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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Zellos

Le terre rubate- La Taverna di Oleg

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Impiegate tre giorni per giungere alla taverna di Oleg ( grazie ai cavalli e m/o carri fornitivi) poco prima del tramonto. Le Terre Rubate ( o quantomeno le loro propaggini) si sono già dimostrate perigliose.

Animali feroci, goblin e briganti sono stati combattuti più volte in questi giorni, ma nessuno scontro con loro vi ha impensierito più di tanto. Disorganizzati e pochi, hanno ceduto ai vostri colpi morendo o scappando. 

Quando giungete vicino alla locanda fortificata di Oleg siete alquanto contenti.

Rimanete alquanto. Stupiti quando notate le molte tende ed i padiglioni sistemati intorno al “retro” della palizzata. 

Giungete comunque all’ingresso, dove notate la figura di un gigante osservarvi torva, una grossa clava nella sinistra. 

<<Voi no guai Oleg, io no spacca.>> dice con espressione seria ( per quanto possa).

Una donna con una vistosa cicatrice che le deturpa dall’occhio alla bocca vi accoglie prendendo i cavalli. La taverna è abbastanza piena, ma è comprensibile, visto che dovrebbe essere l’unica per miglia.

La musica viene suonata da una lira da un drow mezzo nudo, che sembra star entusiasmando le donne. L'interno della taverna è accogliente ed è lo stesso Oleg: uomo sulla quarantina, ha spalle possenti e braccia come prosciutti, ma anche una pancia un poco prominente. Assai più bella è la moglie, una alta stangona bionda dal seno provocante che assomiglia alla ragazza che vi ha accolto fuori. 

L’interno è nel tipico bel caos da taverna, ma trovate subito un tavolo.

<<Siete una delle spedizioni, nevvero?>> vi chiede Oleg con espressione furba <<la prima bevuta è offerta dalla casa. Se avete fame, la cacciagione non manca ed un nostro amico nano produce una ottima birra, la Senza Speranza.>>

@tutti

 

Edited by Zellos

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Jasmine Al-Alrae

"Berremo volentieri. E mangeremo, mastro Oleg. Sebbene io speri nel mio cuore che la speranza possa presto abbondare, in queste terre", disse Jasmine al gigantesco locandiere, un sorriso a concludere il suo discorso. 

"E chiacchiereremo anche con voi, se e quando vorrete".

DM

Spoiler

Diplomazia +10.

 

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Valena Aurica

I tre giorni di viaggio trascorrono abbastanza rapidamente, nonostante qualche imprevisto. Ma affrontare qualche bandito o goblin assieme ci aiuterà a formare lo spirito di squadra; è una condizione necessaria se vogliamo avere successo nella nostra impresa.
Durante questi scontri non mi sono risparmiata, e anzi ho combattuto sempre in prima linea facendo da scudo a chi è meno robusto. Ogni volta cerco sempre di costringere i nemici alla resa o alla fuga, e verso il loro sangue solo quando è praticamente impossibile fare altrimenti. 

Giungiamo, verso sera, alla locanda di Oleg. A parte il gigante, è esattamente come me l'ero immaginata: confusionaria e piena di persone peculiari. Tra le quali Oleg stesso, e la moglie: una coppia variegata senza dubbio.
Mi presento al locandiere con un mezzo inchino, un po' rigido "Mastro Oleg. Siamo i membri della spedizione Aldori; io sono Valena Aurica, al vostro servizio. Ho visto diverse tende: immagino che non abbiate più stanze libere; vorremmo comunque fermarci un po', se non è un problema affollare ulteriormente la vostra locanda. Oh, e come anticipato dalla mia amica, vorremmo farle qualche parola in privato con voi, se volete"

DM

Spoiler

Prima di partire ho comprato due bottiglie di vino d'annata (sealord wine, 15 gp a bottiglia) da stappare quando fonderemo il regno. E come memento per la saldezza morale di Valena, che non toccherà le bottiglie per tutto il tempo. 

