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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Bellerofonte

Capitolo V: Una Piccola Parte

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9 minuti fa, Bellerofonte ha scritto:

Quarto giorno del X mese, anno 1491, ore 00:00 || +162 giorni dalla partenza

Piano Onirico

@Sandrine

Spoiler

All'inizio lo sospettavi ma ora ne sei convinta. Gli Arconti tendono col tempo a riconoscere più facilmente se si trovano in un sogno oppure no, complice probabilmente le pessime esperienze iniziali col piano onirico alle quali stranezze vi siete abituati col passare dei giorni. Passeggi in un viale alberato di tua conoscenza, il cui diametro e la cui altezza sono incredibilmente più grandi di quanto logicamente dovrebbero; capisci immediatamente che quelli sono i ricordi che avevi di quando eri ancora una bambina, un periodo nel quale tutto sembra gigante se visto con i tuoi occhi. Ricordi chiaramente i fiori e l'aria calda, ma si sa, nei sogni non ci sono odori: ed è un peccato, perché l'intera Vaudemont sboccia in questo periodo dell'anno.

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Passeggi solitaria da tempo immemore; non sai come sei arrivata lì, ma la cosa non ti preoccupa.

@Fortunale

Spoiler

Il vento soffia teso da est alzando le onde oltre la linea dell'orizzonte. La Cercascogli si muove agile sferzando il bordo dell'acqua senza paura, guidata dal suo leggendario capitano il cui nome è del vento impetuoso che la nave porta con sé ovunque vada.

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Da Arconte quale sei riconosci subito il Piano Onirico quando lo attraversi in sogno per via di quelle piccole stranezze che ti capitano mentre impugni il timone della tua vecchia nave; vedi gabbiani in cielo ma non li senti strillare, il vento soffia forte eppure non senti l'odore di salsedine: e poi, ovviamente, ricordi la morte di Jimbo per opera della Zephira quand'eccolo invece che si arrampica come una scimmia tra le corde di babordo. La nave ha le balliste cariche e gli uomini tutti ai loro posti; le vedette sono state raddoppiate, le vele tese a metà e ognuno ha le armi a portata di mano. Tondley si adopera a legare alcune cime a poppa, e lo senti dire: "Il capodoglio è vicino, capitano. Lo sento nell'aria."

Forse sarà che sei lontano dal mare da troppo tempo, o magari è la nostalgia di quando essere per mare significava soltanto navigare, invece che combattere eserciti di morti e gestire personaggi irrequieti, tradimenti e magia degli Spiriti. Bei tempi, quelli!

@Randal

Spoiler

Sogni. Non importa cosa, ma sogni. Si può dire uno dei traguardi più grandi che hai raggiunto negli ultimi tempi; per alcuni può non significare niente, altri perfino ignorano questo particolare aspetto della vita notturna di ognuno di noi, ma per te che hai sperimentato l'abisso nero del sonno ogni notte negli scorsi mesi, sapere che la malattia dell'Arconte è svanita definitivamente è un sollievo come pochi.

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Passeggi per terre desolate che una volta furono un reame; cupole all'orizzonte, enormi, ciclopiche. La sommità di queste istoriate nella stessa maniera dei menhir che rinchiusero Uthen, ed il cielo vagamente coperto permette al sole di illuminare di un giallo spento la rovina che ti circonda; nell'aria, polvere di cui non senti l'odore. Il silenzio è il tuo unico compagno di viaggio.

 

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Fortunale

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So bene di trovarmi in un sogno, ma poco importa. Di recente mi sono spesso sentito fuori dal mio elemento: troppe situazioni strane, troppi inganni. Un uomo, a vivere così, perde la fibra che lo rende tale.

Perciò mi godo questa situazione di normalità stando al gioco e continuando a navigare. A quanto pare stiamo andando a caccia di capodogli, un'attività da vero uomo di mare. Decido di assecondare il sogno e anzi incalzo Jimbo "Ah, ottimo! Armate le fiocine e pronti a calare la lancia. Non sarà facile, vecchio mio!"

