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Non Diamo Ancora per Perduti Psion e Mistico

Articolo di J.R. Zambrano del 03 Dicembre
Quando l'ultimo Arcani Rivelati ha reintrodotto i poteri psionici come sottoclassi per Guerriero, Ladro e Mago la comunità di giocatori è andata in fibrillazione. Alcuni erano eccitati all'idea di giocare con nuove regole, e hanno apprezzato come i poteri psionici siano stati elegantemente introdotti senza bisogno di avere un loro sottosistema a parte, distinto dal resto del gioco. Mentre altri sono rimasti stupiti dal fatto che i poteri psionici, specialmente la parte che assomiglia agli incantesimi, sembrassero funzionare adesso esattamente come gli incantesimi piuttosto che avere il proprio sottosistema, distinto dal resto del gioco. C'è stato un certo dibattito riguardo i meriti di ciascun approccio.

Lasciamo che l'Internet sia l'internet. Ma qualunque sia la vostra opinione riguardo il nuovo metodo con cui sono stati gestiti i poteri psionici, sembra che una classe totalmente psionica come lo psion o il mistico che abbiamo visto in precedenti Arcani Rivelati (ed edizioni del gioco) non sia del tutto fuori discussione, almeno secondo Jeremy Crawford, designer in capo delle regole per D&D 5E:
Jordan White
Mi piacciono queste sottoclassi, ma sarebbe carino se poteste confermare se una classe pienamente psionica sia ancora in considerazione in un modo o nell'altro, o dovremmo invece aspettarci solo più sottoclassi come queste?
Jeremy Crawford
Non abbiamo chiuso la porta in faccia a una classe come lo psion/mistico, siamo solo concentrati nell'esplorazione di opzioni di sottoclasse. Cosi come il mago non è l'unico ad usare la magia arcana ed il chierico non è l'unico ad usare quella divina, una potenziale classe psionica non è l'unica ad utilizzarne i poteri.
E questo porta ad una considerazione interessante. Il mago non è l'unico ad usare la magia arcana: infatti persino gli incantatori arcani puri, come il bardo o lo stregone, non sono gli unici ad usare la magia arcana.
Il cavaliere mistico e il mistificatore arcano lanciano incantesimi usando la magia arcana, ma andando anche oltre ci sono sottoclassi che sono potenziate dalla magia arcana anche se non lanciano incantesimi. Queste includono l'arciere arcano e il recente barbaro dell'anima selvaggia. La stessa cosa avviene con ogni fonte di potere, incluse sottoclassi potenziate dalla magia divina (ma che non lancino necessariamente incantesimi divini) come il barbaro del cammino dello zelota (path of the zealot) o il monaco dell'anima solare (sun soul); sottoclassi potenziate da abilità marziali come il rodomonte (swashbuckler) o il barbaro berserker, o persino sottoclassi potenziate dall'oscurità. Si possono trovare un sacco di sfaccettature nell'esplorazione di sottoclassi con diversi tipi di poteri tematici.

É una di quelle cose che rendono la 5a Edizione eccezionale. Risulta facile giocare un personaggio che mischia sentori e generi differenti senza il bisogno di multiclassare con un mucchio di classi differenti. Volete sentirvi come un guerriero sacro ma volete comunque una grossa ascia? Andate sicuri col barbaro zelota. Non dovete andare contro il sistema per cercare di far fare alle classi qualcosa per cui non sono state create. Potete semplicemente essere un guerriero che usa la magia. O i poteri psionici. In effetti qualcuno ha fatto notare come il team di D&D abbia in un certo qual modo rilasciato di nascosto delle classi a tema psionico in diversi Arcani Rivelati precedenti.
I monaci della via del sè astrale (way of the astral self) rappresentano perfettamente il concetto della mente che domina la materia, facendo manifestare la versione interiore e idealizzata del loro corpo e usando la forza della mente (o poteri psionici) per creare uno Stand alla JoJo, che usano per combattere. Lo stregone della mente aberrante (abberrant mind sorcerer) usa i poteri psionici di terribili esseri provenienti dal Reame Remoto, come i mind flayers, per manifestare i suoi spaventosi poteri magici, e persino per lanciare incantesimi psionici.

A quanto pare sembra che i poteri psionici saranno parte centrale di un qualche manuale futuro. Insieme ad una grossa espansione delle classi per come le conosciamo adesso. Mentre ancora non sappiamo quando uscirà questo manuale, guardando all'andamento delle uscite passate è presumibile che sarà l'uscita di Novembre dell'anno prossimo. Se tutti questi Arcani Rivelati sono qui ci sarà un motivo. Quindi tenete gli occhi aperti, l'orizzonte è pieno di novità per i giocatori di Dungeons&Dragons.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/12/dd-dont-rule-out-the-psion-or-the-mystic-just-yet.html
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Cinque Pozioni per Salvarvi la Pellaccia

Articolo di J.R. Zambrano del 25 Novembre
Le pozioni magiche sono un grande classico di ogni avventura fantasy. Sia che stiate cercando di trasformarvi in Tiger e Goyle in modo da poter entrare sotto mentite spoglie nella sala comune di Serpeverde, o che stiate cercando di prendere la voce della viziatissima figlia preferita di Re Tritone in modo che, finalmente, possiate dominare i sette mari (come è giusto che sia), le pozioni magiche possono fare molto di più che curare le vostre ferite. Il che, siamo sinceri, è il motivo più noioso per bere una pozione magica.

