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Cosa c'è di nuovo su Kickstarter: Historia

Historia è un ambientazione rinascimentale con toni dark fantasy pensata per la quinta edizione del gioco di ruolo più famoso del mondo. Il gioco è ambientato a Vesteria, una terra piena di intrighi e popolata da animali antropomorfici. Ogni personaggio potrà appartenere a differenti Specie di creature, con oltre 50 possibili creature antropomorfiche giocabili. Oltre alla Specie i personaggi potranno scegliere delle Professioni e l'appartenenza a una delle varie Fazioni che popolano questo mondo ricco di azioni, misteri ed avventura.

La copertina del manuale e un'anteprima delle pagine interne
Historia nasce dalla collaborazione tra Mirko Failoni (artista ed illustratore per giochi come Vampire The Masquerade, Age of Sigmar, The One Ring, Pathfinder, Wraith The Oblivion, Lost Citadel e molti altri), Michele Paroli (autore di Journey To Ragnarok, fondatore e sviluppatore capo del Mana Project Studio) e Matteo Pedroni (parte del team di sviluppatore di Journey To Ragnarok e del GdR a breve in uscita basato su Zombicide della CMON).

Un esempio di scheda del personaggio
Potete trovare la pagina del Kickstarter, che durerà fino al 04 Ottobre e che ha già ampiamente superato l'obiettivo base e ne ha sbloccati svariati altri, con ulteriori dettagli qui.

Grazie a @Pyros88 per la segnalazione.
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I Colpi Critici in Dungeons and Dragons

Articolo del 10 Agosto 2019 di Malcon the Firebringer
Agli albori di Dungeons and Dragons i colpi critici erano piuttosto controversi. Original Dungeons & Dragons e Advanced Dungeons & Dragons nemmeno li prevedevano all’interno delle regole. Gary Gygax e il resto dello staff della TSR non credevano che dovessero fare parte del gioco. Il sistema di combattimento non considerava l’uccisione istantanea nemmeno quella volta su un milione, cosa che i giocatori sembravano desiderare. In un commento nella colonna “From the Sorcerer’s Scroll” nel numero 16 di Dragon Magazine (pubblicato nel luglio 1978), Gary Gygax discuteva dei numerosi sistemi concorrenti dei giochi fantasy, che stavano uscendo in quel periodo. La maggior parte veniva commercializzata come un “miglioramento” del realismo nel combattimento fantasy di Dungeons and Dragons. Alcuni di questi sistemi possedevano una sorta di Colpo Critico all’interno del loro sistema di combattimento. Gary non approvava. E lo affermava piuttosto chiaramente nella sua rubrica su Dragon Magazine. Non gli piaceva la possibilità di una “morte istantanea” o anche solo di un danno doppio derivante da un tiro che avesse per risultato un 20 naturale. Proseguiva poi affermando che il sistema di combattimento di Dungeons & Dragons era stato progettato per la giocabilità e non per il realismo.

Mettere a segno un colpo critico può rendere un eroe famoso… com’è accaduto a Beowulf
Tuttavia, altri giochi di ruolo di quei primi tempi prevedevano questo tipo di “successo eccezionale”, inclusi alcuni rilasciati dalla TSR. Un gioco di ruolo degli albori chiamato “Empire of the Petal Throne” viene considerato da molti come il primo gioco di ruolo che prevede in modo specifico delle regole per un tale “Colpo Fortunato” [“Lucky Hit”]. Altri giochi presto seguirono l’esempio. Con l’esistenza di regole per questo tipo di colpi fu naturale estendere tali regole in modo che includessero anche i cosiddetti fallimenti critici. Tali pessimi risultati sono spesso chiamati fallimenti critici (fumbles in inglese, NdT). Nella versione prototipo di Empire un 20 naturale causava un doppio danno alla vittima. La versione successiva rilasciata dalla TSR prevedeva un’uccisione istantanea su un secondo tiro pari a 19 o 20.

Un 20 naturale viene considerato un colpo critico in molte edizioni successive di Dungeons & Dragons
Perché i giocatori desideravano colpi critici in Dungeons and Dragons?
La maggior parte di noi ha sentito il racconto biblico di Davide contro Golia. La storia è quella di un enorme gigante contro un poveretto, praticamente senza possibilità di vincere in una battaglia uno contro uno. Eppure colui che parte svantaggiato vince. Con una fionda e una pietra. Ottiene quel colpo su un milione, e vince.

