Jump to content

Benvenuto in Dragons´ Lair

La più grande e attiva community italiana sui Giochi di Ruolo.
Accedi o registrati per avere accesso a tutte le funzionalità del sito.
Sarai così in grado di discutere con gli altri utenti della community.

Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

Read more...

I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
Read more...
By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.
Read more...
By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.  
Read more...

Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
Read more...
James.Zolmang

Valore oggetti magici edizione 5 D&d

Recommended Posts

Sto per iniziare una nuova campagna della 5e,vorrei sapere come calcolare il valore degli oggetti magici,che siano armi,armature,pozioni insomma tutte quelle presenti sul manuale del Dungeon master,ci sono tabelle convincenti o formule per calcolare il valore???

grazie 

Share this post


Link to post
Share on other sites

4 minuti fa, James.Zolmang ha scritto:

Sto per iniziare una nuova campagna della 5e,vorrei sapere come calcolare il valore degli oggetti magici,che siano armi,armature,pozioni insomma tutte quelle presenti sul manuale del Dungeon master,ci sono tabelle convincenti o formule per calcolare il valore???

grazie 

Qualcosa ci sarebbe, ma intanto ti inizio a chiedere perché vorresti sapere un esatto valore.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Perché vorrei essere il più preciso possibile,ho fatto due campagne fan giocatore e adesso farò il master,ho riscontrato questo problema in molti master che ho avuto o sentito,ho fatto per sette anni il master nella 3.5 e ho sempre rispettato molto il valore delle monete d’oro,so che la quinta edizione è diversa,però vorrei farmi un’idea 

In questo momento, James.Zolmang ha scritto:

Perché vorrei essere il più preciso possibile,ho fatto due campagne fan giocatore e adesso farò il master,ho riscontrato questo problema in molti master che ho avuto o sentito,ho fatto per sette anni il master nella 3.5 e ho sempre rispettato molto il valore delle monete d’oro,so che la quinta edizione è diversa,però vorrei farmi un’idea 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
2 minuti fa, James.Zolmang ha scritto:

Perché vorrei essere il più preciso possibile,ho fatto due campagne fan giocatore e adesso farò il master,ho riscontrato questo problema in molti master che ho avuto o sentito,ho fatto per sette anni il master nella 3.5 e ho sempre rispettato molto il valore delle monete d’oro,so che la quinta edizione è diversa,però vorrei farmi un’idea 

 

Ciao,

Sul manuale del dungeon master c'è una sezione dedicata alle armi e armature e oggetti con relativo prezzo (ci dovrebbe essere qualcosa anche sulla compravendita di oggetti magici).

Io uso spesso quei prezzi, per esempio argentare un arma costa 100 mo, comprarsi un'armatura completa costa 1.500 mo, oppure un kit da artigiano 30 o 50 mo, ecc ecc

Riguardo agli oggetti magici è difficile dagli un costo... su XGtE c'è una sezione molto ampia di oggetti magici comuni, facilmente trovabili, comprabili e vendibili. Tuttavia oggetti magici che sono gia non comuni sono piu difficili da vendere o da comprare (spesso sono ricompense o tesori nei dungeons o bottini di fine missione).

Penso che la quotazione di alcuni oggetti magici vada in base al master.

Share this post


Link to post
Share on other sites
3 minuti fa, SamPey ha scritto:

Ciao,

Sul manuale del dungeon master c'è una sezione dedicata alle armi e armature e oggetti con relativo prezzo (ci dovrebbe essere qualcosa anche sulla compravendita di oggetti magici).

Io uso spesso quei prezzi, per esempio argentare un arma costa 100 mo, comprarsi un'armatura completa costa 1.500 mo, oppure un kit da artigiano 30 o 50 mo, ecc ecc

Riguardo agli oggetti magici è difficile dagli un costo... su XGtE c'è una sezione molto ampia di oggetti magici comuni, facilmente trovabili, comprabili e vendibili. Tuttavia oggetti magici che sono gia non comuni sono piu difficili da vendere o da comprare (spesso sono ricompense o tesori nei dungeons o bottini di fine missione).

Penso che la quotazione di alcuni oggetti magici vada in base al master.

Il dungeon master l’ho letto molteplici volte,infatti per quel tipo di oggettistica non c’e Problema,so che solitamente sono ricompense di bottini,però in alcune città di mia creazione ho deciso di dargli la possibilità di acquistare anche qualche oggetto magico non comune e raro(pochi),quindi per questo avevo chiesto se c’e qualche tabella o qualche sito che ha fatto questo tipo di lavoro,cioè associare un valore agli oggetti magici!!

