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Giocare la propria interpretazione

rticolo di J.R. Zambrano del 16 Febbraio
L'interpretazione può aggiungere profondità e immersione alle vostre partite: potrebbe essere una fonte di battute giocose, responsabilità dei giocatori, e tutte queste cose divertenti che possono migliorare le partite. Certo, a volte l'unica cosa che volete fare è uccidere il troll nella prossima stanza, ma una grossa parte del divertimento in ciò sta nell'immaginare chi siano i vostri personaggi mentre uccidono il troll. Quindi in questo articolo spiegheremo come potete fare in modo che tutto questo venga alla luce più spesso. Un paio di tocchi qui e lì possono aiutare persino le sessioni più strettamente basate sui combattimenti a diventare più coinvolgenti.

Certe persone amano le risse da bar, altri quelle da taverna....
La prima cosa che potreste fare è cercare dei modi per coinvolgere i vostri giocatori. Sarebbe una buona cosa trovare un aggancio - un PNG interessante, ad esempio, o un oggetto curioso che è importante per un giocatore - in sostanza volete qualcosa che attiri la loro attenzione e gli permetta o li incoraggi ad interpretare. Potrebbe suonare strano pensare che qualcuno necessiti del permesso di interpretare, ma nelle situazioni sociali cerchiamo sempre di capire le dinamiche del gruppo, come se fossimo un gruppo di liceali in dubbio sul fatto che sia il caso di chiedere a qualcuno di ballare. Mi piace pensare che questo sia un modo per creare spazio nelle vostre avventure affinché si possa interpretare.

Alla fin fine, ci sono un sacco di avventure che dedicano dello spazio a dei combattimenti. E' ciò per cui vengono create la maggior parte delle regole ed è sempre stata la parte più corposa delle avventure. Provate a sfogliare una qualsiasi avventura che porti ad esplorare un dungeon: troverete stanze su stanze di combattimenti. E certo, incontrerete anche degli enigmi e degli elementi della trama, oltre a luoghi dove i personaggi devono usare le loro abilità non collegate al combattimento, ma questi non sono necessariamente incontri di interpretazione. Allo stesso modo, nulla preclude che un combattimento possa esserlo.
Perché ogni personaggio può interpretare, che abbia o meno delle abilità sociali. Quindi come potete fare in modo che ci siano occasioni per interpretare? Come potete coinvolgere i vostri giocatori? Mi piace pensare in termini di "incontri", quindi procederemo con questa notazione. Se state costruendo un incontro interpretativo avrete un paio di obiettivi basilari in mente. Mentre in un incontro di combattimento il vostro obiettivo potrebbe essere "i mostri devono infliggere dei danni ai giocatori" e darete loro degli strumenti per attaccare, in un incontro di interpretazione il vostro obiettivo sarà "fate in modo che i giocatori pensino come i loro personaggi". Perché quando lo farete, anche solo poco, infonderete vita nel vostro gioco.
Siate personali
Tenendo questo a mente, valutate chi siano i vostri giocatori. C'è un guerriero? Un mago? Un chierico di una divinità particolare? O forse un giocatore ha scritto un background troppo elaborato che avete guardato senza troppa attenzione mentre stavate mangiando un pasto veloce, e ora non siete sicuri se il personaggio fosse un erede perduto al trono o se, piuttosto, abbia lui perduto il suo trono?

Aspetta, pensavo intendessi giocare qualcuno che combatte CONTRO i Beholder quando mi parlavi di "combattente Beholder"...
Sostanzialmente dovreste cercare qualcosa che colpisca in maniera precisa i personaggi dei vostri giocatori. E potrebbe essere qualcosa di semplice, come fare in modo che qualcuno noti una specifica azione fatta in passato. Quindi il popolano adorante a cui il guerriero ha salvato i cavoli dalla furia degli orchi (o, ancora meglio, semplicemente eccitato per un'azione fatta dal guerriero) potrebbe essere un ottimo incontro in cui interpretare. Basterebbe far pronunciare al contadino un paio di semplici parole "Non ho mai visto nessuno usare una spada in quel modo! E' stato difficile combattere gli orchi?" e facendolo esagerare un po' avrete dato un piccolo incoraggiamento che farà in modo che i vostri giocatori si sentano bene e siano spinti a rispondere.
E voilà, siete riusciti a far ragionare una persona come se fosse il suo personaggio. Gli avete posto una domanda che non ha un impatto regolistico e che potrebbe non avere una risposta corretta e, dato che li state rendendo soddisfatti, potreste persino provare ad instaurare una connessione tra i due personaggi.