Costui ha messo a segno alcuni colpi critici
È naturale che i giocatori desiderino lo stesso tipo di capacità nel gioco. Dovrebbe esserci sempre la possibilità... dicevano... di vincere praticamente qualsiasi incontro. Ovviamente, anche introducendo i colpi critici nel gioco non vi è alcuna garanzia che un colpo eccezionale uccida qualsiasi creatura. A meno che qualcuno non stia facendo roteare una Spada Vorpal.
Ovviamente... La TSR non fu sempre contro i colpi critici. Il sistema di ferite nel loro gioco a tema western Boot Hill prevedeva danni basati sul colpire diverse parti del corpo. Ma questi sistemi complessi su dove posizionare i colpi erano eccessivamente pesanti per il giocatore e il Game Master. Non sono mai stati tanto popolari quanto un sistema basato sull’ottenere un 20 naturale lanciando un D20.

Un singolo affondo di lancia uccide questo demone
L’introduzione dei colpi critici in Dungeons and Dragons
I primi colpi critici effettivamente menzionati in un qualsiasi manuale ufficiale di Dungeons & Dragons risalgono a AD&D 2E. La Guida del Dungeon Master per la 2a edizione fornisce una regola opzionale allo scopo di includere i colpi critici. Offre due opzioni per implementare questa regola:
Con un 20 naturale l’attaccante raddoppia il danno inflitto. Oppure se l’attaccante ottiene un 20, allora esso ottiene un secondo attacco. E così via. Se continua a tirare dei 20, continua a ricevere un altro attacco fino a quando non ottiene più dei 20 sul dado.
Un colpo critico in questo momento sarebbe davvero un’ottima cosa
Successivamente la seconda edizione ampliò questa regola nel Player’s Option: Combat & Tactics. In quel manuale alcuni dei sistemi suggeriti per ottenere colpi critici erano molto più complessi. Ma questo manuale fu anche il primo a sottolineare qualcosa di interessante. Afferma che alcune creature non possiedono parti del corpo specifiche che sono più importanti rispetto a qualsiasi altra parte del corpo. Quindi un colpo critico potrebbe essere inefficace contro di esse.
Questo è un punto importante da considerare. Alcune creature sono solo masse informi di protoplasmi neri o melme verdi. Come si può effettivamente ottenere un colpo critico contro una creatura che non ha parti del corpo vitali o punti deboli? Un colpo critico contro una tale creatura è in un certo senso qualcosa di ridicolo.
Questo genere di esclusione di alcune creature dai critici fu esteso alla 3E.

Beowulf combatte Grendel
Che tipi di creature non dovrebbero essere affette dai colpi critici?
È naturale che alcuni tipi di creature melmose e masse informi non siano influenzate da un colpo speciale. Ma anche altre creature hanno scarse probabilità di esserne influenzate. Alcune di esse sono le seguenti:
Melme, Amebe, Protoplasmi. Golem, Non Morti ed Elementali in quanto non sanguinano.
Se costui non ottiene un colpo critico, sarà decisamente nei guai
Colpi Critici nelle varie edizioni di Dungeons and Dragons
Come già affermato, la 1a Edizione e Original Dungeons and Dragons non li avevano nemmeno presi in considerazione. La 2a Edizione prevedeva una regola facoltativa e, poi, diverse varianti su come applicarla.
Nella Terza Edizione un 20 era un colpo automatico. Ciò non è mai stato indicato espressamente nelle precedenti edizioni, ma era implicito nelle tabelle fornite. Alle varie tipologie di armi venne applicata una “minaccia di critico". Questa era un range di tiri necessari perché il colpo fosse considerato un critico per quell’arma.

Sia l'uno che l'altro potrebbero fare un critico  
In 4a Edizione un 20 era un colpo automatico. Ma per ottenere un colpo critico era necessario tirare un dado abbastanza alto da raggiungere o battere la difesa effettiva del bersaglio. Altrimenti veniva considerato un colpo normale. Un tiro 20+ modificatori che eguaglia o batte la difesa del bersaglio mette a segno un colpo critico. In tal caso il danno sarebbe il massimo per quell’arma più un valore ottenuto dal bonus di incantamento (di solito un D6). L’effetto netto di ciò è che nella 4a Edizione il colpo critico medio causa più danni rispetto a quello medio della 3a Edizione.
La Quinta Edizione ha, di nuovo, semplificato le cose. Un 20 naturale colpisce sempre. Un 20 naturale è sempre un colpo critico. I dadi di danno vengono lanciati due volte con i bonus fissi lasciati invariati. Questo tende a riportare il danno in linea con i colpi critici della Seconda Edizione.