Share this post


Link to post
Share on other sites
35 minuti fa, James.Zolmang ha scritto:

Il dungeon master l’ho letto molteplici volte,infatti per quel tipo di oggettistica non c’e Problema,so che solitamente sono ricompense di bottini,però in alcune città di mia creazione ho deciso di dargli la possibilità di acquistare anche qualche oggetto magico non comune e raro(pochi),quindi per questo avevo chiesto se c’e qualche tabella o qualche sito che ha fatto questo tipo di lavoro,cioè associare un valore agli oggetti magici!!

Puoi vedere se c'è qualcosa di homebrew fatto bene, oppure come dicevo prima, ti affidi ad un tul giudizio conoscendo il tipo di oggetto che venderai😁

Share this post


Link to post
Share on other sites
37 minuti fa, James.Zolmang ha scritto:

Il dungeon master l’ho letto molteplici volte,infatti per quel tipo di oggettistica non c’e Problema,so che solitamente sono ricompense di bottini,però in alcune città di mia creazione ho deciso di dargli la possibilità di acquistare anche qualche oggetto magico non comune e raro(pochi),quindi per questo avevo chiesto se c’e qualche tabella o qualche sito che ha fatto questo tipo di lavoro,cioè associare un valore agli oggetti magici!!

In D&D 5e non troverai una tabella su costo dettagliato degli Oggetti Magici (e nemmeno una tabella sul denaro dei PG in base al livello) perchè questa edizione, come tu stesso riconosci, è costruita su una logica diversa da quella usata nella 3.x. Nella 3.x, infatti, gli oggetti magici erano contati nel bilanciamento del potere dei PG, dunque era necessario pianificare in anticipo quanti oggetti magici avrebbero potuto/dovuto ottenere i PG in base al livello (da qui il costo specifico di ogni singolo oggetto magico della 3a edizione). Nella 5e gli Oggetti Magici sono opzionali e non sono contati nella matematica, dunque non bisogna controllarne in maniera fiscale l'accesso e dunque non è necessario stabilire nel dettaglio il costo dei vari Oggetti Magici.

Nel avevo parlato in maniera più approfondita in questo topic.

Nella 5e basta usare le cifre fisse descritte nella Guida del DM, quelle stabilite in base alla rarità. Se proprio vuoi inserire un po' di varietà, puoi sbizzarrirti un po' tu a modificare queste cifre, a seconda dei luoghi (magari in certi posti certi oggetti sono più difficili da trovare, quindi costano leggermente di più, mentre altri sono più diffusi e costano un po' di meno) o a seconda della categoria degli oggetti.

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites
7 ore fa, SilentWolf ha scritto:

In D&D 5e non troverai una tabella su costo dettagliato degli Oggetti Magici (e nemmeno una tabella sul denaro dei PG in base al livello) perchè questa edizione, come tu stesso riconosci, è costruita su una logica diversa da quella usata nella 3.x. Nella 3.x, infatti, gli oggetti magici erano contati nel bilanciamento del potere dei PG, dunque era necessario pianificare in anticipo quanti oggetti magici avrebbero potuto/dovuto ottenere i PG in base al livello (da qui il costo specifico di ogni singolo oggetto magico della 3a edizione). Nella 5e gli Oggetti Magici sono opzionali e non sono contati nella matematica, dunque non bisogna controllarne in maniera fiscale l'accesso e dunque non è necessario stabilire nel dettaglio il costo dei vari Oggetti Magici.

Nel avevo parlato in maniera più approfondita in questo topic.

Nella 5e basta usare le cifre fisse descritte nella Guida del DM, quelle stabilite in base alla rarità. Se proprio vuoi inserire un po' di varietà, puoi sbizzarrirti un po' tu a modificare queste cifre, a seconda dei luoghi (magari in certi posti certi oggetti sono più difficili da trovare, quindi costano leggermente di più, mentre altri sono più diffusi e costano un po' di meno) o a seconda della categoria degli oggetti.

Sicuramente nella 3.5 l’oggettistica magica era troppo influente e fondamentale per completare al meglio un pg,giocandola ho riscontrato molto equilibrio in questa nuova versione,ho creato una ambientazione da zero e ho due città che sono più evolute rispetto alle altre,per questo volevo dare la possibilità ai miei giocatori di poter trovare qualcosa di magico almeno li,al di fuori dei dungeon che dovranno fare.

