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4 febbraio, Anno del Signore 366. 

É una sera molto fredda a Sowstead, il vento dell'est soffia con forza trascinando sparuti fiocchi di neve tra le case. 
La Halle è però gremita di gente: Martha Gambini è entrata in travaglio ed Erika, la levatrice, pensa che il bambino nascerà nella notte. Come per tutte le altre nascite questo è un evento molto importante per la comunità, e in molti resteranno alzati fino a tardi per aspettare e festeggiare. 
Victor Gambini (il padre del bambino) è seduto vicino ad uno dei due camini della Halle, quello orientale, e vicino a lui ci sono i familiari e gli amici più stretti. Lo stanno distraendo con chiacchiere e battute, anche se il nervosismo dell'uomo è ben evidente: sua moglie ha già trent'anni e ha perso due bambini prima di questo. Sembra che la strategia di Victor per la serata si riduca a sorseggiare moonshine dalla vecchia tazza di peltro che tiene tra le mani e fingere di ascoltare chi gli sta attorno.

Ma mentre Victor è così cupamente silenzioso, gli altri presenti non sembrano per nulla decisi a seguire il suo esempio. Michael Talàr ha portato il suo vecchio violino e Alec Reuben ha imbracciato la sua chitarra di legno chiaro e sta facendo cenni ad Abe Aaronson affinché si unisca a loro in una delle ballate allegre che ormai tutti conoscono a memoria...ma che tutti amano ancora. "Avanti Abe, facciamo By 'e rising oe Moone!"

Vicino al secondo camino stanno sedute diverse donne intente a ricamare e parlottare tra loro; per lo più stanno discutendo di figli, bambini e parti ed è quasi divertente come gli uomini stiano evitando accuratamente quella zona della Halle, mentre alcune giovani ragazzine origliano indiscretamente i segreti della vita. 

Nonostante suo fratello stia passando un brutto momento, George Gambini ha approfittato degli eventi per sgusciare oltre l'occhio vigile di Hank Sodden e ha portato ad Emily e Rose un bicchiere di alcol a testa. "Volete ballare?" chiede dopo aver distribuito il moonshine; la sua domanda è per entrambe le ragazze, ma tutti e tre sanno benissimo che sta si sta rivolgendo a Emily. Per sua fortuna il fabbro è tutto preso da una discussione con lo zio acquisito Arcturus Brandstone: come già altre volte negli ultimi quattro mesi e mezzo Arcturus sta cercando di convincere Hank a prendere un garzone-apprendista "Hank, un giorno le tue figlie si sposeranno, e non potrai certo pretendere che i loro mariti imparino il mestiere. Ci vuole un ragazzo più giovane". Anche se le argomentazioni dello zio sembrano più che logiche, Hank è visibilmente imbarazzato mentre per l'ennesima volta cerca di prendere tempo e minimizzare il problema. 

Non tutti sono qui solo per il figlio di Victor, ma ci sono persone che semplicemente hanno piacere a stare in compagnia in una sera fredda come questa. In particolare Buster Truemann, il genero Sloan Doner e Andrew Greene stanno piacevolmente giocando a carte, senza soldi. Capita spesso che d'inverno i tre passino intere serate (e nottate) giocando in quasi completo silenzio tra loro o con altre persone: Andrew in realtà si è aggiunto alla cerchia di recente per via del prossimo matrimonio con la sorella di Sloane, Matilda. 

Al tavolo vicino Johanna Belkey, Matilda e Cleia Doner e Ben Greene si godono a loro volta una partita a carte. Johanna ha faticato non poco per convincere il fratello ad unirsi a lei questa sera, e ora sembra soddisfatta del proprio successo come un gatto che ha mangiato la panna. "E anche questa mano è mia. Ben, stasera sei distratto?" mentre parla Johanna molla un piccolo calcio allo stinco del fratello, da sotto il tavolo. Non ha invitato la nubile e bella Cleia Doner solo perché serviva un quarto giocatore...


A Tutti

Spoiler

Benvenuti nel cupo mondo di Eden!
Cominciamo con un giro di post di presentazione, giusto per prenderci la mano.
Postate liberamente, parlate con i png che ho inserito o cercatene altri, come volete.

Mi raccomando, prima persona singolare, tempo presente

 

Edited by Pippomaster92
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Ben Con Emily  

4 febbraio, Anno del Signore 366.  É una sera molto fredda a Sowstead, il vento dell'est soffia con forza trascinando sparuti fiocchi di neve tra le case.  La Halle è però gremita di gente: Mar

Frank Coltrane al master e gli altri viaggiatori  

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Ben

Descrizione

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Ben è indubbiamente un Greene, i capelli biondo rossicci e gli occhi verdi lo testimoniano senza possibilità di errore.

È anche piuttosto alto, anche se nemmeno lontanamente muscoloso come il fratello Logan. I suoi movimenti sono però agili e fa la sua figura con indosso la giacca di pelli conciate che ora giace sullo schienale della sedia.

Alla cintura porta due coltellacci da cacciatore che spiccano sui robusti pantaloni da lavoro e al collo - ben visibile sotto la camicia dal collo aperto - porta una collana molto particolare. Una collana di cuoio nero con dodici canini di lupo, divisi da un pendente d'ambra con intrappolato all'interno un ragno a nove zampe.

