gestirla, soprattutto se si tratta di eventi che Martin stesso non ha ancora scritto).

Ma negli anni ho imparato un trucco riguardo alle trasposizioni, così da riuscire a godermele: è meglio non aspettarsi la replica esatta di ogni singola parola, scena o vignetta (nel caso di un fumetto), ma pretendere che ad essere trasposto fedelmente sia il cuore della storia, dei personaggi, delle vicende e delle tematiche dell'opera amata, ovvero il suo spirito. Questo, almeno, è un trucco che vale per me.

L'istinto ci può portare a pretendere che gli autori della trasposizione replichino alla perfezione ogni minimo dettaglio dell'opera originale, ma questa aspettativa è ingannevole e in genere conduce a delusioni: è praticamente impossibile replicare alla perfezione un'opera, soprattutto se il medium usato dalla trasposizione è diverso da quello dell'opera originale (medium diversi usano linguaggi diversi, dunque hanno esigenze, possibilità e limiti differenti); la trasposizione perfetta dei dettagli, inoltre, spesso non è garanzia di una trasposizione di buona qualità, perchè l'ossessione per i dettagli può finire con il far perdere di vista la trasposizione dell'aspetto più importante di tutti: lo spirito dell'opera originale. Tra una trasposizione che replica perfettamente ogni millimetro delle scene e delle vicende di una storia, andando però a tradirne lo spirito, e un'opera che modifica di sana pianta i dettagli di numerose scene e vicende ma ne riporta perfettamente lo spirito, preferisco di gran lunga il secondo caso.

Si risponde che basterebbe fare una trasposizione che replica fedelmente sia le scene/vicende, che lo spirito? Sarebbe bello, ma nel 99% dei casi si tratta di un desiderio impraticabile, per limiti del medium scelto innanzitutto.

Una serie tv non è un romanzo: non usa lo stesso linguaggio, è limitato dal budget di produzione (il romanziere, invece, può realizzare qualunque scena senza spendere una lira), deve raccontare la storia in un limite di tempo specifico (le circa 8 ore della prima stagione, ad esempio), e deve valutare attentamente cosa mostrare o non mostrare per non perdere il pubblico tra una puntata e l'altra (altrimenti la stagione seguente potrebbe non venire mai finanziata). Una serie tv, quindi, come un film, difficilmente potrà replicare nel dettaglio ogni scena e situazione scritta nei romanzi. Meglio se ad essere restituito fedelmente è lo spirito dell'opera originale, che è il cuore di ciò che il pubblico ha imparato ad amare. Esiste già, dopotutto, un'opera in cui ogni momento è presentato esattamente come lo si è amato: si tratta dell'opera originale. Se si sceglie di guardare, leggere o ascoltare una trasposizione su un medium differente, dunque, è preferibile accettare la presenza di modifiche, anche nette, alle scene/situazioni, perchè tendenzialmente sarà inevitabile. Altrimenti meglio continuare a leggere solo i libri, il che comunque di per sè non è una scelta sbagliata: è esattamente quello che ho deciso di fare io con il Trono di Spade.

Aspettarsi le modifiche nei dettagli e pretendere il rispetto dello spirito dell'opera, insomma, è un buon metodo che mi ha aiutato negli anni ad evitarmi molte delusioni. Ovviamente vale per me, come già detto, ed è legittimo che ogni altra persona ritenga invece giusto pretendere di più. 🙂

Ora, io non so se la serie tv rispetta fedelmente lo spirito dei romanzi. Questo potete dirlo solo voi che li avete letti. Credo, però, sia abbastanza rassicurante il fatto che Andrzej Sapkowski sembra avere una gran voce in capitolo riguardo alla scrittura delle serie tv, alla quale partecipa attivamente collaborando con la Showrunner e gli altri sceneggiatori.