Per qualcuno che affronta in solitaria un drago, un colpo critico del genere è decisamente necessario
Fallimenti Critici in Dungeons and Dragons
I fallimenti critici non erano inizialmente previsti nelle regole originali. Gary Gygax ha scritto una volta un articolo sull’argomento dei successi critici nella rivista Dragon Magazine (forse più di uno). Sosteneva che, qualora i colpi critici fossero permessi, allora dovevano esserci anche i fallimenti critici. Credeva, erroneamente, che ciò potesse scoraggiare i giocatori e i Dungeon Master che richiedevano per Dungeons and Dragons un sistema con colpi critici.
Ma i giocatori e i Dungeon Master volevano persino i fallimenti critici. Un 1 naturale dovrebbe sempre essere un fallimento critico, dicevano. Dovrebbe sempre mancare.

Vuoi affrontare un drago in una sfida uno contro uno? Meglio ottenere un critico
I Colpi Critici in Dungeons and Dragons possono fornire alcuni risultati imprevedibili e incredibili
Una volta ho testato un’avventura one shot che avevo scritto e che prevedeva una caverna con un drago rosso come antagonista principale. Il drago che ho selezionato rispetto il livello dei personaggi era un po’ troppo potente per il gruppo. E quello era lo scopo del mio playtest. Volevo scoprire quale delle età usare e per quale particolare range di livelli e numero di avventurieri per lo scontro, al fine di renderlo stimolante ma non irrimediabilmente fatale per l’intero gruppo.

I dinosauri vengono spazzati via da un colpo critico giunto dallo spazio……
Quello che capitò fu che il gruppo sconfisse il drago per il rotto della cuffia, con un solo giocatore rimasto in piedi. Il ladro, tra tutti quanti, tirò un colpo critico mentre stava per morire. Tirò un 20. Seguito da un altro 20. Stavamo usando un sistema variante di colpi critici che era popolare per AD&D e in cui l’attaccante lanciava un secondo D20 per determinare l’effetto del colpo critico. Un tiro di 1-10 assegnava un doppio danno. Un tiro di 11-15 assegnava un triplo danno. E un tiro di 16-20 assegnava un danno quadruplicato.
Quella che sembrava essere un total party kill è invece finito con il ladro che è sopravvissuto e il drago morto nell’ultimo round. Naturalmente... il ladro era un ladro...e ha deciso di rubare tutto il bottino e non cercare nemmeno di far risorgere i suoi amici... ma questa è un’altra storia...

Non sono sicuro di cosa stia combattendo costui, ma un critico sarebbe davvero utile in questo momento...
Alcune varianti del colpo critico per AD&D
Ho giocato alla 1a Edizione fin dagli anni ‘70. Quindi ho potuto osservare numerose modifiche alle regole. Naturalmente queste erano considerate “house rules” in quanto i creatori del gioco non ne vedevano la necessità. Su Dragon Magazine uscirono alcuni articoli che suggerivano alcuni possibili sistemi per il colpo critico, ma questi non erano ufficiali per quanto riguardava la TSR. Alcune delle varianti che ho visto utilizzare sono:
Un colpo critico infligge automaticamente il danno massimo dell’arma utilizzata, più eventuali incantamenti magici e modificatori di Forza. Un colpo critico infligge un doppio danno, oltre a incantamenti magici e modificatori di Forza. Un colpo critico provoca la morte istantanea del bersaglio. Un colpo critico dà diritto al giocatore a un secondo tiro D20. Un tiro di 1-10 significa doppio danno, 11-15 significa triplo e 16-20 significa quadruplo. L’articolo del Dragon Magazine intitolato “Good Hits & Bad Misses” di Carl Parlagreco forniva una vasta tabella per i colpi critici a seconda del tipo di arma utilizzata. Sono previste tabelle specifiche per:
Armi affilate. Armi contundenti. Armi da affondo e armi da lancio. Effetti contro gli animali. Quello stesso articolo forniva, inoltre, una tabella specifica anche per i fallimenti critici. Questa tabella non è però specifica per ogni arma.

Sarà un colpo critico?
Alcune varianti per i fallimenti critici che ho visto usare per AD&D
Come già detto in precedenza... le prime edizioni del gioco non prevedevano regole per i fallimenti. Le “regole della casa” in merito abbondavano, sia per i fallimenti sia per i colpi critici. Alcune varianti che ho visto utilizzate in gioco:
L’attaccante colpisce sé stesso o sé stessa. L’attaccante colpisce sé stesso o sé stessa oppure un membro del gruppo (o un alleato sul campo). L’attaccante lascia cadere l’arma, inciampa o cade (riprendersi costa un round). L’attaccante colpisce sé stesso o sé stessa oppure un membro del gruppo (o un alleato sul campo), ma deve tirare un altro D20. Un 1-10 significa doppio danno, 11-15 significa triplo danno, 16-20 significa danno quadruplo... e se l’attaccante sta usando una Spada Vorpal o una Spada Affilata... le cose possono davvero andare a rotoli...
Sembra che questo ragazzone abbia ottenuto un colpo critico a mani nude!
Alla fine furono i giocatori e i Dungeon Master a decidere le sorti dei colpi critici in Dungeons & Dragons
La TSR alla fine cedette. I giocatori li volevano nel gioco. Quindi alla fine sono diventati parte del gioco. E ancora oggi sono nel gioco. Adesso i colpi critici entrano in gioco al tavolo quasi ogni volta che si gioca. E probabilmente resteranno definitivamente.