Si, certo capita in tutti i videogames, bevete la Fanta Rossa e la vostra salute sale, bevete il Gatorade Blu e sale il vostro mana, bevete l'intruglio viola per far salire entrambi.
Però dai, ci sono un sacco di cose migliori da fare piuttosto che recuperare 2d4 punti ferita o giù di lì durante un combattimento. Specialmente se considerate le cose meravigliose che le pozioni magiche possono fare, in particolare pozioni come ...
Olio della Scivolosità

Non accade spesso che un oggetto consumabile (di rarità non comune per giunta) vi dia accesso a un incantesimo di 4 ° livello, per non parlare di un incantesimo di 4 ° livello che dura 8 ore e vi rende completamente immuni a terreni difficili, paralisi, ceppi, essere presi in lotta, persino essere sotto effetto di lentezza o sott'acqua non vi influenzerà una volta che avrete applicato questo olio su tutto il vostro agile e flessuoso corpo. 
Pozione di Velocità

A volte bisogna correre, e questo significa bere il vostro incantesimo di Velocità personale, che vi consente tra le altre cose di raddoppiare la vostra velocità e fare attacchi extra. I vostri nemici saranno morti prima ancora che dobbiate ricordarvi di pensare al vostro totale di punti ferita.
Pozione di Invulnerabilità
 
E se vi dicessi che potreste bere una pozione e ottenere resistenza a tutti i danni? Bene, eccola qui. Spendete un'azione, subite metà danno. È un ottimo oggetto da tirare fuori in quegli scontri disperati contro un boss enorme per sorprendere tutti (incluso il DM) quando vi ricordate di averne uno da parte.
Olio della Forma Eterea

Ok, se pensavate che un incantesimo di 4 ° livello fosse una cosa tamarra...questa pozione emula un incantesimo di 7 ° livello e vi consente di trasportarvi sul Piano Etereo (ben prima che siate di 7 ° livello) e andarvene in giro, riapparendo poi nel piano da cui siete partiti. Ignorate pareti, spostamenti verticali e distanze con questo delizioso incantesimo, ora disponibile in "formato pozione".
Filtro d'Amore

La pozione d'amore originale, questa pozione ammalia una persona che la beve, e la induce a considerare come il suo amore più vero e profondo la prima creatura che vede. E se non riuscite a capire come questo sia molto più eccitante dell'acquisto di qualche pozione curativa, non credo proprio di potervi aiutare.
Buone Avventure! Immagine di copertina fornita cortesemente da u/scheppy999 . Quali sono le vostre pozioni preferite?
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/11/dd-five-potions-to-save-your-bacon.html  
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Cosa c'è Di Nuovo su Kickstarter: Dungeon & Town

La linea “World Creator” dedicata agli RPG Fantasy, è pensata per tutti i giocatori che vogliono una ambientazione “fisica” dove giocare ma senza dovere spendere troppo in miniature o costosi scenari in plastica. La core box di Fantasy World Creator contiene più di 500 elementi comprendenti tiles di gioco, token di personaggi e mostri, ambientazioni rapide e status tokens. Le due espansioni, proposte nella prima ristampa a marzo, aggiungono accessori per i giocatori (come le schede equipaggiamento interattive) e un libro riscrivibile dedicato ai master, il Black Book, contenente mappe e tools per tenere traccia di ogni aspetto di avventure e personaggi. Qualsiasi elemento è totalmente riscrivibile dry-erase, assicurando una totale customizzazione. Una webapp è compresa per gestire tutto il materiale digitalmente. Con essa è possibile creare mappe e scrivere avventure per poi condividerle con altri utenti oppure esportarle in PDF. Al momento la community è di circa 3000 iscritti.
Dungeon & Town è l'espansione di Fantasy World Creator che completa la linea implementando il 3D nel sistema. Potrà essere acquistata in bundle con i prodotti già lanciati lo scorso anno, ma utilizzata anche da chi gioca solo con un battlemat: il suo uso è universale, rispecchiando la filosofia dei prodotti “World Creator”. Con FWC-D&T puoi creare il tuo scenario di gioco in tre dimensioni e in modo semplice, costruire muri per roccaforti, case di villaggi e sviluppare sotterranei immensi e complessi. Completa il tuo scenario con elementi scenici, aggiungendo mobili, piante, torce e dettagli di ogni tipo. Tutti gli oggetti di scena hanno un sistema di incastro che non richiede la colla.

FWC–D&T è composta da una serie di muri di diverse dimensioni, tetti e dettagli per rendere "vivi" dungeons e villaggi. Un kit è sufficiente per coprire circa 1 metro quadro di superficie composta con i tiles di FWC. Abbiamo creato una basetta a croce speciale e texturizzata che permette infinite combinazioni ad incastro, rendendo tutta la struttura solida e rapida da comporre.
Molte domande ci sono state rivolte sulla tenuta del prodotto nel tempo: possiamo assicurare che la combinazione di laminazione in plastica del cartoncino e degli angoli arrotondati delle fessure delle basette, riducono al minimo l'attrito in fase di composizione. Tutte le parti di D&T mantengono lo stile di FWC, quindi illustrazioni in “old style” e riscrivibilità in ogni sua parte: vuoi disegnare un passaggio segreto su un muro? Nulla di più facile.
Nelle prime 48 ore sarà in regalo un pacchetto "extra" del valore di 15 euro che aggiunge altri 100 elementi inediti, come insegne, tombe, cripte, staccionate e tanto altro.
Durante la campagna ci saranno molte proposte con stretch goals e addon: i primi avranno un tema comune "Castello", quindi verranno sbloccate diverse parti per poterne costruire uno intero che coprirà una superficie di 60cm2 circa. Queste parti saranno intervallate da altre aggiunte in tema con l'espansione.
Uno degli addon più importanti consiste in 4 miniature, frutto della collaborazione con l'artista italiano Claudio Casini, che omaggiano Heroquest; esse verranno proposte insieme ad un "pack" contenente tutti i personaggi e mostri illustrati nelle carte di FWC, sagomati e illustrati anche sul retro per dare ad essi un effetto più 3D giusto al contesto.
Il kit D&T verrà proposto ad un prezzo in linea con l'altra espansione di FWC (il Treasure Pack, presentato a marzo 2019), ma scontato se preso in combinazione con altri prodotti.
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Giochi Uniti pubblicherà Pathfinder 2e in italiano