1 ora fa, Nyxator ha scritto:

Eh lo so, facevo fatica anch'io nel primissimo libro. Potremmo anche chiamarlo Dandelion, ma tant'è, Ranuncolo è la traduzione alla lettera del nome in polacco come su richiesta dell'autore.

Tra Ranuncolo e Dandelion, decisamente meglio Dandelion. 😀

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1 ora fa, SilentWolf ha scritto:

 

Ora, io non so se la serie tv rispetta fedelmente lo spirito dei romanzi. Questo potete dirlo solo voi che li avete letti. Credo, però, sia abbastanza rassicurante il fatto che Andrzej Sapkowski sembra avere una gran voce in capitolo riguardo alla scrittura delle serie tv, alla quale partecipa attivamente collaborando con la Showrunner e gli altri sceneggiatori.

Tra Ranuncolo e Dandelion, decisamente meglio Dandelion. 😀

No per nulla, Sapkoski se ne frega bellamente della serie tv, dice:

A me non interessa quello che viene fatto con il mio personaggio al cinema o in altri contesti, anche se è chiaro che è il mio personaggio e sarà sempre il mio personaggio. Per quanto riguarda le dispute legali con CD Projekt posso solo dire che tutta questa faccenda ormai è andata oltre il mio controllo, è diventata troppo grande. E aggiungo anche che ora, in questa fase della mia carriera, i soldi non significano nulla per me.

http://sugarpulp.it/sapkowski-the-witcher-lucca-comics-and-games-2019/

A parte l'ultima frase sui soldi che è una bugia incredibile dato che è andato in causa con CDProjectRed per un contratto non troppo favorevole che lui stesso ha voluto non credendo che il gioco avrebbe avuto successo, si evidenzia che a lui di quello che succede fuori dai libri non gli frega nulla e che la carica di showrunner è solamente onorifica.

Nei libri invece ha delle grosse pretese, infatti ha chiesto ad ogni editore di tradurre dal Polacco e di usare i nomi come lui li ha creati, solo tradotti nella lingua del paese di pubblicazione, per questo Ranuncolo si chiama così e non Dandelion, per questo Wiedzmin è tradotto Strigo e non Witcher

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E direi: per fortuna! Mille volte meglio Ranuncolo che Dandelion e Stringo invece di Witcher...basta cacciare inglesismi anche dove non servono! 😎☝️ il videogioco stesso è pieno di nomi italiani che suonano un po' assurdi (chi ha detto Figlio di P*****a Junior?!? 😂 )ma che al contempo aggiungono una nota di colore che tutti gli altri GdR infarciti dei soliti nomi elfici/nanici/inglesi medievali non hanno. Io, insomma, sono molto favorevole alla traduzione 1:1 polacco-italiano.

Per il resto aggiungo solo un pensiero che mi è venuto leggendo i vostri post, soprattutto quello di Silentwolf quando scrive "molto sacrificata Triss Merigold": in realtà anche nei libri Triss ha un ruolo abbastanza marginale. Viene solamente detto che ha avuto una relazione con Geralt (che in realtà è più che altro una "botta e via" capitata un paio di volte, tra l'altro inizialmente stregando Geralt per ammaliarlo ed in seguito è lei che si prende una cotta per lui), accompagna Ciri per un brevissimo tratto del suo percorso a Kaer Morhen e di tanto in tanto compare in qualche dialogo ma il suo ruolo (almeno fin dove sono arrivato io a leggere finora, ovvero a metà dell'ultimo libro della saga) si ferma qui. È solo nei videogiochi (e dunque è farina di CD Projekt e non di Sapkowski) che ha acquisito tutta quell'importanza, principalmente per via dell'amnesia che colpisce Geralt nel primo The Witcher e grazie alla quale lei di fatto diviene la romance principale del videogame al punto poi da portare il giocatore a poter scegliere tra lei e Yennefer nel terzo capitolo. Ma nel libro non c'è spazio al dubbio: l'amata dello Strigo è sempre, solo e soltanto Yennefer e nessun'altra (salvo una discreta dose di rapporti carnali occasionali), Triss è totalmente nel dimenticatoio dello Strigo.
Quindi, dato che la serie ricalca i libri, è giusto e sacrosanto che Triss se ne stia nel suo angolino a strapparsi i capelli.

