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Cosa fare quando non si riesce ad aprire una porta

Articolo di J.R. Zambrano del 04 Febbraio
Lo so, ci siamo passati tutti. Tutto sta andando perfettamente, non solo sono venuti tutti quanti a giocare, ma non si stanno neppure facendo distrarre dal video sul cagnolino carino. I telefoni e i laptop sono lontani e, sorpresa delle sorprese, i PG vogliono davvero andare avanti nell'avventura che avete creato per loro invece che spendere metà del tempo facendo spese, mentre l'altra metà sta litigando su quale sia il modo migliore per arrivare al dungeon. Infatti, sono già nel bel mezzo del dungeon quando arrivano di fronte a lei...la temibile porta chiusa a chiave.

E certo, volevate che fosse un po' impegnativa. Perciò la CD per aprirla è un po' più alta, ma dovrebbe essere abbastanza facile per il ladro da apr...ops, come non detto, non riesce a fare un tiro al di sopra del 3. Okay. Bene, adesso la serratura è rotta, ma il resto del dungeon sta chiamando gli avventurieri all'esplorazione. OPPURE, il gruppo potrebbe solamente starsene lì impalato per le successive tre ore cercando di capire come "hackerare la porta" in modo da attraversarla.
Sapete, vero, quale di queste due opzioni sceglierà il gruppo, nove volte su dieci? Ecco perché oggi parleremo di come riprendersi dopo un fallimento, e di cosa fare quanto il gruppo sembra non riuscire ad andare oltre una determinata porta.

Adesso, giusto per intenderci, questa non deve essere necessariamente una porta reale, potrebbe essere una porta metaforica. Per alcuni, la porta che non riescono ad aprire potrebbe essere la timidezza, per altri una mancanza di educazione...ma per noi la porta che non possiamo aprire è una porta reale. E stiamo per parlare di di come riuscire ad attraversarla.
Un fallimento solo da un certo punto di vista

La prima cosa di cui dobbiamo parlare è cosa rappresenti quel tiro abilità. D&D funziona come un sistema binario. Avete due situazioni quando fate un tiro in scassinare per aprire la porta: o ce la fate o fallite. Se ce la fate, la porta si apre. Se fallite, non si apre. Se fallite alla grande non potete più riprovarci, mi dispiace ragazzi, vi hanno bucato il pallone.
Altri giochi di ruolo fantasy non hanno questo problema. Che sia il metodo del D20 System di avere successo ad un costo o l'idea del successo parziale delle regole di Apocalypse World, non c'è un aut aut. Non c'è una gamma che misuri successi o fallimenti. Il che non è necessariamente una brutta cosa, ma pone alcune limitazioni nel vostro modo di pensare. Dopo tutto, se la porta si apre o non si apre, quel tipo di struttura Successo/Fallimento inquadra la situazione in una questione di sì o no.
Ma la questione è che, come DM, voi potreste volere che i giocatori entrino nella stanza. Specialmente se ne hanno bisogno per avanzare nell'avventura. La stessa cosa accade nel caso debbano assolutamente acchiappare un ladro o trovare una certa reliquia. Cosa fare allora? Riformulare l'intero concetto.

Invece di guardare alla porta come un tiro in arnesi da scasso, o come qualcosa che i giocatori devono sfondare, pensate a cosa quel tiro rappresenti. Invece di fallire ad aprire la porta, pensatela come un fallire ad aprire la porta nel modo che sia più conveniente per loro. Ci dovrebbe comunque essere un modo per aprire la porta, ma magari adesso significa trovare la persona o mostro che ne possiede la chiave. O trovare una pergamena di Scassinare in un laboratorio da Mago da qualche parte nel dungeon.
Nessuna conseguenza

Ora che avere riformulato il dilemma, pensate a quali potrebbero essere le conseguenze di un fallimento. Se scassinare la serratura vuol essere un modo facile e silenzioso per entrare, magari adesso quell'approccio non è più disponibile per i personaggi e tutti gli altri modi di entrare dentro la stanza comportano fare rumore o attirare attenzioni indesiderate.
O magari potrebbe costargli qualche risorsa extra. In pratica pensate a quali costi/risorse i giocatori potrebbero avere, in modo da spenderli per aprire la porta. Potrebbero essere oggetti magici, potrebbero essere punti ferita, se stanno combattendo un nemico che custodisce la chiave. Potrebbe persino essere l'elemento sorpresa: adesso che le persone nel dungeon sanno dei PG prenderanno delle precauzioni extra. Potete rendere un tiro fallito portatore di conseguenze indesiderate senza interrompere il flusso di gioco.
Un altro punto di svolta, una biforcazione della strada

Un altro modo di considerare come entrare nella stanza potrebbe essere trovare un'entrata alternativa. C'è una consuetudine che si trova in certi giochi come Skyrim e Fallout quando una porta è bloccata da un lato, di solito c'è un altro modo per entrare. Bisogna solo trovarlo. Se non riescono ad aprire la porta dal lato in cui si trovano, magari buttate lì qualche indizio su un'altra entrata. Magari una porta segreta o, meglio ancora, se riuscite a farli proseguire all'interno del dungeon preparate un percorso che torni indietro fino a un passaggio segreto che porta all'interno della stanza.
Circolare prego

Questo è l'altro grande trucco. Cercate modi per incoraggiare il gruppo a proseguire quando non riescono ad oltrepassare la porta. Potete indicare dettagli come l'ornamentazione della serratura e del buco di quest'ultima, o parlare di come potrebbe esserci un'entrata segreta più avanti nel dungeon. Se questo non funziona, potete sempre fare affidamento sulla vostra fidata tabella degli incontri casuali per avere qualcosa che vagherà proprio dove si trovano i PG. Qualunque cosa serva per evitare che finiscano impantanati su un particolare ostacolo.
Dategli degli amici dall'altro lato

Naturalmente, parlando di conseguenze e mostri erranti, se i giocatori sono veramente bloccati, è probabile che faranno rumore. L'attenzione può sempre arrivare dall'altro lato della porta invece che da un mostro errante. Io userei questo trucco con parsimonia però, o i giocatori si abitueranno al fatto che le cose siano facili e tutto vada liscio, e questa è l'ultima cosa che volete. Idealmente, stanno facendo una partita a un gioco che è organizzato interamente per loro, ma che deve sembrare non lo sia.
Buone Avventure! Cosa fate quando il vostro gruppo è bloccato in un impasse? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-what-to-do-when-you-cant-get-through-that-door.html
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Old School Essentials sarà pubblicato in Italia da Need Games

Old School Essentials è basato sulla versione B/X (Base/Expert) di Dungeons&Dragons a cura di Tom Moldvay (Base) e David Cook (Expert) rilasciata nel 1981 dalla TSR. Per chi non lo sapesse la B/X è la versione di Basic D&D precedente al BECMI (quella con la famosa Scatola Rossa, anche se sarebbe più corretto parlare di BECM visto che l'Immortal Set non fu mai tradotto in Italia), il quale fu la prima versione ad arrivare in Italia.

