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Cinque Pozioni per Salvarvi la Pellaccia

Articolo di J.R. Zambrano del 25 Novembre
Le pozioni magiche sono un grande classico di ogni avventura fantasy. Sia che stiate cercando di trasformarvi in Tiger e Goyle in modo da poter entrare sotto mentite spoglie nella sala comune di Serpeverde, o che stiate cercando di prendere la voce della viziatissima figlia preferita di Re Tritone in modo che, finalmente, possiate dominare i sette mari (come è giusto che sia), le pozioni magiche possono fare molto di più che curare le vostre ferite. Il che, siamo sinceri, è il motivo più noioso per bere una pozione magica.

Si, certo capita in tutti i videogames, bevete la Fanta Rossa e la vostra salute sale, bevete il Gatorade Blu e sale il vostro mana, bevete l'intruglio viola per far salire entrambi.
Però dai, ci sono un sacco di cose migliori da fare piuttosto che recuperare 2d4 punti ferita o giù di lì durante un combattimento. Specialmente se considerate le cose meravigliose che le pozioni magiche possono fare, in particolare pozioni come ...
Olio della Scivolosità

Non accade spesso che un oggetto consumabile (di rarità non comune per giunta) vi dia accesso a un incantesimo di 4 ° livello, per non parlare di un incantesimo di 4 ° livello che dura 8 ore e vi rende completamente immuni a terreni difficili, paralisi, ceppi, essere presi in lotta, persino essere sotto effetto di lentezza o sott'acqua non vi influenzerà una volta che avrete applicato questo olio su tutto il vostro agile e flessuoso corpo. 
Pozione di Velocità

A volte bisogna correre, e questo significa bere il vostro incantesimo di Velocità personale, che vi consente tra le altre cose di raddoppiare la vostra velocità e fare attacchi extra. I vostri nemici saranno morti prima ancora che dobbiate ricordarvi di pensare al vostro totale di punti ferita.
Pozione di Invulnerabilità
 
E se vi dicessi che potreste bere una pozione e ottenere resistenza a tutti i danni? Bene, eccola qui. Spendete un'azione, subite metà danno. È un ottimo oggetto da tirare fuori in quegli scontri disperati contro un boss enorme per sorprendere tutti (incluso il DM) quando vi ricordate di averne uno da parte.
Olio della Forma Eterea

Ok, se pensavate che un incantesimo di 4 ° livello fosse una cosa tamarra...questa pozione emula un incantesimo di 7 ° livello e vi consente di trasportarvi sul Piano Etereo (ben prima che siate di 7 ° livello) e andarvene in giro, riapparendo poi nel piano da cui siete partiti. Ignorate pareti, spostamenti verticali e distanze con questo delizioso incantesimo, ora disponibile in "formato pozione".
Filtro d'Amore

La pozione d'amore originale, questa pozione ammalia una persona che la beve, e la induce a considerare come il suo amore più vero e profondo la prima creatura che vede. E se non riuscite a capire come questo sia molto più eccitante dell'acquisto di qualche pozione curativa, non credo proprio di potervi aiutare.
Buone Avventure! Immagine di copertina fornita cortesemente da u/scheppy999 . Quali sono le vostre pozioni preferite?
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/11/dd-five-potions-to-save-your-bacon.html  
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Cosa c'è Di Nuovo su Kickstarter: Dungeon & Town

La linea “World Creator” dedicata agli RPG Fantasy, è pensata per tutti i giocatori che vogliono una ambientazione “fisica” dove giocare ma senza dovere spendere troppo in miniature o costosi scenari in plastica. La core box di Fantasy World Creator contiene più di 500 elementi comprendenti tiles di gioco, token di personaggi e mostri, ambientazioni rapide e status tokens. Le due espansioni, proposte nella prima ristampa a marzo, aggiungono accessori per i giocatori (come le schede equipaggiamento interattive) e un libro riscrivibile dedicato ai master, il Black Book, contenente mappe e tools per tenere traccia di ogni aspetto di avventure e personaggi. Qualsiasi elemento è totalmente riscrivibile dry-erase, assicurando una totale customizzazione. Una webapp è compresa per gestire tutto il materiale digitalmente. Con essa è possibile creare mappe e scrivere avventure per poi condividerle con altri utenti oppure esportarle in PDF. Al momento la community è di circa 3000 iscritti.
Dungeon & Town è l'espansione di Fantasy World Creator che completa la linea implementando il 3D nel sistema. Potrà essere acquistata in bundle con i prodotti già lanciati lo scorso anno, ma utilizzata anche da chi gioca solo con un battlemat: il suo uso è universale, rispecchiando la filosofia dei prodotti “World Creator”. Con FWC-D&T puoi creare il tuo scenario di gioco in tre dimensioni e in modo semplice, costruire muri per roccaforti, case di villaggi e sviluppare sotterranei immensi e complessi. Completa il tuo scenario con elementi scenici, aggiungendo mobili, piante, torce e dettagli di ogni tipo. Tutti gli oggetti di scena hanno un sistema di incastro che non richiede la colla.

FWC–D&T è composta da una serie di muri di diverse dimensioni, tetti e dettagli per rendere "vivi" dungeons e villaggi. Un kit è sufficiente per coprire circa 1 metro quadro di superficie composta con i tiles di FWC. Abbiamo creato una basetta a croce speciale e texturizzata che permette infinite combinazioni ad incastro, rendendo tutta la struttura solida e rapida da comporre.
Molte domande ci sono state rivolte sulla tenuta del prodotto nel tempo: possiamo assicurare che la combinazione di laminazione in plastica del cartoncino e degli angoli arrotondati delle fessure delle basette, riducono al minimo l'attrito in fase di composizione. Tutte le parti di D&T mantengono lo stile di FWC, quindi illustrazioni in “old style” e riscrivibilità in ogni sua parte: vuoi disegnare un passaggio segreto su un muro? Nulla di più facile.
Nelle prime 48 ore sarà in regalo un pacchetto "extra" del valore di 15 euro che aggiunge altri 100 elementi inediti, come insegne, tombe, cripte, staccionate e tanto altro.
Durante la campagna ci saranno molte proposte con stretch goals e addon: i primi avranno un tema comune "Castello", quindi verranno sbloccate diverse parti per poterne costruire uno intero che coprirà una superficie di 60cm2 circa. Queste parti saranno intervallate da altre aggiunte in tema con l'espansione.
Uno degli addon più importanti consiste in 4 miniature, frutto della collaborazione con l'artista italiano Claudio Casini, che omaggiano Heroquest; esse verranno proposte insieme ad un "pack" contenente tutti i personaggi e mostri illustrati nelle carte di FWC, sagomati e illustrati anche sul retro per dare ad essi un effetto più 3D giusto al contesto.
Il kit D&T verrà proposto ad un prezzo in linea con l'altra espansione di FWC (il Treasure Pack, presentato a marzo 2019), ma scontato se preso in combinazione con altri prodotti.
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Giochi Uniti pubblicherà Pathfinder 2e in italiano