PS: ed è giusto che sia bruna e "casta" (nel libro spesso viene descritta con vestiti abbottonati fino al collo) e non rossa e super zozza scollata, altra licenza poetica dei videogame.

Edited by DarthFeder
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2 ore fa, Grimorio ha scritto:

No per nulla, Sapkoski se ne frega bellamente della serie tv, dice:

A me non interessa quello che viene fatto con il mio personaggio al cinema o in altri contesti, anche se è chiaro che è il mio personaggio e sarà sempre il mio personaggio. Per quanto riguarda le dispute legali con CD Projekt posso solo dire che tutta questa faccenda ormai è andata oltre il mio controllo, è diventata troppo grande. E aggiungo anche che ora, in questa fase della mia carriera, i soldi non significano nulla per me.

http://sugarpulp.it/sapkowski-the-witcher-lucca-comics-and-games-2019/

A parte l'ultima frase sui soldi che è una bugia incredibile dato che è andato in causa con CDProjectRed per un contratto non troppo favorevole che lui stesso ha voluto non credendo che il gioco avrebbe avuto successo, si evidenzia che a lui di quello che succede fuori dai libri non gli frega nulla e che la carica di showrunner è solamente onorifica.

In realtà ciò vale solo per i videogiochi. A prescindere dalle sue uscite un po' drastiche e colorite(questo sì che è un autore dal carattere un po' spigoloso), nei fatti collabora con Netflix e la Showrunner per lo sviluppo della serie tv in qualità di Consulente Creativo:

https://tv.badtaste.it/2017/05/the-witcher-netflix-produrra-serie-tv-tratta-saga-andrzej-sapkowski/

Tanto che di recente ha evidenziato il suo peso nello sviluppo dello show, mettendo in evidenza  - dietro a una battuta - il fatto che, comunque, sta seguendo con attenzione il progetto:

https://tv.badtaste.it/2020/01/the-witcher-andrzej-sapkowski-ha-ironizzato-su-game-of-thrones-per-rassicurare-i-fan/

La situazione, dunque, è molto differente rispetto al caso dei videogiochi, dove davvero non ha mai voluto averci nulla a che fare. Anzi, come tu stesso hai ricordato, è finito pure in causa con la CD Project. Nel caso della serie tv, invece, non solo ha dato la licenza, ma ha scelto di partecipare al suo sviluppo. I videogiochi li ha detestati, mentre alla serie tv sembra invece tenerci.

1 ora fa, DarthFeder ha scritto:

E direi: per fortuna! Mille volte meglio Ranuncolo che Dandelion e Stringo invece di Witcher...basta cacciare inglesismi anche dove non servono! 😎☝️ il videogioco stesso è pieno di nomi italiani che suonano un po' assurdi (chi ha detto Figlio di P*****a Junior?!? 😂 )ma che al contempo aggiungono una nota di colore che tutti gli altri GdR infarciti dei soliti nomi elfici/nanici/inglesi medievali non hanno. Io, insomma, sono molto favorevole alla traduzione 1:1 polacco-italiano.

Non so...è che proprio Ranuncolo mi suona male. 😀

Molto meglio Jaskier, così come è molto meglio Roach per il cavallo al posto di Rutilia. Meglio mantenere i nomi originali, piuttosto che tradurli con termini che possono rischiare di suonare un po' strani alle orecchie dei lettori locali.