Questo tizio potrebbe voler ottenere anche più di un colpo critico per uscire da questa scomoda situazione
Link all'articolo originale: https://oldschoolroleplaying.com/critical-hits-in-dungeons-and-dragons/
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Il Bardo, il Paladino e un nuovo Sondaggio

Articolo di Ari Levitch, Ben Petrisor e Jeremy Crawford, con Dan Dillon e F. Wesley Schneider - 18 Settembre 2019
Nota del Traduttore: le traduzioni italiane dei nomi delle Sottoclassi presentate in questo articolo non sono ufficiali.
 
Questa settimana due Classi, il Bardo e il Paladino, scoprono nuove possibilità da playtestare. Il Bardo riceve un nuovo Collegio Bardico: il Collegio dell'Eloquenza (College of Eloquence). In aggiunta, il Paladino ottiene un nuovo Giuramento Sacro: il Giuramento dell'Eroismo (Oath of Heroism).
Vi invitiamo a dare una lettura a queste Sottoclassi, a provarle in gioco e a farci sapere cosa ne pensate nel Sondaggio prossimamente in arrivo sul sito ufficiale di D&D.
Il Sondaggio
E' ora anche disponibile un Sondaggio riguardante il precedente Arcani Rivelati, che presentava la Mente Aberrante (the Aberrant Mind) per lo Stregone e l'Osservatore nelle Profondità (Lurker in the Deep) per il Warlock. Per favore, seguite il link del Sondaggio per farci sapere cosa ne pensate.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
Arcani rivelati: bardo e paladino
Sondaggio: Stregone e Warlock
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/bard-paladin
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In Eberron potrete finalmente comprare gli oggetti magici

Articolo di J.R. Zambrano del 10 Settembre 2019
Nell'ultimo stream live di Dragon+, il talk show di D&D, Jeremy Crawford ci ha parlato, nel suo ruolo di sviluppatore capo delle regole della 5E, di ciò che ci aspetta nel manuale Eberron: Rising from the Last War, che comprende regole attese da molti giocatori e DM, come le regole per le navi volanti e per i combattimenti epici sui treni, alle opzioni banali su cosa fare del vostro oro - per esempio spenderlo per darvi un +1 aggiuntivo a tiri per colpire e danni. Quindi che siate intellettuali bizzarri o fifoni noiosi troverete ciò che fa per voi in Eberron.
Eberron sta per arrivare. Se non siete sicuri di cosa questo implichi questo video vi fornisce una buona visione generale di cosa si tratta, tra cui l'ambientazione pulp da dopo-guerra che include tensioni tra le nazioni, spie, eventi da thriller e che offre uno sguardo su un mondo fantasy industrializzato dove tutto è alimento dal Magitech. O direttamente dalla magia.
A sovraintendere a tutto ciò abbiamo le Casate del Marchio del Drago, che si pongono a metà strada tra case nobiliari e corporazioni dove si nasce con un tatuaggio magico speciale (e in cui ci si aspetta che portiate avanti gli interessi della vostra Casata, con tutte le opportunità narrative che ne conseguono). Ed Eberron è praticamente tutto questo. Potete giocare come robot creati per la guerra che stanno cercando di scoprire il loro scopo nella vita, oppure come agenti di spionaggio gnomeschi o ancora come spiriti sfuggiti da un altro reame che si rifugiano nella mente di un umano trovato per caso nelle vicinanze.

Qualsiasi cosa vogliate giocare, tuttavia, troverete le regole per farlo in questo manuale. Tra cui un grande cambiamento in come funzionano gli orchi come personaggi giocabili, dato che la versione giocabile dell'orco si discosta dal normale approccio vagamente eugenetico (e a volte problematico) delle creature di D&D che sono dotate di "bonus razziali alle caratteristiche". Gli orchi di Eberron non hanno una penalità all'Intelligenza, cosa decisamente buona. Ci sono altri piccoli cambiamenti ma questo è quello principale su cui vale la pena soffermarsi.