Sbuffo, buttando le carte sul tavolo e lanciando un'occhiataccia a Jo, che mi ha appena dato un calcio sotto al tavolo. Non è che non sappia perché mi ha costretto a venire, ma la cosa ha del ridicolo: conosco Cleia da quasi vent'anni e, se avessi mai avuto interesse in quel senso, ci sarebbero già state mille altre occasioni.

Giochi da ragazzini... Commento solo, mentre penso a quel che avrei potuto fare se non mi avesse trascinato qui: sono due giorni che trovo tracce di cervo sul cribale di nord est e stasera volevo appostarmi per trovarlo.

Mentre Jo rimescolale carte do un'occhiata tutt'intorno, un'abitudine da persona abituata ad avere tutto sotto controllo.

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Abe Aaronson

Descrizione

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Abraham Aaronson, o, per gli abitanti di Sowstead, Abe, è un giovane uomo, mediamente alto, robusto e dal carattere deciso, spesso spensierato o giocoso. Riesce però anche a essere molto serio e premuroso verso chi affronta un periodo difficile. Data la sua abilità canora, o forse anche per il suo carisma, funge spesso da cantante per il gruppo musicale locale.

I suoi capelli castani sono corti e leggermente mossi, la sua carnagione è chiara, soprattutto ora che è inverno, la pelle è un po' ruvida e gli occhi azzurri sono anch'essi molto chiari.

Avrebbe forse potuto ottenere il posto di favorito dei suoi genitori, ma suo fratello e, anche se meno gioviale, sua sorella sono non di meno delle brave persone.

Gli piace trascorrere il tempo in compagnia, ma nulla lo rende più felice che trascorrere il tempo con la moglie, a detta di molti una donna davvero bella.

Una volta riappacificati i bambini, di corsa mi metto il cappotto e insieme a mio papà, a Leah, a mio fratello e a Faith esco per dirigermi alla Halle.

Siamo un po' tutti preoccupati per Martha e Victor, ma confidiamo che sarà un giorno di festa. Leah ha preparato un dolce e lo sta portando al trattenimento, mentre io ho un sacchetto di bacche con cui preparare un caldo infuso, magari aggiungendoci del moonshine. Nel caso nessun altro ci abbia pensato, non vorrei rimanere senza qualcosa di caldo da sorseggiare.

Con calma entro e mi tolgo il cappotto, saluto tutti quelli che incrocio o che trovo a pochi passi da me, faccio due chiacchiere, poi un po' stanco mi siedo con Leah, Emmett e Faith. Parliamo un po' dei lavori fatti, di quello che faremo domani e anche dell'alterco tra Asher e Grace circa il nome da dare al pupazzo di neve.

Per fortuna ci hanno già pensato le donne a preparare una bevanda calda, e ne approfitto, sempre salutandole con un sorriso e conversandoci amabilmente.

Sto bevendo l'ottima bevanda quando Alec mi chiama per cantare. Nessuna sorpresa, ma scherzosamente punto con un'aria stupita il dito indice verso la mia persona e, avuta subito la conferma, stendo le braccia e distendo le mani verso Alec, come a dire "ben ritrovato" e a indicare il mio indubbio arrivo, sempre sorridendo, e mentre mi incammino spedito verso di loro faccio segno a Emmett di raggiungerci.

Poi ad alta voce proclamo "Per la gioia dei miei cari amici, questa ballata è dedicata a quanti tra di noi stasera hanno ancora il musone in faccia! Come il buon Sloane, mio cognato Tim, e Ben Greene! Che succede? Avanti Michael!"

Quindi, seguendo la musica dei miei amici, canto energicamente per svegliare un po' quelli più addormentati e far ballare meglio chi si unirà alle danze.

Nota per tutti

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Faith Truemann: moglie di Emmett, anche lei aspetta un figlio.

 

Edited by nanobud
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Emily Sodden

Descrizione

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Emily è una ragazza appena sbocciata, da poco transitata ufficialmente nello stadio di donna. I suoi tratti sono abbastanza anomali per essere quelli di una figlia del fabbro: lunghi capelli rossicci, sporcati da una tinta sul castano, che porta solitamente raccolti per non impacciarla durante il lavoro, occhi del colore del sottobosco e la carnagione chiara sembrerebbero quasi additarla come Greene "ad honorem". Ai tempi ci fu anche chi sussurrò che Hank non fosse realmente suo padre, ipotesi scartata dopo un paio di accese "discussioni" nella sala comune. 
Emily appare come una ragazza abbastanza minuta, che non raggiunge neanche i sei piedi di altezza, ma ha più volte dimostrato di possedere una forza ben superiore a quella degli uomini del paese.
Veste con abiti abbastanza pratici, lasciando da parte le larghe gonne e i vestiti stretti che indossano le altre donne.