Le differenze tra le due versioni sono minime e ciò permette a Old School Essentials di essere compatibile anche col materiale che fu pubblicato in Italia all'epoca dalla Editrice Giochi.

Old School Essentials, nella sua versione originale, è un gioco modulare composto da 7 supplementi:
Core rules: con le regole base del gioco. Genre Rules: dove si trovano le classi giocabili (Guerriero, Mago, Chierico, Ladro) assieme ad Elfo, Nano ed Halfling (che sono classi e non razze in questo regolamento). Treasures: con la descrizione di tesori ed oggetti magici. Monsters: il Manuale dei Mostri. Advanced Fantasy Genre Rules: con le regole per emulare la prima edizione di Advanced Dungeons&Dragons, scindendo le razze dalle classi ed aggiungendo classi come il Paladino, l'Assassino, il Bardo, il Ranger, l'Illusionista e il Barbaro. Cleric and Magic User Spells: il libro degli incantesimi di Maghi e Chierici. Druid and Illusionist Spells: il libro degli incantesimi di Druidi ed Illusionisti. Oltre alla versione in 7 supplementi esiste anche la versione in tomo unico, al momento non si sa quale delle due versioni verrà pubblicata dalla Need Games.

Per celebrare l'evento, Gavin Norman, il creatore di Old School Essentials, sarà presente alla NeedCon (ribattezzata quest'anno NeedPunk) la convention organizzata dalla Need Games per presentare i suoi prodotti e le sue novità. L'evento si terrà il 22 Febbraio 2020 presso la Casa dei Giochi a Milano, in Via Sant’Uguzzone 8 con il seguente programma:
Ore 10:00, apertura porte Ore 15:00, presentazione di Old School Essentials Ore 15:30 -19:00, partita a Old School Essentials con Gavin Norman come DM. Old School Essentials sarà disponibile in Italia a partire da Settembre 2020.

Annuncio ufficiale del NeedPunk sul sito della Need Games: https://www.needgames.it/eventi/needpunk2020/
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5 Cose che Fortunatamente D&D si è Lasciato alle Spalle

Articolo di J.R. Zambrano del 08 Febbraio
Al giorno d'oggi se entrate in un negozio di giochi potete godervi l'enorme gamma ed evoluzione dei giochi moderni. Volete darvi alle avventure fantasy? Potete scegliere quello che volete, con Pathfinder e D&D presenti praticamente ovunque, ma con svariati altri sistemi disponibili. Non vi ispira il fantasy? Ci sono una gran varietà di giochi sci-fi. Non siete ancora soddisfatti? Perché non provare un gioco dove siete dei punk che distruggono dei centri commerciali? O magari dove interpretate un lavoratore part-time? O ancora potreste esplorare le stranezze degli anni '80 di una linea temporale alternativa.
A qualunque cosa decidiate di giocare, non ci sono dubbi che l'hobby in generale abbia fatto passi da gigante. E perché possiate meglio apprezzare cosa abbiamo a disposizione al giorno d'oggi, diamo uno sguardo alle cose che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle.
Doversi Colorare i Propri Dadi

Questa categoria potrebbe anche chiamarsi set incompleti, alternative cartacee ai dadi o in generale scarsità di prodotti. Nel momento in cui erano arrivati alla quarta ristampa, se volevate comprarvi un set di OD&D era probabile che sareste diventati gli orgogliosi possessori di un sacchetto con sei dadi non colorati e una matita di cera bianca o nera da usare per delineare voi stessi i numeri.
Già questa cosa non era il massimo. Ma man mano che gli anni passarono le cose non migliorarono certamente e, anzi, la cosa divenne ancora più comune. Si poteva praticamente vedere la scorta di dadi della TSR diminuire a vista d'occhio. Nel 1979 le scorte finirono e dovettero includere dei cartoncini con dei "dadi da ritagliare", dei foglietti di cartone con quadratini con sopra vari numeri da ritagliare e pescare casualmente

Al giorno d'oggi o prendete un set completo della Chessex o li ordinate a peso. Si possono comprare dadi di ogni forma e dimensioni, con simboli speciali di ogni genere. Io stesso possiedo un set di dadi con simboli di ossa per quando gioco un necromante o per generiche cose da cattivo. Viviamo davvero in un'epoca di abbondanza.
Requisiti Differenziati per Salire di Livello

Qui sopra ne ho inclusi solo due di esempio, ma 'c'è stato un tempo (AD&D) durante il quale ogni classe cresceva di livello ad un ritmo differente. Quindi anche se riuscivate a fare sì che tutti i giocatori si presentassero ad ogni sessione finivate comunque ad avere delle discrepanze di livello. Perché niente è così divertente come rimanere uno o due livelli indietro rispetto al resto del gruppo e rischiare di morire ancora più facilmente.
Vale lo stesso discorso con i limiti massimi di classe/razza. Certo le prime edizioni del gioco erano volutamente umanocentriche, ma questo limitava anche in parte il divertimento. Al giorno d'oggi si può scegliere una qualsiasi combinazione di razze e classi, e si sale di livello tutti allo stesso ritmo. Il che implica doversi preoccupare solo di assegnare al meglio le caratteristiche.
THAC0

Parlando di matematica prendiamo la cosa "preferita" di tutti riguardo a D&D, ovvero il determinare quali numeri sommare tra di loro. Assicuriamoci, quindi, che i giocatori debbano fare un ulteriore passaggio di calcolo da poi confrontare con un altro valore.
Siamo sinceri, la questione è ancora presente (anche se non così terribile alla fine, solo noiosa). Semplicemente quel passaggio di calcolo ulteriore viene saltato visto che la CA è presentata come numero bersaglio invece che calcolata a livello astratto da uno 0. Questo ha anche il bonus aggiunto di fare sì che tutti i bonus che ottenete salendo di livello siano ad incrementare. E d'altronde ottenere dei numeri sempre più grandi non è forse da sempre alla base del voler salire di livello?
Miniature di Piombo

Le miniature sono molto migliorate con gli anni. Certo c'è comunque un certo fascino nostalgico nelle miniature "vecchia scuola" di piombo. Forse è il peso o il chiedersi se potrebbe essere il caso di farsi un richiamo del tetano se ci si graffia sopra un dito cercando di montare le ali ad un gargoyle.
Per il resto di noi ci sono tantissime miniature di plastica leggere, dettagliate e soprattutto (relativamente) economiche a disposizione sul mercato al giorno d'oggi. Che si tratti di miniature già dipinte (che è sicuramente l'andazzo del futuro) o dei prodotti della Reaper's Bones, le miniature moderne sono molto più variegate e particolari e sono più semplici da gestire.
Satana

Nessuno oggi pensa che il nostro hobby sia satanico, ma c'è stato un periodo in cui c'era chi lo pensava Che si tratti della volta in cui D&D ha traumatizzato Tom Hanks...

O di quella volta che i giornali hanno deciso che D&D era roba da stregoni...