Riguardo alle traduzioni inglesi di molti termini posso anche essere d'accordo con te, ma qui ha un grosso peso l'influenza che la serie videoludica ha acquisito nell'immaginario generale: purtroppo per l'autore, infatti, la serie videoludica ha avuto più notorietà della serie di romanzi, il che le permette di condizionare l'immaginario del pubblico. Di conseguenza ci sono in giro moltissimi spettatori che, come me, preferiscono il termine Witcher per il fatto che ci sono più abituati. Anche se in effetti capisco benissimo che l'uso dei termini inglesi possa dare fastidio....in altri contesti da fastidio pure a me.

Cita

Per il resto aggiungo solo un pensiero che mi è venuto leggendo i vostri post, soprattutto quello di Silentwolf quando scrive "molto sacrificata Triss Merigold": in realtà anche nei libri Triss ha un ruolo abbastanza marginale. Viene solamente detto che ha avuto una relazione (che in realtà è più che altro una "botta e via" ogni tanto, tra l'altro inizialmente stregando Geralt per ammaliarlo ed in seguito è lei che si prende una cotta per lui), accompagna Ciri per un brevissimo tratto del suo percorso a Kaer Morhen e di tanto in tanto compare in qualche dialogo ma il suo ruolo (almeno fin dove sono arrivato io a leggere finora, ovvero a metà dell'ultimo libro della saga) si ferma qui. È solo nei videogiochi (e dunque è farina di CD Project e non di Sapkowski) che ha acquisito tutta quell'importanza, principalmente per via dell'amnesia che colpisce Geralt nel primo The Witcher e nel quale lei di fatto costituisce la romance principale del videogame al punto poi da portare il giocatore a poter scegliere tra lei e Yennefer nel terzo capitolo. Ma nel libro non c'è spazio al dubbio: l'amata dello Strigo è sempre, solo e soltanto Yennefer e nessun'altra (salvo una discreta dose di rapporti carnali occasionali), Triss è totalmente nel dimenticatoio dello Strigo.
Quindi, dato che la serie ricalca i libri, è giusto e sacrosanto che Triss se ne stia nel suo angolino a strapparsi i capelli.

PS: ed è giusto che sia bruna e "casta" (nel libro spesso viene descritta con vestiti abbottonati fino al collo) e non rossa e super zozza scollata, altra licenza poetica dei videogame.

Grazie per la precisazione. Ora mi hai chiarito decisamente meglio la situazione. Pensavo che nei romanzi avesse un ruolo simile a quello presentato nei videogames. Buono a sapersi che non è così: in questo modo eviterò di farmi false aspettative sul personaggio nella prossima stagione.

Edited by SilentWolf
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Rutilia...che spettacolo, ogni volta che lo leggo mi viene da ridere! 😄 

Si, forse per via dei videogame la traduzione “anglofona” sarebbe stata la migliore per mantenere la familiarità degli appassionati della saga; volendola vedere in chiave diversa: è l’ennesimo “schiaffo” dell’autore agli sviluppatori, una sottolineatura della sua totale disassociazione dai videogiochi prodotti. Chissà!

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4 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Ma negli anni ho imparato un trucco riguardo alle trasposizioni, così da riuscire a godermele: è meglio non aspettarsi la replica esatta di ogni singola parola, scena o vignetta (nel caso di un fumetto), ma pretendere che ad essere trasposto fedelmente sia il cuore della storia, dei personaggi, delle vicende e delle tematiche dell'opera amata, ovvero il suo spirito. Questo, almeno, è un trucco che vale per me.

Bene o male seguo lo stesso criterio, ma quando vedo aggiunte troppo stonate/fuori dal personaggio (scena Cahir Vilgefortz) o a mio vedere superflue e/o messe lì tanto per far scena, tipo tutta la puntata ex novo incentrata sulla trasformazione di Yennefer (che di fatto ammazza pure The Last Wish su carta se te lo leggi dopo) il naso tende a stortarsi un pochino in automatico. Volendo quell'episodio ammazza pure una sorta di chiamiamolo "flashback backgroundoso" in un libro più avanti.