 

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Beregor

Il giorno della partenza mi sentivo strano.. non credo di aver dormito molto.. però credo di aver dormito bene... Solo non capisco come ci siano finiti segni di morsi e lividi nella mia schiena.. ? 

Bhe comunque oggi si parte finalmente. Spero di riuscire a creare un rapporto più "intimo" con Valena e gli altri. Durante il viaggio staremo a stretto contatto. Non sopporto di essere ancora un verginello, quindi devo impegnarmi. Mamma mi prenderebbe si prenderebbe gioco di me se mi vedesse a 19 anni e senza una donna al mio fianco ahah.. 

Il viaggio in realtà andò per le tranquille. Ci avevano donato dei cavalli inaspettatamente per viaggiare più veloci. E passarono comunque giorni. Ho cercato di farmi valere, a supporto dei miei compagni non lasciando nessuno mai solo. Adesso non sono più solo Beregor con le sue tattiche da ladro, adesso siamo un gruppo, dobbiamo combattere insieme.

Oleg! Grazie sei gentile! Prendo pure io del cibo. Sono Beregor di Tymon, collezionista di preziosità. Piacere di conoscerti! Poi abbasso un po' la voce e mi avvicino ad Oleg come dicono le mie amiche vorremmo poter scambiare due parole in privato ovviamente ti potrei dare qualcosa per le informazioni non timorate poi mi allontano e dico Ovviamente se è possibile prenderemo una.. due stanze. O tende. Giusto ragazzi? 

@dm

Spoiler

Diplomazia+8

 

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Oleg vi sorride. 

<<Non preoccupatevi, stanze ce ne sono quante ne desiderate. Gli accampati fuori sono i membri di varie unità mercenarie: saputo dei nuovi tentativi di conquista son già qui ad attendere per poi diventare unità d’esercito...od in caso banditi ( alcuni almeno, è già successo)>> dette queste parole, fa un cenno alla moglie, Olga, di far portare le birre ed alcuni goblin le portano ( con un bel po’ di cagnara). Il buon Oleg si siede con voi.

<<Chiedetemi pure quello che volete. Qui non si pagano le informazioni. Se poi, ugualmente, volete lasciare una donazione, va tutto alla difesa di questo luogo sicuro anche per voi.>> 

Edited by Zellos

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Juliano Demetrios

xJusticar Erebus

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Juliano si ritrovò da solo con l'uomo che affermava di far parte di un'ordine ben più antico dei Cavalieri Infernali. 
L'uomo era diventato ancora più sospetto ai suoi occhi, ma il Cheliaxano decise di fare buon viso a cattivo gioco, doveva sapere di più sul cavaliere.
"Innanzi tutto spero che il mio piccolo siparietto con quel giovine non le abbia dato un'idea negativa sul mio conto, non vorrei che si pensasse che sia troppo "crudele" nei miei metodi..." Disse Juliano, con l'intento di tastare il terreno, per farsi un'idea di chi avesse a che fare osservando la sua opinione riguardo a ciò che era successo "Prode Erebus, ammetto di essermi sbagliato, avrei giurato che lei facesse parte dell'ordine dei Cavalieri Infernali... Ma mi dica: a che ordine appartiene, invece? La sua armatura mi ha colpito molto." disse guardandolo negli occhi, inarcando lievemente il sopracciglio e abbozzando un piccolo sorriso curioso, con le labbra "Da quel che ho capito fa parte dell'ordine dei Justicar, a giudicare da come ama farsi chiamare..."
"Me ne può parlare? Potremmo avere molte cose in comune, noi due."

La voce di Juliano era forte e sicura mentre cercava di scrutare l'anima del cavaliere, con il suo sguardo severo e, a tratti, quasi indagatore.

Spoiler

+10 intuizione (in anticipo per risparmiare tempo) per cercare di capire qualcosa dai suoi atteggiamenti e dalle sue parole

 

Il gruppo partì all'alba, cominciando un viaggio lungo tre giorni, dove Juliano cercava di capire di più sui suoi compagni con domande "puramente casuali" sulle loro intenzioni e motivazioni.