C'è stato un periodo in cui giocare a D&D implicava essere un adoratore del diavolo e un membro degli Illuminati. Come per ogni altro franchise che è stato travolto da un panico moralista, tutto quello che queste notizie fecero fu rendere miserabile la vita di molte persone per un lungo tempo e non aiutarono certo chi pretendevano di voler aiutare.
Ad ogni modo al giorno d'oggi il futuro del nostro hobby appare radioso.
Ci sono altri aspetti del nostro hobby che siete contenti siano caduti in disuso? Pensate che ci siamo sbagliati e che la THAC0 fosse in realtà una gran cosa? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-five-trends-gaming-left-behind-for-good-reason.html
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By Psyco

Retrospettiva: AD&D 1E Monster Manual

Il Manuale dei Mostri di AD&D è stato il primo manuale a copertina rigida per Dungeons & Dragons ed è stato un enorme passo avanti, sia per il gioco che per la TSR (l’editore originale di D&D – NdR). Nelle sue 112 pagine troviamo stipati oltre 350 mostri per il nuovo gioco “Advanced” Dungeons & Dragons, e la loro presentazione e il loro layout furono rivoluzionari.
La maggior parte dei giocatori oggi non ha idea di come i mostri venivano presentati nei manuali originali di D&D: sotto forma di lunghe tabelle e, nelle pagine seguenti, c’erano dei paragrafi che descrivono e spiegavano le forme speciali di combattimento che sfruttavano. Il Manuale dei Mostri ha cambiato questo approccio: ogni singolo mostro aveva ora le sue statistiche insieme alla sua descrizione e normalmente anche una illustrazione. Avere le immagini della maggior parte dei mostri fu un grande passo avanti rispetto ai manuali originali di D&D e ha aiutato molto sia DM che giocatori.
Questo manuale è stato “il primo” di tante cose che oggi diamo per scontate: il primo manuale a copertina rigida, il primo dedicato interamente ai mostri e il primo manuale di AD&D.
Se Eldritch Wizardry ci ha dato i demoni, il Manuale dei Mostri ci ha dato i diavoli e i Nove Inferi, i draghi metallici, i non morti più potenti e molti altri mostri. Inoltre ha aggiunto molte sottorazze agli elfi, nani ed halfling: Elfi dei Boschi, Acquatici, Mezzelfi e Drow; Nani delle Colline e delle Montagne; Halfling Alti e Tozzi. Quindi non solo più mostri, ma anche più dettagli sui quelli che già conoscevamo.

Copertine rispettivamente del: 1977, 1983, 2012
Le illustrazioni sono state fatte da David C. Sutherland III, David Trampier, Tom Wham e Jean Wells, con la copertina originale di Sutherland. Jeff Easley ha illustrato la copertina rivista alcuni anni dopo. Mentre la copertina originale non vincerà mai alcun premio per l'abilità tecnica, l'idea di mostrare le creature sia sopra il suolo che in un tunnel sotto terra è stata sicuramente un'idea eccellente – anche se ha dato agli addetti al layout della TSR un problema su dove mettere le scritte del prodotto!
Sutherland e Trampier hanno realizzato la maggior parte delle illustrazioni, ma la più memorabile per me è la vignetta di Tom Wham riguardante un gruppo di avventurieri che incontra una lince in un deserto innevato. È abbastanza in contrasto con il modo relativamente serio in cui quasi tutto il resto viene disegnato e descritto.

I mostri sono descritti in base a: N. per incontro (nelle terre selvagge), Frequenza, Classe armatura, Movimento, Dadi vita, % in Tana, Tipo di tesoro, Numero di attacchi, Danno/Attacco, Attacchi speciali, Difesa speciale, Resistenza magica, Intelligenza, Allineamento, Taglia e Capacità psioniche.
In teoria, la frequenza veniva utilizzata per determinare il loro numero sulle tabelle degli incontri casuali e sul terreno, ma non conosco molti che l’abbiano usata in quel modo. N. per incontro era un valore problematico, poiché raramente corrispondeva a qualcosa di utile: quanti se ne potevano incontrare in un dungeon sarebbe stato un valore decisamente più importante, ma quel valore si trovava nella GdDM. Lo scopo di % in Tana era per capire se (a) avevate incontrato il mostro nella sua tana in un incontro casuale nelle terre selvagge, e (b) vedere se aveva qualche tesoro.
C'è una certa propensione delle statistiche verso il rendere i mostri utili per un gioco nelle terre selvagge. È qualcosa che non ha avuto un grande utilizzo nei successivi supplementi di D&D, i quali tendevano ad essere ambientati in sotterranei o in luoghi più controllati, ma almeno l'opzione c’era per quelli che la volevano!
Gary Gygax ha tratto i mostri da Original D&D e dai suoi supplementi, dalle riviste (Dragon e Dungeon) e in parte ne ha creati di nuovi. Nella prefazione per l'ispirazione/creazione di nuovi mostri, infatti, ringrazia Steve Marsh, Erol Otus, Ernie Gygax e Terry Kuntz, anche se è improbabile che siano entrati inalterati nelle pagine del manuale: praticamente ogni mostro è stato cambiato nelle statistiche e nell’aspetto rispetto alla versione originale (se non altro perché il sistema AD&D, pur attingendo da Original D&D, era in realtà un nuovo sistema con parametri diversi).

Il nuovo AD&D, quando uscì il Manuale dei Mostri, non era ancora da considerarsi come “definitivo”. La cosa si evince anche da un fatto curioso: non c'è nessun mostro nel manuale con una CA di 10. In OD&D, una CA di 9 era considerata la peggiore (nessuna armatura). Nel Manuale del Giocatore di AD&D, Gygax ha aumentato questo valore a 10, ma la cosa non si riscontra nel Manuale dei Mostri, che è stato rilasciato, ricordiamolo, un anno prima del Manuale del Giocatore.
La filosofia alla base del design dei primi mostri di AD&D era semplice: mostri stimolanti da sfidare e con caratteristiche derivate dalle leggende. In effetti, la maggior parte dei mostri era semplice e in realtà possedeva solo valori di CA, DV, #AT e danno. Tuttavia, alcuni piccoli cambiamenti hanno avuto un grande impatto: un Gargoyle era una bestia abbastanza standard, ma il fatto che fosse necessaria un'arma +1 o migliore per ferirlo lo trasformò in un temibile nemico per i gruppi impreparati o di basso livello. I ghoul paralizzavano con un colpo le vittime, i wight avevano la spaventosa capacità di risucchiare i livelli. E visto che gli incantesimi per ripristinare quei livelli persi erano di alto livello e difficili da acquisire, questi non morti di basso livello diventarono un incubo per i giocatori.
I mostri che hanno ricevuto maggiore attenzione sono stati gli umanoidi – come orchi, goblin, coboldi – assieme ai pezzi grossi di D&D: demoni, diavoli e draghi. Questi ultimi tre avevano ciascuno una sezione descrittiva generica prima delle voci dei singoli mostri che componevano tale sezione. Ci sono alcune regole interessanti qui che chiariscono cose non descritte altrove. Ad esempio, "Tutti i diavoli possono dirigere i loro attacchi contro due o più avversari se ne hanno modo", un chiaro caso de "l'eccezione che conferma la regola" visto che implica il fatto che normalmente un mostro non possa dividere i propri attacchi contro più avversari. Molti dei demoni e diavoli più potenti avevano la possibilità di lanciare incantesimi, con vari incantesimi di esempio. I draghi avevano una probabilità di poter parlare e lanciare incantesimi – oltre a poter essere scoperti mentre dormivano nelle loro tane e a poter quindi usare attacchi non letali su di loro (il che dava adito alla possibilità di rivenderli in seguito!)