Giochi Uniti ha appena annunciato che sarà lei a tradurre in italiano Pathfinder 2e. La nuova edizione, infatti, arriverà in lingua italiana a partire da Aprile 2020. Allo stesso tempo, l'azienda ha deciso di rivelare anche i calendari delle uscite previste per le versioni italiane di Starfinder e Pathfinder 1e.
Ecco qui di seguito le dichiarazioni dell'azienda:



Link al sito ufficiale di Giochi Uniti: https://www.giochiuniti.it/pathfinder-seconda-edizione-le-prossime-uscite-gdr/
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Come Spazzolare gli Avanzi delle Feste con il Tarrasque

Articolo di J.R. Zambrano del 26 Novembre
Se esiste un mostro che siede in cima alla catena alimentare del GdR, quello è senza dubbio il Tarrasque. Potete tenervi le vostre divinità malvagie e i vostri lich: il Tarrasque è una versione fantasy dei Kaiju. Colossale e inarrestabile, il Tarrasque è una enorme creatura che rimane dormiente per anni, risvegliandosi occasionalmente per distruggere e divorare ogni cosa nel raggio di miglia e lasciare solamente cenere e rovine. Praticamente come dei parenti in visita.

"HEY, RAGAZZI, HO SENTITO CHE AVETE DEGLI AVANZI!"
Guardatelo. Guardate quanto sembra felice.
Apparso per la prima volta nel Manuale dei Mostri II (1983), il Tarrasque è in circolazione sin dai primi giorni di D&D. Anche prima, a dirla tutta. Come molti mostri classici, il Tarrasque ha una controparte nella mitologia.
Sebbene non sia famoso come la manticora o il grifone, il Tarrasque è un mostro che ha terrorizzato la città di Nerluc in Provenza (Francia), dove si racconta abbia devastato le campagne per chilometri e chilometri. Esistono numerose descrizioni della bestia.
Una parla di "una specie di drago, con una testa di leone, sei corte gambe da orso, un corpo da bue coperto dal carapace di una tartaruga e una coda scagliosa terminante con un pungiglione da scorpione". Un'altra parla invece di "un drago, mezzo animale e mezzo pesce, più grosso di un bue, più lungo di un cavallo e con denti affilati come spade e lunghi come corni".

In ogni caso, la bestia ha resistito all'assalto di cavalieri e catapulte (presumibilmente non di cavalieri lanciati da una catapulta, anche se io l'avrei fatto). Si dice che Santa Marta abbia incontrato la creatura e l'abbia domata e calmata con preghiere e inni sacri. Quando ella portò in città la creatura domata, i paesani spaventati la uccisero, poi si sentirono così in colpa che cambiarono il nome della città in Tarascona. E il tarrasque è ancora oggi rappresentato sul loro stemma.

Fa sembrare lo stemma della vostra città squallido, vero?
Si può in effetti notare una certa somiglianza.

"I miei denti sono come spade" non suona allo stesso modo se esce dalla bocca di Gary Busey.
Questa è la versione di AD&D 1E del Tarrasque. Ha i 6 attacchi standard: 2 artigli, 2 corni, la coda e un morso affilato come una spada. E non è una metafora, ma una qualità speciale posseduta solamente da questo mostro. In caso dovesse tirare 18 o più, potrete dire addio al vostro braccio, al vostro torso o alla vostra testa. Viene, inoltre, presentato l'iconico carapace riflettente, che rispedisce al mittente raggi, dardi incantati, fulmini... Oltre ad una piccola rigenerazione (1 pf a round) e l'invulnerabilità alle armi non magiche.

AD&D 2E gli ha fornito un'illustrazione aggiornata, in pieno stile anni '90. Potete persino immagine un crossover tra Cable e il Tarrasque. Anzi, non c'è bisogno, l'ho fatto per voi:

"Hey, ti serviranno certamente delle borse in più e almeno un'altra spada se vuoi viaggiare con me."
Oltre all'aspetto più "cupo", il Tarrasque della seconda edizione ha ottenuto immunità al fuoco, assieme ad una storia vaga e semi-mitica sulle sue origini, che lo vede come una creazione di "antichi dei dimenticati" o il lavoro di una oscura magia dimenticata, responsabile per l'estinzione di almeno una civiltà.
Le versioni di D&D 3.x e Pathfinder sono simili. Ogni versione aggiunge ulteriore complessità al mostro, coerentemente con i cambiamenti apportati dal d20 system. Quindi vedrete opzioni come Lottare Migliorato o Inghiottire (3.x, come non amare le descrizioni dettagliate su quante creature potessero essere tenute nella bocca di un mostro) così come degli attacchi a distanza (Pathfinder, a credito della Paizo, ha avuto il merito di comprendere quanto forte sia il poter volare in combattimento).

La 4a edizione ha reso il Tarrasque più simile ad un boss finale, visti i suoi 1420 PF. Dite quello che volete di D&D 4e, ma i designer hanno compreso come un mostro gigantesco (anche se con 6 attacchi) non sia in grado di tenere testa ad un gruppo di avventurieri. Quindi hanno modificato la formula classica e hanno fornito al Tarrasque una serie di attacchi ad area, inclusa l'abilità di fare un attacco con il morso contro chiunque sia a portata e un attacco per travolgere. E, come in Pathfinder, i designer si sono resi conto di quanto il volo potesse essere problematico per questo mostro. Gli hanno fornito un'aura di 12 m che riduce la velocità di volo e blocca l'altezza massima a 6 m.