Arrivati alla taverna di Oleg, Juliano fu deluso dalla scarsa organizzazione del posto "Meglio di niente" disse ad alta voce, una volta superato lo scimmione.
Una volta entrato, Juliano andò al bancone assieme agli altri per parlare con Oleg.
"Ho sentito che qui ci sono numerosi lucertoloidi, hanno mai dato problemi? Sai dove si potrebbe trovare la loro tribù? Sai da dove scappano?" chiese Juliano andando subito al sodo, ci avrebbero pensato gli altri a fare le domande del mercante, lui aveva da trovare delle soluzioni, mica poteva perdere tempo!
"A proposito, io sono Juliano Demetrios, perdonami se sono affrettato, ma vogliamo darci subito da fare per migliorare la vostra situazione." disse l'asmodeussiano allungando la mano, intento a stringergliela.
Riguardo alla discussione delle stanze, l'uomo fece cenno di fermarsi con la mano spalancata.
"Fermi tutti, forse è meglio restare fuori con le tende... Eccetto le ragazze, chiaro." dico guardando gli uomini sperando che capiscano l'antifona.

Edited by Plettro

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Koen

Ascolto le informazioni di Lily appena il cavaliere si alza dal tavolo, traendo le mie conseguenze sulla base delle sue risposte. Un gruppetto di gente per bene, insomma... E Lily conosce il Razmiriano. Che sia quello che l'ha torturata, stando alle voci? Il Justicar è molto più di quanto si possa credere. L'armatura è tipica degli ordini cavallereschi dedicati ad Aroden: se notate, ci sono delle stelle a sette punte e dei glifi tipicamente Azlanti. Avviso i miei compagni dopo le parole della ifrit, trovando conferma delle mie supposizioni nella risposta data a Juliano. Mi congedo quindi dai miei compagni per recarmi in città, sperando di trovare il materiale necessario per la nostra missione. 

Master

Spoiler

Koen vorrebbe comprare due tende grandi con copertura per tende e due "Water purification sponge". Inoltre, compra dieci fialette di Benedizione dell'Alchimista. Infine, un taccuino (dimmi il costo) con un buon numero di pagine.

La mattina si presentò dai suoi compagni con i propri acquisti ben piegati nel suo zaino, facendo un cenno di ringraziamento alla lady Aldori quando ci consegna i cavalli sellati ed equipaggiati. Ho preso due tende abbastanza grandi da ospitare quattro persone, così le signore potranno avere la loro intimità. Sono dotate anche di una copertura che dovrebbe evitarci insetti fastidiosi o piogge. Avrei preso tende per ciascuno di noi, ma temo di non aver soldi a sufficienza. Spiego ai miei compagni, caricando il necessario per montare una delle due tende su uno dei cavalli. E dovremo stabilire se vogliamo approvigionarci cacciando o comprando provviste abbondanti da questo Oleg. 

Arriviamo alla locanda dopo tre giorni di viaggio, una sorta di fortino fortificato ai margini delle terre selvagge. Non ho parlato molto con i miei compagni... Ma ho ascoltato le loro parole, per capire con chi ho a che fare. Jasmine non ha più avuto emorragie: ottimo, era solo un disturbo passeggero. Guardo incuriosito il gigante all'ingresso, chiedendomi come abbia fatto Oleg ad ottenere i suoi servigi, muovendomi poi in mezzo a quello che sembrerebbe un vero e proprio accampamento. Veniamo accolti da una donna dal volto deturpato da una cicatrice, che ci conduce dal locandiere e sua moglie. Sua figlia, forse? Chissà come si è procurata quel taglio... Lascio che siano i miei compagni a fare i convenevoli, presentandomi quindi con una riverenza al locandiere e sua moglie. Koen, onorato di conoscerla. Guardo poi perplesso Juliano quando parla di tende: non capisco la sua volontà di dormire all'aperto. Direi che, almeno per oggi, potremmo concederci un letto accogliente al coperto. No?