Il Manuale dei Mostri di AD&D presenta un'omissione importante: i PE e il livello dei mostri. Questi valori verranno forniti – talvolta in modo abbastanza impreciso – in una tabella riassuntiva nella GdDM. Soltanto nei successivi manuali dei mostri di AD&D verranno inclusi questi valori. Quindi non c'erano all'epoca regole rigide e veloci per determinare una sfida corretta per un gruppo di avventurieri di un certo livello. La GdDM dava alcune linee guida, che spesso non funzionavano. Il modo migliore per giudicare la difficoltà di un incontro era dato dall'esperienza acquisita durante il gioco. La cosa all’epoca non mi disturbava; ci sarebbero volute le successive edizioni per farmi comprendere l'utilità di un Grado di Sfida – specialmente con molti nuovi mostri mai usati prima.
La resistenza alla magia era uno di quei valori che, per la sua poca chiarezza, causava molte discussioni. La percentuale di base (quella indicata) era riferita ad un utilizzatore di magia di 11° livello; questo valore veniva incrementato o decrementato del 5% per ogni livello di differenza dell’attaccante. È una regola piuttosto goffa che per fortuna AD&D 2E ha reso una percentuale secca.
Nonostante questi difetti, la qualità del manuale non ne risente. I piccoli problemi riscontrati non adombrano le novità che ha introdotto e la natura generalmente poco complessa dei mostri è apprezzabile. Questo non vuol dire che i mostri di D&D non possano diventare complessi, ma gestire un Orco in AD&D è sicuramente una cosa semplice e ha portato a partite emozionanti.
Questo Manuale dei Mostri certamente non vi travolge con i dettagli: il Doppleganger ha solo poche righe di descrizione e non ha nulla sul suo habitat e sulla sua società, ma già solo la sua capacità di mutare forma racchiude in sé i semi per un’avventura. E poiché la maggior parte dei mostri presenti deriva dalla mitologia, i giocatori già si potevano fare un'idea e immaginarsi di cosa si trattava (o potevano in ogni caso scoprire facilmente altri dettagli).

Alla fine, il Manuale dei Mostri è stato un lavoro eccezionale, facendo ciò che era necessario per permettere ai Dungeon Master di gestire al meglio il gioco. Le versioni successive avranno sicuramente fornito diversi livelli di complessità e dettaglio, ma sono ancora colpito da quanto sia eccellente il materiale fornito da questo manuale. È stato sicuramente il punto di partenza di molte avventure memorabili della mia giovinezza. Sfogliando una delle mie copie fisiche o sfogliando il PDF, provo lo stesso senso di meraviglia che ho provato 40 anni fa.
Articolo tratto da:
https://rpggeek.com/thread/711001/talking-lynx
http://theotherside.timsbrannan.com/2019/11/monstrous-monday-review-monster-manual.html

Questo manuale è disponibile in PDF sul sito DMGuild.com
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Registrato il primo calo di D&D su Roll20

Articolo di Morrus del 05 Febbraio
Le ultime statistiche di Roll20, relative a fine 2019, sono arrivate. In termini di partite giocate D&D ha mostrato la sua prima flessione dal mio ultimo resoconto su Roll20, passando dal 51,87% nel secondo trimestre del 2019 al 47,54% nel quarto trimestre (anche se risulta comunque leggermente più alto del 45% del terzo trimestre, le cui statistiche non avevo riportato!). Call of Cthulhu è passato dal 14,3% del secondo trimestre al 15,3%. Pathfinder è calato dal 6,5& a circa il 5% (ma si è ripreso da un pesante tracollo nel terzo trimestre, che era atteso vista l'uscita della nuova edizione). In termini di numeri totali di giocatori D&D è calato di circa l'1% mentre Pathfinder è aumentato del 2% circa. Call of Cthulhu ha visto un incremento notevole del 7%.
Quello che risulta strano sono i numeri di PF2. Solo poco sopra l'1% nel quarto trimestre del 2019 (che è comunque un incremento del 82% in proporzione). Mi chiedo se alcuni dei dati di PF1 e PF2 stiano venendo mischiati sotto la voce generica "Pathfinder".

Queste sono le statistiche legate al numero di partite giocate su Roll20 con un dato sistema

Queste sono le statistiche legate al numero di account su Roll20 legati ad un dato sistema
Il rapporto pubblicato dall'Orr Group (l'azienda che gestisce Roll20 - NdT) ci mostra anche un nuovo parametro interessante, ovvero i giochi in maggior crescita in questo ultimo trimestre.

Il forte incremento di Ironsworn RPG coincide con l'uscita della campagna in streaming interna di Roll20 che usa questo sistema, quindi non è strano che la cosa si rifletta sulle statistiche.
Eccovi la lista completa:







 
Qui invece abbiamo l'andamento, diviso per trimestri, dei tre principali GdR nel 2019:

Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/roll20-reports-first-drop-for-d-d.670107/
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MadLuke

Quantità e livello dei personaggi del gruppo

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Ciao a tutti,
    qualcuno ha mai fatto considerazioni sul numero ottimale di personaggi in un gruppo, tenendo conto anche del loro livello?
In soldoni: quando il gruppo era ai primi livelli, c'erano 8-10 PG (e un PnG livello simile). E questo gli imponeva di mettersi d'impegno per sgominare un covo di coboldi o una banda di hobgoblin.
Ora che sono mediamente di 15° sono 3 PG (+1 PnG).
Loro vorrebbero che consentissi l'ingresso di ancora 1 o 2 PG... Ma la verità è che già così in combattimento sono piuttosto inarrestabili (discorso diverso negli altri campi dell'umano agire, abilità, logistica, socialità, ecc. dove non coprono tutti i ruoli), e se ne aggiungessi altri due farebbero sfaceli... E io non è che posso piazzare una banda di giganti, o incorporei cattivissimi, a ogni pie' sospinto, solo per tenere alta la tensione, non sarebbe plausibile (vorrebbe dire che fino a cinque minuti prima, i suddetti mostri stavano comandando il mondo!).

Allora sto cercando di farmi un'idea se possibile: quanti livelli deve avere un gruppo per affrontare in maniera variegata gli scontri (anche come semplice routine ogni tanto, ma senza rinunciare ai combattimenti mortali), 30, 50, 100?

