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21 marzo 2179, ore 6:30

"Tutti venite da luoghi diversi, avete storie ed obiettivi che difficilmente vi porterebbero a lavorare assieme. Eppure è così che cominciano le storie che sentiamo da una vita, a nessuno piacerebbe sentire la storia di un uomo comune.

Una catastrofe è avvenuta, una guerra è iniziata ed il Fato ha deciso che voi ne farete parte. Se siete pronti ad accettare tutto questo alzatevi, uscite dalla vostra prigione di pietra e dirigetevi verso Selleat attraverso la strada a nord.

Buona fortuna voi quattro, non morite."

Queste parole vi svegliano riportandovi alla realtà. Intorno a voi le macerie della fu città di Diuro e voi sotto di esse. Non ci fu il tempo di capire o reagire quando gli Gnoll attaccarono la città con le loro spaventose macchine d'assedio, in pochi minuti circa dodicimila persone persero la vita e solo in quattro si salvarono, che fosse per favore divino? Forse fortuna? 

Svenuti per diciotto ore sotto le pietre degli edifici, salvi per miracolo. Circondati ora da belve necrofaghe, troppo impegnate a banchettare per degnarvi del loro interesse.

Arrivati tutti all'ex ingresso nord della città, la vostra via prende la forma di un sentiero battuto largo sei metri. La foresta ai suoi lati oscura il vostro cammino.

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Jupiter Lay

La ragazza si sollevò dalle macerie, probabilmente proprio quelle l'avevano salvata da una sorte ben peggiore, aveva i muscoli e le ossa che le duolevano a causa della posizione innaturale in cui era svenuta. Aveva ancora la mente annebbiata, attorno a lei il silenzio, le rieccheggiavano nella testa solo le parole avute in sogno, o forse non era un sogno. In ogni caso doveva andarsene da quel luogo, le parole parlavano di altri 3 sopravvissuti. Cercando di non disturbare le belve che banchettavano con la moltitudine di cadaveri raggiunse quello che una volta era l'ingresso nord della città e lì li vide, gli altri 3 sopravvisuti. Sembra che un destino ci leghi disse solo, per le presentazioni c'era tempo altrove, lontano da quel luogo Andiamo non voglio morire qui disse incamminandosi sulla strada senza guardarsi indietro, chi si fermava era morto.

@Tutti

Spoiler

Jupiter Lay è una ragazza di 16 anni, ha corti capelli rossicci, occhi anch'essi di un colore rosso/marrone che ne rivelano il vero retaggio agli osservatori attenti. Vestiti semplici da viaggio e apparentemente disarmata, una cicatrice su una guancia le attraversa il viso. Beh il resto lo scoprirete andando avanti nell'avventura:

5a33fe0427788_JupiterSuli.thumb.jpg.fed475bccb0ad09e3fab2bc83cfdbb8a.jpg

 

Edited by Rock_77
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Orione (mezzelfo intrepido)

Mi svegliai di soprassalto, respirando affannosamente, racchiuso in un fortuito vano fra le macerie della locanda dove stavo bevendo. La bocca impastata di polvere e sangue, il boccale ancora nella mia mano. Ero dolorante per i colpi presi dalle macerie e cadendo a terra, ma a tastarmi e saggiando i miei muscoli non sembrava avessi subito ferite gravi, solo tumefazioni ed escoriazioni. Attorno a me il silenzio se non per gli scricccioli od i crolli di assestamento delle macerie attorno a me più o meno distanti. Nessuna voce lamentosa, nessuna richiesta di aiuto, nessun vociare dei soccorritori o rumore di gente intenta ad estrarre i sopravvissuti od i propri beni. Era surreale ed inquietante allo stesso tempo. Non potevo essere l'unico sopravvissuto, o meglio non potevamo essere solo in quattro di una città brulicante di migliaia di vite, quel sogno non poteva avere ragione, doveva essere solo frutto della mia mente traumatizzata. Appena mi sentii pronto iniziai a strisciare lungo le macerie; per una volta ringrazia sinceramente la metà elfica del mio retaggio, perché la mia vista mi permetteva di vedere anche al buio e riuscivo a comprendere l'ambiente attorno a me. Ci miei quello che mi sembro un secolo, sempre in ascolto sei rumori delle macerie, impaurito da ogni minimo rumore di cedimento al mio passaggio che avrebbe potuto scatenare un crollo addosso a me, soprattutto quando era necessario divincolare e spostare pezzi lungo il percorso. Alle volte trovai anche cadaveri di altri avventori, a pezzi od integri, incastrati o sovrastati di detriti, era una visione orribile, soprattutto quando riconoscevi da una mano o dai vestiti o da un mobile una persona che conoscevi, come il locandiere o la sua bella figlia, Azzurra. Alla fine riuscii ad emergere in qualche modo dalle macerie della locanda; un miracolo aver trovato qual pertugio percorribile fino ai limiti delle macerie.