Nell'immagine vedete un esempio di "connessione"
Un altro esempio è porre ai giocatori delle domande sulla filosofia dei loro personaggi. "Cosa ne pensate della decisione del re?", "Cosa pensate ci sia al centro di questa malvagità?", "Ci sono brutti presagi nell'aria, non trovate?" e cose simili. Con queste domande state provando a fare in modo che i giocatori rispondano in linea con il loro personaggio. E cose simili richiedono veramente pochissimo investimento. Probabilmente l'avventura non verrà toccata dal fatto che abbiano deciso di rispondere a queste domande, ma permette di focalizzarsi maggiormente sui personaggi. E dato che li state mettendo sotto le luci della ribalta in maniera tanto semplice, state implicitamente dando loro il permesso di interpretare. Non esiste una risposta sbagliata, essendo la domanda di natura strettamente personale, perciò non si tratta di uno scenario ad alto rischio, così che anche i giocatori più timidi non ne rimangano spaventati.
E, infine, facendo in modo che i PNG notino/si interessino a ciò che i personaggi stanno pensando, avrete creato delle occasioni per fare i modo che i giocatori siano maggiormente coinvolti.
Prendere delle decisioni
Un altro trucco che ho trovato proficuo è quello di creare dei momenti in cui i giocatori debbano prendere delle decisioni. Una volta che li avrete fatti abituare a pensare ciò che i loro personaggi penserebbero, il prossimo passo sarà quello di dare loro l'opportunità di applicare tutto ciò. E questa è la parte più complicata. Quando parlo di prendere delle decisioni, intendo fare in modo che possano scegliere senza che ci sia una risposta chiaramente corretta. Ma solo qualcosa che, una volta selezionata, mostra ciò che i giocatori desiderano.
E' come completare una missione in un videogioco e ottenere una scelta tra vari premi ma, mentre il gioco potrebbe offrirvi tre spade che supportano tre stili di gioco differenti (mettiamo che una delle spade sia un'ascia, per dire), voi dovete offrire qualcosa che non necessariamente ha una diretta comparazione. Alla fin fine, il fatto che il guerriero scelga di prendere la spada magica a due mani, dopo che ha passato i precedenti livelli a perfezionare questo stile di combattimento, non è una vera scelta. E' solamente logica.

"Cosa farai con la tua parte di tesoro" è una buona domanda se la risposta non è "Comprare una spada incantata leggermente migliore"
Maaa, lo stesso guerriero potrebbe decidere chi prendere come apprendista: il giovane e timido stalliere che sogna di vivere un'avventura o lo spiritoso ladruncolo che ha rubato il suo portafoglio. Questa è una decisione guidata solo dal personaggio, strettamente legata alle sue preferenze... Non c'è veramente una risposta giusta. Il trucco è cercare di fare in modo che abbiano un premio in ogni caso. "Hey, otterrete un seguace che vi aiuterà a portare a termine i vostri compiti" così che la distinzione non abbia un collegamento con le meccaniche, ma rimanga importante per il personaggio.
E' difficile farlo quando c'è un beneficio meccanico nella decisione, ma potete provare cose come fare in modo che due o più gruppi assumano i giocatori con degli obiettivi che si escludano a vicenda. Come due gruppi separati che vogliono lo stesso oggetto contenuto nel dungeon. Un Mago e un Druido potrebbero desiderare lo stesso globo magico: lo userebbero, però, per scopi differenti. E, in base a chi decidano di aiutare, avranno vantaggio nel prossimo tiro di Arcano o Natura.

A volte la magia si trova semplicemente sotto forma di globi, ok? Meglio non farsi troppe domande...
La chiave con i premi "meccanici" come questi è fare in modo che siano distinti, temporanei e selezionarli in maniera tale che i giocatori capiscano che le loro decisioni sono state importanti. Quindi, se i giocatori hanno optato per il bonus ad Arcano, non dovrete sentirvi obbligati a fornirgli un tiro difficile più tardi: basta fare in modo che la sfida sembri importante. L'importante è che abbiano pensato come i loro personaggi.
Se volete veramente complicarvi la vita, cercate di pensare a dei modi in cui possano sentirsi premiati dalla scelta da loro compiuta, ma mostrate loro come anche l'altra scelta avrebbe potuto beneficiarli. Per esempio, recuperare il globo magico e consegnarlo al druido potrebbe rendere loro più semplici le interazioni con la natura e, come risultato, potrete ogni tanto mettere in gioco delle sfide che richiedono delle buone competenze arcane (che rappresentano la strada da loro non scelta). E' un modo veloce per mostrargli che le decisioni sono importanti: state facendo vedere loro che hanno delle conseguenze senza punirli per aver fatto qualcosa.
Forte impatto