Forse è impossibile organizzarsi in questo senso?

Ciao, MadLuke.

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Dipende dall'ambientazione. L'esistenza di posti come i piani esterni o Sigil serve proprio a proporre sfide adeguate a PG di alto livello senza inflazionare l'intero mondo. Se nell'ambientazione che usi stai facendo già fatica con 3 PG di livello 15, aggiungerne altri non è possibile. A meno di sacrificare la coerenza narrativa.

Potresti proporre un po' di retcon e mettere un cap al livello 11, per esempio. I giocatori accettano di ridimensionare i PG in modo da fare spazio nel party. Altrimenti l'unica (e abusata) soluzione è trasportarli da qualche altra parte attraverso un portale, in un mondo con sfide di livello più alto.

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5 ore fa, Ji ji ha scritto:

Potresti proporre un po' di retcon e mettere un cap al livello 11

Eh?

Comunque io non ho chiesto consigli su come risolvere la mia situazione personale (me la sbrigo da me). Ho chiesto solo se qualcuno si è mai posto il problema in linea generale, se ha mai provato a individuare delle linee guida che legassero il livello medio del gruppo al numero di PG più auspicabile.

Edited by MadLuke

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7 ore fa, MadLuke ha scritto:

qualcuno ha mai fatto considerazioni sul numero ottimale di personaggi in un gruppo, tenendo conto anche del loro livello?

A mio avviso il numero migliore di giocatori è 5, a prescindere dal livello. Semplicemente poi saranno loro a cercare pericoli sempre più grandi da affrontare.

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1 minuto fa, KlunK ha scritto:

il numero migliore di giocatori è 5, a prescindere dal livello

Stai implicitamente dicendo che tu sei un sostenitore del modello: i personaggi del primo livello "causalmente" incontrano solo bande di coboldi, invece quando arrivano ai livelli alti "causalmente" incontrano bande di giganti delle tempeste. Proprio quello che io vorrei evitare.

Io inseguo il modello: nel mondo sono sempre presenti sia giganti delle tempeste che coboldi. Ai livelli bassi dobbiamo metterci in dieci per sconfiggerne un gigante. Mentre ai livelli alti, essendo pochi anche un covo di coboldi risulta impegnativo.
Questo non in termini assoluti ovviamente (il margine di "variabilità dell'impegno" mica lo voglio davvero ridurre a 0).

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3 ore fa, MadLuke ha scritto:

Stai implicitamente dicendo che tu sei un sostenitore del modello: i personaggi del primo livello "causalmente" incontrano solo bande di coboldi, invece quando arrivano ai livelli alti "causalmente" incontrano bande di giganti delle tempeste. Proprio quello che io vorrei evitare.

No, solitamente nelle mie campagne le avventure non "capitano casualmente" ai PG.
Semplicemente quando sono di basso livello vengono assoldati e/o vanno alla ricerca e/o indagano su obbiettivi di basso livello, mentre col crescere dei livelli andranno ad affrontare sfide più impegnative.
La mia ambientazione è modellata anche sulle scelte dei giocatori (a volte anche di avventure passate), ma non è che cambia a seconda dei livello dei PG.
Es. se la palude Malpheggi è infestata da una tribù di lucertoloidi servitori del dragone Zalkor, non è che siccome i PG sono di 2° livello andando nella palude incontreranno solo coboldi e altri nemici alla loro portata. Eh sì, questo vuole anche dire che può capitare che il bulletto umano razzista che cercherà con la sua cricca di pestare il PG mezz'orco di 15°, verrà sgominato senza fatica da quest'ultimo.

Ti assicuro che è un modello sostenibile, basta un po' di lungimiranza e anche vecchi nemici che cercano vendetta possono diventare una sfida 5 livelli dopo senza ritocchi di livello (per quanto anch'essi possano guadagnare livelli). E lo scrivo perché ho fatto con successo una cosa del genere.

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Ma non ti sembra inverosimile anche quello che hai appena scritto??

15 minuti fa, KlunK ha scritto:

quando sono di basso livello vengono assoldati e/o vanno alla ricerca e/o indagano su obbiettivi di basso livello

Non esiste. Che il gruppo si trovi in città o nelle terre selvagge, chi controlla il territorio farà sempre parte di un'organizzazione gerarchica piramidale, con a capo un orco di 15° e lo stuolo di tirapiedi a scendere fino a quelli più numerosi di 1°.
Per cui non esiste che il sindaco incarichi i PG si sgominare una solo una banda di delinquentelli di 2° o solo di goblin sulle colline. Perché entrambi saranno già stati assogettati (o uccisi se si fossero rifiutati) a un mostro di 15°. Le piccole oasi felici non esistono, neanche per i nemici.

Allora ripeto: premesso che l'orco di 15° non lo affronti neanche se siete in dieci di 1°, se ai primi livelli siete in 10, almeno gli ufficiali di 10°, presi uno per volta nelle condizioni più favorevoli, i PG possono sconfiggerlo. Mentre quando i PG sono di 15° un orco di 10° per essere avvincente deve essere affrontato da solo e magari in ambiente con scarsa visibilità (e lui scurovisione).

Sta cosa del 5 PG  di 1° fanno scontri avvincenti e vincono. 5 PG di 15°... faccio ancora scontri avvincenti e vincono, non è coerente.
Può succedere ogni tanto, per carità. Ma quando 5 PG di 1° da soli sconfiggevano i loro nemici, dov'erano quelli che sarebbe stati impegnativi poi al 15°, dormivano quel giorno?

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6 ore fa, MadLuke ha scritto:

Ma non ti sembra inverosimile anche quello che hai appena scritto??

Non esiste. Che il gruppo si trovi in città o nelle terre selvagge, chi controlla il territorio farà sempre parte di un'organizzazione gerarchica piramidale, con a capo un orco di 15° e lo stuolo di tirapiedi a scendere fino a quelli più numerosi di 1°.
Per cui non esiste che il sindaco incarichi i PG si sgominare una solo una banda di delinquentelli di 2° o solo di goblin sulle colline. Perché entrambi saranno già stati assogettati (o uccisi se si fossero rifiutati) a un mostro di 15°. Le piccole oasi felici non esistono, neanche per i nemici.

Allora ripeto: premesso che l'orco di 15° non lo affronti neanche se siete in dieci di 1°, se ai primi livelli siete in 10, almeno gli ufficiali di 10°, presi uno per volta nelle condizioni più favorevoli, i PG possono sconfiggerlo. Mentre quando i PG sono di 15° un orco di 10° per essere avvincente deve essere affrontato da solo e magari in ambiente con scarsa visibilità (e lui scurovisione).

Sta cosa del 5 PG  di 1° fanno scontri avvincenti e vincono. 5 PG di 15°... faccio ancora scontri avvincenti e vincono, non è coerente.
Può succedere ogni tanto, per carità. Ma quando 5 PG di 1° da soli sconfiggevano i loro nemici, dov'erano quelli che sarebbe stati impegnativi poi al 15°, dormivano quel giorno?