Questa serata gelida è diversa dalle altre: normalmente l'intera Sowstead si sarebbe rinchiusa nelle proprie abitazioni, ma non oggi. Sta per nascere il figlio di Victor Gambini e, vista la difficoltà con cui la moglie ha partorito, la comunità al completo ha deciso di riunirsi nella Halle. Mi son seduta vicina a mia sorella e sto parlando dei pochissimi ordini ricevuti nelle ultime settimane, finché non veniamo raggiunte da George, che ci invita a ballare. Vuole essere torturato? Non conosco una ballerina peggiore della sottoscritta. Non rispondo immediatamente a George: mio padre e Arcturus stanno discutendo del futuro della fucina. Non si arrenderanno mai all'idea di un fabbro in gonnella. Rose, cosa ne dici? Gli concediamo l'onore di ballare con la ballerina piú abile di tutto Sowstead e sua sorella? Chiedo sorridendo alla ragazza, dando un veloce sguardo al moonshine nella tazza.

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Quando Abe attacca a cantare Michael e Alec cominciano a suonare i loro strumenti e il brusio della Halle si ferma per qualche istante, fino a quando anche altri cominciano ad accompagnare la melodia con il pestare dei piedi sul pavimento di legno e con un piccolo coro un po' scompagnato.
Abe conduce con la sua bella voce, sovrastando gli altri, e si crea un piccolo spiazzo dove alcuni giovani si fanno largo per ballare inibiti da quel dito o due di moonshine che hanno bevuto dalle loro tazze e bicchieri. 

Testo della Canzone

Spoiler

Oh then, tell me Jean O'Farrell, tell me why you hurry so?
Hush a bhuachaill, hush and listen", and his cheeks were all aglow,
I bear orders from the captain:- get you ready quick and soon
For the pikes must be together by the rising of the moone
By the rising of the moone, by the rising of the moone,

For the pikes must be together by the rising of the moone

And come tell me Jean O'Farrell where the gath'rin is to be?
In the old spot by the river, right well known to you and me.
One more word for signal token:- whistle out the marchin' tune,
With your pike upon your shoulder, by the rising of the moone.
By the rising of the moone, by the rising of the moone
With your pike upon your shoulder, by the rising of the moone.

Out from many a mud wall cabin eyes were watching through the night,
Many a manly chest was throbbing, for the blessed morning light.
Murmurs ran along the valleys like the banshee's lonely crone
And a thousand pikes were flashing at the rising of the moone.
At the rising of the moone, at the rising of the moone.
And a thousand pikes were flashing by the rising of the moone. 

There beside the singing river that black mass of men was seen,
High above their shining weapons flew their own beloved green.
Death to every foe and traitor! Forward strike the marching tune.
And hurrah my boys for freedom; 'tis the rising of the moone.
Tis the rising of the moone, tis the rising of the moone
And hurrah my boys for freedom; 'Tis the rising of the moone.

Intanto la proposta di George sembra aver trovato una Rose abbastanza desiderosa di ballare: si alza in piedi e ammicca alla sorella "Facciamolo cominciare con la sorella meno brava, allora!" e si lancia in una breve danza con il ragazzo. In realtà tutti i ragazzi e le ragazze stanno ballando in modo un po' casuale e scoordinato, con passi semplicissimi. Dopo un giro Rose si abbandona di nuovo sulla panca a fianco di Emily, con le gote colorite per l'eccitazione, sorridendo mentre si sistema la capigliatura spettinata. Gabriel prende gentilmente la mano della Sodden che ancora si è scampata il ballo, e la invita a danzare con lui.

Non solo i più giovani approfittano della musica per scaldarsi con qualche giro di danza: Sloane si alza posando le carte sul tavolo e invita la moglie, imitato da un paio di altri. 
Altri decidono di restare a guardare, spostando solo un poco i tavoli per dare più spazio a chi invece vuole seguire la musica. Mentre aiuta il fratello in questo compito, Jo fa l'occhiolino al fratello e si sporge in avanti per sussurragli qualcosa.

Ben

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"Beh, non la inviti a ballare? Non è mica stato facile convincerla...la tua fama di solitario sta già facendo troppi danni tra le fanciulle" il tono è un filo meno scherzoso del solito.

Il primo giro di danze sta per finire, ma già la gente chiede a gran voce un bis; George è tra quelli che grida più forte, mentre tiene Emily per mano. 

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Ben

L'occhiataccia che rivolgo a Jo è letale, una di quelle che farebbero sentire un rivolo freddo nella schiena anche al più coraggioso tra gli uomini, ma è totalmente sprecata con lei. Potrei forse abbandonare suo marito Ron in mezzo ad un bosco, o anche un qualunque Brandstone scelto a caso tra quelli con più di 10 anni, ma anche i sassi sanno che il massimo che posso permettermi con Jo è di sbuffare.

Finisco quindi di spostare i tavoli e, con un'ultima occhiataccia mortifera a mia sorella - un'occhiataccia che le comunica chiaramente che so quello che sta facendo, e che c'è di mezzo lo zampino di nostra madre! mi avvio verso la sedia dove è seduta Cleia Ti...ti va di ballare? le domando, probabilmente facendomi uscire di bocca la frase più lunga di questa sera.

Quindi, se acconsente, mi sposto verso la pista da ballo accennando a condurre la danza. Tutto sommato non sono un così pessimo ballerino, o almeno non credo di esserlo, però mi concentro molto per non pestarle i piedi e cerco anche di accennare un sorriso. Il fatto che sia stato tirato in mezzo a questa faccenda non credo sia colpa sua - anzi, probabilmente aveva meno voglia di me di tentare questa stravagante accoppiata - quindi non posso portarle rancore.