L'ultimo punto mi porta al nostro consiglio finale per oggi. Quando potete, provate a fare in modo che le decisioni che i vostri giocatori hanno preso abbiano un qualche genere di impatto sul gioco. Non è necessario che sia qualcosa di grosso, come potrebbe essere la felicità dei cittadini in seguito al salvataggio di una città (nonostante questo faccia sempre bene). Ma, dopo aver fatto arrivare dei PNG a chiedere dei consigli, potreste mostrare che effetti ne siano sorti. Mostrate loro che il giovane e impertinente ladruncolo apprendista è diventato un duellante. O che una coppia che hanno incoraggiato a parlare ha iniziato una relazione.
In sostanza state cercando cose che i personaggi hanno toccato con mano (se vedo che i miei giocatori sono maggiormente coinvolti, cerco di prendere degli appunti su cosa li stia interessando) e poi trovate metodi per portarle in gioco. Questo rinforza l'idea che le loro decisioni sono importanti e, allo stesso tempo, vi aiuta a dare maggior consistenza al vostro mondo.
In ogni caso, questi sono solo un paio dei vari metodi che potete usare per incoraggiare i giocatori ad interpretare. E potete usarli anche per le persone già avvezze a questa pratica, così che abbiano i loro momenti di gloria. Spero che questi consigli vi siano d'aiuto e, come sempre, condividete i vostri personali suggerimenti.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2019/02/rpg-playing-up-your-roleplaying.html
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4 milioni di account su Roll20 sono stati hackerati

Articolo di Morrus del 16 Febbraio 2019
Ecco l'annuncio ufficiale degli ultimi giorni.
"Giusto poche ora fa oggi (14 Febbraio, NdT) Roll 20 è stato citato in un rapporto come una tra le vittime di un attacco da parte di cybercriminali. Anche se possiamo confermarvi che effettivamente c'è stata una breccia nella sicurezza siamo al momento concentrati nello scoprire tutti i dettagli. Per ora è importante sottolineare che il rapporto rende chiaro che nella breccia non sono stati coinvolti dati finanziari. I nostri team della sicurezza stanno lavorando senza sosta per correggere eventuali debolezze dei nostri sistemi e prendiamo con la massima serietà il nostro impegno nel salvaguardare le informazioni personali dei nostri utenti.
Ecco come mettiamo in pratica tale impegno:
Roll20 salva solo le seguenti informazioni personali: nome utente, indirizzo mail, password hashed, l'ultimo IP e tempo di login, e le ultime 4 cifre della carta di credito.  Usiamo Stripe e Paypal per processare le transazioni; tutte le informazioni dei pagamenti sono gestite da loro e non toccano mai i nostri server. Utilizziamo bcrypt per mascherare le password, il che implica che non possono essere decrittate per essere usate su altri siti o per accedere a Roll20. Sappiamo che è frustrante non avere tutti i fatti e stiamo lavorando per scoprire tutti i dettagli su questo hacking. Vi terremo costantemente informazioni man mano che l'investigazione prosegue.
Aggiornamento delle 14:45 del 15 Febbraio: sulla base dei numeri degli accounti dei dati trafugati abbiamo determinato che la breccia è avvenuta all'incirca il 26 Dicembre. Le dimensioni dei dati (circa 700 MB) è coerente con il fatto che si tratta dei nostri "oggetti account" che, come detto prima, includono nomi utente, indirizzi mail, ultime quattro cifre della carta di credito, indirizzo IP più recente e password hashed. Anche se il mascheramento dovrebbe mantenere sicure le password non farebbe male resettarle. Stiamo continuando a lavorare internamente e con l'aiuto di investigatori esterni per determinare come sia avvenuta la breccia, e al contempo rispettare i requisiti GDPR e mantenere al corrente le forze di polizia. Aspettatevi di ricevere maggiori dettagli la settimana prossima."
Venire hackerati è cosa comune al giorno d'oggi, ciò che è sorprendente è che Roll20 abbia 4 MILIONI di account. Questo sicuramente ci mostra come stia crescendo il nostro hobby.
Link all'articolo originale: http://www.enworld.org/forum/content.php?6053-Roll20-s-4M-Accounts-Hacked
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Create Città Fantastiche in Pochi Minuti con Questo Generatore di Città Fantasy

Articolo di J.R. Zambrano del 15 Febbraio 2019
Il Medieval Fantasy City Generator è uno dei migliori generatori di mappe/città esistente al momento. Che siate un DM esperto o un novizio che vuole creare un quartiere questo strumento ha tutte le funzioni di cui avrete bisogno.
Le città sono un aspetto importante di molti GdR. Possono servire da centri di avventura dove i gruppi possono riposarsi tra un'avventura e un altra, comprare dell'equipaggiamento, incontrare PNG interessanti, investire nella vita dei propri personaggi, trovare nuovi missioni e, in base allo stile di gioco che preferite, rimanere invischiati in vari intrighi e cospirazioni. In fondo ad un vicolo potreste trovare una gilda di ladri pronti a derubarvi o a rendervi il loro re; potreste incontrare principi e principesse che devono essere salvati e rimessi sul trono che spetta loro oppure aiutati ad abbandonarlo. E nelle fogne si possono trovare delle famiglie di otyugh.