 

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@Besnik

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"Eccoli!" Jimbo ti porta nove arpioni lucidati a puntino in una sacca logora, tenuti insieme da una vecchia cima legata a scorsoio. Li lascia accanto a te, appoggiati al retro del timone, e poi torna a tirare le vele nella direzione che più vi aggrada. Tondley commenta: "Ho sentito dire che è un maschio adulto. Ha affondato una nave lo scorso mese, sapevate?" Tessa aggiunge: "La Pequod. C'era un amico del mio ex-marito lì sopra, riposi in pace. Vediamo di non fare la stessa fine."

La Cercascogli infrange la chiglia contro l'ennesima onda, bagnando il ponte d'acqua marina. Una delle vedette urla: "Pinna a tribordo! Cinquecento piedi!" l'avvistamento è quindi a poco più di duecentocinquanta metri dalla nave. Il vento soffia moderato da est e la dritta della nave è puntata a sud. Se decidessi di voltare la nave in direzione della balena, avresti il vento in coda. Quando si dice, il destino.

 

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Sandrine Alamaire

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Accenno qualche passo di danza, un fiore intrecciato tra i miei capelli, mentre intono un motivetto a labbra chiuse. 

Ricordo il tepore vellutato del primo sole caldo, stemperato dalla brezza che odora del mare non troppo distante e delle cime erbose sovrastanti le rupi.

Non c'è tempo più infinito di quello dilatato di un ricordo, bagnato nelle lenta suggestione onirica. 

Calpesto il sentiero battuto di una memoria fanciullesca, la terra cosparsa di ghiaia e frasche di un giorno ideale, divenuto immortale ed imperituro nella malinconia velata e suggestiva di una bambina mai cresciuta. 

Cerco con gli occhi l'ombra che conosco: so che è lì, dove mi aspettava sempre, triste e pensierosa, gli occhi fissi su di me, ma persi in un tempo ed un luogo distante miglia incalcolabili. 

Lo chiamo. Mio padre è lì. 

La silhouette nera profilata sul verde del giardino. 

Lo chiamo. 

"Scacchista?".

Chi altri?

 

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@Sandrine

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Una folata di levante strappa via alcuni petali dagli arbusti floreali della galleria, ed insieme ad essi, il profilo di Antoine d'Alamaire scompare dietro uno stormo di petali proprio nell'attimo in cui si volta verso sua figlia. Al suo posto, due sedie di ferro bianco poste l'una di fronte all'altra con in mezzo un tavolino sul quale è in corso una partita a scacchi già iniziata. Una delle sedie ospita lo strano figuro che hai chiamato, mentre l'altra aspetta solo te.

"Contessa. Bentornata, bentornata! Avete avuto avversari temibili nella vostra ultima partita, perché non venite un po' qui a rilassarvi?"

 

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Sandrine Alamaire

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"Come posso rifiutarvi, mio signore? La vostra ospitalità è ormai divenuta per me unica e proverbiale", rispondo, un lieve sorriso (spero!) sul mio volto trasfigurato dal sogno, mentre calco la distanza impossibile che mi separa dallo Scacchista. Lo studio, quel giocatore che tesse la trama nascosta della partita in cui sta cangiando, precipitosamente, la mia stramba e surreale esistenza.

 

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@Sandrine

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Mentre lo osservi, capisci subito una cosa: la partita che sta giocando è priva di senso. Ci sono più di due coppie di alfieri, tra i bianchi manca il re e alcune pedine non sono dove si potrebbero naturalmente trovare.

"La vostra ospitalità lo è, dopotutto siamo a casa vostra." la voce dello Scacchista, roca e profonda come al suo solito, fa riferimento all'ambientazione del sogno oppure al fatto che vi trovate all'interno della tua testa? "Permettetemi un plauso per l'ottima mossa compiuta contro Remph nell'ultimo scontro. La sua cattura ha dell'eccezionale! E noto con piacere che avete il medaglione di Abelas con voi, bene, bene...posso chiedere se avete intenzione di usarlo in un prossimo futuro?"