Dopo un primo giro di ballo valuto se vuole continuare o meno, ed intanto dico Mi dispiace, non so se volevi essere qui stasera. Magari avevi di meglio da fare...purtroppo è difficile contenere Jo quando parte con le sue idee... 

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Abe Aaronson

Guardo soddisfatto la folla mentre un bel gruppetto di giovani danza disinibito nello spiazzo tra i tavoli.

La musica si conclude ma è solo una breve pausa: molti stanno già chiedendo il bis e io metto una mano all'orecchio come se non li sentissi già bene. Sorrido a Alec, Micheal ed Emmett e poi lancio velocemente un pugno in aria.

Riprendo la ballata dall'inizio, con la stessa energia, ma l'effetto creato è come se l'avessimo ripresa dopo averla interrotta. Una prima parte infatti la canto da solista.

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Il breve ma intenso assolo di Abe fa fermare le danze per qualche istante, i ballerini troppo intenti ad ascoltare per fare altro. Poi attaccano gli strumenti e si riprende a ballare.

In un angolo Ben Greene e Cleia Doner danzano un po' più lentamente degli altri, con meno brio; la ragazza sta parlando con il giovane uomo e nessuno dei due sembra particolarmente interessato alla musica.
"No, mi fa piacere ballare un po'. Sei tu che non devi sentirti obbligato...Johanna è una cara amica ma a volte penso sia un po' prepotente. Siccome è tua sorella, credo che tu lo sappia meglio di me" dopo il primo giro di ballo, Cleia si scioglie un po' di più e sembra aver perso un po' dell'imbarazzo "Facciamoli contenti e balliamo, divertiamoci e basta. Non mi stai certo chiedendo la mano" 

Poco distante George Gambini conduce il ballo con Emily: nemmeno lui è un grande ballerino ed è mosso molto più dall'entusiasmo che dal senso del tempo. Sta per dire qualcosa alla sua dama quando la porta della Halle si spalanca ed Erika Doner entra nell'edificio accompagnata da alcuni fiocchi di neve. 

Subito la musica tace, le persone si fanno silenziose e tutti gli occhi si rivolgono alla levatrice.
La donna ha il bianco grembiale e i guanti di cuoio lunghi fino al gomito macchiati di sangue; i capelli grigi le sfuggono da sotto la cuffia bianca e il volto è provato dalla stanchezza. Sta badando alla partorente da ormai dieci ore, da prima che entrasse in travaglio, e la fatica comincia a farsi strada. 
Si avvicina a Victor e gli sorride "Un maschio. Stanno bene; se vuoi andare fai piano perché Martha sta riposando. Si è sfiancata, povera ragazza" 
L'uomo prende una mano della levatrice, incurante del sangue viscido con cui si sporca il palmo, e la ringrazia silenziosamente prima di uscire di corsa nella notte. Il Pastore lo segue a ruota assieme a George: i due fratelli non possono certo perdersi i primi istanti di vita del loro nuovo nipotino!

Non appena la porta sbatte alle sue spalle, scossa dal vento, in molti cominciano ad assembrarsi attorno ad Erika; ma la levatrice (ormai ben abituata) si toglie con calma grembiule e guanti e li getta in un secchio vuoto tenuto vicino al camino. Si siede e prende un bicchiere, vi versa più di qualche dito di moonshine e lo trangugia in tre sorsi. Solo allora, schioccando le labbra, comincia a rispondere alle interminabili domande: le donne chiedono se è stato un parto difficile, se il bambino è uscito con la testa o con i piedi...ma non sono oziose curiosità, e anche molti uomini drizzano le orecchie.

Nessuno lo ammetterebbe mai, ma questo è il primo parto dell'anno. E da molto, moltissimo tempo il primo parto è considerato un po' magico. Si crede che, se va tutto bene, allora l'annata sarà fruttuosa. I campi saranno ricchi, gli animali sani. Se invece ci sono problemi l'anno parte con il piede sbagliato...

Erika si fa pregare un po' prima di rispondere alle domande, è un gioco che fa da anni. Ma alla fine spiega come Martha sia riuscita ad avere il bambino quasi da sola, e che il piccolo ha urlato e pianto con gran forza; il bambino è un maschietto bello grosso che promette di crescere grande e grosso come il padre. E Martha è ovviamente esausta ma ha perso poco sangue rispetto alle altre volte. Se non fosse per la sua età, aggiunge Erika, probabilmente potrebbe averne un altro senza grossi problemi. 
Mentre le altre donne in dolce attesa (rigorosamente in prima fila) fanno altre domande, altri ritornano ai loro tavoli e alle panche, qualcuno ravviva i due fuochi e qualcuno invece decide di tornare a casa. 
Per stasera, comunque, la musica è finita: Alec sbadiglia e augura a tutti una notte tranquilla per poi uscire dalla Halle, e Michael ripone il violino dedicandosi ad un bicchiere di moonshine. Molti altri lo imitano, specialmente coloro che ancora non avevano bevuto, perché questa è davvero un'occasione di festa. 

 

Edited by Pippomaster92
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Ben

L'importante è che lo capiscano loro... borbotto, lasciandomi però andare un po' e sorridendo appena. In fondo non è che mi dispiaccia ballare con una vella ragazza, solo che... 