Secondo il tuo ragionamento, ogni campagna dovrebbe finire dopo due ore, con il party di livello 1 massacrato da un drago antico o un suo sottoposto di lv15.

In realtà i mondi di gioco di solito sono estesi, e non esistono mezzi concreti per controllarne interamente ogni metro quadrato. Anche un antagonista molto potente può avere difficoltà a controllare il 100% del suo territorio. E pensa a dove sono spesso ambientate le prime avventure dei personaggi: fogne di piccole cittadine, bassifondi delle stesse, terre di frontiera, foreste popolate da pochi umanoidi...tutti luoghi distanti dai centri di potere, luoghi in cui le "isole felici" esistono eccome. Io le paragono alle "nicchie ecologiche" per semplificare: in una foresta vera, del nostro mondo, un dato insetto verrebbe predato da numerosissimi animali. Ma vivendo sotto un sasso o immerso nella lettiera ha più possibilità di passare inosservato.

Allo stesso tempo una banda di briganti può scamparla lavorando indipendentemente dal grande signore del male del territorio.

Sul perché i personaggi di livello basso affrontino nemici di livello basso, e non intervengano png più potenti...ci sono molte spiegazioni plausibili. Dipende dalle motivazioni alla base delle avventure.

Vicino al villaggio X un orsogufo attacca i contadini. Come capovillagio alssoldo degli avventurieri: per me potrebbe essere impossibile permettermi i servizi del Cacciatore di Mostri di lv15, che pure risolve il problema in un'oretta. Viceversa 5 scappati di casa di lv2 mi costeranno molto meno.

Allo stesso tempo, 5pg eroici di lv15 non possono perdere due giorni a rintracciare e abbattere una banda di brigantelli, quando hanno da poco trovato il modo di sconfiggere il lich.

10 ore fa, MadLuke ha scritto:

Stai implicitamente dicendo che tu sei un sostenitore del modello: i personaggi del primo livello "causalmente" incontrano solo bande di coboldi, invece quando arrivano ai livelli alti "causalmente" incontrano bande di giganti delle tempeste. Proprio quello che io vorrei evitare.

Io inseguo il modello: nel mondo sono sempre presenti sia giganti delle tempeste che coboldi. Ai livelli bassi dobbiamo metterci in dieci per sconfiggerne un gigante. Mentre ai livelli alti, essendo pochi anche un covo di coboldi risulta impegnativo.
Questo non in termini assoluti ovviamente (il margine di "variabilità dell'impegno" mica lo voglio davvero ridurre a 0).

Se parliamo di D&D a prescindere dall'edizione, questo modello è inapplicabile. Il regolamento stesso lo rende estremamente difficile e improduttivo. Vero, per esempio nella 5a edizione tanti piccoli nemici possono dare filo da torcere anche ad un gruppo di livello alto. Per un round o due, poi vengono tutti spazzati via. Ai livelli alti i personaggi devono affrontare mostri (o png) di livello alto o al limite molti mostri di livello medio.

 

Tornando alla tua domanda (non l'ho dimenticata!) per me il numero ottimale è 4. Hai modo di interagire con tutti senza difficoltà, ciascuno ha modo di ritagliarsi il proprio spazio tecnico e narrativo, e siccome sono solo 4 è un poco più facile metterli in difficoltà. 

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Secondo me hai ragione. Poco fa in bacheca lessi che il designer originale di 3.0 (e quindi anche indirettamente di 3.5 e Pathfinder) venne chiamato a scriverla mentre stava pensando ad un gioco supereroistico. In un fumetto, un film o in un gdr supereroistico, ci sono due tipi di nemici: le orde di minion che si ammazzano come nulla, e i villain o gli scagnozzi potenti dei villain. Insomma c'è una estrema polarizzazione. Se nel mondo esistessero eroi potenti come un personaggio anche solo di 8°, questa sarebbe una soluzione più realistica rispetto a quella per cui ogni incontro è proporzionato ai personaggi. Tanto è vero che le soluzioni più spinte sulla stessa linea delle soluzioni proposte da Jiji e da Pippomister, ossia quelle dei videogiochi in cui il mondo è diviso in cluster di livello (esempio: World of Warcraft), sono ancora più irrealistiche. Che poi nelle storie supereroistiche rimane comunque il fatto che ogni villain è sempre abbastanza sopra i protagonisti da spaventarli ma mai abbastanza da sconfiggerli, o che i villain incontrati sono progressivamente più forti (esempio ben chiaro: Dragonball) è comunque un tipo di irrealisticità inferiore rispetto ad un mondo in cui pg di 8° incontrano orde di mostri di 8°, pg di 15° orde di mostri di 15° etc.

In 3.P i personaggi sono supereroi a tutti gli effetti, ed andrebbero trattati come tali, ossia: orde di nemici da ammazzare come niente (tipo gli agenti scemi coi fucili laser o gli scagnozzi dei nemici dei Power Rangers) e poi chiaramente il villain o gli scagnozzi di alto livello. Il che imporrebbe comunque nel mondo orde di mostri di chessò 10°, e il problema non è risolvibile se non cambiando il design della 3.P.

 

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2 hours ago, Kalieuros said:

Tanto è vero che le soluzioni più spinte sulla stessa linea delle soluzioni proposte da Jiji e da Pippomister, ossia quelle dei videogiochi in cui il mondo è diviso in cluster di livello (esempio: World of Warcraft), sono ancora più irrealistiche.

D&D è costruito per giocare in mondi letteralmente divisi in cluster: i livelli dei dungeon, con sfide graduate a salire. Si consigliava esplicitamente di costruire i dungeon in quel modo. Il regolamento è strutturato su questo concetto, soprattutto l'idea che i PG aumentino di livello.

Non è un gioco fatto per creare storie epiche. Soprattutto, non è un gioco fatto per creare storie realistiche.

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52 minutes ago, Ji ji said:

D&D è costruito per giocare in mondi letteralmente divisi in cluster: i livelli dei dungeon, con sfide graduate a salire. Si consigliava esplicitamente di costruire i dungeon in quel modo. Il regolamento è strutturato su questo concetto, soprattutto l'idea che i PG aumentino di livello.

Non è un gioco fatto per creare storie epiche. Soprattutto, non è un gioco fatto per creare storie realistiche.

Chiaro, e MadLuke a quanto ho capito ne lamentava l'irrealisticità. Io ho solamente supportato la sua visione 🙂

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Se vuoi realismo (cosa che traspare dai tuoi messaggi) non puoi limitare il numero di PG Se vogliono essere un gruppo di 100 PG e formare una banda non puoi impedirlo. Ma credo che il regolamento della 5a poco si adatti alle tue esigenze:

1) la progressione dei PG a livelli alti è troppo veloce. é impensabile che vi sia un gruppo formato da tanti eroi tutti a livelli altissimi. Piuttosto se muoiono ripartono dal primo livello. Così hai un gruppo misto. sbilanciatissimo ma realistico.