 

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Fortunale

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"Ah, un combattente, quindi! Quello che mi ci voleva!" sogghigno, saggiando con lo sguardo le punte degli arpioni. Affilati e ben temprati, come da mio ordine. Sono un capitano giusto, ma su tre cose non transigo: cibo, gomene e arpioni. Devono essere sempre al meglio possibile. 

La vedetta mi avvisa che la bestia è vicina, e lascio il timone al mio secondo, afferrando sotto braccio gli arpioni. Quando ne soppeso uno nella mano il mio spirito si trasmette lungo l'asta, ben visibile nella forma di piccole scintille bianco-azzurre. "Iniziamo la caccia, ciurma!"

 

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Sandrine Alamaire

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"Per quanto mi piacerebbe essere in grado di scrivere il futuro a mio piacimento - e vi assicuro che il mondo si troverebbe preso a danzare il Duetto dei Cigni Innamorati, in eterno -, mi è difficile dire anche solo ciò che farò domattina, al risveglio", rispondo, schermendomi, ma in piena onestà.

"Credo che ciò potrà accadere, comunque... soprattutto, se avrò modo di comprendere maggiormente ciò che è testè accaduto e qual è stato il ruolo dei due fratelli, nonchè del mio defunto ex-arcanista, nelle lotte di Barusha, che siano recenti o meno...".

 

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@Fortunale

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Un'ondata di entusiasmo pervade il ponte della nave quando dai il via alla caccia. Tessa prende il timone roteandolo in direzione degli sbuffi all'orizzonte, con la nave che ondeggia e il morale alle stelle; un paio di pinne, lo sfiatatoio che emerge, la sagoma pallida del cetaceo che affiora di tanto in tanto. Protetta dalle onde, la balena si nasconde sotto il pelo dell'acqua ma è impossibile che non vi abbia già notato.

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L'animale è davvero enorme; i tuoi uomini hanno preparato le balliste e hanno ridotto il drappeggio delle vele per far decelerare la nave al minimo indispensabile. Ora aspettano i tuoi ordini.

@Sandrine

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"Permetti che ti aiuti a schiarire le idee.

Il fratello del defunto Arconte del Tempo fu mio apprendista, come te. Uhm, non esattamente come te, a dire il vero, visto che la sua bravura gli costò la vita nel Grande Gioco contro colui che voi chiamate Tiberius; ah, quel mortale mi diede partite degne del loro nome! Il nostro gioco continua attraverso le ere ed è giunto fino a te, Sandrine. Sono contrariato, ora non avrò più la possibilità di concludere la partita in sospeso con lui. Tutta colpa di Vendetta."

Tutto ti è improvvisamente più chiaro. Se Tiberius aveva ucciso Abelas, ex-Arconte delle Parole, allora aveva senz'altro conosciuto lo Scacchista molto prima del vostro primo incontro in sogno. Ecco perché all'inizio aveva così tanto timore di lasciarti intraprendere il percorso delle Parole; ecco perché lo Scacchista lo teneva così tanto in considerazione; ecco perché tra tutti, tu eri la (s)preferita dell'elfo. Ti eri trovata ad essere una pedina di un gioco che andava avanti da più tempo di quanto potessi immaginare.

 

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Sandrine Alamaire

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"Beh, ammetto di sentirmi un poco offesa e decisamente contrariata, ora", dico, osservando la scacchiera. 

"Non solo mi state dicendo, adesso, tutto questo, rendendo fastidiosamente ridicole certe mie azioni. Ma, soprattutto, state candidamente ammettendo che io non sono la vostra preferita! Ciò è...

è...

...è qualcosa che necessità di essere corretto! Con la massima celerità!!!