D'improvviso mi rendo conto di essere stato scortese e cerco di aggiustare il tiro, riuscendo solo a dire scusa, non è per te, ovviamente. Non è che non ti trovi...beh, sì, insomma, hai capito... Mi sto perdendo nelle parole, ovviamente, ma non è una novità.

Non sono tipo da grandi discorsi...e poi, come si spiega ad una ragazza che hai più paura di lei di quanta non ne hai di un grosso lupo incontrato in piena notte in mezzo alla foresta?

Fortunatamente l'arrivo della levatrice mi toglie d'impaccio, interrompendo il ballo e permettendomi di pensare a qualcos'altro. Le sue prime parole, circa il fatto che il bambino sia nato e che madre e figlio stiano bene, mi fanno sorridere.

È successo per caso, ma stavolta è andata bene... ricordo ancora la preoccupazione di papà quando nacque Natalie e questo caso me lo ricorda molto, anche se - allora - era estate e stavamo tutti all'aperto ad aspettare perché qui dentro non si respirava dal caldo.

Quando poi la levatrice spiega che il parto è stato come lui comanda, riesco a non esternare il sospirone che stavo trattenendo: posso anche considerare superstizioni dei vecchi quelle faccende del primo nato legato a come andrà il raccolto, ma se va bene la superstizione non può fare male, no?

Comunque torno a concentrarmi su Cleia, che ancora ascolta qui vicino i discorsi delle donne più grandi. Aspetto che il discorso cui sta partecipando scemi, per offrirle un bicchiere con la sinistra, mentre con la destra tengo il mio, e spiego Un brindisi per il nuovo nato...

lo dico a voce abbastanza alta affinché anche altri sentano e possano unirsi, senza sembri una cosa tra me e lei. Quindi aggiungo Vuoi che ti accompagni a casa?

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Emily Sodden

Accetto di danzare sia con Gabriel che con George: è un'occasione particolare, dovró pur concedere qualche soddisfazione a quel ragazzo. Lo vedo intento a iniziare un discorso, ma fortunatamente viene interrotto dall'arrivo della levatrice: il parto è andato bene e la donna non ha sanguinato troppo. Non ho mai visto un bambino con un simile tempismo. Tiro un sospiro di sollievo, anche se non é certo per la superstizione che gira in paese. Le altre donne si fiondano a tempestare Erika di domande, che ascolto con la dovuta attenzione: non amo particolarmente sentir parlare di parti. Torno al mio posto e alzo il bicchiere unendomi al brindisi proposto da Ben Greene, parlando poi a mia sorella Io vado un momento a parlare con nostro padre, va bene? Mi volto poi verso George, aggiungendo con un sorriso Bella serata. La prossima volta cerca di trovare una ballerina migliore. Si stancherà prima o poi? Mi avvicino al fabbro, attendendo che finisca eventuali discorsi: so quanto odia le nostre interferenze nelle "questioni da uomini" e non posso bruciare completamente ogni mia speranza di ottenere ció che voglio. 

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Cleia Doner soppesa brevemente la proposta di Ben, annuendo poi abbastanza convinta "Si, grazie. Con questo tempo preferisco non fare la strada da sola" si china in avanti, bisbigliando 
Ben

Spoiler

"Non dirlo in giro, ma anche se sono adulta ho ancora paura degli spiriti della notte. So che sono storie per i bambini, ma..."

La sua non è tanto civetteria, come la domanda di Ben del resto non è dettata solo dalla galanteria: i Doner abitano praticamente tutti a un paio di minuti a piedi dalla casa più esterna di Sowstead, e in notti fredde come queste è un percorso buio e spiacevole. Non è mai successo nulla, gli animali selvatici non vengono mai così vicini alle persone; eppure pochi amano percorrere quel breve tratto di strada in solitaria. "Possiamo andare anche ora; mia zia resterà qui ancora un po' prima di tornare a casa. Forse passerà ancora dai Gambini giusto per assicurarsi che vada tutto bene" aggiunge lanciando un'occhiata ad Erika che sta parlando ancora del parto con altre donne. 

Nel frattempo Emily si reca dal padre, con la sarcastica benedizione della sorella. Rose ultimamente è un po' ai ferri corti con Hank, anche se non ne parla molto volentieri nemmeno con la sorella. 
Il fabbro ha appena brindato e ha approfittato dell'occasione per liberarsi con una pacca e un sorriso dello zio: così si volta trovandosi sua figlia davanti all'improvviso.
L'omone sorride attraverso la barba castana, che comincia ad ingrigire intorno alla bocca, e si gratta la fronte (sta recedendo molto di recente e spesso Hank viene sorpreso dalle figlie a tastarsi l'attaccatura dei capelli mentre è sovrappensiero) "Oh, Emy. Non sapevo fossi ancora qui. Eri a ballare con qualcuno?" chiede quasi speranzoso. 

@Ian Morgenvelt 

Spoiler

Ho dato per scontato che tu abbia salutato George prima della sua uscita.
In tal caso la sua risposta al tuo augurio è stata un'espressione un po' sorpresa, qualche balbettato complimento e poi una fuga precipitosa mentre il pastore (suo fratello maggiore) lo prendeva ad allegri spintoni fino alla porta. 

 

 

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Abe Aaronson

Sto cantando By 'e Rising oe Moone e mi faccio trascinare dall'atmosfera. Normalmente il concerto proseguirebbe con altri due o tre brani, e nonostante sapessi dell'evento più atteso della serata, pregusto le canzoni successive.