Uscito mi si presentò una scena apocalittica, l'intera zona era distrutta, l'intera città  sembrava esserlo, tutti gli edifici erano crollati, alcuni fumanti altri ancora cosparsi di fiamme, altri semplicemente distrutto, sembrava ci fosse stato un terremoto di potenza inaudita. Eppure non ricordava che l'edificio fosse crollato dopo una forte scossa, i ricordi erano confusi, spezzati dal trauma, ma mi sembrava di ricordare piuttosto un'esplosione, un fracasso terribile. Non si vedeva anima viva, i miei appelli caddero nel vuoto, la mia voce roca e spezzata, la bocca impastata di sporco e sangue; mi accorsi di avere sete. Aggirandomi come uno spettro in quel luogo di morte e silenzio, mi resi conto di essere solo, circondato da vite spezzate, non solo coperte dai crolli, ma anche per strada, alcune dilaniante, come se tutta la città fosse stata colpita da esplosioni, vi erano crateri profondi anche nelle strade. Vagai per non so quanto, rendendomi conto che non ero solo, bestie saprofaghe si erano introdotte in città e stavano banchettando con i corpi od le parti di essi che trovavano per strada. Cercai di muovermi attraverso il fantasma di quelle che un tempo erano strade e vicolo cercando di non fare rumore e di abitare quelle bestie. Non avevo idea di dove stessi andando, non avevo più punti di riferimento, non riconoscevo gli edifici, non trovavo insegne, non avevo ben idea di dove fossi se non per la zona dove si trovava la locanda.

Non so come ad un certo punto mi ritrovai ai Cancelli Nord della città, pure loro semi distrutti. Altre tre persone stavano apparendo da direzioni diverse emergendo da quel luogo di devastazione e morte. Il sogno era reale, erano rimasti in quattro. La mia testa si stava riempiendo di domande, dubbi, ansie, preoccupazioni. Chi era quella voce? Perché il Fato aveva scelto loro? Che piani erano stati architettati per il loro futuro? Che libertà di scelta avevano al riguardo? Erano stati forse gettati in mezzo a qualcosa per cui avrebbero sperato di essere morti quest'oggi?

Ad un certo punto una delle persone, una ragazza dai capelli rossicci, ancora adolescente il bel viso deturpato da una cicatrice lungo la guancia. Le sue parole furono brevi ed assennate. Non avevo nulla da dire, stranamente, ero ancora sovrastato da quella esperienza, mi limitai ad annuire e seguirla fuori dai confini della città, lungo la strada che punta a verso settentrione, la mia fidata spada in pugno. Fuori ci aspettava un mondo stravolto, forse ancor più pericoloso di queste rovine.

Edited by Pyros88
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Ferus (felinide ladro)

Mi alzo lentamente, ossa e muscoli doloranti, cercando di togliermi di dosso la polvere e i sassi che mi ricoprono. Dannate iene... Penso , mentre il mio cervello tenta di processare quello che è successo. Macchine da guerra. Fuoco. Distruzione. Una voce... ma nessuno vicino a parlare. Che razza di stregoneria è questa? Quasi do' voce ai miei pensieri, ma la vista dei mangiatori di carogne me lo impedisce.Quelle dannate bestie stavano ingrassando sui cadaveri di un' intera città. No, non una intera. Pensai ricordandomi le parole della voce. A quanto pare, altri 3 erano sopravvissuti insieme a me. Era una speranza minuscola, forse creata solo dalla mia testa danneggiata dai crolli, ma è pur sempre l' unica. Furtivamente, per non attirare i necrofagi, mi dirigo a Nord, e dopo poco vedo, con una certa sorpresa altri tre sopravvissuti.