Giochi Uniti ha appena annunciato che sarà lei a tradurre in italiano Pathfinder 2e. La nuova edizione, infatti, arriverà in lingua italiana a partire da Aprile 2020. Allo stesso tempo, l'azienda ha deciso di rivelare anche i calendari delle uscite previste per le versioni italiane di Starfinder e Pathfinder 1e.
Ecco qui di seguito le dichiarazioni dell'azienda:



Link al sito ufficiale di Giochi Uniti: https://www.giochiuniti.it/pathfinder-seconda-edizione-le-prossime-uscite-gdr/
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Come Spazzolare gli Avanzi delle Feste con il Tarrasque

Articolo di J.R. Zambrano del 26 Novembre
Se esiste un mostro che siede in cima alla catena alimentare del GdR, quello è senza dubbio il Tarrasque. Potete tenervi le vostre divinità malvagie e i vostri lich: il Tarrasque è una versione fantasy dei Kaiju. Colossale e inarrestabile, il Tarrasque è una enorme creatura che rimane dormiente per anni, risvegliandosi occasionalmente per distruggere e divorare ogni cosa nel raggio di miglia e lasciare solamente cenere e rovine. Praticamente come dei parenti in visita.

"HEY, RAGAZZI, HO SENTITO CHE AVETE DEGLI AVANZI!"
Guardatelo. Guardate quanto sembra felice.
Apparso per la prima volta nel Manuale dei Mostri II (1983), il Tarrasque è in circolazione sin dai primi giorni di D&D. Anche prima, a dirla tutta. Come molti mostri classici, il Tarrasque ha una controparte nella mitologia.
Sebbene non sia famoso come la manticora o il grifone, il Tarrasque è un mostro che ha terrorizzato la città di Nerluc in Provenza (Francia), dove si racconta abbia devastato le campagne per chilometri e chilometri. Esistono numerose descrizioni della bestia.
Una parla di "una specie di drago, con una testa di leone, sei corte gambe da orso, un corpo da bue coperto dal carapace di una tartaruga e una coda scagliosa terminante con un pungiglione da scorpione". Un'altra parla invece di "un drago, mezzo animale e mezzo pesce, più grosso di un bue, più lungo di un cavallo e con denti affilati come spade e lunghi come corni".

In ogni caso, la bestia ha resistito all'assalto di cavalieri e catapulte (presumibilmente non di cavalieri lanciati da una catapulta, anche se io l'avrei fatto). Si dice che Santa Marta abbia incontrato la creatura e l'abbia domata e calmata con preghiere e inni sacri. Quando ella portò in città la creatura domata, i paesani spaventati la uccisero, poi si sentirono così in colpa che cambiarono il nome della città in Tarascona. E il tarrasque è ancora oggi rappresentato sul loro stemma.

Fa sembrare lo stemma della vostra città squallido, vero?
Si può in effetti notare una certa somiglianza.

"I miei denti sono come spade" non suona allo stesso modo se esce dalla bocca di Gary Busey.
Questa è la versione di AD&D 1E del Tarrasque. Ha i 6 attacchi standard: 2 artigli, 2 corni, la coda e un morso affilato come una spada. E non è una metafora, ma una qualità speciale posseduta solamente da questo mostro. In caso dovesse tirare 18 o più, potrete dire addio al vostro braccio, al vostro torso o alla vostra testa. Viene, inoltre, presentato l'iconico carapace riflettente, che rispedisce al mittente raggi, dardi incantati, fulmini... Oltre ad una piccola rigenerazione (1 pf a round) e l'invulnerabilità alle armi non magiche.

AD&D 2E gli ha fornito un'illustrazione aggiornata, in pieno stile anni '90. Potete persino immagine un crossover tra Cable e il Tarrasque. Anzi, non c'è bisogno, l'ho fatto per voi:

"Hey, ti serviranno certamente delle borse in più e almeno un'altra spada se vuoi viaggiare con me."
Oltre all'aspetto più "cupo", il Tarrasque della seconda edizione ha ottenuto immunità al fuoco, assieme ad una storia vaga e semi-mitica sulle sue origini, che lo vede come una creazione di "antichi dei dimenticati" o il lavoro di una oscura magia dimenticata, responsabile per l'estinzione di almeno una civiltà.
Le versioni di D&D 3.x e Pathfinder sono simili. Ogni versione aggiunge ulteriore complessità al mostro, coerentemente con i cambiamenti apportati dal d20 system. Quindi vedrete opzioni come Lottare Migliorato o Inghiottire (3.x, come non amare le descrizioni dettagliate su quante creature potessero essere tenute nella bocca di un mostro) così come degli attacchi a distanza (Pathfinder, a credito della Paizo, ha avuto il merito di comprendere quanto forte sia il poter volare in combattimento).

La 4a edizione ha reso il Tarrasque più simile ad un boss finale, visti i suoi 1420 PF. Dite quello che volete di D&D 4e, ma i designer hanno compreso come un mostro gigantesco (anche se con 6 attacchi) non sia in grado di tenere testa ad un gruppo di avventurieri. Quindi hanno modificato la formula classica e hanno fornito al Tarrasque una serie di attacchi ad area, inclusa l'abilità di fare un attacco con il morso contro chiunque sia a portata e un attacco per travolgere. E, come in Pathfinder, i designer si sono resi conto di quanto il volo potesse essere problematico per questo mostro. Gli hanno fornito un'aura di 12 m che riduce la velocità di volo e blocca l'altezza massima a 6 m.