Infine abbiamo il Tarrasque di D&D 5E. Una combinazione della 3.x e della 4e, il mostro non è più tanto un "boss da raid di fine gioco", ma soprattutto un grosso pericolo per il gruppo e il mondo intero. Sono spariti tutti gli attacchi ad area, ma sono presenti le azioni leggendarie tanto diffuse tra molti mostri iconici, che li tengono attivi durante i vari turni dell'iniziativa. Oltre ad un paio di difese extra (immunità al veleno, per esempio, e la possibilità di superare qualunque tiro salvezza 3 volte al giorno).
Ma questo Tarrasque non è dotato di attacchi a distanza. Il che è molto importante, dato che senza di loro, stando a quanto scritto, il Tarrasque non ha modo di confrontarsi con le creature volanti in grado di colpirlo dalla distanza. Potete trovare dei lunghissimi thread su come un Chierico Aarakocra di primo livello sia in grado di abbattere il Tarrasque, tutto con dei numeri a supporto. Assumendo, ovviamente, che non possa attaccare a distanza o non abbia modo di raggiungere quelle altezze saltando.
E' stata mantenuta la descrizione del Tarrasque come macchina di distruzione in grado di consumare ogni cosa, nonostante tutti i cambiamenti. Quindi, qualunque sia la vostra edizione, sapete quale mostro usare per terrorizzare i vostri giocatori.
Avete mai danzato con il diavoloTarrasque al chiaro di luna? Raccontateci la vostra storia qui sotto. Avete altri mostri che vorreste vedere sulle nostre "pagine"? Segnalateci anche questo.
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/11/dd-need-to-clear-your-plate-the-tarrasque-is-here-to-help.html
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Il TG1 ha dedicato un servizio a D&D...e ne ha parlato bene!

Ieri, 30 Novembre 2019, la Rai ha deciso di trasmettere sul TG1 un servizio interamente dedicato a D&D, nel quale viene menzionato il ritorno in grande stile del Gdr da noi diventato celebre in particolare negli anni '80 e oggi fortemente pubblicizzato da star televisive, cinematografiche e popolari serie tv. Se già il fatto che uno dei più grossi telegiornali nazionali abbia scelto di dedicare un proprio spazio a D&D risulta di per sé una notizia estremamente sorprendente, la cosa che colpisce di più è lo scoprire che il servizio inoltre parla bene del gioco e lo descrive anche in maniera abbastanza competente, evitando di riportare notizie inesatte o giudizi negativi sul nostro passatempo preferito. Il che, considerato il pregiudizio con cui è sempre stato considerato il Gdr negli anni, risulta un vero e proprio miracolo.
Anzi, come molti di voi sapranno, in passato D&D è stato per molto tempo tenuto in bassa considerazione dal pubblico main-stream, più preoccupato di denigrare un prodotto poco conosciuto che di comprenderne davvero il contenuto...figurarsi il capirne l'effettivo valore.
Il Gdr in generale, infatti, è stato a lungo visto come un prodotto di nicchia, acquistato e giocato da ragazzi considerati strani e asociali per il loro desiderio di volersi isolare nelle loro camere con un piccolo gruppo di amici, in modo da fantasticare su mondi immaginari e creature fatate. Peggio ancora, per un certo periodo - sull'onda del Panico Satanico scoppiato durante gli anni '80 in particolare negli USA - si è arrivati addirittura ad accusare D&D e gli altri Gdr di influenza negativa sulle menti dei ragazzi, che, a detta di qualche genitore un po' troppo frettoloso nel sparare sentenze e desideroso di trovare un capro espiatorio ai mali del mondo, rischiavano a causa del Gdr di perdere il contatto con la realtà o, addirittura, di finire con l'essere sedotti da un qualche culto satanico (la presenza di magia, divinità, diavoli e demoni tra gli elementi narrativi delle ambientazioni di D&D, infatti, fu vista da alcuni come un pericoloso strumento di deviazione, capace di convincere innocenti ragazzini a venerare divinità inesistenti o il diavolo stesso).
Ovviamente queste preoccupazioni si rivelarono infondate: divinità, diavoli o demoni immaginari non spinsero i ragazzini a creare culti satanici segreti, perché la gran parte delle persone - anche se di giovane età - sa tranquillamente distinguere il reale dall'immaginario, ciò che è serio da ciò che è detto/fatto per gioco; e per lo stesso motivo quei ragazzini non finirono con il distaccarsi dalla realtà, perdendosi nei mondi immaginari da loro giocati. Anzi, come molti di noi ben sanno, il Gdr si è dimostrato invece un ottimo strumento per socializzare e fare nuove amicizie, per stimolare la propria creatività e per imparare cose nuove, utili anche nella vita reale (quanti sono diventati scrittori o artisti grazie al Gdr? Quanti hanno imparato episodi della nostra storia o la cultura di altre popolazioni tramite il Gdr? Quanti grazie al Gdr hanno imparato informazioni e capacità che poi gli sono tornate utili anche nella vita professionale? E cosi via). L'opinione pubblica generalista ha a lungo mal giudicato il Gdr solo perchè fin ora non si era mai presa realmente la briga di conoscerlo per davvero, limitandosi piuttosto a denigrarlo ogni volta che si sentiva il bisogno di trovare un colpevole per un qualche problema....cosa che negli ultimi decenni sta accadendo anche al mondo del videogioco.
Il fatto che, dunque, un telegiornale nazionale decida di realizzare un servizio come quello, positivo e capace di fornire una descrizione corretta del gioco, lascia un minimo ben sperare che, quantomeno, in futuro si smetta di parlarne male e di far circolare notizie palesemente false su di esso. E' difficile che il mondo cambi all'improvviso ed è decisamente probabile che il TG1 non avrebbe mai dato una notizia del genere se non fosse stato per l'incredibile successo ottenuto da D&D 5e negli USA e nel mondo (insomma, sta facendo una barca di soldi!) e per il fatto che a pubblicizzarlo ci siano attori celebri come Joe Manganiello, ma chi lo sa... Nel frattempo godiamoci questo piccolo miracolo.
Grazie a "Cesare Shalafi" per aver postato il video su Youtube.
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Bellerofonte