Ci sono anche regole per gli oggetti magici Comuni e Non Comuni associate all'Artefice, la nuova classe introdotta nel manuale, oltre a regole per un Patrono del Gruppo, che rappresenta un'organizzazione per cui lavora il vostro gruppo di avventurieri. Potreste essere agenti di un gruppo di spionaggio, membri di un'università, appartenenti ad un sindacato criminale e così via - il tutto accompagnato da nuove caratteristiche di background.
E tutto questo solo nel Capitolo 1.
Ce ne sono altri cinque, tra cui una visione storiografica e geografica del Khorvaire, un approfondimento di Sharn (i Capitoli 2 e 3 rispettivamente) e un insieme di regole per la creazione modulare di avventure di 100 pagine, che rispecchia per molti versi il kit che si può trovare nella Guildmaster's Guide to Ravnica; il tutto assieme a mappe, informazioni sulle organizzazioni e cose come i Colossi Forgiati (Warforged Colossi), che sono dei forgiati della dimensione di grattacieli (e naturalmente finirete ad avventurarvi in uno di essi).
Dopo tutto questo nel Capitolo 5 troverete le regole riguardanti l'economia della compravendita di oggetti magici, specialmente quelli Comuni. L'ultimo capitolo, il numero 6, è un bestiario di mostri specifici di Eberron, come gli Incantesimi Viventi, i Daelkyr e altri ancora.
Non vediamo l'ora che arrivi Eberron e speriamo che questo valga anche per voi.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/09/dd-eberron-will-let-you-buy-magic-items-in-5e-at-last.html
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E' uscito Baldur's Gate: Descent into Avernus!

A partire da ieri, 17 Settembre 2019, è disponibile in tutti i negozi Baldur's Gate: Descent into Avernus, il nuovo supplemento d'avventura in inglese per la 5e ambientato nella celebre città di Baldur's Gate, presso i Forgotten Realms, e all'interno del primo livello dei Nove Inferni, conosciuto con il nome di Avernus. In questo nuovo manuale è possibile trovare un'avventura per PG di livello 1-13, informazioni sulla città di Baldur's Gate e sull'Avernus, le regole per giocare i patti col diavolo, le meccaniche dedicate ai veicoli - in particolar modo quelle riguardanti le Macchine da Guerra Infernali (Infernal War Machines) che potranno essere usate per partecipare a infernali gare automobilistiche in stile Mad Max -, nuovi mostri e altro ancora. Il prezzo del manuale è 49,95 dollari.
La Asmodee Italia non ha ancora rivelato nulla riguardo l'uscita della versione tradotta in lingua italiana.
Per maggiori informazioni su Baldur's Gate: Descent Into Avernus potete leggere l'articolo che abbiamo dedicato al suo annuncio ufficiale da parte della WotC.
Qui di seguito, invece, potete trovare le anteprime rilasciate dalla WotC in questi mesi:
❚ Le Statistiche della Macchina da Guerra Infernale (Infernal War Machine)
❚ La mappa dell'Avernus e altre immagini
❚ Il Sommario e l'inizio del Capitolo 1

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Blues

DnD 5e DnD 6e nuova edizione?

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Buonasera,

Volevo semplicemente sapere se e' in cantiere una nuova release di DnD quindi la 6e o se la quinta, sostenuta anche dal successo, sara' ancora a lungo supportata.

Pensavo di acquistarmi il manuale e provare a giocare, pure per vedere le differenze con PF.

Grazie

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1 ora fa, Blues ha scritto:

Buonasera,

Volevo semplicemente sapere se e' in cantiere una nuova release di DnD quindi la 6e o se la quinta, sostenuta anche dal successo, sara' ancora a lungo supportata.

Pensavo di acquistarmi il manuale e provare a giocare, pure per vedere le differenze con PF.

Grazie

Non esiste alcuna 6a edizione in cantiere. La 5e è viva e vegeta, e sta avendo un incredibile successo. Considerando, poi, che è uscita solo 5 anni fa, di sicuro non è destinata a chiudere a breve.

Se vuoi giocare alla 5e, quindi, sentiti tranquillo ad acquistarne i manuali. 😉

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1 ora fa, Blues ha scritto:

la quinta, sostenuta anche dal successo, sara' ancora a lungo supportata.

Questo!
Data la sua natura "modulare", che le consente di incorporare facilmente nuove regole per adattarsi a molteplici stili di gioco (cosa che, però, non è stata ancora sfruttata completamente), la 5° ha una "aspettativa di vita" di almeno un'altra decina di anni (imho).