In particolare una ragazza dai capelli rossi, il volto segnato da una cicatrice sembra essere la più intraprendente. E le sue parole dimostrano che la voce nella mia testa non era il risultato di una forte botta. Ancora poco convinto pero' mi sento in dovere di controbattere, con la mia usuale parlantina. Beh, così diceva quella strana voce nella mia... e a quanto pare anche tua testa. Ci sarà da fidarsi? Voglio dire, di solito ascoltare le voci nella propria testa non è proprio positivo. Certo, questa città ormai è finita quindi dovremo andarcene comunque, ma dopo? Voglio dire, non potremo stare insieme così come no, certo tu mi sembri una tipa tosta, e anche il mezzelfo sembra saper badare a sè stesso, e forse sarai anche simpatica, voglio dire, almeno lo spero, non ho trovato molte persone simpatiche in città, e magari da questa tragedia potrebbe effettivamente nascere qualcosa di buono ma non credo comunque che dovremo prendere per oro colato quello che dice una voce misteriosa, magari è di una strega o chissà che altro e non c'è da fidarsi di quelle là, fanno troppe cose strane, pero' magari ha effettivamente ragione, pero' penso che a questo punto potremo solo scoprirlo insieme suppongo, quindi forse sarebbe meglio conoscerci io sono Ferus e voi?

Parlo rapidamente, senza quasi prendere fiato tra una frase e l' altra. Un po' per la curiosità, un po' per riempire i silenzio. In quella città morta c' era decisamente troppo silenzio, persino per chi è abituato a muoversi nelle ombre come me.

 

descrizione

Spoiler

Un gatto umanoide dal pelo tigrato, con un fisico magro e atletico. Indossa abiti dai colori smorti, dall' apparenza anonima, ma ben rifiniti. La lunga coda si agita continuamente e notate che non indossa scarpe.

 

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Jupiter Lay

Inizia ad incamminarsi quando viene bombardata di domande, Ma quanto parla questo pensa. Cento non è piacevole per la sua testa che ancora rimbomba a causa degli ultimi accadimenti, è come un martellare continuo. Lei non era di molte parole e neanche molto sociovole, soprattutto dopo che una intera città le era crollata attorno e addosso Io sono Jupiter, Jupiter Lay. Se hai di meglio da fare libero di farlo. Io sono abituata a vivere alla giornata. Se mi si prospetta una nuova strada che reputo migliore la seguo. E in questo momento l'unica strada che vedo è questa, quello che sarà si vedrà. Lanciando solo uno sguardo indietro si incammina nuovamente per la strada, ha i muscoli che le fanno male, ma mai far vedere le proprie debolezze e i propri punti deboli, vorrebbe piangere ... ma non è il momento.

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Orione (mezzelfo intrepido)

"Puoi chiamarmi Orione. Però adesso fai un respiro e calmati." dico in tono gentile ma comunque energico. "Non sappiamo che pericoli ci siano in agguato qui attorno, meglio posticipare le chiacchiere a quando saremo in un luogo sicuro. Va bene?" 

Descrizione 

Spoiler

Orione è giovane mezzelfo, come si evince chiaramente dai tratti elfici che hanno modificato la sua fisionomia umana rendendola più aggraziata, o sgraziata dal suo punto di vista. Vi sembra molto giovane, poco più che adolescente, anche se la sua natura mulatta non aiuta ad esserne certi dato che gli elfi mantengono un aspetto giovane per decenni se non addirittura secoli. Alto e ben proporzionato e con un bel portamento, porta i capelli castani lunghi fino le spalle, cosa che nasconde abbastanza bene la forma appuntita delle sue orecchie ed anche gli occhi sono marroni seppur abbiano delle tonalità ambrate. Di bel aspetto e dal look curato, da l'impressione di essere un bravo ragazzo anche se il suo sguardo e sorriso, alle volte, tradisce una certa malizia e furberia accentuate da un pizzetto e baffetti sbarazzini. Indossa delle vesti di buona fattura seppur si nota che non sono nuovissime, un cappello a tesa larga ed un ampio mantello drappeggiato sulla spalla sinistra, mentre  a destra rimane volutamente più aperto tramite dei lacci e mostra una spada lunga e sottile, a giudicare dalle dimensioni del fodero, che presenta una crociera robusta ed una guardia a cesto dalla elaborata foggia con diversi ponti, archetti, rami ed anelli. Al cinturone su cui è legato il fodero con dei lacci che ne lasciamo ampio gioco durante i movimenti, si intravede dalla falde del mantello che copre il lato sinistro anche l'impugnatura di un'altra lama più ridotta, probabilmente un pugnale da duello, a giudicare dalla crociera anch'essa importante e dalla foggia raffinata, è evidente che sono armi di ottima fattura al pari dell'armatura leggera in cuoio trattato e lavorato che ricopre il busto.