Capitolo Zero: Fuggitivo

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Mmm lascio cadere il discorso, ho capito che non gli va giù di essere messo all'angolo; in compenso, mi godo finché dura il massaggio, ovunque corrano le mani ...adattarti? Davvero? Lo guardo rialzarsi, ma ai miei occhi sembra una ritirata, neanche troppo velata, quindi lo provoco Bene. Non ho proposte da fare. Solo occasioni da cogliere. Mi volto, tirando su il busto e poggiandomi sui gomiti Ora, io ho sonno. A quanto pare anche tu. Ma lo sguardo si fa malizioso mi è piaciuto ciò che ho avuto. Ne voglio ancora. Il problema è che, ad un certo punto, le occasioni cesseranno. Magari non del tutto, magari non subito. Ma succederà. Nei miei occhi azzurri si insinua del gelo, rendendo più seria la pur giocosa espressione che ho. Quindi, sei invitato a non sprecare occasioni. Rimarrei... delusa. Strofino  un piede contro la sua gamba, allargando impercettibilmente le cosce. Sorrido, mi volto e soffio sulla candela più vicino al letto. Avanti, a nanna. Per stanotte, hai già dato. O ho già avuto. Come preferisci. Dormiamoci su. Mi rilasso sul materasso, allungandomi e stiracchiandomi voluttuosamente, lasciandomi andare in uno sbadiglio cavernoso, gli occhi già chiusi E togliti i pantaloni, non mi piace dormire nuda con qualcuno vestito. Sorrido maliziosamente, più a me stessa che a lui, mentre un selvaggio e rabbioso coro di proteste mi esplode nel cervello.

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Continuo a guardare questa ragazza. Mi ritrovo in molti dei suoi modi di fare, per certi versi sembra una mia versione femminile, sfrontata, maliziosa, che sa quello che vuole e sopratutto non si fa scrupoli nell'ottenerlo. Sorrido ancora alle sue parole, oramai certo che questa battaglia per la supremazia difficilmente troverà un vincitore " Adattarsi è la chiave del successo, ma come farlo e sopratutto saperlo fare, è una dote di pochi... "

Ancora sotto di me, si volta, puntellandosi sui gomiti, tanto per non mettere in risalto il seno " Te l'ho già detto e te lo ripeto, mi piace il tuo modo di ragionare... ma se posso permettermi... e so che posso permettermelo, ti consiglierei la stessa cosa " nonostante il movimento fosse qualcosa di piccolo e appena accennato, il fatto che sia così bloccata sotto di me, mi permette di non lasciarmelo sfuggire.

Mi alzo, lasciandola libera di sistemarsi come meglio crede, mi tolgo i pantaloni ostentatamente di fronte a lei quindi torno a mia volta a sdraiarmi sul letto, facendola voltare di lato e sistemandomi dietro di lei " Mi piace farmi chiedere quello che ho già deciso di fare... " una zampa trova destinazione fra le sue gambe, ma è solo poggiata, un ultimo gesto di sfida prima di cercare di dormire almeno un po' questa notte.

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Sei strano la voce impastata fluttua lenta dalle mie labbra Cosa ti avrei chiesto? Rido sommessamente, spingendo il corpo ad aderire al suo. Lascio che con la mano esplori, non fosse per altro che per la sensazione di caldo liquido che veloce riaffiora nel momento in cui mi sfiora. Sorrido tra me e me, lasciando perdere la discussione: inutile ed inconcludente, palesemente perdente contro le azioni in corso. Rimango ad aspettare che il sonno prenda il sopravvento, ma non lo fa, allontanato da un pensiero sfuggente appena al di là della comprensione: notevolmente fastidioso, visto che per una volta il consesso di voci nella mia testa tace... che siano già andate a dormire tutte, proprio adesso che avrei bisogno di un minimo di acume? Rimugino ancora, ma il calore soffice che mi arriva alle spalle culla le preoccupazioni, contrastando la concentrazione. Meglio così, rossa una voce assonnata replica, palesemente ansiosa di farmi chiudere gli occhi. Sfilo la mano di Deneb dall'anfratto in cui l'ha nascosta e mi volto verso di lui: infilo a forza le gambe tra le sue, costringendolo a ruotare addosso a me; spingo la faccia contro al suo petto, alla ricerca del suo profumo; la mano gliela lascio andare dopo averla portata ad avvolgermi la schiena. Comincio a mugolare piano contro di lui, contenta della posizione sotto questa calda, soffice e profumata coperta con opzione fusa incorporata, anche se un pò pesante. Perché abbiamo preso due camere... quando ne bastava una? sussurro sconnessamente, ormai sulla soglia dell'oblio, nessuna mente dietro all'esercizio delle corde vocali. Infatti, il pensiero rimane stranamente rivolto al fatto che, tolta la mano di Deneb da dove l'ha infilata, adesso ne sento la mancanza; dopodiché si focalizza sulla mancanza di mani e braccia sufficienti: non sarebbe più comodo e normale averne cinque o sei, così che mentre un paio ti abbracciano, ne hai altre ad occuparsi di cose come spazzolarti i capelli e massaggiarti piedi e gambe? Questi maschi sono fatti proprio male. Di riflesso al pensiero, spingo il bacino contro quello del Tibbit, registrando un'impennata della temperatura, seguita dalla familiare sensazione di liquefazione della zona basso addominale e inguinale. Sorrido al petto del gatto, rettificando il pensiero: i maschi non sono fatti del tutto male... e questo ha anche una coda in più.

Edited by aykman

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Lascio che le ultime parole sconnesse di Elle si perdano nella mia pelliccia. Come dicevo prima, sta facendo esattamente quello che le va di fare, prendendoselo e basta. Sorrido a mia volta, abbracciandola si, ma non mancando di lasciare una delle due zampe sul suo sedere " Poco male " bofonchio a mia volta, apprezzando il calore del suo corpo che si espande anche sul mio.