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Considerando che hanno fatto uscire veramente poche cose in 5 anni secondo me se il successo commerciale sarà confermato ci saranno molti altri anni di 5e. 

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37 minutes ago, Lord Danarc said:

Considerando che hanno fatto uscire veramente poche cose in 5 anni secondo me se il successo commerciale sarà confermato ci saranno molti altri anni di 5e. 

Quindi PF2 in uscita quest’estate non può permettersi di sbagliare. Altrimenti D&D ozierà ancora per lungo.

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21 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

Questo!
Data la sua natura "modulare", che le consente di incorporare facilmente nuove regole per adattarsi a molteplici stili di gioco (cosa che, però, non è stata ancora sfruttata completamente), la 5° ha una "aspettativa di vita" di almeno un'altra decina di anni (imho).

10 anni sembrano un pò troppi, no?

Non per essere inutilmente polemico ma se in 5 anni la modularità è stata sfruttata poco(gentile eufemismo) è perchè probabilmente non c'è ne l'intenzione ne la capacità di dare seguito alle promesse fatte anche se il ciclo vitale dell'edizione fosse di 15 anni 🐸

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Considerando che hanno lavorato alla 5e poche persone e solo da poco hanno iniziato ad assumerne altre, lo sviluppo di una nuova edizione necessiterebbe di fin troppe risorse che ora non ci sono. Inoltre far uscire una nuova edizione prima di aver dato regole alle ambientazioni (almeno alle maggiori, infatti eberron uscirà quest’anno) mi parrebbe miope. 

Edited by Lord Danarc
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3 ore fa, Ermenegildo2 ha scritto:

10 anni sembrano un pò troppi, no?

Infatti ho scritto "imho".

Quanto al problema "modularità poco sfruttata", oltre alla scarsità di sviluppatori menzionata da Lord Danarc, ci sono da mettere in conto le intromissioni dei piani alti della Hasbro sulle uscite (responsabili tra l'altro anche della suddetta scarsità di personale produttivo), e le richieste dei giocatori (se la maggioranza vuole A, la Hasbro gli dà A, e la minoranza che vuole B si attacca).

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16 ore fa, Ermenegildo2 ha scritto:

10 anni sembrano un pò troppi, no?

AD&D 1e: 1977-1989
AD&D 2e: 1989-2000
D&D 3e: 2000-2008
D&D 4e: 2008-2014
Pathfinder: 2009-2019

Dieci-dodici anni mi sembra sia la normale durata vitale per un'edizione di D&D che abbia avuto successo e, considerato che il PHB di 5e hanno venduto più di quelli di 3.0, 3.5 e 4e combinati solo nei suoi primi due anni di pubblicazione (fonte), direi che di successo ne ha avuto eccome. Credo possiamo tranquillamente aspettarci un decennio di 5e, come fra l'altro mi pare i publisher avessero preventivato fin dall'inizio.

Tantopiù che la famigerata (e, su questo ti do ragione, inizialmente del tutto inadeguata) modularità si sta finalmente vedendo, ovviamente per chi si tiene al passo con le uscite, nelle regole delle gilde in Ravnica, in quelle delle navi in Saltmarsh, in quelle per i veicoli in arrivo in Avernus e probabilmente in un altro paio di pacchetti in Eberron.
Il che naturalmente butta bene dal punto di vista della longevità, visto che permetterebbe di usare lo stesso sistema per giocare molte cose diverse.

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1 ora fa, The Stroy ha scritto:

AD&D 1e: 1977-1989
AD&D 2e: 1989-2000
D&D 3e: 2000-2008
D&D 4e: 2008-2014
Pathfinder: 2009-2019

Dieci-dodici anni mi sembra sia la normale durata vitale per un'edizione di D&D che abbia avuto successo e, considerato che il PHB di 5e hanno venduto più di quelli di 3.0, 3.5 e 4e combinati solo nei suoi primi due anni di pubblicazione (fonte), direi che di successo ne ha avuto eccome. Credo possiamo tranquillamente aspettarci un decennio di 5e, come fra l'altro mi pare i publisher avessero preventivato fin dall'inizio.

Tantopiù che la famigerata (e, su questo ti do ragione, inizialmente del tutto inadeguata) modularità si sta finalmente vedendo, ovviamente per chi si tiene al passo con le uscite, nelle regole delle gilde in Ravnica, in quelle delle navi in Saltmarsh, in quelle per i veicoli in arrivo in Avernus e probabilmente in un altro paio di pacchetti in Eberron.
Il che naturalmente butta bene dal punto di vista della longevità, visto che permetterebbe di usare lo stesso sistema per giocare molte cose diverse.