4 ore fa, SilentWolf ha scritto:

Ora, io non so se la serie tv rispetta fedelmente lo spirito dei romanzi. Questo potete dirlo solo voi che li avete letti.

Per adesso direi che un nì tendente al son poco convinto su alcune cose, per quel pò che ho visto ci sta tutto.

1 ora fa, DarthFeder ha scritto:

accompagna Ciri per un brevissimo tratto del suo percorso a Kaer Morhen e di tanto in tanto compare in qualche dialogo ma il suo ruolo (almeno fin dove sono arrivato io a leggere finora, ovvero a metà dell'ultimo libro della saga) si ferma qui.  È solo nei videogiochi (e dunque è farina di CD Project e non di Sapkowski) che ha acquisito tutta quell'importanza, principalmente per via dell'amnesia che colpisce Geralt nel primo The Witcher e nel quale lei di fatto costituisce la romance principale del videogame al punto poi da portare il giocatore a poter scegliere tra lei e Yennefer nel terzo capitolo.

A livello di romance è vero, come è vero che Triss non è una rossa..ma direi che quello lì è un resoconto assai parziale delle vicende su carta, specie per il suo ruolo nei primi passi delle avventure di Ciri (vedasi ad esempio le scene a Kaer Morhen nel 3° libro)

 

Edited by Nyxator
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      Lo speciale animato The Legend of Vox Machine era stato lanciato verso fine Marzo, ottenendo fin da subito un incredibile successo e raccogliendo svariati milioni di dollari in un solo giorno. Nelle settimane seguenti la campagna Kickstarter si è evoluta intorno all'idea di non creare semplicemente uno speciale animato, ma un'intera serie di dieci episodi. Ogni episodio dovrebbe durare circa 22 minuti, il che implica che nel 2020 avremo a disposizione circa 4 ore di un cartone basato su Critical Role. Una cosa incredibile a cui pensare.
      Eccoci nel 2019 e un cartone basato su D&D sta raccogliendo dieci milioni di dollari, e questo perché la gente vuole davvero questo genere di contenuti. Al momento in cui scriviamo più di 70,000 persone hanno contribuito a questo Kickstarter, il che mostra davvero la forza della comunità di fan di Critical Role. Da considerare che ci sono stati delle donazioni di calibro elevato come parte di questa campagna. 5 persone (o gruppi di persone) hanno donato ciascuna 25,000$ per poter avere accesso a delle ricompense esclusive di alto livello. Ad ogni modo la donazione media per questa campagna si attesta sui 120 $.