 

Edited by Pyros88
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Eltharion, mezz'elfo Oracolo.

Era sopratutto l'aria che si respirava, piu' ancora di quanto si vedeva o si udiva. Lontano un odore denso di sangue, carni morenti e feci, mentre intorno a me sotto le macerie di quella che una volta erano state le stalle di Durio, muffa, legno, terra bagnata e paglia fredda. In qualche modo l'intricato dedalo di travi rotte, selle e cavalli morti aveva ricavato uno spazio per la mia persona, salvandomi da un fine certa e da qualsiasi cosa fosse successa fuori da quel luogo, che mi fu palese non appena riusci a scivolare fuori dalla mia angusta salvezza. La citta' era stata rasa al suolo. 

La voce che mi aveva destato mi colpii adesso come un martello, cosi' diversa ma simile per quanto enigmatica a quelle dei miei antenati che soventemente mi sussurrano e mi bisbigliano sia di notte che di giorno. Mi diressi a nord per fede nell'ennesima profezia che gli antichi dei mi avevano posto in grembo mentre una pioggia impetuosa e scrosciante prese a cadere sui ruderi fumanti e sulle vibranti foreste intorno ad esse. Solo un animale od uno spettro sarebbero riusciti a non farsi inghiottire dalla foschia che fondeva cielo e terra in una uniforme massa grigia gonfiata dal vento ed era forse ad uno dei due che assomigliavo mentre mi avvicinavo alle grandi e diverte porte a nord, dove tre dei quattro mi stavano aspettando. Gli indagai distrattamente con i miei occhi, ambra liquida sotto la pallida linea delle sopracciglia, vibranti di pura forza selvaggia. Non gli feci domande sicuro che non avessero risposte, esattamente come me si trovavano in quel luogo per volonta' insondabili ed incomprensibili. Non ci restava che proseguire sulla strada per Selleat.

Spoiler

 

https://ibb.co/g51U9m

Una bellezza ultraterrena, elegante ed austera, lo caratterizza. Con grandi occhi vibranti di una forza ferale e primitiva e lunghi capelli biondo cenere a coronarne il volto etereo e giovane. Un armatura a dischi, di fattura esotica ed elaborata ne copre il corpo atletico, mentre dalle spalle spunta l'elsa di una spada a due mani che a dispetto delle dimensioni appare leggera e maneggevole.

 

Edited by Crees
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Uno di quei mitici sentieri, da sempre usati per muoversi in questo pericoloso mondo sta di fronte a voi. Una di quelle lunghe vie che ad ognuno di voi è gia capitato di percorrere, per uno o l'altro motivo, che da generazioni si dice tengano lontano le feroci creature che popolano questi luoghi.

Spoiler

Questi sentieri sono tutti identici, lunghe e larghe strade di pietra lastricata che attraversano le lunghe distanze fra le città. Una città potrebbe essere collegata a parecchie vie, come quella che avete appena abbandonato (Aveva quattro ingressi differenti).

Queste strade, come già detto, garantiscono la completa sicurezza di chiunque le attraversi da qualsiasi creatura che sia una bestia magica o una pianta mangia uomini (Non si esclude che esistano altri tipi di creature diverse da queste specie che siano o meno in grado di passare).

È grazie a questa "magia" che nonostante siano tremendamente pericolose le zone selvagge le persone comuni possono comodamente muoversi da una città all'altra. Spero di essere stato chiaro.

Procedete per diverso tempo, la pioggia termina ed il cielo comincia a schiarirsi, il sole alto nel cielo sembra aver passato da poche ore il mezzogiorno. La prima oscura e spaventosa foresta si fa ora un po' più colorata e luminosa, ma potrebbe essere la vostra immgainazione che cerca di allontanarvi dai cupi pensieri in seguito ai recenti avvenimenti.

Non sono sfuggiti al vostro sguardo gli enormi corvi che da quando siete partiti volano sopra le vostre teste, come portatori di un cattivo presagio. Forse non potranno avvicinarsi a voi per la protezione garantita dalla via, ma bisogna ricordare anche quanto queste creature astute siano persistenti e golose di carne fresca.