Allora seguirò sicuramente il range di valori che si trova nel dungeon master,già che ci siamo volevo sfruttare il tolic per chiederti se c’e gia qualcosa in rete riguardante traduzioni dei manuali che sono ancora in inglese?(non perché non lo sappia,ma sicuramente quelli che fanno quelle traduzioni ne sanno più di me😉)

Share this post


Link to post
Share on other sites
6 ore fa, James.Zolmang ha scritto:

Sicuramente nella 3.5 l’oggettistica magica era troppo influente e fondamentale per completare al meglio un pg,giocandola ho riscontrato molto equilibrio in questa nuova versione,ho creato una ambientazione da zero e ho due città che sono più evolute rispetto alle altre,per questo volevo dare la possibilità ai miei giocatori di poter trovare qualcosa di magico almeno li,al di fuori dei dungeon che dovranno fare.

Consiglio: i mostri in d&d sono stati pensati per essere affrontati da un gruppo di pg senza oggetti magici. Dare ad esempio una spada +1 ad un guerriero a livello 10 può cambiare drasticamente l'andamento dei combattimenti (non sto dicendo che li passeranno senza sudare, ma neanche si sforzeranno tanto quanto prima).
Per farti un esempio: ho fatto una one shot con un'avventura prefatta che prevedeva che il livello dei pg fosse 14. I giocatori mi avevano chiesto di poter avere un'equipaggiamento magico come quello eventualmente previsto da regolamento per una campagna standard (non ad alto potere). Ebbene, dopo avergli concesso gli oggetti magici tutti e dico tutti gli scontri dell'avventura sono stati superati senza nessuna difficoltà.

Ultimamente sto trovando una via di mezzo a questo, dando ai miei giocatori degli oggetti "non standard" o consumabili, esempio:
- invece dell'arma +1 una polvere che applicata come azione bonus fa diventare l'arma magica per tot tempo
- oggetto che invece di permettere di lanciare l'incantesimo X tot volte al giorno permette di usare uno slot dell'incantatore per poter lanciare un incantesimo scelto da una determinata e ristretta lista
- oggetti che forniscono magari bonus molto golosi (resistenza ai danni), ma si consumano con l'utilizzo
Insomma non oggettiche diano bonus "statici" ma con cui i pg interagiscono e che non siano un mero "+tot sulla scheda"

 

Cita

Allora seguirò sicuramente il range di valori che si trova nel dungeon master,già che ci siamo volevo sfruttare il tolic per chiederti se c’e gia qualcosa in rete riguardante traduzioni dei manuali che sono ancora in inglese?(non perché non lo sappia,ma sicuramente quelli che fanno quelle traduzioni ne sanno più di me😉)

Tutte le info sulle traduzioni dei manuali le trovi sul sito della asmodee italia, perchè si occupano loro di questo ^ ^

Share this post


Link to post
Share on other sites
4 ore fa, tamriel ha scritto:

Consiglio: i mostri in d&d sono stati pensati per essere affrontati da un gruppo di pg senza oggetti magici. Dare ad esempio una spada +1 ad un guerriero a livello 10 può cambiare drasticamente l'andamento dei combattimenti (non sto dicendo che li passeranno senza sudare, ma neanche si sforzeranno tanto quanto prima).
Per farti un esempio: ho fatto una one shot con un'avventura prefatta che prevedeva che il livello dei pg fosse 14. I giocatori mi avevano chiesto di poter avere un'equipaggiamento magico come quello eventualmente previsto da regolamento per una campagna standard (non ad alto potere). Ebbene, dopo avergli concesso gli oggetti magici tutti e dico tutti gli scontri dell'avventura sono stati superati senza nessuna difficoltà.

Ultimamente sto trovando una via di mezzo a questo, dando ai miei giocatori degli oggetti "non standard" o consumabili, esempio:
- invece dell'arma +1 una polvere che applicata come azione bonus fa diventare l'arma magica per tot tempo
- oggetto che invece di permettere di lanciare l'incantesimo X tot volte al giorno permette di usare uno slot dell'incantatore per poter lanciare un incantesimo scelto da una determinata e ristretta lista
- oggetti che forniscono magari bonus molto golosi (resistenza ai danni), ma si consumano con l'utilizzo
Insomma non oggettiche diano bonus "statici" ma con cui i pg interagiscono e che non siano un mero "+tot sulla scheda"

 

Tutte le info sulle traduzioni dei manuali le trovi sul sito della asmodee italia, perchè si occupano loro di questo ^ ^

Vado a vedere subito grazie mille:)

4 ore fa, tamriel ha scritto:

Consiglio: i mostri in d&d sono stati pensati per essere affrontati da un gruppo di pg senza oggetti magici. Dare ad esempio una spada +1 ad un guerriero a livello 10 può cambiare drasticamente l'andamento dei combattimenti (non sto dicendo che li passeranno senza sudare, ma neanche si sforzeranno tanto quanto prima).
Per farti un esempio: ho fatto una one shot con un'avventura prefatta che prevedeva che il livello dei pg fosse 14. I giocatori mi avevano chiesto di poter avere un'equipaggiamento magico come quello eventualmente previsto da regolamento per una campagna standard (non ad alto potere). Ebbene, dopo avergli concesso gli oggetti magici tutti e dico tutti gli scontri dell'avventura sono stati superati senza nessuna difficoltà.

Ultimamente sto trovando una via di mezzo a questo, dando ai miei giocatori degli oggetti "non standard" o consumabili, esempio:
- invece dell'arma +1 una polvere che applicata come azione bonus fa diventare l'arma magica per tot tempo
- oggetto che invece di permettere di lanciare l'incantesimo X tot volte al giorno permette di usare uno slot dell'incantatore per poter lanciare un incantesimo scelto da una determinata e ristretta lista
- oggetti che forniscono magari bonus molto golosi (resistenza ai danni), ma si consumano con l'utilizzo
Insomma non oggettiche diano bonus "statici" ma con cui i pg interagiscono e che non siano un mero "+tot sulla scheda"

 

Tutte le info sulle traduzioni dei manuali le trovi sul sito della asmodee italia, perchè si occupano loro di questo ^ ^

L’avventura l’ho scritta io,quindi ci sono anche png con equipaggiamento magico,quindi non rispettano i normali canoni di png da manuale del master,che come dici tu non prevedono da parte dei pg un equipaggiamento esagerato,anzi.Alcune oggettistiche vorrei fornirle con il tempo sia tramite dungeon che tramite acquisto in città,rimangono oggetti base,però per fare un esempio,una pozione di velocità ho trovato tabelle che la danno in vendita per 400 m.o,mi sembrano poche,è a mio parere una pozione fortissima,mi verrebbe da valutare almeno un 1000 m.o

Share this post


Link to post
Share on other sites
5 ore fa, tamriel ha scritto:

Consiglio: i mostri in d&d sono stati pensati per essere affrontati da un gruppo di pg senza oggetti magici. Dare ad esempio una spada +1 ad un guerriero a livello 10 può cambiare drasticamente l'andamento dei combattimenti (non sto dicendo che li passeranno senza sudare, ma neanche si sforzeranno tanto quanto prima).
Per farti un esempio: ho fatto una one shot con un'avventura prefatta che prevedeva che il livello dei pg fosse 14. I giocatori mi avevano chiesto di poter avere un'equipaggiamento magico come quello eventualmente previsto da regolamento per una campagna standard (non ad alto potere). Ebbene, dopo avergli concesso gli oggetti magici tutti e dico tutti gli scontri dell'avventura sono stati superati senza nessuna difficoltà.

Ultimamente sto trovando una via di mezzo a questo, dando ai miei giocatori degli oggetti "non standard" o consumabili, esempio:
- invece dell'arma +1 una polvere che applicata come azione bonus fa diventare l'arma magica per tot tempo
- oggetto che invece di permettere di lanciare l'incantesimo X tot volte al giorno permette di usare uno slot dell'incantatore per poter lanciare un incantesimo scelto da una determinata e ristretta lista
- oggetti che forniscono magari bonus molto golosi (resistenza ai danni), ma si consumano con l'utilizzo
Insomma non oggettiche diano bonus "statici" ma con cui i pg interagiscono e che non siano un mero "+tot sulla scheda"

 

Tutte le info sulle traduzioni dei manuali le trovi sul sito della asmodee italia, perchè si occupano loro di questo ^ ^

Io intendevo comunque pagine tipo editori folli,che hanno tradotto in anticipo alcune parti dei manuali in inglese,volevo sapere se qualcuno era a conoscenza di altre pagine che hanno fatto questo tipo di lavoro 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Personalmente concordo con tutto quanto è stato detto prima rispetto alla non necessarietà degli Oggetti Magici in D&D 5ed. Se però può esserti utile, sulla Xanathar's Guide to Everything, a pagina 133, dovrebbero esserci tabelle e suggerimenti per i prezzi di base degli Oggetti Magici in base alla loro rarità e a se siano consumabili o meno: non so se ti può servire. In bocca al lupo!