Certo che le prime luci dell'alba mi avrebbero svegliato, lascio che il sonno mi accolga finalmente nel suo abbraccio, lasciandomi cullare dalle dolci sensazioni della serata.

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Il 21/10/2019 alle 17:04, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 10:00 || +361 giorni dalla partenza della Eurus Septima

Taverna del Cigno, Capo Ventura || Brezza leggera da Est, cielo terso

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La luce si infila tra le fessure delle finestre con un angolo incidente già molto pronunciato, sinonimo che avete trascorso a letto qualche ora extra della mattinata. A svegliarvi è il vociare che proviene fuori da quelle stesse finestre, i rumori di campanacci, di zoccoli, delle grida dei bambini che giocano per strada. La Taverna del Cigno è invece ancora abbastanza silenziosa, e fanno eccezione solo i passi pesanti di Barut che si muove operoso al piano inferiore.

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Sono sveglia, ma non apro gli occhi. Come una bambina, gioco a nascondermi nell'ombra, ultima vestigia della notte volata via. Spingo la testa più a fondo tra il pagliericcio e il petto di Deneb, negando il volto alla luce. Cerco di connettermi alla realtà con calma, senza fretta, dare un senso a ciò che provo: mi sento felice, rilassata e contenta come da tempo non succedeva, un senso vago di trionfo, di vittoria; il corpo stanco ha goduto appieno della notte di sonno, ma ancora non è al cento per cento, né perfettamente riposato; mi sento carica, pronta ad affrontare un'esercito, ma non incline a cominciare l'opera; strani punti dolenti, come le ginocchia e il collo, non giustificabili con la navigazione. Il pensiero va ad Incubo, e subito un senso di panico mi invade, un sentimento provato identico così poco tempo fa da sembrare al tempo stesso familiare  e terribile: nessun rollio, nessun beccheggio... non sono in mare! Nel panico, spalanco gli occhi e mi alzo a sedere, trattenendo a stento un grido e guardando confusa la stanza estranea. Un brivido mentre cerco a fatica ricordi di questo luogo, del come ci sono finita, del perché sono nuda a letto con... chi? Istintivamente, mi abbraccio cercando un riparto dai brividi e conforto dal terrore. Mentre i battiti del cuore cominciano a rallentare dalla corsa impazzita in cui si son lanciati, i pensieri pian piano si fanno meno confusi e più ordinati. Mi prendo tutto il tempo che mi serve per riordinare le idee, giustificando tutti i dolori e percependone di altri, come anche il senso di pace e felicità che avevo appena sveglia. Mi riallaccio a quella gioia, spazzando via i fastidi al solo pensiero, giustificandoli e accettandoli quale scotto per il piacere provato. Mi volto lentamente verso Deneb, pensando che il nome l'ho sempre saputo ma solo in questo momento l'ho ricordato. Scorro lenta lo sguardo sul suo corpo, il pelo setoso che copre i muscoli tonici a cui mi sono aggrappata la notte precedente. Con la mano, piano piano neanche avessi paura che mi scopra, accarezzo la gamba che mi pesa sopra, risalendo sulla coscia fino al gluteo. La sensazione di pelliccia calda e soffice si trasmette dalle mani al resto del corpo, dandomi una strana, calda felicità. Continuo a salire lungo il fianco, fino al braccio che mi avvolge le cosce, fermandomi a saggiarne la forza. Lo sguardo invece non si ferma e arriva al volto. L'espressione è rilassata, distesa, ma poco credibile: col balzo che ho fatto, devo averlo svegliato di sicuro, se già non lo fosse stato prima. Sorrido incurante, mi chino e lo bacio. Come buongiorno, può andare penso tra me e me, anche se altre voci nella mia mente rumoreggiano in favore di qualcosa di più attivo.

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Il sole irrompe nella stanza, anche se contrariamente a quanto pensavo non sono le prima luci dell'alba. Socchiudo leggermente gli occhi, tutto é come lo avevamo lasciato la sera precedente, solo l'acqua sul pavimento si é asciugata.

Elle é ancora accoccolata a me, quando d'un tratto salta a sedere sul letto. La osservo rimanendo immobile, cercando di darle l'idea di essere ancora addormentato. La sento che con le mani esplora il mio corpo, passando dalle gambe alle braccia.

Sento che lo sguardo della ragazza si ferma sul mio viso, resisto qualche secondo, poi sorrido, il solito sorriso ironico. Apro gli occhi dopo aver ricevuto un bacio " Buongiorno anche a te " ne approfitto per stiracchiarmi e arruffarle i capelli " Come va? Andiamo a fare colazione fra un po'? "

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Lo guardo pensierosa, quindi alzo il mento verso il soffitto e comincio a fissare il cielo fuori da una finestra. Con aria meditabonda, comincio a mormorare, la voce roca e ancora impastata dal sonno Mmm...fra un pò dici...mmm...e se avessi fame adesso? domando sedendomi agilmente sulla sua pancia e repentinamente tuffandomi col volto al suo collo, mordicchiandolo Si si, pelo fresco di prima mattina... impossibile resistere esclamo con tono sarcastico, fermandomi e levando un pelo dalla lingua. Poggio le mani contro il suo petto e sollevo il busto nuovamente, guardandolo in faccia. O mi vuoi offrire qualcos'altro? Sposto appena i fianchi scivolando più in basso, chinandomi di nuovo, stavolta a baciargli il petto. Continuo a scivolare fino a strofinare il mio inguine contro al suo, mentre con la bocca risalgo fino al mento e da li alle labbra. Un altro e bacio e lo fisso estatica, muovendo i fianchi quel tanto che basta a mandarmi su di giri come una trottola, il corpo pesante e bollente in un istante, la mente leggera che svolazza senza meta. Ho fame esclamo mentre lo guardo, un sorriso felice e brillante ad illuminarmi il volto, senza smettere di strofinarmi piano contro di lui. In un modo o in un'altro, voglio essere soddisfatta... aggiungo infine, rallentando e accentuando il movimento dei fianchi ruotando le anche ogni volta che arrivo in fondo alla scivolata ...scusa, intendevo dire sfamata...