      Tutto questo ci spinge a porci delle domande interessanti sulla natura di questo show, sul gioco che ne sta alla base e sull'industria circostante. Se questo campagna raggiungerà i 10 milioni di dollari si tratterà di una porzione significativa delle rendite del settore dei giochi di ruolo da tavolo. I giochi di ruolo sono da sempre stati la fetta più piccola del mercato dell'hobbystica. Le stime attuali pongono il mercato intorno ai 55 milioni di dollari annui, il che significa che questa campagna di Kickstarter renderà più in tre settimane di quanto molte case editrici di GdR incassano in un anno. Certo, bisogna considerare che in questo caso non parliamo di un gioco di ruolo: le persone che stanno finanziando questo Kickstarter stanno pagando per vedere uno speciale animato, il che richiede delle capacità completamente differenti.
      Ma rimane il fatto che Critical Role si basa su quel mondo. Dopo tutto è grazie a D&D - il leviatano sul cui dorso si fonda l'intera industria dei GdR - che così tante persone hanno seguito quello show. E sulla base del successo di questo Kickstarter e dell'afflusso di persone garantito da Critical Role, è bello vedere che le persone al centro di questo progetto stanno usando la loro posizione e i loro privilegi per aiutare alcuni dei settori più piccoli e in difficoltà dell'industria ludica.
      Se avete supportato i Kickstarter di Swordsfall e Humblewood e avete notato quanto successo hanno avuto, è anche in parte grazie alla visibilità che persone come Matt Mercer hanno fornito a questi progetti.
      Il che non vuole dire che i creatori di quei progetti non abbiano lavorato duramente, non si siano impegnati sacrificando per il proprio successo tempo, denaro e sangue umano su altari oscuri duranti notti senza luna. Ma man mano che ci avviciniamo al 2020 non si può negare che il mercato dei GdR sia uno in cui sempre più persone vogliono entrare. Come reagirà l'industria a questo afflusso? D&D rimarrà per sempre il fondamento di questo settore? Sviluppatori più piccoli e indipendenti riusciranno mai ad avere successo in un mercato ostile? Sono domande fondamentali per il futuro di questa industria e della comunità ludica.
      Quali che siano le risposte, questo pare essere un punto di svolta importante per i GdR. Cosa pensate ne conseguirà? Fatecelo sapere nei commenti e buone avventure!
      Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/04/dd-critical-role-hits-new-heights-for-rpg-animation-kickstarters.html
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    • By hecce
      Ciao a tutti qualcuno di voi ha guardato Carnival row???' mi sembra la sceneggiatura molto simile ad Eberron ,secondo voi e' probabile che abbiano preso degli spunti???
    • By SilentWolf
      Amazon ha deciso di acquistare Critical Role: The Legend of Vox Machina, la serie animata ispirata alla prima campagna di D&D 5e giocata dal celebre gruppo di Critical Role, composto dal DM Matthew Marcer e dai giocatori Laura Bailey, Taliesin Jaffe, Ashley Johnson, Liam O’Brien, Marisha Ray, Sam Riegel, e Travis Willingham, tutti doppiatori e attori professionisti. Qualche tempo fa Critical Role aveva organizzato una campagna Kickstarter di successo, grazie alla quale era riuscita a raccogliere più di 10.000 dollari e a dare il via al progetto di una stagione composta da 10 episodi. Amazon, tuttavia, ha deciso di finanziare ulteriormente la nuova serie animata, estendendola di altri 14 episodi, per un totale di 24, che verranno suddivisi in due stagioni distribuite su Amazon Prime Video a partire dall'autunno del 2020. L'accordo tra Amazon e Critical Role, inoltre, prevede la creazione di ulteriori nuove serie tv che verranno rilasciate sempre su Amazon Prime Video in futuro.

      The Legend of Vox Machina racconterà le gesta di un gruppo di sette avventurieri ubriaconi che intraprendono una missione per salvare i reami da mostri terrificanti e forze magiche oscure, fino a scoprire di essere diventati nel frattempo una famiglia. I personaggi della serie animata saranno doppiati dagli stessi esponenti di Critical Role, ovvero coloro che ne interpretano le vesti nella campagna di D&D e che nella serie tv assumeranno anche il ruolo di produttori esecutivi (potranno, dunque, dire la loro sullo sviluppo creativo della serie).
      Se ve la siete persa, eccovi qui di seguito la sigla del cartone:
      Fonti:
      https://www.enworld.org/threads/critical-role-amazon-orders-2-seasons-of-the-legend-of-vox-machina.668369/
      https://tv.badtaste.it/2019/11/critical-role-the-legend-of-vox-machina-amazon-ordina-due-stagioni-della-serie-animata/
    • By SilentWolf
      La serie animata tratta dalla campagna di ruolo giocata da Critical Role sarà distribuita su Amazon Prime Video.
      Amazon ha deciso di acquistare Critical Role: The Legend of Vox Machina, la serie animata ispirata alla prima campagna di D&D 5e giocata dal celebre gruppo di Critical Role, composto dal DM Matthew Marcer e dai giocatori Laura Bailey, Taliesin Jaffe, Ashley Johnson, Liam O’Brien, Marisha Ray, Sam Riegel, e Travis Willingham, tutti doppiatori e attori professionisti. Qualche tempo fa Critical Role aveva organizzato una campagna Kickstarter di successo, grazie alla quale era riuscita a raccogliere più di 10.000 dollari e a dare il via al progetto di una stagione composta da 10 episodi. Amazon, tuttavia, ha deciso di finanziare ulteriormente la nuova serie animata, estendendola di altri 14 episodi, per un totale di 24, che verranno suddivisi in due stagioni distribuite su Amazon Prime Video a partire dall'autunno del 2020. L'accordo tra Amazon e Critical Role, inoltre, prevede la creazione di ulteriori nuove serie tv che verranno rilasciate sempre su Amazon Prime Video in futuro.