Ora, siate cortese e non celatemi altro, per favore!

Presumo che Uthen avesse ricevuto il vostro medaglione dal fratello. Direttamente o indirettamente.

Ma com'è possibile che Uthen fosse ancora Arconte, anche da spirito, mentre Abelas no? Il cuoco dice di avete interloquito con entrambi i fratelli... 

È forse privilegio dello Spirito del Tempo conservare i suoi poteri al proprio Arconte, anche dopo la morte? Per la natura stessa del Tempo, in quanto sé?

A tal proposito... poteva Uthen impiegare, in qualche modo, il potere del medaglione? Credevo che ogni Spirito imbrigliasse i suoi poteri in maniera esclusiva, ma Uthen mi è parso particolarmente legato a quell'oggetto... forse per ragioni affettive?

Per la capacità di impiegarne la forza?

O era forse perché ne conosceva, e temeva, la potenza?".

Non ho esaurito le domande, ma lascio tempo allo Scacchista di digerirle. 

E di comprendere che non ero totalmente faceta, poc'anzi, nel parlare: non ho affatto apprezzato l'essere tenuta all'oscuro dei giochi intessuti stretti attorno a me.

Io sono la contessa Alamaire, per gli dèi!

Se questo Spirito mi ha scelto come emissaria, interprete e discepola, che impari a fidarsi di me, in primo luogo. 

E che apprenda bene una lezione ulteriore: non sono una pedina ordinaria. 

Guardo nuovamente gli scacchi e poggio la mano su un alfiere bianco. 

Immobile, poi, attendo. 

 

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@Sandrine

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Lo Scacchista provoca un boato che fa tremare l'intero sogno semplicemente...ridendo. "La tua gelosia mi adula, ma Fen'Harel è riuscito a tenermi testa anche quando non più Arconte dei Sogni. Non è da tutti." aspetta cosa? "Uthen ha ricevuto un dono che alcuni trattano come una maledizione. E' stato bandito dalla morte. Alcuni Spiriti, i più potenti, possono concedere questo privilegio agli Arconti del Tempo, della Morte...o della Vendetta, quando questi raggiungono l'apice del loro potere.

Il medaglione d'altro canto era un mero ricordo affettivo di suo fratello, ultima testimonianza della sua esistenza; se ben ricordo, l'Arconte del Tempo promise a Randal di spezzare la maledizione a battaglia finita, ergo lo spettro di suo fratello sarebbe andato perduto in ogni caso. Ma non posso negare che sì, poteva sentirsi minacciato dalla mia presenza - non a caso è stato il mio potere a sigillarlo.

La conoscenza dei Nomi ti rende temibile come nessun altro; ora che possiedi anche il bastone del Temibile Lupo, ogni Arconte farebbe bene a pensarci due volte prima di contraddirti."

 

 

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Sandrine Alamaire

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"Se io fossi bandita dalla morte, immagino che sarebbe una maledizione per il mondo...", sorrido, prima di tornare seria. 

"E quindi Tiberius è stato a sua volta un Arconte. Il che spiega la sua padronanza della Oniromanzia.

Ed anche perché fosse, apparentemente, convinto che esistesse un modo per separare Randal da Vendetta. 

D'altronde, se ben ricordo la nostra prima, vera conversazione, mio signore, in un non troppo lontano passato anche mia madre vi ha servito. E ne avete parlato come se vi fosse sopravvissuta. 

Il che, nuovamente, contraddice il principio base per cui la separazione dello Spirito dalľArconte che lo ospita dovrebbe inevitabilmente uccidere il latore...

Affascinante. 

Una volta di più. 

Sempre che lady Genevieve, Contessa Consorte e Principessa Sposa, sia davvero sopravvissuta. La qual cosa mi auguro con assoluta veemenza. 

Purtroppo, la cerca di mia madre dovrà ancora attendere. 