Sì appunto un decennio da quando è iniziata sembra realistico, da oggi mi sembra un pò forzato. Cioè posso capire la volontà di invertire l'andamento che si è creato dalla terza in poi di fare tanti manuali in poco tempo e il conseguente accorciamento della vita delle edizioni però 15 anni in totale mi sembrano tanti rispetto ai 14 di 3° e 4° insieme.

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Scusa, avevo saltato il quote e frainteso.
Allora sono d'accordo con te, 15 anni in totale mi sembrano un pelino ottimisti, contando che nemmeno AD&D 1e ha superato i 12 e all'epoca il mondo andava a tutta un'altra velocità.

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16 hours ago, Lord Danarc said:

Considerando che hanno lavorato alla 5e poche persone e solo da poco hanno iniziato ad assumerne altre, lo sviluppo di una nuova edizione necessiterebbe di fin troppe risorse che ora non ci sono. 

Vuoi dire che Wizards & C. sono tirchi? Assodato che se un sistema, funziona meccanicamente ed anche vende, perché cambiarlo?!

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1 minute ago, Blues said:

Assodato che se un sistema, funziona meccanicamente ed anche vende, perché cambiarlo?!

Di solito perché i soldi vengono dai manuali, e una volta che hai saturato un sistema con nuovi mostri, nuove classi, nuove avventure etc. il beneficio marginale di acquistare un altro manuale è decrescente: c'è già tantissima roba in giro e il giocatore medio è contento così.

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1 ora fa, Blues ha scritto:

Vuoi dire che Wizards & C. sono tirchi? Assodato che se un sistema, funziona meccanicamente ed anche vende, perché cambiarlo?!

La Wizard è della Hasbro che è una società quotata in borsa, quindi non è questione di tirchieria ma di marketing. Dobbiamo anche ringraziare per quel "poco" che abbiamo visto che Hasbro che in realtà voleva chiudere D&D a causa dei problemi causati dalla 4 ed...

Dal punto di vista del gioco che funziona e quale dovrebbe essere il motivo per cambiarlo, la questione è abbastanza semplice in realtà. Il fatto principale risiede nella saturazione del mercato. Per la 3 edizione solo dei FR uscirono 21 manuali e espansioni, alcuni dei quali adattamenti di manuali generali (dei e semidei - Fedi e Pantheon, , Libro delle fosche tenebre - Campioni della rovina...) altri erano approfondimenti di regioni specifiche (underdark, splendente sud, marche d'argento, irraggiungibile est...). Io ne presi molti, ma alla fine il numero di manuali era tale che non serviva un ulteriore approfondimento. non era utile avere altre 5 classi di prestigio e 10 talenti regionali visto che non ricordavi nemmeno tutti gli altri di cui disponevi. Quindi verso la fine il mercato ha iniziato a ristagnare.
Allo stesso modo AD&D fece molti manuali di approfondimento (skills and Powers, combat and tactics, Spells and Magic, Tome of magic...) e furono sostituiti da una nuova edizione, in cui oltretutto la Wizard è stata bravissima a gestire hype ed evitare una nerdrage che covava, visto che si cambiava non solo il gioco ma anche il sistema. 

E come dicevo la Hasbro esiste per fare i soldi e non solo con D&D. da quando è uscita la 5 ed Hasbro ha raddoppiato il valore delle azioni, ma non solo per merito del nostro gioco di ruolo. La Hasbro ha comprato la Wizard per le carte. Magic in primis. Quindi il discorso come al solito è economico. 

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5 ore fa, Ermenegildo2 ha scritto:

Sì appunto un decennio da quando è iniziata sembra realistico, da oggi mi sembra un pò forzato. Cioè posso capire la volontà di invertire l'andamento che si è creato dalla terza in poi di fare tanti manuali in poco tempo e il conseguente accorciamento della vita delle edizioni però 15 anni in totale mi sembrano tanti rispetto ai 14 di 3° e 4° insieme.

AD&D (1+2) è durato 23 anni (1977-2000), la 3° edizione (3+3.5+PF1) 19 anni (2000-2019)... la 4° non la conteggio perchè non ha mai avuto molto seguito.
Tutto sommato, 15-20 anni di aspettativa di vita (di cui 5 già passati) per la 5° non mi sembra affatto un'ipotesi sballata.
E, come fà notare @Lord Danarc, a differenza della 3° la 5° fà uscire i manuali più scaglionati, evitando l'effetto "invecchiamento precoce" che ha colpito la 3°.