Infine abbiamo il Tarrasque di D&D 5E. Una combinazione della 3.x e della 4e, il mostro non è più tanto un "boss da raid di fine gioco", ma soprattutto un grosso pericolo per il gruppo e il mondo intero. Sono spariti tutti gli attacchi ad area, ma sono presenti le azioni leggendarie tanto diffuse tra molti mostri iconici, che li tengono attivi durante i vari turni dell'iniziativa. Oltre ad un paio di difese extra (immunità al veleno, per esempio, e la possibilità di superare qualunque tiro salvezza 3 volte al giorno).
Ma questo Tarrasque non è dotato di attacchi a distanza. Il che è molto importante, dato che senza di loro, stando a quanto scritto, il Tarrasque non ha modo di confrontarsi con le creature volanti in grado di colpirlo dalla distanza. Potete trovare dei lunghissimi thread su come un Chierico Aarakocra di primo livello sia in grado di abbattere il Tarrasque, tutto con dei numeri a supporto. Assumendo, ovviamente, che non possa attaccare a distanza o non abbia modo di raggiungere quelle altezze saltando.
E' stata mantenuta la descrizione del Tarrasque come macchina di distruzione in grado di consumare ogni cosa, nonostante tutti i cambiamenti. Quindi, qualunque sia la vostra edizione, sapete quale mostro usare per terrorizzare i vostri giocatori.
Avete mai danzato con il diavoloTarrasque al chiaro di luna? Raccontateci la vostra storia qui sotto. Avete altri mostri che vorreste vedere sulle nostre "pagine"? Segnalateci anche questo.
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/11/dd-need-to-clear-your-plate-the-tarrasque-is-here-to-help.html
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Bellerofonte

Capitolo Zero: Fuggitivo

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Mi lascio coinvolgere totalmente dal movimento dei nostri corpi, potremmo essere in mezzo ad una piazza o in un prato e comunque non mi renderei conto della differenza.

Mi godo le attenzioni e le carezze che Elle mi dedica, ai suoi gesti rispondo con una presa salda, accompagnandola nel movimento e approfittando della vicinanza dei suoi capezzoli per stuzzicarli con la bocca.

Vengo interrotto dai baci, quando uno più lungo ed intenso degli altri mi impone di dedicargli le attenzioni che merita, tanto che ci metto qualche momento per rendermi conto che la ragazza si é fermata a mezza altezza, liberandomi del suo seppur esile peso, per permettermi una maggiore libertà di movimento.

Mi prendo qualche secondo ancora, continuando a baciarla con trasporto, poi mi sistemo meglio e comincio a muovermi con maggio vigore e velocità, ancorandomi a lei con le zampe dietro le sue ginocchia e mettendo in atto una specie di ponte per poter avere la rigidità necessaria ad affrontare la scalinata verso il paradiso.

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Piccole lacrime rimangono appese alle ciglia anziché rotolare sulle guance, cadendo come pioggia ogni volta che vengo scossa dal vigore di Deneb, catturando la luce in milioni di sfaccettature di colore, minuscoli arcobaleni che brillano a portata di mano, reali quanto effimeri. Invadono la mia vista ogni volta che gli occhi lasciano il viso del Tabaxi, permeando di gioia e meraviglia gli insignificanti spazi della mente non colmi dal piacere dell'amplesso. Mi sta mandando in visibilio quel suo martellare ostinato, rubandomi il fiato e la parola ogni volta che si spinge in me. Sento la pelle formicolare appena, e mi accorgo che ho difficoltà a capire dove finisce il mio corpo e comincia il suo: un pensiero al tempo stesso terrificante e magnifico, subito scacciato da un'ondata di piacere seguita da un'altra più intensa, un'assalto ai sensi sopraffatti dagli stimoli. Lo abbraccio, le braccia strette al collo e la testa china su di esse, appena al di là della sua spalla, a cercare riposo dal peso dei pensieri. E in un attimo tutto si cancella, un bianco accecante e poi tutto rosso, un feroce, caldo e bollente rosso esplosivo, quando un nuovo orgasmo mi squassa, facendomi vibrare come la corda pizzicata di una cetra, ogni muscolo in fiamme, ogni recettore in tilt per sovraccarico di informazioni, e tutte che portano lo stesso messaggio: sto godendo. Involontariamente, tento di fuggire lontano dall'assalto del corpo di Deneb, ma non c'è dove scappare: è sotto di me, attorno a me, in me. Le gambe spingono spasmodicamente in direzioni diverse, specialmente verso l'alto, quando, sopraffatte, perdono le forze, piombandomi nuovamente a peso morto su di lui e causandomi un'altra accecante esplosione che dal ventre si propaga dovunque, travolgendo ogni resistenza. Non riesco a sollevare la testa dalle braccia. Non riesco a reggere le braccia al collo di Deneb, mi sembrano pesanti come macigni. Le gambe rifiutano di muoversi, schiacciate dal peso di cosce diventate di piombo. Come in sogno, sento la mia voce pronunciare parole che le mie orecchie non riescono a credere Bravo cucciolo mio... bravo... ancora... una volta... non smettere mai... il mio piccolino... in un tono talmente sommesso e soffocato che se ne perde il significato. 

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Continuo ancora e ancora, mentre piccole gocce d'acqua scivolano giù dalle guance di Elle.
I gemiti si fanno più forti, veloci e ravvicinati, i muscoli si tendono, tutto lascia presagire un altro imminente orgasmo e così è. 

La sento volare in alto, quasi fisicamente allontanarsi da me, quindi perdere il controllo dei muscoli, lasciandosi andare completamente.
Proprio quell'ultimo intenso e profondissimo affondo, mi porta in cima alla scalinata, all'apice del piacere.
Con l'ultima sferzata di energia, portata dalla scarica di adrenalina, controllo la discesa dei nostri corpi, garantendoci il supporto del letto nel nostro dolce naufragare.

Dopo che tutto si è acceso, quasi tutto si spegne, lasciando però un generale, piacevolissimo lungo e godurioso senso di pace, appagamento e soddisfazione.
La guardo, sommerso da quella marea di riccioli rossi, ramati e con altre mille sfaccettature date dal sole che filtra tra di essi.
Accolgo le sue parole con un misto di soddisfazione, piacere e gioia. Era dalla mia rocambolesca fuga che non mi sentivo così in pace con me stesso, per un momento tutto il peso delle decisioni e delle responsabilità spariscono.