      The Legend of Vox Machina racconterà le gesta di un gruppo di sette avventurieri ubriaconi che intraprendono una missione per salvare i reami da mostri terrificanti e forze magiche oscure, fino a scoprire di essere diventati nel frattempo una famiglia. I personaggi della serie animata saranno doppiati dagli stessi esponenti di Critical Role, ovvero coloro che ne interpretano le vesti nella campagna di D&D e che nella serie tv assumeranno anche il ruolo di produttori esecutivi (potranno, dunque, dire la loro sullo sviluppo creativo della serie).
      Se ve la siete persa, eccovi qui di seguito la sigla del cartone:
      Fonti:
      https://www.enworld.org/threads/critical-role-amazon-orders-2-seasons-of-the-legend-of-vox-machina.668369/
      https://tv.badtaste.it/2019/11/critical-role-the-legend-of-vox-machina-amazon-ordina-due-stagioni-della-serie-animata/
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    • By Alonewolf87
      Il prossimo progetto dei fratelli Russo sarà una serie animata su Magic: The Gathering per Netflix.
      I piani per il futuro di uno dei giochi di carte più grandi del mondo puntano verso lo streaming e i registi dietro gli Avengers dei Marvel Studios saranno coloro che gli daranno vita.

      Netflix ha appena annunciato che Joe e Anthony Russo realizzeranno una nuova serie animata come parte di una nuova collaborazione tra il gigante dello streaming e l'Allspark Studios della Hasbro. Ambientato nel mondo del celebre gioco di carte, questo show - al momento senza titolo - seguirà le avventure dei Planeswalker, i leggendari eroi incantatori che attraversano il multiverso di Magic evocando potenti creature e poteri elementali mentre si affrontano in battaglie epiche. I dettagli sulla storia vera e propria sono scarni, ma visto che la teaser art mostrata qui sopra ci mostra Chandra Nalaar, una potente piromante proveniente dal mondo di Kaladesh e che è diventata una degli eroi più riconoscibili di Magic, potrebbe essere lei stessa uno dei punti focali della serie.
      I fratelli Russo - meglio noti per il loro lavoro presso la Marvel riguardante i sequel di Capitan America The Winter Soldier e Civil War e, ovviamente, gli enormi film di gruppo Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame - saranno affiancati da Mike Larocca di Octopie e Isaac Krauss nel ruolo di produttori esecutivi. La serie sarà scritta da Henry Gilroy, sceneggiatore di Star Wars Rebels e The Clone Wars, e Jose Molina, sceneggiatore di The Tick, mentre l'animazione verrà supervisionata dal direttore Yoriaki Mochizuki della Bardel Entertainment.
      Negli ultimi anni il mondo di Magic: The Gathering è cresciuto ben oltre le semplice scritte di flavor sulle carte. Da anni ci sono fumetti, giochi, romanzi e una serie online di cortometraggi incentrati sui personaggi e sui mondi dietro ogni espansione di questo gioco di carte, quindi c'è materiale in abbondanza su cui lavorare per realizzare una serie animata. Sarà interessante vedere cosa saranno in grado di creare i Russo e la Bardel Entertainment in merito ai mondi di Magic.
      Link all'articolo originale: https://io9.gizmodo.com/the-russo-brothers-next-project-is-a-magic-the-gatheri-1835198867
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