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Valena Aurica

Prima del viaggio, tutti

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"Ha pure dei simboli di Iomedae, però. Quell'individuo è strano, va tenuto sotto osservazione" rispondo a Koen.

"Un comodo letto potrebbe essere una lieta novità. Per quanto devo ammettere che le tende comprate da Koen sono molto comode" 

Juliano al solito è diretto e quasi maleducato, ma almeno va dritto al punto.

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Beregor 

Intorno al tavolo _Taverna di Oleg_

Ragazzi scusate per la notte della cena.. credo di aver bevuto un po' troppo e non ricordo quasi niente. A parte un brutto ceffo di Razmin. Qualcuno può riassumere chi sono gli avversari di cui parlava Lady Alisha? Non datemi i dettagli ma dobbiamo temere qualcuno? 

Oleg sei veramente ospitale quindi se posso fare qualcosa per te chiedi pure. Avrei una domanda per te.. la posizione al lago acquszanna non è proprietà di nessuno? Come diceva il mio am.. IL mio purtroppo compagno di avventure Juliano faccio un sorrisetto al vecchio sappiamo che la zona è in subbuglio a causa di una tribù lucertoloide. Sono loro che detengono il potere della zona?

 

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Modifico per mettere i nomi corretti datemi un paio di minuti. FATTO

 

Edited by ToGrowTheGame

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Juliano Demetrios

"Vedi Koen, preferirei dormire fuori perché..." mi fermo, riconosco che questa è pur sempre la mia squadra e forse essere così... deciso... non gioverebbe al gruppo.
Decido di darla vinta a Koen, in effetti sono stati 3 giorni faticosi e forse ci meritiamo davvero un pò di sonno su un letto comodo. 
"...sai cosa, Koen? Hai proprio ragione, ho sbagliato. Oleg, vada per le due stanze da due letti..." mi fermo un'attimo... dovrei fare di più? Mi guardo attorno, guardando i miei compagni. 
Sì, dovrei.
"Pago per tutti..." dico all'oste per poi voltarmi verso gli altri con sguardo fiero, aspettandomi un pò di (im)meritata approvazione "...compreso il ragazzino." dico indicando con un lieve cenno del capo Beregor, per poi guardarlo fieramente negli occhi, mi si può leggere in faccia, si può leggere facilmente: Sono migliore di te.

Edited by Plettro

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@Plettro

Spoiler

<<Non abbiamo alcun dubbio su metodi od altro dell’ordine dei cavalieri infernali, ser Juliano. I nostri dubbi al massimo sono sul vostro seguire il galateo: avreste dovuto chiedere alla vostra ospite.>> disse tranquillo e calmo, fissando con gli occhi ridotti a pozze di oscurità.

<<L’ordine di cui possiamo fregiarci appartenenti precede l’ordine dei cavalieri infernali poiché è nato prima di quando gli azlanti calcassero Golarion, ma ogni giorno li ringraziamo per averlo fatto giungere anche su questo piano. Si chiama l’Ordine della Bilancia ed il titolo di Justicar è concesso ai suoi...sergenti. Nessun’altro ne fa parte e non essendovi più alcun Alto Magister, non possiamo certo attribuirci altra carica.>> disse con una nota di rimpianto. Prese poi una sedia per Juliano ed una per sè, anche se non si sedette.

<<L’ordine della Bilancia è nato per portare la giustizia e l’ordine fra i popoli, quando un sovrano o una fede lo richiedono. A quel punto un cavaliere viene inviato a punire la trasgressione catturando e punendo un colpevole in modo confacente affinché la popolazione non erri più. Per un poco almeno. Il trasgressore diviene quindi null’altro che il simbolo delle colpe della cittadinanza o del popolo tutto e come tale viene punito innanzi agli altri. Severamente e giustamente.>>

 

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Oleg schiocca il collo e poi stringe la mano a Juliano. 