Ma progettare una città non è per niente facile; nel corso delle varie edizioni di D&D le città hanno spesso avuto supplementi dedicati. Si possono, per esempio, trovare svariate versioni di Waterdeep, la Città degli Splendori, o di Menzoberranzan, la capitale dei Drow. Se invece volete provare per la prima volta a cimentarvi in queste opere, il Medieval Fantasy City Generator è uno dei migliori strumenti attualmente disponibili per farlo. Ha una serie di funzioni molto facili da usare e che fanno nascere delle intere città sulla base di un seme, di un'idea base che gli fornite.

Ciascuna delle mappe tiene conto di aspetti come la presenza d'acqua, il dislivello del terreno, il numero e la complessità degli edifici, il numero delle strade. Ci sono opzioni per poter visualizzare la vostra città a colori, in scale di grigio, a tratteggio. Si possono ruotare le fattorie del circondario e togliere od aggiungere singoli elementi (come mura, castelli, torri e così via).

La qual cosa risulta nell'accesso ad un gran numero di potenziali città. Si possono personalizzare un po', ma non si possono fare grandi modifiche come cambiare nome ad un quartiere (non per ora quanto meno), ma i vari strumenti ed opzioni a disposizione sono ancora in fase di sviluppo ed allargamento. Giusto settimana scorsa è stato fatto un aggiornamento che permette di scegliere i colori da applicare alla propria città, di aumentarla di dimensioni, e che rende fiumi e corsi d'acqua più realistici.
Potete salvare tutti i possibili file come mappe separate che poi potete integrare con l'Azgaar Fantasy Map Generator, che è un altro strumento fantastico che forse non conoscevate. Quindi se state pensando di progettare una città (o una dozzina) potete sfruttare questo strumento.
Come sempre, buone avventure!
Link all'articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2019/02/rpg-create-fantastic-cities-in-minutes-with-this-fantasy-city-generator.html
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Larry Elmore ci parla della composizione dell'illustrazione I Compagni della Lancia

Articolo di Morrus del 15 Febbraio 2019
Questa iconica illustrazione di Dragonlance, creata da Larry Elmore, è stata il soggetto di un post dell'artista la settimana scorsa, in cui ha parlato di ciò che successe dietro le scene quando dovette crearla!

Elmore: "Penso che questa storia vi piacerà! Un giorno ricevetti un progetto dalla TSR per creare un quadro e avevo solo dieci giorni per completarlo...e c'erano dieci personaggi da includere. Ero praticamente nel panico! Ho chiamato mia moglie Betty e le chiesi di prendere Stephanie (visto che era alta) e di portarla di sopra nello studio....Raccolsi tutti gli artisti lì, Clyde, Jeff, Jeff Butler e Keith e poi li portai tutti in questa grande stanza vuota, simile ad un ufficio. Era dove a volte scattavamo delle foto e c'erano delle sedie pieghevoli, e forse anche un paio di fari da illuminazione, o forse solo uno che si poteva spostare. Avevo un'idea di quale disposizione delle varie figure avrebbe potuto funzionare per fare in modo di inserire dieci personaggi in un singolo quadro. Riuscii a terminarlo e a rispettare la scadenza, ma non mi sarei mai aspettato che sarebbe diventato così popolare e celebre. Vorrei solo che mi avessero dato più tempo per fare in modo che il quadro venisse ancora meglio!"

Link all'articolo originale: http://www.enworld.org/forum/content.php?6051-Larry-Elmore-On-Composing-The-Companions-Of-The-Lance-Art
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Statistiche varie per D&D 5E da D&D Beyond

Dopo quelli sulle avventure più visionate D&D Beyond ha rilasciato nuovi interessanti dati statistici legati alla 5e di Dungeons & Dragons, basati sull'utilizzo della loro piattaforma. Il primo set di dati riguarda il numero di personaggi suddivisi per categorie di livello e l’utilizzo delle classi in suddette categorie di livello. Il secondo, invece, è inerente ai dati generici di utilizzo di razze, classi e sottoclassi dei personaggi a prescindere dal loro livello.

Il Tier 1 indica personaggi che sono di un livello tra il 1° e il 4°, il Tier 2 quelli di un livello compreso tra il 5° e il 10°, il Tier 3 quelli con un livello compreso tra l’11° e il 16° e il Tier 4 quelli con un livello compreso tra il 17° e il 20°.
Come ci si potrebbe aspettare, il Tier 1 rappresenta la maggioranza dei personaggi creati sulla piattaforma, seguito poi nell’ordine dai Tier 2, 4 e 3. Come fanno notare gli sviluppatori, il 90% delle partite non va oltre il 10° livello.

Questa tabella mostra che il guerriero è la classe più comunemente utilizzata in ciascuno dei singoli Tier, immediatamente seguito dal ladro. Il terzo posto cambia un po’, infatti nei Tier 3 e 4 il mago diventa più popolare di quanto sia invece nei Tier 1 e 2, mentre nel caso del chierico e del ranger le due classi godono di un’elevata presenza ai bassi livelli che poi cala agli alti livelli.
Potete trovare un resoconto di queste informazioni nel seguente video sullo sviluppo di D&D Beyond.
Passiamo ora ad analizzare i dati sull’utilizzo di razze, classi e sottoclassi partendo dalle razze.