Spoiler

Questo tempo passato in viaggio fino al punto che ho descritto è di circa tre ore, qualche PG potrebbe usare una prova di conoscenza volendo per saper quanto durerà il viaggio, dove porterà esattamente la strada, se ci sono altre città in mezzo eccetera. Oltre a discussioni su come passare la notte e come trovare da mangiare e da bere.

 

Edited by Arantic
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Jupiter Lay

La ragazza si ostinò a camminare senza sosta, non aveva voglia di parlare e aveva paura che se si fosse fermata non avrebbe più avuto la forza di ripartire. Ogni tanto guardava i corvi che li sorvolavano ede era contenta di essere in una via sicura. Ogni tanto buttava un occhio indietro per vedere se i suoi nuovi compagni di sventura continuassero a seguirla. Poi un rumore, come un piccolo boato ... il suo stomaco che brontolava, uscendo dalle macerie era riuscita a recuperare un po' di cibo per il viaggio, giusto qualche razione. Si fermò quindi in mezzo alla strada e si girò verso gli altri Che ne dite di mettere qualcosa sotto i denti, non sò voi ma io è da ieri che non mangio ..

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Eltharion, mezz'elfo Oracolo

<<Lle quena i’lambe tel’ Eldalie?>>

@Pyros88

Spoiler

Parli la Nostra Lingua?

Un mezzo sangue, ma non come me. Nulla dei suoi modi, del suo portamento o del suo modo di parlare la lingua comune faceva pensare che fosse stato allevato dagli elfi ma potevo sbagliarmi. Le grandi Vie tagliavano le foreste oscure come un fiume innaturalmente perfetto, con il suo potere a fare da sparti acque fra le immonde creature assetate di sangue e la gente comune. Cercai di ricordare se i maestri mi avessero parlato o meno di quelle lande, in modo da fare mente locale sul viaggio che ci aspettava e se ci fosse qualche punto lungo la strada da cui attingere acqua, viveri e magari un riparo. Chiuso in me stesso nella ricerca di risposte rimasi indietro rispetto ai miei involontari compagni trovandomi a chiudere il quartetto, con passo sicuro ma lento, mentre gli occhi d'ambra indagavano distrattamente i corvi sopra le nostre teste.

Spoiler

@Arantic Tiriamo noi i dadi o vuoi fare tu?

Ad ogni modo farei una prova di conoscenze geografiche (+1)

 

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Orione (mezzelfo intrepido)

La ragazza ha ragione, anche io inizio a sentire i morsi della fame, sarà anche perché ieri sera mi ero dedicato a bermi diversi bicchieri di una bottiglia di ottima annata e non avevo messo niente di solito sotto i denti. Nessuno di noi sembra avere con sè delle provviste, in città tutto era distrutto o ci sarebbe voluto troppo tempo e troppi rischi per cavarne qualcosa dalle macerie. Cercai di capire quante possibilità avessimo di arrivare alla città più vicina nel malaugurato caso in cui non fossimo in grado di trovare acqua o cibo lungo il sentiero.

Spoiler

Test Conoscenze (Geografia) +1

Ad un certo punto uno degli altri individui, un mezzelfo come me, mi si avvicina e mi parla nella lingua degli elfi chiedendomi se la sappia parlare

Eltharion, in elfico

Spoiler

"Sì, ma solo quando strettamente necessario. Preferisco la lingua degli umani" dico in tono neutro, la parlata in elfico sciolta e ben cadenzata seppur detta di fretta quasi con fastidio.

 

Edited by Pyros88
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Ferus

Capito, hai ragione, è solo che quando sono nervoso tendo a parlare tanto e... ok sto zitto adesso. Rispondo al mezzelfo, un po' imbarazzato. Almeno ora so i loro nomi... Proseguo in silenzio, lanciando ogni tanto occhiate ai corvi che ci volteggiano sopra la testa. Per quanto sappia che la strada ci proteggerà, non posso fare a meno di essere inquietato dai loro occhi neri che mi fissano. Chissà dove porterà poi questa strada... Penso, spremendomi le meningi per cercare di ricordare su durante i viaggi con la mia famiglia l' avessi già percorsa

Concordo Jupiter, sarà meglio rimetterci in forze prima di proseguire il nostro viaggio. Dico, tirando fuori dal mio zaino. delle striscia di carne secca che addento con gusto. Per fortuna porto sempre un po' di cibo con me, non si sa mai quando ti possa venire fame, non trovate? 