<<Non qui, ma vicino al lago Acquazanna stanno diventando un problema. Abitavano in un villaggio sul lato sud del lago, ma pare lo abbiamo  abbandonato per imperversare ovunque! Dice che alcuni portino con se anche le uova, cosa assai strana, mi dicono.>> fa spallucce, come nominasse qualcosa di cui sa poco o nulla. Alle parole di Beregor continua.

<<Possesso? Le terre rubate sono di briganti e mostri adesso, beh, finché qualcuno non se le prende ( ora che si possono prendere). Quanto alle spedizioni, siete la prima a fermarsi qui, quindi non so dove le altre vadano...ne se qualche altra nazione ne ha spedite altre. E su quest’ultima possibilità ci metterei la mano sul fuoco.>>

Olga arriva con degli stuzzichini, prima di fermarsi un secondo.

<<Caro, ricordati di dirgli delle strane bestie senza occhi.>> 

<<Si mia cara! Sono state avvistate strane creature con corpo serpentino, ma due code, un braccio artigliato ed una strana testa senza occhi. Sono grosse come...diciamo cani? Non troppo grandi comunque. Sembrano solo interessate a mangiare comunque.>>

Poi si fa pensieroso, come se riflettesse se dire qualcosa ma fa un <<Naah. Ah, le stanze sarebbero singole, ma se preferite possiamo aggiungere un letto a stanza.>>

Edited by Zellos

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Jasmine Al-Alrae

"Grazie, mastro Oleg. Siete molto gentile. Il mio nome è Jasmine. È un piacere ed un onore ricevere le gentilezza e la cortesia vostra e della vostra signora. Spero che riusciremo a liberare queste terre dalla notte imperitura", intervengo, chinando il capo, riconoscente. 

"Vanno bene le camere singole, direi. Non mi sembra il caso di forzare degli spostamenti di mobilio. Di nuovo, grazie".

Poi, rivolta ai compagni: "Sei molto cortese, Juliano, ma non vedo perché non usare il nostro piccolo fondo spese. 

Per quanto riguarda la tua domanda, Beregor, invece: ti spiegheremo meglio dopo, ravvivando, se possibile, i tuoi ricordi. Anche perché vorrei condividere con tutti voi una considerazione".

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Valena Aurica

"Grazie, allora prenderemo una stanza per uno. E un tavolo per cenare, sempre che sia possibile" rispondo contenta, per poi lanciare un'occhiata incuriosita verso Jasmine. Che avrà da dirci?

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Venite portati ad un tavolo (con Oleg che si scusa per la sua mancanza di buone maniere) ed immediatamente iniziano ad arrivare cibarie per la cena. 
Se volete qualcosa di specifico, c'è solo da chiedere: per iniziare Oleg ha fatto arrivare fegatini con una piccola pignatta, pane abbrustolito e normale con vari tipi di affettati e roschette.
«Per stasera è proposto della bella cacciagione e patate, oppure anguilla e verdure grigliate, o la sempreverde zuppa di pane e verdure. Buonissima.»