Gli Umani sono di gran lunga la scelta più comune, rappresentando il 22% dei personaggi attivi creati sulla piattaforma. Sono poi seguiti da Mezzelfi, Tiefling e Dragonidi. Gli Gnomi delle Profondità sono invece la razza meno popolare, con poco meno dell’1% di personaggi attivi, sebbene gli sviluppatori abbiano confermato che molte altre razze si aggirino intorno allo 0,8%, ponendosi al di sotto di questi ultimi.

Segue poi uno sguardo sull’utilizzo delle classi. I più utilizzati sono i guerrieri, i meno utilizzati invece risultano essere i druidi. Le quattro classi base “tradizionali”, ossia guerriero, ladro, chierico e mago, sono le quattro classi più utilizzate. Gli sviluppatori hanno anche fatto menzione del fatto che i warlock abbiano visto un aumento della loro popolarità dopo l’uscita della Xanathar’s Guide, per poi vedere nuovamente un decremento del loro utilizzo.

Infine si parla dell’utilizzo delle sottoclassi. Le più utilizzate sono il Dominio della Vita per il Chierico, lo Stregone con la Stirpe Draconica e il Patrono Immondo del Warlock (sebbene si tratti di una classe meno popolare). Gli sviluppatori fanno anche notare che la Hexblade era molto popolare l’ultima volta che avevano controllato i dati, ma che sia ora calata al 2,8%.
Ovviamente si parla di personaggi creati sulla piattaforma, e quindi non necessariamente giocati. Molte persone impostano più costruzioni dei personaggi per divertimento. Secondo gli sviluppatori, ci sono 8,8 milioni di personaggi in totale.
Link agli articoli originali:
http://www.enworld.org/forum/content.php?6028-90-of-D-D-Games-Stop-By-Level-10-Wizards-More-Popular-At-Higher-Levels
http://www.enworld.org/forum/content.php?6037-Humans-Fighters-and-Life-Domain-Most-Popular-On-D-D-Beyond
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Messaggio consigliato

11 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

È peggio eliminare una parte intera delle regole (quelle sulla morte) che ritirare un dado o ritenere un critico solo un colpo a segno. Ma proprio non c'è paragone. Sopratutto considerando che le cose che proponevi le puoi fare comunque anche se i PG possono morire o muoiono. Il villain ti ressa. e ora sei suo schiavo.

Quella parte non viene eliminata: viene utilizzata, ma solo quando interessa.
La differenza rispetto a ignorare i critici o schiavizzare il PG è che a prendere la decisione è il diretto interessato (il giocatore) e non il GM.
Si può fare anche senza un'HR apposita, ma con un'HR funziona meglio, perché si comunica chiaramente cosa si vuole e ci si accorda su un piano di parità.

14 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Ma la si dovrebbe smettere di preferire HR ad altre additando terzi che non si conoscono di pigrizia o manie di controllo lol.

Non ho detto che tu come persona sei pigro o un maniaco del controllo, ho detto che ignorare i dadi può derivare solo da una di quelle due motivazioni. È un'affermazione sull'origine di una scelta, non un giudizio su una persona. Affermazione che, devo dire, nel tuo post non smentisci in alcun modo.

Per chiarire, quello che intendo per pigrizia è: trucco i dadi perché è la soluzione più semplice e intuitiva, anche se non la migliore.
Con mania del controllo intendo: trucco i dadi (o la storia) perché così sono io a prendere le decisioni, e non i giocatori.
Nel tuo post non porti nessuna ragione per truccare i dadi che non sia riconducibile esattamente a una di queste due motivazioni.

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Se il regolamento prevede la morte e tu non fai morire i personaggi è SEMPRE un'HR.

In quel caso il trucco invece secondo me è la scelta migliore. Si bilancia una serie di tiri sfortunati. 

Non le prendono comunque i giocatori le decisioni se è il dado del DM a determinare la morte di un personaggio a causa di fortuna/sfortuna. 

Ma non importa, hai ragione tu. 😄

Modificato da Lord Danarc

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16 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Se il regolamento prevede la morte e tu non fai morire i personaggi è SEMPRE un'HR.

Quando avrei detto il contrario?

16 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

In quel caso il trucco invece secondo me è la scelta migliore. Si bilancia una serie di tiri sfortunati

Anche con l'HR della morte si bilanciano, solo che decidono i giocatori quando farlo e quando no (mania del controllo).

16 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Non le prendono comunque i giocatori le decisioni se è il dado del DM a determinare la morte di un personaggio a causa di fortuna/sfortuna.

Con l'HR è il giocatore a decidere se la sfortuna causa la morte o solo un inconveniente, truccando lo decide il GM.

16 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Ma non importa, hai ragione tu.

La prima cosa giusta che dici in questo thread.