Poi però, inevitabilmente, le porte si spalancano e Erika ha subito l'attenzione, e le speranze, di tutti.

Questa, come al suo solito, supera tutti e si dirige subito dal diretto interessato. Non che ci sia alcun male, ma potrebbe anche annunciarlo a tutti con più entusiasmo, appena varcato il portone. D'altra parte questo parto è stato davvero lungo.

Seguo un po' impaziente il cammino della levatrice finché non pronuncia le fatidiche parole.

"Lunga vita al maschietto!!" grido verso Victor, prima che sia uscito.

Poi saluto Alec e insieme agli altri mi siedo per un ultimo momento insieme, aspettando che le donne abbiano finito.

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Ben

Annuisco a Cleia quando mi confida il suo "piccolo segreto" senza commentare. Personalmente non credo in queste storie, ma sono consapevole che le fredde notti d'inverno - specie quelle senza luna - possono essere cupe e spettrali per chi non è abituato.

Recupero la giacca di pelle, indumento di cui sono molto orgoglioso avendo cacciato e conciato personalmente ciò che indosso e mi avvio all'uscita, lasciandole il tempo di salutare chi desidera.

Master

Spoiler

Quando varchiamo la soglia della Halle inspiro a pieni polmoni la fredda aria notturna e, in qualche modo, il volto e la postura tradiscono una maggior rilassatezza, come fossi decisamente più a mio agio qui al freddo che con tutta quella gente.

Offro quindi il braccio alla ragazza - anche in questo caso non proprio per galanteria quanto per timore che nel buio possa inciampare e farsi male - e mi avvio a passo tranquillo verso casa sua.

Non ho fretta comunque di raggiungerla, quindi lascio che la cosa sia più una passeggiata che una marcia. Intanto dico, per evitare che la cosa sia appesantita da un imbarazzante silenzio Mi dispiace se ti ho rovinato la serata...dicono non sia uno di grande compagnia...

 

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Leah si attarda con Faith Truemann ad ascoltare il racconto di Erika: sono le due donne più vicine al parto, anche se per tutte e due mancano dei mesi.
E nonostante Leah abbia già avuto due figli, sembra che sentire i discorsi da esperta della levatrice le dia un certo sollievo.

Con la coda dell'occhio nota il marito, già pronto a rincasare: allora saluta cordialmente le altre donne e lo raggiunge "Oh, scusa se ti ho fatto aspettare, caro. Ma sai, è sempre un sollievo quando va tutto bene. Martha mi aveva confidato di avere molta paura...e devo dire che ne aveva attaccata un po' anche a me" le due donne sono coetanee e sono sempre state molto unite "Se per te va bene, vorrei passare a trovarla prima di arrivare a casa"

Ben (fuori dalla Halle)

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Passeggiate, e Cleia sembra abbastanza favorevole all'idea di non raggiungere subito casa. Tra l'altro pure lei è bene equipaggiata contro il freddo, imbacuccata in una sciarpa e con un cappello da uomo sulla testa, che tiene premuto con la mano libera. I suo riccioli neri cominciano subito a macchiarsi del bianco della neve, ma non sembra preoccuparsene.
Invece è abbastanza allegra "No, non dire così. Il problema è che tua sorella ti aveva costretto a fare una cosa che non ti piace, lo capisco. Le parlerò nei prossimi giorni: non vorrei si facesse strane idee. Sei un gran bel ragazzo e al contrario di quello che pensa mia sorella credo che tu sia di buon cuore e gentile; però l'estate scorsa ho scambiato un pegno con un ragazzo di Praire, e quest'anno lui chiederà la mia mano. Perciò...sei al sicuro" ti tira una gomitata amichevole.
Non hai ma parlato molto con Cleia, che pure ha pochi anni meno di te; ma in effetti è una ragazza simpatica e molto informale. Come tutti i Doner può sembrare un po' rozza, un po' volgare a volte, ma col cuore al posto giusto. Ti viene da chiederti come mai nessuno le abbia ancora chiesto la mano...a parte per la scarsissima dote che una Doner può portare. Tuo fratello Andrew non si fa questi problemi, vista lo stato della tua famiglia e la sua incredibile cotta per Matilda.

 

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Emily Sodden

No, non si è arreso, a quanto pare. Quando mi decideró ad ignorarlo definitivamente? Guardo un George abbastanza confuso uscire dalla Halle prima di avvicinarmi a mio padre. Si è appena congedato da mio zio: è decisamente l'occasione adatta per parlargli. Il colloquio inizia con una domanda diventata praticamente di rito, a cui evito di rispondere con i soliti sospiri, tirando fuori tutta la mia gentilezza Sí, ho ballato con George. Come se qualcun'altro mi chiedesse ancora di ballare. Ho sentito te e il signor Brandstone parlare del futuro della fucina. Conosci per caso qualche giovane del villaggio che saprebbe gestire la forgia con la tua abilità? Dico con uno sguardo di falsa innocenza, aggiungendo Ma perché non ne parliamo sulla strada di casa? Inizia a fare freddo, non vorrei prenderne piú del necessario. 