Ricaccio in un angolo il senso di fame che comincia a farsi sentire, ora non ho alcuna intenzione di farmi distrarre da nulla, concentrandomi sul piacere che sto provando.
Un coro di fusa e mormorii accompagna questo mio stato di rilassamento, come un tacito ringraziamento per queste sensazioni.

Edited by Redik

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Rimango abbracciata a quel corpo, aggrappata come un naufrago ad un tronco, la differenza nell'estasi che pervade mente e membra. Rimango accoccolata al suo petto, ascoltando i battiti dei cuori, percependo gli ansiti che lentamente tornano a farsi respiri, le fusa e le ondate di piacere che come marea defluiscono. A occhi socchiusi, guardo il gioco di luce sulla mia pelle sudata, un'ammaliante arcobaleno sullo sfondo di pelliccia di Deneb. E persa in questo incanto rimango ferma finché i rumori della strada non invadono nuovamente la stanza, o meglio, finché i suoni della strada riprendono il sopravvento sugli altri sensi, reclamando la nostra presenza negli eventi del mondo. Sospiro, un vago senso di tristezza aleggiante sull'animo: ho paura di dar voce ai miei pensieri, di dover dire quelle parole che in nave, con un equipaggio di Solyst, non servono perché scontate, ma che con genti di altre parti del mondo diventano necessarie. Rassegnata, sospiro ancora e nascondo la testa nel petto di Deneb, non ancora pronta Dobbiamo andare, cucciolo... si sta facendo tardi... Bacio il pelo e sollevo lo sguardo, fissandolo in attesa di qualcosa che mi ispiri. Purtroppo, i suoi occhi giocondi non sono sufficienti a raccogliere la mia determinazione. Lo bacio appena sulle labbra e mi alzo delicatamente, trattenendo la sensazione di dolore e piacere che mi scatena il gesto. Rapida, mi avvicino alla vasca e senza cocendermi il tempo di pensarci mi immergo nell'acqua gelida. 

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Rimango sdraiato, ricambiando sguardi ed attenzioni. Sospiro, accusando un lieve senso di perdita, quando la ragazza rompe il legame che per questo lasso di tempo ci ha unito.
Porto le zampe sotto la testa, restando sul letto, mentre Elle raggiunge la tinozza e si immerge, mi godo quest'ultima visione delle sue chiappe sode che si allontanano da me. Decido quindi di risponderle, seppur con un ritardo da missiva " Direi che è valsa la pena di sacrificare questa colazione... " attendo quindi che abbia lasciato la vasca per darmi una veloce sciacquata a mia volta. 

Rapido mi preparo e recupero le mie cose, andando a recuperare il messaggio di fianco ai pantaloni e rileggendolo rifletto ad alta voce " Dovremmo informarci sulla strada da seguire e su dove prendere qualcosa da mangiare strada facendo... inoltre verificare che la tua barca sia ancora li dove l'abbiamo lasciata, nelle condizioni in cui l'abbiamo lasciata "

Torno a guardare la ragazza, alle prese con il vestiario " Risolto il problema con il tuo top? " le chiedo alludendo alla maglia e tornando a schernirla " Altrimenti dovremmo rassegnarci all'idea di dover girare per la città con un codazzo di gente alle calcagna... "

Aspetto che anche lei sia pronta per poi precederla nel corridoio, pronto a proseguire questa nostra avventura.

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Lo guardo ad occhi socchiusi, uno sguardo tagliente e freddo, ma senza replicare: un angolo della mia mente immagine una scena ridicola dove scappo a gambe levate, chiappe all'aria, mentre un centinaio di maschi allupati mi rincorrono; un'immagine più adatta e consona a ragazzini che agli adulti, salvo considerare che tutti i maschi non crescono mai oltre la pubertà. Sospiro, alzando gli occhi al cielo, quindi infilo camicia, corsetto e gonna, legando la spada alla cintura. Tengo invece il maglione tra le mani, guardando sconsolata ancora una volta il bordo sfilacciato. Sospiro ancora, scrollo le spalle e infilo il maglione nella sacca; quindi mi rivolgo allo specchio, legando i capelli in una coda alta con un pezzo di nastro. Mi volto e lo guardo uscire con uno sguardo beffardo stampato in volto Rassegnarci? Sembri preoccupato... paura di perdere ciò che hai trovato o della competizione? sorrido a mia volta, mettendogli all'orecchio una pulce. Riprendo la mia rapida toeletta e allo stesso tempo, sputo il rospo che mi pesa sul petto Giusto che siamo in argomento... è meglio che tu sappia una cosa... è complicata... dalle mie parti non c'è bisogno di spiegare... tutti sanno che è così... ma fuori, bé... ecco... il resto del mondo è... è... complicato, ecco. Sospiro ancora una volta, ripiegando la toeletta e cacciandola nella sacca con tutto ciò che ho sparso in giro durante la notte. Ad ultimo, infilo i sandali a cui sono così poco abituata, rimpiangendo il piancito liscio dei ponti di una nave. Esco, richiudendo la porta e avviandomi alle spalle del Tabaxi Dalle mie parti... una donna è... libera. Libera di fare scelte... lo fisso con sguardo di pietra ...anche scelte di letto... in piena autonomia. Niente biasimo. Niente gelosie... se dovessi fare un esempio, ci comportiamo come gli uomini fanno nel resto del mondo... Non sto dicendo che non tengo a te aggiungo affrettatamente ma dalle mie parti, non leghiamo sempre sesso e amore. Ci permettiamo il lusso... e la gioia... di godere i piaceri della carne senza doverli per forza accompagnare a rapporti sentimentali. Tiro su col naso, cercando di farmi forza e andare fino alla fine della cosa Voglio che tu lo capisca subito, prima che ci facciamo male, fraintendendoci. Non sono una proprietà... né un'esclusiva... fino a che non mi conquisti... o ti conquisto. Ecco. E' tutto... credo... Mi sento più leggera ora che ho detto tutto, ma la parte cinica di me stessa sa che l'ho fatto per egoismo: tutto il mio altruismo ripiegato e ridotto alla necessità di proteggermi; e quando questo pensiero mi colpisce, mi stringo nelle spalle sentendomi piccola e spaventata, un brivido gelido lungo la spina dorsale. Sospiro ancora, scendendo le scale verso la sala della taverna dove sentiamo l'oste indaffarato.