Modificato da The Stroy

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7 ore fa, The Stroy ha scritto:

La prima cosa giusta che dici in questo thread.

Addirittura? dovrò dire a mamma che ha fatto un pessimo lavoro.

Fortuna che ci sei tu.

Modificato da Lord Danarc

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Modalità MODERATORE ON:
Come al solito si richiede un comportamento consono all'interno della discussione. Ironia, insulti più o meno velati, battibecchi e altre sbertuccerie non saranno tollerate. Questo è l'ultimo avviso, poi si chiude la discussione e fioccano i punti ammonimento. 
Manteniamo un tono civile, grazie.

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Dai ragazzi, come giustamente ha detto il MOD nel suo intervento, non e' il caso di andare sul personale 🙂

Alla fine mi fa moltissimo piacere che da questa discussione escano pareri contrastanti, perche' e' proprio quello che immaginavo e speravo quando ho scritto il primo post.
Sono emerse diverse idee, diversi spunti e diversi punti di vista che io non avevo neanche considerato. Finche' si mantiene un tono civile, e' molto piacevole leggere questo scambio di battute.

Come gia' qualcuno ha sottolineato in precedenza, il vero scopo di un gdr e' il divertimento di tutte le persone che si siedono al tavolo.
Se questo accade, l'avventura/campagna si puo' considerare di enorme successo.

Per tornare in tema, da parte mia continuo a non concepire come possa piacere una campagna di d&d in cui la mortalita' venga completamente azzerata.
Questo e' e rimane uno dei motivi principali per cui il gioco perde di epicita'. Se io sapessi che il mio pg non puo' morire, non farei azioni o prenderei decisioni con la stessa "tensione". Tuttavia, rispetto chi ha opinioni diverse ed e' giustissimo che sia cosi'.

Questo e' uno dei motivi (insieme a tantissimi altri) per cui ci sono gruppi con cui farei sessioni che durino giorni interi, e altri gruppi con cui non mi siederei neanche per 10 minuti. Ho la fortuna di avere un gruppo di giocatori (e siamo anche tutti amici in real) che hanno una visione comune del gdr e mi ha fatto molto piacere il fatto che il master stesso abbia ammesso subito dopo di aver esagerato.
Prossima settimana ci rimettiamo in carreggiata: ci saranno due pg nuovi (di cui al momento non sappiamo nulla), i due pg sopravvissuti non sanno ancora di aver perso i loro compagni e sara' estremamente interessante ruolare anche questa parte.

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22 minuti fa, Ricky Vee ha scritto:

Per tornare in tema, da parte mia continuo a non concepire come possa piacere una campagna di d&d in cui la mortalita' venga completamente azzerata.
Questo e' e rimane uno dei motivi principali per cui il gioco perde di epicita'. Se io sapessi che il mio pg non puo' morire, non farei azioni o prenderei decisioni con la stessa "tensione".

Guarda, per esperienza Senza poter morire si perdono epicità e senso del pericolo è una cosa che si pensa solamente fino a che non si prova a giocare senza poter morire.

Pensaci: in quante delle storie che vedi o leggi sai che di fatto il protagonista non può morire, ma ti preoccupi comunque per lui? Quasi tutte.
E se funziona per libri, film, videogiochi e serie TV, perché non dovrebbe funzionare per il GdR?

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Premetto che sono d'accordo al 200% con @Shin27: la scelta tra "alta mortalità" e "bassa mortalità" deve essere fatta da tutto il gruppo prima di cominciare a giocare.

Detto questo, personalmente non mi piace quando i pg rischiano di morire in modo "stupido"; per me "stupido" significa morire per colpa di una fila di tiri sfortunati dei dadi, nonostante si siano prese tutte le precauzioni per evitarlo.
Questo non significa che i pg debbano essere "immortali", ma che la loro morte deve avvenire in modo sensato, con uno scopo, e in modo "epico", come spiegato anche qui (il grassetto è mio, per evindeziare la parte che mi interessa):

Il 7/2/2019 alle 12:05, The Stroy ha scritto:

Nessuno di loro però muore perché ha tirato tre 1 di fila contro una maglia rossa qualunque, e non credo ci sia bisogno di elencare tutti gli eroi che non muoiono, o che lo fanno solo alla conclusione della storia (due li hai nominati tu: Luke e Leonida).

Il 7/2/2019 alle 15:13, Nocciolupo ha scritto:

Ma scusa se si vuole dare un taglio più eroico alla storia perché non usare delle regole apposta per evitare la morte ma magari dando altri tipi di svantaggi. Non penso che Star Wars avrebbe fatto successo se Luke fosse morto al primo ingaggio con i trooper ancora su Tatooine, o se Leonida fosse morto al secondo giorno di scontro con i Persiani (o ancora prima quando affrontava il lupo) Quello che dici che la morte aiuta a rendere un personaggio eroico è vero, ma deve essere una morte inerente con la storia e lo sviluppo del personaggio. Un conto è far morire Boromir alle cascate di Rauros dopo che ha tentato di sottrarre l'anello di Frodo, un conto è farlo morire contro un orchetto random nelle miniere di Moria, in etrambi i casi il personaggio lascia la storia, ma direi che l'impronta che lascia è decisamente diversa. Allo stesso modo ci si può accordare con i giocatori in diversi modi: ad esempio contro avversari "minori" non si può morire, oppure che quando un personaggio dovrebbe morire gli si chiede se vuole effettimante che succeda così oppure subire altri tipi di svantaggi (essere rapito, menomato, perdere qualcosa di prezioso, far morire un png importante, ecc...)