Edited by Ian Morgenvelt
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Ben

Spoiler

Ridacchio quando Cleia mi rivela di essere quasi promessa, prima di commentare Beh, sono certo che sia un uomo fortunato! E non sai che favore mi stai facendo...dopo una rivelazione simile mi lasceranno in pace almeno fino alla primavera...

Ridacchio scuotendo il capo per togliere la neve dal cappuccio, prima di sentirmi in dovere di spiegare Non è che non voglia sposarmi o altro, capiscimi...solo che vorrei farlo con chi dico io, se lo troverò.

Il mio sguardo si fa malinconico, mentre aggiungo Non è facile quando pensavi di aver trovato la persona giusta, quella per la quale saresti stato disposto a fare tutto, e poi scopri che la cosa era a senso unico...

Quindi, finita la scorta di parole di questo mese, scuoto le spalle per scrollarmi di dosso la malinconia e aggiungo, per cambiare argomento Se si rimette a nevicare domani non potremo lavorare al tetto...

Mi riferisco ovviamente al tetto della casa che stiamo sistemando per mio fratello, che alla prossima fiera si sposerà: in casa non si parla - complice la stagione morta - quasi d'altro.

Non mi piace essere coinvolto nei preparativi, perché con mia madre e le mie sorelle si finisce, in un modo o nell'altro, a parlare di me. Ma sistemare la casa è un discorso diverso, qualcosa in cui posso essere utile anche senza avere particolari competenze in materia (competenze che sia mio padre che Logan invece hanno).

Comunque, mentre ci allontaniamo dal centro abitato, i miei sensi si fanno più acuti e all'erta: non è certo per gli spiriti della notte, ma qualche animale potrebbe essersi spinto fin qui.

@Master

Spoiler

Vedi tu se è un caso da percezione attiva o passiva. Del caso ho +6/16

 

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Abe Aaronson

"Nessun problema, non ci hai messo poi tanto" dico stando ancora seduto, prendendole la mano e sorridendole "e mi trovi d'accordo sull'andare da Martha e Victor. Però potrebbe essersi già addormentata... Vedremo!"

Quindi guardo per qualche attimo chi sta con me a tavola, prendendo parola se questi non dovessero aprir bocca.

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Il fabbro si carezza la barba, alzando un sopracciglio alle parole della figlia. Lancia un'occhiata oltre la spalla di Emily osservando Rose e poi torna a focalizzarsi sulla primogenita.
"Dobbiamo proprio parlarne stasera, vero? Zio Arcty non poteva fare a meno di aprire questa porta...Eh, andiamo" 
Hank comincia a salutare tutti mentre prende la sua giacca di pelo, vecchia ma ancora calda, e la indossa. Fa un saluto anche ad Abe Aaronson e gli si avvicina per parlargli con un tono di voce normale (se volesse sovrastare il cicaleccio delle donne dovrebbe urlare). Gli posa una manona sulla spalla "Di a tuo padre che ho quasi finito di sistemare le sue falci; può venire quando vuole a prenderle" 

Dopo di che prende la figlia sottobraccio ed esce anche lui nella notte.

Emily

Spoiler

Uscite nella neve, sta cominciando a cadere con maggior impegno e fermarsi per terra come un sottile strato di farina. 
Prima di chiuderti la porta alle spalle cogli un'occhiata di Rose, ma non riesci a decifrarla.
Tuo padre, del resto, ti distrae subito riportandoti alla realtà con la sua voce profonda.
"Emy, sai bene che non è facile trovare l'apprendista giusto. Deve avere le braccia solide, il fiato sufficiente, e soprattutto deve dedicarsi per anni al lavoro. Dovrei prendere un ragazzino, e avrei dovuto farlo molti anni fa. Speravamo tanto che Emma fosse un maschio..." l'ultima frase esce strozzata. Tuo padre ha sempre cercato di non far trapelare la delusione di non avere figli maschi, ed Emma è sempre stata la sua croce e la sua delizia. Le vuole molto bene, ma è anche la bambina che ha distrutto le ultime speranze di Hank. "Insomma, so dove vuoi arrivare. Vuoi prendere tu il lavoro. Ma chi sposerà una donna con le braccia gonfie, le mani callose e bruciate, le spalle curve e la fronte scottata? Sei una ragazza bellissima, dovresti cercarti un marito che ti faccia felice...non un'incudine!"

Ben

Spoiler

"Già, mi spiace molto per Belle. E per la sua povera madre" come molti a Sowstead, anche Cleia è convinta che il tuo umore sia dovuto alla fuga di Belle e non alla storia con Katherine Truemann. E questo dimostra quanto possa essere cieco un villaggio intero di fronte alla verità, perché Cleia vive da tre anni nella stessa casa di Katherine e sono praticamente coetanee ma non sembra conoscere i retroscena della tua relazione con lei. 
"Sembra che verrà una bella nevicata, del resto è il tempo giusto per queste cose" la giovane è ben lieta del cambio di argomento, e mentre camminate osserva il terreno coperto ormai da un sottile strato di neve. La falce di luna che emerge dalle nuvole è sufficiente a illuminare appena il vostro percorso, ma il candore della neve lo riflette in parte. 
Proprio grazie a questa tenue illuminazione riesci a notare qualcosa di peculiare.
Siete ormai davanti alla grande casa dei Doner, un'accozzaglia di legno e tegole costruita e ampliata per ospitare la numerosissima famiglia. Varie ali si dipartono dal corpo centrale, là dove un figlio si è trasferito con la moglie e ha messo su famiglia, o dove un vecchio genitore (vedovo o vedova) si è ritirato per far spazio al primogenito. La casa è immersa nel buio. Le porte sono chiuse e le finestre hanno le imposte bloccate da tavole di legno che dovrebbero tenere il calore all'interno. Ma al piano terra una delle porte è spalancata...anzi, divelta. Non sei abbastanza familiare con l'edificio per capire di che abitazione si tratti, è una baracca piuttosto piccola e null'altro salta all'occhio.
Cleia continua a parlare del tempo, non ha di certo notato la cosa. Per essere una ragazza timida sembra aver trovato facilmente la parola!