Spoiler

Conoscenze geografia +1 per capire dove stiamo andando.

 

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@Crees

Spoiler

19=18+1 I tuoi ricordi sono molto chiari in proposito, questa è la strada che più volte hai percorso in questi anni per poter raggiungere Uzel, dove la comunità elfica è più importante che nelle altre città. Il viaggio dovrebbe durare circa tre giorni considerando anche le soste per dormire.   

Forse sei troppo preso a pensare per mettere qualcosa sotto i denti ma vedi di non morire di fame.

@Pyros88

Spoiler

20nat La città dove state andando la conosci molto bene, come la strada che percorsi diversi anni fa fuggendo dal luogo dove abitava la tua insopportabile famiglia. La città di Uzel è controllata da una forte presenza della comunità elfica che compone metà del consiglio di aristocratici. Sai esattamente che ci vogliono tre lunghi giorni di viaggio per arrivare laggiù nonostante le soste per dormire.

Le provviste le hai, considero il fatto che ti sei portato dietro il kit da Intrepido.

@Theraimbownerd

Spoiler

14=13+1 I tuoi ricordi non sono molto precisi ma ti pare ci vorranno più di due giorni e che la città a cui arriverete si chiami Uzel.

Le tue razioni scendono a 4

 

Edited by Arantic
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Ferus

Mmmmmm mi chiedo se a Uzel sappiano già di quello che è successo qui, mugugno tra un boccone è l' altro. Quella è la città dove stiamo andando se continuamo su quesa strada... o almeno così mi sembra, è passato un po' dall' ultima volta che ho preso questa strada. Spero di sì. Mi dispiacerebbe essere il portatore di cattive notizie.  Non sarebbe affatto bello, non trovate? Presentarsi in una città dicendo gli unici sopravvissuti a Diuro... no, per niente piacevole.

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Vi siete fermati per mangiare e nessuno di voi sembra voler proferire parola... eccetto Ferus. La strada è tranquilla e sembra che i corvi non vi stiano più seguendo. Questo non vi risparmia però alcuni rumori che arrivano dal bosco che, per quanto possiate sentirvi al sicuro, restano difficili da ignorare.

@Crees

Spoiler

Più volte nel corso della tua vita hai sentito una sensazione simile, sai esattamente cosa si prova quando si ha una visione. Vedi la strada su cui state camminando, non riesci a capire esattamente dove non avendo punti di riferimento ma pare a poche centinaia di metri da dove siete ora, difficile definire che momento della giornata sia, i colori sono troppo distorti. Al centro della scena un carretto distrutto, il cadavere di un cavallo incastrato fra quello che ne rimane, poco più in là dei movimenti, è tutto molto sfocato, senza suoni, ma non è difficile capire cosa sta succedendo: un'aggressione. Forse il conducente è stato attaccato da dei banditi mentre stava trasportando merci di qualche tipo.

 

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Jupiter Lay

Mangiò in silenzio una delle razioni che aveva recuperato prima di andarsene dai resti della città. Non aveva ancora voglia di fare la conoscenza degli altri ... era ancora troppo scossa per quello che era successo, anche se da fuori traspariva solo la caparbietà di proseguire. Mai mostrare le proprie debolezze pensò ricordando gli insegnamenti del monastero. Si alzò dalla pietra su cui si era seduta e si passò le mani sui vestiti, solo ora vide quanto erano logori e sporchi a causa di ciò che era accaduto, lasciò perdere. Quanto manca a Uzel? chiese a nessuno in particolare ... voleva arrivarci il prima possibile, voleva capire come era potuto accadere e capire cosa volessero dire le parole del sogno.

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Eltharion, mezz’elfo oracolo.

Non repressi una smorfia a mezza bocca sentendo la risposta del mio simile. Una smorfia scocciata o forse di sufficienza, difficile dirlo per lui e anche per me. Avevo sofferto in gioventù, come tutti i diversi, ma non avevo mai avuto dubbi su quale discendenza guidasse il mio cammino e scolpisse il mio passato. Il sangue mortale mi rendeva più impulsivo a volte e forse era stato complice nella mia  decisione di mettermi in viaggio, ma ero e rimanevo un elfo. Ovviamente la vita aveva un modo tuttto suo di incasinare gli individui e portarli dove vuole lei, chissà cosa era successo a quel mezzo sangue?