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Sono sulla porta, con la zampa sulla maniglia mentre la osservo " Concorrenza? " alzo il sopracciglio, guardandola ed inclinando leggermente la testa " Non credo di dover aggiungere altro no... " tossisco un paio di volte ammiccando verso la vasca ed il letto.

La vedo che continua a prepararsi, pochi piccoli semplici gesti, dietro cui sembra quasi nascondersi, mentre in maniera un po' stentata cerca di intavolare un discorso necessario ma non troppo ed effettivamente complicato se non si sa come affrontarlo e con chi " Non tutto il resto del mondo lo è... o comunque io non mi ritengo complicato "

Accenno in risposta alla prima parte della questione, poi vedendo che Elle ha raccolto tutte le sue cose e si avvia verso la porta, mi avvio nel corridoio pensando che abbia finito il discorso.
Quando altre parole rompono il momento di silenzio, mi fermo voltandomi e trovandoci a pochi passi uno dall'altra subito fuori dalla porta, ascoltando quanto ha da dirmi quindi le sorrido, questa volta in maniera bonaria " Te l'ho detto che non sono complicato, anzi dovresti averlo capito oramai... puoi stare tranquilla e anzi se posso dirti, sono più sollevato anche io di sapere che tu la pensi in questi termini.

Condivido il tuo pensiero di libertà... di non proprietà... E' quello che è stato. Una serata molto piacevole e che spero si possa ripetere, ma da qui a considerarti di mia proprietà.. "

La abbraccio, vedendola stringersi nelle braccia, come se avesse paura di una mia reazione " Andiamo su che ho fame sul serio adesso! " le do un buffetto sul naso precedendola per le scale.

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Il sollievo è palese sul mio viso. Gli occhi si fanno appena lucidi quando mi abbraccia, ma le orecchie rimangono aguzzate a cogliere la delusione o la menzogna nelle sue parole. Non ne colgo, per questo il sollievo si fa ampio e palese, e mi godo la coccola e anche il vezzeggio.  Tiro su col naso in maniera impercettibile Bene. È la prima volta che succede. O meglio, spero che sia così. Lo guardo di sottecchi, un velo di sospetto ancora aleggiante negli occhi limpidi. Che carino, hai fame veramente adesso... avresti potuto portarci la colazione a letto, invece di affrontare nuove fatiche... Il tono è sarcastico, ma la critica non è graffiante, la voce ancora piena delle moine e dei sospiri emessi tra le lenzuola, il corpo rilassato dall'eco del piacere, i muscoli ancora indolenziti per la lotta e l'orgasmo. Avanti, dove mi porti? 

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" Non c'è niente da sperare, le cose stanno così come te le sto dicendo " sorrido anche se lei non mi può vedere, visto che siamo abbracciati. Mi distacco quel tanto che basta per guardarla negli occhi. Alla sua nuova stoccata sorrido, incasso e rispondo " Difficile, visto che qualcuno era avvinghiato a me ed insisteva per saziare altri appetiti... "

Non le do il tempo di rispondere, dandole le spalle e imboccando le scale " Dimentichi che è anche la mia prima volta qui... comunque dove ci porta il naso "
Aspetto che mi raggiunga nella sala comune, saluto l'oste, quindi esco in strada, puntando il porto, per la nostra prima tappa. Mi guardo intorno, con il giorno la città assume un aspetto diverso, la mia curiosità prende nuovamente il sopravvento. Guardo le persone, i loro vestiti, i loro modi di fare, impaziente di scoprire tutto o quasi quello che di nuovo c'è da vedere.

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Schivare è una qualità, dovresti saperlo replica da qualche parte nella mia testa una voce cinica. Al passo col pensiero, contrappongo la qualità di cui ho ricevuto buona dose con l'abilità del Tabaxi a evitare di farsi incastrare, almeno a parole; a fatti, ahimè, si è fatto incastrare volentieri al limite dell'entusiasta. Sorrido soddisfatta all'idea, eccitata e compiaciuta, un intenso calore che dal basso ventre invade il mio petto risalendo dalla panciaSpero che il tuo naso sappia il fatto suo... e per fatto suo intendo frutta fresca, panna... focaccine dolci e marmellata... una tazza di tè forte... Sorrido ancora soddisfatta, ignorando gente e case e cogliendo invece quei segni così importanti nella vita di un marinaio da essere registrati in maniera quasi istintivamente: la mattina calda  e soleggiata, la debole brezza umida che arriva stancamente dal mare, segno che la giornata è iniziata da parecchio per i comuni mortali. Tutto però è coperto, avvolto e mescolato ad un turbine di rumori e odori, forme e colori che da tempo non assalgono in maniera così estrema i miei sensi: se di notte, al nostro arrivo, la stanchezza e il buio hanno ovattato i sensi, ora vengono di colpo a contatto con la frenesia di una città di mare, l'intensa attività di migliaia di persone, l'estrema richiesta di attenzioni per un'inutile quantità di dettagli. Non permetto loro di scalfire la mia corazza di felicità e appagamento, lasciando che mi attraversino senza fare resistenza, concentrandomi su quello che posso capire e apprezzare. Prendo la zampa di Deneb, la stringo con forza e mi lascio guidare E se tutto lo trovi nella strada per il porto, tanto meglio... Gli mando un bacio giocoso quando si volta a guardarmi, sperando che, almeno lui, non si senta spaesato come me. 