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Il 8/11/2019 alle 15:21, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 10:05

Taverna del Cigno, Capo Ventura || Brezza leggera da Est, cielo terso

Il vostro idillio di passione viene frenato da un suono improvviso ma familiare. Due colpetti alla porta, un *toc toc* effimero che di sicuro non può essere di Barut, visto che sentite distintamente il legno scricchiolare per il peso al piano inferiore. Chi mai busserà alla vostra porta a quest'ora della mattina?

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Mormoro a mia volta, divertito dall'iniziativa della ragazza. Il divertimento viene presto accompagnato dall'eccitazione e dalla malizia, quando Elle comincia nuovamente a stuzzicarmi.

Ridacchio, tornando a guardarla negli occhi e non solo quando torna ad alzarsi dopo avermi morso il collo " Parlavo di fare colazione più tardi... " rispondo alzando le braccia ed arrendendomi virtualmente alle sue attenzioni. Rispondo con passione al bacio, assecondando il suo movimento " Se poi hai altri tipi di appetiti, sono sempre a disposizione! "

I nostri intenti vengono interrotti da un leggero, improvviso e quantomai inopportuno bussare. Riconoscendo che la mano non può essere quella dell'oste, guardo la ragazza con aria interrogativa " Aspettavi nessuno? " dico a mezza voce. Ottenuta una risposta da Elle, replico al bussare " CHI E'? "

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Mi blocco alla fine del movimento, raddrizzandomi a sedere, lo sguardo di colpo calamitato sulla porta, le mani strette a pugno che tirano distrattamente il pelo del petto del Tibbit. Quel rumore leggero e la domanda inopportuna anche se giusta di Deneb mi mettono a disagio: ci si dimentica delle cose, a volte, specie se ci si diverte. Con questa giustificazione in testa mormoro ancora meno concentrata  Mmm, Kilash. Mi alzo rapida e con un movimento felino arrivo silenziosa alla panca, i passi leggeri che sfiorano l'assito con appena un fruscio, coperti dalla domanda perentoria rivolta alla porta da Deneb. In modo altrettanto rapido e fluido, mi infilo nella maglia e raggiungo l'uscio, aprendo uno spiraglio per sbirciare fuori, il corpo poggiato pesantemente contro la porta, che mi nasconde completamente alla vista, se non per la porzione di volte sufficiente  a permettermi di guardare.

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Kilash ripeto nella mia testa, mentre libero di potermi alzare, recupero a mia volta dei pantaloni e mi avvicino alla porta " Non dovevamo raggiungerlo alla Loggia? " bisbiglio, mentre l'attenzione è incentrata su quello che accade oltre la porta Che diamine di ora abbiamo fatto?

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Il 10/11/2019 alle 15:52, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 10:10

Taverna del Cigno, Capo Ventura || Brezza leggera da sudest, cielo terso

A meno che il figlio di Kerberos non si sia rimpicciolito durante le vostre ore di coito, colui che ha bussato alla porta non è affatto chi stavate aspettando. Un halfling con la barba incolta fa un cenno con la testa ad Elle mentre cerca qualcosa nella grossa sacca straripante di fogli e buste di vario genere che porta con sé. "Elle e Deneb, Elle e Deneb..." ripete tra sé e sé facendo muovere rapidamente le dita sulle numerose intestazioni. I suoi vestiti sono modesti, ma le calzature sono buone e resistenti, anche se piene di polvere. Sulla schiena del gilet di pelle porta il simbolo della Loggia che lo identifica come uno dei messaggeri stipendiati da Kerberos, distinguendolo invece dai privati che esercitano questa professione per i cittadini di Capo Ventura.

Infine tira fuori un pezzo di carta ripiegato su sé stesso tre volte e laccato con il simbolo inconfondibile dalla bussola capoventurese, che allunga alla ragazza. "Da parte della Loggia. Buona giornata." dice distrattamente mentre già si appresta a raggiungere la porta della locanda adiacente alla vostra, che si apre appena questi si avvicina. "Un pacco per te dalla Loggia." non vedete chi c'è a prenderlo, solo un braccio che afferra il pacchetto imbustato e richiude la porta senza nemmemno salutare. L'hin sospira e corre giù per le scale alla volta della prossima consegna.

La lettera, una volta aperta, contiene la calligrafia ordinata e funzionale di Kilash.

Cita

Cari aspiranti Pionieri,

mi addolora comunicarvi che si sono verificati imprevisti che mi terranno occupato tutta la giornata. Ho delegato il compito di introdurvi nella nostra beneamata gilda al Mastro Carpentiere Iver di Keld, che troverete dalle 15:00 alle 18:00 nella carena della Loggia, giù al Porto Nuovo. Se non sapete orientarvi, chiedete pure alle guardie.

Buona fortuna e a presto rivederci,

Capomastro e Tesoriere Kilash Fuinur

PS: Iver è un uomo vecchio stampo e vi metterà sicuramente alla prova. Venite equipaggiati. 

 