 La maledizione non si è spenta e, a questo punto, temo per colpa mia. Sebbene Uthen mi abbia lasciato intendere che non avesse alcuna volontà di risparmiarci.

Non mi sono sentita libera di scegliere altrimenti. Magari con maggior calma e raziocinio. 

Ah! Un agire che sarebbe stato alquanto inusuale, per me. Presumo. 

Tutto sommato, oggi qualcosa ha appreso. Ma mi manca ancora tanto. 

Il Bastone, per esempio... mi spaventa. Non capisco quanto potere celi e custodisca. Quanti Spiriti avesse, precedentemente, già catturato, il Temibile Lupo. E non so che fare, di loro. 

Non solo oggi. 

Mi avete scelta con cura, Scacchista, presumo. 

Una giocatrice che non sa dire di no. Abile nel giuoco più antico ed istintivo. Mortalmente affascinata, da tale giuoco. 

Le Parole. 

Dunque... giochiamo?".

 

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Fortunale

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Sollevo il primo arpione e mi preparo a scagliarlo non appena la bestia è a portata.

"Grande guerriero del mare, montagna che emergi dai flutti! Prega i tuoi spiriti e preparati per l'ultima battaglia!"

Spoiler

Per quanto sia un sogno, in caso ti serva con un arpione faccio +10 1d6+5+(1d6 elettrici)

 

 

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@Sandrine

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"La morte dell'Arconte quando lo Spirito si distacca è una regola universale, e come tale ha delle eccezioni. Tuttavia non sono certo che Genevieve potesse definirsi Arconte, di certo non lo era delle Parole. Non superò la prova d'iniziazione.

Stasera è successa una cosa insolita, non trovate? Dopo aver distrutto l'esercito di Uthen, al calar delle tenebre avreste dovuto aspettarvi di essere nuovamente circondati, eppure i cadaveri sono rimasti tali. Pensiamoci su." il re bianco cade. "Quando il re cade, sulla scacchiera i pedoni rimasti restano in piedi. La maledizione può essere terminata, ma i non-morti che Uthen ha animato, anche se liberi da costrizioni, non sono morti perché il loro padrone è stato annientato prima di poter concedere loro riposo." Una vittoria a metà, quindi. Però ora sei sicura che una volta abbattutone uno, questi non si risveglierà al calare delle tenebre.

"Ma come, non ve ne siete accorta? Stiamo già giocando."

@Fortunale

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Lanci il primo dardo, che affonda nella pelle dell'animale; questi sparisce sott'acqua per qualche secondo, lasciandovi nel più assoluto silenzio. "Si sta ritirando?" chiede mormorando Jimbo, "No. Il capitano l'ha fatto incazzàre. REGGETEVI!" urla Tondley, e prevedibilmente un attimo dopo sentite la nave sussultare. Alcuni degli uomini cadono a terra, altri corrono sottocoperta a controllare la situazione. La pinna dell'animale esce in superficie dal lato opposto della nave.

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TxC: 18 (dado) + 10 (bonus) - 4 (2 incrementi di gittata) = 24 non arpionata, troppo distante! | Danni: 20

Sezione #1 della Cercascogli subisce 15 danni contundenti

 

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Sandrine Alamaire

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"Sbaglieró, forse, mio signore, ma ho sempre più netta l'impressione che, tutto sommato, noi non cessiamo mai di giocare...", ribatto, contando i pezzi. 

"Affascinante metafora. Vediamo chi è chi, oggi, su questa spianata bicroma...", aggiungo poi, cercando di appaiare ai pezzi sulla scacchiera delle eventuali controparti nel mondo reale. 

Beh, sì. 

Se davvero esiste, un mondo reale. 

 

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Fortunale

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Recupero l'arpione mentre la bestia si immerge, e l'arma mi ritorna in mano proprio mentre il colosso emerge all'altro lato della nave. 
Faccio un paio di passi, gonfio i muscoli del braccio e scaglio di nuovo l'arma, questa volta mirando al retro della pinna, là dove i fasci di muscoli si sovrappongono formando una zona molto più dura...difficile da perforare, ma una volta piantato lì l'arpione non si scalza mai.