2) le vecchie edizioni di D&D a mio avviso sono più realistiche... ad esempio nella guida alle terre selvagge le tabelle di incontri non sono divise per livello come nella 5a (la XGTE per citarne una fra tutte). Quindi a prescindere dal tuo livello magari incontri dei draghi antichi.

13 hours ago, KlunK said:

No, solitamente nelle mie campagne le avventure non "capitano casualmente" ai PG.
Semplicemente quando sono di basso livello vengono assoldati e/o vanno alla ricerca e/o indagano su obbiettivi di basso livello, mentre col crescere dei livelli andranno ad affrontare sfide più impegnative.
La mia ambientazione è modellata anche sulle scelte dei giocatori (a volte anche di avventure passate), ma non è che cambia a seconda dei livello dei PG.
Es. se la palude Malpheggi è infestata da una tribù di lucertoloidi servitori del dragone Zalkor, non è che siccome i PG sono di 2° livello andando nella palude incontreranno solo coboldi e altri nemici alla loro portata. Eh sì, questo vuole anche dire che può capitare che il bulletto umano razzista che cercherà con la sua cricca di pestare il PG mezz'orco di 15°, verrà sgominato senza fatica da quest'ultimo.

Ti assicuro che è un modello sostenibile, basta un po' di lungimiranza e anche vecchi nemici che cercano vendetta possono diventare una sfida 5 livelli dopo senza ritocchi di livello (per quanto anch'essi possano guadagnare livelli). E lo scrivo perché ho fatto con successo una cosa del genere.

Giusto.

6 hours ago, Pippomaster92 said:

Secondo il tuo ragionamento, ogni campagna dovrebbe finire dopo due ore, con il party di livello 1 massacrato da un drago antico o un suo sottoposto di lv15.

In realtà i mondi di gioco di solito sono estesi, e non esistono mezzi concreti per controllarne interamente ogni metro quadrato. Anche un antagonista molto potente può avere difficoltà a controllare il 100% del suo territorio. E pensa a dove sono spesso ambientate le prime avventure dei personaggi: fogne di piccole cittadine, bassifondi delle stesse, terre di frontiera, foreste popolate da pochi umanoidi...tutti luoghi distanti dai centri di potere, luoghi in cui le "isole felici" esistono eccome. Io le paragono alle "nicchie ecologiche" per semplificare: in una foresta vera, del nostro mondo, un dato insetto verrebbe predato da numerosissimi animali. Ma vivendo sotto un sasso o immerso nella lettiera ha più possibilità di passare inosservato.

Allo stesso tempo una banda di briganti può scamparla lavorando indipendentemente dal grande signore del male del territorio.

Sul perché i personaggi di livello basso affrontino nemici di livello basso, e non intervengano png più potenti...ci sono molte spiegazioni plausibili. Dipende dalle motivazioni alla base delle avventure.

Vicino al villaggio X un orsogufo attacca i contadini. Come capovillagio alssoldo degli avventurieri: per me potrebbe essere impossibile permettermi i servizi del Cacciatore di Mostri di lv15, che pure risolve il problema in un'oretta. Viceversa 5 scappati di casa di lv2 mi costeranno molto meno.

Allo stesso tempo, 5pg eroici di lv15 non possono perdere due giorni a rintracciare e abbattere una banda di brigantelli, quando hanno da poco trovato il modo di sconfiggere il lich.

Se parliamo di D&D a prescindere dall'edizione, questo modello è inapplicabile. Il regolamento stesso lo rende estremamente difficile e improduttivo. Vero, per esempio nella 5a edizione tanti piccoli nemici possono dare filo da torcere anche ad un gruppo di livello alto. Per un round o due, poi vengono tutti spazzati via. Ai livelli alti i personaggi devono affrontare mostri (o png) di livello alto o al limite molti mostri di livello medio.

 

Tornando alla tua domanda (non l'ho dimenticata!) per me il numero ottimale è 4. Hai modo di interagire con tutti senza difficoltà, ciascuno ha modo di ritagliarsi il proprio spazio tecnico e narrativo, e siccome sono solo 4 è un poco più facile metterli in difficoltà. 

Quoto in toto. E' irrealistico il tuo presupposto che vede una tribu di orchi guidata dall'orco di 15 livello con a scalare tutti i livelli. Solitamente infatti non è detto che in una tribu vi siano tutti i livelli con in testa il più grosso. Anzi nella realtà chi comanda è il più furbo/cariscmatico non il più forte. Quindi se vuoi il realismo non puoi nemmeno volere scontri epici con il boss finale che magari è una sega.

Poi quante volte è capitato che di una tribu (prendi ad esempio gli indiani) si stacchino dei giovani guerrieri per fondarne una loro? ecco lo stesso può succedere con gli ochi. ma chi lo dice che debbano essere tutti forti? oppure tutti deboli?

 

 

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D&D è un gioco a livelli. All'inizio, alcune sfide saranno impossibili. Alla fine alcune saranno noiose.
È realistico? No. È stupido? Probabilmente.
Ma non è certo una sorpresa: i manuali spiegano molto chiaramente che D&D è pensato per incontri equilibrati e per avere ranghi a cui corrispondono sfide e scenari di epicità crescente.
Che non piaccia è legittimo (nemmeno a me piace) ma funziona così e quando si sceglie di usarlo senza modifiche, come ad esempio un cap di livello, lo si accetta.

Quindi in sostanza sì, il gioco prevede che tu piazzi una banda di giganti o incorporei a ogni pié sospinto.
Puoi fare diversamente, ma il risultato sarebbe noioso (ad esempio mettere centinaia di coboldi da sconfiggere uno per uno, perdendo un sacco di tempo senza avere nessuna sfida) oppure una violazione delle premesse del gioco (ad esempio un cap di livello o tentare HR che non funzionano come i famosi cap di pf, o passare a sfide non convenzionali rendendo rarissimo il combattimento).

Non è ideale, ma è quello che capita quando si prova a piantare un chiodo con un cacciavite.

Edited by The Stroy
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2 ore fa, The Stroy ha scritto:

ad esempio mettere centinaia di coboldi da sconfiggere uno per uno, perdendo un sacco di tempo senza avere nessuna sfida

Inizia a usare la regola UA di Wound Points e Vitality, e vedrai che i giocatori staranno attenti pure ai coboldi, perché un coboldo di fare 18, 19 o 20 ha le stesse probabilità di un Gigante di Pietra. E anche se comunque difficilmente un critico da parte di un coboldo può uccidere, mentre a quello di un gigante difficilmente si sopravvive, anche solo il fatto che resteranno affaticati pure dopo lo scontro, gli da già abbastanza ragioni per stare in campana.

A monte: percepisco il solito ampiamente diffuso su questo forum (anche tra tanti utenti esperti) approccio che si riassume in "lo so che non è ottimale, ma è così... lo devi tenere così... non devi neanche provare a pensare a un'alternativa... stai perdendo tempo... tanto non ti servirà a nulla".
Va be'... continuo per la mia strada.