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Sono due concezioni diverse. In una c'è la possibilità di morire senza una specifica ragione narrativa e un'atmosfera drammatica; si crepa e basta. Nell'altra la morte è un evento possibile ma così potenzialmente interessante da meritare speciali regole perché avvenga nelle circostanze appropriate. Entrambe le concezioni si prestano al gioco.

Non è un problema di enorme attualità, ricordo varie regole modulari per usare l'uno o l'altro stile (e metterlo a punto nel dettaglio) già in GURPS 3ed quasi trent'anni fa.

Un'opzione differente è fingere che i PG possano morire anche in circostanze ignominiose ma, magicamente, fare sempre saltar fuori i tiri giusti al momento giusto, con accordo implicito o per decisione autocratica del DM. Questo è un metodo subottimale ma molto ingranato in tanti gruppi di gioco ed è una delle molte facce dell'illusionismo. Ora: sul forum si vede spesso il tentativo di concludere le discussioni scrivendo "se a un gruppo piace, va bene!". Sottintendendo che si parli di un sistema efficace di gestire la situazione in oggetto. L'illusionismo è senz'altro un sistema che permette di gestire la situazione, ma è comunque un sistema con troppi compromessi. Io non mi accontento di un sistema che funziona decentemente; voglio un sistema che funziona alla grande.

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Giusto per dover di cronaca:

Ieri abbiamo fatto la prima sessione dopo il tragico evento.
I due pg sopravvissuti hanno appreso in-game la sconfitta dei loro compagni, ma non sanno se siano semplicemente stati catturati o uccisi (drago compreso) e il master e' stato molto abile a sfruttare una situazione preesistente per inserire i due nuovi pg nel party.

La sessione e' filata liscia e tutti erano molto soddisfatti (e i due pg nuovi sono spettacolari!).
Le voci che sono arrivate ai nostri personaggi ci hanno dato moltissimi spunti per le prossime sessioni. Non potendo abbandonare i nostri vecchi compagni fino a che non avremo esaurito ogni speranza di salvarli, siamo diretti a Granit Castle insieme ai due nuovi, direttamente nella tana del leone!

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Il 9/2/2019 alle 11:32, The Stroy ha scritto:

Pensaci: in quante delle storie che vedi o leggi sai che di fatto il protagonista non può morire, ma ti preoccupi comunque per lui?

Nessuna.

Ora il distinguo. Nella produzione occidentale sai già che i protagonisti sono immortali qualunque cosa facciano e, onestamente, questo mi toglie il 99% del gusto e del sapore. Perchè anche se apparentement emuoiono nella stagione/puntata dopo si trova il modo di riportarli in vita.

Nelle produzioni orientali no. E questa da molta più suspense e gusto allòa storia: non sai se il rpotagonista o il personaggio muore o vive.

Recentemente ho letto "io sono un gatto" romanzo giapponese dei primi del 900, il protagonista (un gatto) ha un debole per una gattina graziosa... che muore pochi capitoli dopo.

Qui si potrebbe paragonarlo a quanto è stato detto: ha più gusto e suspanse giocare dove non sai se il pg sopravviverà o dove sai che tanto in fondo in un modo o nell'altro ci arriva?

Non c'è una risposta univoca dipende dai gusti

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1 minuto fa, Albedo ha scritto:

Ora il distinguo. Nella produzione occidentale sai già che i protagonisti sono immortali qualunque cosa facciano e, onestamente, questo mi toglie il 99% del gusto e del sapore. Perchè anche se apparentement emuoiono nella stagione/puntata dopo si trova il modo di riportarli in vita.

Nelle produzioni orientali no. E questa da molta più suspense e gusto allòa storia: non sai se il rpotagonista o il personaggio muore o vive.

Cielo, è off topic, ma mi sembra che tu stia facendo questa distinzione un bel po' con l'accetta.
Cioè, non è che puoi paragonarmi la Marvel, Beautiful o Supernatural a Soseki, sono due cose del tutto diverse. Potrei farti lo stesso discorso invertendo le parti: in DragonBall o Naruto sai già che i protagonisti sono immortali o alla peggio risorgono, quando leggi Steinbeck e Verga invece sì che c'è la suspence!
Non è questione di occidentale od orientale, ma di letteratura di consumo o letteratura alta.