DM

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Ira, mi sposto il minimo giusto per vedere la bestia, attacco.
+14 1d10+9+(1d6 elettrici)

 

 

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@Sandrine

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"Audace osservazione..." sghignazza lo Scacchista; osservi la tavola da gioco sfasata, nel quale il re e la regina neri, pur facendone parte, sono già caduti.

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@Fortunale

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Un altro arpione, stavolta a portata delle funi! Colpisci con veemenza esattamente nel punto in cui avevi mirato e la punta di ferro dell'arma penetra in profondità. Ti ritrovi con una fune in mano che però ti scivola, non riuscendo a competere con la mostruosa forza dell'animale; fortuna che, accanendosi contro la nave, non si è mossa abbastanza da portare con sé tutta la cima.

La chiglia sente i colpi delle pinne e delle testate del capodoglio, e stavolta anche tu cadi a terra; qualcuno dal ponte inferiore urla: "Capitano! Ordini!" le balliste sono pronte e caricate con dardi comuni, gli uomini pronti a far fuoco. Che strategia adotterai contro il signore del mare?

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TxC 30 critico confermato! | Danni: 29, Arpionata!

Prova di forza contrapposta per mantenere il controllo: 28 [Balena] VS 7 [Fortunale]

Sezione #2 della Cercascogli subisce 26 danni contundenti

Equilibrio [Fortunale]: 7 prono!

 

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Sandrine Alamaire

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"Due re ed una regina? C'è forse qualcosa che volete intendere, mio buon signore?", domando, sorniona.

 

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Fortunale

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"Tirate sulla coda! Dobbiamo immobilizzarlo" ordino rialzanfomi e afferrando al contempo un altro arpione, che scaglio di nuovo verso la bestia.

DM

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Esattamente come prima, salvo il movimento per alzarmi

 

 

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Guest
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    • By Ian Morgenvelt
      Il gufo
      Sky Hauler C9 modificato
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      Cuccette: 6 (2 per la ciurma, 4 per i passeggeri)
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      Velocità di affiancamento: 310 nodi con il turbo
      Armi: Torretta mitragliatrice esterna sul tetto con sistema di mira automatica
      Wireless: Multi banda a medio raggio con distorsore di frequenze imperiale
      Sensori
      Sonar a corto raggio imperiale Analizzatore dell'atmosfera/pressione Scafo: Trattato per resistere alle profondità inferiori fino a 4 ore.
      Condizioni
    • By Bellerofonte
      I PROTAGONISTI
      Raftal [Gnor Ladro NB] || Daimadoshi85 || XV - Il Diavolo |
      Tholin Kydar [Mezzelfo Warlock N] || MattoMatteo || XX - Il Giudizio |
      Occhio Bianco che Scruta la Notte [Tabaxi Ladro CN] || Redik || XXII - Il Matto |
      Elle "Pearl" Thorne [Umana Monaco LB] || Aykman || II - La Papessa |
      Ithil Mornen Estel [Elfa Acquatica Druido CB] || DarkValkyria || XVIII - La Luna |
       
       
    • By Athanatos
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    • By mantis
      Stiamo considerando l'idea di fare una terza edizione di questo GdR.
      Alcuni di noi, prima di mettersi al lavoro, hanno posto queste domande che vorrei condividere con voi, giocatori esperti.
      un sistema universale senza ambientazione ha sufficiente forza per raggiungere il mercato? Non vale la pena pensare già ad una ambientazione su cui tarare il nostro lavoro? il sistema "iniziativa-tiro per colpire-armatura-danni" è ancora accattivante? il sistema misto "livelli-abilità" ingenera ancora curiosità e voglia di giocare lunghe avventure nel lettore? Voi cosa pensate?
      Grazie
      Mantis
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