Nota

Spoiler

Questo è dovuto alla tua percezione, ma per ora ti trovi ad una decina di metri dalla porta stessa, e di più non vedi alla tenue luce senza avvicinarti.

 

Dopo che il fabbro se ne è andato, Leah si rivolge di nuovo al marito "Beh, spero anche io che non si sia ancora addormentata...ma anche così sarà in mezzo ai parenti. Andrò a trovarla domani. Sai, sto facendo una coperta per il nostro e pensavo di fare qualcosa anche per il figlio di Victor" stringe amorevolmente la mano ad Abe, sorridendo mentre chiaramente pensa già al prossimo figlio: Leah è una madre molto affettuosa e ha sempre dimostrato un grandissimo amore per i suoi figli. "Se non sei stanco, pensavo che a casa potresti leggermi un'altra delle poesie, che ne pensi?" per la nascita di Grace avevi comprato un piccolo libro di una cinquantina di pagine, contenente testi di ballate e qualche poesia. Tua moglie apprezza molto quando le leggi per lei, cosa che non può fare da sola (o quasi: un po' le hai insegnato a leggere, ma lei sembra comunque preferire la tua bella voce).
Al tavolo con i coniugi Aaronson c'è rimasto solo Buster Truemann, suocero di Emmett Aaronson. Il vecchio ha chiaramente bevuto un po' più del dovuto, cosa che lo rende un po' più amabile del solito...ma non meno volgare "Abe, se avessi una moglie come la tua che mi chiede di tornarmene a casa a leggere avrei già il cappello calato in testa!" grugnisce concludendo con una risata secca, gli occhi lucidi per il troppo bere. 

Edited by Pippomaster92
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Ben

Spoiler

Quando noto con la coda dell'occhio la porta divelta i miei sensi si scuotono all'improvviso ed il cervello smette di ascoltare le parole di Cleia, che istintivamente trattengo quando smetto di camminare. Ovviamente non le faccio male, semplicemente siamo a braccetto e smetto di avanzare, così che il mio peso (maggiore del suo, data la differenza di stazza) fermi anche lei.

Quindi le chiedo a bassa voce, ma comunque non agitato per non dare l'idea di essere uno che si spaventa e per non agitarla Per caso una delle porte di casa vostra si è recentemente rotta? Perché quella ed indico la direzione, affinché capisca di quale abitazione parlo è divelta a terra.

Mi tengo comunque pronto a tapparle la bocca se mi accorgessi che sta per urlare. Intanto, comunque, cerco di studiare la strada che da verso la porta abbattuta per capire se vi siano tracce di uomini o di animali e rifletto su cosa potrebbe averlo fatto.

@Master

Spoiler

Cerco tracce (survival +4). La porta è divelta verso l'interno o l'esterno (ossia è stata buttata giù da dentro o da fuori)? Ci sono in zona animali che avrebbero potuto farlo (mi vengono in mente orsi)? O girano voci di ladri di recente?

 

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Abe Aaronson

Stavo pensando alla proposta di Leah e all'avvicinarsi dei saluti con chi sta per andare quand'ecco che mi si avvicina Hank, il fabbro del paese, con notizie per mio padre.

"Ottimo, glielo dirò. Grazie Hank! A domani!" sto già sperando di trovare papà ancora sveglio quando tornerò a casa. Ci ha salutato con una pacca sulla spalla poco prima l'arrivo di Leah ed è andato.

Quindi Leah prosegue il discorso di prima. Le faccio un sorriso un po' birbone e faccio una battutina "Dì la verità: vuoi vedere il pargoletto di Martha e Victor!"

Subito la solletico un pochino all'altezza della vita. La guardo per un attimo senza dire nulla, faccio parlare i sentimenti che ho per lei, mentre si lamenta. Quando il gioco finisce annuisco "È un'idea splendida... Ci andremo insieme."

Il mio sguardo cade sul suo ventre e penso al piccolo che sta crescendo.

Alla sua richiesta di leggerle una poesia non posso che dirle di sì. Poi un Buster Truemann piuttosto alticcio ci scherza sopra.

"Ed è quello che farò!" dico alzandomi all'improvviso e raggiungendo Buster per una pacca amichevole. "Ciao Buster, stammi bene!"

Quindi, trascinando Leah per mano, ma con la dovuta attenzione, raggiungo Emmett e Faith che nel frattempo si stavano intrattenendo con altri. Un po' sottovoce gli chiedo "Ci pensate voi all'allegro Buster? Noi stiamo andando..."

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