Al di là dell'OT, sono al 100% d'accordo con la conclusione, e cioè che non sia giusto a prescindere né uccidere i PG né mantenerli in vita, ma che dipenda dai gusti.
Non sono però d'accordo con le premesse, e cioè che senza la possibilità di morire non ci sia suspence.
Nei film della Marvel spesso non c'è suspence semplicemente perché la trama è ovvia, ripetitiva e piena di buchi. Ma prendi Il cavaliere oscuro di Nolan: occidentale, dello stesso genere (circa), sai già dall'inizio che Batman non morirà, che Dent si rivelerà malvagio... eppure non puoi dirmi che non ha una trama coinvolgente, che non provi suspence o che non ti interessa dei protagonisti.
Quello che crea la suspence e il coinvolgimento non è la possibilità che i protagonisti muoiano o meno, ma semplicemente se la storia è buona o no.

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8 minuti fa, The Stroy ha scritto:

Non sono però d'accordo con le premesse, e cioè che senza la possibilità di morire non ci sia suspence.

infatti ho detto che era un giudizio personale 🙂

9 minuti fa, The Stroy ha scritto:

ielo, è off topic, ma mi sembra che tu stia facendo questa distinzione un bel po' con l'accetta.

estremizzare a volte è l'esempio più semplice. ovvio che ci sono sempre eccezioni e quant'altro.

Quello dovwe volevo arrivare è la conclusione 🙂

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49 minuti fa, Albedo ha scritto:
Il ‎09‎/‎02‎/‎2019 alle 11:32, The Stroy ha scritto:

Pensaci: in quante delle storie che vedi o leggi sai che di fatto il protagonista non può morire, ma ti preoccupi comunque per lui?

Nessuna.

Guardate il film THE WALK e cambierete idea

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La suspence non deriva da un'analisi razionale sui trope narrativi. Se una situazione è ben creata e narrata, temi la morte del personaggio anche se razionalmente sei convinto che non possa morire.

A monte di questo c'è il fatto che il fattore di rischio di solito non è la morte stessa. La posta del conflitto può essere tutt'altra. COME uscirà l'eroe da quella situazione? COSA dovrà pagare?

Sin dall'inizio della discussione mi è venuto in mente Polaris. Il gioco narra una tragedia. Ci sono solo due opzioni per un PG: morire o tradire i suoi ideali. Il giocatore è l'unico che possa proporre la morte del PG e in ultimo decidere se avvenga. La questione è se questo PG potrà avere una morte eroica, finirà per morire ignominiosamente, o non riuscirà nemmeno a morire diventando uno dei demoni che aveva giurato di combattere. Intorno a questo conflitto ben preciso c'è tutto il resto. Ricordo varie giocate in cui un giovane cavaliere pieno di ideali finiva tradito, calunniato, odiato dai pari e dalla gente che cercava di proteggere; tradito dai propri cari, abbandonato da loro, odiato da loro, oppure finito senza più i propri cari, vittime collaterali del mare o dei loro stessi errori. Eroi che non avevano avuto il privilegio di morire eroicamente e che finivano condannati a un fato ben peggiore: soli, abbandonati, pieni di disprezzo per se stessi, e infine trasformati nella loro nemesi e in cerca di un'impossibile vendetta contro chi - a differenza loro - non aveva tradito se stesso.

Persino nel più classico dei dungeon crawling la morte non è il focus della storia. Se si vuole evitare la morte del PG, la strategia migliore è crearlo e poi evitare i dungeon, anzi evitare proprio di giocarlo. C'è un'idea ben chiara di cosa sia il trionfo, in un gioco classico: uscire dal dungeon pieni di tesori dopo averlo esplorato fino in fondo, visto che il tesoro maggiore sta rintanato nell'angolo più oscuro e difficile da raggiungere (come lo sporco impossibile). Con BECMI e tutti i cloni OSR in effetti non c'è nemmeno bisogno di uccidere i mostri dato che i px vengono dai tesori, ma di certo c'è bisogno di superare gli ostacoli che si frappongono tra te e detti tesori.

In questo frame, dare al giocatore l'autorità di decidere se il PG muoia o meno non cambia poi molto. Se sopravvivi ma esci dal dungeon più povero di prima non hai trionfato. Potresti creare un nuovo PG da zero o riusare quello sopravvissuto - cosa cambia davvero? Se vieni sconfitto e non muori ma vieni preso prigioniero, dovresti giocare fino a che non riesci a liberarti, il che non è automatico e anzi potrebbe essere quasi impossibile e certamente noiosissimo. Eccetera, eccetera, eccetera. Insomma, scegliere che l'autorità sulla morte dei PG stia ai giocatori o ai dadi è una scelta fatta a monte a seconda di quale sia l'obiettivo del gioco. Diventa anticlimatico solo se il conflitto portato in gioco è la sopravvivenza dei PG, il che è vero solo per pochissimi giochi - e certo non per quelli finalizzati a creare una storia epica.

Modificato da Ji ji

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