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Neanche rispondo all'halfling, lo guardo invece senza quasi capire cosa vuole. Quando la lettera me la ficca in mano, sorrido nervosa e chiudo la porta, incapace di proferire parola. Brutta screanzata, che modi sono questi. Dov'è finita la tua educazione? La voce di mia madre a redarguirmi, come se fossi anche solo lontanamente conscia di aver trattato l'halfling con pochissimo rispetto, senza parlare né ringraziare. Dall'altra parte però un'altra voce ribatte, infervorando il consesso dei miei alter ego mentali Ma quale screanzata. Chi è quella bestia che ci interrompe a quel modo? Mi trascino rapida fuori dalla mia testa, cercando con gli occhi Deneb che si riveste, aprendo la lettera e leggendola con gli occhi, coprendo le voci con la curiosità. Ci metto un pò a capirne il significato, poi sbadiglio e porgo lo scritto al Tibbit E' per noi. Kilash. Te l'avevo detto. Mi stiracchio mentre Deneb legge, allungando le braccia verso l'alto; nel farlo, l'ormai eccessiva cortezza del maglione mi scopre completamente le chiappe. Mi do un'occhiata critica e in un sibilo leggero continuo Non può andare. Non può proprio. Se mi metto questa cosa per le strade di Capo Ventura finisco nei pasticci. Allargo le braccia e piroetto appena in punta di piedi, raddrizzando la postura e guardando il mio riflesso nel piccolo specchio della mia toeletta; lo sguardo corre dal viso sfatto incorniciato dai capelli color fuoco alle linee spezzate del seno, non certo grande ma fieramente eretto, fino a quelle più sode e rotonde dei glutei. Mi copro questi ultimi con le mani, nuovamente sporgenti oltre il bordo del maglione, sorridendo felice al piacere di vedere il mio corpo, perfetto nella sua semplicità anche se un pò gracile,  e poi guardando corrucciata ai centimetri di troppo corto dell'indumento. Mi rivolgo di nuovo a Deneb Mi dispiace ci abbiano interrotto. Direi che non c'è molto altro che si possa fare, a parte seguire le indicazioni che ci hanno dato. Che ne pensi? Ci sistemiamo, andiamo a vedere come sta Incubo e cerchiamo un buon posto dove fare colazione, poi andiamo da questo Iver. Sollevo un sopracciglio quando noto gli sguardi distratti del Tibbit. Un sorriso di compiacimento e piacere, una sensazione calda di orgoglio per la lascivia e il desiderio che leggo nello sguardo del gatto. Oppure... potremmo continuare da dove ci hanno interrotti... sussurro lentamente, la malizia nuovamente brillante nei miei occhi ...lavarci e vestirci in tutta fretta...  proseguo, muovendo un piccolo passo dopo l'altro verso di lui ...correre a dare uno sguardo ad Incubo... giochicchio col bordo del maglione, arrotolando distrattamente i fili usciti dalla trama ...nel frattempo arraffare qualcosa da mettere sotto ai denti... la maglia che si accorcia pericolosamente, scoprendo sempre più pelle, un centimetro dopo l'altro ...mentre andiamo dal tizio. Gli arrivo di fronte e chino la testa, adocchiandolo con fare innocente al riparo dei capelli, torturando la maglia con gesti più nervosi e frenetici, dondolando sul posto ad un palmo dal suo corpo.

Edited by aykman

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Ascolto più che osservare la scena, visto che la porta è socchiusa e da quello che posso vedere l'interlocutore basso. Percepisco essere qualcuno mandato dalla loggia e non Kilash come pensato. Osservo la ragazza scorrere la lettera, per poi passarmela. Una volta lettone il contenuto, non posso fare a meno di pensare che i cantieri della loggia devono essere qualcosa di fenomenale, magari riesco a prendermi un ricordino.

Lo sguardo torna ad Elle, scoprendola alle prese con quella specie di canottiera/vestitino che lascia poco o nulla all'immaginazione " Che fai ora parli da sola? " la canzono mentre lei comincia ad elencare il possibile piano d'azione che ci porterebbe ai bacini di carenaggio. Mi rendo conto e mi accorgo che se ne rende conto anche lei, che però la mia attenzione continua ad essere inevitabilmente catturata da altro, oltre che dalle sue parole.

La sua lenta ed inesorabile camminata verso di me, accompagnata da un nuovo piano d'azione, gode senza dubbio di molta più attenzione di quanta non ne avessero avuta prima le sue parole. La guardo conquistare spazio, sia verso di me che su di se, con il sorriso che si allarga sul volto e i baffi che vibrano impercettibilmente.
Mi sfilo con noncuranza i pantaloni che mi ero appena messo, trovano posto a terra di fianco alla lettera, quindi mi siedo sul letto e con il dito le faccio cenno di avvicinarsi. La guardo dritta negli occhi " Parlavamo di appetiti se non sbaglio... " mentre la tiro a me per il bordo del vestitino, che ora come ora somiglia più ad una maglietta per mia gioia.

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Sorrido un sorriso di trionfo; sorrido un sorriso di felicità; sorrido un sorriso malizioso, colmo di lussuria e inappagato desiderio, un sorriso che presto invece sarà esausto e pago dei sogni esauditi; un sorriso consapevole dello scotto da pagare a lungo per un istante di puro piacere. Mi lascio tirare in avanti, gli occhi che si fanno sottili mentre scavano in quelli del gatto dopo essere corsi sul suo corpo nudo, sulla sua eccitazione di colpo destata dal suo torpore e svettante dinanzi a me, solo per me. La gioia esplosiva di tutto quel potere in poche, semplici parole e altrettanto infimi gesti, neanche fosse una magia; gioia amplificata dalle lusinghe all'ego per la consapevolezza di essere piacente, desiderata, amata. L'eccitazione prende possesso anche del mio corpo, non solo di quello di Deneb: nel breve istante in cui si spoglia e mi tira a se sento i capezzoli inturgidirsi e il basso ventre liquefarsi, la testa svuotarsi allegramente nell'attesa ansiosa del piacere. Mi chino a baciarlo, accarezzandogli il volto con mano gentile, assaporando il suo respiro, il calore delle labbra, il soffice solletico del pelo contro le guance, contro le mani, contro le gambe. Guidata dai sensi a caccia di piacere, mi arrampico sul letto, a cavalcioni del Tibbit, spingendo il petto contro il suo volto, la mano che dal volto si sposta sul collo del gatto per cercare un appiglio, l'altra che, indipendente, afferra l'oggetto del desiderio, indirizzandolo verso il punto più sensibile che ho, un punto già fremente e impaziente di piacere, accecato dal desiderio come una falena da una fiamma. Basta il semplice contatto iniziale a mandarmi fuori di testa, ipersensibile neanche fosse la prima volta, l'ondata di piacere che per poco non mi sopraffà come un'onda inaspettata. Boccheggio mentre perdo forza nelle gambe, sciolte dall'estasi e in preda agli spasmi, incapaci di reggermi, facendomi scivolare più a fondo su di lui, sentendolo entrare in me neanche fossi fatta di burro e lui fosse un coltello incandescente. Mi siedo, tutto il peso su di lui, l'elettricità che scorre in ogni centimetro del corpo che mi fa scuotere come un fuscello, come una barca in preda alla tempesta, nessuna forza o volontà capace di bloccare la potenza dell'orgasmo. Mi abbandono contro di lui, la mente annebbiata, i sensi sopraffatti da troppi stimoli. Quando le scosse si placano mi rendo conto delle lacrime che mi bagnano le guance. Non ho gridato questa volta, registra un'angolo della mia mente, un'altra che rinfaccia con quale fiato, bella mia? Registro le informazioni e ricomincio a respirare, e con il fiato torna la voce, ma solo in un sussurro velato, un'unica parola in bocca mormorata con un'intensità enorme come il piacere appena provato Deneb....