Mi sedetti con gli altri ma giusto il tempo di consumare un pezzetto di carne secca, prima che il mondo turbinasse ed i ruomori e le immagini dei miei compagni di sventura si facessero echi lontani e distorti, lasciando posto alla visione. 

<< Tre giorni e sarà meglio che non perdiamo altro tempo. >>

Dissi ritornando presente e senza rivelare nulla di quello che avevo visto, che poteva essere già successo, succedere fra giorni oppure essere uno dei possibili futuri in cui “noi” attaccavano il carovaniere per necessità. Vedere ed interpretare erano operazioni differenti e sulla seconda,  avevo ancora tutto da imparare. 

Mi alzai, inconsapevole se gli altri avessero notato il mio precedente fare assente, solerte ad arrivare sul punto della strada vista nel sogno lucido. 

 

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Orione (mezzelfo intrepido)

La vicinanza del mio simile mi irritava, ero già abbastanza sicuro dai suoi modi che egli avesse un'opinione ben diversa dalla mia sulla nostra natura bastarda. Probabilmente era cresciuto in una famiglia elfica abbastanza samaritana da crescerlo ed amarli nonostante la sua "inferiorità" o forse era l'imperfezione ed i limiti della natura umana rispetto a quella elfica ad averlo condotto a privilegiare quella metà di sè, come se gli elfi potessero essere meglio degli umani. Lo erano soltanto nelle capacità fisiche e nella qualità sopravvalutata di una vita quasi infinita, ma interiormente possono essere individui gretti e meschini tanto quanto gli umani. Non potevo fare a meno dei doni che il sangue elfico mi aveva elargito, e a ben vedere mi risultavano anche comodi, ma non avrei mai esaltato quella metà come migliore rispetto a quella umana ed ogni modo della mia fanciullezza ed adolescenza con la mia famiglia serbavo solo ricordi dolorosi e tristi. Invece da quando vivevo in mezzo agli umani, mi sentivo libero di essere me stesso, libero di non essere giudicato inferiore, libero di non sentirmi un'imbastardimento della loro preziosissima famiglia e sangue elfico.

I morsi della i fecero sentire mentre ci fermavamo per una pausa dalle lunghe ore di cammino, frugai nella mia borsa da cintura e fortunatamente trovai una mela che avevo messo da parte durante il pomeriggio. Era ammaccata in diversi punti ed una crepa ne solcava il fianco pesto ed in parte sbucciato, doveva aver qualche colpo durante il crollo della locanda mentre facevo dallo sgabello dove mi trovavo a bere al bancone. Meglio di niente, mi disso mentre la addentai affamato. Lanciai uno sguardo non molto esaltato quando gli altri iniziarono a parlare di Uzel, la città a cui avrebbe condotto questa strada lastricata una volta percorsa, tre giorni se ci fossimo fermato il minimo indispensabile. Conoscevo fin troppo bene quella strada e quella città, il mio luogo natio, il luogo da cui ero fuggito un anno fa e che avrei preferito non rivedere in nessun modo; ma il destino,  se ci aveva messo su quella strada, doveva avere dei piani per noi ad Uzel. Comunque nemmeno quella prospettiva sugli eventi rendeva piacevole od interessante il pensiero di un mio ritorno in quel luogo, in nessuna maniera. Rimasi quindi silenzioso, quasi di malumore durante la conversazione, voglia di parlare di Uzel non ne avevo e nemmeno di far sapere che la conoscevo bene, molto bene, fin troppo.

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Ferus

Chissà cosa saranno quei rumori? Una bestia? banditi? Gnoll? Penso tra me e me mentre mastico la carne secca. Saremmo dovuti essere  abbastanza lontani ma la prudenza non è mai troppa.Chissà cosa si sono detti quei due...? Forse dovrei chiederglielo? Ma no, se avranno usato un' altra lingua sarà stato apposta per non farsi capire. Pero' è stato maleducato. E se glielo facessi notare? No, meglio di no, li ho appena conosciuti dopo tutto, non voglio fare la figura dell' impiccione. Pero' sarebbe così bello sapere... Ahhhg, promemoria, imparare il mezzelfico alla prima occasione utile. Ma esisterà il mezzelfico? No, forse era solo elfico.  Devo decisamente imparare più lingue... E così, con la bocca piena e la mente distratta seguo Eltharionn,che sembra essersi dato un' accellerata.

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