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1 ora fa, MadLuke ha scritto:

Inizia a usare la regola UA di Wound Points e Vitality, e vedrai che i giocatori staranno attenti pure ai coboldi

Il che è appunto una violazione delle permesse iniziali del gioco, che come idea va benissimo, tranne non che non è facile poi far quadrare il resto (infatti i VP sono una regola rotta).

1 ora fa, MadLuke ha scritto:

A monte: percepisco il solito ampiamente diffuso su questo forum (anche tra tanti utenti esperti) approccio che si riassume in "lo so che non è ottimale, ma è così... lo devi tenere così... non devi neanche provare a pensare a un'alternativa... stai perdendo tempo... tanto non ti servirà a nulla".

Il fatto che tu abbia un sito dedicato alle regole della casa e ai ban che devi applicare per far (più o meno) funzionare D&D (più o meno) come vuoi tu, e che comunque ogni trimestre chieda aiuto qua per qualche nuovo problema sorto nel frattempo suggerisce che forse "provare a pensare a un'alternativa"  nel modo in cui lo fai tu non sia la soluzione più pratica.

Poi nulla di male, io sono notoriamente un fan delle HR, ma non puoi lamentarti se ti viene fatto notare.

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5 ore fa, The Stroy ha scritto:

che forse "provare a pensare a un'alternativa"  nel modo in cui lo fai tu non sia la soluzione più pratica

Credi che non me ne renda conto da me? E allora?
Voglio dire: capisco perfettamente che qualcuno, fosse anche tutti, non ha tempo o voglia di aiutarmi a raddrizzare quelle che io ritengo le storture minori del sistema. Qualcuno potrebbe addirittura volerlo puntualizzare rispondendo con un post del tipo "non saprei", ci mancherebbe (la prima a dirmi che mi faccio troppe pippe mentali fu la prof. di matematica in terza superiore dopo aver ascoltato la mia versione del paradosso di Zenone, per cui neanche il copyright vi rimane)!

Ma che tedio il fatto che ogni volta c'è il solito plotone di soloni, che non si limita a passare al thread successivo, non si limita a rispondere "non saprei", bensì si sente in obbligo di salire in cattedra, attacca colla solita filippica (peraltro neanche sintetica) per spiegarmi che non solo lui non ha tempo o voglia di farlo, ma che neppure io devo stare a pensarci...

Pensate che leggendo certi post io non pensi mai "questo non ha capito una mazza di D&D" (tipicamente quando leggo post di ottimizzazione del personaggio come se D&D fosse un videogame)? Eppure non è che sto a rispondere a tutti "eh no, ma guarda che stai sbagliando, D&D è un gioco di ruolo, invece di prendere 3 classi e 2 CdP dovresti pensare ad approfondire la personalità del tuo personaggio bla bla bla...". Semplicemente vado al thread successivo e quelli s'arrangino un poco come gli pare!

Spero di essermi spiegato, perché ormai sto facendo il mio personale come numero di giorni sul forum senza subire richiami per scrittura aggressiva nei confronti degli altri utenti, e mi spiacerebbe interrompere la serie.

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Premetto, a scanso di equivoci, che non ho fini polemici né provocatori, ma che la mia è sincera curiosità.

12 minuti fa, MadLuke ha scritto:

Pensate che leggendo certi post io non pensi mai "questo non ha capito una mazza di D&D" (tipicamente quando leggo post di ottimizzazione del personaggio come se D&D fosse un videogame)? Eppure non è che sto a rispondere a tutti "eh no, ma guarda che stai sbagliando, D&D è un gioco di ruolo, invece di prendere 3 classi e 2 CdP dovresti pensare ad approfondire la personalità del tuo personaggio bla bla bla...". Semplicemente vado al thread successivo e quelli s'arrangino un poco come gli pare!

Non trovi un po' ironico il fatto che sia stata proprio la terza edizione a sdoganare letteralmente questo modo di giocare che, mi sembra di capire, non apprezzi?

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No.
Di più: se la 3.x avesse sdoganato solo questo, non lo troverei ancora ironico, troverei invece che sono proprio un fesso a ostinarmici a giocare.
Invece ha sdoganato pure gli AdO, UA, e tutte le altre complesse regole che ha, che mi piacciono molto, e che non ci sono più state dalla 4 in poi.
Quello quindi è solo uno dei possibili effetti indesiderati che io sto attento a evitare.

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16 ore fa, MadLuke ha scritto:

Inizia a usare la regola UA di Wound Points e Vitality, e vedrai che i giocatori staranno attenti pure ai coboldi, perché un coboldo di fare 18, 19 o 20 ha le stesse probabilità di un Gigante di Pietra. E anche se comunque difficilmente un critico da parte di un coboldo può uccidere, mentre a quello di un gigante difficilmente si sopravvive, anche solo il fatto che resteranno affaticati pure dopo lo scontro, gli da già abbastanza ragioni per stare in campana.

A monte: percepisco il solito ampiamente diffuso su questo forum (anche tra tanti utenti esperti) approccio che si riassume in "lo so che non è ottimale, ma è così... lo devi tenere così... non devi neanche provare a pensare a un'alternativa... stai perdendo tempo... tanto non ti servirà a nulla".
Va be'... continuo per la mia strada.

In realtà dal post iniziale non è trasparita l'idea di base di rendere D&D più realistico, credo che fosse una premessa importante per discutere della cosa. Detto ciò come ti hanno fatto notare in molti è insito nelle premesse di D&D 3.X di arrivare ad avere eroi inarrestabili che spaccano il mondo. Cercare di renderlo come Cthulhu d100 dove anche un tossico con un coltello può essere una sfida mortale per un investigatore che si gioca da anni non dico che sia impossibile, ma è quantomeno difficoltoso: è come cercare di muovere una ruota quadrata, ce la fai, ma con molta più fatica di una tonda.

A parte questo e con tutte le premesse fatte, per rispondere alla tua domanda iniziale:

Il 27/7/2019 alle 12:25, MadLuke ha scritto:

Allora sto cercando di farmi un'idea se possibile: quanti livelli deve avere un gruppo per affrontare in maniera variegata gli scontri (anche come semplice routine ogni tanto, ma senza rinunciare ai combattimenti mortali), 30, 50, 100?

Forse è impossibile organizzarsi in questo senso?

Se vuoi mantenere gli scontri "realistici e mortali" dove anche una banda di coboldi può essere un pericolo secondo me l'unica è mettere un cap di livello tipo max 5 o 6. A quel punto i PG sono già molto più forti della media e andando oltre li si rende sovrumani.
Che poi i PG siano 4 o 6 non cambia in modo rilevante le cose: sicuramente bisognerà alzare un po' il livello degli scontri, ma mai quanto lo faresti per 4 PG di 10° rispetto a 4 di 5°.

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+1 per KlunK.

Tutte le altre soluzioni mi sembrano rotte o impraticabili.

Che è il consiglio che ti avrei dato da subito, ma siccome mi pare comunque molto scomodo "Mettiti il cuore in pace" mi è parso più utile.

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