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Il viaggio

Durante il viaggio, la piccola Ifrit venne dotata di un pony e passò gran parte del tempo a studiare i propri compagni.. Era la più giovane e, probabilmente, anche la più curiosa, portandola molto spesso ad intraprendere qualche discussione con i vari membri. Come sempre i suoi capelli color del fuoco sembravano ravvivarsi, come sospinti da un vento magico, durante le ore diurne per poi riadagiarsi normalmente nelle ore notturne. Cercò di dare maggiore attenzione alle figure di Jasmine e Valena, seguendo la complicità femminile, per aver a che fare anche con la tigre Rajah, trovandolo un esemplare alquanto stupendo. Diede particolare attenzione anche a Koen dopo aver ricevuto quella rosa che continuava a portare tra i suoi capelli con un certo riguardo, mostrandosi alquanto carina e gentile nei suoi confronti, forse anche fin troppo. Con Juliano e Beregor ebbe alti e bassi a causa di discussioni di vario genere o il comportamento un po' troppo rigido del primo. Per quanto riguarda il dottore Colin, la piccola Ifrit non gli diede particolare attenzione, se non qualche semplice domanda riguardo a quella maschera che continuava a portare.
Durante la notte, la ragazzina si permetteva di allontanarsi per tornare dopo qualche minuto, se qualcuno avesse deciso di seguirla di nascosto, l'avrebbe trovata non molto lontana e totalmente dedicata in una sorta di danza formata da movimenti e passi casuali, standosene ad occhi chiusi.. Solo al termine di questi, la ragazzina sarebbe tornata a guardare i suoi piedi e la distanza percorsa, prima di rialzare lo sguardo verso il cielo stellato.

Alla Taverna

Lily si lasciò precedere dai propri compagni, arrivando quindi per ultima e trovandosi l'enorme guardia davanti, storcendo un poco il nasino per poi giungere di fronte al padrone della taverna e, anche stavolta, lasciare che fossero gli "adulti" a prendere in mano la situazione e a decidere come sistemarsi per la notte. L'idea di una camera tutta per sè le piaceva eccome, tanto che un sorrisetto si era già formato sulle sue labbra.
Come si chiama il gigante?
Chiese la ragazzina a Oleg, prima di passare lo sguardo sul drow mezzo nudo e sollevare un poco il sopracciglio destro.
Che strano modo di esibirsi.. Proprio non lo capisco..
Mormorò per poi essere accompagnata al tavolo ed accomodarsi nuovamente accanto a Jasmine per poi fare segno a Koen di sedersi al lato libero. Ascoltò la presentazione dei menù, mentre arrivavano le prime pietanze.
A me piacerebbe cacciagione e patate.. Finalmente si mangia e stasera un letto tutto per me..
Quasi non ci poteva credere in quel momento, andando a strofinarsi le manine, mentre anche il suo piccolo geco prese posto sulla tavola, come se da un momento all'altro arrivasse un bel piatto pieno di insetti freschissimi.
 

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Koen

Prima della partenza

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Beh, Iomedae è l'Erede di Aroden. È sensato che porti dei suoi simboli sulla sua armatura, soprattutto vista la sua risposta al mio saluto. 

Ascolto interessato le parole di Oleg sui lucertoloidi, tenendomi per me le domande di Egil. Ci sarà un altro momento, magari in cui la sala è meno affollata. Ora dobbiamo capire chi saranno i nostri futuri alleati. Rifletto sulla descrizione delle strane creature, pensando se corrispondano a qualcosa di già visto. Va detto che spesso queste voci vengono volutamente esagerate per avere una storia da raccontare attorno al fuoco. Prendo quindi posto al tavolo, sedendomi con un sorriso imbarazzato vicino a Lily. Ho notato che la ragazzina mi è rimasta molto vicina nei giorni precedenti, nonostante io abbia taciuto per la maggior parte del tempo. Attenzioni gradevoli, ma iniziano ad essere... Preoccupanti, ecco. Prendo l'anguilla. Dico al locandiere, sperando che non si tratti di un qualche piatto ustionante. Guardo poi interessato Jasmine, attendendo che ci spieghi la ragione delle parole pronunciate poco fa. Ambiente colorito, non pensate? Chiedo ai miei compagni per rompere il ghiaccio.

Master

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Conoscenze (Arcane) e (Religioni) +12, Conoscenze (Piani) +11 sulle creature

 

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Jasmine Al-Alrae

"È presto detto", spiego, quando siamo lontani da orecchie esterne. 

"La corte dei miracoli del Razmiriano: tutti loro emanavano una malvagità palpabile. Ma è stato il Cavaliere, quello che si fa chiamare Justicar, ad avermi colpito. Mi ha travolto col suo potere. Non avevo mai sentito una forza maligna tanto focalizzata. Mi dispiace e mi terrorizza ammetterlo, ma deve essere uno straordinario campione del Male, a livello quasi quintessenziale.