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Il 11/11/2019 alle 20:34, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 11:30

Capo Ventura || Brezza leggera da sudest, cielo terso

Uscite dalla taverna del Cigno che a quest'ora ospita solo una decina di persone, tra i quali riconoscete una banda di avventurieri appena arrivata in procinto di sistemarsi ad un tavolo per discutere di faccende che ignorate. La luce entra dalle finestre opache di sporcizia nel piano terra della bettola, e illumina le pagine di giornale in mano ad un omino coi baffetti totalmente immerso nella lettura. Non vedete Barut, probabilmente a sbrigare altrove le sue faccende quotidiane, così uscite alla volta della città.

Capo Ventura è finalmente sveglia. Ora che è giorno, i colori e gli odori sono ben diversi da quelli del vostro primo approccio. L'azzurro del cielo e del mare sono diversi da quelli delle vostre rispettive isole, più...piccoli, in un certo senso. Anche se sarebbe lecito chiedersi come il cielo può rimpicciolirsi da una città all'altra, la risposta a questo atroce dilemma è che forse è il resto che è più grande, come i palazzi: alcuni arrivano a più di dieci metri d'altezza - tre piani! Roba mai vista! Via dei Mercanti è davvero immensa, anche se le bancarelle hanno preso possesso di buona parte della sua larghezza; non da meno è la Piazza del Governatore alla vostra sinistra, che intravedete alla fine della strada e Piazza della Loggia al lato opposto, il vero centro cittadino nella quale si intersecano le strade che portano in ogni luogo possibile, porto incluso.

Potreste fermarvi per strada ad acquistare biscotti dalla figlia del mugnaio, che ha ogni sorta di forme di pane; oppure miele, carne essicata, pesce, olive, lattuga, spezie, pentolame, mobilio, vasi, soprammobili, profumi e acchiappasogni in una miriade di banchetti uno appiccicato all'altro, tutti dotati di un mercante particolarmente incline ad urlare la bontà dei propri prodotti e una serie di aiutanti proporzionali alla quantità e alla ricchezza della merce offerta.

La zona commerciale si ferma prima che arriviate a Piazza della Loggia, il cui pavimento di mosaico a forma di bussola indica le direzioni da poter percorrere: Nord è da dove provenite, Sud verso il porto vecchio e le catapecchie fuori città; Ovest porta all'entroterra capoventurese e ad Est avete l'ingresso della Loggia. Dovete spostarvi in continuazione per evitare il flusso di persone che entra ed esce dal portale dinnanzi a voi, e a momenti rischiate di essere travoti dal carretto di un mercante drow trainato da uno spaventoso troll di caverna. "Largo! Lasciate passare!" vi intima, allontanandosi in fretta verso settentrione.

Alcuni halfling messaggeri parlottano fumando erba pipa a pochi passi da voi, e l'odore acre si diffonde rapidamente stuzzicandovi le narici. Un paio di ragazzini sventolano copie del giornale locale: "Cronache di Capo Ventura! Cinque monete di rame! Edizione speciale!" e un signore dall'aria distinta ne prende una copia lanciando dell'argento al ragazzino, che lo morde prima d'ogni altra cosa, anche se non per tastarne il sapore. A popolare la piazza sono inoltre i Pionieri appena arrivati in città o che partono dal torrione alla volta di luoghi inesplorati. Un mezzelfo e un goliath si allontanano parlottando ad alta voce tra loro, chiedendosi quando diavolo finirà l'ondata di criminalità goblin in città; una compagnia di nani più chiassosa ancora, sta salutando familiari e parenti alla vigilia di una partenza.

Il porto è proprio al di là della cinta muraria costiera, nel cui golfo sapete che si annida la carena riservata ai brigantini della Loggia, luogo di appartenenza del capomastro Iver.

 

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Sono frastornata dalle voci, dal traffico, dalla ressa: sembra il mercato del pesce di Solyst, moltiplicato un centinaio di volte. E gli edifici, che sovrastano le strade, rubando la luce, convogliando il vento in canali che trasportano forti odori di cibo, di umanità, di sporcizia, fino a coprire l'odore di mare, talvolta. Stritolo la mano di Deneb, a disagio e al tempo stesso eccitata dal quell'esplosione di attività. Dopo aver superato i primi momenti di panico, mi muovo al seguito del Tabaxi, un pò più nei suoi panni di me, mentre ci avviciniamo al banchetto del fornaio, dove le focacce spandono un caldo profumo di farina e promettono gioia ad ogni morso. Un suono ovattato, nascosto dal rumore tutt'attorno, si propaga dalla mia pancia; il crampo invece, ben più allarmante, indica una decisa propensione per l'assalto al banchetto, senza indugio. Porto la mano libera ad accarezzare il pancino nudo tra la cintura e il seno, guardandolo sconsolata e divertita Adesso ci pensiamo esclamo pacata e felice Se ha  quelle al burro, abbiamo fatto tombola. Deneb mi rivolgo finalmente a lui, anzichè a me stessa quelle focacce sono perfette per colazione. Avviciniamoci aggiungo, facendo resistenza alla sua guida, l'acquolina in bocca diventata crisi d'astinenza nel giro di pochi secondi.

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Nonostante sia cresciuto in uno snodo commerciale, la luce del sole rivela quello che la notte aveva coperto e ammantato con il suo velo, le dimensioni di questa città.
Non solo gli edifici maggiori, come la chiesa o la loggia, ma anche i palazzi comuni rivaleggiano in altezza gli uni con gli altri. L'immensa via sembra un fiume in piena, tale è la massa di persone e mezzi in movimento.

Mi ci vuole però poco per abituarmi a tutto questo, lasciandomi estasiare dai profumi, i suoni e i colori che riempono i miei sensi. Sorrido ad una spaesata Elle, tirandola un po' dietro di me, sfruttando la sua stretta sulla mia zampa, per essere sicuro di non perderla. Riusciamo a trovare un punto leggermente meno di passaggio, di fianco ad un gruppo di halfing intenti a fumare erba pipa, ma abbastanza vicino ad una bancarella di un fornaio.