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11 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

AD&D (1+2) è durato 23 anni (1977-2000), la 3° edizione (3+3.5+PF1) 19 anni (2000-2019)... la 4° non la conteggio perchè non ha mai avuto molto seguito.
Tutto sommato, 15-20 anni di aspettativa di vita (di cui 5 già passati) per la 5° non mi sembra affatto un'ipotesi sballata.
E, come fà notare @Lord Danarc, a differenza della 3° la 5° fà uscire i manuali più scaglionati, evitando l'effetto "invecchiamento precoce" che ha colpito la 3°.

Ma sono rispettivamente 2 edizioni(penso in realtà che esista anche una revisione con regole modificate di pochi anni successiva alla AD&D2 e i players option che a loro modo creano una sorta di AD&D3)  e 3 edizioni di due aziende diverse di cui una nata esplicitamente per permettere alla gente di giocare alla vecchia maniera. Cioè se la tua idea è che il ciclo vitale della 5ed compresi retrocoloni successivi oppure opere di revisione è di 15-20 la mia risposta è portebbe essere, se è di 5° edizione e basta mi sembra troppo in controtendenza rispetto al progressivo accorciamento delle edizioni che va avanti da anni.

Secondo non credo che il ritmo di pubblicazione determini l'invecchiamento precoce del sistema, penso che a determinare l'invecchiamento di un edizione di GDR sia più gli aspetti sociali e i gusti del pubblico. La 3.5 aveva ancora molte cose da esplorare a livello di idee meccaniche ed ambietazioni, quello che è mancato è stato il supporto del pubblico perchè si proponeva un idea di gioco che era diventata troppo complessa per molti giocatori e troppo sbilanciata e pasticciata per quelli che volevano delle regole approfondite.

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Se anche così fosse la 5e risolve entrambi i problemi, il che, secondo il tuo ragionamento, ne incrementa la longevità. La 5 è sia bilanciata che semplice e le uscite a ritmo lento diminuiscono la possibilità che diventi troppo complessa. La complessità della 3e era insita nell'edizione stessa. Anche giocando solo col manuale del giocatore eri pieno di +2 bonus che non si sommavano e simili. Detto ciò a me un po' di complessità in più in 5e non dispiacerebbe. livellare un personaggio in 1 minuto non è entusiasmante.

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Il fatto che abbiano trovato un compromesso eccellente per quanto riguarda la complessità, che mantengano un ritmo tale da impedire il system bloat e che stiano finalmente iniziando a costruire la famosa modularità sono sicuramente punti a favore del gioco sia per quanto riguarda la longevità che in generale, però non risolvono le vere ragioni per cui escono le nuove edizioni:

  • La maggior parte della gente prima o poi si stufa del gioco, vuoi per gli inevitabili difetti, vuoi semplicemente perché a molte persone piace cambiare.
  • I core vendono molto meglio dei manuali accessori e tirano dentro nuovi acquirenti per sostituire quelli che inevitabilmente si perdono nel tempo.

Per quanto bene stia andando 5e (e sta andando molto bene) e per quanto anche a me piacerebbe vederla proseguire per altri dieci anni, mi sembra improbabile che lo farà.
Se poi il tempo mi darà torto sarò ben felice di ricredermi: è il miglior D&D mai fatto e si merita tutto il successo possibile.

Il 17/6/2019 alle 19:10, MattoMatteo ha scritto:

AD&D (1+2) è durato 23 anni (1977-2000), la 3° edizione (3+3.5+PF1) 19 anni (2000-2019)... la 4° non la conteggio perchè non ha mai avuto molto seguito.
Tutto sommato, 15-20 anni di aspettativa di vita (di cui 5 già passati) per la 5° non mi sembra affatto un'ipotesi sballata.

Secondo questo ragionamento OD&D è in pubblicazione da 45 anni filati, visto che esiste Labyrinth Lord.

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1 ora fa, The Stroy ha scritto:
Il 17/6/2019 alle 19:10, MattoMatteo ha scritto:

AD&D (1+2) è durato 23 anni (1977-2000), la 3° edizione (3+3.5+PF1) 19 anni (2000-2019)... la 4° non la conteggio perchè non ha mai avuto molto seguito.
Tutto sommato, 15-20 anni di aspettativa di vita (di cui 5 già passati) per la 5° non mi sembra affatto un'ipotesi sballata.

Secondo questo ragionamento OD&D è in pubblicazione da 45 anni filati, visto che esiste Labyrinth Lord.

Diciamo che, visto che non sono state ancora sfruttate appieno tutte le sue potenzialità (la cosa che più si avvicina è il gdr di Stargate pubblicizzato proprio ieri), mi sentirei truffato se tra 5 anni (in media un'edizione dura 10 anni, e la 5° è fuori da 5 anni) uscisse fuori una 6° edizione... e non credo che sarei l'unico!

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