E mi terrorizza ancora di più per i suoi modi. E per il fatto che ha capito benissimo quanto successo".

Edited by Ghal Maraz
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Valena Aurica

Al tavolo, locanda

Ascolto le parole di Jasmine con una punta di preoccupazione in volto: non avevo compreso l'entità del problema. "Non un vicino che possiamo permetterci di avere, ma forse per ora è un problema insormontabile. Direi invece di soffermarci sull'immediato futuro: domani voglio incontrare alcuni lucertoloidi e parlare con loro. Il prima possibile vorrei spingermi nei pressi del lago e cominciare ad esplorarlo. Che ne pensate?"

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Juliano Demetrios

Justicar Erebus

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L'uomo aveva uno sguardo strano, come se avesse guardato direttamente nell'anima di un demone del più profondo strato dell'abisso.
Aveva preso due sedie, per poi non mettersi a sedere, era un test, voleva mettermi alla prova, non gliela avrei data vinta.
Non mi sedetti.
"Certe volte la necessità di una punizione necessaria va oltre le semplici leggi del galateo." dico con tono autorevole, guardandolo negli occhi, quasi sfidandolo.
Gli sguardi si scontrano per pochi attimi.
"Anche se mi rammarica aver causato dei dispiaceri nei confronti della nostra ospite, ma quello che è successo è ben poca cosa..." dico dandoli le spalle, scrutando il muro alla ricerca di un quadro che potesse attirare anche solo vagamente la mia attenzione, volevo mostrare il giusto disinteresse per farli credere di essere perfettamente a mio agio, come in una chiacchierata tra vecchi amici "...rispetto a cosa fanno i nostri ordini in pubblico, non trova? Malmenarlo in una cena tra colleghi? Davanti ad una bambina? Per cortesia... Non mi sembra che lei invece si sia mai fatto troppe remore riguardo ciò" mi voltai di scatto nei confronti del cavaliere, per vedere una sua eventuale reazione.
"Battuta di pessimo gusto, mi perdoni, tornando in tema: Mi spiega cosa impedisce al vostro ordine di avere un alto magister? Per caso lei è interessato alla carica? Forse... Forse le serve un regno tutto vostro per raggiungere lo scopo?" 

Spoiler

Sense Motive +10, nel dubbio.


Alla proposta di Jasmine, scuoto lentamente il capo "Ho fatto degli errori nei giorni passati Jasmine, voglio dimostrarvi con questo piccolo gesto che forse non sono così spiacevole come tutti voi potreste pensare, continuo a voler pagare per voi tutti di tasca mia, lasciamo il fondo comune a cose ben più serie."  
Ascolto ciò che ha da dire Jasmine sul cavaliere e annuisco, aspetto i pareri degli altri su ciò che ha da dire l'inquisitrice prima di prendere parola.
Mentre aspetto le risposte del resto del gruppo squadro il drow che, a petto nudo, attira l'attenzione delle fanciulle con decisamente meno capacità di resistere al suo fascino.
Che metodo meschino per fare denaro, compensa con l'aspetto le sue modeste arti musicali.
Voglio darli una lezione, ma mi serve l'aiuto di qualcun'altro...
Mi chino lievemente verso la piccola Ifrit.
"Fai vedere a quel Drow come si da spettacolo, appena puoi." sussurro con sguardo pieno di disprezzo nei confronti di tanta superficialità. "A mio parere fa solo chiasso."
Detto questo torno ad affari ben più seri ed importanti, si penserà a certi rifiuti, in futuro.
"Sono d'accordo, Valena, ma ricordiamo che la disperazione può portare all'aggressività, non facciamoci remore a rispondere con la violenza di fronte ad altra violenza. Potrebbe essere complicato stabilire un primo dialogo con dei selvaggi..." 

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