Il profumo delle prelibatezze, riesce a contrastare l'odore acre e pungente del fumo e non sono il solo ad accorgermene. Vedo la ragazza parlare con il suo stomaco, quindi con me. Prima che me ne possa accorgere, i ruoli si sono invertiti, ora è Elle che mi sta tirando. La seguo ridacchiando " Che ti dicevo, il mio fiuto non sbaglia mai! " ridacchio e la seguo facendomi spazio fra le poche persone che ci separano dalla nostra colazione.

" Che ne dici se dopo prendiamo anche il giornale? Non sarebbe sciocco farsi un'idea della situazione qui in città... che ne dici? " finisco di dire prima che la mia attenzione sia calamitata dalle prelibatezze esposte sul banco cercando qualcosa ripieno alla crema e qualche biscotto glassato al cioccolato.

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Mmm...va bene. La voce dubbiosa sottolinea l'assoluta mancanza di fiducia in tale mezzo d'informazione. Ed in effetti, su Solyst le notizie corrono di bocca in bocca, esattamente come tra i marinai. Comunque sia, tutta la mia attenzione è ora sul banco del fornaio, il cuore sciolto dalla fragranza di farina che aleggia tutt'intorno. Con entusiasmo indecente mi faccio dare quattro pagnotte, due salate e due dolci. Spargo a piene mani denari per pagare la signora fornaio, quindi punto il ragazzetto dei giornali Tieni qualche moneta, vai a prendere il giornale. Io guardo se trovo marmellata e acciughe... sussurro a Deneb, rapita dalla gioia degli acquisti... e chiedigli se sa dove fanno il miglior caffè della città gli urlo dietro, allontanandosi canticchiando

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Non posso fare a meno di sorridere vedendo l entusiasmo genuino di Elle di fronte al banco del fornaio, quasi come una bambina. Lascio che sia lei a scegliere quello che preferisce, aggiungendo però quello che cercavo, ovvero una crostatina con crema e pinoli e qualche biscotto con le gocce di cioccolato.

Mi avvio poi con gli spicci necessari dallo strillone, prendendo una copia del giornale e chiedendo quanto suggerito dalla ragazza. Con tutte le informazioni, cartacee e verbali, torno da quella simpatica riccia che mi sta aspettando con le mani piene di delizie " Da quella parte mia cara " le dico indicando nella direzione suggerita dal ragazzo. 

Recupero dalla busta uno dei biscotti, infilandomelo in bocca, quindi prendo le altre buste e masticando felice cerco di proseguire nella folla " Bolefhi paffare da qualfhe alftra pafte? "

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Il 21/11/2019 alle 15:25, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 11:45

Capo Ventura || Brezza leggera da sudest, cielo terso

Per cinque monete di rame Deneb ottiene la sua copia del giornale cittadino in edizione speciale, mentre con altre quattro riuscite ad acquistare abbastanza dal forno per fare una colazione decente. La vostra passeggiata diurna può continuare sotto il sole tra le strilla dei bambini e il rumore dei carretti.

@Deneb

Spoiler

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Mando giù un boccone di pane dolce e mi volto verso Deneb. Trovo buffo il suo parlare a bocca piena, come pure la fontana di briciole che l'accompagna. Andiamo a bere il caffè, poi da Incubo. Non mi interessa il resto... per ora... mugugno le ultime parole, adocchiando un negozietto di sartoria dove sete e drappi fanno bella mostra. Al pensiero delle spese necessarie per rimettere in sesto il mio guardaroba mi si stringe lo stomaco; il gelo viene dopo, quando si aggiunge la lista infinita di Incubo. Sbuffo, scacciando il pensiero negativo, e mi concentro sulla strada. 

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Con il giornale sotto braccio, le mani occupate e la bocca piena, annuisco alle parole di Elle, proseguendo verso il posto indicatomi dagli halfing, mentre curioso come un gatto continuo a guardarmi intorno.

Sorrido a lei a chi incrocio per strada, ora come ora le cose sembra che vadano alla grande.

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Mastico piano il dolce, fragrante pane, camminando lenta, rapita dall'ondata di odori, colori, suoni e profumi. Sento però sempre più pressante l'esigenza di una bevanda, così mi lascio trascinare dal mio accompagnatore, ormai guida, lungo strade serrate da pareti alte come alberi di fregate, a chiudere il cielo e convogliare traffico e vento in correnti tumultuose. Ormai non tengo più il conto di quante cose strane, nuove o semplicemente impressionanti nelle loro dimensioni mi vengono agli occhi, mi limito a tenere l'espressione stupefatta a bada, staccando distrattamente morsi di pane, unica maniera di trattenere la mascella dal cadere ai miei piedi.

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Il 30/11/2019 alle 16:09, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 12:00

Capo Ventura || Brezza leggera da sudest, cielo terso

Sembrate proprio dei turisti in visita! Attraversate la piazza e vi accorgete della colonna di fumo e del battere dei martelli nel palazzo diametralmente opposto all'ingresso della Loggia, la cui insegna "Forgia del Mastro Armiere Floim" campeggia fiera in un Comune scritto con evidente calligrafia nanica.

Oltre le mura cittadine la darsena della Loggia vi accoglie con un fortissimo odore di pece e legna bagnata; i mezzorchi e gli uomini tatuati con bandane in testa a coprirli dal sole trasportano grossi pacchi e assi di legno su e giù per le navi. Ammassi di corde chilometriche, spesse come il braccio di un uomo, sono gettate ai lati della banchina insieme a reti dismesse e rifiuti d'ogni tipo sulla quale i gabbiani si avventano incuranti della presenza umana. In fondo, una struttura di legno più grande delle altre, una sorta di casupola con un lato completamente aperto funge da base operativa e magazzino.

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