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 minuto fa, James.Zolmang ha scritto:

Io intendevo comunque pagine tipo editori folli,che hanno tradotto in anticipo alcune parti dei manuali in inglese,volevo sapere se qualcuno era a conoscenza di altre pagine che hanno fatto questo tipo di lavoro 

no perchè editori folli ha tradotto quando la licenza non era ancora stata data (e se non sbaglio han no tradotto solo l'srd che è materiale usufruibile gratuitamente),  ora la ha asmodee e quindi chiunque altro traduca il materiale lo sta facendo illegalmente ^ ^

Share this post


Link to post
Share on other sites

Cerca sul forum perché una discussione con le tabelle per il valore degli oggetti magici già c’è. Comunque io non gli darei dei valori precisi. Almeno che i tuoi giocatori non si divertano molto ad organizzare e pianificare la vendita e l’acquisto degli oggetti magici, come un gioco nel gioco, io sparerei di volta in volta cifre diverse anche per lo stesso oggetto.

Cosi puoi mettergli davanti venditori/acquirenti imbroglioni, inesperti, che non sanno quello che fanno, che hanno un secondo fine, etc, etc.

Se esistono delle tabelle dettagliate per i giocatori è facile capire quando qualcosa non va. Al contrario se usi quelle della guida del DM che sono molto generiche e con intervalli ampi puoi sorprenderli e stupirli con più facilità.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Personalmente, pur convenendo che la 5e è stata creata pensando agli oggetti magici opzionali, ritengo che siano una parte importante del gioco. Trovare il giusto bilanciamento non è facile ma è comunque preferibile secondo me a lasciare il gruppo a secco di oggetti. Ma sono stili di gioco. 

Per il valore non mi è chiaro bene come intendi usarlo in una campagna, ma la XGTE può aiutarti.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

  • Similar Content

    • By senhull
      Ciao a tutti,
      vi interpello per chiedervi un aiuto nella creazione di un oggetto magico che consenta di apprendere la storia di un certo oggetto.
      Pensavo a qualcosa di simile all'incantesimo Conoscenza delle Leggende (PHB ITA p.224), con ricarica all'alba di ogni giorno.
      Per quanto riguarda l'aspetto dell'oggetto sono aperto ad ogni idea. Io avevo pensato ad un classico orb, oppure a degli occhiali, ma non mi convincono abbastanza.
      Grazie per il supporto!
    • By Asuryan
      Ciao ragazzi , vorrei dei suggerimenti per migliorare un po quest'arma quando viene usata in sella. Il talento combattente in sella potrebbe essere usato affiche chi la usa abbia vantaggio contro un avversario non in sella, ma volevo rendere quest'arma un po piu interessante. Idee?
    • By gibo3
      Ciao a tutti, è da molto che non scrivo, tra poco ritornerò a fare il master per qualche sessione e avrei bisogno di un vostro consiglio.
      Ho pensato ad una avventura dove i PG incontrano un lord di una cittadina che solitamente è buono e molto attento alla popolazione ma che improvvisamente comincia a comportarsi da tiranno.
      Andando aventi con le indagini scoprono che la causa è un potente drago nero che si intrufola nelle corti dei lord in forma umana e una volta conquistata la loro fiducia soggioga la loro volontà.
      Ora sto cercando di far "combaciare" quello che ho pensato con le regole di D&D....stavo pensando ad un dominare persona o ad un suggestione di massa, magari (qui però non so se sia possibile) castato su un medaglione che lo tiene costantemente soggiogato....se i PG riescono a togliere il medaglione l'influenza svanisce.
      Secondo voi è una cosa fattibile, in caso contrario cosa fareste?
       
      Grazie mille a chi aiuterà un master molto molto arrugginito 😇
    • By SamPey
      Buon pomeriggio,
      Esiste, anche nelle vecchie edizioni, un oggetto in grado di controllare i draghi? (Spoiler sullla Tirannia dei draghi)
      Cerco qualcosa che possa "sottomettere" la natura malvagia dei draghi cromatici. Magari un Orb particolare? Se non sbaglio esiste un artefatto legato ai draghi nel dmg ma non credo faccia al caso mio (controllerò)
      Non so se esiste, nel caso avete idee?
    • By dyd_1974
      Ciao avevo idea di creare o di chiedere al master se mi faceva comprare una spilla /talismano che avesse come magia il lancio di 1 o 2 volta al giorno di armatura magica su me stesso  ( al mio livello di incantatore) quanto dovrebbe costare? 
×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.