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Come le onde che è stata abituata a sentire sotto di se tutta una vita, Elle si abbatte su di me, con tutta la sua sensualità, voglia e desiderio.

Senza troppi fronzoli, dopo avermi mangiato con gli occhi chiude la distanza fra noi, baciandomi. Quindi con la ragazza che si "arrampica" su di me e con il viso fra i seni, posso solo sentire la sua mano che indirizza le cose nella giusta direzione.

La sensazione di caldo e di bagnato è avvolgente ed elettrica. La sento lasciarsi andare con tutto il peso, accogliendomi tutto dentro di se. Rispondendo agli stimoli che mi sollecitano, inarcando la schiena, spingendo con le gambe e stringendo i glutei, per guadagnare ancora quel poco di spazio che era possibile guadagnare.

La sento scuotersi e vibrare, come il sartiame delle vele messe in tensione dalle raffiche di vento. La stringo a me, mentre assaporo appieno il suo godimento. Comincio a muovermi sotto di lei, deciso a non lasciarle tregua, senza permettere al piacere di scemare.

Cinque lettere appena mormorate, ma pesanti come macigni, compongono il mio nome, facendomi rizzare il pelo sulla nuca e donando nuovo slancio alla mia azione.

Edited by Redik

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Ho cominciato e mi sembra di aver già finito, sono appagata ma ancora vogliosa, esausta e sprizzante di energia; un momento la mia mente è un cielo vuoto e infinito, un'altro e diventa una babele di voci. Sento tutto il mio essere divenire preda del piacere, e in quell'abbandono la ferrea volontà di avere, di prendere quel piacere. Sento Deneb che spinge in me che, priva di forza, non posso fare che subirlo; nonostante ciò, la volontà è assecondarlo, coadiuvarlo, non fuggirlo. Mi abbandono al turbine delle emozioni che mi sconvolgono, una parte di me felice di non poter far altro che godermele, l'altra ansiosa di spingermi a collaborare per arrivare più in alto nella scala del piacere. Strizzo gli occhi con forza, guardando al cielo spalancato sulla finestra, le lacrime che cadono dai miei occhi a bagnare le mie guance prima di cadere come pioggia sul viso del Tibbit. E lui che forte, padrone della situazione, mi porta con se nella sua frenesia, non concedendo tempo per riprendermi,  incalzandomi invece, allungando un'istante in un secondo, in molti secondi. Mi mordo le labbra, strenuo baluardo contro le grida, sentendo un briciolo di energia percorrermi le membra. Stringo le braccia attorno alla sua testa, facendo forza sulle spalle per sollevarmi e amplificare il movimento delle anche del mio amante. Lo sforzo è ben ripagato da un'ondata più forte di puro piacere. E in quell'idillio, nuovamente ripeto le parole di poche ore prima, una nota disperata di supplica nella voce rotta ...non fermarti... ti prego... ti prego...non...ti prego... 

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In un primo momento in balia della mia iniziativa, Elle non può fare altro che abbandonarsi al piacere che questa le provoca.

Capisco che non lasciarle il tempo di realizzare cosa fosse successo, ed invece rincarare la dose sia stata una mossa più che apprezzata. L'estasi dell'orgasmo prolungata e amplificata.

Ritrovato un briciolo di controllo, ci mette il carico, aumentando l'escursione dei nostri corpi e la forza con cui si incontrano e al tempo stesso incitandomi a non fermarmi.

Il piacere e il godimento crescono, ogni spinta mi avvicina sempre di più all'apice, ma complice anche il mantra recitato dai riccioli rossi che sobbalzano di fronte a me, coprendo e scoprendone il seno, rimando l'inevitabile, concentrandomi sul ritmo e sulla voglia di godermi il più a lungo possibile l'attesa del momento.

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Continuo a cavalcare Deneb come in trance, in un delirio di piacere, spossata ma incapace di fermarmi. Alla vivida luce del sole i particolari colti dagli occhi si fanno più evidenti, mettendo in mostra dettagli finora ignorati. Abbasso il viso, e nel minuscolo istante che dedico alla stanza il giudizio si fa peggiore di quanto già non fosse prima di entrarci: è una stamberga, e l'unico motivo per averci messo piede è, palesemente, il bagno caldo e l'atmosfera arcinota delle bettole di porto. Lascio fuggire via il pensiero e mi concentro sul mio partner: non siamo mai stati così vicini ed intimi alla luce del sole, e mentre l'amplesso va avanti rimango affascinata dai colori cangianti del pelo, la sua consistenza soffice e il pensiero che con una pelliccia del genere indosso nessuno potrebbe mai soffrire il freddo. Accarezzo il collo e la nuca, spingendo il petto contro al suo viso ogni volta che mi spingo in alto, trattengo il fiato e a volte mi mordo anche le labbra quando invece ridiscendo su di lui, che affonda in me col movimento maestoso che mi manda in tilt. Mi chino appena per baciarlo: è alto abbastanza che persino seduta su di lui lo sovrasto solo quando mi spingo in alto nell'altalena dei nostri corpi. Decido di dargli più libertà, quindi smetto di fare su e giù e mi blocco in alto, complice la scusa delle lingue avvinghiate in una lotta serrata: le forze appena riprese tutte impiegate nel tenermi sollevata appena dalle sue cosce, lasciandolo libero di imporre il ritmo che preferisce. Mi avvinghio al suo petto, tirando forte il pelo delle spalle e sulla nuca, dove le mie mani cercano appiglio, e piano sussurro ancora parole sconnesse tra un bacio e l'altro, sentendo caricare un secondo orgasmo a questo cambio di stimolazione.

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